RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 24 febbraio 2016

GUARNERI, OLIVIERI, VERNA GLI ANNI SETTANTA a cura di Ivan Quaroni

Claudio Verna Pittura  olio su tela 90x130 - 1974


GUARNERI, OLIVIERI, VERNA
GLI ANNI SETTANTA
 
a cura di Ivan Quaroni
 
Dal 25 febbraio al 29 aprile 2016
Progettoarte elm, Via Fusetti, 14 - Milano
 
Inaugurazione DOMANI giovedì 25 febbraio 2016 ore 18:30
 
 
La galleria Progettoarte elm di Milano, nel proseguimento del percorso di promozione e valorizzazione degli artisti della Pittura Analitica, dopo le  personali dedicate a Pino Pinelli (2013), Marco Gastini (2012), Claudio Verna (2011), Enzo Cacciola (2010) è lieta di presentare la mostra Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta.

Per l’occasione saranno esposte circa venti opere pittoriche risalenti agli anni Settanta, periodo in cui le intuizioni dei tre artisti giungono a quella nuova maturazione espressiva, poi variamente denominata dalla critica con i termini di Pittura Analitica, Pittura-Pittura o Nuova Pittura, una tendenza che trova riscontro nelle parallele e coeve indagini dei pittori francesi (Support/Surface) e tedeschi (Analytische Maleri o Geplante Malerei).
I lavori qui proposti mostrano come le ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna siano legate da un comune ritorno ai valori basilari della pittura, ai fondamenti irriducibili di una grammatica fatta di luce, segno e colore.
Sorta dalle ceneri dell’Informale, ma egualmente distante dalle sperimentazioni sul grado zero della pittura, questa nuova sensibilità - oggi giustamente riscoperta e rivalutata anche dal mercato - si contraddistingue per l’attenzione al sistema di relazioni interne alla pittura e per l’analisi dei suoi vocaboli essenziali, liberati da ogni funzione descrittiva.
Narrazione e rappresentazione, avvertiti come elementi inessenziali, lasciano, infatti, spazio all’indagine su movimento, vibrazione luministica, pulsazione ritmica e intensità del colore. Il risultato è una pittura “a percezione lenta”, che richiede all’osservatore una visione prolungata.
È il caso soprattutto di Riccardo Guarneri che, identificando il colore con la luce, dipinge quadri bianchi, innervati da una filigrana di segni sottili che accentuano il carattere impalpabile della pasta cromatica.
Anche Claudio Olivieri lavora, soprattutto all’inizio del decennio, con un linguaggio che combina il segno al colore, dove però si avverte già l’interesse per la costruzione di forme fluide e scure masse plasmatiche affioranti dal fondo della tela. 
Influenzato dalle teorie gestaltiche e dai problemi legati alla percezione, Verna è, tra i tre, l’artista più interessato alle forme geometriche e alle partizioni ritmiche. Nelle sue tele il colore si organizza in campiture uniformi, sovente scandite da rettangoli, losanghe e bande di colore che evidenziano il dato processuale della sua pittura.
Questa mostra, a distanza di oltre quarant’anni, è un’opportunità unica per valutare il rigore linguistico delle ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna attraverso una selezione di opere dipinte tra il 1970 e il 1979. Gli anni Settanta rappresentano, infatti, un periodo cruciale, compresso tra il retaggio delle formulazioni poveriste e i futuri fermenti transavanguardisti, in cui questi artisti, insieme ad altri membri di quella mobile e fluida compagine di personalità che fu la Pittura Analitica, rivendicarono l’autonomia e la radicalità di una pratica millenaria attraverso il ritorno a un linguaggio primario, insieme severo e lirico.

Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta
A cura di Ivan Quaroni
Opening: giovedi 25 febbraio 2016, h. 18.30
Dal 25 febbraio al 29 aprile
Progettoarte elm
Via Fusetti, 14 - 20143 - Milano – Italy
Tel. +39 02 83390437 Email: info@progettoarte-elm.com
 
 
Per ulteriori informazioni, immagini e materiale stampa:
 
Claudia Santrolli
T. +39 339 7041657

martedì 3 giugno 2014

Arte 1945 – 2015 – Seconda Tappa: 1956 / 1967, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini 60 opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra.





Expo Milano in Arte 1945 – 2015 – Seconda Tappa: 1956 / 1967, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini 60 opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra. 

 
Inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00.
L’expo prosegue fino al 10 luglio.
A cura di Francesco Tadini, Anna Daelli e Melina Scalise.

Artisti in mostra: Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Enrico Baj, Gianni Dova, Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Ercole Pignatelli, Mimmo Rotella, Alik Cavaliere, Roberto Crippa, Alfredo Chighine, Bepi Romagnoni, Gianfranco Pardi, Mino Ceretti, Emilio Scanavino, Guy Harloff, Renato Volpini, Cesare Peverelli, Aldo Bergolli, Giò Pomodoro, Sergio Dangelo, Aldo Mondino, Rodolfo Aricò, Philip Martin, Edoardo Franceschini, Mario Raciti, Claude Viseux, Cesare Peverelli, Carlo Ramous, Gianni Bertini, Gianfranco Ferroni, Arturo Vermi, Antonio Recalcati, Carmelo Cappello, Giancarlo Ossola, Remo Bianco, Claudio Olivieri, Valentino Vago, Rosanna Forino, Ludovico Calchi Novati, Gustavo Bonora, Mario De Leo. 

La mostra raccoglie una selezione di circa sessanta opere con le quali vengono rappresentati 43 artisti che hanno indiscutibilmente avuto un ruolo da protagonisti nella storia dell’arte italiana e, in particolare, nella Milano anni ’60. L’esposizione è parte della rassegna Milano in Arte 1945 – 2015 che Spazio Tadini dedica alla città di Milano ripercorrendo tappe significative della sua crescita artistica e culturale che culminerà con Expo 2015.
La prima mostra della rassegna ha preso in considerazione il periodo 1945 – 1956 e si è svolta nel gennaio 2014.
Nelle prossime tappe – da autunno 2014 a tutto il 2015 – la selezione si allargherà agli architetti, ai designer, ai fotografi e agli stilisti che hanno contribuito a rendere Milano una delle capitali della cultura internazionale.
Si ringrazia per la collaborazione Fondazione Marconi di Milano, Pasquale Siniscalco, Galleria Tonelli, Poleschi Arte e tutti i collezionisti privati che hanno voluto contribuire all’esposizione.

SCHEDA DELLA MOSTRA a MILANO:

Spazio Tadini
Expo Milano in Arte 1945 – 2015

Seconda Tappa: 1956 / 1967

A cura di Francesco Tadini, Anna Daelli e Melina Scalise

Spazio Tadini
10 giugno – 10 luglio 2014
inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00
Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano
Per informazioni:
Francesco Tadini mob. 366.2632523 – milanoartexpo@gmail.com
Melina Scalise mob. 366 4584532 – ms@spaziotadini.it

mercoledì 8 gennaio 2014

La ragazza con l'orecchino di perla - Vermeer - Bologna, Palazzo Fava 8 febbraio - 25 maggio 2014



La ragazza con l'orecchino di perla
Bologna, Palazzo Fava
8 febbraio - 25 maggio 2014

La ragazza con l’orecchino di perla, con la Gioconda di Leonardo e L’urlo di Munch, è unanimemente riconosciuta come una delle tre opere d’arte più note, amate e riprodotte al mondo.

Per un pugno di settimane, ed esattamente dall’8 febbraio al 25 maggio 2014, il capolavoro di Vermeer sarà in Italia, a Bologna, accolta con tutti gli onori del caso a Palazzo Fava.

Sarà la star indiscussa di una raffinatissima mostra sulla Golden Age della pittura olandese, curata da Marco Goldin e tra gli altri da Emilie Gordenker, direttrice del Mauritshuis Museum de L’Aja dove il capolavoro di Vermeer è conservato. L’occasione storica di ammirare in Italia e gli altri celeberrimi dipinti olandesi nasce dalla collaborazione tra Fondazione Carisbo, e per essa il suo presidente professor Fabio Roversi-Monaco, e Marco Goldin, storico dell’arte e amministratore unico di Linea d’ombra.
La ragazza con l’orecchino di perla evoca bellezza e mistero e il suo volto da cinque secoli continua a stregare coloro che hanno l’emozione di poterlo ammirare dal vero o scoprirlo attraverso i romanzi e il film di cui la bellissima ragazza dal copricapo color del cielo è diventata, forse suo malgrado, protagonista.
Il suo arrivo in Italia è il frutto straordinario di una trattativa durata un paio di anni, a partire dal momento in cui il Mauritshuis – scrigno di opere somme da Vermeer fino a Rembrandt – è stato chiuso per importanti lavori di restauro e ampliamento, che ne vedranno la riapertura al principio dell’estate 2014.
Nel frattempo, una parte delle collezioni del Museo è stato riallestita presso il Gemeentemuseum, sempre a L’Aja, mentre un nucleo, forse il più strepitoso, è stato concesso ad alcune sedi internazionali in Giappone (a Tokyo e Kobe) e negli Stati Uniti: il Fine Arts Museum di San Francisco, l’High Museum of Art di Atlanta e la Frick Collection di New York, ovvero a istituzioni di assoluto prestigio mondiale.
Come unica sede europea, e ultima prima del definitivo ritorno de La ragazza con l’orecchino di perla al suo Museo rinnovato, la scelta è caduta su Bologna e su Palazzo Fava.

“Sarà l’unica occasione per ammirarla in Europa al di fuori della sua sede storica da dove, conclusa la mostra bolognese, probabilmente non uscirà mai più, essendo l’opera simbolo del museo riaperto”, afferma il Presidente di Genus Bononiae, Professor Fabio Roversi-Monaco.
“Annunciamo con tanto anticipo questo evento proprio per la sua eccezionalità, e perché tutti coloro che giungeranno a Bologna per la visita possano prepararsi per tempo. Ciò che accadrà tra poco meno di un anno resterà una cosa senza eguali e non più ripetibile – afferma Marco Goldin. Non serve che dica con quanto orgoglio Linea d’ombra sta lavorando su questo progetto, ringraziando sia il Mauritshuis per la fiducia nei nostri confronti sia la Fondazione Carisbo per tutto l’appoggio e la collaborazione. E quanto sentiamo la responsabilità di portare in Italia un tale capolavoro”.

Capolavoro che non sarà solo. A Bologna sarà infatti accompagnato da una quarantina di altre opere dello stesso Museo, sempre di qualità eccelsa, scelte appositamente per la sede bolognese e quindi in parte diverse da quelle già esposte in Giappone e ora negli States.
La ragazza con l’orecchino di perla non sarà l’unico capolavoro di Vermeer in mostra. Ad affiancarla ci sarà Diana e le sue ninfe, grande olio del Maestro. E ancora, ben 4 Rembrandt e poi Frans Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael, Steen, ovvero tutti i massimi protagonisti della Golden Age dell’arte olandese.

Accanto a questa mostra, la Fondazione Carisbo e Genus Bononiae proporranno anche Attorno a Vermeer, omaggio tributato da una quindicina di grandi artisti italiani contemporanei, da Guccione a Sarnari, da Olivieri a Verna, scelti da Marco Goldin per il senso della loro adesione all’intima idea specialmente del medium luminoso vermeeriano, senza distinzione tra figurativo e astratto.
Il binomio antico-contemporaneo è, del resto, una precisa cifra stilistica del critico veneto, riaffermata in modi diverse e originali in concomitanza di molte delle sue mostre.
“L’obbiettivo della Fondazione Carisbo” precisa il Professor Roversi Monaco “è di cogliere questa magnifica occasione per rilanciare Bologna, come del resto è avvenuto per Genus Bononiae, con grande successo, sia per il numero delle presenze, sia per la soddisfazione dei visitatori, nel corso del 2012, a partire dall’inaugurazione nel mese di gennaio alla presenza del Presidente della Repubblica.”

Mostra a cura di:
Marco Goldin
Emilie E.S. Gordenker
Quentin Buvelot
Ariane van Suchtelen
Lea van der Vinde

Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni
Via Manzoni 2, Bologna

Data l'eccezionalità dell'evento, la mostra sarà quasi interamente resa prenotabile.
Apertura prenotazioni dall' 11 novembre 2013. 


fonte: http://www.genusbononiae.it/index.php?pag=300

martedì 14 maggio 2013

Claudio Olivieri "Il colore disvelato" a cura di Daniela Ferrari




Claudio Olivieri
"Il colore disvelato"
a cura di Daniela Ferrari
MAG Museo Alto Garda
In collaborazione con Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
9 giugno - 3 novembre 2013



La mostra Il colore disvelato presenta una selezione di circa venti quadri di Claudio Olivieri, artista di origine romana ma milanese d’adozione, tra i maggiori rappresentanti della pittura analitica italiana. I suoi esordi avvengono nell’ambito della pittura informale, gestuale e segnica, ma è a partire dagli anni Settanta che si compie la maturazione piena di Olivieri, che da quel momento conduce una rigorosa ricerca incentrata sulla potenzialità espressiva del colore e della luce interna al quadro. Le superfici, sature di pigmento impalpabile che diviene consistente attraverso la stratificazione e la velatura, appaiono come crogiuoli di pittura aerea e pulsante.
I quadri di Olivieri richiedono una predisposizione all’atto del contemplare: con questo sguardo consapevole l’osservatore potrà entrare nell’opera e percepire autenticamente l’ansimare cromatico e luminoso. Il colore prende corpo, affiora lentamente e non appena gli occhi si fissano sulla tela, come ipnotizzati, il colore riaffonda nella sua profondità. Un autentico incantesimo della visione conduce gradualmente lo spettatore a un’intensa esperienza sensoriale. «La pittura – dice Olivieri – non è altro che puramente, solamente visibile; è ciò che, sospendendo ogni altro versante immaginativo, introduce la distanza non mediata ma infinita, che fa dello spazio una memoria. Prima della pittura è l’impensato, il luogo completamente opaco della non-relazione».
Il percorso della mostra ha inizio con i dipinti storici degli anni Settanta per giungere alla produzione più recente dell’artista in un incedere graduale che attraversa diversi nuclei sia tematici che cromatici del suo procedere creativo, volto a condensare sulla tela l’essenza stessa della pittura.
Le tele scelte, in parte provenienti dalle raccolte del Mart di Rovereto e in parte da collezioni private, saranno esposte a partire da giugno nelle tre sale della Pinacoteca destinate alle mostre temporanee, che chiudono il percorso della collezione permanente del Museo di Riva del Garda. Questo appuntamento con l’arte contemporanea presso il Museo di Riva del Garda inaugura un progetto espositivo di respiro pluriennare dedicato alla pittura e alla scultura dell’arte più recente, con l’obiettivo di presentare il lavoro di artisti contemporanei che siano già partecipi del farsi della storia dell’arte. Con la mostra Il colore disvelato prosegue inoltre l’accordo di collaborazione su specifici progetti attivato nel 2013 dal MAG Museo Alto Garda con il Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.


Claudio Olivieri è nato a Roma nel 1934. Trascorre l’infanzia a Mantova, paese natale della madre, e nel 1953 si trasferisce a Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera diplomandosi in Pittura. L’attività espositiva ha inizio sul finire degli anni Cinquanta. Nel 1960 apre la sua prima personale al Salone Annunciata di Milano.
Da questo momento l’attività espositiva è intensa e costante: tiene numerose mostre personali in gallerie, musei e spazi pubblici italiani e internazionali e partecipa a importanti esposizioni collettive.
Nel 1966 viene invitato con alcune opere alla Biennale di Venezia, dove ritorna nel 1980 e nel 1990 con una sala personale, oltre che nel 1986 nella sezione del colore. La produzione pittorica è affiancata dall’elaborazione di scritti di grande intensità. Dal 1993 al 2011 è titolare della cattedra di Arti Visive e Pittura alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, città dove vive e lavora.




MAG Museo Alto Garda
Riva del Garda | Museo
Arco | Galleria Civica G. Segantini
info@museoaltogarda.it
www.museoaltogarda.it

Piazza Cesare Battisti 3/A, 38066 Riva del Garda
t +39 0464 573869 / f +39 0464 573868
marzo-maggio | ottobre-novembre: mar-dom 10.00-18.00
giugno-settembre: lun-dom 10.00-18.00
27 dicembre - 6 gennaio: 10.00-18.00 (chiuso 1 gennaio)
Ingresso: euro 3

mercoledì 20 marzo 2013

Claudio Olivieri. La gloria dell'invisibile a cura di Andrea Dall'Asta


Claudio Olivieri. La gloria dell'invisibile
21 Marzo – 11 Maggio 2013 presso Galleria San Fedele, Milano.


La mostra dal titolo La gloria dell’invisibile, presenta alcune tele recenti del grande artista di origine romana Claudio Olivieri. La mostra é curata da Andrea Dall'Asta.

La luce è uno dei punti fondanti la sua poetica artistica che, dagli anni settanta, presenta una coerenza, una continuità e un’essenzialità inconsuete nell’arte contemporanea. Una luce intensa al centro della tela si fa strada, emergendo tra due campiture esterne colorate che, quasi la inquadrassero, si interpongono tra la luce e lo spettatore. È una luce in costante movimento, vibrazione, come se dall’interno dell’opera cercasse di affiorare, diffondersi, irradiarsi. Abbiamo la percezione di assistere a un evento che si sta dischiudendo ai nostri occhi, in una continua dialettica, in un ritmo costante di chiusura e apertura, di inspirazione ed espirazione, di un battere e di un levare. Come in un respiro del cosmo. E l’opera accade, davanti a noi, grazie a un acceso cromatismo, fatto di velature sottili, di lievi sfumature, nei toni chiari del giallo, del bianco, dell’azzurro... La tela non rappresenta ma presenta nel tempo un evento che ci conduce alla soglia del mistero.

Per Olivieri, la tela è infatti il passaggio dal visibile all’invisibile. Le forme assumono un carattere incerto, fluttuante, sospeso. Segnano il sorgere d’un senso, la nascita del racconto del fragile irrompere di una luce originaria, fatta di modulazioni delicate, sottili. Esaltando il valore cromatico del colore, l’artista crea un universo spirituale, uno spazio sospeso, metafisico. Attraverso tenui modulazioni, talvolta quasi impercettibili, ci immergiamo in uno spazio di luce. È un’apparizione, colta come in attesa di dileguarsi, di svanire, per poi risorgere. E le campiture esterne si squarciano su questa “rivelazione”. Diventano porte che si aprono sull’infinito. Si pongono come veli di meditazione, diaframmi di contemplazione, tende colorate che lasciano intravedere il divino, per poterlo proteggere, custodire. Sono veli che lasciano scorgere una visione, quasi si trattasse della manifestazione della shekinah, della gloria divina, di una presenza inaccessibile che può essere solo suggerita, evocata, ma non posseduta né manipolata. È una luce inafferrabile che dall’al di là di una realtà senza tempo, accede al nostro mondo per irradiarlo e trasformarlo. Meditazione e raccoglimento sono le chiavi di lettura per entrare in questo mondo fatto di silenzi, ricolmi di una pienezza infinita. È la gloria dell’invisibile.

Galleria San Fedele
Piazza S. Fedele, 4
Milano 20121 Italia
Tel. +39 02 863521
Fax +39 02 86352801
sanfedelearte@sanfedele.net
www.sanfedele.net

Orario di apertura
Dal martedì al sabato
Dalle 16.00 alle 19.00

venerdì 26 ottobre 2012

TRILOGIA ANALITICA / Giorgio Griffa, Claudio Olivieri, Pino Pinelli

La pittura analitica è uno di quei movimenti artistici che ami perchè ti arriva o che rifiuti perchè non lo comprendi... ma questo è un problema tuo! 

Pinelli 1985


Confronto a tre fra assoluti protagonisti della Pittura Analitica, tendenza di ricerca nata in Europa nei primi anni Settanta, l’esposizione si compone di quindici opere realizzate in un arco di tempo esteso tra quegli anni e il primo decennio Duemila.Appoggiata sul nascere da critici di prim’ordine quali Filiberto Menna, Italo Mussa e Klaus Honnef, la Pittura Analitica (o Pittura-Pittura) focalizzava l’attenzione sulla centralità di elementi primari quali la tela e il telaio, il segno, la luce e il colore, in costante meditazione sul procedimento creativo dell’artista, rigoroso e disciplinato in ogni sua fase. Il fare pittura, svincolato da simboli, contenuti e sovrapposizioni, è principio e processo assoluto; prende corpo nelle tele naturali di Griffa, percorse da tratti di colore e ombre di geometrie; nei flussi evanescenti di luce-colore di Olivieri; nelle superfici tattili e nelle vibranti cromie di Pinelli. Il processo, tuttavia, non dà mai luogo a fenomeni “freddi”, piani distanti a priori dalla sensibilità dello spettatore: è semmai il fascino del colore a sollecitare la mente e l’occhio, se è vero che, riprendendo un pensiero di Honnef (1973): “E’ difficile ricavare un concetto razionale dai quadri. Essi liberano effetti emozionali, a volte anche irrazionali”.
“Ogni parte dell’opera è struttura-colore spazialmente qualificata”, scriveva Olivieri parallelamente al critico, nel medesimo anno (1973): a fare da contraltare a tale dichiarazione, le partiture cromatiche di Pinelli il quale, precisa ancor oggi, armonizza colori puri accostandoli come note di un pentagramma.
A testimoniare, infine, del preciso equilibrio del segno di Griffa, concorrono non solamente i lavori a breve in mostra a Caserta, ma anche le recenti e prestigiosi occasioni espositive nelle quali il maestro ha esplicitato il suo riferimento alla sezione aurea, antico canone ritmico sotteso alla matematica come alle arti.

Le opere saranno in mostra alla galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea fino al 10 dicembre 2012.

TRILOGIA ANALITICA / Giorgio Griffa, Claudio Olivieri, Pino Pinelli
a cura di Teresa Lucia Cicciarella
10 novembre-10 dicembre 2012
Nicola Pedana Arte Contemporanea, Caserta via Don Bosco 7
Cell evento:3926793401
orari di apertura: martedì/sabato h. 10.00-13.00, 16.30-20.00; venerdì h. 16.30-20.00
ingresso gratuito

sabato 3 luglio 2010

Dalla Versiliana 2010...

Da Exibart:

Ci sarà anche una vera e propria anticipazione: in vista del 2011 - anno della cultura russa in Italia e della cultura italiana in Russia -, la mostra di Dashi Namdakov, artista siberiano che da qualche anno realizza le proprie opere a Pietrasanta. Questo l'aspetto ufficiale, “culturale”, al quale se ne aggiunge probabilmente un altro non dichiarato: un omaggio ai ricchi villeggianti russi, che come ogni estate si apprestano ad invadere la Versilia con i loro yacht ed i loro petro-rubli!
Sì, perché siamo a Pietrasanta, e la mostra è solo una del ricco programma Arte in Versiliana, sinergia tra Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta, la Fondazione La Versiliana ed il CAV Pietrasanta, il nuovo polo di alta formazione post universitaria nelle arti visive e plastiche. Location appunto la Versiliana - parco, villa e Fabbrica dei Pinoli -, con due vetrine espositive: la prima dal 3 luglio al 4 agosto, la seconda dal 7 al 30 agosto.
Previste mostre di Claudio Olivieri (dal 3 luglio al 4 agosto) e Pino Pinelli (dal 7 al 30 agosto), due dei principali protagonisti della pittura analitica, ma anche un percorso dedicato a Concetto Pozzati ed alla sua ultracinquantennale carriera artistica (dal 3 luglio al 4 agosto). Non mancherà l'attenzione rivolta al design con le creazioni di Andrea Salvetti e Alessandro Ciffo, in villa e nel parco (dal 3 luglio al 4 agosto). La Fabbrica dei Pinoli ospiterà (dal 3 luglio al 4 agosto) una carrellata storica di lavori di Gianfranco Zappettini.
Ad agosto villa e parco incontreranno la creatività di Namdakov che presenta una serie di sculture, tutte realizzate a Pietrasanta, di varie dimensioni: dal monumentale alle sculture-gioiello. Una visione tra cinema, disegno, architettura, scultura e design sarà al centro della rassegna espositiva che animerà le sale della villa (dal 7 al 30 agosto), grazie alle opere di Omar Galliani, Peter Greenaway, Luigi Mainolfi e Denis Santachiara. Infine, ancora una collettiva nella Fabbrica dei Pinoli (dal 7 al 30 agosto), con 3D2D Tridimension Today che vede protagonisti, fra gli altri, Aron Demetz, Fabio Viale, Michelangelo Galliani, Paolo Ulian e Stefano Boeri.

La Versiliana - Marina di Pietrasanta (Lu)
Web: www.laversilianafestival.com