RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 18 gennaio 2016

Alla Fondazione Marconi: Adami, Del Pezzo, Tadini, Schifano (50 anni dopo…)


 

Adami, Del Pezzo, Tadini, Schifano
(50 anni dopo…)

Inaugurazione: 9 febbraio 2016 dalle ore 18,00
Dal 10 febbraio al 25 marzo 2016

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15 – 20124 Milano
Tel. 02 29 41 92 32 – Fax 02 29 41 72 78
info@fondazionemarconi.orghttp://www.fondazionemarconi.org
Inaugurazione: 9 febbraio 2016 dalle ore 18,00
Durata della mostra: 10 febbraio – 25 marzo 2016
Orario: martedì – sabato 10-13, 15-19.
Ingresso gratuito
Ufficio stampa: Cristina Pariset – Tel. 02 4812584 – Fax 02 4812486
cell. 348 5109589 – cristina.pariset@libero.it

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PER SAPERNE DI PIU'...


leggi l'articolo su MilanoArteExpo

venerdì 19 settembre 2014

FREEDOM FIGHTERS - a Palazzo Reale Milano



Dal 23 Settembre 2014 al 12 Ottobre 2014
Milano
Luogo: Palazzo Reale
Curatori: Melissa Proietti, Raffaella A. Caruso, Alessandra Mauro, Sara Antonelli, Contrasto, Fondazione FORMA per la Fotografia
Enti promotori:
Comune di Milano - Cultura
Palazzo Reale
Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe
Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 88465230 / 02 88465931

Comunicato Stampa: Dal 23 settembre al 12 ottobre 2014 nelle sale di Palazzo Reale a Milano si terrà la mostra dedicata ai diritti civili sostenuti da John F. Kennedy, Robert F. Kennedy e Martin Luther King e al centro delle attività del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights, “Freedom Fighters - I Kennedy e la battaglia per i diritti civili”, promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e  dal Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e curata da Contrasto e Fondazione FORMA per la Fotografia. La mostra, a cura di Alessandra Mauro e Sara Antonelli, sarà accompagnata da un catalogo edito da Contrasto e dalla mediapartnership di Sky Arte.

Dall‘8 al 10 ottobre 2014, sempre nelle sale di Palazzo Reale si terrà “I HAVE A DREAM”, inedita mostra evento curata da Melissa Proietti e Raffaella A. Caruso che si concluderà con un’asta benefica a sostegno del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe, battuta da Artcurial, che vedrà la partecipazione della presidente onoraria Kerry Kennedy.

Freedom Fighters e I Have a Dream partecipano a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all'identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

Al progetto esprime il suo apprezzamento il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con una lettera alla Presidente del Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe, Marialina Marcucci: “La mostra - scrive Napolitano – offre un significativo stimolo a riflettere sul valore attuale delle posizioni allora assunte per la realizzazione di una società più giusta, inclusiva e solidale, ma anche sulle condizioni di quanti, in tutto il mondo, vedono tutt’ ora calpestati i loro diritti. […] Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte”.
“Milano riaccende le luci - dichiara il sindaco di Milano Giuliano Pisapia - su tre volti della libertà contemporanea: John F. Kennedy, Martin Luther  King e Robert F. Kennedy. Milano, città internazionale, ha una lunga tradizione di amicizia e di lavoro che la lega agli Stati Uniti d’America. Una amicizia che trova nell’imminente Esposizione Universale di Milano un motivo in più per crescere. Non possiamo e non vogliamo dimenticare che gli Stati Uniti sono stati decisivi perché l’Europa potesse ritrovare la libertà dopo i totalitarismi e la guerra. Milano ha in comune con gli Stati Uniti la vocazione alla libertà. Questa mostra ci aiuta a ripercorrere le immagini e la storia di tre uomini coraggiosi che hanno voluto estendere i confini della libertà. Quanto bisogno ci sarebbe anche oggi della loro opera, nel complesso scenario internazionale, è evidente a tutti. Ma anche ciò che è evidente va continuamente richiamato, rivisto, riproposto a chi non c’era. Questa mostra ci aiuta a farlo”.

“La fotografia diventa il linguaggio per raccontare il lungo e tortuoso cammino della battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Una lotta che non è mai terminata ne terminerà, negli Stati Uniti come dovunque, perché esisterà sempre un diverso, uno straniero, una minoranza da difendere e proteggere dall’arroganza degli ‘altri’ e dei più forti. Una strada che anche la nostra Amministrazione sta percorrendo convinta a difesa di tutti i diritti, e in particolare di quei diritti che fanno più fatica ad affermarsi nella realtà di ogni giorno. Ed è bello veder rappresentato il percorso che ha portato il sogno di tre grandi uomini a trasformarsi in diritto capace di concretizzarsi nei fatti ”.

Le fotografie esposte a Palazzo Reale ricordano la lunga battaglia per i diritti civili e il ruolo importante dei fratelli John e Robert Kennedy.
In mostra un accurato percorso cronologico relativo alle tappe che hanno segnato la battaglia per i diritti civili ripercorrendone le diverse fasi e i protagonisti che l’hanno animata - tra cui Malcom X e Martin Luther King.  Come in un nastro cinematografico, testi e immagini scorrono su grandi pannelli a parete. Dal 1776, anno in cui Il Comitato dei Cinque costituito da John Adams, Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, Robert R. Livingston e Roger Sherman presenta al Congresso la bozza della Dichiarazione di Indipendenza, fino al 1964, anno in cui fu assegnato il Premio Nobel per la Pace a Martin Luther King.
Nel percorso espositivo le immagini iconiche che hanno segnato i momenti più importanti ed emblematici di questa grande lotta civile. Dai celebri scatti che ricordano l’assurdità della segregazione razziale negli anni Cinquanta (immagini di Elliott Erwitt e Eve Arnold, tra gli altri), alle fotografie degli scontri di Birmingham, a quelle che ritraggono il movimento dei “Freedom Riders” o alla quotidiana attività politica dei fratelli Kennedy, ripresi nelle loro riunioni o nei comizi pubblici o negli incontri con la stampa e con i leader dei movimenti di emancipazione. Infine, negli scatti di Bruce Davidson, di Danny Lyon e di altri grandi fotografi, l’emozione della Marcia su Washington rivive in tutta la sua grandezza, così come nell’immagine di Leonard Freed vediamo Martin Luther King al suo rientro negli Stati Uniti dopo aver ricevuto il Premio Nobel, attorniato dalla folla.
Per la mostra I HAVE A DREAM sono 50+1 gli artisti che, a 50 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’attivista per i diritti civili Martin Luther King, hanno aderito all’iniziativa donando un’opera.

Elenco degli artisti presenti per l’inedita mostra evento I HAVE A DREAM, suddivisa in undici sezioni. Per “Il pop e l’icona etica”: Francesca Leone, Francesca Romana di Nunzio, Alessandro Sansoni, Fabio Ferrone Viola, Aidan. Per “Il pop e il sociale”: Paolo Baratella, Ernesto Tatafiore, Marcello Reboani, Michael Gambino, Marco Veronese. Per “Fiori e germinazioni”: Davide Benati, Giovanni Lombardini, Alessandro Twombly, Antonio Ciarallo, Claudio Palmieri”. Per “ I visionari”: Bruno Ceccobelli, Omar Galliani, Walter di Giusto, Jacopo Cascella. Per “Il gioco come libertà”: Lucio del Pezzo, Enzo Guaricci, Wal, Dario Brevi, Pablo Echaurren, Angelo Cortese. Per “La parola come libertà”: Marco Nereo Rotelli, Vittorio Messina, Giuliano Menegon, Umberto Mariani, Gola & Teso, Blue and Joy. Per “La sospensione del tempo e del giudizio”: Betty Bee, Pietro Iori, Arash Radpour, Reale F. Frangi. Per “Il viaggio come libertà”: Gabriella Benedini, Ferdinando Brachetti Peretti, Maurizio Gabbana, Stefano Esposito. Per “La pluralità della visione”: Chiara Dynys, Gian Marco Montesano, Cristiano Pintaldi, Patrizia Molinari. Per “La fotografia come possibilità di relazione”: Alessandro Pianca, Angelo Cricchi, Matteo Basilè, Franco Fontana. Per “La tradizione come educazione e monito”: Shinya Sakuray, Florencia Martinez, Matteo Peretti, Giorgio Tentolini.

“I HAVE A DREAM nasce - spiegano le curatrici Melissa Proietti e Raffaella A. Caruso - come breve ed intensa ricognizione su come il sogno della democrazia, la battaglia per uguaglianza e diritti condotta da John e Robert Kennedy e da Martin Luther King sia ancora viva nel ricordo ma anche nella attualità degli intenti ed abbia profondamente inciso su più generazioni di artisti. Si è inteso mettere a confronto gli artisti dell'immediato dopoguerra che hanno vissuto sulla loro pelle censure ed entusiasmi di rinnovamento e gli artisti che hanno negli occhi l'ennesimo oltraggio alla democrazia perpetrato con l'attentato alle Torri Gemelle. Si è loro chiesto di interpretare il tema in senso narrativo e metaforico, con la forza allusiva e primordiale dell'astrattismo, con le evocazioni simboliche di un figurativo sui generis dai tempi aperti della tradizione "classica" o dai ritmi sincopati del pop, donando però sempre immagini di speranza, di denuncia e mai di violenza. Perché l'arte è Vita e Bellezza. Maestri di ogni "colore", timbro, formazione hanno regalato il loro entusiasmo, rivivendo memorie e speranze, passato e futuro, in una miscellanea di sensazioni che solo il sogno fa vivere in una assurda e meravigliosa dimensione "contemporanea".

All'asta di venerdì 10 ottobre seguirà una serata di gala organizzata da Memo's Boutique Events, sempre nelle sale di Palazzo Reale, dove alle eccellenze dell'arte si uniranno quelle dell' alta cucina italiana, con la partecipazione di chef stellati- Andrea Aprea del VUN Park Hyatt di Milano, Andrea Berton del Ristorante Berton di Milano, Alfio Ghezzi della Locanda Margon di Trento, Luca Veritti del Met Metropole di Venezia, e altri in via di definizione - che presenteranno creazioni di alta cucina abbinate a vini pregiati del Comitato Grandi Cru d'Italia.

Per la mostra evento I HAVE A DREAM è stato editato un catalogo, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, con testi inediti del presidente Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Kerry Kennedy, del direttore esecutivo Federico Moro (Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe) e delle curatrici Raffaella A. Caruso e Melissa Proietti.  Il catalogo sarà in vendita presso il bookshop di Palazzo Reale.

La partecipazione all’asta del 10 ottobre avverrà esclusivamente su prenotazione. Per informazioni inviare una mail all’indirizzo di posta elettronico: infoeurope@rfkcenter.org o telefonare al numero +39 055 5389250.

lunedì 21 aprile 2014

Milano in Arte 1945-2015 seconda tappa allo Spazio Tadini

Della prima tappa vi ho già parlato tempo (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/01/milano-in-arte-1945-2015-allo-spazio.html)... ora arriva la seconda... dove allo Spazio Tadini...



Milano in Arte 1945-2015 seconda tappa allo Spazio Tadini

Ercole Pignatelli, Lucio Del Pezzo, Valerio Adami, Emilio Tadini – MILANO IN ARTE a Spazio Tadini, a cura di Francesco Tadini. Dal 15 maggio al 4 luglio 2014 alla Casa Museo Spazio Tadini di via Niccolò Jommelli 24, la seconda tappa del ciclo di mostre MILANO IN ARTE 1945 – 2015 che proseguiranno fino al periodo di Expo 2015.  La mostra di Pignatelli, Del Pezzo, Adami e Tadini è resa possibile grazie alla collaborazione di Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea e Galleria Tega.  I protagonisti dell’arte, dell’architettura, della fotografia, del design e della moda che hanno fatto grande Milano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a Expo 2015 rappresentati e raccontati con una serie di mostre e incontri a Spazio Tadini curati da Francesco Tadini e Anna Daelli. L’Expo 2015 a Milano rappresenta un’occasione unica per una retrospettiva sul mondo artistico e culturale della città. Milano, oggi, deve la sua immagine internazionale in particolare a settant’anni di idee, di interconnessioni tra fatti e protagonisti che, dal Dopoguerra hanno accresciuto il suo ruolo culturale ed economico nel cuore dell’Europa e nel mondo. Una storia fatta da tanti professionisti, qualcuno non sempre riconosciuto dal grande pubblico e dal mercato, nonché da movimenti di pensiero, organizzati e teorizzati, che hanno cambiato il nostro modo di vivere. La Rassegna Milano in Arte dal 1945 al 2015 si propone dunque lo scopo di ripercorrere alcune tappe, di riscoprire alcuni personaggi fino a porre i riflettori sul nuovo. >
“La prima tappa della Rassegna Milano in Arte - inaugurata a Spazio Tadini il 15 gennaio 2014 – ha preso in considerazione il periodo 1945 / 1956. Al culmine della crisi economica globale che stiamo attraversando, la scelta è stata di ripartire proprio dall’epoca della ricostruzione e della rinascita di quel complesso e vasto tessuto culturale che ridiede slancio e centralità alla metropoli lombarda – sottolinea Francesco Tadini – Il destino di una grande metropoli deriva dalla storia delle idee e della bellezza non meno che dalle mutevoli fortune economiche”.
Dal 15 maggio al 4 luglio 2014, presso la Casa Museo Spazio Tadini di Milano si ricapitoleranno gli anni Sessanta partendo da un gruppo di artisti – Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Ercole Pignatelli, Emilio Tadini – che hanno vissuto, attraverso vie anche differenti, il centro della scena milanese in particolare di quegli anni e che sono stati veri innovatori dell’arte in una carriera più che quarantennale. Di tale carriera si da esempio con una selezione di opere che, comprendendo i decenni successivi arrivando fino ai nostri giorni.
La mostra si amplierà, dal 4 giugno fino al 4 luglio 2014, con i lavori di più di trenta artisti con opere del periodo compreso tra il 1957 al 1967 per rileggere la storia attraverso il linguaggio dell’arte.

Valerio Adami (Bologna, 17 marzo 1935)
Valerio Adami, tra i grandi protagonisti dell’arte europea contemporanea è ideatore di uno stile originale che definisce la struttura degli oggetti contrapponendo colori puri privi di chiaroscuro, delineati da un contorno nero e netto. Paolo Fabbri – “Nel nitore delle linee e nella saturazione del colore il lessico di Valerio Adami è enigmatico. Non è un segreto che si nasconde nelle profondità dell’io, nello spessore del mondo o nelle pieghe della cultura. È un enigma che risiede nella superficie della rappresentazione, nelle unità e nelle regole della composizione che il pittore indica e schiva. Il mistero non è nel profondo, ma nelle pieghe dell’evidenza planare del testo che Adami ci dà a vedere”.

Lucio Del Pezzo (Napoli, 13 dicembre 1933)
Gillo Dorfles
– “Lucio Del Pezzo si è foggiato, ormai, un suo preciso universo formato di oggetti personali elevati a potenza di alfabetario privilegiato: mensole, cubi, losanghe, piani inclinati, bersagli, birilli, manichini, che non hanno più il loro iniziale valore di riferimento semantico a una realtà, sia pur metamorfosata, ma che sono, invece, un gergo privato, quasi un’etichetta, a testimonianza della continuità nel tempo della sua invenzione figurativa. Dell’antico rapporto con la pittura metafisica italiana è rimasto ben poco: forse soltanto un aggettivo, utile come richiamo e anche come argine di fronte all’incalzare di altri eventi dai quali Lucio Del Pezzo vuole difendersi e tutelarsi. Tutte le recenti vicende dell’arte visiva: dal pop all’op, dall’arte povera a quella concettuale, hanno lasciato scarse tracce sul suo lavoro appunto perché lo stesso ha potuto svolgersi al riparo d’uno robusta matrice partenopea e d’una presunta ascendenza storica.”

Ercole Pignatelli (Lecce, 28 aprile 1935)
Salvatore Veca
– “L’opera di Ercole Pignatelli ci consegna, nell’intrico dei suoi percorsi e dei suoi intrecci polimorfi, al sogno ricorrente di una felicità possibile. La sua selva di forme,di segni e di metamorfosi è come una foresta onirica e visionaria, in cui la piega barocca del tratto di fondo sembra a volte spezzarsi ed evaporare. Per dirci al tempo stesso, la prossimità e la distanza di un mondo aurorale e sorgivo destinato alla perdita e alla dissipazione. Vi è un contrassegno che mi colpisce nell’ambito dell’osservazione, nella meditazione e nell’indagine sull’opera di Pignatelli: è il contrassegno di una essenziale libertà dell’artista, che coincide con la fedeltà a se stesso, e con la sua voglia di verità. In questo senso preciso, l’opera di Ercole Pignatelli è il promemoria di una passione vorace, funambolica e acrobatica, per le forme e le metamorfosi, nel tempo della memoria, che è il tempo dell’attesa.”

Emilio Tadini (Milano, 1927 – Milano, 25 settembre 2002)
Arturo Carlo Quintavalle
– “Emilio Tadini ha dipinto con gioia e ironia e questa gioia e ironia, e insieme questa profonda consapevolezza dell’artista come ideologo e creatore di organiche visioni del mondo, ne fanno la figura più rilevante dell’arte della sua generazione in Italia e una delle maggiori in Europa, una figura che è stata finora da molti citata e imitata. (…) Forse il contributo più importante che Emilio Tadini lascia all’arte di oggi è l’idea che si possa ancora, in pittura, costruire un racconto. Non un racconto proposto con immagini della tradizione realista, e neppure un racconto pensato attraverso le memorie, le stratificazioni dell’informale, e neppure un racconto pensato attraverso la dilatazione delle dimensioni, l’analisi materica e il trasferimento di questa sull’opera come nel caso della pop americana. No, Tadini ha proposto un altro tipo di esperienza e una differente sintesi e proprio per questo, per la sua capacità incredibile di mettere insieme una complessa, storica esperienza delle immagini, ma anche delle parole, per la capacità di operare attraverso la musica, che conosce e sperimenta, e insieme per la volontà di porre l’artista come uomo della storia e quindi presente nel dibattito dell’oggi, per tutto questo Tadini ha lasciato e lascia, ben oltre tanti altri pittori del presente e del recente passato, un’impronta importante nell’arte.”


martedì 3 dicembre 2013

Asta di arte contemporanea - Opere dalla collezione Fondazione D'Ars Oscar Signorini onlus



Asta di arte contemporanea 
Opere dalla collezione Fondazione D'Ars - Oscar Signorini onlus 
Martedì 10 dicembre 2013 
ore 18'00
Sala Bauer, Società Umanitaria
Ingresso: Via San Barnaba 48, Milano

Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus, in collaborazione con la Società Umanitaria, presenta un corpus di opere donate dagli artisti tra gli anni 2001 e 2013 ed entrate nella propria collezione. Tra le opere in asta, segnaliamo quelle di Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Maurizio Galimberti, Alberto Magnelli, André Masson, Aldo Mondino, Carlo Nangeroni. Il prezzo base d’asta è compreso tra € 500,00 e € 10.000,00.

Al termine dell’asta, Fondazione D’Ars aprirà al pubblico la propria collezione d’arte contemporanea, composta da opere eseguite tra il 1960 e il 1980 ed esposte per la prima volta in modo permanente nella Sala D’Ars della Società Umanitaria. Tra gli artisti esposti, ricordiamo Enrico Baj, Gianni Bertini, Remo Bianco, Sergio Dangelo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Emilio Scanavino e William Xerra.

evento FB


giovedì 15 marzo 2012

Lucio Del Pezzo. Il gioco della metafisica

Lucio Del Pezzo: UN GRANDE !!!

Questa nuova mostra, che si inaugurerà sabato 17 marzo 2012 alla Galleria d'Arte 2000&Novecento  di Reggio Emilia, presenta una serie di carte colorate di Lucio Del Pezzo, databili dal 1960 al 1990. Questo gruppo di lavori porta avanti la metafisica tipica dell’artista napoletano, che è una metafisica della forma piuttosto che una metafisica delle idee e della vita.
Ogni carta mette in atto un suo doppio gioco: tra colore piatto (china, matita, tempera, acrilico, acquarello, inchiostro, smalti) ed oggetto, tra geometria e cose (legno, corda, collage), ma soprattutto tra proposta di un enigma e la sua soluzione, tra segnaletica e purismo, tra ricorso e ricostruzione del ricordo, talora vicino al clima che porta in scena la Louise Nevelson, o le scale cromatiche di Duchamp.
E’ ovvio che nella memoria di Del Pezzo ci sia sempre il ricordo bruciante di Napoli, sua città natale e, con l’anarchia del rigattiere, raccoglie tutti i simboli e gli oggetti che nel suo lavoro diventano accumulazioni “dada” per mettere in atto l’esorcismo del rifiuto, ed un peàna della gioia di vivere. Gli oggetti sono dunque il tempo perduto, il ricordo di un’infanzia autobiografica e insieme sociale.
In questo ultimo ciclo di lavori si intravvede però il segno-segnale di un nuovo ordine (si vedano opere come: Russia, Casellario 24 elementi, Ryoanij, Umebachi, Studio e Scala). Gli oggetti-forma, dai colori solari, mediterranei, dipinti talora con tecnica Pop Art, si collocano dentro casellari, grate, scale, in un ordine euclideo, o meglio platonico, dove le immagini ci appaiono al centro di un campo intatto, in uno spazio senza aria, come esempi di una ricerca in-vitro in un luogo di sperimentazioni, ma sempre legato al fantastico e al gioco dell’infanzia.
In opere posteriori come Paesaggio del 1990, Lucio Del Pezzo tenta il difficile lavoro di sgomberare l’occhio da cose inutili, ci mette davanti a un mondo di sensazioni sdrammatizzate, di spazi luminosi e rigorosi, di oggetti-simboli ridotti al rango di idea pura, vuole abituare l’occhio alla sostanza precisa delle sue enigmatiche cose, un palcoscenico (con una sua finta prospettiva) dove gli attori-icone recitano un'unica frase per tutto lo spettacolo.

Lucio Del Pezzo. Il gioco della metafisica
Inaugurazione: sabato 17 marzo 2012 ore 18.00
Reggio Emilia, 17 marzo - 21 aprile 2012
Orari Galleria: 10 – 12,30  | 16 – 19,30  (chiuso la mattina giovedì – Aperto domenica e festivi)

Un ringraziamento speciale alla Galleria La Scaletta di San Polo d’Enza (RE)

2000&NOVECENTO Galleria d’Arte
Via Emilia San Pietro, 21  | 42121 Reggio Emilia

lunedì 7 novembre 2011

Il w-e d'autunno della San Lorenzo

Si è svolto, durante lo scorso fine settimana, a Gubbio, presso il Park Hotel "ai Cappuccini", l'abituale appuntamento autunnale di Casa d'Arte san Lorenzo.
Tre giorni all'insegna della grande arte italiana. 
300 invitati, 500 opere, una preziosa raccolta di 20 disegni degli anni '30 di Aligi Sassu, una personale di Lucio Del Pezzo, un incontro curato dal Prof. Faccenda con l'artista Giuseppe Modica e poi ancora tutti i finalisti dell'edizione 2011 del Premio Patrizia Barlettani, gli artisti della consueta proposta della San Lorenzo e le opere dei grandi maestri del '900... ecco qualche immagine:

l'Hotel

ancora un interno dell'hotel

la sala da pranzo con al centro Pomodoro...

la sala e Sassu

la sala e Del Pezzo

il palco...

Utrillo, Mezzacappa

De Chirico, Chia

la sala...

il palco...

un'altra veduta della sala...

...

A. Bueno, X. Bueno, Schifano, Arman

Capogrossi, Morandi, Chia

Prof. Faccenda, Giuseppe Modica, Roberto Milani