RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 8 settembre 2012

La Spezia piange Amedeo Lia

L'ho incontrato una sola volta, anni fa. Ha sempre rappresentato, per me, l'icona del filantropo moderno. Raffinato conoscitore delle arti, persona colta e generosa (lo testimonia il Museo spezzino che porta il suo nome), animo sensibile, lontano dai riflettori.


Amedeo Lia
1913 - 2012
R.I.P.


Museo Civico di arte antica, medioevale e moderna
Via del Prione, 234  19121 La Spezia, Province of La Spezia

Frasi Rubate 16



“Quando visitate una galleria, non dovete aspettarvi di trovare piacevoli tutte le opere d'arte contemporanea che vedete, ma se non vi piace proprio niente non vi scoraggiate: tutti detestano la maggior parte di ciò che vedono. C'è una parte del mondo dell'arte che sostiene che prima di cominciare a capire cosa ti piace devi vedere centinaia di lavori che non ti piacciono: il che è un buon motivo per visitare più volte la galleria.”

Donald Thompson

venerdì 7 settembre 2012

PREMIO OPEN 12a edizione: vince Robert Redford



PREMIO OPEN
12a edizione
Premio Speciale Collaterale alla
69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Vince il Premio OPEN 2012 ROBERT REDFORD
Arte Communications istituisce la dodicesima edizione del Premio OPEN, in occasione di OPEN 15. Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni.
L’istituzione di questo riconoscimento, ideato nel 2000 da Paolo De Grandis e Pierre Restany, nasce parallelamente ad OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni che il 30 agosto 2012 ha inaugurato la sua quindicesima edizione. L'evento prevede la premiazione di un regista presente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che con la sua opera riveli, in maniera inedita, un fertile interesse verso la seducente tematica della mutua interazione tra arte e cinema, due forme artistiche che vivono d’immagine e si nutrono del desiderio di tradurre emozioni.
Il Premio OPEN 2012, un'opera ideata e realizzata dall’artista Lim Dong-Lak, è stato assegnato al regista Robert Redford.
La giuria, presieduta da Paolo De Grandis, ha così motivato la scelta:
«Una scultura che tende alla purezza della forma geometrica attraverso il vigore dell’acciaio specchiante impreziosito dalla lavorazione di mani pazienti e sapienti di un indiscusso protagonista del mondo dell’arte contemporanea diventa riconoscimento ad un indiscusso protagonista della settima arte, Robert Redford, alla purezza e al vigore della sua regia.
Il premio va al suo cinema al contempo impegnato, anticonformista, sociale, liberal ma anche morale, accurato, intimo, sommesso, introverso, sottile.
Robert Redford domina con energia vitale la macchina da presa, dietro e davanti a essa, per sviscerare percorsi esistenziali, legami, famiglia, natura e uomo, città e campagna con l’incisività, la determinazione e il coraggio di un cinema indipendente e innovativo. Il riconoscimento va dunque al peso e all’importanza delle sue scelte e all’eccellenza del linguaggio che le traduce, alla poesia che raggiunge lo spettatore.
L’impegno del suo Sundance Film Festival lo rende inoltre manifesto di quella politica integra e sana che dovrebbe sostenere e guidare ogni giovane talento dell’arte, in ogni forma di espressione che rende liberi».
Nel corso delle passate edizioni il Premio è stato conferito ai registi Joao Botelho con il film Quem es tu?, Julie Taymor con Frida, Takeshi Kitano con Zatoichi, Marziyeh Meshkini con Sag - haye velgard, Stanley Kwan con Changhen ge (Everlasting Regret), Jia Zhangke con Dong, Peter Greenaway con Nightwatching, Philip Haas con The Butcher’s Shop, Michael Moore con Capitalism: A Love Story, John Woo e nell’ultima edizione al Direttore Marco Müller.
La mostra OPEN è realizzata da quindici anni in concomitanza con la Mostra del Cinema di Venezia, a conferma del preciso intento di rafforzare il legame esistente tra arte e cinema, e l’istituzione del Premio OPEN testimonia questo fecondo e stretto rapporto.
Informazioni:
ph. (39) 041. 526 4546 pressoffice@artecommunications.com www.artecommunications.com

FOR PRESIDENT Viaggio nelle campagne elettorali americane - a cura di Mario Calabresi e Francesco Bonami - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

A Torino, alla Sandretto Re Rebaudengo, FOR PRESIDENT - Viaggio nelle campagne elettorali americane a cura di Mario Calabresi e Francesco Bonami... da vedere!



FOR PRESIDENT
Viaggio nelle campagne elettorali americane
A cura di Mario Calabresi e Francesco Bonami
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino | 19 Settembre - 6 gennaio 2013

Inaugurazione: 19 Settembre ore 19

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dal 19 settembre 2012 al 6 gennaio 2013, presenta FOR PRESIDENT, prima mostra ad essere dedicata a ogni aspetto delle elezioni presidenziali, a cura di Mario Calabresi e Francesco Bonami.

Ogni quattro anni il mondo segue con il fiato sospeso la lunga corsa alla Casa Bianca: le Elezioni Presidenziali, pur essendo un affare tutto americano, sono l’evento politico che più di ogni altro influenza le sorti economiche e politiche del resto del mondo. Le campagne elettorali americane sono nella loro specificità eventi di grande teatro, forte emotività e laboratori di strategia mediatica. Partendo da John Fitzgerald Kennedy, il primo presidente che ha raggiunto il resto del pianeta attraverso i media televisivi, For President ripercorre la storia delle diverse campagne elettorali utilizzando il fotogiornalismo, l’arte contemporanea e la grande produzione di gadget e pubblicità dei vari candidati.
Negli spazi della Fondazione le opere degli artisti che si sono ispirati alle elezioni per la loro ricerca si mescoleranno con le immagini storiche dell’agenzia Magnum, la più prestigiosa e antica cooperativa di fotografi al mondo.
La mostra sarà anche l’occasione per un viaggio nel mondo coloratissimo e affascinante della propaganda: dagli spot pensati per promuovere la propria immagine o per distruggere quella degli avversari, ai manifesti, alla grande produzione di gadget di ogni tipo.
Presentando centinaia d’immagini fotografiche, scattate da anonimi fotografi o da indiscussi maestri della fotografia, video ed installazioni, For President è la prima mostra in assoluto ad essere dedicata a ogni aspetto delle elezioni presidenziali.
Lo spettatore, attraversando le sale della mostra, si troverà ora nei panni di un futuro presidente, ora in quelli del candidato sconfitto, ora in quelli dell’elettore comune, bombardato di immagini e messaggi.
For President sarà il concentrato di un’enorme campagna elettorale che per mezzo secolo si è svolta da una costa all’altra degli Stati Uniti. Dai sogni di Kennedy agli scandali di Nixon, alla sfortuna di Carter, a Bush padre e Bush figlio al carisma di Clinton, alla appassionante sfida fra Hillary ed Obama per arrivare ai nostri giorni, attraverso gli occhi di un esperto inviato speciale e oggi direttore di uno dei più importanti quotidiani nazionali, Mario Calabresi, e la testimonianza di un curatore, Francesco Bonami, cresciuto professionalmente negli Stati Uniti, For President vuole presentarsi anche come un modo diverso di costruire una mostra, intrecciando attualità ed arte, creando un tessuto espositivo nuovo e affascinante.
La mostra accompagnerà gli ultimi due mesi di campagna elettorale con conferenze, proiezioni ed eventi speciali, fino a culminare il giorno dell’elezione del 45mo presidente, il 6 novembre 2012. Per l’occasione lo spazio della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si trasformerà in una eccezionale sala stampa dalla quale il pubblico potrà seguire i risultati in diretta del più importante evento politico dell’anno.

Fotografi in mostra: Cornell Capa (1918 - 2008) | Eve Arnold (1912 - 2012) | Burt Glinn (1925 - 2008) | Bob Adelman (1931) | Constantine Manos (1934) | Elliott Erwitt (1928) | Raymond Depardon (1942) | Erich Hartmann (1922 - 1999) | Paul Fusco (1930) | Abbas (1944) | Alex Webb (1952) | Richard Kalvar (1944) | Gilles Peress (1946) | René Burri (1933) | Philip Jones Griffiths (1936 - 2008) | Bruno Barbey (1941) | Thomas Hoepker (1936) | Martine Franck (1938) | Jim Goldberg (1953) | Thomas Dworzak (1972) | Eli Reed (1946) | Paolo Pellegrin (1964) | Alex Majoli (1971) | Christopher Anderson (1970) | Thomas Dworzak (1972) | Alessandra Sanguinetti (1968) | Bruce Gilden (1946)
Artisti in mostra: Max Almy, Oakland (CA), 1948. Vive e lavora a Los Angeles | Jonathan Horowitz, New York, 1966. Vive e lavora a New York | Antoni Muntadas, Barcellona, 1942. Vive e lavora a New York | Marshall Reese, New York, 1955. Vive e lavora a New York | Francesco Vezzoli, Brescia, 1971. Vive e lavora a Milano | TVTV, collettivo fondato nel 1972, San Francisco (Allen Rucker, Michael Shamberg, Tom Weinberg, Hudson Marquez e Megan Williams) | Ramak Fazel, Iran, 1965. Vive e lavora a Los Angeles | Yang Pei-Ming, Shangai, 1960. Vive e lavora a Dijon (Francia)

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo | Via Modane 16, Torino | www.fsrr.org | info@fsrr.org | 011/37.97.600
Ingresso libero

Ufficio Stampa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Silvio Salvo silvio.salvo@fsrr.org | 011/37.97.632 | 328/42.26.697

Mondrian's Style



Piet Momdrian mi ha sempre affascinato, coivolto. 
Se penso alla sintesi che mise in atto, in un momento storico di grande prolificazione avanguardistica, ne esco sconfitto.

La scienza e la tecnologia da tempo avevano fornito questi dati: 
l'occhio umano riescie a cogliere solo un limitato numero di colori, quelli compresi nella gamma che vanno da ultravioletti agli infrarossi. 

La stampa e la fotografia applicarono questa "legge" attraverso l'invenzione del retino tipografico, ovvero dimostrando che con solo tre colori, il Cyan (un particolare punto di azzurro), il Magenta (un particolare punto di rosso) ed il Giallo, si riuscivano e si riescono ad ottenere tutti le cromie percepibili dall'occhio umano (tricomia). 
Se a queste tre tonalità si aggiunge il nero, per sottolineare il contrasto e l'effetto chiaro scurale, si ottiene tutto il percepibile ed il visibile (quadricromia). 
Queste applicazioni ancora oggi sono utilizzate quotidianamente: dalla stampa allo schermo televisivo.

Il processo di sintesi attuato da Mondrian in fondo era elementare: 
si basava sul concetto che erano sufficienti questi tre colori e delle linee guida per poter riprodurre (in un opera come quella qui sotto pubblicata), qualsiasi cosa: oggetto, paesaggio o persona che fosse. 
Un semplice reticolo di tasselli colorati, bastava per rappresentare tutto lo scibile.

Il tutto era realizzabile attraverso la geometrizzazione e l'elementarizzazione, delle forme. 
Ciò rendeva e rende, il fruitore co-artefice del guardato, complice dell'artista nell'atto creativo... 
Io ci trovo un paesaggio, un altro il ritratto del proprio adorato figlioletto e via dicendo...





Ma la genialità dell'artista, si trova nell'aver fornito, attraverso l'arte e la grandezza di un'opera come questa, immortalità presente, passata e futura.
Si potrebbe parlare semplicemente di Mondrian's Style... Pensiamo a quanto, un dipinto del 1917 circa,  a distanza di un secolo, sia ancora attuale, studiato, utilizzato e mostrato. 

Pensiamo ad altri settori della creatività, come la moda o alla comunicazione fino ad approdare al design, allo stile di vita.

Siamo circondati da un vero e proprio fenomeno "Mondriano"... il dramma però è che spesso non ne conosciamo l'origine... Beata ignoranza...







 




Ester Grossi - "Sottovetro" a cura di Chiara Ronchini.

Giovane, fresca, brava ed intelligente. Serve qualche altro ingrediente?

"Sottovetro"
di Ester Grossi

L’esposizione, realizzata in collaborazione

con Mondo Bizzarro Gallery è a cura di Chiara Ronchini.

Salone Borromini
Giovedì 13 settembre 2012
ore 17.00
Biblioteca Vallicelliana
Piazza della Chiesa Nuova 18, 2° piano – 00186 Roma
tel. 0668802671 – fax 066893868
www.vallicelliana.it

b-vall@beniculturali.it


Ester Grossi, artista italiana classe 81’, si lascia incantare dall’eleganza della Biblioteca Valliceliana di Roma. Dopo l’incontro con la direttrice della biblioteca, Maria Concetta Petrollo Pagliarani, l’artista, stimolata dal magnifico complesso monumentale dell’oratorio dei Filippini, propone la personale “ Sottovetro”.

Nell’imponente salone di Francesco Borromini, classico e contemporaneo interagiscono con delicata ostentazione in un dialogo sussurrato a voce bassa, tra colori, immagini e poesie.
Attraverso un vetro, all’interno delle antichissime teche, ritroviamo una serie di opere create negli ultimi anni, appartenenti a importanti progetti in continua evoluzione, come Funeral e Plus-Ultra e una nuovissima serie per “Sottovetro”, dove l’artista usando la carta come supporto, anima personaggi e luoghi ispirati dalle poesie scritte dalla stessa direttrice, anche poetessa, Maria Concetta Petrollo Pagliarini, plasmando un forte legame con l’identità dello spazio espositivo.
La contemporaneità fatta di colori pop e immagini sospese tra un surrealismo paesaggistico e un realismo figurativo, reinterpretato nella singolare visione quotidiana dell’artista, incontra perfettamente il rigore classico del luogo, nell’equilibrio costante e duraturo che ritroviamo, da sempre, in ogni sua opera.
La magia percepita in queste piccole tele è equivalente a un indefinito sentire; invita a un viaggio mentale e visivo, in una perturbante percezione che agita, ma al contempo, attraverso la perfezione delle linee e della stesura del colore, rassicura.
Queste opere dotate di propria storia e identità, subiscono una nuova esperienza; il passato le avvolge in uno stato atemporale (dove solo lo spazio è ben definito), senza impedirne la loro autonomia, esaltando ancora di più il loro possente carattere d’indipendenza, perché appartenenti all’universo di Ester.
Lei, regista di sogni e di pensieri, usa volti estraniati e pensanti, in costante riflessione con un mondo al limite con il reale, riuscendo con precisione a dare sempre quel senso di ordine, portatore di un incontrollabile fascino.
Ancora una volta l’artista s’immedesima perfettamente in una delle sue creazioni, completamente, in ogni senso; dove la quiete di una biblioteca e il distacco imposto tra l’osservatore e l’opera, da quel fragilissimo vetro, sono suggestione totale e sollecitano tra insoliti impulsi, un’accurata osservazione.
Chiara Ronchini

Frasi rubate 15



“L’arte è come la pace, fa del bene a tutti.”

Mario Schifano

giovedì 6 settembre 2012

Succede oggi a Villa Panza...

Succede oggi a Villa Panza...




Giovedì 6 Settembre alle ore 19,30 si terrà la visita guidata con Giuseppe Frangi, Davide Dall’Ombra e Anna Bernardini alla mostra di Bill Viola a Villa Panza. Ingresso e visita 14 euro. Sabato 15 Settembre, invece, alle ore 17,30, visita guidata a porte chiuse con Giovanni Agosti, costo 15 euro a sostegno dell’Associazione Testori. Sabato 22 Settembre alle ore 15,00 fino alle 19,00 si terrà il laboratorio alla scoperta del maestro dell’espressionismo astratto, il workshop Rothko, a cura di Silvano Petrosino, Università Cattolica di Milano autore del libro Abitare l’arte. Heidegger, la Bibbia, Rothko. Con Francesco Frongia e Ferdinando Bruni, Francesco Tedeschi, Massimo Kaufmann, coordinati da Giuseppe Frangi. Casa Testori in Largo Angelo Testori a Novate Milanese. Quota di partecipazione 20 euro, studenti e soci 15 euro.


Dire Fare Volare - Raffaella Rosa Lorenzo

Dire Fare Volare è il titolo della mostra personale di Raffaella Rosa Lorenzo una breve antologia di opere create dall’artista in questi ultimi tre anni.

Opera presentata alla 54a Biennale di Venezia Padiglione della Repubblica del Costa Rica all'interno del progetto STUPORE


Si tratta di un dialogo incontro con la moda nell’esclusivo salotto Galleria Tricomi che farà da cornice sia ai quadri che alle singolari installazioni create dall’artista con materiale da riciclo.
L’istallazione “Volo” progetto presentato in esclusiva alla 54° Biennale di Venezia in partecipazione nazionale che ha riscosso molto successo anche durante la
mostra personale presso le Sale Affrescate del museo civico di Pistoia. L’artista continua a sviluppare nuove creazioni che sono il simbolo di un’arte che stupisce per la sua semplicità e al tempo stesso induce ad una riflessione per la sua profonda attualità.
Non vi è luogo più adatto per presentare l’ultimo progetto inedito di Raffaella Rosa Lorenzo che unisce il simbolo della farfalla in volo che ormai la rappresenta ad un icona simbolo di Bellezza Marylin Monroe, vuole essere un omaggio artistico per i 50° anno dalla scomparsa dell’attrice.
Venerdì 14 Settembre ore 18.00 in poi Opening con la presenza straordinaria del Prof. Daniele Menicucci storico e critico d’arte
presso Tricomi Galleria via Cavour 47 Pistoia
la mostra rimarrà aperta dal 14 al 22 Settembre dal Lunedì al Sabato
9.30/13.00 16.00/20.00

info:

T 0573 22334
3332368606

info@tricomicalzature.com
raffaellarosalorenzo@gmail.com

AMACI Chiamata per l’arte

Data la situazione critica, più volte denunciata da AMACI negli ultimi mesi, in cui versano i musei d’arte contemporanea e il comparto del contemporaneo nel nostro Paese, come più in generale l’intero settore della cultura, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani convoca tutti gli addetti ai lavori a prendere parte alla giornata di mobilitazione che si terrà sabato 29 settembre 2012 a Roma, nella piazza del MAXXI.
Dalle 12.00 alle 18.00 di sabato 29 settembre 2012, AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani convoca Chiamata per l’arte, un’assemblea generale del mondo dell’arte contemporanea invitato a incontrarsi a Roma, nella piazza del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo.
Artisti, galleristi, curatori, direttori di musei, critici, giornalisti, collezionisti, trasportatori, assicuratori, restauratori, artigiani, architetti, conservatori, comunicatori, educatori, grafici, designer, studenti, amministratori locali, rappresentanti di imprese, associazioni e cooperative, e tutti quanti operano a vario titolo e a ogni livello nel settore dell’arte contemporanea nel nostro Paese sono chiamati a raccolta per prendere parte a un’importante giornata di mobilitazione nazionale organizzata per discutere della gravità della situazione che tutti insieme ci troviamo a dover affrontare.
Chiamata per l’arte sarà una staffetta di sei ore durante la quale si alterneranno interventi istituzionali programmati e interventi del pubblico, momenti di riflessione e azioni performative: tutti sono invitati a partecipare attivamente, a portare la propria esperienza e le proprie proposte, a dare un segnale di impegno e di partecipazione.
Chiamata per l’arte vuole essere un momento di incontro propositivo, un’occasione di confronto durante la quale far emergere idee, proposte e stimoli che possano fornire strumenti di conoscenza e riflessione utili a elaborare soluzioni alternative che permettano di superare questo grave momento di crisi.
Chiamata per l’arte non nasce dunque come protesta fine a se stessa, ma piuttosto come forma di resistenza civile aperta al contributo di tutti coloro che sono disposti a fornire un apporto costruttivo e concreto alla sopravvivenza e alla crescita di un settore per troppo tempo lasciato in balia di se stesso.
AMACI, associazione nata nel 2003 per rispondere all’esigenza di dare vita a una politica culturale e istituzionale comune di promozione e sostegno all’arte contemporanea e che raccoglie oggi 27 musei tra i più importanti in Italia, si fa portavoce di un comparto che ormai da tempo versa in una situazione di sempre maggiore sofferenza. Chiamata per l’arte rappresenta una risposta dal basso a questo disinteresse, un’occasione per sensibilizzare il mondo della politica e delle istituzioni dimostrando che la cultura e l’arte contemporanea sono valori collettivi e condivisi, che oltre a essere un vero e proprio patrimonio rappresentano anche una ricchezza sociale che non va né sminuita né tantomeno dimenticata.
Tutti sono invitati a rispondere alla Chiamata per l’arte, lanciando idee e temi di dibattito, mandando proposte, richieste di intervento, contributi di ogni genere ad AMACI, che in queste settimane raccoglierà il materiale in preparazione della staffetta del 29 settembre: aspettiamo le vostre risposte, proposte e il vostro prezioso contributo. Ma soprattutto vi aspettiamo tutti a Roma.
Bergamo, 6 settembre 2012

Chiamata per l’arte
Dove: MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma
Quando: dalle 12.00 alle 18.00 di sabato 29 settembre 2012
Chi: Chiunque abbia idee, progetti, proposte
Come: www.amaci.org
Per proposte e informazioni
Email: chiamataperlarte@amaci.org
AMACI
Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
tel. +39 035270272 – fax +39 035236962
info@amaci.org
www.amaci.org

ANDREA MARICONTI _ Storia Naturale

"[...]Con Mariconti il mondo si rovescia, o per meglio dire si rinnova, in una sintesi che è un togliere ma anche un conservare, tanto che si potrebbe propriamente parlare qui della forma come di un’essenza carnale[...]"

ANDREA MARICONTI _ Storia Naturale
8 settembre – 21 ottobre 2012
inaugurazione: venerdi 7 settembre ore 18.30
Bipielle Arte – via Polenghi Lombardo - LODI
catalogo Skira

Verranno presentate oltre 60 opere dal 2005 al 2012 per tracciare un primo significativo percorso antologico del giovane artista (classe 1978). In occasione della mostra uscirà un ricco volume edito da Skira con testi di Flaminio Gualdoni e Emanuele Beluffi. L'esposizione è promossa dal Fai - delegazione di Lodi Melegnano, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Lodi, e realizzata grazie al contributo della Fondazione Banca Popolare di Lodi e Lgh, in collaborazione con Federico Rui Arte Contemporanea.

orari: da martedì a venerdi dalle 16.00 alle 19.00
sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00
lunedi chiuso – ingresso libero

Il Fai – delegazione di Lodi Melegnano – e la Fondazione Banca Popolare di Lodi, col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Lodi, sono lieti di presentare la personale di Andrea Mariconti dal titolo Storia Naturale, che inaugura venerdi 7 settembre presso lo spazio Bipielle Arte di Lodi.. La mostra, curata da Emanuele Beluffi, è accompagnata da un importante volume edito da Skira ed e' realizzata in collaborazione con Federico Rui Arte Contemporanea.
Vengono presentate oltre cinquanta opere dal 2005 al 2012, per tracciare un primo significativo percorso antologico del giovane artista lodigiano classe 1978, che vanta al suo attivo già diverse e importanti esposizioni in Italia e all'estero.
La mostra si sviluppa attorno ai temi che contraddistinguono la raffinata ricerca pittorica di Mariconti, a partire dalla centralità del territorio e del paesaggio: le metafisiche (campi desolati dove covoni si stagliano come sculture e la luce nebbiosa “mangia” la scena); i boschi (dal titolo “the strange house in the wood”, a testimonianza di un percorso nel bosco come percorso interiore alla ricerca della propria identità); i paesaggi irlandesi e della Patagonia (in gran parte scogliere, dove il mare lotta con la terra per il proprio spazio vitale); i ritratti e le figure (memoria indelebile del passato). La tecnica con cui l'artista realizza queste opere si è evoluta nel corso del tempo, ma sempre utilizzando materiali naturali e quasi monocromi. La cenere, in primis, che legata all'olio bianco gli consente di ottenere una matericità dell'impasto pittorico; la terra, richiamo alle nostre origini e al radicamento sul territorio di ciascun individuo; l'olio combustibile esausto, materiale povero e difficilmente riciclabile, che trova nuova vita e dignità all'interno dell'opera d'arte.
«La cenere è per me corpo di un’eredità. In essa è custodita la memoria del territorio, la vita del legno combusto e purificato. Con la cenere incorporo nuovamente il tessuto dell’esistenza ridefinendo la materialità di ogni rappresentazione. Ogni colore è dato esclusivamente dalla cromia naturale di ogni materia. Gli oggetti, le sostanze, non sono simboli astratti, non vengono usati come metafore. Essi sono, nell’essenza», così spiega Andrea Mariconti.
«Per lui il colore è uno spreco, anzi un disturbo, perché distrae. Gli basta il grigio. Un grigio che non è colore ma una materia (per lo più cenere, altre volte cemento) che gli struttura, anzi modella il quadro e gli dà corpo col variare delle sue stesure e spessori. Bianco e cenere, sprazzi di luce attiva sull'inerzia della materia, ti portano ovunque; e il paesaggio, così tradotto in un'alternativa elementare si fa leggibile come un racconto scritto», scrive Fabrizio Dentice nella presentazione della mostra Quia Pulvis alla Galleria Pittura Italiana nel 2007.
Emanuele Beluffi, curatore della mostra, così descrive il lavoro dell'artista: “L’opera di Andrea Mariconti si inquadra in una prospettiva alternativa ma non aliena da quella che disinvoltamente si chiama la verità. Quantomeno e ancora una volta, la verità della pittura. I temi del suo lavoro - un lavoro che dialoga costantemente con la memoria e con il tempo, per l’uso di materiali carichi storia organica come olio e cenere e per quel tributo non solo formale al tempo come “secondo pittore” - sono rappresentati dal paesaggio e dalla figura. Questi sono gli elementi formali che si accompagnano agli elementi materiali della sua intera produzione, materiali preesistenti all’intervento pittorico provvisti di una storia biologica e pregni di umore simbolico: petrolio e cenere sono il sostrato della pittura, elementi che ricevono un intervento di trasformazione secondo un’ispirazione accostabile alla pratica alchemica. (…) Un’opera che in certo senso è una teoria del tutto, schermo plastico di ciò che vi è. E che rappresenta i tre regni vegetale (olio di lino e petrolio), minerale (gesso di Bologna) e animale (colla di coniglio) con i quattro elementi: la terra (il materiale di origine naturale), l’aria (le intemperie cui sono volutamente soggette le tele), l’acqua (le muffe), il fuoco (la cenere).”

Sabato 29 settembre la delegazione Lodi – Melegnano del FAI organizza presso l’Auditorium BPL un convegno a latere della mostra sul tema “I colori della terra”, un indagine sul rapporto instabile/conflittuale tra agricoltura e industria nel territorio della bassa lombarda con particolare focalizzazione sul Lodigiano.



ANDREA MARICONTI – CENNI BIOGRAFICI
BIOGRAFIA
Nato a Lodi nel 1978, vive e lavora a tra Cremona e Milano. Si laurea nel 2001 presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Arti Visive, e nel 2006 in Scenografia e Discipline dello Spettacolo. Soggiorna in Kosovo nel 2005 e nel 2006 per un
progetto di arte terapia per bambini affetti da traumi psichici di guerra, ed è docente del laboratorio teatrale nel corso per allievi disabili presso il CFP di Lodi. Sempre nel 2005 partecipa ad un workshop tenuto da Anselm Kiefer in occasione della preparazione dell’installazione presso l’Hangar Bicocca I Sette Palazzi Celesti. Dal 2009 coordina e promuove laboratori artistici in ambito sociale in Sud Africa e Italia (orfani, psichiatria, problemi relazionali). Nel 2011 è vincitore del Premio UNESCO per l’Arte Contemporanea che garantirà delle esposizioni in 6 continenti durante il 2012. Del 2003 è la prima personale a Milano e dal 2004 viene presentato regolarmente nelle più importanti fiere di arte contemporanea.
Tra le recenti personali si ricordano: Aleifar, Galleria Rotta Farinelli (Genova, 2012); Ecumene|terra da abitare, Sala Telemaco Signorini (Portoferraio, 2011); La natura organica della memoria genera l’opera, Palazzo Comunale (Cremona, 2011) e Galleria Nuovo Spazio (Piacenza, 2011); I resti del tempo, Galleria Federico Rui (Milano, 2010); No more me, Bell Roberts Gallery (Cape Town, South Africa, 2009); Quia Pulvis, Galleria Pittura Italiana (Milano, 2007); Le ombre delle idee, Galleria L’Ariete (Bologna, 2007)

Frasi Rubate 14



I grandi rinnovamenti non vengono mai dall’alto, ma dal basso, come gli alberi non crescono dal cielo, ma dalla terra, per quanto i loro semi cadano in origine dall’alto

Carl Gustav Jung

I 20 del Cairo...



Roberto Ago, Francesco Carone, CCH, Fabrizio Cotognini, Giovanni De Lazzari, Nicolò Degiorgis, Desiderio, Loredana Di Lillo, Andrea Dojmi, Stefania Galegati, Enzo Giordano, Ester Grossi, Mariangela Levita, Gianluca Malgeri, Igor Muroni, Marta Pierobon, Fabrizio Prevedello, Alessandro Sciaraffa, Marco Maria Giuseppe Scifo e Marco Strappato... chi sono? ma i venti finalisti del Premio Cairo 2012!
Tutti under 40, selezionati da Frank Boehm, Ilaria Bonacossa, Andrea Bruciati, Lorenzo Bruni, Chiara Canali, Luigi Fassi, Helga Marsala, Ludovico Pratesi, Alessandro Rabottini ed Eugenio Viola. Verranno giudicati, dal direttore del Centro Pecci Marco Bazzini, Gianfranco Maraniello, Direttore di MAMbo di Bologna e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo; Presidente dell'omonima Fondazione torinese ed altri.
Curatore del Premio, Luca Beatrice.
Il prossimo 25 ottobre, alla Permanente di Milano, sapremo chi sarà il vincintore

mercoledì 5 settembre 2012

Manca veramente poco...

Visto che ormai manca veramente poco, anzi pochissimo, all'inaugurazione della mostra di Armodio a Palermo, "La dimora delle verità silenti", Palazzo Reale 14 settembre – 5 ottobre 2012, curata dalla Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda. ripropongo questa video intervista fatta per l'occasione, lo scorso maggio, all'artista nel suo studio, e alla Dott.sa Cristina Acidini ed al Prof. Zecchi



vedi anche: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/08/inizia-il-conto-alla-rovescia-per-la.html

Frasi rubate 13



“…il primo merito di un quadro è di essere una festa per gli occhi, ma ciò non significa che vi debba essere posto per la ragione…”

Eugène Delacroix

A.R. Penck - Cardi Black Box | Milano

A.R. Penck
settembre - novembre 2012
Cardi Black Box | Corso di Porta Nuova 38 | Milano
Opening: Mercoledì 5 settembre 2012, ore 18.00



Cardi Black Box è lieta di annunciare la ripresa della nuova stagione espositiva con un’importante retrospettiva dedicata a uno tra i maggiori esponenti del neo-espressionismo tedesco, A.R Penck (Dresda, 1939). La mostra, che sarà inaugurata il 5 settembre, resterà aperta al pubblico da giovedì 6 sett embre a fine novembre 2012.

“Systembild - Last", 2007
Acrylic on canvas
63 x 70 3/4 inches / 160 x 180 cm


La retrospettiva che Cardi Black Box dedica al grande artista tedesco vuole documentare quella parte fondamentale della produzione artistica di A. R. Penck che va dalla fine degli anni Settanta sino ai lavori più recenti, con gruppi pittorici e scultorei riconducibili alle varie fasi della sua ricerca.
In mostra saranno pre sentate circa 40 opere, tra dipinti di grande formato e sculture, dove sono rintracciabili i motivi e i temi centrali della sua estetica e di tutto il suo lavoro di ricerca. In particolare, l’esposizione presso Cardi Black Box offre – con 14 bronzi - l’occasione per conoscere meglio il lavoro scultoreo di Penck, a tutt’oggi ancora meno noto al grande pubblico per il minor numero di esposizioni incentrate su questa parte della sua produzione.

A.R. Penck, pseudonimo di Ralf Winkler, nasce nel 1939 nell’allora Germania dell’Est; avversato dal regime comunista perché ritenuto elemento sovversivo, gli viene negata l’ammissione all’Accademia di Belle Arti.
La sua formazione si svolge dunque da autodidatta e si orienta verso disparati campi, dalla pittura alla filosofia, dalle scienze alla storia delle religioni sino alla musica. Un background ricco che confluirà nelle diverse fasi della sua eterogenea produzione artistica, che spazi a dalla pittura alla grafica fino a sperimentazioni negli ambiti della musica jazz, della poesia e della cinematografia.
          
A.R. Penck è riconosciuto come uno degli artisti che hanno maggiormente contribuito al rinnovamento della pittura in Germania. Sin dagli esordi della sua attività pittorica, l’artista si allontana dalla pittura tradizionale per seguire un percorso autonomo, sviluppando nell’ambito neo-espressionista uno stile personale che combina figurazione e astrazione mediante un tratto marcatamente infantile e un cromatismo intenso.

Traendo ispirazione dalla pittura preistorica, le sue composizioni combinano segni pittorici e immagini arcaizzanti, che insieme compongono un lessico universale - comprensibile e utilizzabile da tutti - e un mondo visivo inediti che hanno spesso come tema centrale il rapporto tra individuo e società.

Negli anni ‘70 i segni si fanno sempre più primordiali, compaiono figure stilizzate e simboli elementari e l’artista giunge quasi a un azzeramento della ricchezza cromatica a favore dell’uso del bianco e nero.
Dalla fine degli anni Settanta Penck si dedica anche alla scultura, per la quale predilige materiali come il marmo, il bronzo e il legno. Il suo trasferimento nella Germania dell’Ovest nel 1980, segna un cambiamento verso il recupero di una decisa  accentuazione cromatica e l’introduzione della tridimensionalità.

Con questa mostra Cardi Black Box ribadisce l'orientamento eclettico e versatile della galleria, che sa guardare ai giovani come ai grandi maestri, al contemporaneo come allo storicizzato. Orientamento programmaticamente rimarcato per la prima volta con l'esposizione di un altro grande artista tedesco, Jörg Immendorff, al quale la Galleria dedicò nel 2010 la personale intitolata ‘Late Paintings’.




"Tschechischer Kellner", 1989
Bronze, edition of 6 + 0 52 x 9 x 6 inches / 132 x 23 x 15 cm


Informazioni
Cardi Black Box
Corso di Porta Nuova, 38 - 20121 Milano
Tel. +39 02 45478189
Fax +39 02 45478120
gallery@cardiblackbox.com
www.cardiblackbox.com
Orari di visita
Da lunedì a sabato 10-19
Ingresso libero

Luca Vernizzi a cura di Alberto Agazzani

Non ho alcun dubbio! Merita!
Luca Vernizzi
a cura di Alberto Agazzani
Spazio Art E' - Reggio Emilia
Via Battaglione Toscano 1/b, 42121   
15 settembre - 10 ottobre 2012
Luca Vernizzi è un pittore nel quale l’inesausta fede nel potere evocatore del disegno e della pittura appartiene alla sua stessa natura umana. Figlio d’arte di Renato, tra i più segreti ed insieme più autentici pittori del Novecento, Luca vive il fare arte, e il rivelare i segreti moti della condizione umana, come una necessità vitale. Nella sua quotidiana pratica artistica il disegno e il dipingere assurgono a linfa vitale, ad alimento e stimolo continuo della sua sete d’indagine e scoperta. L’assenza che
Vernizzi insegue, canta e fissa nel vuoto della tela è quello provocato dal trascorrere inesorabile del tempo, delle emozioni, dei sentimenti. La bellezza, valore così mortificato nell’epoca dell’apparenza, pare essere una di queste fulminee presenze-assenze. Così come pure lo sono altre situazioni ad essa strettamente correlate, come l’emozione di un incontro, di un carattere, di un oggetto evocatore che il pittore sente di dover “rapire” e “salvare”, trasportandolo nel non-tempo dell’arte: donare l’eternità ad un attimo che poi non sarà già più, divorato subitaneamente dalla voracità senza requie di Chrono. Vernizzi è pittore di grande sensibilità e dall’umanità ricca e attenta. Questo gli permette un esercizio di pittura assoluto, puro, con pochi eguali nel suo essere contemporaneamente necessità ed espressione. Nessun calcolo, nessuna strategia o scaltrezza, nessun ricorso alle scorciatoie di tanta figurazione a lui parallela. In ciò il pittore è certamente favorito da una felicità cromatica innata, ma sopra tutto da una mano veloce ed infallibile, che gli consente di evocare e rivelare il segreto di un tempo perduto con eccezionale rapidità.

Alberto Agazzani

PREMIO FRANCESCO FABBRI PER LE ARTI CONTEMPORANEE



PREMIO FRANCESCO FABBRI PER LE ARTI CONTEMPORANEE 


Manca meno di due settimane alla chiusura delle iscrizioni della prima edizione del "PREMIO FRANCESCO FABBRI PER LE ARTI CONTEMPORANEE" per la valorizzazione dei linguaggi innovativi e della fotografia.


Il bando del premio, aperto dal 15 maggio al 16 settembre, prevede due sezioni:


sezione / ARTE EMERGENTE

La prima sezione del premio è dedicata agli autori emergenti (che non hanno superato i 35 anni) che realizzano una ricerca di carattere innovativo e contemporaneo. Questi potranno partecipare con ogni forma creativa visuale, dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, dalla video arte alla performance, senza limitazioni nel linguaggio.


sezione / FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

La seconda sezione è rivolta alla fotografia contemporanea in continuità con l’azione della Fondazione Fabbri, promotrice di F4_un’idea di fotografia, festival dedicato alla fotografia moderna e contemporanea.

Vi potranno partecipare autori da ogni paese del mondo senza limiti di età, al fine di analizzare le tendenze internazionali legate allo specifico medium. Questa sezione lavorerà in concerto con le altre iniziative intraprese in tale ambito dalla Fondazione sfruttando le collaborazioni e partnership già in atto.


I due vincitori riceveranno un premio di 4.000 euro e ci saranno delle menzioni della giuria.

Le e opere finaliste verranno esposte nella mostra collettiva a Villa Brandolini a Pieve di Soligo (TV) dal 24 novembre al 23 dicembre.


Giuria: Antonio Arévalo, Daniele Capra, Martina Cavallarin, Valerio Dehò, Luca Panaro, Stefania Rössl, Carlo Sala, Alessandro Trabucco e Francesco Zanot.


Il Premio Francesco Fabbri vuole essere uno strumento di indagine e ricerca sulle varie sfaccettare della contemporaneità visiva internazionale.


per info e iscrizioni:



Il Premio è promosso dalla Fondazione Fabbri e reso possibile grazie al supporto della Famiglia Fabbri e la collaborazione del Comune di Pieve di Soligo. E' patrocinato da FIAF (Federazione Italiana Associazioni fotografiche) e GAI (giovani artisti italiani), con il supporto di TRA (Treviso Ricerca Arte), Enzimi e Centro Studi USINe. Il Premio è inserito nel palinsesto regionale RetEventi Cultura Veneto 2012 per la Provincia di Treviso. Il Premio ha il sostegno del Consorzio BIM Piave.

De Nittis a Padova, Palazzo Zabarella, a cura di Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca

Beh che dire... anche questa è una bella anteprima! De Nittis a Padova il prossimo mese di gennaio....



Comunicato Stampa

"Una mostra come questa a De Nittis non è mai stata dedicata". Federico Bano, forte dell'elenco dei capolavori che i prestatori internazionali hanno già garantito, lo può affermare senza timori di smentita. Il numero, ma soprattutto la qualità delle opere già assicurate alla mostra sono tali da farla considerare come la più importante che mai sia stata dedicata al De Nittis.

L'esposizione voluta dalla Fondazione Bano e che aprirà la stagione espositiva 2013 di Palazzo Zabarella, prende avvio da quanto emerso dalla grande celebrazione che all'artista ha recentemente dedicato il Petit Palais, per andare oltre. Approfondendo finalmente in modo esaustivo la figura di quello che a pieno titolo si annovera tra gli artisti europei di maggior rilievo di tutto l'Ottocento.
A consentire queste ulteriori prospettive di ricerca e di riflessione intorno a De Nittis concorre anche il recupero di opere dell'artista non presenti nella imponente mostra parigina, alcune delle quali ignote anche alla critica.

La mostra promossa da Fondazione Bano è curata da Emanuela Angiuli e da Fernando Mazzocca.

Con la sua arte e il suo fascino tutto italiano Giuseppe De Nittis affascinò la Parigi delle Esposizioni Universali. A quella del 1878, l'ultima prima della sua prematura scomparsa, era presente con ben 11 opere, segno dell'enorme considerazione di cui godeva.
Si confrontava, alla pari, con Degas e Monet e gli Impressionisti sapendo cogliere il meglio delle loro novità ma interpretandole con gusto e sensibilità del tutto originali. L'italien era amato dalla critica e le sue tele ambite dal grande collezionismo internazionale. Sposato con una brillante francese, Léontine, la sua casa parigina era il punto di incontro di artisti, intellettuali e dell'alta società. Un artista di successo, quindi, in una città, Parigi, che in questi decenni era la vera capitale culturale e artistica del mondo.
Il suo era un successo veramente meritato e duramente conquistato. Nato a Barletta, presto orfano di entrambi i genitori, viene cresciuto dai nonni, insieme ai fratelli. La sua immediata vocazione per l'arte è osteggiata dai parenti che la considerano una perdita di tempo. Caparbio, riesce comunque ad andare a Scuola di pittura a Napoli, poi si sposta a Firenze dove fa proprie le novità dei Macchiaioli. Poi, a 21 anni, va a Parigi dove "incontra fortuna e amore" e qui rimane, salvo qualche importante soggiorno a Londra di cui ci ha lasciato vedute bellissime, sino alla morte ad appena 38 anni.
E' un artista italiano e allo stesso tempo internazionale. Sa far proprie le novità della pittura macchiaiola e poi degli amici impressionisti ma anche gli influssi dell'arte giapponese, metabolizzando il tutto alla luce della sua particolare sensibilità.
Non c'è tema che egli non tratti, dal paesaggio, alle scene di interno, ai ritratti di uomini ma soprattutto di belle donne, in questo è avvicinabile a Boldini, altro protagonista italiano della scena parigina.
Per questa mostra sono state selezionate e ottenute le opere veramente fondamentali dell'artista, provenienti dalla Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" di Barletta (cui furono lasciate dalla vedova), come dai grandi musei francesi o da esclusive collezioni private. Di questi dipinti, molti di grande formato e rari, alcuni vengono esposti adesso per la prima volta.
Raccontano un mondo e una società in veloce cambiamento, colte con tecnica raffinata e profondità psicologica. Sono vedute, dipinte en plein air, come facevano gli Impressionisti, sulla loro Senna ma anche sulle falde del Vesuvio e lungo il Tamigi. Poi la vita frenetica dei boulevards, i divertimenti e il tempo libero nei grandi parchi, il vitalismo che si respirava nelle corse dei cavalli e negli altri luoghi della mondanità, poi la vita dei salotti à la page, primo fra tutti quello della Principessa Matilde.
Sono la fragranza, la vitalità, l'intensità di un'epoca quelle che De Nittis fa rivivere, mirabilmente, sulle pareti di Palazzo Zabarella.
Grazie ad una mostra che, più di ogni altra precedente, rende giustizia alla grandezza dell'artista, un pittore che incanta e seduce coniugando i nuovi fermenti europei alla grandezza della tradizione italiana. Che fa una pittura capace di trasmettere emozione, vitalità, gusto, sia che si tratti di ritratti, di scene d'interno che di paesaggi urbani o bucolici.




Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel.049.663499 info@studioesseci.net