RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 30 settembre 2017

"LA BELLEZZA RESISTENTE" personale di Pier Toffoletti a San Miniato

Reduce dai clamorosi successi internazionali, in occasione della 47^ edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Miniato (11/12 - 18/19 - 25/26 novembre 2017), Pier Toffoletti, arriva ad esporre nella città Federiciana per la prima volta e su invito di Casa d'Arte San Lorenzo.

La mostra allestita in collaborazione con il Centro Raccolta Arte, nella suggestiva sala San Pietro Martire (Via Angelica della Chiesa di San Domenico - Piazza del Popolo 31), guiderà lo spettatore attraverso un percorso mirato a valorizzare, se mai ce ne fosse bissogno, l'ultima ricerca dell'artista friulano.

L'esposizione, curata da Filippo Lotti e dallo scrivente, sarà accompagnata da un importante catalogo monografico con i testi critici della critica d'arte Daniela Pronestì





"LA BELLEZZA RESISTENTE"
personale di Pier Toffoletti

SCHEDA TECNICA
Genere: mostra personale di pittura
Artista: Pier Toffoletti
Titolo: "LA BELLEZZA RESISTENTE"
A cura di: Filippo Lotti e Roberto Milani
Inaugurazione: venerdì 10 novembre 2017, ore 18.30
Luogo: Sala San Pietro Martire, Via Angelica della Chiesa di San Domenico, Piazza del Popolo 31, 56028 San Miniato (Pi)
Periodo: 11 novembre – 3 dicembre 2016
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Per il sabato e la domenica (e giovedì 8 dicembre) dalle 10.00 alle 19.00. Ingresso libero.
Organizzazione e allestimento: Casa d'Arte San Lorenzo
Con il supporto di: C.R.A. - Centro Raccolta Arte
In collaborazione con: Pro Loco San Miniato,
Patrocini: Comune di San Miniato
Ufficio stampa: FuoriLuogo – servizi per l'Arte
Info: Casa d'Arte San Lorenzo +39 0571 43595 - galleria@arte-sanlorenzo.it - www.arte-sanlorenzo.it
Catalogo in mostra, con testo critico di Daniela Pronestì

“ANTROPOLOGY - I fiori della nostra distrazione” mostra personale di Massimo Barlettani a cura di Alessandra Redaelli

Torna ad esporre in Toscana dopo un paio d'anni di assenza, Massimo Barlettani.
E lo fa come sempre con un "one nigth show".
“ANTROPOLOGY - I fiori della nostra distrazione” è il titolo di questa mostra/evento, curata da Alessandrta Redaelli, allestita a Montelupo Fiorentino (FI) presso la splendida Fornace Spazio Eventi, dove, circa 40 lavori del suo ultimo ciclo produttivo, interamente dedicati ai fiori, alla natura alla luce, saranno in mostra. 
 
Mostra oraganizzata da Casa d'Arte San Lorenzo in collaborazione con il C.R.A. Centro Raccolta Arte 





“ANTROPOLOGY - I fiori della nostra distrazione”
mostra personale di Massimo Barlettani

a cura di Alessandra Redaelli

“La più spettacolare e vitale espressione della natura – il fiore – diventa in questa mostra il pretesto per un’indagine in punta di pennello sul nostro modo di guardare la bellezza, sulle derive della percezione.”

Montelupo Fiorentino (FI) | Fornace Spazio Eventi
18 Novembre 2017


Genere: mostra personale di pittura
Artista: Massimo Barlettani
Titolo: “ANTROPOLOGY - I fiori della nostra distrazione”
A cura di: Alessandra Redaelli
Coordinamento: Filippo Lotti
Inaugurazione: sabato 18 Novembre 2017, ore 18 (ingresso libero)
Luogo: Fornace Spazio Eventi Via Del Colle, 5 Loc Sammontana Montelupo Fiorentino Fi
Periodo: Solo per una sera
Orari: dalle ore 18 alle ore 21
Progetto espositivo: Mita Gambacciani
Organizzazione e allestimento: Casa d’Arte San Lorenzo
In collaborazione con: BeA- Houses - CRA centro raccolta Arte
Ufficio stampa: FuoriLuogo – servizi per l’Arte
Info: galleria@arte-sanlorenzo.it

Catalogo in mostra: testi di Alessandra Redaelli

www.arte-sanlorenzo.it
https://centroraccoltaarte.blogspot.it/


evento fb
https://www.facebook.com/events/132165667430408/?acontext=%7B%22source%22%3A5%2C%22page_id_source%22%3A85593918933%2C%22action_history%22%3A[%7B%22surface%22%3A%22page%22%2C%22mechanism%22%3A%22main_list%22%2C%22extra_data%22%3A%22%7B%5C%22page_id%5C%22%3A85593918933%2C%5C%22tour_id%5C%22%3Anull%7D%22%7D]%2C%22has_source%22%3Atrue%7D

martedì 26 settembre 2017

A napoli, Out of Field personale di Laura Giardino a cura di Marina Guida

A Napoli una grande Laura Giardino...
 
 

Out of Field
personale di Laura Giardino
 
a cura di Marina Guida
14 ottobre - 7 novembre 2017
PAN Palazzo delle Arti Napoli
Via dei Mille, 60, 80122 Napoli


Apre sabato 14 ottobre la prima personale istituzionale di Laura Giardino che nella mostra “Laura Giardino. Out of Field” espone sedici tele inedite, tutte realizzate nel 2017 appositamente per questa occasione, in cui il linguaggio della pittura si mescola a quello della fotografia e del cinema.
Curata da Marina Guida ed esposta al PAN Palazzo delle Arti di Napoli fino al 7 novembre, la mostra accoglie i visitatori in un’atmosfera perturbante: colori acidi e antinaturalistici, prospettive incongrue, figure umane mai del tutto svelate o ritratte solo in lontananza, luoghi urbani o domestici, quotidiani, desolati suggeriscono che ad essere centrale nel lavoro della Giardino è ciò che è out of field - fuori campo - al di là della nostra capacità percettiva. È una pittura sofisticata quella di Laura Giardino, sottilmente intimista, che punge e non rassicura, come ben descrive Marina Guida nel catalogo che accompagna la mostra: “Nell’osservare le opere di Laura Giardino, la prima parola che affiora alla mente di un attento osservatore è quella che scelse Sigmund Freud per il suo famoso saggio del 1919 “Das Unheimliche”, il perturbante. L’ambiguità semantica di questo aggettivo sostantivato, composto da due termini dal significato opposto – “heim” casa, ciò che è conosciuto, accogliente, rassicurante, e “heimliche” nascosto, sconosciuto, segreto – ben si adatta all’ambivalenza delle sensazioni che suscitano le tele di Laura Giardino”. L’artista non dipinge una storia, ma la evoca attraverso l’emozione, l’indicibile, l’atmosfera del luogo. Ad essere centrale non è la scena principale, il racconto di un accadimento, lo svolgimento di un atto, ma lo spazio in potenza. Gli appunti visivi che la nostra memoria cataloga come secondari diventano protagonisti delle opere grazie ad un decentramento prospettico, consentendo una riflessione sul concetto di percezione del reale.
Il progetto, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è realizzato in collaborazione con la galleria AREA\B di Milano.

Scheda Mostra
Orari da lunedì a domenica h. 9.30-18.30. Chiuso il martedì.
Ingresso libero
Catalogo edito da E20 Progetti
Info al pubblico 081.7958651 – pan@comune.napoli.it
Ufficio stampa NORA comunicazione – Eleonora Caracciolo di Torchiarolo t. +39 339 89 59 372 – info@noracomunicazione.it –

Irene Lopez De Castro, "Au Coeur du Mali" a Tombouctou



Come promesso nel corso della passata edizione de "La settimana dell'arte", organizzata nello scorso giugno in Sardegna da Casa d'Arte San Lorenzo, si inaugura il prossimo 5 ottobre, e resterà aperta fino al 3 novembre, al Museo Nazionale del Mali, la mostra personale di Irene Lopez De Castro, "Au Coeur du Mali".

Una mostra interamente dedicata all'artista madrilena che da anni seguo, sostengo e propongo sempre con la medesima passione e con la consapevolezza di lavorare al fianco di una grande persona, prima ancora di una ineguagliabile pittrice.


Casa Sponge 10.

Casa Sponge festeggia il 10°anno di attività... e lo fa alla grande, ricordandosi del passato, celebrando il presente, aspettando il futuro...

 

Casa Sponge 10.
Arte e sperimentazione nel segno della collettività

Un secondo spazio, un libro e 25 artisti per festeggiare
la decima stagione di Casa Sponge


Casa Sponge si appresta a festeggiare la sua decima stagione espositiva, dopo aver vissuto un periodo intenso che ha visto gettare le basi di una realtà consolidatasi negli anni. È una casa che nasce come luogo di accoglienza, come rifugio per artisti, critici e curatori transfughi da un sistema in crisi. È uno spazio radicatosi nella realtà in cui è nato, e lungi dall'essere autoreferenziale, è diventato un laboratorio d’idee che ha cercato negli anni, e cerca tuttora, di dare il proprio contributo culturale alla comunità in cui agisce. Il senso di collettività, di condivisione e di appartenenza a un territorio, è ciò che ha portato Casa Sponge ad ospitare decine di artisti di caratura nazionale ed internazionale, a partecipare a rilevanti kermesse in Italia ed all'estero, fino ad arrivare a concepire la rassegna a,m,o - arte Marche oltre che, avviata nel 2016, rappresenta una sorta di sunto dei semi fino a qui piantati, vitali al radicarsi del lavoro futuro.

Con la realizzazione della nuova insegna di Casa Sponge oggi comincia un nuovo cammino. Si tratta di un nuovo logo, un’opera disegnata ed eseguita da Jasmine Pignatelli, formata da una sequenza di punti e linee in ceramica nera, un codice, il Morse, storicamente utilizzato per la trasmissione e l’invio di lettere e numeri. Sponge è diventato segno-segnale d’Arte, un’Antenna che comunica a tutti un invito alla presenza, alla scoperta, all’interazione e alla condivisione, scrive la Pignatelli.

Il decimo anno rappresenta quindi il punto di svolta, il giro di boa, il momento in cui si fanno i conti con il passato e si progetta l'avvenire, sempre con lo stesso spirito, con le radici piantate sul territorio e uno sguardo nomade proteso verso il mondo. La storia è il racconto, è la raccolta di testimonianze di chi, su questa linea tesa da zero e a dieci dal suo primo tracciato, ha deciso di incrociare questo percorso, la casa e chi la frequenta, di chi ha scelto di conoscerla e lavorarci, implementando reti.

Questo è lo spirito di Sponge, un sogno che a,m,o. 10 anni di arte contemporanea nelle Marche, che è anche il titolo che accompagna il volume edito nei Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, il cui significato è sinossi di un racconto tanto del passato quanto seme del futuro.


Il libro, con prefazione di Cristiana Colli, due introduzioni di Giovanni Gaggia e Davide Quadrio, rispettivamente Direttore artistico e Presidente onorario di Casa Sponge, e testi di Milena Becci, Filippo Berta, Max Bottino, Francesco Castellani, Tiziana Cera Rosco, Paola Clerico, Antonio Mastrovincenzo (Presidente del Consiglio Regionale delle Marche), Massimo Mattioli, Cristina Nuñez, Maria Letizia Paiato, Sandro Pascucci, Jasmine Pignatelli, Roberto Ratti, Serena Ribaudo, Mona Lisa Tina, Saverio Verini e Stefano Verri, racconta dieci anni di stagioni espositive attraverso la penna di chi a Casa Sponge ha transitato, di chi ci è rimasto o di chi vi ha semplicemente vissuto una giornata “diversa dalle altre”. All’interno anche il racconto di a,m,o arte Marche oltre, kermesse – 1° edizione luglio 2016 – tra Pergola, Cagli, Pesaro, Fano e Senigallia, e una ricca galleria fotografica con le immagini più significative di dieci anni di attività di Casa Sponge.

Ma il decimo anno significa anche consapevolezza, significa espandersi sul territorio, aprire e far aprire altre porte, celebrare un anniversario con chi ha condiviso il percorso. Così nasce Sponge 2, con la collaborazione di Roberto Coda Zabetta che ha messo a disposizione la propria casa-studio di Loretello di Arcevia (AN) presso l’ex sede del Consorzio. Sponge 2 inaugura il 23 settembre 2017 alle ore 19. Cristina Núñez è protagonista dell’opening con una performance in collaborazione con il CAS ( Centro di Accoglienza Straordinaria ) “Alle Terrazze” - Arcevia, il cui focus è la presenza di una donna vulnerabile di mezza età. Un’artista che esprime emozioni scomode nella sua preghiera ad Apollo, dio dell’arte e dell’amore, con la frustrazione della ricerca del suo posto nel mondo dell’arte contemporanea e dell’amore.
Il 24 settembre dalle ore 12 la storica sede dell’associazione apre Casa Sponge 10. Arte e sperimentazione nel segno della collettività a cura di Serena Ribaudo, una mostra che celebra e ridiscute dieci anni di Casa Sponge, un decennio d’intense stagioni d’arte contraddistintesi nel tempo per sensibilità e vivacità d’intenti. Una mostra che vuole soprattutto concretare i principi moventi sottesi a tutto il “fare” di Sponge: la volontà di deflagrazione delle rigide maglie del sistema dell’arte contemporanea, l’esigenza di un’agorà dove gli interlocutori possano esprimersi attraverso la parola concettuale e l’atto poietico, la consapevolezza di un dialogo sincero e cristallinamente orizzontale tra artista e curatore, lo slancio all’attivismo e la coscienza del ruolo che oggi l’artista riveste.
Una prima sezione della mostra annovera alcuni degli artisti già protagonisti delle passate stagioni di Casa Sponge e che ritornano per quest’occasione in rinnovata veste: Antonio Bardino, Max Bottino, Tiziana Cera Rosco, Pierluca Cetera, Rocco Dubbini, Vincenzo Marsiglia, Roberto Paci Dalò, Francesca Romana Pinzari, Filippo Riniolo, Piero Roi, Cristina Treppo, Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi.
A questi nomi si aggiungono quelli di Jasmine Pignatelli e Giorgia Severi, consustanziale filo rosso che si dispiega verso la programmazione 2017-2018 anticipandone i contributi.

Una seconda sezione vede, invece, la presenza di alcuni artisti che, pur non essendo mai stati fisicamente con la propria opera presenti a Casa Sponge, ne condividono geneticamente i moventi, le finalità intrinseche, i presupposti artistici, antropologici, sociali, politici. Questi sono: Angelo Bellobono, Filippo Berta, Bianco-Valente, Roberto Coda Zabetta, Stefania Galegati Shines, Andrea Nacciarriti, Isabella Pers, Tiziana Pers, Giuseppe Stampone.
Un’ultima sezione è infine dedicata alla performance: quasi un hommage al padrone di casa, Giovanni Gaggia, artista e performer egli stesso, che ha fatto di Casa Sponge un ampliamento della propria visione artistica in una dimensione di compartecipazione animica ed intellettuale. Mona Lisa Tina è la protagonista di questa sezione, in dialogo con lo stesso Gaggia.

Casa Sponge decide di festeggiare il proprio decimo anniversario con la produzione, in edizione limitata, di un taccuino con la rainbow flag, simbolo di pace, armonia e libertà e adottata per la lotta per la parità dei diritti civili della popolazione GBLTQ. La rainbow flag, creata da Gilbert Baker a San Francisco nel 1978, è stata acquistata nel 2015 dal MOMA di New York.
La mostra, in collaborazione con l’azienda vinicola Tomassetti e WhyNotMerchandising TOUR&WEB STORE, sarà visitabile su appuntamento fino al 26 novembre 2017.
L'accesso a Casa Sponge e Sponge 2 è consentito solo previo tesseramento, valido per l'intera stagione in corso, al costo di 8 euro.

Titolo: Sponge 10. Arte e sperimentazione nel segno della collettività
Artisti: Antonio Bardino, Angelo Bellobono, Filippo Berta, Bianco-Valente, Max Bottino, Tiziana Cera Rosco, Pierluca Cetera, Roberto Coda Zabetta, Rocco Dubbini, Stefania Galegati Shines, Vincenzo Marsiglia, Andrea Nacciarriti, Cristina Núñez, Roberto Paci Dalò, Isabella Pers, Tiziana Pers, Jasmine Pignatelli, Francesca Romana Pinzari, Piero Roi, Filippo Riniolo, Giorgia Severi, Giuseppe Stampone, Mona Lisa Tina, Cristina Treppo, Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi
Curatore: Serena Ribaudo
Inaugurazione Sponge 2: sabato 23 settembre, ore 19
Luogo: Consorzio Loretello, Frazione Loretello, 60011 (AN)
Inaugurazione Casa Sponge: domenica 24 settembre, ore 12
Luogo: Casa Sponge, Via Mezzanotte 84 - 61045, Pergola (PU)
Partner: Azienda Agricola Tomassetti | Cantine Politi | CAS ( Centro di Accoglienza Straordinaria ) “Alle Terrazze” Arcevia | Mangiamarche | WhyNotMerchandising TOUR&WEB STORE
Periodo: 23 settembre – 26 novembre 2017
Orario: su appuntamento
Info: +39 339 4918011 | spongecomunicazione@gmail.com
www.spongeartecontemporanea.net

A Milano... MIGNECO A CORRENTE, opere scelte 1939-1943

Una mostra dedicata grande artista: Giuseppe Migneco;
a un Movimento fondamentale: Corrente;
che uniti fanno un pezzo importante della Storia dell'Arte italiana... 
Un artista che insieme a Treccani, Sassu e Guttuso ho avuto la fortuna di conoscere.

MIGNECO A CORRENTE, opere scelte 1939-1943

a cura di Nicoletta Colombo e Giorgio Seveso
 11 ottobre - 14 dicembre 2017
Fondazione Corrente Onlus
Via Carlo Porta, 5, 20121 Milano


A vent’anni dalla scomparsa di Giuseppe Migneco (Messina 1903-Milano 1997), la Fondazione Corrente lo ricorda con una rassegna di opere storiche che ne testimoniano l’attiva partecipazione al movimento milanese di Corrente, di cui tra i finali anni trenta e i primi anni quaranta fu protagonista insieme agli amici Ernesto Treccani, Aligi Sassu, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Italo Valenti, Renato Guttuso, Arnaldo Badodi e altri giovani intellettuali, sostenitori della vivace funzione dell’artista nella società all’interno di una polemica radicalmente “antinovecentista”.
La mostra raccoglie un nucleo di opere tra le più note del maestro siciliano, realizzate tra la fine degli anni trenta e il secondo conflitto mondiale, tra cui Capostazione di Ponteschiavo 1939, Grazietta e il gatto 1939, Autoritratto 1939, Massaie ubriache 1939, L’uomo che legge il giornale 1940, Natura morta con carciofi 1940, Cacciatori di lucertole 1942, ed altre provenienti dal collezionismo, come quelle dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, tra cui Amanti al parco, L'uomo dal dito fasciato e Natura morta con maschere, del 1940.
Accompagnano i dipinti storici alcune opere realizzate in epoca matura, che rispondono alla specifica intenzione dell’artista di riprendere temi ed iconografie antecedenti.
La rassegna si avvale di un interessante apporto documentale, in parte inedito, consistente in cataloghi d’epoca, fotografie, lettere e materiali vari, che riportano all’attenzione il vitalismo anticonformista della “corrente” di pensiero in cui l’artista era inserito e il relativo clima di dibattito culturale in piena evoluzione negli anni problematici a ridosso della guerra. A cura di Nicoletta Colombo e Giorgio Seveso. Catalogo Scalpendi editore.

A "Selvatico [DODICI] FORESTA. Pittura Natura Animale" anche Matteo Nuti

Da Giovanni Frangi a Mirko Baricchi, da Luca Coser ai giovani Annalisa Fulvi e Giulio Zanet (già finalisti anni fa del Premio Patrizia Barlettane - Next Generation) fino ad arrivare a Matteo Nuti...

 

Selvatico [DODICI] FORESTA. Pittura Natura Animale

A cura di Massimiliano Fabbri
con Irene Biolchini, Lorenzo Di Lucido e Massimo Pulini

 Sedi Varie
FORESTA. Pittura Natura Animale
Selvatico è una geografia fatta di luoghi, persone e cose. Una mappa che congiunge una pluralità di spazi e artisti all’interno di un percorso che si disegna e ramifica attraverso una costellazione di mostre diffuse in alcuni dei luoghi del contemporaneo in Romagna.
Selvatico è un arcipelago e le sue mostre isole interconnesse.
Paesi e musei, spazi espositivi e gallerie, edifici recuperati per l’occasione, contenitori e contenuti collegati da un progetto che tiene insieme e intreccia, un po’ ossimoricamente, arti visive e provincia intorno a un quasi tema, o suggestione.
A governare la mostra e le sue sezioni articolate nel territorio, così come a orientare la chiamata agli artisti, è un’immagine, aperta e interrogante; un umore.
L’immagine di questa edizione è quella della Foresta, intesa non solo come sguardo rivolto a quell’attenzione che da parte di molti artisti si volge ancora e nuovamente alla natura, e sua rappresentazione, e alla re-invenzione del paesaggio tutto per certi versi, ma anche come condizione della pittura stessa, linguaggio che guida la scelta e presenza dei quaranta autori in mostra.
Una solitudine di foresta, rumorosa e molteplice, che si declina e infittisce addentrandosi e sperdendosi in una moltitudine di sguardi e modi di vedere, e che è anche metafora dello stratificarsi in pelli, velature, notti interne, profondità radiografiche e quasi geologiche della pittura e del dipingere stesso. Pittura come foresta quindi.
Pittura vs natura, a dire di un conflitto o impossibilità forse: fratture e ferite che la pratica e disciplina del dipingere cercano di risanare e cucire, o amplificare anche; preghiere, mancanze sparse, esplorazioni, distanze, abbandoni, assedi e assalti. La pittura come belva.
E l’idea di foresta che ci riporta infine alla condizione periferica e laterale, di selva appunto, che ha sempre caratterizzato Selvatico a partire dal suo titolo e dalla sua ostinata presenza e posizione ai margini. Qualcosa che ha a che fare con una certa idea di confine e sua mobilità e ambiguità.  Geografia ripensata attraverso il movimento. Risposta a un vuoto; reazione. Una rete, per quanto abusata sia questa parola.
Una rassegna di campagna alle sue origini, dodici anni e dodici mostre fa, e che ora chiude un cerchio, a partire dal suo stesso titolo e sguardo non addomesticato.
La parola foresta con il suo carico di immagini e narrazioni innesca così, incontrandosi e sovrapponendosi con pittura e disegno, un cortocircuito, un labirinto di senso e sensi capace di perdersi e definirsi nel dettaglio, nel frammento di natura, nel vortice e mantra della decorazione talvolta e, al tempo stesso, capace di interrogarsi sulla pittura stessa, sulle sue infinite modalità e significati e alfabeti, e potenti ritorni. Pittura fiume.
Da una parte la presenza ripetuta di scorci di vegetazione e verdi molti nelle opere presenti, panorami e paesaggi, foglie, trame arboree, radici, nuvole, pezzi di cielo, orizzonti intravisti infiniti, onde; dall’altra una foresta di segni e immagini che l’artista deve far crescere e coltivare, e mettere in ordine, e poi abbandonare per strada anche, districandosi per trovare il sentiero che conduce fuori dal bosco; alla visione infine, o a quel che ne resta. Sperdendosi nel fitto groviglio di proiezioni, echi e fantasmi che la popolano.
Pittura come tentativo di orientamento. E ascolto. Interno, e del mondo. Pittura come mediazione, sforzo di equilibrio. Pittura come foresta.
Una foresta di immagini e segni senza fine: visioni che ci investono, travolgono e sedimentano sommerse nella memoria e nel tempo, come sepolte e perdute, e una foresta più concreta che parallelamente volge lo sguardo alla problematica rappresentazione della natura.
Foresta che non può che essere così paesaggio mentale, luogo magico, misterioso, ancestrale e immaginario; primitivo. Memoria della caduta. Oscurità fertile.
Spazio domestico e selvatico al tempo stesso, abitato e attraversato da ombre, fiere che sbarrano il cammino; scenario degli incontri e accadimenti in cui si muove l’artista cercando nuove piste e incontri. Apparizioni. E storie forse.
Che la nostra esperienza del bosco non è così centrale nelle nostre vite eppure, nella fiaba, questo è il luogo drammatico e vitale per eccellenza, dove i fatti e il racconto accelerano. La fiaba è lo scenario, l’innesco. La prima e paurosa e indimenticabile avventura. Luogo del ritorno. Incontro formante.
Plurale infine lo sguardo che innerva Selvatico, che costruisce mostre numerose che hanno al tempo stesso la presunzione di disegnare un andamento differente da quello di una semplice mostra collettiva: piuttosto una mappa, un arcipelago o costellazione di personali collegate e connesse tra loro e, al contempo, ai luoghi che le ospitano e accolgono.
Mostre che coinvolgono un nutrito numero di artisti di varia provenienza geografica e anagrafica, in un confronto e dialogo fertile con una serie di spazi espositivi e luoghi della bassa Romagna da cui Selvatico nasce e si allarga.
Una mostra diffusa in più sedi che guarda principalmente, se non esclusivamente, alla pittura, con  preziose ramificazioni nel disegno e collage. Una pittura che prova ancora a misurarsi con la reinvenzione del paesaggio e, parallelamente, con la presenza centrale del segno, a creare un quasi ossimoro di una pittura disegnata.
La foresta-radice-labirinto, il mondo che si capovolge, il sottosopra e il doppio, l’ombra di un’ombra, il labirinto delle idee e pensieri e immagini e pennellate e gesti attraverso cui deve districarsi e muoversi l’artista, e in cui lo spettatore sarà chiamato a sua volta a entrare tracciando altre geografie e traiettorie e narrazioni e mappe. Orientandosi nel bosco di segni e visioni. Congiungendo e collegando punti, cose viste e memorie.
Affacciandosi su finestre e aperture rappresentate sia dai dipinti inseriti nel percorso espositivo, sia dai luoghi recuperati per l’occasione che, insieme ai musei coinvolti, creano una rete che permette anche di scoprire, non solo gli autori e l’andamento vegetale, crescita e sviluppo della mostra, ma anche il territorio, le sue caratteristiche, vocazioni e connessioni.
Un invito al viaggio. Piccolo. Tremante. Una giungla da bambini; dipinta. Minuta e gigante.

 Per ulteriori info:

Anche Bombaci per "Dialogica.atemporali connessioni contemporanee" a cura di Francesco Piazza

Sono contento di poter comunicare questa importantissima mostra collettiva, allestita all'interno di uno dei luoghi più belli di Siracusa, dove l'arte si respira anche negli anfratti di quelle pietre secolari.
Fra i protagonisti sottolineo la presenza di uno degli artisti figurativi più interessanti di tutta la scena contemporanea: Giuseppe Bombaci.



Dialogica.atemporali connessioni contemporanee
 a cura di Francesco Piazza

Galleria Regionale Palazzo Bellomo di Siracusa Museo Interdisciplinare
Via Capodieci 14-16, 96100 Siracusa
14 ottobre28 ottobre

"Qualsiasi vera comprensione è di natura dialogica" (M. Bachtin)
Differenti per linguaggi, cifra stilistica, esperienza, formazione e provenienza 14 artisti si interrogano sul rapporto tra la storia delle arti figurative e la loro modernità Quanto l'aura dell'opera d'arte sia destinata a perdersi come Benjamin profetizzava, o se essa ,in realtà, si modifichi solamente nel divenire storico dell'opera d'arte. Non è un paragone. Non un confronto con le opere d'arte di grandi artisti, è un percorso di autocoscienza, di autoanalisi. in un ipotetico transfer temporale che mette in luce l'estrema modernità di opere storicizzate arrivate fino a noi mantendendo intatta la loro vivacità e attualità. Il confronto con la storia è un'aspirazione ed è di ispirazione. Questa esposizione corre parallelamente a quella permanente del Museo Bellomo di Siracusa. Un museo-gioiello per la sua autenticità e ricercatezza, ricco di capolavori che lo rendono un unicum nel panorama dei musei d'arte siciliani e italiani. Un percorso che inizia dal medioevo passando per Antonello da Messina, il caravaggesco Minniti e Borremans. Le opere in mostra definiscono un percorso alternativo che non ambisce al paragone o all'imitazione, bensì alla comprensione. A volte i due percorsi potranno incontrarsi, ma non è una regola. Un incontro senza invasioni o prevaricazioni, declinando l'esperienza contemporanea a partire dallo studio del passato. Con il convincimento che sia possibile confrontarsi con opere di indubbio valore storico, artistico e documentale traendo spunto e rielaborando stilemi artistici in un rapporto/dialogo concreto, identitario e forte ma al contempo rispettoso e umile. Gli artisti si raccontano a maestri indiscussi, in alcuni casi veri capisaldi della storia dell'arte, utilizzando nuovi linguaggi espressivi e sperimentazioni formali di forte impatto visivo ispirate al momento storico e sociale attuale, un recupero necessario del valore testimoniale dell'arte denso di quella concretezza, a volte linguisticamente eccessiva, propria delle tematiche legate al nostro tempo.
Francesco Piazza

Paola e Paolo Staccioli a Scandicci....

Un legame familiare che si consolida nell'amito artistico. L'amico Paolo Staccioli si confronta con la figlia Paola in questa grande mostra di scultura a quattro mani...
Da non perdere!
 
 
 
Dal 30 settembre al 3 dicembre 2017 Scandicci ospita la mostra Paola e Paolo Staccioli. Passaggi, a cura di Marco Tonelli, promossa dal Comune di Scandicci, con il contributo della Regione Toscana e della Città Metropolitana di Firenze, in collaborazione con Fondazione Museo di Montelupo Fiorentino e del Centro Pecci di Prato. Il progetto è realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea 2017.

Passaggi è il sottotitolo dell'esposizione che racconta
il "passaggio di testimone" tra padre e figlia, Paola e Paolo Staccioli legati da un rapporto di sangue e di passione per lo stesso mestiere.
I "Passaggi" sono esplicitati negli spazi espositivi il grande piazzale della Resistenza, l'Auditorium e la pensilina della fermata Resistenza della Linea 1 della Tramvia, che collega Firenze a Scandicci.


Paola e Paolo Staccioli
Passaggi
a cura di Marco Tonelli
Scandicci, piazzale della Resistenza
30 settembre – 3 dicembre 2017

Spazi esterni: sempre aperta
Auditorium: venerdì ore 16-19, sabato e domenica ore 10-13 e 16-19
Dal 7 al 15 ottobre, in occasione della Fiera di Scandicci: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì ore 16-22, giovedì (giorno del Fierone) ore 10-22, sabato e domenica ore 10-13 e 16-22.
Ingresso libero

Info
Comune di Scandicci, Assessorato alla Cultura
tel +39 055 7591585/596
e-mail: cultura@comune.scandicci.fi.it -
www.comune.scandicci.fi.it/mostrastacciolipassaggi
Facebook Mostra Paola e Paolo Staccioli

Ufficio stampa
Davis & Co. – Lea Codognato/Caterina Briganti
tel +39 055 2347273 – fax +39 055 2347361
e-mail: info@davisandco.it

lunedì 25 settembre 2017

A proposito di "Pier Toffoletti alla Milano Fashion Week"

Qualche giorno fa vi ho comunicato della partecipazione di Pier Toffoletti ad un evento collaterale della Milano Fashion Week (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2017/09/anche-lamico-pier-toffoletti-alla.html).
A questo proposito, qualche immagine della serata...










Dialogo silenzioso: Serena Tani







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Urs Fischer a Firenze ed è subito polemica...

Sono passati solo pochi giorni dalla collocazione della nuova statua di Urs Fischer, a Firenze, in piazza della Signoria, che come al solito nascono le innumerovoli e sterili polemiche...
Ovviamente tutte contro la scelta dell'amministrazione di "prestare" una delle più belle piazze del mondo, al contemporaneo. 
Scelta fatta con l'intento di avvicinare un pubblico diverso e non solo. 
Offrire una maggior proposta culturale e produrre un nuovo e innovativo modo di attirare un turismo colto e produttivo.

Evidentemente ai fiorentini però, piace di più la piazza invasa da questuanti, manichini umani, bancarelle ed insegne al neon acchiappa turisti, anzichè tutta quest'arte contemporanea in mezzo alle palle. 
Eh si, il rinascimento non è ancora finito... o almeno così pensano...

foto by Susanna Orlando


Dopo la statua dorata di Jeff Koons e la maxi tartaruga di Jan Fabre, da settembre in piazza Signoria a Firenze arriva il 'colosso' di Urs Fischer. Si tratta di un'enorme scultura metallica di 12 metri, Big Clay: una sorta di gigantesco totem, che verrà installato in piazza il 22 settembre e ci resterà fino al 21 gennaio.
A 'fargli compagnia', sull'arengario di Palazzo Vecchio, tra la riproduzione del David di Michelangelo e quella di Giuditta e Oloferne di Donatello, l'artista svizzero posizionerà due figure in cera, che si consumeranno lentamente per la la durata della mostra, simboli della finitezza umana e della durevolezza dell'arte.
    L'esposizione, promossa dal Comune di Firenze e dalla Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze, è stata ideata da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti. La mostra è a cura di Francesco Bonami.




venerdì 22 settembre 2017

Matteo Nuti, Animånimale a Firenze



Animånimale
personale di Matteo Nuti
a cura di Ivan Quaroni
C2 Contemporanea - Firenze 
13 ottobre - 11 novembre 2017 

Il prossimo 13 ottobre, si inaugura a Firenze, in uno dei luoghi più sensibili dedito alla valorizzazione della giovane arte, la C2 contemporanea (via Ugo Foscolo, 6), la personale di Matteo Nuti, Animånimale.

L'esposizione, curata da Ivan Quaroni, porterà agli occhi dei visitatori, gli ultimi lavori del giovane artista toscano che dopo il successo ottenuto con la personale ON DEMAND, tenutasi a Lucca nello scorso mese di maggio, si propone con un nuovo ciclo di opere dai forti connotati evocativi.

La mostra, aperta fino al prossimo 11 novembre, si colloca perfettamente in contesto sociale e artistico in grande fermento dove gli aspetti legati alle poetiche figurative tornano prepotentemente ad essere al centro dell'interesse sia del pubblico che della critica.

La tecnica, personale ed unica, attuata da Nuti, conferisce al suo lavoro un aspetto di modernità e modernismo, dove la tradizione si confronta con l'innovazione, portando l'opera dell'artista al centro del dibattito della scena contemporanea.

Personale di Matteo Nuti
a cura di Ivan Quaroni
C2 contemporanea
via Ugo Foscolo, 6 Firenze
13 Ottobre - 11 novembre 2017

Catalogo in sede mostra

in collaborazione con 


C.R.A. Centro Raccolta Arte


C2 Contemporanea

organizzazione 

Casa d'Arte San Lorenzo
 
info
0571 43595
galleria@arte-sanlorenzo.it
www.arte-sanlorenzo.it

giovedì 21 settembre 2017

A novembre Casa d'Arte San Lorenzo a Milano per GRANDART



Anche Casa d'Arte San Lorenzo a Milano per GRANDART con un progetto speciale dedicato a Christian Balzano e Giovanni Maranghi 


 


GRANDART è una nuova fiera d’arte moderna e contemporanea, la cui prima edizione si svolgerà a Milano dal 9 al 12 novembre 2017 negli spazi di The Mall. 
L’appuntamento è riservato ad un nucleo di gallerie italiane e internazionali che hanno focalizzato la propria ricerca in quel perimetro della pittura, della scultura e delle arti applicate che mantiene uno stretto legame con le tecniche artistiche, con la poetica dei materiali e con la storia dell’arte. 
I valori del “saper fare” e la tensione verso soluzioni che chiamino in causa la categoria di bellezza, da rintracciare nel presente, diventano criteri per la selezione delle Gallerie e degli artisti in fiera.
A una serie di protagonisti del panorama classico-moderno, tra i quali spiccano vere e proprie riscoperte, si accompagna una selezione di nomi dell’arte attuale e di giovani emergenti.
Ad animare questa prima edizione di GRANDART saranno inoltre una retrospettiva, realizzata in collaborazione con un’istituzione europea, nonché una serie di eventi collaterali e dibattiti.


The Mall
Piazza Lina Bo Bardi - Milano 

Beautiful dreamers. Il nuovo sogno americano tra Lowbrow Art e Pop Surrealism


Beautiful dreamers. Il nuovo sogno americano tra Lowbrow Art e Pop Surrealism
è l'ultima fatica letteraria dell'amico Ivan Quaroni.
Un libro da comprare leggere e conservare!
Edizioni Falsopiano

La Lowbrow Art è un movimento artistico americano formatosi nei primi anni Novanta nell'alveo della cultura underground di Los Angeles. La sua formazione è, però, il risultato di una lunga catena d'influssi, incroci e ibridazioni di differenti subculture, sviluppatesi in California tra la fine della seconda guerra mondiale e l'inizio degli anni Ottanta. Contaminazioni che poi sono confluite in una forma compiuta solo nell'ultimo decennio del Novecento. Animata principalmente da pittori, scultori, illustratori, toy designer, la Lowbrow Art affonda le radici nella cosidddetta Custom Culture e nelle Hot Rod, due fenomeni tipici dell'America del secondo dopoguerra che trasformarono il mondo delle automobili e delle corse su strada in un emblema di libertà, di creatività e di ribellione giovanile. Per la prima volta in Italia, questo libro ripercorre la storia di uno dei movimenti artistici più amati e considerati dalle star del cinema e della musica. Prefazione di Luca Beatrice e introduzione di Sonia S. Braga.


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