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mercoledì 14 luglio 2010

crossing/ ENZO CUCCHI - THOMAS LANGE doppia personale

crossing /ENZO CUCCHI - THOMAS LANGE
doppia personale / double solo exhibition

a cura di Davide Sarchioni
Galleria Il Frantoio, Capalbio (GR)



L'associazione culturale Il Frantoio di Capalbio, importante protagonista della vita culturale nel borgo toscano, ospiterà dal 17 luglio all' 11 agosto, nella suggestiva sede di Piazza della Provvidenza, la doppia personale curata da Davide Sarchioni, che vede ora protagonisti Enzo Cucchi e Thomas Lange.
Terzo appuntamento questo per Il Frantoio, dedicato all'arte contemporanea, dopo la collettiva “Crossroads/Crocevia” e la mostra “Materials and Symbols. Crossings/Ceccobelli-Kounellis-Hirano”, nell'ambito di un progetto dedicato ai crossing culturali fra artisti affermati ed emergenti, differenti per generazione, nazionalità e tipo di ricerca.
Ancora una volta la Galleria de Il Frantoio si riconferma ideale stazione di sosta dove si danno appuntamento storie e vicende artistiche diverse, accolte in occasioni espositive che originano inesplorate relazioni e nuove possibilità significanti.
L'evento, di particolare importanza e difficilmente ripetibile, vede protagonista l’artista più visionario tra gli esponenti della Transavanguardia, Enzo Cucchi che dagli anni Ottanta domina la scena internazionale. Le opere esposte sono 11 terrecotte dipinte a freddo, concepite e realizzate tra il 2009 e il 2010, che fanno parte di un più ampio gruppo di lavori pittorici e scultorei dall’autore denominati “Cattedrali”. Cucchi fa sua l’immagine della cattedrale come simbolo della complessa stratificazione culturale del mondo occidentale: veicoli di collegamento tra il presente e il passato. Di queste immagini emergenti e incombenti, a lui interessa soprattutto l’invisibile o perlomeno “ciò che sta in ombra”,“gli umori nascosti e dimenticati”. Le opere in mostra si presentano come poetiche masse compatte, monocromatiche, nere, le cui forme rimandano in maniera misteriosa ed ambigua ora al mondo naturale (albero, nuvola) ora a quello antropizzato (architetture, paesaggi), alludendo ad una presenza ulteriore, come ombre che avvolgono, contengono o circondano qualcosa che ora non c'è più o che forse deve ancora crescere, essere immaginato ed edificato. Cucchi ci indica la strada oltre il mondo fenomenico della rappresentazione, alzando il velo ingannatore che avvolge gli occhi dei mortali, facendo loro vedere una realtà che non può dirsi né che esista né che non esista.
Sempre all'insegna di un'indagine che sonda i lati celati dell'esistenza interviene l'opera di Thomas Lange. L'artista, che attualmente si divide fra l'Italia e la Germania, è rimasto fedele ad una rappresentazione di tipo figurativo, potremmo anzi definire il suo lessico come rifigurativo e conflittuale, dove l'introspezione psicologica arriva agli esiti di un nuovo realismo visionario, cui giunge tramite una gestualità estrema. Formatosi nel clima neo-espressionistico della Heftige Malerei degli anni Ottanta, appartenente alla generazione dei “Giovani Selvaggi” di ex Berlino Ovest, Lange comunica tramite l'arte quell'affinità simbolica che lega uomo e mondo, e che l'artista solo riesce a ristabilire. In mostra un'ampia rassegna di 13 opere su carta inedite della serie “Vinci” del 2010 e di alcuni dipinti 2008/2010 (olio e tecnica mista su tela), anch'essi inediti, in cui l'artista, attraverso reiterate sovrapposizioni figurali e cromatiche, come stratificazioni temporali e memoriali, nasconde e fa riemergere alternativamente figure ed elementi compositivi in un intenso scavo nella propria memoria individuale e collettiva, per giungere ad una complessità dell'immagine che non vuole semplicemente rappresentare, ma alludere a qualcos'altro, ad un più profondo e segreto significato che si intuisce fra gli strati pittorici di ogni opera.
La mostra si avvale del Patrocinio della Provincia di Grosseto e del Comune di Capalbio in occasione del suo cinquantesimo anno.



Enzo Cucchi nasce a Morro d'Alba, in provincia di Ancona, nel 1949. Si avvicina alla pittura da autodidatta, vincendo anche premi. Alla metà degli anni Settanta si reca frequentemente a Roma dove incontra gli artisti Sandro Chia e Francesco Clemente coi quali lavora a stretto contatto. Fin dall'inizio il suo lavoro si impone per originalità rispetto alle tendenze predominanti alla fine degli anni Settanta. Adottando lo sperimentalismo tipico di quelle tendenze, Cucchi recupera però anche i mezzi espressivi più tradizionali del fare arte come la pittura, la scultura e il disegno, divenendo già a partire dagli anni '80 un artista di fama internazionale. Ha realizzato numerose mostre personali e ha preso parte a mostre collettive nei più importanti spazi espositivi italiani e stranieri come la Kunsthalle di Basilea, il Solomon R. Guggenheim di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Castello di Rivoli, il Palazzo Reale di Milano, il Sezon Museum of Art di Tokyo, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Il Musèe d’art modern di Saint-Etienne Metropole. Ha partecipato inoltre alle rassegne d’arte contemporanea più significative a livello internazionale tra cui La Biennale Internazionale d’arte di Venezia, Documenta a Kassel, la Quadriennale d’Arte di Roma. Le sue opere si trovano nelle maggiori collezioni museali del mondo e nelle più prestigiose collezioni private nazionali e internazionali. Nel 2007 il Museo Correr di Venezia ha celebrato l’opera di Enzo Cucchi dedicandogli una mostra monografica inauguratasi in concomitanza con l’apertura della 52a Biennale Internazionale d’arte.

Thomas Lange nasce a Berlino, Germania, nel 1957. Si forma presso l'Accademia di Belle Arti di Berlino e la Karl-Schmidt-Rottluff-Stiftung nel clima neo-espressionistico della Heftige Malerei berlinese degli anni Ottanta. Sempre portando avanti parallelamente le sue ricerche artistiche, divide la sua attività tra la Germania e l'Italia centrale. Tra le principali mostre cui partecipa le personali nelle Kunstverein di Bielefeld, Braunschweig, Hannover, Marburg, Kunsthalle di Mannheim, al Museum voor Moderne Kunst di Ostenda in Belgio, al Museum am Dom di Würzburg, a Palazzo Venezia a Roma e al Museo Civico di Spoleto. Partecipa a importanti collettive tra cui nel 1988 la mostra itinerante Refigured Paintings. The German Image (1960-88), Solomon R. Gugghenheim Museum di New York, Williams College Museum of Art, Williamstown, Massachussets, USA - Hotel Orient, Galerie der Künstler, München Eden Badende; al Mori Art Museum di Tokyo; al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles; al Museo d'Arte Contemporanea di Nizza. Nel 1990 partecipa alla XLIV Biennale di Venezia. Diverse mostre nei musei della collezione Würth tra le quali la collettiva Heftige Malerei, a Kunzelsau, nel 1997 e le personali al Kunstforum Würth, Chur, Svizzera nel 2004 e nel 2007 presso il Kunstforum Würth di Capena (Roma) che gli dedica una grande rassegna. Ha lavorato per numerose commissioni pubbliche e private.


Scheda Tecnica:

Doppia personale
Artisti: Enzo Cucchi, Thomas Lange
A cura di: Davide Sarchioni
Vernissage: Sabato 17 luglio 2010 – ore 18.30
Date: 17 luglio – 11 agosto 2010
Sede espositiva: Il Frantoio. Capalbio (GR) 58100 – Piazza della Provvidenza 11
Orari: 19.00 – 24.00

martedì 27 aprile 2010

CROSSROADS | CROCEVIA


CROSSROADS | CROCEVIA

CHRISTIAN BREED, BRUNO CECCOBELLI, GIANNI DESSÌ, PETER FLACCUS, DANIELE GIRARDI, MUTSUO HIRANO, THOMAS LANGE, BRUNELLA LONGO, MATTEO MONTANI, MIMMO PALADINO, NICOLA PECORARO, PAOLO PICOZZA, MARCO TIRELLI, ANTONELLO VIOLA

a cura di Davide Sarchioni


OPENING sabato 8 maggio ore 18.30

Il Frantoio. Capalbio (GR) 58011 - Piazza della Provvidenza 11



L'associazione culturale Il Frantoio di Capalbio, diretta da Maria Concetta Monaci, è lieta di presentare la mostra “Crossroads/Crocevia”, collettiva a cura di Davide Sarchioni che si apre sabato 8 maggio negli spazi della Galleria del Frantoio, secondo appuntamento della stagione culturale 2010, già inaugurata ad Aprile con PhC Capalbio Fotografia di Marco Delogu.

Il Crocevia, letteralmente incrocio di strade diverse e punto di snodo, è un po' una metafora della storia passata e attuale de Il Frantoio, e anche della stessa Capalbio, come luogo di passaggio e di piccole soste, ma segnato dalle tracce di importanti figure. Ritrovo imprescindibile per gli affezionati e interessati frequentatori, epicentro di incontri interessanti e vivace crocevia di esperienze e di storie che si intersecano con altre. Il Frantoio va così conquistando negli anni un proprio ruolo di catalizzatore di interscambi culturali.

In questa occasione espositiva, al crocevia de Il Frantoio si incontrano e si incrociano le strade di 14 artisti di diverse generazioni, fra dieci italiani e quattro di varie nazionalità (un tedesco, un giapponese e due americani), ma italiani d'adozione, lasciando un segno ideale del loro passaggio. Sono presenti in mostra lavori prevalentemente inediti su tela, su legno e su carta, sculture, mosaici e fotografie che in modi differenti suggeriscono possibilità di dialogo con il territorio e la natura circostante, anche in senso vagamente paesaggistico, o un dialogo effettivo con lo spazio della galleria, anche in senso installativo.
Nonostante le differenze di generazione, di carriera e di percorsi fra gli artisti invitati, la scelta dei lavori svela la volontà di costruire un itinerario visivo per immagini, dinamico e vivace, a partire dalla presenza effettiva delle opere in mostra qui e ora, oltre la complessità della vicenda creativa di ogni singolo artista, innescando un sistema di intrecci e di orditure affini o allusive, pur nella diversità dei repertori formali e delle tecniche utilizzate.
Una mostra dedicata alla Galleria del Frantoio, spazio neutro ideale al di fuori delle complesse dinamiche del mercato, per intercettare la moltitudine di incroci inaspettati e di nuove traiettorie che connettono reciprocamente immagini e visioni differenti in un caleidoscopio di relazioni, possibilità e significati.
Molti degli artisti invitati si incontrano per la prima volta in una mostra collettiva. Accanto ai lavori di Mimmo Paladino come di Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì e Marco Tirelli, importanti e diversi punti di riferimento dell'arte italiana, si affiancano quelli di Peter Flaccus, americano attivo sia in Italia che in America, di Thomas Lange, fra i protagonisti negli anni '80 dei “giovani selvaggi” di ex-Berlino Ovest, e di Mutsuo Hirano, artista giapponese trapiantato in Germania e ora stabile in Italia. Si prosegue con gli interessantissimi e pur differenti lavori dei pittori romani Matteo Montani, Paolo Picozza, Antonello Viola e quelli dei più giovani Christian Breed, Daniele Girardi e Nicola Pecoraro. Unica fotografa Brunella Longo.
La mostra si avvale del Patrocinio della Provincia di Grosseto e del Comune di Capalbio in occasione del suo cinquantesimo anno.

Catalogo disponibile con testi di Pia Candinas, Maria Concetta Monaci, Davide Sarchioni. Tipografia Ceccarelli Editrice, Grotte di Castro (VT)



Il Frantoio. Capalbio (GR) 58011 - Piazza della Provvidenza 11
Orari: 18.00 - 23.00 Chiuso il martedì
Ufficio stampa e coordinamento: Maria Concetta Monaci
Info: tel. +39 0564896484 +39 3357504436
e-mail: mc.monaci@hotmail.it