RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 22 marzo 2017

Lo spirituale nell'arte e non - onorato di essere stato invitato

Onorato di essere stato invitato...



"Lo spirituale nell'arte e non"

Talk Show sull'arte contemporanea

ospita all' interno dell'allestimento del progetto espositivo: Santi Numi
di Antonella Casazza, Felipe Cardeña, Loredana Galante, Andrea Zucchi


Intervengono:
Emanuele Beluffi (
Giornalista, critico, curatore), Tiziana Cera Rosco (Artista), Roberto Milani, Alessandra Redaelli (Giornalista, critico, curatore) e gli artisti legati al progetto.

Preludio con Campane di Cristallo suonate da Andrea Zucchi (Artista).

Mercoledì 29 marzo dalle ore 18:00 
Via Carlo Imbonati, 81, 20159 Milano MI
 
evento FB

Somewhere Else - Wolfgang Laib alla Chiesa della Spina a Pisa

 Somewhere Else - Wolfgang Laib alla Chiesa della Spina a Pisa



Dal 25 marzo la chiesa della Spina ospiterà un'installazione di Wofgang Laib, uno dei più grandi artisti mondiali viventi, insignito nel 2015 del Premio Imperiale (la più importante onorificenza internazionale in campo artistico, una sorta di Nobel).
Laib ha concepito per il gioiello gotico un'opera "site specific". Delle navi di cera d'api, di forma elementare, archetipica, disposte sul pavimento di marmo a evocare il transito verso un altrove. In un dialogo concettuale e spirituale con il luogo che tornerà ad ospitare nella settimana della Passione, per concessione dell'Arcivescovo Benotto, la reliquia della Spina.
Un evento artistico di eccezionale importanza e levatura, che vede uno dei nostri più mirabili luoghi sacri, che ha ospitato i capolavori di Andrea e Nino Pisano, tornare a ispirare i più grandi protagonisti dell'arte del nostro tempo.
Il primo allestimento di un ciclo, che proseguirà con altri importanti artisti italiani e internazionali, destinato a fare di Santa Maria della Spina un punto di riferimento anche per l'arte contemporanea.
Senza snaturamenti, ma anzi esaltando il luogo, la sua natura e la sua storia.
Un'iniziativa in collaborazione con Università di Pisa e Museo della Grafica, Scuola Normale Superiore, Fondazione Arpa, Galleria Michela Rizzo. 
Con il patrocinio della Regione, del Centro Pecci e della Fondazione CIMA.
 
Andrea Ferrante, 
Assessore alla Cultura di Pisa 

 

 COMUNICATO STAMPA
 
Dal 25 marzo al 5 giugno la Chiesa della Spina a Pisa ospita un’installazione dell’artista tedesco Wolfgang Laib, dal titolo Somewhere Else. Organizzata dal Comune di Pisa in collaborazione l’Università degli Studi di Pisa, la Scuola Normale Superiore e la Galleria Michela Rizzo, curata da Laura Mattioli, l’installazione è costituita da sei barche in cera d’api.
E’ stata ideata da Wolfgang Laib appositamente per questo luogo ed è la prima di una serie interventi site specific di grandi artisti nazionali e internazionali attraverso cui il Comune di Pisa intende valorizzare ed esaltare le caratteristiche proprie della chiesa, prezioso gioiello della città.
Wolfgang Laib (Metzingen, 25 marzo 1950) è uno dei più noti e importanti artisti tedeschi viventi e si è detto onorato di avere l’opportunità di realizzare un’installazione in un luogo così ricco di storia e di spiritualità. 

Inaugurazione  
sabato 25 marzo. Ore 15 inaugurazione dell’installazione alla Chiesa della Spina. 
Ore 18 incontro con Wolfgang Laib presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galilei 9

Orario: 
lunedì 14-18; da martedì a venerdì 11-18; sabato e domenica 10-19. Ingresso: € 2; gratuito per i minori di 18 anni. 

lunedì 13 marzo 2017

Ciao Gianfranco



Oggi è mancato Gianfranco Biagini.
Non sarà forse ricordato su i libri di storia dell'arte ma sicuramente io e i miei soci di Casa d'Arte San Lorenzo lo ricorderemo per sempre.
Fu uno degli artisti che la nostra galleria propose agli inizi della propria attività, oltre vent'anni fa, dandoci fiducia e aiutandoci ad iniziare questa meravigliosa avventura.
Le sue Venezie, molto probabilmente, erano all'epoca "troppo avanti", ed il rapporto si spense dopo qualche anno. Ma la sua pittura, genuina e appassionata, fu di stimolo per tutti noi ad andare avanti.

Ricordo il piacere nell'averti rincontrato alla personale di tuo figlio Maurizio al Piaggio...
Buon viaggio Gianfranco.

sabato 4 marzo 2017

Ancora a proposito di STUDI FESTIVAL



Vi ho già parlato di STUDI FESTIVAL in un post precedente 

Ora che la data si avvicina ed i programmi sono oramai chiari, 
vi invito a fare un giro, oltre che sul sito ufficiale http://www.studifestival.it/, anche a buttare uno sguardo sulla loro pagina FaceBook, dove potete trovare diverse anteprime (https://www.facebook.com/studifestival/) ma, soprattutto vi invito a visitare la pagina della campagna crowdfunding  weartproject.com che serve ad aiutare e sostenere questa iniziativa, davvero unica nel suo genere. 


Studi Festival 3 Crowdfunding from Studifestival on Vimeo.


 

 

UGO NESPOLO - OPERE STORICHE al M.A.C.I.S.T. Museum, Biella

Si inaugura oggi a Biella
il grande UGO NESPOLO



UGO NESPOLO - OPERE STORICHE

M.A.C.I.S.T. Museum, Biella - dal 4/3/2017 al 30/4/2017

A cura di Marco Bertazzoli

VERNISSAGE: sabato 4 marzo 2017. Accesso libero e gratuito.
Ore 17.00: incontro e dibattito con Ugo Nespolo presso la sede di “Noi Biellesi”, via Costa di Riva 9, Biella. Inaugurazione della mostra antologica di Omar Ronda: “Omar Ronda Anthology”.
Ore 18.00: inaugurazione della mostra di Ugo Nespolo, “Ugo Nespolo - Opere storiche”, presso il M.A.C.I.S.T. Museum, via Costa di Riva 11, Biella. Con la musica di Camillo Nespolo.

COMUNICATO STAMPA

Ugo Nespolo, artista poliedrico e graffiante, approda al MACIST con una ricercata e significativa selezione della sua produzione dagli anni settanta a oggi. In esposizione venticinque opere dal 1977 al 2016: lettere e numeri, legni segmentati e poi ricomposti, acrilici, immagini intarsiate, ricami e mosaici colorati.
L’esposizione prende avvio con “Single shot” e “The right foot” (2012), due grandi acrilici su legno realizzati con grafite e foglia d’argento. Due sagome nere su sfondo avorio, un uomo e una donna, osservano di fronte a se stesse, ma in direzioni opposte. Attraverso una sequenza di lettere inequivocabile e un gruppo di simboli enigmatici, le due figure ricevono risposte discordanti.
La mostra prosegue con un trittico di opere storiche del 1977: “Con i vostri mostri sacri”, “Adesso avete voi” e “Barbe posticce e potere”. Si tratta di tre considerevoli acrilici su legno ritagliato in cui spiccano parole e frasi ironiche e trasgressive dell’artista, che tuttavia non nascondono sentimenti di rabbia e una certa inquietudine.
L’accentuata impronta ironica di Nespolo emerge anche attraverso un altro interessante – e più recente (2013) – trittico di acrilici su tavola: “Longa manu”, dove spicca in primo piano una sega da legno; “Military shop”, con la rappresentazione di una pistola e di una sciabola; “Soup time”, che ritrae una vivace e colorata zuppiera richiusa vicino a un piatto vuoto.
In “Opere storiche” non mancano anche lavori più inconsueti, come ad esempio “Costa & Vale”, che cita il fortunato Popeye di Jeff Koons, o “Mordere i prezzi” che ci mostra il celebre squalo elefante in formaldeide di Damien Hirst. In questo caso i rimandi agli altri artisti non sono solo un omaggio ai grandi maestri di oggi ma costituiscono anche degli spunti di riflessione sul mondo dell’arte contemporanea e sul suo mercato.
“Maschera Galoa” e “Maschera Teké” sono invece due opere su carta del 2015 che traggono direttamente ispirazione da due espressive e straordinariamente astratte maschere africane.

(Marco Bertazzoli, 2017)


BIOGRAFIA (IN BREVE):

Ugo Nespolo nasce nel 1941 a Mosso (Biella), si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino e si laurea in Lettere moderne.
Negli anni Sessanta si trasferisce a New York, dove si lascia travolgere dalla vita cosmopolita della metropoli e subisce il fascino della nascente Pop Art, mentre negli anni Settanta milita negli ambienti concettuali e poveristi.
Rilevante è la sua passione per il cinema che darà luogo a importanti retrospettive a lui dedicate in importanti musei stranieri (Philadelphia, New York, Londra, Parigi, Colonia, Pechino, Shanghai). Fonda con Mario Schifano il “Cinema degli artisti” e tra il 1967 e il 1968 realizza numerosi film che hanno come protagonisti gli amici e colleghi Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto e Lucio Fontana.
Nonostante le contaminazioni americane, non dimentica gli insegnamenti delle Avanguardie europee; è infatti molto marcata l’influenza di Fortunato Depero, dal quale Nespolo trae il concetto di un’arte ludica che pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Il concetto di arte e vita (che è anche il titolo di un libro pubblicato dall’artista nel 1998) sta alla base dell’espressività di Nespolo ed è eredità del movimento Futurista: “Manifesto per la ricostruzione futurista dell’universo” (1915).
Di qui anche il suo interesse per il design, l’arte applicata e la sperimentazione creativa in disparati ambiti, quali la grafica pubblicitaria, l’illustrazione, l’abbigliamento, scenografie e costumi di opere liriche. La sua ricerca spazia anche dal punto di vista dei materiali. Lavora su molteplici supporti e con tecniche differenziate: legno, metallo, vetro, ceramica, stoffa, pietre preziose.
La sua arte è, quindi, strettamente legata al vivere quotidiano e carica di apporti concettuali: «non si può fare arte senza riflettere sull’arte». L’oggetto è al centro delle sue ricerche, è mezzo espressivo, linguaggio creativo; viene estrapolato dal suo uso comune e acquista valore di opera d’arte.
Allo stesso modo, non dimentica il passato, lo rivisita, lo reinterpreta, lo rende attuale attraverso la citazione e la rievocazione, dandogli nuova vita, rendendolo spunto di riflessione.


M.A.C.I.S.T. MUSEUM

Via Costa di Riva 11, Biella (13900)
www.macist.it
info@macist.it; +39 393 352 6412 - museo@macist.it; +39 3388772385
Il “Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze” nasce da un’idea di Omar Ronda, dalla sensibilità di alcuni collezionisti e molti artisti di fama internazionale che hanno deciso di donare e di mettere a disposizione le proprie opere con il fine di sostenere le attività di prevenzione, cura e ricerca della Fondazione Edo ed Elvo Tempia, da ben 35 anni impegnata nella lotta contro i tumori.
Per questo motivo il M.A.C.I.S.T. - essendo stato realizzato a beneficio di un ente morale di eccellenza sul territorio - si definisce come museo “etico e democratico”. La sfida etica che si pone il M.A.C.I.S.T. è quella di valorizzare e far conoscere l’arte contemporanea mondiale, senza tendenze e nelle sue migliori espressioni qualitative, sostenendo al contempo le attività di ricerca oncologica. In tal senso i visitatori del Museo rivestono il ruolo di destinatari di cultura e allo stesso tempo di protagonisti attivi nella lotta contro il cancro.
Lo spazio museale, inaugurato il 14 marzo 2015, è accessibile, liberamente e gratuitamente, nei giorni di sabato e domenica dalle ore 15,00 alle 19,30, esclusi luglio e agosto.
Il Museo presenta una superficie superiore ai 600 m2 e si trova all’interno dell’antica “Prima fabbrica dell’Oro” (1901) di Giuseppe Gualino - padre del più noto Riccardo -, vero esempio di archeologia industriale. Gli spazi si compongono di un’esposizione permanente, che raccoglie opere e installazioni di circa 120 artisti italiani e internazionali, di una sala per proiezioni video e di una parte destinata esclusivamente a mostre temporanee. Dall’apertura a oggi sono state realizzate sette mostre, tutte di grande successo: “Andy Warhol & Company” (marzo-giugno 2015); “Plastica italiana” (settembre-ottobre 2015); “Michelangelo Pistoletto - Opere storiche dal 1959” (novembre-dicembre 2015); “Umberto Mariani - Prima del Piombo” (gennaio-marzo 2016); “Luca Alinari - Sconosciuti Anni Settanta” (aprile-giugno 2016); “Bertozzi & Casoni - Grandi Ceramiche” (settembre-dicembre 2016); “Omaggio a Plinio Martelli” (gennaio-febbraio 2017).


INFORMAZIONI PRATICHE:

Vernissage: sabato 4 marzo 2017, ore 18.00.
Orario: sabato e domenica ore 15.00-19.30
Biglietti: ingresso libero
Autori: Ugo Nespolo
Genere: Arte moderna e contemporanea, personale
Catalogo: in galleria
Curatori: Marco Bertazzoli

venerdì 3 marzo 2017

Asta organizzata dal C.R.A.



Il C.R.A., Centro Raccolta Arte, l'associazione di cui sono Presidente, sta organizzando un asta solidale a San Miniato per sabato 11 marzo.

Molti artisti hanno già donato le loro opere per questo evento. Personalemte li ringrazio tutti quanti. Ancora una volta il popolo dell'arte dimostra la sua generosità e sensibilità.

Ora, mi piacerebbe vedere l'interesse dei collezionisti.

Tante opere di artisti già affermati in ambito nazionale ed internazionale saranno a disposizione a prezzi di invito veramente abbordabili...

Un motivo in più per esserci, contribuire a realizzare qualcosa di importante e soprattutto essere presenti non solo a parele ma anche con fatti concreti!




Il prossimo 11 marzo alle ore 16'00, il C.R.A. (Centro Raccolta Arte) organizza un'asta di beneficenza presso i locali dell' “Aula Pacis”, Loggiati San Domenico - San Miniato (PI).

L'iniziativa è stata concepita per mettere in atto una raccolta straordinaria di fondi allo scopo di restaurare l'impianto di illuminazione delle navate laterali della Chiesa di San Domenico in San Miniato. 
L'intero ricavato verrà devuluto a questo scopo.
Necessitano, a tal proposito circa 2'500 €.

Il nostro intento però è quello di ricavare molto di più da questa vendita all'asta e tutto quello che non sarà destinato al fine sopra indicato verrà destinato ai territori colpiti dai recenti eventi sismici del centro Italia

Grazie alla generosità di numerosi artisti siamo riusciti a raccogliere un discreto numero di opere. Ognuna di queste cerca un nuovo collezionista.

Per questa occasione i partecipanti all'asta avranno l'opportunità di poter entrare in possesso di opere di grande valore ad un prezzo di invito, assolutamente "abbordabile".

Quanto prima saremo in grado di fornire un elenco dettagliato delle opere messe in vendita per l'occasione.

Nel frattempo se qualche altro generoso artista volesse contribuire con una propria opera può contattarci via mail all'indirizzo

centroraccoltaarte@yahoo.com

entro e non oltre il giorno 7 marzo
 
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L'evento è organizzato oltre che dal C.R.A., anche in collaborazione del Comitato per l'Illuminazione di San Domenico, la Pro Loco di San Miniato ed il supporto tecnico di Casa d'Arte San Lorenzo.
Con il prezioso contributo di Pier Giuseppe Leo
 
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Gli artisti che hanno deciso di contribuire al momento della pubblicazione di quest post, donando una propria opera sono:

Massimo Barlettani,
Thomas Berra,  
Roberto Braida,
Dario Brevi,
Carlo Cane,
Franco Cisternino,
Domenico Conforte,  
Domenico Di Genni,
Gianfranco Giannoni,
Andrea Gnocchi
Susan Leyland,
Raffaella Rosa Lorenzo,
Luca Macchi,
Giovanni Maranghi,
Jimmy Milani,
Giacomo Montanelli,
Sauro Mori,
MUZ (Samuel Rosi),
Franco Olivo, 
Alessandro Scardigli
Pier Toffoletti, 
Paola Vallini,
Enrico Vezzi
 
 
Evento fb

Vademecum - pittura come ricerca del sé

Vademecum - pittura come ricerca del sé
personale di Elisa Zadi
da non perdere



ELISA ZADI
"VADEMECUM - pittura come ricerca del sé"
a cura di Laura Monaldi e Marco Palamidessi
Via Bagnolo di Sopra, 24, 59013 Montemurlo (PO)

La sede espositiva de "Il Borghetto" di Bagnolo a Montemurlo di Prato, ospiterà la mostra personale di Elisa Zadi "Vademecum - pittura come ricerca del sé". Località di pregievole qualità storica, naturalistica e paesaggistica oltre che artistica, sempre più nota per ospitare eventi anche di rilievo nazionale, la mostra aprirà al pubblico sabato 4 marzo alle ore 17:00 e prevederà ana presentazione critica di Laura Monaldi e Marco Palamidessi.
In questa esposizione l’artista intende presentare una serie di opere rigorosamente selezionate dalla sua produzione, sintesi antologica del suo lavoro pluriennale. Una mostra interessante, che offrirà la preziosa occasione di ammirare sia opere già conosciute che lavori assolutamente inediti.  
Un modo per approcciarsi, naturalmente, al pensiero della pittrice come al suo modus operandi. L’arte per Elisa Zadi rappresenta la conferma suprema del proprio esserci, di uno stare fissa al centro del suo mondo, un mondo costruito giorno dopo giorno e da cui trarre gli affinati strumenti per dar vita alle sue tele, costituenti quel Vademecum tanto introspettivo quanto esteriore e tangibile, da cui per lei è impossibile separarsi.
Impossibile in quanto la Vita e l’Arte sono un indivisibile tutt’uno: per questo la Zadi intende la “pittura come ricerca del sé”, un divenire che si forma con la propria esistenza e le proprie esperienze. La pittura è infatti la più efficace e sorprendente ricerca delle molteplici fisionomie interiori: è l’espressione di un’analisi acuta che sa addentrarsi nei meandri più profondi della sua psiche, rendendola sempre più forte, a totale e intensa conferma della sua esistenza.
Elisa cerca instancabilmente se stessa per ritrovarsi, per conoscersi, per capirsi e sapersi viva nel mondo, al centro del privato quotidiano, rincorrendo costantemente all’interno delle sue opere come immagine da reiterarsi all'infinito, in ogni sfumatura, in ogni cambiamento lieve o sostanziale, per affermare inderogabilmente il proprio io, per sapere fino in fondo cosa sta succedendo intorno e dentro di sé.
Il suo temperamento artistico, lirico in quanto rivolto all’introspezione tramite la rivelante fisicità della figura umana, si pone da sempre l’ardito scopo dell’analisi emozionale della realtà, fatta non solo di grandi accadimenti, ma di tutti quegli eventi minimi, eterni nella loro fugacità, che ogni giorno riempiono ogni piega dell’esistenza e che spesso possono essere scovati in piccoli particolari di un viso, come uno sguardo melanconico o un triste sorriso. Da anni ormai l’artista indaga il proprio io attraverso dipinti in cui si autoritrae intensamente: il volto è per lei un paesaggio che, nella volontà di conoscersi nel profondo, ha bisogno di un’esplorazione costante e di continue incursioni conoscitive; il corpo è il territorio degli avvenimenti dello spirito, schermo epidermico sul quale si proiettano, mosse da spinte sotterranee, le proprie fisionomie interiori, epifanie di emozioni talvolta crude, che si traducono in visioni potenti, a tratti senza via di scampo, perché manifestano l’ascesa diretta o la tortuosa salita che le pulsioni interiori intraprendono per venire alla luce. Il suo è un dipingersi per toccarsi, per sapersi, per smuovere sentimenti che hanno nel corpo, unica e vera geografia dell’anima, l’epicentro della loro venuta al mondo.
Accanto a una serie di selezionati autoritratti, tutti provenienti da quella che può definirsi una personalissima enciclopedia dell’autorappresentazione, genere con cui l’artista ha felicemente esordito nel 2005 e che si rivelerà nel tempo necessaria e permanente indagine psicologica, nonchè uno dei temi centrali della sua ricerca, verranno presentati lavori dove si concentra e manifesta la figura umana, soprattutto quella femminile, immagine la cui realtà non nega di farsi simbolo interiore, carica di valenze e resa manifesta da una cruda e introspettiva frontalità. Questo origina dei lavori pittorici suddivisi in polittici anche di grande formato, presenti nell’esposizione, dove i soggetti e le tematiche si realizzano pienamente in una narrazione ritmata e concettuale, dove è proprio la frammentarietà della tela a rendere ancor più vivido lo spaccato di esistenzialità quotidiana, altro cardine irrinunciabile del mondo di Elisa Zadi.
“Fra analisi introspettive, apparenze interiori e poetiche adamitiche” – scrive Laura Monaldi – “Elisa Zadi ci conduce in un viaggio estetico alla scoperta di un luogo d’indagine – la tela – in cui lo sguardo estatico dell’Arte procede oltre il normale sentire quotidiano, ossia verso gli orizzonti sconfinati dell’espressione e del sentimento, in quanto partecipazione al mondo e al presente”.
Non mancano poi le opere, tutte appartenenti al recentissimo periodo, dove si fa ancor più esplicito il bisogno della pittura di valicare i limiti tradizionali, di farsi pura tridimensionalità, di essere non soltanto la sua pelle, l’epidermide di se stessa, ma anche il mezzo per comunicarsi al mondo, per essere parte di un universo sincretico dove il suo io si proietta al mondo con la prorompenza misterica dell'anima, in cui la figura umana diviene simulacro della sua stessa essenza, per mezzo di opere-vestito che rivelano
una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini all’infinitezza del cosmo abbracciando varie discipline, non ultima la scultura e l’installazione ambientale e interattiva, dove il connubio tra l’io e il mondo prende forma e compiutezza.
La mostra sarà visibile  dal 4 al 12 marzo 2017. Apertura sabato e domenica dalle 16:30 alle 18:30 e su appuntamento chiamando 3473860653 o 3394827291. Ingresso libero.
Si ringrazia il Comune di Montemurlo, Cinzio Cavallarin e l'Associazione Culturale Multimedia91. 
 
 
evento fb

Filippo Negroni inaugura a San Polo di Torrile

L'amico Filippo Negroni, inaugura domenica prossima, 5 marzo 2017, la propria personale presso il Municipio San Polo di Torrile (PR). Auguri Filippo!



evento FB

giovedì 2 marzo 2017

SONHO E REALIDADE Giuliano Giuggioli a Lisbona

L'amico Giuliano Giuggioli si appresta a festeggiare l'otto marzo... e lo fa a modo suo...
Con una grande personale a Lisbona...



mercoledì 1 marzo 2017

Ultimi giorni per RUMORE DI FONDO



Inizia, purtroppo il conto alla rovescia. 
Manca infatti oramai poco alla chiusura della mostra personale di Giovanni Maranghi, RUMORE DI FONDO (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2017/01/inaugurata-treviso-rumore-di-fondo.html), curata da Ivan Quaroni per Casa d'Arte San Lorenzo a Treviso in Ca' dei Carraresi.
Rimango due fine settimana alla chiusura, prevista per il prossimo 12 marzo... 
Il consiglio che vi offro è quello di organizzarvi e fare un salto a Treviso...
Poi non dite che non vi avevo avvertito!
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Giovanni Maranghi


Di seguito il video realizzato dal regista e videomaker Viacheslav Slava Zakharov 
per la www.vzfilms.it in occasione dell'inaugurazione della mostra


A Saronno arrivano i LIBERI DI...

A Saronno arrivano i LIBERI DI...





 Giovedì 9 marzo al Teatro Giuditta Pasta di Saronno andrà in scena l’anteprima assoluta della versione rivisitata di SOMETHING, spettacolo selezionato e fortemente voluto dal NEW VICTORY THEATRE DI NEW YORK  dal 30 marzo al 17 aprile 2017.

Danza, circo ed espressività in uno show che oltrepassa i confini della performance acrobatica…Ironico, pazzo…Spettacolare!


La compagnia Liberi Di… diretta da Davide Agostini, conosciuta e apprezzata a livello nazionale ed internazionale, per l’occasione ha rivisitato lo show con le musiche originali di Diego Esposito (cantautore Italiano San Remo, X-factor) e Antonio Accarino.



Il cast, formato da sette ballerini acrobati, porta in scena la ricerca di “qualcosa”, qualcosa che ci possa aiutare a superare una crisi, che ci faccia sorridere, innamorare o semplicemente qualcosa che ci aiuti a sperare. Situazioni ordinarie che diventano straordinarie, stralci di un mondo surreale, quasi divino, raccontate attraverso una comicità irrefrenabile!!



Something

Direzione artistica: Davide Agostini

Regia: Liberi Di… con la collaborazione di Carlo Negri

Musiche originali: Diego Esposito e Antonio Accarino

Dove: Teatro Giuditta Pasta - Via I Maggio, 21047 Saronno VA

Data: Giovedì 9 marzo ore 21:00

Biglietti: Prevendite su http://www.ticketone.it/

In teatro ---> mercoledì e sabato (ore 10.00-14.00) + giovedì e venerdì (ore 15.00-18.00 )

02 9670 1990

Costo: 25 euro intero – 15 euro ridotto

Promozioni: 15 euro prezzo ridotto scuole di danza

Adatto a tutta la famiglia

lunedì 27 febbraio 2017

Maurizio Cariati TUTTI IN SCENA a Milano


Un lavoro estremamente interessante quello di Maurizio Cariati... Fra pochi giorni a Milano...


TUTTI IN SCENA

MAURIZIO CARIATI

VERNISSAGE GIOVEDÌ 9 MARZO 2017 H.18.30

IN MOSTRA DAL 10 MARZO AL 9 APRILE 2017 | DA MARTEDÌ A SABATO H.16-19


Manifiesto Blanco è particolarmente lieto di ospitare nei propri spazi la personale di Maurizio Carati, Tutti in scena, che segna il ritorno dell’artista sulla scena meneghina dopo quasi due anni di assenza. La mostra, curata da Martina Adamuccio, è stata pensata appositamente per gli spazi di via Benedetto Marcello 46, e presenta un’accurata selezione di dipinti su tela di juta estroflessa e un corner di opere su carta. Caratteristico

dei suoi lavori è un morphing grottesco delle fisionomie, spesso dedotto da immagini fotografiche estrapolate da riviste o da internet, o realizzate dall’artista stesso: la maggior parte delle opere hanno per soggetto volti in close up, catturati e filtrati con l’uso del fisheye. I colori acrilici sono stesi direttamente su sacchi di juta con pennellate veloci e decise, che creano di volta in volta strati cromatici densi e materici, oppure lasciano intravedere la texture della fibra naturale. Di indubbio gusto contemporaneo, tuttavia il suo lavoro nasce dallo studio di artisti del passato recente: Bonalumi, con i suoi lavori spesso accompagnati da inganni ottico percettivi, ma anche Burri, per il quale la juta non rappresentava solo un supporto fisico ma parte integrante dell’opera stessa. Si potrebbe citare anche Lucio Fontana che, con i suoi Buchi e Tagli, sembra condividere con Maurizio non tanto i soggetti, ma certamente la volontà di registrare il gesto che modifica la forma originale della tela per permettere al fruitore di entrare dentro e andare oltre ciò che l’opera rappresenta. Là, dove Fontana instaurava un rapporto tra il bianco della materia e il nero del vuoto, Cariati tenta di creare un rapporto intimo, quasi carnale, tra osservatore e osservato. Da sempre legato al concetto di identità, il lavoro di Maurizio non permette di rimanere impassibili di fronte alla vita. Nel bene o nel male costringe l’osservatore ad

accogliere manie, paure, ossessioni, registrate e messe ironicamente in mostra senza veli: le debolezze del singolo individuo si trasformano in una forza travolgente che esonda dalla tela e si abbatte sullo spettatore.


MANIFIESTO BLANCO

via Benedetto Marcello 46 - 20124 Milano

mail: info@manifiestoblanco.com | mobile: 3895693638 | www.manifiestoblanco.com

The Armory Show



Appena spenti i riflettori sulla scena artistica spagnola (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2017/02/2-giorni-e-mezzo-madrid.html), ecco che sono già pronti a riaccendersi dall'altra parte del globo.
Dal 2 al 5 marzo infatti, si svolgerà a New York, The Armory Show..., una delle più importanti fiere d'arte contemporanea al mondo, insieme ad Art Basel (nelle sue tre tappe: Basile, Miami e Hong Kong), Frieze - Londra, ArCo - Madrid, Fiac - Parigi e Artissima - Torino.

L'intero mondo dell'arte avrà orecchie e occhi puntati su la grande mela e i più fortunati avranno già preparato i bagagli stringendo fra le mani biglietti ed inviti... 

Io a questo giro non posso andare e quindi starò qui, all'omra di un tricolore ahimè sempre più sbiadito, in attesa di avere notizie...



domenica 26 febbraio 2017

Vezzoli da Prada a guardare la TV...


“TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai” è un progetto concepito dall’artista Francesco Vezzoli e sviluppato in collaborazione con la Rai. Tra esperienza individuale e mitologie collettive, l’esposizione traduce lo sguardo di Vezzoli in una forma visiva che esplora la produzione televisiva degli anni Settanta. 

La TV pubblica italiana è osservata dall’artista come una forza di cambiamento sociale e politico, in un paese sospeso tra la radicalità degli anni Sessanta e l’edonismo degli anni Ottanta, e come una potente macchina di produzione culturale e identitaria. Durante quel decennio la Rai ripensa il proprio ruolo pedagogico e si contraddistingue per l’alto livello culturale dei suoi prodotti, come le collaborazioni con i registi Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Paolo e Vittorio Taviani. Divisa tra austerità formale e carica innovativa, la televisione amplifica lo sviluppo dell’immaginario collettivo in una pluralità di prospettive e istanze autonome, anticipando le modalità di racconto tipiche della TV commerciale del decennio seguente. Diventa un medium specifico e i suoi programmi subiscono una progressiva mutazione: dalla cultura transitano nell’informazione e infine nella comunicazione.

“TV 70” è concepita come una sequenza di associazioni visive e semantiche che prende forma all’interno della Fondazione Prada negli spazi della galleria Nord, del Podium e della galleria Sud. 
Il percorso espositivo ideato da M/M (Paris) – Mathias Augustyniak e Michael Amzalag – si basa sull’incontro tra dimensione spaziale e temporale in un palinsesto allestitivo che combina, nell’alternanza tra luce e buio, le tradizionali condizioni espositive di un museo con il passaggio sullo schermo dell’immagine in movimento. La successione di documenti immateriali provenienti dagli archivi delle Teche Rai accostati alla materialità di dipinti, sculture e installazioni – selezionati con il supporto curatoriale di Cristiana Perrella e la consulenza scientifica di Massimo Bernardini e Marco Senaldi – si articola in tre sezioni distinte e affronta le relazioni della televisione pubblica italiana con l’arte, la politica e l’intrattenimento

http://www.fondazioneprada.org/ 

Agostino Arrivabene - L'ospite Parassita - a cura di Chatia Cicero e Alberto Zanchetta

Si è inaugurata a Lissone...



Agostino Arrivabene 
- L'ospite Parassita - 
a cura di Chatia Cicero e Alberto Zanchetta

La mostra al MAC intende offrire un approccio caleidoscopico all’arte di Agostino Arrivabene [Rivolta d’Adda, 1967], rivelandone gli aspetti più mutevoli e impre- vedibili che si innescano in un gioco di connessioni, dissonanze e dialoghi tra di- pinti, installazioni e mirabilia.
Cos’è l’artista se non L’ospite parassita delle sue stesse idee e ossessioni? Il titolo evoca la condizione ambivalente dell’essere ospitante, od ospitato, e la necessità di attingere energia emozionale da fonti e situazioni che ne alimentano la creatività. Il fascino, la sofferenza e il disgusto trasmessi dalla realtà sono per Arrivabene vitali forme di nutrimento, trasformate dall’immaginazione per costruire un nuovo modo di vedere, un mito personale da utilizzare come guida.
L’influsso parassitario si estende anche all’interno dei dipinti: inserzioni entomologiche, peduncoli o infiorescenze si cibano delle carni dei personaggi effigiati, lasciando proliferare nuovi tessuti connettivi che talvolta finiscono quasi per fagocitarne il respiro vitale. Ne scaturisce una concezione visionaria in cui mondo vegetale, animale e umano coesistono l’uno nell’altro a stabilire un abbraccio perpetuo così come un naturale sviluppo/fusione teratomorfica. Quella di Arrivabene è una pittura colta e seducente, intrisa di simboli ed enigmi vivificati da innumerevoli modelli di ispirazione: dalla mitologia classica ai Maestri del XV-XVI secolo, in primis Leonardo, Dürer, Bosch, e nel passato più recente Moreau, Redon, Ernst. Lo spettatore risulta così catturato da messaggi velati, quasi dovesse partecipare a un viaggio iniziatico che conduce alla rivelazione di una conoscenza ancestrale, di cui l’artista è generatore e dispensatore. Alla stregua di un alchimista, Arrivabene fa rivivere esperienze di carat- tere mistico travalicando i limiti spazio-temporali della personalità, del conscio e dell’inconscio, nell’incessante esplorazione di un universo interiore che si snoda tra reminescenze di vite già vissute o solo vagheggiate.
Il percorso espositivo più ampio ospita alcuni mirabilia (ovvero, oggetti che destano stupore) provenienti dalla personale collezione dell’artista, consentendo al pubblico di aprire lo sguardo all’interno di un’autentica stanza delle meraviglie: artificialia e naturalia inscenano tutt’in- torno uno straordinario theatrum mundi fonte di ulteriori epifanie. Fanno da contraltare alcune “installazioni organiche”: teschi, fiori e farfalle simboli della vanitas che alludono alla caducità dell’esistenza attraverso dissezioni e innesti parassitari sono trasformati in nuovi simulacri di vita, salvaguardati all’interno di campane di vetro affinché resistano immutabili al trascorrere del tempo.
Negli spazi museali di Lissone si ricompone, così, un microcosmo dell’immaginario. La rassegna consentirà infatti di sondare la varietà composita di espressioni che costituisce non solo l’opera ma an- che il mondo esoterico e allucinato di Arrivabene in cui visioni, idee, paure e sogni hanno saputo “elevarsi al di sopra” per trascendere la concretezza della realtà vissuta.

Museo d’Arte Contemporanea Viale Elisa Ancona 6
20851 Lissone - MB
www.museolissone.it 
museo@comune.lissone.mb.it 
tel. 039 7397368 – 039 2145174
Mercoledì e Venerdì h10-13 Giovedì h16-23
Sabato e Domenica h10-12 / 15-19

sabato 25 febbraio 2017

2 giorni e mezzo a Madrid

Due giorni e mezzo a Madrid.

In pratica, giusto il tempo di assaggiare un po' di Pata Negra che già mi trovo sull'aereo che mi riporta a casa...

In realtà il motivo di questa "toccata e fuga" in terra iberica è stata la personale di Karina Chechik, "Cartas de la Patagonia", ospitata allo spazio Cruz Bajo ed organizzata in collaborazione con Casa d'Arte San Lorenzo (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2017/02/karina-chechik-cartas-de-la-patagonia.html).
Una gran bella mostra, equilibrata ed elegante, efficace ed attuale...
Un evento abbinato alla presenza dell'Argentina come Stato ospite all'edizione 2017 di ArCo.



Karina Chechik


Ma come non approfittarne? 
In questi giorni Madrid era la capitale dell'arte e quindi? 
Rubare il tempo al tempo, spazio allo spazio,energie alle energie...

Ed in meno di 60 ore...

ArCo Madrid

Un'edizione molto "latina", caratterizzata da un grande numero di Gallerie sudamericane con proposte alquanto legate alla tradizione. 
Livello sicuramente elevato ma considerando le aspettative, ArCo 2017, non ha prodotto novità degne di nota. 
Una edizione alla ricerca di conferme anziché innovazione e ricerca.







Art Madrid

 Fiera cittadina in un contesto magnifico. 
Buona la proposta, decisamente più fresca e divertente rispetto a mamma ArCo.



Drawing Room

Fra le fiere che ho avuto modo di visitare a Madrid, questa sicuramente è quella che più collima con i miei gusti.
Fresca, divertente, scanzonata e spensierata condita da una qualità assoluta!


Reina Sofia

Essere a Madrid vuol dire recarsi in pellegrinaggio da sua Maestà Picasso...
Ma non un Picasso qualsiasi, il Picasso di Guernica!
Emozione, commozione, rispetto...
Ovviamente in compagnia dei più grandi del XX secolo. 
Da Man Ray a Mirò...


Man Ray

Museo Thyssen Bornemisza

Al Thyssen si va per ammirare la qualità. 
Da Picasso a Dalì, da Rothko a Bacon...





Fudation Telefonica

Una scoperta! 
La mostra di Leandro Erlich...
Rigore, qualità e leggerezza






oltre ovviamente ad avere visitato un paio di Gallerie e una cena con l'amica 
e grande artista Irene Lopez De Castro a parlare di progetti futuri e tradizioni africane.

Ed ora, si torna a casa...
Stanco, soddisfatto e rigenerato ma..
...con un rammarico:
non essere riuscito a visitare Just Mad e Urvanity,
D'altronde ho una certa età e non riesco più fare tutto quello che voglio in sole 60 ore!