RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 7 aprile 2012

MiArt 2012 - L’arte di qualità nella sua capitale

Ci siamo, immediatamente dopo le abbuffate di Pasqua, le liturgie religiose e quelle pagane, arriva la settimana dedicata all'arte del capoluogo lombardo. Una settimana di mostre eventi e fiere. Fra tutte il MiArt... 

 

MiArt 2012 - L’arte di qualità nella sua capitale

MiArt 2012, 17ª edizione. Dal 13 al 15 aprile Milano, capitale del mercato italiano dell’arte, diventa momento cruciale di incontro e scambio culturale per l’appuntamento annuale con MiArt che anche quest’anno presenta una selezione delle gallerie più autorevoli del sistema artistico, che considerano Milano luogo strategico di esposizione per il loro pubblico. Il direttore artistico di MiArt, Frank Boehm, sottolinea la continuità dei due mondi, contemporaneo e moderno, volutamente riuniti senza limiti temporanei in un’unica area espositiva completamente rinnovata. Una scelta che nella volontà del neo direttore, nel ruolo anche di curatore della manifestazione, vuole evidenziare espressamente le reciproche contaminazioni per presentare al meglio l’intero periodo rappresentato, dai primi del ‘900 fino ai nostri giorni.

Gallerie e galleristi sono al centro di questo percorso espositivo per proporre a collezionisti, curatori, direttori di musei e appassionati in genere, italiani e internazionali, le scelte operate in un momento storico innegabilmente difficile, approntate per questo alla qualità assoluta, in grado di soddisfare gusti e aspettative dei collezionisti. In questa direzione si collocheranno tutte le opere che saranno presentate a MiArt rappresentative di artisti di ogni parte del mondo promossi e sostenuti dall’attività delle gallerie che punteranno sull’eccellenza e la varietà delle opere esposte nelle diverse forme artistiche, dalla pittura alla scultura, dalle installazioni alla fotografia, dai disegni alla video art, dalle performance ai progetti speciali site specific.
Il risultato dei progetti espositivi presentati direttamente dai galleristi sarà ancor più valorizzato dalle nuove sezioni:
Established, che riunirà le gallerie con una storia consolidata sia nell’ambito moderno sia nel contemporaneo;
Emergent, in cui saranno presentate le gallerie con artisti cutting edge;
Solo/Double, che presenta mostre monografiche o confronti fra due artisti del passato o recentissimi;
Special Project, che intende rendere merito a progetti curatoriali.

MiArt 2012 abbraccia anche le altre arti tra cui moda, design, architettura, eccellenze di una città come Milano a cui il programma della fiera dedica il suo calendario di eventi.
Il programma di conversazioni a più voci di Milovan Farronato, contenuto nei tempi, ma trasversale alle discipline e alle epoche, sarà uno dei momenti di approfondimento e dialogo sulla contemporaneità vista attraverso queste arti, sempre più trasversali e ricche di richiami reciproci.

Il “testo modernista” e le sue ri-letture, è la mostra curata da Giorgio Verzotti ospitata in fiera. Diversi artisti appartenenti alle generazioni più giovani guardano alle ricerche sorte fra la metà degli anni sessanta e la metà del decennio successivo. Pratiche o obbiettivi di quelle epoche sembrano tornare ad essere considerati oggi, quasi a saggiarne la validità concettuale e operativa. D’altra parte diversi protagonisti di quell’epoca di sperimentalismo vengono proposti dalle gallerei anche più giovani, a segnalare un bisogno di confrontarsi con una storia appena passata e con i suoi effetti sulla contemporaneità. Così opere d’epoca esposte insieme a quelle realizzate nei tempi recenti da giovani. Un minimo comune denominatore, non una condizione ma una indicazione: l’astrazione di impostazione razionalista, espressa non solo in pittura ma anche nella scultura, nell’installazione e nel video.

Grande attenzione viene dedicata in questa edizione ai giovani artisti e alle giovani gallerie.
Ai giovani è dedicato il premio “Premio Rotary Club Milano Brera per l’arte contemporanea e i giovani artisti”, che consiste nell’acquisizione di opere di artisti under 35 che sarà poi donata, insieme alla collezione sino ad allora raccolta, al costituendo MAC,Museo d’Arte Contemporanea di Milano. Il tema prescelto quest’anno è la pittura. La giuria sarà composta da Chiara Bertòla, Laura Cherubini e Christian Marinotti.

MiArt 2012 si terrà a fieramilanocity, padiglione 3, dal 13 al 15 Aprile con inaugurazione giovedì 12.

Quadri_cromia di bianco e materia - personale di Alfonso BORGHI

Per chi ama perdersi nelle profondità del colore, fra le ombre delle pieghe e gli spessori della materia. A Torino Alfono Borghi da LaContemporanea...

Quadri_cromia di bianco e materia
Personale di Alfonso BORGHI

Location: LA CONTEMPORANEA Studio|Art Gallery, Via della Rocca 36b, TORINO
Periodo: dal 12 Aprile fino al 30 giugno 2012
Orari: feriali dalle ore 16.30 alle ore 19.30, domenica e festivi su appuntamento
Organizzazione: LA CONTEMPORANEA Studio l Art Gallery, TORINO - Galleria SAN CARLO, MILANO
Info: +39 011 0746769 +39 335 6233779 - info@lacontemporaneatorino.com, lacontemporaneatorino.com
A cura di: Christiana Pecile - Marzia Altaira Grazzini – Chantal Marsaglia - Gian Carlo De Magistris
Ufficio stampa: Nicoletta Pecile - tel. +39 011 0746769 +39 339 7496818 - n.pecile@lacontemporaneatorino.com

LA CONTEMPORANEA Studio | Art Gallery è orgogliosa di presentare giovedì 12 Aprile alle ore 19,00, in collaborazione con la Galleria San Carlo di Milano, l’esposizione “QUADRI_CROMIA DI BIANCO E MATERIA”, personale dell’artista Alfonso BORGHI. La piazza artistica di Torino ospita per la prima volta una mostra dedicata al pittore emiliano, che arricchisce così la già nutrita lista di esposizioni iniziata nel ‘67 nel paese di nascita Campegine e che lo ho visto per più di 40 anni protagonista di importanti e significativi eventi artistici.

“Quadri_cromia di bianco e materia” raccoglie 26 opere di diverso formato nelle quali dominano, come il titolo stesso suggerisce, quattro colori, il blu, il rosso, il nero, con una prevalenza di bianco, il quale racchiude in sé la forza di tutte le componenti cromatiche presenti in natura.
Quelle di Borghi sono tele rivestite di materia guidata da un impeto artistico, il quale riporta il valore semantico ad una superficie tridimensionale ed astratta in cui l’espressione libera accompagna il gesto pittorico nel realizzarsi del processo creativo. Il traguardo finale non è l’immediatezza della comprensione, ma il gioco naturale e spontaneo del narrare attraverso elementi, i colori. Essi prendono forma, acquisiscono una concretezza che si sostituisce alla figura docilmente rappresentata e vengono modellati con l’abilità di chi usa la materia come surrogato della parola, in una melodia di onde accese e vibranti. Regista di un’arte informale che dirige guidando la composizione pittorica verso l’indagine di un sé profondo, Borghi porta alla luce, da scenari di omogeneo colore, sprazzi di materia variopinta, quasi fossero insinuazioni che penetrano nella compattezza cromatica, rivelando piccoli universi di astratto linguaggio.
La sua pittura crea un soggetto, non lo nomina, ma lo rivela, lo plasma e lo elabora, lo scolpisce e lo graffia, lo fa emergere e lo richiama, per ottenere un insieme composito, efficace e di tangibile assetto. La sua è una dichiarazione senza mezzi termini di volontà espressiva, una spontaneità giocata sul campo dell’introspezione, un gusto per l’immediatezza dal carattere esplicito: queste, in sintesi, le caratteristiche delle opere presentate.

Alfonso Borghi, entusiasticamente sostenuto da critici autorevoli ed il cui curriculum testimonia un corposo percorso artistico sviluppatosi grazie a rinomate gallerie d’arte nazionali e straniere, conferma il suo valore attraverso una mostra che esprime al meglio le caratteristiche della sua arte e del suo spirito audace. Una tecnica resa profondamente “propria” e peculiare grazie ad un esercizio di espressività impetuosa, un’intima esegesi in carattere cromatico, uno slancio emotivo modulato da una riflessione coerente con l’obbiettivo prefissato: il coinvolgimento appagante dell’osservatore in quel racconto fatto solo di densa materia pittorica.

venerdì 6 aprile 2012

SALUZZO ARTE 2012 - Fondazione Amleto Bertoni

Sono arrivati alla 17° edizione... ed il livello è sempre più elevato... complimeti! 
Fra l'altro, mi piace sottolineare che nell'edizione di quest'anno è ospitata anche la collettiva "Donne, solo e semplicemente donne…" dove si potranno ammirare anche le opere della brava Cristina Iotti


Da Sabato 21 aprile 2012 a Domenica 6 maggio 2012
Saluzzo, Antiche Scuderie - Piazza Montebello, 1
SALUZZO ARTE 2012
17° Rassegna di Arte Contemporanea Pittura, Scultura, Grafica, Incisione, Fotografia, Design




Saranno esposte opere di:  Giorgio De Chirico, Graham Sutherland, Roy Lichtenstein, Mario Sironi, Piero Ruggeri, Daniel Spoerri, Francesco Menzio, Jessie Boswell, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Felice Carena, Ennio Morlotti, Giorgio Griffa, Eugenio Carmi, Ugo Nespolo, Antonio Bencich, Nicola De Maria, Achille Perilli, Carolrama, Francesco Tabusso e altri…
Un’ampia rassegna che, aldilà della bontà delle scelte effettuate, privilegiando alcuni grandi Maestri della scena internazionale, vede confermata anche la presenza di artisti del Novecento che hanno lasciato un segno nella scena  artistica piemontese e torinese in particolare.
Una scelta che sembra confermare una soluzione di continuità nell’ideale itinerario tracciato nell’alveo della panorama culturale regionale, che si esprime attraversando le successive sale che ospitano Alfredo Billetto, Tea Giobbio o l’omaggio a Giulio Da Milano (1895-1990).

Tradizione ed innovazione, che si intrecciano, prendendo forma negli spazi che sono stati riservati a Furio Maestri o all’iniziativa: White Box, dove un interessante gruppo di giovani artisti emergenti, italiani e stranieri, elabora il proprio linguaggio nelle diverse tecniche espressive: Bolaffi, Bonfilio, Cagnotto, Camasso, Conca, Coni, Filomena, Franco, Madia, McDonough, Noal, Oldano, Porzionato, Sakurai e Semeiko.
Un appuntamento che vede confermata la presenza di alcuni fra gli artisti che sono stati selezionati per esporre nel Padiglione Italia, 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, nelle sedi distaccate di Torino, Alessandria e a Saluzzo.  

Proseguendo nel percorso di mostra, nella Sezione Spazio Aperto, la seconda Sala della Guardia ospita la rassegna: Donne, solo e semplicemente donne…
Proporre uno spazio per una mostra collettiva di artiste (Elisa Anfuso, Roberta Coni, Cristina Iotti, Michela Riba ed Elisabetta Trevisan) che dipingono figure femminili, potrebbe anche sembrare un’idea non particolarmente originale, ma è un’iniziativa che può trovare una sua logica e delle motivazioni profonde. Privilegiare, innanzitutto, l’estro e l’esperienza di artiste che affrontano questa tematica con grande abilità e naturalezza, superando qualsiasi significato che possa rimandare apertamente ad una qualsiasi forma di provocazione sessista o di contrapposizione a qualcuno o qualcosa… Cinque artiste emergenti, che da tempo portano avanti un tema, che pone al centro dell’attenzione, la complessità dell’universo femminile. Donne, innanzitutto, che attraverso il disegno e la pittura, intendono esprimere la loro femminilità, il loro senso di libertà e di legittima appartenenza ad un mondo variegato e complesso, trattando di donne, di condizione femminile, come specchio della quotidianità. Cinque personalità diverse che si raccontano per manifestare le loro riflessioni sull’esistere, e con esse, anche i loro dubbi ed insicurezze, le loro fragilità, ma anche molti sogni, descritti con grande sensibilità.

Il salone tematico ospita il Gruppo Pentameter: Walter Accigliaro, Corrado Ambrogio, Cesare Botto, Mario Mondino e Silvio Rosso con la loro inedita proposta: “… se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo… ”.

Nell’ambito del percorso espositivo saranno naturalmente allestite le mostre personali dei vincitori della precedente edizione del Premio Olivero: Giulio Camagni ed Ingrid Barth.
Saranno presenti inoltre con una mostra personale: Sergio Aiello, Corrado Ascherz, Raffaella Baroni, Irene Bottero, Carlo Cammarota, Paola Capellino, Salvatore De Donatis, Vincenzo Del Duca, Mirko Ferrero, Giovanni Forniglia, Gianfranco Galizio, Fabrizio Garelli, Oscar Giachino, Riccardo Giraudo, Bruno Giuliano, Pietro Macchiolo, Luca Mondelli, Franco Negro, Matteo Notaro, Cristina Pedratscher, Paola Rattazzi, Caterina Rinaudo, Piero Riva e l’Associazione Art en Ciel di Caraglio.      
Il percorso si concluderà con l’esposizione delle opere ammesse alla XXXIV Edizione del Premio Matteo Olivero.

Un evento che sarà accompagnato da un prestigioso catalogo di mostra con testi di Giuseppe Biasutti, Massimo Centini, Fatima Melis e Paolo Infossi.

E nei giorni di apertura di Saluzzo Arte, l’appuntamento con l’arte contemporanea, esce dalla nostra cittadina con un’altra mostra, una collaterale a Saluzzo Arte “fuori sede”: dal 20 aprile al 28 aprile, l’Agriturismo il Morsetto di Verzuolo ospiterà la Mostra personale di Alain Sagault, "QUASI NIENTE, il percorso dell'uomo qualunque".
Ingresso libero
Aperta tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 18.30
L’artista sarà presente a Verzuolo nei giorni della mostra per spiegare le sue opere e la sua filosofia artistica a chi fosse interessato. 
Scarica la locandina dell'evento


Orari SALUZZO ARTE 2012:
Inaugurazione: Venerdì 20 aprile ore 18,00

Feriali (Giovedì e Venerdì): dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Sabato: dalle ore 15,00 alle ore 22,30
Festivi: Domenica e festività del 25 Aprile e 1° Maggio: dalle ore 15,00 alle ore 19,00

Prezzi biglietto:
Ingresso Biglietto intero  €. 7,00 (Con un Catalogo mostra in omaggio)
Riduzione per Ingresso in Coppia  €. 10,00 (Con un Catalogo mostra in omaggio)
Ingresso Biglietto ridotto €. 5,00 (over 65, bambini dai 5 ai 14 anni, possessori “pyou card”, studenti universitari muniti di tessera di riconoscimento)
Ingresso Gratuito per i bambini sotto i 5 anni

Ente Organizzatore:
Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo
Piazza Montebello, 1 – 12037 SALUZZO
Tel. 0175 43527 – Fax 0175 42427   -
E-mail: saluzzoarte@fondazionebertoni.it
Paolo Infossi 349-1466050

THE MASQUE a cura di Angelo Raffaele Villani

Inaugurata ieri, questa mostra, a cura di Angelo Raffaele Villani, merita di essere visitata. Perchè?
Perchè gli artisti sono più che validi, il curatore è serio e preparato ed infine, i temi trattati sono di assoluta attualità...


S’inaugura giovedì 5 aprile 2012 alle ore 19,30, presso ROSSOCONTEMPORANEO, nella centralissima Piazza Garibaldi a Taranto, “THE MASQUE”, a cura di Angelo Raffaele Villani; il secondo appuntamento del Programma espositivo 2012: “ΤARAS, tra mito e contemporaneo”.

Un appuntamento che vedrà quattro artisti a confronto - Pierluca Cetera, Alessia Cocca, Massimo Festi e Marco Rea - su un tema attualissimo, ma con origini che si perdono nella notte dei tempi: la maschera. Il tema interseca argomentazioni ampie e complesse, toccando cultura, tradizione, società, religione.

Il vernissage sarà accompagnato da reading e preformances.

“Tutto ciò che è profondo ama la maschera” - affermava Friedrich Nietzsche - “le cose più profonde hanno per l'immagine e l'allegoria perfino dell'odio. (...) Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera: e più ancora, intorno a ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà.”
Il concetto di maschera è uno dei fili conduttori del pensiero di Nietzsche, e da qui lo sviluppo dei temi essenziali della sua filosofia. Essenza o apparenza, eterna tematica, che già si vedeva elaborata nel pensiero di Schopenhauer.
Come accadeva nelle riflessioni di Nietzsche, che confrontando modelli di vita presente e passata, giudicava la vita presente caratterizzata dalla decadenza, al pari potremmo rapportarci nel rappresentare il nostro tempo presente.
In una società dai continui mutamenti, accelerata dai ritmi frenetici del divenire, corriamo spesso su binari che non siamo noi a decidere. Da qui, “l’esigenza” di vestire nuove identità, anche di pura fantasia, per vivere sui fili di una vita parallela e uscire dalle logiche (o angosce) del quotidiano, di “comode corazze” per le nostre imperfezioni.
Cosa di più attuale, in un mondo in crisi quale quello che viviamo, che ha necessità reali di sicurezze e sentimenti di stabilità? La maschera diventa simbolo di un anelito continuo, insistito, verso la tranquillità di una entità rassicurante dietro la quale celarsi, proteggendo tutte le personali fragilità. Ma ancora, un mezzo ambiguo attraverso il quale liberarsi da ogni inibizione e condizionamento, cancellando una identità per sostituirla con nuove. In fondo, chi non è mai stato affascinato, almeno una volta nella vita, dall’idea di vestire panni diversi dai propri?

Il tema trattato porterebbe a sfiorare e “celebrare” i riti plurisecolari della Settimana Santa, risalenti all'epoca della dominazione spagnola nell'Italia meridionale ed introdotti, a Taranto, fin dagli inizi del 1600, dal nobile Don Diego Calò. Un evento dalla straordinaria carica religiosa, storia ed opulenza scenografica, con i misteriosi perdoni incappucciati della processione dei Misteri del Venerdì Santo, evento di larghissima partecipazione cittadina ed attrazione turistica.

Dal sacro al profano, quindi, passando dai riti religiosi alle manifestazioni del sociale e della cultura.

Le ricerche affrontate dagli artisti, che ROSSOCONTEMPORANEO presenta, affermano l’esistenza di identità diverse, di volta in volta introspettive, ironiche, riflessive. Nuove articolazioni di un IO che palesa le emozioni più diverse: enfasi, sentimento, passione, gioia, paura, emarginazione.

La serie delle “maschere” presentate da Pierluca Cetera si muove scandagliando le pulsioni della vita e della morte di noi individui (eros e thanatos appunto). Le opere sono elementi tridimensionali (“cassettoni”, li definisce l’artista), che si compongono di un duplice livello creativo: il primo (quello esterno), della raffigurazione pittorica di personaggi, uomini e donne, ed il secondo (nascosto), interno al cassettone, con piccole sculture erotiche fluorescenti.
Opere che rivisitano giocosamente i canopi etruschi (e da qui il titolo di “maschera”). Le stesse pitture frontali sono realizzate esaltando la centralità compositiva ed un fare pittorico, che accosta la raffigurazione ad opere pittoriche “archeologiche”.
In questo gioco di divertita curiosità erotica, lo spettatore è invitato a spiare attraverso l’occhio cavo per poter godere l’immagine celata, ribaltando l’immagine del voyeur, che invece spia da dietro al quadro.

Alessia Cocca spazia tra fotografia ed elaborazione digitale, con un personalissimo rimando nostalgico ad un passato di bambina entusiasta, nella sua piena leggerezza ed ingenuità, ben lontana dal mondo strutturato dei grandi.
Immagini, particolari, posture, ritratti ripetuti e similari, racconti personali che vivono una naturale metamorfosi secondo una sequenza di pensieri, di ricordi da perpetuare, di esperienze vissute come per un ricco album fotografico di famiglia.
Un passato indelebile che ci segna inesorabilmente e che emerge sempre.

La maschera per Massimo Festi assume il significato di una seconda pelle, di un feticcio che nasconde la reale identità o ne crea di nuove, diverse; capace di liberare l’alter ego disinibito di chi la indossa. “La maschera è un simulacro di identità”.
I suoi personaggi dominano la scena, posizionandosi al centro della riquadratura pittorica, caratterizzata da sontuosi fondali in carte da parati dal gusto tipicamente vintage. Figure rappresentative di vite ed identità non perfettamente delineate: non miti, quindi, non eroi, ma esseri imperfetti, icone di una società massmediatica. La maschera come feticcio, va rapportata ad un sistema società, e va letta con toni cangianti ed effimeri.

Le opere pittoriche di Marco Rea, uno dei più delicati artisti post graffiti della scena romana, sono espressione di una contaminazione multidisciplinare che attraversa i mondi complementari di pittura, fumetto, scenografia e writing. E’ il primo artista ad utilizzare i manifesti del mondo patinato della moda e della pubblicità come base per le proprie opere, dando vita a personaggi nuovi che perdono le sembianze originarie, fino a svelare un’anima segreta ed inquieta, dall’intimità trasfigurata. In questo processo di trasfigurazione dell’immagine, Rea elimina ogni accenno feticistico e commerciale del messaggio pubblicitario, esponendo la figura a nuova identità.
I soggetti ricorrenti, soprattutto donne, sono rappresentati in tutte le proprie fragilità, sogni e pensieri.



Gli artisti:

Pierluca Cetera, Alessia Cocca, Massimo Festi, Marco Rea.
Il vernissage sarà accompagnato da reading e preformances.

THE MASQUE:

dal 5 al 14 aprile 2012
a cura di Angelo Raffaele Villani

ROSSOCONTEMPORANEO
Via Regina Margherita, 40 - (Piazza Garibaldi) | Taranto

BYOB MILANO al Pecci di Milano a cura di Domenico Quaranta

L'idea è ottima, gli artisti sono eccelenti, l'evento è da vedere... una cosa mi domando: se tutto ciò avviene a Milano, al Centro Pecci, perchè divulgare il comunicato solo in inglese? Va bene il taglio internazionale della cosa... ma difendessimo un po' di più il nostro idioma, la nostra identità e le nostre idee... un suggerimento: la prossima volta bi-lingue... fa ancora più figo!

Museo Pecci Milano
giovedì 12 aprile 2012 dalle 20'00 alle 23'00

BYOB (Bring Your Own Beamer) is a series of one-night exhibitions invented by artist Rafaël Rozendaal, where artists are invited to bring their own beamers and show their own work, exploring the medium of projection. Conceived as an open idea that anyone can borrow, the first BYOB took place on July 20th, 2010 in Berlin, and was followed by dozens of other events all around the world, turning into a worldwide phenomenon that can be followed online on the website http://www.byobworldwide.com/.

BYOB MILANO will take place in the exhibition space of Museo Pecci Milano, and will host in a flexible, always-changing setup the work of many artists, including: Alterazioni Video, Andreas Angelidakis, Ivano Atzori, Fabrizio Bellomo, Enrico Boccioletti, Paolo Branca (VjVISUALOOP), Martin Butler, Marco Cadioli, Diego Caglioni, Claudia Campus, Sarah Ciracì, Adam Cruces, Sabine Delafon, Carlo dell’Acqua, Matteo Erenbourg, Francesco Fonassi, Helga Franza, Silvia Hell, Iocose, KK,S, Luca Leggero, Les Liens Invisibles, Miltos Manetas, Marco Mendeni, Filippo Minelli, Molta Gente, Bruno Muzzolini, Otolab, Laurina Paperina, Angelo Plessas, Anja Puntari, Sara Rossi, Claudia Rossini, Rafaël Rozendaal, Santa Ragione, Filippo Solibello, Priscilla Tea, Maurizio Temporin, Tonylight, Carloalberto Treccani, Carlo Zanni. BYOB Milano is the first experiment of adaptation of this format to a museum space, and will profit from the dialogue with some of the works of the collection, presented in the exhibition Turbolenze (curated by Stefano Pezzato).

Domenico Quaranta is an art critic, teacher and curator. He is the co-founder and artistic director of the LINK Center for the Arts of the Information Age.

Curated by:
Domenico Quaranta

Organization and production:
LINK Center for the Arts of the Information Age

In collaboration with:
Museo Pecci Milano
Miart

Special thanks to:
Piercarlo Borgogno
Gloria Maria Cappelletti

Media partner:
Artribune
That's Contemporary

giovedì 5 aprile 2012

Ospite di “PortoFranco – Approfondimento culturale”

 Ecco la puntata di “PortoFranco – Approfondimento culturale” ( vedi http://www.arteinvestimenti.it/ ) andata in onda ieri 4 aprile 2012 (e verrà replicata sabato per maggiori info consulta anche il post: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/04/ospite-in-tv-da-francesco-boni-su.html) che mi ha visto ospite di Gabriele e Francesco Boni... Buona visone...



mercoledì 4 aprile 2012

Natura e natura oltraggiata al Museo del Sale a Cervia

Raluca Andreea Hartea già vincitrice dell'edizione 2010 del Premio Patrizia Barlettani, in questi giorni in mostra collettiva a Cervia, nei locali del Museo del Sale, cin ottima compagnia, sotto l'attenta cura di Gabriele Boni


Nella splendida cornice del Museo del sale di Cervia si svolgerà, dal 4 al 9 aprile, la mostra “Natura e natura oltraggiata” a cura di Gabriele Boni.
Quattro artisti, un’unica via da percorrere costruita sul tema portante del Museo: le opere di Mario Schifano, Franca Pisani, Hannu Palosuo e Raluca Andreea Hartea si confrontano in un tema in cui protagonista assoluta è la natura, interpretata in quattro visioni differenti che partono dalla candida consacrazione per giungere alla dissacrazione più dirompente.
Un itinerario scritto da artisti che hanno storie e culture diverse: da quelli che hanno fatto la storia dell’arte a quelli che la stanno scrivendo oggi.
Per Mario Schifano è un omaggio alla terra di origine. Il principio di un’evasione mai completata che si rispecchia nelle sue “Oasi” e nei maestosi “Alberi della vita”. Una natura grandiosa e rassicurante che parte dalla figurazione pop per giungere all’introiezione pura.
Franca Pisani, fresca di Biennale di Venezia, propone una delle sue maestose istallazioni che viaggiano tra passato e presente. La ricerca dei materiali si fonde con la sua evidente matrice concettuale creando un microcosmo primordiale che viaggia tra sguardi e segni.
Hannu Palosuo mitiga l’animo freddo finlandese con una sfida alta e vigorosa: pur restando all’interno dei suoi temi prediletti, che vanno dalla gestualità al tema della presenza, del passaggio e del doppio, disintegra il canone attuale in un’affascinante sfida dal sapore retrò che pesca a piene mani dal mondo floreale.
Infine Raluca Andreea Hartea disegna una serie di bozzetti come se fosse una stilista, vestendo la natura con la sua suggestiva istallazione carica di energia e ironia. “Natura e natura oltraggiata”
Cervia, Museo del sale.
Magazzini del Sale, Via Nazario Sauro 24 – 48015 Cervia
Tel. 0544 977592 – 0240707526.
Dal 4 al 9 aprile 2012
Orari: 10.00 – 18.00

intervista al designer Philippe Starck sul numero di Io Donna in edicola da sabato 7 aprile.

Pubblico in anteprima l'intervista designer Philippe Starck che troverete sul prossimo numero di Io Donna in edicola da sabato 7 aprile. 

 
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Se non fosse arrivata Justice,
sarei morto senza aver vissuto
“Prima che nascesse la mia ultima figlia attraversavo
l’esistenza come un fantasma. Come smog, come spray.
Con gli altri, più grandi, non sono mai entrato in sintonia”
confessa Philippe Starck. Che di design non vuole parlare.
Preferisce dire la sua sul destino del mondo. E sul sesso
di Maria Laura Giovagnini, foto di Henry Bourne per Io donna

Adesso c’è una creazione che gli starebbe a cuore: un software per evitare che i padri abbiano il braccio anchilosato dopo aver tenuto i bebè. A lui succede con la sua Justice, dieci mesi di vivacità di cui va orgoglioso («È così intelligente!») come ogni papà del mondo. Ma, a differenza degli altri papà, il software potrebbe inventarlo davvero, visto che si chiama Philippe Starck e che, dagli spremiagrumi alle auto elettriche, si è misurato con tutto. Sempre con ironia, la stessa con cui chiede al fotografo del servizio di queste pagine: «Vorrei apparire una via di mezzo tra Tom Ford e Greta Garbo!».
È di ottimo umore nel rifugio di Burano: una casa non grande sul canale, piena di oggetti by Starck. «Facciamo l’intervista in camera mia?» ed è già su per la scala a chiocciola che porta al secondo piano, seguito dall’inseparabile moglie Jasmine, pronta a prendere appunti. Lo sguardo cade prima sulle loro braccia (hanno sei tatuaggi, «un circolino per ogni anno di matrimonio, la linea per la nascita di Justice»), poi scivola – inevitabilmente - sul letto, altissimo: «L’ho studiato così per la veduta. E per il sesso».

Iniziamo dalle sue creazioni? Il Salone del Mobile si avvicina e lei sta per presentare varie novità...
No.

No?
Ci sono argomenti più interessanti. Il design avrà un futuro solo se andrà verso la de-materializzazione. Un esempio calzante: i computer. All’inizio erano grandi come valigie, ieri come beautycase, oggi come buste, domattina come carte di credito, tra poco non saranno niente perché avremo una sorta di chip nel corpo... Più il computer diventa ingegnoso, più scompare. Ogni cosa seguirà un’identica strada. Gli ultimi designer saranno il personal trainer e il dietologo, perché saremo noi stessi il prodotto.

“Less is more”, insomma: di meno è di più.
Meglio: “more with less”. Più deciderai di avere meno, più avrai. Il destino dei designer è produrre servizi, non oggetti. Occorrono azioni, non prodotti.

Riflessioni dettate dalla recessione?
Sappiamo da tempo che la cultura occidentale sarebbe entrata in recessione e il centro del mondo si sarebbe spostato: sono sorpreso nel vedere la sorpresa generale. Non c’è crisi, c’è solo la naturale decrescita dell’Occidente. Tutto ha un ciclo vitale, anche le civiltà. La mia generazione si è spesa per trovare risposte, dall’energia all’eco-democrazia, e io ho partecipato. Il risultato non è incoraggiante: noccioline. L’unica soluzione è una temporanea e positiva decrescita. Purtroppo non ce l’abbiamo nel Dna, perché la nostra società è basata sul progresso. Ma per i giovani quel che sembra un disastro è un Eldorado:
tutto deve essere reimpostato dalle fondamenta. Dobbiamo reinventare i valori della prossima civiltà, che dovrà poggiare su una sorta di “povertà”.
Come contribuirà alla rinascita?
Vorrei prendere le distanze dalla materialità e focalizzarmi sull’azione. Sto progettando una sorta di computer “organico” che metta in rapporto i disoccupati - milioni, umiliati dal sentirsi inutili - e li trasformi in un think tank capace di rispondere alle domande che l’epoca pone. Un mese fa ero in California al
T.E.D. (conferenza che riunisce le migliori menti nel campo di tecnologia, spettacolo e design, ndr) e un israeliano, Lior Zoref, ha portato un toro sul palco, chiedendo ai presenti il peso. Le risposte erano tutte sbagliate: la cifra esatta era la loro media. Che intendo dire? Separati sbagliamo, ma c’è una saggezza collettiva. Ho battezzato l’operazione Onion.

Onion, come cipolla?
Un gioco di parole con union: l’unione fa la forza.

E la bellezza? È ancora un valore?
Non so cosa sia la bellezza in astratto, e non mi interessa: è un’idea borghese, volatile, dipendente dalle diverse culture e dalle mode. Di sicuro non è un piacere per gli occhi, bensì per il cervello, e gli occhi ne sono soltanto lo strumento. Non puoi trovare “bello” qualcosa che sia stupido. Al T.E.D. c’era un avvocato
americano che ha tenuto un fantastico discorso contro la pena di morte: benché fosse “normale”, ho sentito che per le donne presenti era il più sexy della terra. Ciò dimostra che l’intelligenza è seducente.

Parla come un guru. La definizione “designer” ormai le andrà stretta...
Non mi sono mai sentito un designer. Sono figlio d’un ingegnere aeronautico (l’aereo Starck negli anni ’40 era il più elegante) e il lavoro mi ha scelto, non viceversa. Forse sono stato debole, o non abbastanza sicuro
di me per fare qualcosa di maggior interesse... Ecco perché ho trasformato questa occupazione in qualcosa di significativo, di politico. Trent’anni fa andava bene interrogarsi sulla bellezza di una lampada. Oggi abbiamo davanti sfide urgenti di ordine politico, sociale, religioso, economico... Ai ragazzi dico: «Non siate pigri e conformisti: indossate l’elmetto, andate a combattere».

Per questo ha chiamato sua figlia Justice?
Esattamente. Quando crei qualcosa - e un bambino è una creazione - deve iniziare subito a essere utile per tutti: ogni volta che ci rivolgiamo a lei o ne parliamo, evochiamo il concetto di giustizia. Uno dei più nobili.
Uno di quelli che stanno scomparendo.

Per lei che “utilità” ha la bambina?
È l’ultima chance per connettermi alla vita. Sin da piccolo sono sempre stato “da qualche altra parte”: perso nei sogni, nei progetti. Ho trascorso l’esistenza da fantasma. Come smog, come uno spray, come una nuvola. Non ho assaporato la quotidianità.

Eppure ha già figli: Ara, Oa, K e Lago.
Sì, buoni e intelligenti (sono bravo a far figli), ma non sono entrato in sintonia, sempre “altrove”. Con Justice, una nuova occasione per avvicinarmi a carne, sudore, lacrime, urla.

È diverso essere padre a questa età?
Certo. Comunque non è questione di età: la differenza viene dalla mia decisione di collegarmi
alla terra prima di morire. Sarebbe strano se in paradiso qualcuno mi chiedesse: «Allora come è stato vivere?», e io: «Mi spiace, non ne ho idea». Sembrerei uno stupido.

Il ruolo di Jasmine nel cambiamento?
Fondamentale. Non è solo la donna della mia vita, è il contatto con l’esterno. Sono autistico: non uso telefono, non parlo a nessuno.

Quindi continuate a vivere in simbiosi, come raccontaste a Io donna nel 2010. O l’arrivo d’una figlia ha cambiato gli equilibri?
Per niente. Forse la situazione è ancor più simbiotica: eravamo una persona con due lati, adesso siamo una persona con tre lati.

Neppure il ruolo del sesso è cambiato?
No: è fondamentale, specie per uno come me, incapace di esprimersi. Riesco a parlare d’amore esclusivamente attraverso il sesso. Che, alla fin fine, è come la creatività: nasce da un processo (all’apparenza) irrazionale.

Qual è l’oggetto perfetto che nessuno ha ancora disegnato per i bambini?
Mmmmm... Forse l’utopia. Ce n’era tanta, prima: era basilare per costruire se stessi. Chi nasce ora, invece, non ha tracce per indirizzare sogni, ambizioni, desideri.

L’amore è un lusso che ci possiamo permettere?
Indispensabile. È quello che ci differenzia dagli animali: l’abbiamo reso una scienza, un’arte. La materialità ha preso il suo posto, tanti preferiscono un’auto alla fidanzata. Ma se scompariranno gli amanti romantici, retrocederemo di colpo a quel che eravamo milioni d’anni fa.

martedì 3 aprile 2012

E' per Giuseppe Bombaci la Copertina n°224 di Lobo Di Lattice

E se non sbaglio è la seconda... già, la seconda copertina a lui dedicata su la rivista on-line LOBO DI LATTICE (http://www.lobodilattice.com/ ) diretta dal super attivo Luca Beolchi... Complimenti! Ovviamente anche a Loris Di Falco che avuto l'attenzione nel segnalarla.


Berra - De Mariano "Appunti di viaggio" a cura di Giuseppe Filistad

Thomas Berra torna i Sicilia in compagnia di Filippo De Mariano, sotto la cura di Giuseppe Filistad. Dove? a Gualtieri Sicaminò, in provincia di Messina con i patrocinii dell'Assessorato Politiche Culturali della Provincia Regionale di Messina e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

THOMAS BERRA - FILIPPO DE MARIANO

In occasione della Settimana Cultura Nazionale, l’Amministrazione Comunale di Gualtieri Sicaminò promuove la Mostra di Arte Contemporanea con le opere di Thomas Berra e Filippo De Mariano, a cura di Giuseppe Filistad.
Due giovani artisti, il milanese Berra e il messinese De Mariano, dialogheranno con le loro opere sul tema del viaggio. Un viaggio intimo, contemporaneo tra i paesaggi Siciliani di Berra e quelli Mediterranei di De Mariano in cui è sempre protagonista l’incerta condizione umana.
La mostra è inserita nel cartellone degli eventi della Settimana della Cultura 2012 dell’Assessorato Politiche Culturali della Provincia Regionale di Messina e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Vernissage: Sabato 14 Aprile, ore 18.00

14/22 Aprile 2012 - Sala Polifunzionale Comunale - Gualtieri Sicaminò (ME)
Orari apertura:
Mattina: 09.00 - 13.30
Pomeriggio: Lun e Ven 15.00 - 18.00

Info:
tel. 090936112
mail info@comune.gualtieri.me.it
www.gualtierisicamino.gov.it

LO STATO DELL’ARTE ACCESSIBILE



LO STATO DELL’ARTE ACCESSIBILE
a cura di Fortunato D’Amico

13 - 14 Aprile 2012
Auditorium Spazioeventiquattro

Dal 12 al 15 Aprile 2012 presso Spazio Eventiquattro e PwC Experience sede del Gruppo 24 Ore e di PwC in via Monte Rosa 91 a Milano si apre la quarta edizione di AAM Arte Accessibile Milano 2012, manifestazione internazionale d’Arte Contemporanea ideata e diretta da Tiziana Manca, realizzata grazie ad Arte Ipse Dixit con la collaborazione di PwC, Eventiquattro, Aston Martin, e con il patrocinio del Comune di Milano.
Tre i curatori chiamati a sostenere la manifestazione con la loro creatività e la loro capacità di analisi del mercato dell’arte con uno sguardo panoramico sulla storia artistica internazionale: Chiara Canali, Fortunato D’Amico, Ivan Quaroni.
Nel programma di AAM Arte Accessibile Milano 2012 anche il convegno nazionale di due giorni dal titolo “Lo Stato dell’Arte Accessibile”, curato da Fortunato D’Amico e pensato come un osservatorio in cui i direttori dei musei, i responsabili delle fondazioni culturali, i gestori delle strutture espositive, gli organizzatori di eventi, i critici, gli amministratori pubblici preposti alla promozione del patrimonio artistico relazioneranno “Lo Stato dell’Arte Accessibile”.
Le istituzioni culturali insieme ai più importanti protagonisti dell’arte contemporanea documenteranno l’attualità dei mercati in un’epoca in cui la rete dei sistemi consolidati negli scorsi decenni sembra assumere fisionomie insolite rispetto alla sua organizzazione tradizionale.
Verranno inoltre interrogate le attuali condizioni dell’economia internazionale che modificano velocemente i ruoli e gli assetti del settore, al fine di restituire agli addetti ai lavori il quadro ampio dei cambiamenti epocali, mentre la congiuntura odierna consiglia di utilizzare logiche differenti per affrontare il futuro, approntando la stesura di progetti istituzionali per favorire accordi di collaborazione tra enti pubblici e strutture private, finalizzati a un rilancio della produzione artistica e culturale.

Venerdì 13 aprile 2012
ore 12.00-13.30 / 14.30-19.30

Modera:
FORTUNATO D’AMICO

Intervengono:
ANDREA ARCAI
Assessore alla Cultura Comune di Brescia
SERGIO BONELLI
Direttore commerciale e marketing La Stampa
MAURIZIO BRACCIALARGHE
Assessore alla Cultura di Torino
FRANCESCO DE BIASE
Dirigente del Settore Arti Visive Città di Torino
FILIPPO DE FILIPPI
Accademia di Belle Arti di Brera
DANILO ECCHER
Direttore GAM Torino
PAOLA FARONI
Responsabile Sett. Edilizia monumentale e valorizz. museale del Comune di Brescia
ALDO GARBARINI
Direttore Centrale Cultura Educazione del Comune di Torino
ANTONIETTA GRANDESSO
Responsabile Spazio Thetis, Venezia
ROCCO MOLITERNI
Giornalista La Stampa
ENRICA PAGELLA
Direttore di Palazzo Madama, Torino
FRANCESCO POLI
Critico d’arte, docente universitario
PATRIZIA SANDRETTO RE REBAUDENGO
Presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

SABATO 14 aprile
ore 12.00-13.30 / 14.30-19.30
Modera:
FORTUNATO D’AMICO

Intervengono:
LUIGI BONA
Direttore WOW Museo del Fumetto di Milano
EUGENIO BORRONI
Presidente Fabbrica Borroni, Bollate (Mi)
FRANCESCO CORREGGIA
Responsabile CRAB, Acc. Belle Arti di Brera
MASSIMO DOMENICUCCI
Archivio Centrale di Stato di Roma
MARIA FLORA GIUBILEI
Direttore Musei di Nervi e GAM Genova
ALBERTO FIZ
Direttore artistico MARCA Museo delle Arti di Catanzaro
ROSARIO FONTANA
Sindaco di Gibellina (Tp)
CAMILLO FORNASIERI
Presidente Fondazione Stelline Milano
ROBERTO MILANI
Gallerista, mercante, curatore d’arte
CLOE PICCOLI
Critica d’arte Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano
MAURIZIO VANNI
Direttore Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art

PROGRAMMA COMPLETO

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Contatti:
info@arteaccessibile.com | www.arteaccessibile.com
Comunicazione e Ufficio Stampa AAM 2012:
Studio De Angelis, Milano | tel. 02 324377 r.a. | info@deangelispress.it

Ospite in TV da Francesco Boni su “PortoFranco – Approfondimento culturale”

Sono stato invitato alla nuova trasmissione televisiva “PortoFranco – Approfondimento culturale” di Francesco Boni a parlare di arte e affini...
...Un cambiamento radicale, dettato dalla voglia di avvicinarsi alla gente e consigliarla al meglio in assoluta libertà. “Grazie ad ArteInvestimenti – spiega con entusiasmo Francesco Boni – avrò la possibilità di condurre le trasmissioni nel modo che ho sempre desiderato: aprirò gli studi televisivi ad artisti, docenti e direttori di Museo. Vedrete subito un approccio diverso e una serie di cambiamenti che a poco a poco porteranno alla televisione d’arte che ho in mente da anni ”...
 Quando?
Telecolor (lombardia)
mercoledì dalle 21.00 alle 22.00 Retecapri 2, Studio Italia e PuntoSat
sabato dalle 17.00 alle 18.00
ed in streaming su
http://www.arteinvestimenti.it/

lunedì 2 aprile 2012

"Scuse per viaggiare" personale di GIULIO ZANET a cura di Rossella Farinotti

Giulio Zanet, già finalista dell'ultima edizione del Premio Patrizia Barlettani, da domani con una personale a Milano curata da Rossella Farinotti... da vedere!

5ªOFFICINA
Via Demostene 5 - Milano

"Scuse per viaggiare"
mostra di GIULIO ZANET
a cura di Rossella Farinotti

Inaugurazione: 3 aprile h 18.30
In mostra: dal 3 al 13 aprile
visite su prenotazione
+39 331 45 72 016

evento organizzato da SMOG
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Martedi 3 Aprile. Giulio Zanet espone a 5aOfficina una serie di disegni nati casualmente da una residenza in Spagna e portati avanti fino ad oggi. Una scusa per un viaggio in evoluzione costante: un diario frammentato fatto da momenti di riflessione e di pausa. Fogli bianchi formato A4 rigorosamente in file sulle pareti dello spazio. Non c’è un percorso, ma appunti grezzi. La sensazione davanti ai lavori di Zanet è quella di perdita di un pensiero delineato e fisso. L’artista gioca con impulsi, situazioni vissute, paranoie reali mescolandole con momenti onirici, impostati o realmente sognati. Soggetti diversi si muovono in spazi mai definiti del tutto, quasi impalpabili. Zanet sviluppa racconti con spunti dal quotidiano vissuto giorno per giorno con intersezioni surreali: come in un film surrealista alla Buñuel i disegni di Zanet sono sviscerate associazioni di immagini, frammentarie, senza un seguito temporale o appunto tematico. Sono elementi che si possono mischiare, perché l’ordine non è necessario: vivono singolarmente nel momento in cui sono stati realizzati.

Sulle pareti dello spazio lo sguardo non è mai fisso: quasi cento fogli disposti in file dove prendono vita elementi numerosi e diversificati. Uomini, donne, geometrie, case rovesciate, colori, nuvole e pioggia rosa, facce senza volti, un monocromo grigio, una gamba e un braccio, elementi pornografici, una donna col corpo da scacco, quadratini bianchi e azzurri, esseri strani, puntini per riempire uno spazio o una forma, quasi per definire il tempo che scorre, come il ritratto di una madre e figlia che guardano l’orizzonte dove passa solo una vela bianca, racchiuse in uno schermo verde. Zanet racchiude alcune figure in uno spazio preciso, come per dare allo spettatore un’indicazione, uno spioncino per focalizzare meglio l’attenzione e non perdersi via. Rigetta in questi disegni di medio formato questo mondo fatto di cose viste, vissute e di dubbi. Il dubbio latente è spesso presente: l’artista disegna un fumetto con un rapido scambio di battute “ho detto di si, credo di no”. Un non-senso, o un controsenso ? Il nulla e il caos, il grigio e poi il colore, qual è la strada da scegliere ? Per ora proseguiamo il viaggio.

Rossella Farinotti

domenica 1 aprile 2012

Architetture di luce - personale di Karina Chechik: comunicato stampa



Architetture di Luce
Personale di Karina Chechik
comunicato stampa

Titolo mostra:  “Architetture di luce”
Artista:   Karina Chechik
Location: Istituto Nazionale di Studi Romani – onlus
Indirizzo: Piazza dei Cavalieri di Malta, 2 – Roma
A cura di:  Casa d’Arte San Lorenzo
Inaugurazione :  ore 18  del 12 aprile 2012
Periodo: dal 12 al 28 aprile 2012
Catalogo: Zeta Scorpii Editore
Testi critici di:  Francine Birbragher,  Monica Mantelli, Mariano Michaud, Ivan Petrella  
Organizzazione:Casa d’Arte San Lorenzo -Via Gramsci 119/a  - San Miniato (PI)
Infoline: 0571-43595

“Architteture di Luce”,  la mostra dell’artista argentina  Karina Chechik, è un  viaggio attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, ma soprattutto un percorso di mostre itineranti   che toccano importanti luoghi di cultura.
E’ arrivata a Roma al prestigioso Istituto Nazionale di Studi Romani, prima di fare ritorno dall’altra parte dell’oceano dove sono previste altre due “tappe”: una presso il Frost Museum di Miami ed una presso il Museo Judio  di Buenos Aires, dopo aver toccato la città di Torino con un’esposizione al Museo del Design GH ed essere partita nel maggio del 2011 dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina),



Il progetto artistico (che comprende circa una quarantina di opere)  infatti è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, che non necessariamente sono individuabili in luoghi di culto, ma possono anche essere rappresentati da ambienti naturali.
Di fatto però l’attenzione dell’artista si focalizza su i luoghi dello spirito, chiese, sinagoghe, moschee, e su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires.

Per questa tappa romana sono state realizzate ed inserite opere rappresentanti scorci storici e mistici della città di Roma, riuscendo a valorizzarne ed amplificarne  la spiritualità, grazie ad un abilissimo uso della  luce, tentando di unire la leggerezza dell’essere alla forza  della natura e della storia.

Un’ architettura fatta di luce,  un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque.

“L’Italia”, dice l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Vostra Nazione, città riconosciute internazionalmente come  le capitali spirituali  d’Italia”.


Notizie sull’Istituto Nazionale di Studi Romani


Dal 1941 L’istituto Nazionale di Studi Romani- onlus ha sede sull’Aventino, nell’ex convento dei Ss Bonifacio e Alessio, fondato probabilmente tra il VII e l’VII secolo e tra i più importanti centri monastici della Roma altomedievale,
L’edificio presenta oggi le solenni forme settecentesche progettate dall’architetto e cartografo Giovanni Battista Nolli. Vi si accede dalla piazza dei Cavalieri di Malta , capolavoro architettonico del Piranesi: Il cuore dell’antico convento è il chiostro, edificato nel tardo Cinquecento reimpiegando colonne antiche di marmo e graniti diversi, ornate da capitelli roani e rinascimentali: Un’intera ala dell’edificio si affaccia sul Tevere ed una loggia immette un ampio giardino aperto su una spettacolare veduta di Roma. Parte del piano mobile è occupata dall’appartamento reale di Carlo IV di Borbone che scelse il palazzo come propria residenza estiva e vi trascorse con la moglie Maria Luigia di Borbone parma, un periodo di esilio dopo l’occupazione napoleonica della Spagna
L’istituto si propose sin dagli inizi di studiare Roma in ogni aspetto e manifestazione: Archeologia, storia, arte, urbanistica, architettura, letteratura, diritto, e oggi mette a disposizione del pubblico la Biblioteca, l’Archivio Storico e l’Archivio Iconografico.

Sante&Profane di Shanti Ranchetti a cura di Rossella Farinotti

La coppia "spacca"! 
Ranchetti/Farinotti - Artista/Curatrice insieme per una bella personale a Treviso... dal 14 aprile al 28

Sante e Profane di Shanti Ranchetti
XYZ
via Inferiore 31, 31100 Treviso, Italy

14 - 28.04.2012
a cura di Rossella Farinotti
Orari di apertura:
martedì/mercoledì/giovedì/
venerdì/sabato
dalle ore 17.00 alle 19.30 (chiuso domenica e lunedì)

Allo spazio XYZ di Treviso torna l’illustrazione d’autore, sviluppata questa volta in chiave fortemente femminile, a tratti romantica e colorata, e poi irriverente e forse un po’ cupa. Shanti Ranchetti si muove in questo intimo spazio bianco facendo sfilare delicate donnine dai grandi occhi, in un ironico lavoro dedicato all’universo femminile. Da tempo attiva nell’illustrazione artistica, dopo la mostra presso la sua galleria milanese Federica Ghizzoni, Shanti Ranchetti si rimette in gioco: recupera o crea cornici, materiali diversi, legni, fogli, centrini e decori per ornare il suo mondo al femminile, utilizzando il tratto grafico dell’illustratrice, ma anche il vasto bagaglio assorbito di culture pop, surrealiste e un po’ underground, integrate con una “santa” forza e emotività.
Le donne per Shanti sono rappresentazione completa di una realtà apparentemente colorata e frivola, ma nel reale piuttosto impegnativa. Un Wonderland di Alice con maligni influssi in stile dark e grottesco, tra una sposa cadavere di Tim Burton e una bambina firmata Mark Ryden. Femmine benedette, false sante, o “quasi sante”, ognuna con il suo difetto, e il suo fardello da portare. Santa Shanti e Sante Donne, a volte anche profane, descritte dall’illustratrice con crudeli e critici dettagli: la donna botox e la puttana, la parrucchiera e la domestica, l’infermiera e la single. A primeggiare la sfilata l’artista stessa, Santa Shanti Martire di Buon Cuore, rappresentata con pregi e difetti, paure e bisogni. Le opere di Shanti, ritratti notevoli soprattutto nei raffinati dettagli fisici dei volti, sinuosamente raccolgono stile e sostanza di campi e sottoculture diverse, dal fumetto all’underground, fino all’arte low brow, riuscendo a mettere in mostra un richiamo illustrato e ironico a un’idea della donna ancora un po’ stantia.
Rossella Farinotti

Shanti Ranchetti
Shanti Ranchetti nasce a Milano nel 1970, dove si diploma in illustrazione alla Scuola d’Arte applicata all’Industria del Castello Sforzesco. Ha lavorato come scenografa e decoratrice e dal 1999 si dedica interamente all’illustrazione. Ha collaborato con numerose aziende e con varie riviste tra le quali Caffelatte e The End.
Tra le mostre collettive: ”Illustrators’ Exhibition” Itabashi Art Museum (1999), “Veri Francobolli” La Cueva No-Art Gallery, Milano (2004), “Ambiguous Painting” Galleria SPAZIOINMOSTRA (2010). Tra le mostre personali: “BARNUM” Libreria Sottomondo, Treviso (2001), “Teenage Laces” TAG Art Gallery, Reggio Calabria (2011), “Nocturna Fabula” Galleria Federica Ghizzoni, Milano (2011).
Galleria di riferimento: Galleria Federica Ghizzoni, Milano. Vive e lavora a Treviso.

ANNALU: COME LA NAVE GALLEGGIA SULL'ACQUA, COSÌ LA TERRA a cura di Carolina Lio

Si è inaugurata ieri, 31 marzo, questa bella mostra personale curata da Carolina Lio, dell'artista veneta Annalù, a Castelfranco Veneto... se siete da quelle parti, merita!

Annalù - COME LA NAVE GALLEGGIA SULL'ACQUA, COSÌ LA TERRA
dal 31 Marzo al 21 Aprile 2012
a cura di Carolina Lio
brochure in mostra con testi del curatore

CASTELLANO ARTE CONTEMPORANEA (TV)
Via Roma 38, 31033 Castelfranco Veneto (TV)

dal martedì al sabato 10.00-12.30 e 16.00-19.00


L'esposizione traccia una sintesi del suo percorso attraverso
alcune delle opere più significative realizzate negli ultimi quattro anni,
dalle tavole del 2008 alla scultura presentata durante
l'ultima Biennale di Venezia nel Padiglione della Regione Veneto.

Il titolo scelto per l'evento è ripreso dagli scritti di Talete,
primo filosofo della storia e primo studioso dei quattro elementi
naturali. Tra questi aveva identificato l'acqua come sostanza
principale e divina, attraverso cui ogni cosa veniva definita.
Anche per Annalù l'acqua è il principale riferimento,
un filo conduttore del suo lavoro dalle forti
connotazioni alchemiche. La sua ricerca, infatti, è composta
da un immaginario fatto di simboli con un forte richiamo
alla natura che vengono assemblati e cristalizzati dando vita
a metamoforsi scultoree dall'aspetto incantato. Sono forme pure,
delicate, trasparenti, eppure allo stesso tempo cristallizzate
durante il momento di trasformazione, lasciando visibilmente
chiara la loro vitalità e permettendo di intuire un forte dinamismo
sotto le forme congelate dalla resina. Questo equilibrio tra energia
e immobilità, elementi materiali e atmosfera magica,
mima il rapporto dell'artista con quello che la circonda,
ovvero la presa di consapevolezza di una spiritualità invisibile
eppure fortemente presente dentro ed oltre ogni materia.


NOTE BIOGRAFICHE:

Annalù è nata nel 1976, vive e lavora a San Donà di Piave.
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ha
partecipato alla Biennale di Venezia nel 2001 e nel 2011.
Tra le ultime mostre personali ricordiamo:
(2011) Wannabee Gallery, Milano;
(2010) Galleria Forni, Bologna;
(2010) Dac Gallery, Los Angeles, California;
(2010) Palazzo del Governo, Siracusa.
Tra le sedi di progetti collettivi troviamo
Palazzo Reale di Milano,
Museum of the Living Art di San Diego in California,
Museum of Young Art di Vienna
e altri prestigiosi gallerie e musei in Italia e all'estero.

Alberto Sughi. Addio "grande vecchio"

Alberto Sughi

R.I.P.
Cesena, 5 ottobre 1928 – Bologna, 31 marzo 2012