RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 24 settembre 2016

Aldo Mondino moderno postmoderno contemporaneo a Genova

 Uno degli artisti più interessanti del XX secolo in mostra a Genova...



A undici anni dalla morte di Aldo Mondino (Torino, 1938-2005), il Museo di Villa Croce, in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e Palazzo della Meridiana, presenta: Aldo Mondino. Moderno, Postmoderno, Contemporaneo. La mostra, a cura di Ilaria Bonacossa, si articola in due sedi, presentando la produzione pittorica, scultorea e ambientale di quarant’anni di ricerche che per le loro qualità formali e concettuali sembrano frutto di molteplici personalità artistiche. Questa grande antologica vuole mostrare le qualità della poliedrica produzione di quest’artista piemontese per permettere al mondo internazionale dell’arte di comprenderne l’importanza.
Artista tra i più eclettici della sua generazione, Aldo Mondino è il più significativo rappresentante della poetica Post-Moderna italiana. Attraverso il suo lavoro si è riappropriato delle ricerche stilistiche e formali delle avanguardie artistiche, citando e scherzando allo stesso tempo con le opere dei suoi contemporanei.
I riferimenti presenti nei suoi lavori spaziano dal Surrealismo alle ricerche Dada, dal Pop al Concettuale no a citare e stravolgere le opere di grandi maestri come Casorati, Degas, Picasso, Giacometti o Capogrossi. Mondino pratica tutto il contrario di tutto, mescola tecniche, materiali e generi, cambiando il modo di vedere le cose e la loro funzione (esemplari i tappeti dipinti su eraclite). A partire dai primi anni ‘80, realizza sculture di cioccolato, dipinti su linoleum, mosaici di marshmallow, tappeti di caffè e di granaglie, lampadari di penne Bic oltre a sculture in bronzo, vetro, ceramica e legno. Tutto per Mondino è fonte d’ispirazione, dagli abbecedari ai classici dell’arte, dal Palio di Siena alle tradizioni religiose e mistiche. Si resta esterrefatti da come il suo lavoro possa essere giocoso e infantile, appassionato ed emotivo, introspettivo e drammatico ma sempre irriverente e ironico. Amico di Armando Testa, che lo vorrebbe spingere a fare il pubblicitario, elabora un inedito rapporto tra parole e immagini, trasformando i suoi titoli in catalizzatori di signi cato, che attraverso irriverenti giochi di parole stravolgono la lettura dei lavori. La seconda parte della sua vita è segnata da un inarrestabile bisogno di perdere coscienza di sé. Questa forma d’escapismo da un’Italia travolta dal Boom economico e stravolta dalle lotte di classe, si manifesta, come nell’amico e compagno di ricerche Alighiero Boetti, nella ricerca mistica, nell’alcool e nelle donne, ma soprattutto in lunghi soggiorni in luoghi esotici, (Turchia, Marocco o India), in cui trova i soggetti per la sua pittura.

Il Museo di Villa Croce presenta la prima produzione di Aldo Mondino concentrandosi sulle straordinarie installazioni ambientali dell’artista, sulle opere di matrice Pop (presentati alla Biennale di Venezia del 1964) e sui lavori creati con il cioccolato e le caramelle in risposta alle ricerche dell’Arte Povera. Palazzo della Meridiana, invece, presenta importanti cicli pittorici legati alla sua fase più matura, opere nate dai suoi viaggi nel bacino del Mediterraneo, opere come i ‘dervisci’ che, catturati nel loro roteare mistico, gli valsero numerosi riconoscimenti e un padiglione monogra co a La Biennale di Venezia del 1993. La mostra, inoltre si arricchisce di sei interventi monumentali installati in alcune delle più importanti istituzioni museali genovesi, articolandosi come un percorso sorprendente, in cui niente è come appare e in cui la grandiosa e storia della città viene reinterpretata dall’ironia dissacrante di questo artista. Aldo Mondino. Moderno, Postmoderno, Contemporaneo, diventa una caccia al tesoro che dalle sale neoclassiche di Villa Croce, ci spinge a scoprire la medievale Casa di Colombo, stupendoci con la superba monumentalità di Palazzo Ducale, per entrare nei saloni da ballo dei famosi Palazzi di Strada Nuova; dopo averci fatto affacciare sul mare delle terrazze di Palazzo Reale, ci immerge sottacqua nelle sale dell’Acquario, guidandoci no al meraviglioso atrio liberty di Palazzo della Meridiana.
Aldo Mondino è nato a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005.
Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’atelier di William Heyter e l’Ecole du Louvre. Si iscrive al corso di mosaico dell’Accademia di Belle Arti con Gino Severini. Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività espositiva alla Galleria L’Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, diventa fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio lungo una vita. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino. Tra le principali mostre si ricordano le tre partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1964, 1976 e del 1993, le personali al Museum für Moderne Kunst – Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Trento (2000), Aldologica alla Loggetta Lombardesca di Ravenna (2003); alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di San Marino (2007); a Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica di Alessandria (2008); Aldo Mondino Scultore a Pietrasanta (2010); alla Fondazione Mudima di Milano (2013) e alla recente mostra collettiva ONE TORINO. Shit and Die, Torino, 2014.
Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti di molti musei italiani e internazionali, oltre ad arricchire numerose collezioni private.


Museo d’arte contemporanea Villa Croce e Palazzo della Meridiana
Installazioni a Palazzo Ducale / Palazzo Rosso / Palazzo Bianco / Palazzo Reale / Casa di Colombo / Acquario di Genova


24 settembre – 27 novembre 2016

A cura di Ilaria Bonacossa
in collaborazione con Archivio Aldo Mondino


sabato 5 settembre 2015

"Il Giardino di Daniel Spoerri"… presto una visita



C'è un luogo, in Toscana, nei dintorni di Siena, ma già in provincia di Grosseto, ai piedi del Monte Amiata che si chiama Seggiano. Andrò presto a visitarlo. Perché?
Perché nelle vicinanze si trova "Il Giardino di Daniel Spoerri", parco di sculture sorto nell'ormai lontano 1991 e continuato a crescere nel corso degli anni. Fortemente voluto dall'eccentrico e noto artista svizzero, già protagonista indiscusso di una delle pagine più belle del nostro secondo '900: il Nouveau Réalisme

Questo parco, unico nel suo genere, oltre ai lavori del Maestro ospita più di 100 sculture di grandi artisti contemporanei, da Arman a Aldo Mondino, da Kimitake Sato a Mauro Staccioli, da Roberto Barni a Jean Tinguely… Insomma un luogo tutto da scoprire, dove perdersi e ritrovarsi…

Al ritorno spero di riuscire a darvi relazione di quanto visto, scoperto ammirato…
Nel frattempo, approfittando della rete, buttate uno sguardo anche voi e ditemi cosa ne pensate e se lo avete già visitato.

martedì 3 giugno 2014

Arte 1945 – 2015 – Seconda Tappa: 1956 / 1967, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini 60 opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra.





Expo Milano in Arte 1945 – 2015 – Seconda Tappa: 1956 / 1967, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini 60 opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra. 

 
Inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00.
L’expo prosegue fino al 10 luglio.
A cura di Francesco Tadini, Anna Daelli e Melina Scalise.

Artisti in mostra: Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Enrico Baj, Gianni Dova, Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Ercole Pignatelli, Mimmo Rotella, Alik Cavaliere, Roberto Crippa, Alfredo Chighine, Bepi Romagnoni, Gianfranco Pardi, Mino Ceretti, Emilio Scanavino, Guy Harloff, Renato Volpini, Cesare Peverelli, Aldo Bergolli, Giò Pomodoro, Sergio Dangelo, Aldo Mondino, Rodolfo Aricò, Philip Martin, Edoardo Franceschini, Mario Raciti, Claude Viseux, Cesare Peverelli, Carlo Ramous, Gianni Bertini, Gianfranco Ferroni, Arturo Vermi, Antonio Recalcati, Carmelo Cappello, Giancarlo Ossola, Remo Bianco, Claudio Olivieri, Valentino Vago, Rosanna Forino, Ludovico Calchi Novati, Gustavo Bonora, Mario De Leo. 

La mostra raccoglie una selezione di circa sessanta opere con le quali vengono rappresentati 43 artisti che hanno indiscutibilmente avuto un ruolo da protagonisti nella storia dell’arte italiana e, in particolare, nella Milano anni ’60. L’esposizione è parte della rassegna Milano in Arte 1945 – 2015 che Spazio Tadini dedica alla città di Milano ripercorrendo tappe significative della sua crescita artistica e culturale che culminerà con Expo 2015.
La prima mostra della rassegna ha preso in considerazione il periodo 1945 – 1956 e si è svolta nel gennaio 2014.
Nelle prossime tappe – da autunno 2014 a tutto il 2015 – la selezione si allargherà agli architetti, ai designer, ai fotografi e agli stilisti che hanno contribuito a rendere Milano una delle capitali della cultura internazionale.
Si ringrazia per la collaborazione Fondazione Marconi di Milano, Pasquale Siniscalco, Galleria Tonelli, Poleschi Arte e tutti i collezionisti privati che hanno voluto contribuire all’esposizione.

SCHEDA DELLA MOSTRA a MILANO:

Spazio Tadini
Expo Milano in Arte 1945 – 2015

Seconda Tappa: 1956 / 1967

A cura di Francesco Tadini, Anna Daelli e Melina Scalise

Spazio Tadini
10 giugno – 10 luglio 2014
inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00
Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano
Per informazioni:
Francesco Tadini mob. 366.2632523 – milanoartexpo@gmail.com
Melina Scalise mob. 366 4584532 – ms@spaziotadini.it

martedì 3 dicembre 2013

Asta di arte contemporanea - Opere dalla collezione Fondazione D'Ars Oscar Signorini onlus



Asta di arte contemporanea 
Opere dalla collezione Fondazione D'Ars - Oscar Signorini onlus 
Martedì 10 dicembre 2013 
ore 18'00
Sala Bauer, Società Umanitaria
Ingresso: Via San Barnaba 48, Milano

Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus, in collaborazione con la Società Umanitaria, presenta un corpus di opere donate dagli artisti tra gli anni 2001 e 2013 ed entrate nella propria collezione. Tra le opere in asta, segnaliamo quelle di Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Maurizio Galimberti, Alberto Magnelli, André Masson, Aldo Mondino, Carlo Nangeroni. Il prezzo base d’asta è compreso tra € 500,00 e € 10.000,00.

Al termine dell’asta, Fondazione D’Ars aprirà al pubblico la propria collezione d’arte contemporanea, composta da opere eseguite tra il 1960 e il 1980 ed esposte per la prima volta in modo permanente nella Sala D’Ars della Società Umanitaria. Tra gli artisti esposti, ricordiamo Enrico Baj, Gianni Bertini, Remo Bianco, Sergio Dangelo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Emilio Scanavino e William Xerra.

evento FB


martedì 5 novembre 2013

ALDO MONDINO. MILANO, VENEZIA, CALCUTTA

 
 
ALDO MONDINO. MILANO, VENEZIA, CALCUTTA
OPENING giovedì 21 novembre ore 18.30

22 novembre 2013 – 1 febbraio 2014
 
Finissage e presentazione catalogo sabato 1 febbraio 2014 ore 18.30
 
COMUNICATO STAMPA
 
Sono le sale della Galleria Giovanni Bonelli e della Galleria Giuseppe Pero ad offrire, dal 21 novembre al 1° febbraio, un nuovo spaccato dell’arte eclettica di Aldo Mondino.
I due spazi espositivi –collocati l’uno di fronte all’altro nel cuore del quartiere milanese Isola– si uniscono per trasportare il pubblico in un itinerario che conduce dal Mediterraneo all’India, ed approdare appunto a Milano, dove con questa mostra l’artista torinese viene celebrato.
L’esposizione restituisce la passione di Mondino per il viaggio e per l’Oriente, temi che da sempre hanno caratterizzato il suo lavoro.

Il percorso ideale parte da Venezia, precisamente dalla Biennale del 1993, dove Mondino è protagonista con una memorabile performance che vede coinvolti un gruppo di dervisci rotanti fatti venire direttamente dalla Turchia. Nella galleria di Giuseppe Pero viene riprodotta, nel modo più fedele possibile, persino nei colori delle pareti, la sala che fu teatro dell’evento, con i Tappeti Stesi, il lampadario con le penne Bic e uno dei grandi quadri con dervisci di quella Biennale.
Sono questi ultimi ad accompagnare il visitatore verso le tappe successive del viaggio, la Turchia e l’Africa. Mete che vengono raccontate attraverso il fil rouge delle danze folkloristiche, come nella Danza dei Turchi e Les dances des jares.
Alcune sculture di grandi dimensioni, quali Scultura un corno ed Eiffel, completano la mostra alla Galleria Giuseppe Pero che si chiude idealmente con Autoritratto a Williamsburg dove un Mondino dai pantaloni rossi si allontana, mostrandoci le spalle, con un rabbino.

Attraversare la strada per entrare nella Galleria Giovanni Bonelli equivale, in questa occasione, a compiere un volo intercontinentale. Sono le atmosfere di Calcutta, infatti, che vengono qui riportate: in una sala rivestita di petali di fiori profumati, si proietta il video Flover che documenta il viaggio di Mondino in India e, come in un cammino spirituale, si viene accompagnati fino alla Serra di orchidee, custodita dal dipinto Gibson Cacciatore di orchidee.
Altri lavori riportano infine sulla via del ritorno, di nuovo verso il Mediterraneo, come Essiccatore di pesci, Ittiodromo in bronzo e lo splendido Capi e copricapi.
Il progetto si completa con alcuni video, numerosi cataloghi e monografie sull'autore, oltre che con una significativa selezione di cahiers de voyages e libri su danza, ebraismo, viaggio, arti decorative, segreti del cioccolato e molto altro.

La mostra “Aldo Mondino. Milano, Venezia, Calcutta” è realizzata in collaborazione con l'Archivio Mondino.

In occasione del finissage, sabato 1° febbraio 2014 alle ore 18.30 verrà presentato il catalogo dell’esposizione.


Aldo Mondino. Milano, Venezia, Calcutta

Galleria Giovanni Bonelli
Via Luigi Porro Lambertenghi 6 – 20159 Milano

Galleria Giuseppe Pero
Via Luigi Porro Lambertenghi 3 – 20159 Milano

OPENING:giovedì 21 novembre, ore 18.30
22 novembre 2013 – 1 febbraio 2014

martedì - sabato h. 11-19. Lunedì su appuntamento.

Ingresso libero

Catalogo con testo di Marco Meneguzzo

Informazioni al pubblico
Galleria Giovanni Bonelli info@galleriagiovannibonelli.it – t. 02.87246945
Galleria Giuseppe Pero info@giuseppepero.it – t. 02.66823916
Ufficio stampa NORA comunicazione - Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 – 20136 Milano
t. +39 339 89 59 372 – info@noracomunicazione.it - www.noracomunicazione.it

lunedì 17 giugno 2013

Lettere da Venezia 7... direttamente dalla Biennale



Eccomi! 
Mi è arrivata la 7° lettera direttamente dalla 55° Biennale di Venezia, come sempre dall'ottimo Massimo Ghirardini... da leggere!!!
 
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 



Ciao Roberto
Biennale di Venezia 7a IL CONTESTO

Tra gli eventi collaterali da vedere una mostra a Palazzo Cavalli Franchetti in Campo S.Stefano dal nome GLASSTRESS curata da Adriano Berengo e James Putnam in cui 66 artisti  (se ho contato bene) di tutto il mondo si sono cimentati con il vetro (mostra molto veneziana). Artisti importanti da Ilya e Emilia Kabakov a Jean Fabre , i nostri Aldo Mondino, Francesco Gennari, Mimmo Paladino fino ai “Young British Artists” Mat Collishaw e Tracey Emin. Anche in questo caso il contesto valorizza: palazzo importante che affaccia sul Canal Grande… nelle fotografie l’esterno e, in cima allo scalone di ingresso, l’opera di Mimmo Paladino (Il Rabdomante -  cm 200) e che introcuce alla visita nelle sale dove non è consentito fotografare. Un altro contesto suggestivo: la sala che accoglie l’opera con i neon di Bill Culbert per il Padiglione della Nuova Zelanda intitolata Front Door Out Back (Entrata dalla porta principale, uscita sul retro). Nelle foto centrali si vedono (riflessa) la porta principale da Riva degli Schiavoni e l’uscita sul retro sul Rio del Greci con motoscafo ormeggiato. Mi ci “ricontestualizzerei “ anch’io. Poi (nelle foto in basso del Padiglione di Cuba) all'interno del Museo Archeologico, dietro alle statue classiche, sia l’opera di Hermann Nitsch (artista austriaco) e il video di Pedro Costa (portoghese) sembrano trascinate nella storia.


Aspetto altre news...
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lunedì 12 novembre 2012

Pop Art a Torino? ( ad Acri (Cs) al MACA )



A partire da sabato 8 dicembre 2012, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà una mostra incentrata su cinque figure centrali nell’evoluzione artistica della città di Torino e dell’intero panorama italiano della seconda metà del secolo scorso. In un periodo, quale gli anni Sessanta, di grandi cambiamenti nel costume e nella società, e di frenetiche sperimentazioni in ambito artistico, il capoluogo piemontese si pose in una posizione di avanguardia, accogliendo a braccia aperte le novità che giungeva
no d’oltralpe e, in particolar modo, d’oltreoceano. Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo e Michelangelo Pistoletto furono tra i più importanti interpreti di quest’urgenza di novità linguistica e formale. Troppo frettolosamente racchiusi dalla critica entro i confini dell’Arte Povera – a cui tutti, con più o meno intensità, hanno partecipato –, questi cinque artisti si sono espressi attraverso modalità che spesso avevano poco a che spartire con il movimento nato alla fine degli anni Sessanta. L’intento di questa mostra – realizzata in collaborazione con le associazioni De Arte e Oesum Led Icima – che mette in scena una teoria del suo curatore, il critico e storico dell’arte Francesco Poli, è quello di evidenziare quanto questi artisti, nel loro operare, fossero sovente più affini al mondo della Pop Art, che non a quello del poverismo.
«Le immagini variopinte delle varie lettere incasellate degli Arazzi di Boetti – scrive Poli – riconducono all’artista anche persone che ignorano qualsiasi altra opera della sua vastissima ed eclettica produzione.Il Gilardi dei Tappeti natura è certamente un artista Pop. Come nota Renato Barilli: “egli è fedelissimo all’aura e canonico precetto (del Pop italiano) consistente nel riportare le cose tali e quali, con puntuale ricalco, contando sull’inevitabile effetto di estraniamento consistente nel ricostruirle con materiali artificiali e con colori violenti”. Mondino è uno degli artisti italiani più eclettici, il cui percorso artistico si muove dalla Pop Art al linguaggio poverista degli esordi, alle molteplici sperimentazioni di tecniche e materiali. Nespolo – prosegue il curatore – ha una radice Pop che ha mantenuto immune da aridità concettuali. Per Pistoletto, infine, l’arte crea immagine, anche se non vuole essere rappresentativa. I mezzi d’informazione e di diffusione producono inesorabilmente la trasformazione dell’opera in immagine, qualsiasi essa sia».

Giovedì 6 dicembre 2012, alle ore 10.30, la suggestiva Sala delle Colonne di Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del MACA, ospiterà un incontro tra Fracensco Poli e gli istituti, i licei artistici e le Accademi di Belle Arti della Calabria, con l’intento di gettare un nuovo sguardo su cinque artisti che hanno avuto un ruolo rivoluzionario nel panorama artistico torinese e nazionale, per insegnare ai giovani che non sempre ciò che è codificato nel libri di storia dell’arte è l’unica verità possibile.

La mostra rientra nell’ambito del programma MacArtCalabriaProject, che fa parte della rete di eventi finanzianti dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attuazione del Progetto Integrato di Sviluppo Regionale Arte Contemporanea in Calabria. Piano Regionale per L’Arte Contemporanea in Calabria. Linea di intervento 5.2.2.4 del PO FESR 2007/2013 – Azioni per lo sviluppo dell’Arte Contemporanea in Calabria.

Pop Art a Torino?
Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza Falcone, 1 – 87041, Acri (Cs)
Curatore della mostra: Francesco Poli
Vernissage: sabato 8 dicembre 2012, ore 17:30
Periodo: dall’8 dicembre 2012 al 10 febbraio 2013
Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20; lunedì chiuso
Info: Ufficio stampa tel. 0119422568
info@museomaca.it; www.museomaca.it
www.facebook.com/MACA.Silvio.Vigliaturo
Twitter: @macaacri

domenica 4 novembre 2012

ALDO MONDINO stare al largo - a Torino

Sempre a Torino, per questa settimana di fuoco, un altro evento da non perdere!!!



ALDO MONDINO
stare al largo, 1968
Opening
martedì 6 novembre 2012
ore 18.00

In concomitanza con ContemporaryArtTorino, la settimana torinese dell'arte contemporanea, dal 6 novembre alla galleria franzpaludetto sarà apparecchiato per cinque giorni il tavolo con pesci veri dell’opera Stare al largo di Aldo Mondino.

Nella seconda metà degli anni Sessanta, l’artista (Torino 1938 – Altavilla Monferrato 2005) iniziò a sperimentare materiali inusuali e deperibili: zollette di zucchero, caramelle, palloncini, lampadine, legumi, biro...

Del 1967 è Gravere, un centinaio di aringhe affumicate appese ad essiccare; l’anno dopo, nella galleria Arco d’Alibert a Roma, Mondino propose uno scivolo per pesci, l’Ittiodromo, neologismo in bilico tra il gioco della corsa e il dramma del sangue, insieme a un tavolo circondato da altrettanti pesci morti.

In questa occasione l’allestimento sarà documentato dal progetto originale dell’opera, con il tavolo disegnato da Eero Saarinen, e da tre immagini realizzate in occasione dell’esposizione del 1968 dal fotografo romano Claudio Abate.

Stare al largo è il primo appuntamento della rassegna PIÈCE UNIQUE, che vedrà succedersi, nelle sedi romana e torinese della galleria, preziose esposizioni di volta in volta concentrate su un unico, importante lavoro di un artista storico.


Quando: 6 novembre – 8 dicembre 2012;
mar - sab 15 – 19 o su appuntamento

Dove: franzpaludettotorino
via stampatori 9 (piazzetta viglongo)
10122 torino

Info: tel. 011 454639
www.franzpaludetto.com
torino@franzpaludetto.com

domenica 17 luglio 2011

Tra il sublime e l'idiota. L'umorismo nell'arte contemporanea italiana

Se il risultato è solamente simile alla mostra "LIVE-l'arte incontra il Rock" del Pecci allora tutti a Tolentino, in provincia di Macerata, dove l'arte diventa puro divertimento. A cura di Luca Beatrice con le preziose presenze di Sandro Chia, Vanni Cuoghi, Giuseppe Veneziano e tanti altri...

Tra il sublime e l'idiota. L'umorismo nell'arte contemporanea italiana
A cura di Luca Beatrice.

Giovedì 21 luglio, in occasione del suo 50° anniversario, la Biennale Internazionale dell’Umorismo di Tolentino inaugura la mostra TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA, l’umorismo nell’arte contemporanea italiana.

Una nuova sfida “Biennale” per il curatore Luca Beatrice, che sceglie con uno sguardo non convenzionale le opere di 28 artisti che nella loro carriera hanno saputo usare il linguaggio dell’ironia per affron
tare in chiave critica il reale. A volte amplificandone gli aspetti tragicomici, altre diventando voce di denuncia sociale e offrendo un sorriso amaro, altre ancora dissacrandone i miti e regalando al pubblico l’occasione di riderci sopra.

Video, installazioni, sculture, disegni, dipinti dialogano tra loro e con le sale settecentesche di Palazzo Parisani Bezzi che li ospitano tra affreschi, arazzi, quadri, mobili e arredi d’epoca dando vita a un allestimento originale, in perfetta linea con lo spirito curatoriale.

In un momento storico nel quale spesso la realtà assume contorni grotteschi, “non ci resta che ridere” si potrebbe dire parafrasando il celebre film, anche l’arte contemporanea decide di non prendersi troppo sul serio e di “divertire divertendosi”. In risposta a chi la considera un mondo riservato a una stretta elite di seriosi intellettuali TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA ne propone una lettura attraverso il mezzo dell’ironia dimostrando come sia possibile apprezzarla e goderne.
Questo il gioco proposto al vasto pubblico internazionale che visiterà la Biennale dell’Umorismo di Tolentino.

In mostra ibridazioni di linguaggi e media, metafore, simboli, allegorie, icone caricate di un particolare humour con un atteggiamento al tempo stesso derisorio e provocatorio, talvolta ingenuo e naif, altre più critico, paradossale e concettuale.

Cosi, ad esempio, la scultura di Alex Pinna Fucked Bird propone un inaspettato finale per l’infinita rincorsa tra Will. Coyote e Beep Beep schiacciando quest’ultimo sotto un’incudine. Francesco de Molfetta fa ingrassare il super eroe pipistrello trasformandolo in Fatman. Sandro Chia rilegge la mitologia classica dipingendo un cigno spudorato che importuna Leda (Leda and the Swan). E’ di Lorenzo Scotto di Luzio l’installazione nella quale un pollo viene massaggiato al ritmo incalzante delle frasi che si sentono durante i vernissage: “Bella mostra, complimenti, ecc…”.

Una sala è interamente dedicata a Aldo Mondino, uno degli artisti italiani che più hanno saputo usare l’ironia per dare vita a un’arte originale, ricca di rimandi storici e provocazioni contemporanee. In particolare saranno in mostra i lavori appartenenti alla sua “fase ludica”. Tra gli altri, la scultura Mamma di Boccioni e il lampadario Jugend Stilo.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testo critico di Luca Beatrice, edito da Silvana Editoriale.

In mostra opere di 

GABRIELE ARRUZZO 
BERTOZZI&CASONI 
NICOLA BOLLA 
ANGELO BUCARELLI 
SERGIO CASCAVILLA 
SANDRO CHIA 
VANNI CUOGHI 
FRANCESCO DE MOLFETTA 
PASQUALE DI DONATO 
FAUSTO GILBERTI 
ROBERT GLIGOROV 
THORSTEN KIRCHHOFF 
LOREDANA LONGO 
DOMENICO MANGANO 
PAOLO MAIONE 
PLINIO MARTELLI 
ALDO MONDINO 
GIANNI MOTTI 
LUIGI ONTANI 
LAURINA PAPERINA 
LUANA PERILLI 
GABRIELE PICCO 
ALEX PINNA 
LEONARDO PIVI 
MAYA QUATTROPANI 
LORENZO SCOTTO DI LUZIO 
GIUSEPPE STAMPONE 
GIUSEPPE VENEZIANO

sabato 15 gennaio 2011

Aldo Mondino al MACA

Cinque anni fa veniva a mancare una grande protagonista del contemporaneo: Aldo Mondino. A breve il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), gli dedicherà una grande personale. Da vedere!


COMUNICATO STAMPA
ALDO MONDINO. Maestro di Fantasmagorie

Fino al 20 febbraio 2011, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) dedicherà una personale al grande artista torinese Aldo Mondino, senza dubbio uno degli artisti italiani più eclettici della sua generazione, tra i principali protagonisti della sorprendente stagione creativa degli anni Sessanta del capoluogo piemontese. Poliedrico, dotato di una vasta e profonda cultura internazionale, di uno sguardo ironico capace di partorire doppi sensi eleganti e raffinati, e, soprattutto, di una curiosità instancabile, Mondino non ha mai cessato di reinventare se stesso e la propria arte durante tutto l’arco della sua carriera. Il suo percorso artistico è stato segnato da un fluire costante di ispirazioni sempre nuove, di influenze disparate che l’artista è stato in grado di assorbire, metabolizzare e successivamente riproporre attraverso il suo stile originale ed inconfondibile; dai primi passi parigini mossi presso l’Atelier 17 del pittore surrealista ed espressionista William Heyter, e gli studi sul mosaico fatti sotto la guida del futurista Gino Severini, per poi passare attraverso una fase citazionista dai forti richiami pop, e il successivo periodo orientalista nato negli anni Settanta con la serie King e proseguito con quella dei Dervisci e con le sperimentazioni formali estrose ed audaci. Proprio questo suo essenziale gusto per lo studio manipolatorio di materiali e medium artistici innovativi, ma mai distaccati dalla realtà quotidiana – sua fonte di ispirazione primaria sin dai tempi delle frequentazioni dell’artista con il gruppo dei poveristi –, lo ha portato a realizzare le famose sculture in cioccolato e zucchero di canna, o le opere fatte con confezioni di torrone, selle da cavallo o aringhe affumicate.
A cinque anni dalla sua morte, il MACA – grazie alla collaborazione con la Fonderia di Walter Vaghi e con il patrocinio dell’Archivio Mondino – ospita nei suoi spazi una collezione di venti opere di grandi dimensioni, tra sculture e dipinti, in grado di veicolare alla perfezione il carattere poliedrico, arguto ed esotico del grande artista torinese.
Riecheggiando un verso di Arthur Rimbaud, anche Mondino potrebbe essere definito un “maestro di fantasmagorie”, un artista che attraverso le sue opere affascinanti, ironiche e seducenti, sembra rivolgersi al suo pubblico come faceva il poeta francese in Una Stagione all’Inferno: “Ascoltate!... Ho tutti i talenti!”

Mostra:           ALDO MONDINO. Maestro di Fantasmagorie                      
Curatore:        Boris Brollo
Luogo:                          MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
                            Palazzo Sanseverino – Piazza Falcone, 1, 87041, Acri (Cs)
Vernissage:     20 novembre 2010 ore 18:00
Periodo:          dal 20 novembre 2010 al 20 febbraio 2011
Orari:              tutti i giorni tranne il lunedì; h:9-13 15-19
Info:                museo tel. 0984953309; ufficio stampa tel. 0119422568; maca@museovigliaturo.it; www.museovigliaturo.it