RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 21 aprile 2016

Nespolo a Santa Maria della Spina di Pisa


Ed il comunicato ufficiale! 




Nespolo a Santa Maria della Spina di Pisa

Ugo Nespolo, un grande protagonista dell'arte contemporanea, approda a Pisa con una mostra dai connotati decisamente antologici, portando nella città della Torre Pendente alcuni frammenti della sua pluriennale carriera


SCHEDA TECNICA
Genere: mostra di pittura
Artista: Ugo Nespolo
Titolo: Nespolo a Santa Maria della Spina
A cura di: Riccardo Ferrucci
Ente Promotore: Comune di Pisa
Organizzazione e Coordinamento: Maurizio Gazzarri, Arch. Marco Guerrazzi, Arch. Luca Masi, Roberto Milani
Inaugurazione: venerdì 27 maggio 2016, ore 18.00
Luogo: Chiesa Santa Maria della Spina, Lungarno Gambacorti, Pisa
Periodo: 28 maggio – 31 luglio 2016
Orari: tutti i giorni 10 – 13 e 14.30 – 18.30. Ingresso libero.
Allestimento mostra: Arch. Luca Masi, Arch. Alessandro Peisino, Roberto Milani
Patrocinio: Regione Toscana
Media partner: Radio Bruno Toscana
Rapporto con i media, relazioni esterne e ufficio stampa: Ufficio Cultura Comune di Pisa, Ufficio Stampa Comune di Pisa, FuoriLuogo - Servizi per l’Arte
Crediti fotografici: Studio Nespolo e Riccardo Vannetti
Layout e Progetto Grafico: Casa d’Arte San Lorenzo
Con la cortese collaborazione di: Abet Laminati, Banca Popolare di Lajatico, Rotary Club Pisa Pacinotti, Casa d’Arte San Lorenzo, C.R.A. – Centro Raccolta Arte
Info: Casa d’Arte San Lorenzo  +39 0571 43595 - galleria@arte-sanlorenzo.it - www.arte-sanlorenzo.it

PISA - Ugo Nespolo uno dei protagonisti dell’arte italiana arriva a Pisa con una mostra ambientata nello splendido scenario della Chiesa Santa Maria della Spina dove la Pop Art si incontra con la magia del trecento pisano.
L’esposizione promossa dal Comune di Pisa e curata dal critico d’arte Riccardo Ferrucci, sarà inaugurata sabato 28 maggio (ore 18) alla presenza dell’artista e del Sindaco Marco Filippeschi.
Nespolo ha già realizzato importanti mostre in Toscana: a Firenze al Museo del Bargello ed a Pontedera al Museo Piaggio.
È sicuramente uno degli autori più originali nel panorama contemporaneo e la sua attenzione ha investito molteplici aspetti creativi: dal cinema sperimentale alla pittura, dalla pubblicità alla scultura.
Dopo la mostra l’artista sarà presente con uno suo intervento per la facciata dello spazio espositivo San Michele degli Scalzi, dove verranno collocati quattro grandi murali che si richiamano per stile e colori al murale di Keith Haring. Due autori che lasciano una propria testimonianza a Pisa in un dialogo ravvicinato tra passato e futuro, tra storia e fantasia.
Keith Haring ha detto: “Fra i pochi, pochissimi artisti che meritano rispetto qui in Italia, indico volentieri Ugo Nespolo, perché è il più intraprendente, il più fantasioso, il più originale. E poi perché mi pare l'unico ad aver compreso come un'immagine, al pari della pagina di un romanzo, può raccontare qualcosa di importante e di emozionante. Con la sola differenza, rispetto ai libri, che questa spesso è a colori…”.
In realtà il grande racconto pittorico di Nespolo diventa una delle esperienze più innovative dell’arte contemporanea italiana, un viaggio lirico e onirico che attraversa la storia dell’arte e diventa icona del Made in Italy nel mondo.
Ugo Nespolo nella sua pittura ha sempre seguito una propria strada, delineando un mondo poetico tra più significativi ed illuminanti di questa epoca. Ogni elemento ed ogni tassello diventa parte di un tutto, di un viaggio tra più affascinanti che è dato di vedere.
Confessa l’artista: “Deve pur esserci una sorta di tragicità anche nel gioco che io ho sempre messo in atto, di portare un elemento di dubbio ironico alla modernità”; in effetti la sua arte colorata e felice nasconde ferite segrete ed una tragicità sotterranea che la rende sacra e quasi immortale.
Come ci suggerisce il Palomar di Italo Calvino: “Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, – conclude – ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile”. È questa la straordinaria scoperta fatta da Ugo Nespolo con il suo viaggio infinito ed inesauribile nella stagione dell’arte contemporanea.
La mostra resterà aperta, ad ingresso libero, fino al 31 luglio 2016, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30.
Per info: Casa d’Arte San Lorenzo 0571 43595, galleria@arte-sanlorenzo.it.

LUCCA ART FAIR 6 - 9 maggio 2016



Che Casa d'Arte San Lorenzo partecipi alla prima edizione dell'evento fieristico LUCCA ART FAIR è cosa orami nota (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/04/casa-darte-san-lorenzo-al-lucca-art-fair.html)
Ma in realtà LUCCA ART FAIR, cos'è?

 

LUCCA ART FAIR 6 - 9 maggio 2016


LUCCA ART FAIR è l’evento dedicato all’arte contemporanea in Toscana.
Nato dall’esigenza sempre più forte di creare un tessuto connettivo tra le molteplici esperienze artistiche del territorio, la neo nata fiera d’arte si propone come vetrina per le esperienze toscane e momento di confronto con le altre realtà italiane e internazionali.
In una area in cui sono presenti esperienze culturali importanti, Lucca si presenta come la città ospitante più dinamica e ricettiva per nuovi esperimenti artistici. Non solo.
La centralissima posizione geografica permette alla fiera di essere crocevia tra i centri artistici italiani più attivi e diventare ponte tra le altre esperienza fieristiche e quella zona d’Italia in cui ancora non si hanno esperienze significative di questo tipo.
Ad accompagnare questo nuovo appuntamento, ci saranno eventi collaterali, la zona T.A.Z. (Temporary Art Zone) interamente dedicata alle gallerie d’arte contemporanea ad indirizzo più sperimentale, e i talks, incontri con personalità di punta del panorama culturale italiano, per offrire uno scambio di esperienze e conoscenza che attivi e sviluppi una rete professionale e amatoriale indispensabile per la crescita del sistema artistico contemporaneo.
LUCCA ART FAIR occuperà lo spazio del Polo fieristico di Lucca, già famoso per la sua accessibilità e funzionalità, sede di eventi a carattere internazionale come l’ormai consueto appuntamento con il Lucca Comics.
Attraverso la partecipazione di partner riconosciuti, una seria selezione delle gallerie da parte del comitato organizzativo, servizi a disposizione dei visitatori, LUCCA ART FAIR mette in scena l’inaspettato del mondo dell’arte, creando un imperdibile evento in una regione che sta divenendo il vero laboratorio culturale italiano. 

TALKS IN PROGRAMMA

Sabato 7 maggio - Sistema dell’Arte in Toscana, a cura di Adriana Polveroni, giornalista, saggista e direttore Exibart. Dialoghi tra i protagonisti dello scenario contemporaneo toscano con Lorenzo Bruni, critico e curatore indipendente, Base Progetti per l’Arte - Pietro Gaglianò, curatore indipendente, Made in Filandia - Fabio Gori, Fattoria di Celle e Collezione Gori - Vittorio Gaddi, collezionista - Nicola Maggi, fondatore Collezione da Tiffany - Irene Sanesi, presidente Fondazione per le Arti Contemporanee Centro Pecci - Sergio Risaliti, storico dell’arte, curatore, giornalista e consulente mostre Comune di Firenze
Domenica 8 maggio, ore 12.00 - 13:20  - Arte per l’infanzia, l’infanzia nell’arte, a cura di Luca Baraldi, Eurising. Dialoghi sul ruolo dell’arte nell’infanzia, pratiche educative e didattiche attraverso l’arte per lo sviluppo sociale ed economico con Luca Baraldi, Eurising - Ketty Gallon, Scuola Internazionale d'Illustrazione Štěpán Zavřel - Antonella Gioli, Università di Pisa - Umberto Margiotta, Fondazione Collodi - Olimpia Niglio, Business School Sole24ore - Management dell'Arte e Beni Culturali - Fabrizio Silei, scrittore - Ilaria Tuci, Università di Pisa.
Domenica 8 maggio, ore 16.00 - 17.00  - Un artista, un critico, un collezionista, a cura di Parallelo 42, rivista e piattaforma per l’arte contemporanea. Dialoghi al confine tra arte, critica e collezionismo per nuove pratiche di contaminazione con Fabrizio Cotognini, artista, Giovanni Scarzella, imprenditore e collezionista, Antonello Tolve, critico d’arte.
Domenica 8 maggio, ore 17.00 - 18.20 - Conoscere per conservare: una nuova rivista e l'editoria d'arte dopo il 2000, a cura di Giuseppe Maino, direttore di Cities of Memory, International Journal on Culture and Heritage at Risk, coordinato da Donatella Biagi Maino, Università di Bologna e Alessandro Tosi, Università di Pisa. Dialoghi sul ruolo dell’editoria d’arte oggi e presentazione del n. 1 della nuova rivista internazionale Cities of Memory – International Journal on Culture and Heritage at Risk con Umberto Allemandi, Allemandi Editore e Il Giornale dell’Arte - Sante Bagnoli, Jaca Book - Luca Baraldi, comitato scientifico International Journal on Culture and Heritage at Risk - Giovanni Carnevali, Editoriale Umbra - Fabio Lazzari, UTET - Giuseppe Maino, Cities of Memory, International Journal on Culture and Heritage at Risk - Francesca Pacini, Edifir e Cities of Memory - Francesca Fazzi, Maria Pacini Fazzi Editore​, Lucca..

L’appuntamento con LUCCA ART FAIR sarà dal 6 al 9 maggio 2016.

mercoledì 20 aprile 2016

Massimo Barlettani “Linfa” a cura di Laura Orlandi

Qualche giorno fa vi ho dato l'anteprima, ora arriva il comunicato ufficiale



 

 COMUNICATO STAMPA

Massimo Barlettani
“Linfa”
a cura di Laura Orlandi


CERRETO GUIDI (Fi) – Massimo Barlettani torna ad esporre con la nuova mostra dal titolo “Linfa”, curata da Laura Orlandi.
E lo fa per un solo giorno, sabato 14 maggio (dalle 18.30) in una location d’eccezione Villa delle Rose a Cerreto Guidi (Fi) residenza dell’artista (ed anche studio artistico) e della moglie, l’interior designer Mita Gambacciani, che ha curato anche il progetto espositivo all’aperto, nello spazio esterno e nel verde del giardino.
Saranno ancora i fiori dipinti dall’artista, ormai sua iconografia, ad essere i protagonisti di questo interessante evento artistico.
“La vita è sacra – dice Barlettani. La linfa sale dalle radici vincendo la forza di gravità per nutrire la vita. Lo spirito della terra avvolge tutte le cose e crea lo spettacolare equilibrio che ci circonda. Grazie alla scintilla del Creatore, grazie alla capacità evolutiva degli esseri viventi, grazie al ciclo delle rinascite, siamo circondati dalla meraviglia. Questi fiori sono il mio omaggio alla vita”.
La mostra, visto che le presenze artistiche di Barlettani si svolgono sempre più spesso al di fuori dei confini regionali, è stata fortemente voluta dall’artista per coinvolgere il pubblico più vicino a lui, come gli amici e gli ormai molti collezionisti, ed è, di fatto, l’anteprima dell’esposizione in programma allo “Spazio Lavit” di Varese dal 17 settembre all’8 ottobre 2016. Mostra, quest’ultima, che vanta il patrocinio del Comune della Provincia.
Ospite d’eccezione della serata sarà Danny Del Monaco (Master of Mixology). Contestualmente sarà presentato anche il nuovo catalogo dell’artista con le sue ultime opere.
Per info: www.massimobarlettani.it.

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Massimo Barlettani
“Linfa”
a cura di Laura Orlandi

Inaugurazione: sabato 14 maggio 2016, ore 18.30
Luogo: Villa delle Rose - Via Soldaini103, Cerreto Guidi (Fi)
Durata: 14 maggio 2016 (solo per una sera!)
Cocktail: Danny Del Monaco (Master of Mixology)
Coordinamento: Alberto Lavit
Progetto espositivo: Mita Gambacciani
Organizzazione: Spazio Lavit
Allestimento: Casa d'Arte San Lorenzo
In collaborazione con: 
Casa d’Arte San Lorenzo, C.R.A. - Centro Raccolta Arte, BeA…
Ufficio stampa: FuoriLuogo – servizi per l’Arte
Info: www.massimobarlettani.it
Catalogo in mostra.
In caso di pioggia la serata sarà rinviata a nuova data.

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BIO
Massimo Barlettani è nato a Volterra (Pi) nel 1956.
Nel 1989 ha fondato l’agenzia B&A.
Ha vinto numerosi premi per la creatività.
Si è occupato di editoria d’arte con la “Zeta Scorpii Editore”.
La sua ricerca artistica si è sviluppata con un percorso che dalla pittura astratta si è evoluto in una ridefinizione figurativa di elementi iconici in particolare figure femminili ed elementi naturali.
Il contatto professionale continuo con fotografi ed artisti internazionali e la sua innata sensibilità lo hanno portato a elaborare una tecnica molto personale.
Nel 2014 presenta il progetto “Polline” al Uoll di Firenze con una mostra curata da Roberto Milani e Filippo Lotti.
Nel 2015 è alla Galleria il Gioiello di Lodi con una mostra curate da Mauro Gambolò, al Palazzo Stella per la Biennale d’Arte di Genova a cura di Mario Napoli, a Villa Rescalli Villoresi Museo Dario Mellone, Busto Garolfo Milano con United Factories, al Nautilus di Capri con la FDA Project a cura di Susanna Gargiulo.
Per la sua ultima personale “Il network della natura”, con una video-istallazione curata da Viacheslav Zakharov, è stato invitato allo Spazio Tim4Expo della Triennale di Milano per una esposizione patrocinata da EXPO Milano 2015.
Le sue opere sono già presenti in importanti collezioni.
Vive e lavora a Cerreto Guidi (Fi).

“OLIVETTI” al Teatro Oscar di Milano

Sabato 30 aprile 2016 alle 21.00  al Teatro Oscar di Milano sarà in scena lo spettacolo “CAMILLO OLIVETTI” alle radici di un sogno, di Laura Curino e Gabriele Macis 




“OLIVETTI” è la storia di Camillo, il pioniere, l’inventore, l’anticonformista capriccioso e geniale che fonda, agli inizi del novecento, la prima fabbrica italiana di macchine da scrivere. Vi offriamo il racconto epico di un’avventura, avvincente, pieno di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi. La cosa più straordinaria è che è tutto vero.

Con: LAURA CURINO

Regia: Gabriele Vacis

Collaborazione alla drammaturgia Laura Volta

Assistente alla regia Serena Sinigaglia


Biglietto 15

TEATRO OSCAR
Via Lattanzio 58
20137 Milano
www.teatrooscar.com
info@teatrooscar.com
Tel. 02 5455511

Tutto torna: Duchamp vs Cattelan



Nel XX secolo, Marcel Duchamp ha di fatto, insieme a Picasso, riscritto il concetto di Arte. 

Lo fece in particolare nel 1917, portando al sua opera "Fontana" di fronte al grande pubblico ed enunciando così il concetto di ready made.

Brevemente: un qualsiasi oggetto tolto dal suo contesto originario, firmato da un artista e collocato in un museo, si trasforna automaticamente in una opera d'arte.... 




Maggio 2016 Maurizio Cattelan, prende un cesso, lo fa in oro 18 carati e lo installa in una toilette del Guggenheim Museum (e sembrerebbe che potrà essere utilizzato come i suoi fratelli in ceramica). 

Come dire l'arte, anche quella delle ArtiStar, vendute spesso a peso d'oro tornano alle origini...

Geniale!!!

OM performance di Nicola Fornoni


 
 
OM

performance di Nicola Fornoni

con D'amico Giovanna

28 APRILE 
 
 
via Molise 68 Milano

Finalmente prende il via il grande evento "Welcome in North Korea" di Max Papeschi



Finalmente prende il via il grande evento "Welcome in North Korea" al quale quel geniaccio di Max Papeschi oramai sta lavorando da mesi.

Milano, Piazza Piemonte il prossimo 22 e 23 aprile scoprirete tutto...

Di che cosa si tratta? intanto una pillola...

“Welcome to North Korea” è un’istallazione artistica mobile, creata con lo scopo di raccontare gli orrori, spesso poco noti, dei campi di detenzione nordcoreani tramite l’ossimoro visivo del parco giochi a tema. 

altre info nei prossimi giorni...
 

 



We Can Be Leaders Just For One Day



WELCOMO TO NORD KOREA

Venerdì 22 e sabato 23 aprile 

Piazza Piemonte 
(davanti al Teatro Nazionale)   
 11.00 alle 16.00  
ore  14.00 
conferenza stampa, performance e intervento di Amnesty International


My CHRISTO is a project di Antonio Leo

Di quello che succederà ad Iseo, il prossimo mese di giugno, con l'installazione dell'opera di Christo vi ho già fornito indicazioni (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/03/vi-ho-gia-parlato-dellintervento-di.html).
Non vi ho detto però che alla presentazione dell'evento, lo scorso 5 aprile, quando è stata indetta la conferenza stampa al Museo di Santa Giulia - Brescia, ci è andato anche Antonio Leo. Chi è Antonio Leo? innanzi tutto un amico. Poi compagno di avventura insieme a Claudia Lovato e Filippo Lotti nella Gestione del C.R.A. ma soprattutto un grande appassionato d'arte contemporanea con il quale stiamo mettendo le basi per un grosso progetto editoriale, che vedrà la luce nel prossimo autunno...
Già in altre occasioni ho pubblicato alcune sue note. Questa è l'ultima, nata dopo l'appuntamento del 5 aprile scorso. Godetevela!



My CHRISTO is a project di Antonio Leo

Scrivo di Christo. Questo mio Christo -ammirato da sempre- è un progetto, nato in testa e portato fuori in una pagina bianca, trattenuto mille volte, come in un sopralluogo rischioso, come in un primordiale object packaging dell’artista bulgaro-americano. La semplice voglia di scrivere, accecata da sensazioni contrastanti, folli visioni di paesaggi, colorati di tessuto arancione, resi ancor più reali e lasciati intatti nella loro bellezza, accentuandone l’armonia. Per incasinare follemente qualcosa bisogna intervenire bene.
Christo nasce il 13 giugno 1935, Jeanne-Claude il 13 giugno 1935, anche io sono nato il 13 giugno, dopo il 1935. Dunque decido che ne posso parlare, prendo il destino/caso come spunto/alibi e torno a parlare di land art. Parlo di binomio, parlo di performance, parlo, e andrò volentieri fuori tema.
L’esposizione Christo and Jeanne-Claude Water Projects appena visitata a Brescia nella stupenda Santa Giulia (aperta fino al 18 settembre) è sicuramente un ottimo aperitivo da gustarsi –con calma!- prima dell’intervento The Floating Piers, una passerella sul Lago d’Iseo percorribile dal 18 giugno al 3 luglio, 24h/24, che collegherà il paese di Sulzano (BS) a Monte Isola e all’isolotto di San Paolo, in uno degli appuntamenti imperdibili dell’arte contemporanea del 2016 a livello mondiale.
Intanto a Santa Giulia 150 opere, fra studi, disegni, collages originali, modelli in scala, fotografie, video e film. Curatore Germano Celant, colui che nel 1967 coniò la definizione di arte povera, per poi dedicarsi anche all’arte concettuale e alla land art. Un allestimento fatto di spazi, ampie sale, corridoi per far esprimere al meglio opere che si autovalorizzano e valorizzano l’ambiente a loro dedicato per l’occasione.
I sette water projects ben spiegati in una audioguida che introduce il lavoro di C senza mai dare un senso di già detto e di pesantezza. Un percorso che rende il concetto di territorio e lavoro di intervento artistico come un unico vizio, a tratti un miraggio. Difficile chiamarlo sogno o utopia, piuttosto qualcosa di irrealizzabile al primo passo che diviene desiderio, voglia, scopo, e presto con caparbietà si trasforma in convinzione di poter essere attuato, senza compromessi.
L’elemento acqua. L’elemento che cambia tutto. La forza-natura atta come non mai ad incidere, cambiare, plasmare. Acqua e vento. Il massimo. Si tratta di capire un legame uomo/paesaggio che da indifferente diviene imprescindibile, un legame del quale non ne puoi fare a meno, un legame visivo che smantellate le installazioni ti mancherà, segno della sua forza quantomeno attrattiva. La curiosità muove sempre tutto.
Vedi gli occhi di C in quei frames, in quelle foto nella fase di studio dei sites, circondato da addetti ai lavori quasi increduli, quasi “casualmente” in quel set, e in quegli occhi capisci che già è tutto chiaro, definito. Non ci sono domande. C’è quasi il why? why? why? / why not? di Timothy Leary (“It is extremely rare to find a photograph of Timothy Leary in which he isn't smiling broadly” scrive David Jay Brown), c’è il vedere oltre che è già un credere oltre. La complessità diviene una formalità, un passaggio automatico sogno/attuazione.
Non importa quanto tempo passerà per arrivare alla fase realizzativa, quante opere saranno vendute per trovare i fondi per far partire i lavori (sempre autofinanziati, qualcuno dovrebbe imparare!), i lunghi intervalli, le attese, le pause, l’abbandono temporaneo di un project. La guerra contro burocrazie, fogli, autorizzazioni. Non sono problemi.
Dal momento che il sogno è in testa → è in gioco.
Quegli occhi, quell’affiatamento con JC, quel binomio di intenti vissuti insieme (e di sorrisi) ha già ottenuto il risultato. Brillano come specchi al sole, pieni di desideri che si lasciano trasportare da drappi al vento o onde in oceani, mari, fiumi, laghi. Non importa se a fronte di anni di lavoro l’opera sarà visibile solamente per un mese, una settimana o poche ore. La forza è già stata dimostrata, una forza simbolo di estremo rispetto verso l’ambiente circostante, e di un porre sotto riflettori landscapes che sono un dono a chi avrà la possibilità di ammirarli, sia dal vivo che attraverso qualsiasi mezzo.
Queste opere uniche e fragili e questi collages di carte, tessuti, appunti, materiali plastici, sono autentiche esperienze, vissute dagli artisti e vive, agitate, come un corridoio incontrollabile per il visitatore/spettatore che diviene parte attiva ed essenziale di ogni progetto. Fascicoli e cartelline resi immortali di fronte alla (dovuta/voluta) provvisorietà degli interventi realizzati.
Sono Amore. Amore di C and JC verso il mondo verso la natura verso l’arte.
Tutto questo fa per me. Non posso –anche volendo- tirarmene fuori, devo indagare su quegli occhi, bloccato esterefatto curioso della creatività di un pazzo con una energia vitale irrefrenabile.
Mi sta simpatico questo C Peter Pan, si diverte come un bambino.
Stateci dentro più di due ore. Se vi sembrano troppe, non andateci.

martedì 19 aprile 2016

Jan Fabre. Spiritual Guards

Solo pochi giorni fa vi comunicavo della "presenza" di Jan Fabre a Firenze... ora la comunicazione relativa alla mostra che si inaugurerà il prossimo 14 maggio...
 
 
 
 
Jan Fabre. Spiritual Guards
 
Forte Belvedere
via San Leonardo, 1, 50125 Firenze

Sabato 14 maggio dalle ore 16:00 alle ore 19:30

La grande mostra Jan Fabre. Spiritual Guards, promossa dal Comune di Firenze, si sviluppa tra Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.
Si tratta di una delle più complesse e articolate mostre in spazi pubblici italiani realizzata dall’artista visivo, creatore teatrale e autore fiammingo.
Con l'anticipazione del 15 aprile, ben due sculture in bronzo di Fabre sono già entrate a far par parte – temporaneamente - di quel museo a cielo aperto che è Piazza della Signoria. Searching for Utopia, bronzo di eccezionali dimensioni, è posto in dialogo con il monumento equestre di Cosimo I, capolavoro rinascimentale del Giambologna; The man who measures the clouds (American version, 18 years older), si è innalzato sull’Arengario di Palazzo Vecchio, tra le copie del David di Michelangelo e della Giuditta di Donatello.
Sono inoltre già visibili in Palazzo Vecchio una serie di sculture in connessione con gli affreschi e i manufatti conservati in alcune sale del percorso museale del palazzo, in particolare quelle del Quartiere di Eleonora, insieme alla Sala dell’Udienza e alla Sala dei Gigli. Tra le opere esposte anche un grande mappamondo (2.50 m di diametro) rivestito interamente di scarabei dal carapace cangiante, la cui forma e dimensione dialoga perfettamente con il celebre globo conservato nella Sala delle Mappe geografiche, opera cinquecentesca di Ignazio Danti.
Il 14 maggio aprirà la mostra al Forte Belvedere, dove tra i bastioni e la palazzina saranno presentate circa sessanta opere in bronzo e cera, oltre a una serie di film incentrati su alcune storiche performance dell’artista.
Le curatrici Melania Rossi e Joanna De Vos, insieme al direttore artistico del progetto Sergio Risaliti, hanno scelto il Forte di Belvedere come nucleo tematico dell’esposizione, per le sue caratteristiche spaziali e storiche.
Una fortificazione che nel tempo è servita per difendere Firenze dalle minacce esterne, ma anche per proteggere la famiglia dei Medici in tempi di rivolte cittadine. Un luogo di difesa dall’esterno e dall’interno quindi, che suggerisce un percorso attraverso gli opposti di cui l'esistenza umana è composta. Controllo e abbandono, ma anche bisogni e desideri contrapposti come quelli di protezione armata e di slancio spirituale, così profondi e radicati da condizionare le forme architettoniche e la configurazione dello spazio naturale. Soprattutto qui al Forte Belvedere, dove è evidente la necessità di fortificarsi nella consapevolezza di restare pur sempre indifesi.

APNEA | Massimo Caccia - Alice Zanin | a cura di Alessandra Redaelli



APNEA | Massimo Caccia - Alice Zanin
a cura di Alessandra Redaelli

A due anni esatti dall’ultima mostra insieme a Varese, MASSIMO CACCIA e ALICE ZANIN sono di nuovo protagonisti alla galleria PUNTO SULL’ARTE di Varese di una doppia mostra personale dedicata agli animali – Inaugurazione SABATO 7 MAGGIO dalle 18 alle 21.
Nata in parallelo con un’altra doppia personale – che nello stesso periodo vede Zanin e Caccia anche a Biella, a Palazzo Ferrero – questa mostra si snoda intorno alla riflessione sul nostro rapporto con gli animali, non tanto quanto altro da noi, ma piuttosto come riflesso delle nostre paure, delle nostre ansie e delle nostre idiosincrasie; attraverso due autori diversissimi per temi e linguaggi, sebbene simili nella scelta di un tono pop e di una decisa stilizzazione formale. Le giraffe, le zebre, i levrieri in cartapesta di Zanin raccontano una fisicità stilizzata fino quasi all’annullamento del sé che si traduce in una leggerezza soave. I musi allungati, gli arti affusolati, spesso librati in aria, improvvisano danze in installazioni lievi e fortemente concettuali che rimandano alla vita circense. Immediati, grafici, scanditi in cromie potenti, gli animali dipinti da Caccia regalano invece gustosissimi scorci di umana quotidianità. Colti in situazioni emblematiche, in simbolici dialoghi con oggetti incongruenti, sono lo specchio di quelle piccole e grandi frustrazioni di cui è costellata la nostra esistenza.

MASSIMO CACCIA nasce nel 1970 a Desio (MI). Frequenta l’Accademia di Brera a Milano diplomandosi in pittura nel 1992. Impegnato principalmente in ambito pittorico, espone in numerose mostre personali e collettive e in fiere di settore. Protagonisti delle sue opere sono animali immortalati nelle più assurde situazioni, posti in relazione con oggetti quotidiani su fondali uniformi, spesso monocromatici. Oltre a dipingere, crea titoli di testa per cortometraggi, disegna scenografie e realizza marionette. Nel 2001 realizza un’animazione per la campagna pubblicitaria natalizia di TELE+. Nel 2007 crea la graphic novel Deep Sleep (Grrrzetic Editrice), e nel 2009 inizia la collaborazione con la casa editrice Topipittori che porta alla pubblicazione di tre libri illustrati. Nel 2012 viene selezionato da Miroglio TEXTILE, per il progetto “Metri d’Arte” dove, lavorando a stretto contatto con i designer, realizza dei tessuti d’artista presentati in anteprima a Parigi in occasione di Premiere Vision. Attualmente collabora con il Corriere Della Sera realizzando illustrazioni per il supplemento domenicale laLettura. Nei tempi morti prende oggetti comuni (tavoli, sedie, divani) e li trasforma in animali. Vive e lavora a Vigevano (PV).

ALICE ZANIN nasce nel 1987 a Piacenza. Autodidatta di formazione, sperimenta diversi mezzi espressivi fra cui anche la pittura, fino a scegliere di concentrarsi pressoché esclusivamente sulla tecnica della cartapesta a partire dagli inizi del 2012. Nella prima parte della sua produzione (la serie dei “verba volant scripta…”) l’autrice costruisce attraverso animali di parole un ironico discorso sull’idea di effimero, transitorio e mutevole al quale la componente verbale nel suo valore umano è assolutamente riconducibile. Raggiunge nel tempo risultati più minuziosi e raffinati eliminando le parti testuali dei quotidiani dalle coperture dei pezzi, allo scopo di ottenere superfici più lievi, come epidermici giochi di colore per mezzo di accordi cromatici tra le carte. Attualmente il lavoro dell‘artista, pur restando a tutti gli effetti scultoreo, tende all’installazione soprattutto in termini espositivi, costruendo un dialogo tra opere e oggetti sulla base del registro dell’incongruenza o dell’associazione di idee. Le scelte quasi “automatiche” degli oggetti infatti, sovente, conducono ad un travisamento della loro convenzionale destinazione d’uso, ottenendo tra questi e il soggetto animale una relazione oscillante tra il reciproco imbarazzo e una galante ironia. Ha realizzato mostre personali e collettive e ha partecipato a fiere in Italia. Sue opere fanno parte di collezioni private in Italia, Austria e Venezuela. Vive e lavora a Podenzano (PC).

PUNTO SULL' ARTE
VIALE SANT'ANTONIO, 59/61, 21100 Varese

DANIELE CARPI - L'IMPERATORE ERA UN VECCHIO A cura di Andrea Lacarpia



DANIELE CARPI - L'IMPERATORE ERA UN VECCHIO
A cura di Andrea Lacarpia

Inaugurazione sabato 23 aprile 2016 ore 18.00

Fino al 26 maggio 2016 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)

Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano



Progetto Città Ideale presenta l’installazione di Daniele Carpi, primo appuntamento del ciclo di esposizioni realizzate con il sostegno di Enel, con cui Edicola Radetzky viene attivata come spazio espositivo per l'arte contemporanea.
Per Edicola Radetzky, Daniele Carpi racconta la provvisorietà delle norme definite dalla civiltà degli uomini rispetto alla naturale rigenerazione della vita.
Un busto che ritrae l’imperatore Francesco Giuseppe d'Asburgo, metafora del potere in un particolare momento storico, viene assorbito dall'organica vitalità della selva attraverso l'azione di muschi e piante, che ne modificano l’aspetto fiero ed autoritario. L'interno dell'Edicola viene così trasformato in un'improvvisa ed esotica apparizione, un piccolo bosco che interrompe la continuità dello scenario urbano per aprire riflessioni sulla ciclicità dei processi biologici e culturali.



Prima stagione
Fino a dicembre 2016, Edicola Radetzky ospiterà Prima Stagione, ciclo di mostre personali dedicate alla rappresentazione dell'altrove, con installazioni progettate appositamente per lo spazio dell’Edicola con il fine di promuovere la formazione di un immaginario collettivo intorno ad essa, un dono per i cittadini che andrà ad arricchire l’identità culturale che dalla zona si estende alla città.
Nel mese di luglio 2016 Edicola Radetzky ospiterà un'installazione legata alla mostra CUBA. TATUARE LA STORIA, in programma al PAC di Milano dal 5 luglio al 12 settembre.


Enel Energia per Edicola Radetzky
La riqualificazione di Edicola Radetzky è resa possibile grazie al sostegno di Enel Energia, che ha scelto di promuovere e valorizzare il progetto culturale realizzato da Città Ideale. Parallelamente a ogni ciclo di mostre, all’interno del Punto Enel di Via Broletto 44 verrà esposta un’opera dello stesso artista presente nell'Edicola con un reciproco rimando tra un luogo e l’altro.
Il primo appuntamento presso Punto Enel sarà martedì 3 maggio ore 18.00 con la presentazione dell'opera di Daniele Carpi.


Il restauro di Edicola Radetzky
Struttura storica situata in riva alla Darsena di Milano, Edicola Radetzky è stata affidata a Progetto Città Ideale dal Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano per farne il nuovo centro culturale della Darsena, con programmazione di mostre e progetti esterni. Il restauro ha coinvolto attivamente un gruppo di artisti riuniti nel progetto Cantieri Radetzky, ed è stato realizzato anche grazie al contributo dell’associazione Casa Gialla e di alcuni cittadini milanesi.


Testo di Andrea Lacarpia
Agli albori della storia, l'elaborazione del linguaggio simbolico ha trasformato l’essere umano generando un salto evolutivo rispetto al precedente stato di natura, evento traumatico originario raccontato dai miti e ripercorso da ogni individuo nel passaggio dalla singolarità infantile alla vita sociale adulta.
Andando a plasmare le forme culturali condivise, il linguaggio determina la percezione del mondo costruendo la realtà dell'uomo, cristallizzata nelle norme del diritto, nella quale lo stato di natura prima bandito viene reintrodotto come eccezione.
Tali aspetti dell’ordinamento sociale determinano la complessità dell’essere umano come essere vivente ed artefice, una problematicità che ispira la ricerca di Daniele Carpi in una continua ridefinizione di forme tra presenza concreta e rappresentazione idealizzata, nell’instabile sovrapposizione di vita biologica e stratificazione culturale.

All’interno di Edicola Radetzky, Daniele Carpi realizza una lussureggiante terra di mezzo, zona d’indifferenza fra i due enti principali della realtà, natura e cultura, in cui interno ed esterno si uniscono nello stesso perimetro. La natura selvatica entra in città, luogo per eccellenza dell’ordinamento civile, nella forma di perturbante ed esotica apparizione che interrompe la continuità delle costruzioni che caratterizzano lo scenario urbano.
Alla riflessione sulla struttura del diritto descritta da Giorgio Agamben nel saggio Homo Sacer, basata sul paradosso della sovranità tra nomos e physis, ordinamento politico e vita biologica, Carpi unisce le suggestioni ricevute dalla lettura del romanzo La marcia di Radetzky, in cui Joseph Roth descrive la vecchiaia di Francesco Giuseppe come allegoria della decadenza dell’impero asburgico.
Già affrontata dall’artista in precedenti progetti, dedicati al brigante come figura ambigua e inafferrabile (Can't take my eyes off you, novembre 2011, MARS) e al ribelle come introduzione alla sfera politica (Der Waldgang, novembre 2014, Dimora Artica), l’indagine sul ruolo sociale dell’alterità ora coinvolge l’imperatore, estremo opposto che chiude il cerchio di una narrazione unitaria, nella quale le polarità finiscono per coincidere nello stesso ciclico rinnovamento.
La vita biologica, che invade lo spazio dell’Edicola con una fitta vegetazione che irrompe come fosse una porzione di una lontana foresta vergine trasportata in città, si relaziona con un busto che ritrae l’imperatore Francesco Giuseppe con i suoi tipici lineamenti ottocenteschi, sul quale crescono muschi e piante vive che ne modificano l’aspetto fiero ed autorevole come a restituirlo alla semplice vitalità della selva. In questo modo, l’immagine altera della sovranità viene ricondotta nel suo territorio d’origine, un luogo d’indifferenza tra prassi sociale e nuda vita, tra cultura e natura.
La selva e il sovrano fanno parte della stessa zona intermedia, essi sono polarità speculari che insieme determinano tradizioni e rivoluzioni.
Edicola Radetzky, che trae il proprio nome dal governatore austriaco noto per l’asprezza con la quale amministrava il proprio potere, con l’installazione di Daniele Carpi diviene scenario per una rappresentazione che racconta la provvisorietà di ogni norma acquisita rispetto alla naturale rigenerazione della vita.

EDICOLA RADETZKY
Viale Gorizia (Darsena) – Milano
edicolaradetzky@gmail.com
www.edicolaradetzky.it

ANNA CARUSO - S·I·L·L·A·B·A·R·I DI GOFFREDO PARISE



ANNA CARUSO - S·I·L·L·A·B·A·R·I DI GOFFREDO PARISE

L’esposizione presenta trenta opere - 15 tele, 1 libro disegnato e carte ad acrilico - dell’artista milanese dedicate al capolavoro dello scrittore veneto, nel trentennale della sua scomparsa.

Dal 5 maggio al 19 giugno 2016, lo Studio Cannaviello di Milano (piazzetta Bossi, 4) ospita la personale di Anna Caruso (Cernusco sul Naviglio, MI, 1980) che celebra Goffredo Parise (1929-1986), che tra l'altro era frequentatore dell'allora sede romana della Galleria, uno dei più lucidi intellettuali italiani del Novecento, a trent’anni dalla sua scomparsa.

L’esposizione, curata da Flavio Arensi, propone trenta opere - 15 tele, 1 libro disegnato e carte ad acrilico - dell’artista milanese che s’ispirano e interpretano i Sillabari, il capolavoro dello scrittore vicentino, composto da una serie di racconti brevi dedicati a sentimenti umani "essenziali" che, disposti in ordine alfabetico, compongono una sorta di dizionario.

La mostra di Anna Caruso prende spunto proprio da alcuni racconti di Parise, ma si muove intorno ai temi principali della sua produzione che contemplano la memoria, le immagini familiari, la rielaborazione della realtà come specchio dei sentimenti e delle esperienze personali.

L’opera letteraria di Parise si fonde con le suggestioni pittoriche di Anna Caruso, prendendo spunto da alcuni stralci biografici dello scrittore, come il suo rapporto con l'artista e compagna Giosetta Fioroni, che compare anche in alcuni dipinti. La vita della Fioroni e di Parise si sommano dunque alle figure e alle apparizioni che da sempre animano il lavoro di Anna Caruso, arricchendola di elementi narrativi che sembrano riportar sempre a uno stato sospeso fra sogno e realtà.

Il catalogo, pubblicato dalle edizioni All around art, presenta i testi del curatore e di Lorenzo Respi.

Note biografiche.

Anna Caruso, nata a Cernusco sul Naviglio nel 1980 e laureata nel 2007 all’Accademia di Belle Arti di Bergamo, con indirizzo pittura e restauro, vive e lavora a Milano.

Anna Caruso fa parte del gruppo “Nuova pittura italiana”, formatosi nell’ambito dello Studio d’Arte Cannaviello, che accoglie dieci promesse dell’arte italiana che, pur provenendo da differenti percorsi formativi, hanno trovato nella pittura la loro cifra espressiva più caratteristica.

Nel 2015 è invitata al premio Fabbri “Un secolo di Amarena”; nel 2014 vince il premio speciale al Talent Prize ed è finalista al Premio Lissone, al Premio Terna e al Premio Arte Laguna; nel 2013 è finalista al Premio Arte Mondadori, al Premio Combat, e al Premio Bonatto Minella. Tra le personali più recenti si ricorda “Tetris” allo Studio d’Arte Cannaviello (Milano) nel 2014.


ANNA CARUSO. I Sillabari di Goffredo Parise

Milano, Studio d’Arte Cannaviello (piazzetta Bossi, 4)
5 maggio - 19 giugno 2016
Inaugurazione: 5 maggio ore 18.00
Orari: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso libero
Informazioni: tel. 02.84084647; info@cannaviello.net

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Anna Defrancesco, tel. 02.36755700
anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it
Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

MASKED TALES Opere di Vanni Cuoghi e Marcel Dzama a cura di Ivan Quaroni

In attesa di averli ospiti alla prossima edizione de LA SETTIMANA DELL'ARTE 2016, Vanni Cuoghi/Artista e Ivan Quaroni/Curatorein compagnia di Marcel Dzama, ancora una volta insieme in



MASKED TALES
Opere di Vanni Cuoghi e Marcel Dzama
a cura di Ivan Quaroni
Sabato 7 maggio 2015, ore 18.00
LABS Gallery Arte Contemporanea, Bologna

lunedì 18 aprile 2016

PIU' SU _ Evento Creativo d'Arte Solidale

Una grande iniziativa per un grande progetto!



PIU' SU _ Evento Creativo d'Arte Solidale
7-8 maggio 2016
7047 - boutique design hotel
via san goro 1, 56028 San Miniato

Gli artisti 
Sara Bandini
Giulia Bilardo
Stefania Catastini
Vittorio Cavallini
Francesco Cinelli
Paolo Corsoni
Paola Daniolo
Sauro Di Ruzza
Gianfranco Giannoni
Tania Innocenti
Marco Lami
Laura Leonardi
Paola Mariani
Elen Salvadorini
Enrico Vezzi
 
 
doneranno opere per la vendita il cui ricavato sarà consegnato a Zia Caterina e i suoi Supereroi a sostegno dei piccoli e grandi sogni dei bambini con patologie oncologiche


evento FB

Paolo Manazza UNTITLED

Una piccola anteprima...




Quest’estate per un mese Paolo Manazza presenta alcuni dei suoi più recenti lavori pittorici presso le prestigiose stanze della galleria Robilant+Voena a Milano in via Fontana 16.
Conosciuto da tutti come intellettuale, scrittore e collaboratore da oltre vent’anni del più importante quotidiano nazionale, Paolo Manazza è da sempre anche pittore e rivela, con questa serie di opere sorprendenti, che niente nasce dal caso.
Questi venti dipinti dai formati diversi esplorano il senso di sovrapposizione del colore - nel segno di tutti gli insegnamenti ricevuti dall’Informale europeo e statunitense - alla ricerca di una personale e contemporanea visione.
I lavori di questo artista si inseriscono nel grande recupero della pittura, intesa come momento gestuale e primario, che ritroviamo oggi in numerose situazioni internazionali e che percorre sempre, come un fil rouge, la storia dell'arte recente da Helen Frankenthaler a Günther Förg. Paolo Manazza fa un uso del colore totalmente spregiudicato senza concedere nulla all'incertezza e ci racconta come uno sguardo della realtà cromaticamente interpretata sia l'unico possibile modo di “vedere” il mondo interno ed sterno.
“Ogni dipinto di Paolo Manazza è un soliloquio – osserva Alan Jones nel catalogo della mostra – un dialogo tra l’artista e il proprio sé, come le due parti di Bach, una traduzione simultanea nella lingua della pittura dove la ‘composizione’ è la grammatica, e il colore è il vocabolario”. Mentre Giandomenico di Marzio scrive che “Paolo Manazza appartiene a quella generazione di artisti che ancora oggi, nel vasto mare dei nuovi linguaggi dell'arte contemporanea, si ostina a esplorare le infinite possibilità della pittura”
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo con un saggio di Alan Jones e altri contributi critici di Giandomenico Di Marzio e Massimo Mattioli.

Per informazioni: tel. +39 02 805 6179 • info@robilantvoena.com

Ufficio stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499;
(Referente: Roberta Barbaro- gestione3@studioesseci.net)

Il Collettivo di Brera approda al LUMe...

Il Collettivo Sottobosco di Brera (Stefano M., Gianca Lopez, Gianmaria Milani, Lupan, Swan, Cocco e Suezo) torna a far parlare di sè. 
Dopo l'esperienza al MACAO eccolo ora al LUMe con un nuovo progetto:
"7 X 7"


Comunicato Stampa


"7 X 7"
Eccoci di nuovo! 
Il “Sottobosco di Brera”, a poche settimane dall’esposizione del Macao, presenta la sua ultima originale produzione al LUME (Laboratorio Universitario Metropolitano). 
I sette giovani studenti dell'Accademia di Brera - Stefano M., Gianca Lopez, Gianmaria Milani, Lupan, Swan, Cocco e Suezo - propongono “7x7”. 
Questo è il titolo per le opere presentate al LUME, scelto proprio per rimarcare il concetto di unione e condivisione; un nucleo di lavori realizzati a più mani dove l’idea del "confine", oggi di disarmante attualità, viene del tutto abbattuta dalle contaminazioni reciproche. 
Difatti pur nella riconoscibilità delle peculiarità di ognuno, delle singole personalità e del proprio stile ,”7x7" si costruisce sul patrimonio che deriva dalle diversità che oggi - più che mai - è necessario siano integrate e conglomerate in un progetto comune e vincente. Perché l’unico modo di procedere sostenibile e razionale è questo, così nell’arte come nella vita. il SottoBosco di Brera ci fa conoscere forme capaci di creare nuovi mondi.

LUMe - Milano 
28 aprile - 18 maggio 2016
vicolo Santa Caterina 5
Milano

sabato 16 aprile 2016

A Lucca per LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione



Premesso che un giro a Lucca ne vale sempre la pena, oggi, primo sabato libero dopo tanto tempo, mi sono ritagliato qualche ora per fare due passi nella città delle mura. 
Città che adoro.

Ovviamente per non perdere l'abitudine, una "capatina" ad una mostra non poteva mancare.

Mostra della quale vi avevo già fornito alcune news: "LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione" al Lu.C.C.A.

L'amico Maurizio Vanni, direttore del Museo, in compagnia di tutto il suo staff, come sempre disponibile e generoso, nonostante l'impegni sempre più numerosi, è riuscito a fare gli onori di casa dedicandomi preziosi minuti chiacchierando amabilmente di questo progetto e non solo.

Una mostra che vale la pena visitare, aperta fino al prossimo 19 giugno, magari in occasione dell'imminente Lucca Art Fair, giorni in cui un pezzo dell'Italia Contemporanea sarà presente in forza nella città Toscana.



Burri

Fontana

Bonalumi

Scheggi

Bonalumi e Castellani