RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 28 settembre 2016

Si è da poco conclusa BICYCLE WHEELS - HOMAGE TO DUCHAMP

Non ho avuto occasione di parlarne prima ma la notizia voglio comunque fornirla...
Si è da poco conclusa una importante mostra collettiva che ha visto fra i tanti protagonisti anche il caro amico Giuseppe Bombaci, uno degli artisti più significativi che abbia mai avuto modo di frequentare!

 
Giuseppe Bombaci "storia assurda di una piattaforma dinamica che si incontra con una maternità altrettanto dinamica" 2016, misure variabili - sonoro

BICYCLE WHEELS - HOMAGE TO DUCHAMP 
Arte al Movimento, in concomitanza con i festeggiamenti per il centenario del Dadaismo, rende omaggio al concetto di ready-made, di cui "Ruota di Bicicletta" di Duchamp rappresenta l'incipit. 
Un inedito percorso museale "diffuso" sarà un'occasione unica di dialogo tra la millenaria storia di Siracusa e le prolifiche dinamiche dell'arte contemporanea. A chiudere l'evento sarà la pubblicazione di un volume edito dalla casa editrice "LetteraVentidue Edizioni". 

PERIODO: 25 agosto / 25 settembre 2016 
INAUGURAZIONE: 25 agosto 19:00 / Movimentocentrale / via dei Mergulensi, 33 APERTURA SPAZI ESPOSITIVI: dal 26 agosto 
IDEATORI: Claudio Cavallaro e Salvatore Mauro 
SUPERVISIONE: Francesco Piazza 
PROGETTO GRAFICO: Emanuele Di Quattro PROMOTORI: Arte al Movimento; Movimentocentrale MAIN SPONSOR: Comune di Siracusa; Regione Siciliana 
PATROCINI: Libero Consorzio Comunale di Siracusa; SDS Architettura; A.B.A. Palermo; ICF Canoe Polo 
 PARTNER: Galleria Regionale di Palazzo Bellomo; SAC - S. Agostino Contemporanea; Fondazione Orestiadi; LetteraVentidue; Officina Giovani Siracusa; Impact Hub Siracusa; C.o.C.A.; Siracusa City App; Scenapparente; Consulta Giovanile Siracusa; Slow Food Siracusa; MarsLab Design 
SONSOR TECNICI: ROOM; Mamma Iabica 
SPONSOR: MOAK; Calipso Ortigia Apartments; Quaderni del Mediterraneo 

ARTISTI: 
Andrea Aquilanti - Giuseppe Armenia - Giuseppe Bombaci - Davide Bramante - Andrea Buglisi - canecapovolto - Claudio Cavallaro - Gianni Cavallaro - Valentina Cirami - Paolo Roberto D'alia - Diego Dall'Osto - Emanuele Di Quattro - Giovanni Gallieco - Paolo Greco - Gianfranco Grosso - Alessandro Gurciullo - Francesco Impellizzeri - Giuseppe Lana - Francesco Lauretta - Filippo Leonardi - Luca Lo Coco - Saverio Magistri - Seboo Migone - Antonio Mainenti - Salvatore Mauro - Marco Papa - Zoi Pappa - Paolo Pasetto - Matteo Peretti - Turi Rapisarda - Francesco Rinzivillo - Sandra Rizza - Piero Roccasalvo Rub - Pietro Ruffo - Mela Salemi - Paolo Scirpa - Lapo Simeoni - Aldo Taranto - Danilo Torre 

SPAZI ESPOSITIVI: 
Impact Hub Ex convento del Ritiro Palazzo Montalto Palazzo della Provincia Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta Teatro Comunale Museo di Palazzo Bellomo Facoltà di Architettura Galleria Civica Montevergini Palazzo Vermerxio Chiesa di San Cristoforo Officina Giovani INFO POINT Libreria LetteraVentidue, c.so Umberto I 106 Officina Giovani Siracusa, l.go della Graziella 22 movimentocentrale bike cafè, via dei Mergulensi 33 Galleria Civica Montevergini, via Santa Lucia alla Badia 1 

RINGRAZIAMENTI 
Lela Pupillo, Alberto Scamacca, Don Rosario, MADE Program I saggisti: Elio Cappuccio, Giuseppe Carrubba, Bruno Di Marino, Veronica Gaia Di Orio, Cecilia Freschini, Pietro Gaglianò, Francesco Lucifora, Eleonora Raspi, Domenico Scudero

Linda Carrara + Andrei Ciurdarescu. Boccanera New Space

Su Andrei Ciurdarescu non posso esprimermi in quanto, purtroppo, non lo conosco. 
Linda Carrara inve la seguo da quando partecipò alla prima edizione del Premio Patrizia Barlettani Next Generation...
Da allora di strada ne ha fatta ...e tanta!
Brava Linda!



Linda Carrara + Andrei Ciurdarescu
a cura di Daniele Capra
Boccanera New Space
Via Alto Adige 176, 38121 Trento

Boccanera Gallery inaugura il nuovo spazio nell’area industriale di Trento nord con le personali di Linda Carrara, nello spazio principale della galleria, e di Andrei Ciurdarescu, nella project room. Le mostre sono curate da Daniele Capra.

"Il pretesto di Lotto" raccoglie gli esiti degli ultimi anni di ricerca di Linda Carrara (Bergamo, 1984) in una trentina di opere su carta e tela. La ricerca dell'artista indaga i modelli fondanti della realtà ed è mirata al superamento delle funzionalità rappresentative della pittura. Una volta diplomata all’Accademia di Brera nel 2007, è stata assistente di Vincenzo Ferrari e ha frequentato il master in Multi Media della Kask School di Gent nel 2014-2015. Durante l’anno di master ha collaborato come assistente di studio con Michaël Borremans.
Sue opere sono state esposte presso Palazzo delle Stelline all`Istituto di cultura francese, Museo di Arte Contemporanea di Lissone, Museo della Permanente a Milano, Fondazione Rivoli2 a Milano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Croxhapox a Gent (B), LAC di Sigean (F), Le Kabinet a Bruxelles (B), Fabrika a Mosca (RUS). Ha vinto il Premio Terna 06 nella sezione pittura.
Vive e lavora tra Gent, Bruxelles e Milano.

Il progetto "Io nel giardino" di Andrei Ciurdarescu (Orastie, Romania, 1984) analizza con un’intensa pittura figurativa le interazioni costruttive/distruttive tra elementi antropici e natura che avvengono nel giardino, metafora del conflitto tra opposte tendenze sociali, economiche e politiche. La ricerca di Andrei Ciurdarescu è caratterizzata da una pittura che interroga le matrici costitutive della realtà attraverso l’analisi della memoria e dei dettagli. Ha conseguito la laurea ed il dottorato presso l'Università di Arte e Design di Cluj-Napoca (RO), presso cui ora è professore assistente. È stato borsista dell’Accademia di Romania a Roma nel 2015.
Tra le sue mostre cui ha partecipato 4 Spaces – Common Ground all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Premio Arti Visive San Fedele alla Galleria San Fedele, Milano, Luc Tuymans în dialog cu Călin Dan presso Spațiu Intact – Fabrica de Pensule a Cluj, Vanguardias y periferias presso LaNeomudejar - Centro de Artes de Vanguardia a Madrid (E), Cutting Edge II presso il Museo di Arte di Cluj, Nationalismus presso la Galleria Visual Kontakt, Ulm (D). Vive e lavora a Cluj.

Casa d'Arte San Lorenzo ed Artimino... 20° anno



Con l'arrivo della stagione autunnale per Casa d'Arte San Lorenzo si avvicina il momento di pensare ad ARTIMINO.

Di che cosa si tratta?
Di una manifestazione che la galleria sanminiatese, organizza all'interno delle solide mura della Villa Medicea di Artimino (dal 2014 Patrimonio dell'Unesco), 
da vent'anni a questa parte. 

Ebbene sì, sono già vent'anni che ogni anno, nei fine settimana a cavallo fra ottobre e novembre, la San Lorenzo invita i suoi migliori ed affezionati collezionisti - ospiti dell'organizzazione - a trascorrere un week-end di grande arte, relax e piacere eno-gastronomico.

Per questa edizione, che celebra appunto il ventennale della nascita di questo evento, le sorprese saranno tante, anzi tantissime!
Mostre, collezioni, ospiti d'onore ed ovviamente tanta arte.

Nelle varie sale della Villa, appositamente riallestiste, troveranno spazio le grandi opere dei Maestri del '900, le creazioni di una selezione di giovani e talentuosi artisti emergenti ed il meglio della proposta dei circa 30 artisti che da sempre fanno parte della proposta della Galleria, oltre ovviamente ad una intera area riservata, come sempre, al piccolo e grande antiquariato.

Ma per celebrare un compleanno così importante non poteva mancare un gradito ritorno. 
Da sempre presente nella proposta della Casa d'Arte San Lorenzo, sarà ospite d'eccellenza
il Maestro UGO NESPOLO.


Reduce dai tanti appuntamenti nazionali ed internazionli, che lo hanno visto protagonista, (come ad esempio la grande mostra organizzata dalla Galleria nella passata primavera a Pisa, all'interno della Chiesa di Santa Maria dell Spina vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/05/si-e-inaugurata-pisa-nespolo-santa.html), sarà presente alla manifestazione con una grande esposizione dai forti connotati antoligici, con testimonianze che vanno dagli anni '70 ad oggi.


Dal 4 al 6 novembre, tutti a Torino!



Dal prossimo 4 novembre fino al giorno 6, Torino si trasforma nella capitale del contemporaneo...
Un fine settimana tutto dedicato all'arte che vedrà istituzioni e gallerie private confrontarsi e promuovere il nuovo, il mercato ed il bello, di oggi.
A partire da ARTISSIMA, che con oltre 180 espositori provenienti da tutto il mondo, si conferma la regina delle fiere torinesi, per passare alla fresca e sempre più importante THE OTHERS, ricca di progetti speciali e attenzione verso gli emergenti, per approdare poi, a PARATISSIMA, che, giunta alla sua 12^ edizione, come sempre dimostra di essere un contenitore di creatività sempre vicino alla realtà contemporanea.
Ma non solo, a Torino merita visitare anche la GAM, la FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO, la FONDAZIONE MERZ che riaprirà proprio in quei giorni. 
Mentre nelle immediate vicinanze del capoluogo piemontese merita andare a vedere il sempre verde CASTELLO di RIVOLI e la collezione permanente del CASTELLO di RIVARA.
Non dimenticate poi di fare un giro per le gallerie del centro che in quei giorni, vista la grande affluenza di collezionisti provenienti da tutto il mondo, offriranno il meglio della loro proposta.

Se poi non siete interessati al moderno ed al contemporaneo, Torino offre altre mille opportunità: 
dal Museo Egizio a quello dell'Automobile, dal Museo del Cinema a le varie residenze Sabaude, solo per citarne qualcuni...

Insomma se avete voglia e tempo quel fine settimana passatelo a Torino, sostenete le iniziative culturali e museali del nostro territorio e valoriziamo ciò che siamo, siamo stati e saremo.

Le grandi risorse italiane sono: Arte, Cultura, Storia, Paesaggio ed Eno-Gastronomia! Ricordiamocelo sempre!


UGO NESPOLO 'THAT'S LIFE' a cura di Danilo Eccher

Una grande mostra, curata da Danilo Eccher alla Fondazione Puglisi Cosentino - Catania, per Ugo Nespolo

 

UGO NESPOLO THAT'S LIFE
a cura di Danilo Eccher coordinamento generale: Enrico e Lorenzo Lombardi
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino
dal 2 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017 

Un mondo variopinto, con bizzarri personaggi che saettano nello spazio e occhieggiano al visitatore per un inatteso sberleffo, sta per mettersi in mostra a Catania. E’ il mondo stravagante di Ugo Nespolo, esplorato e raccontato nell’antologica “That’s Life” dal curatore Danilo Eccher in una mostra ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo e ospitata negli spazi della Fondazione Puglisi Cosentino dal 2 ottobre 2016 e fino al 15 gennaio 2017.
Piemontese, 75 anni, Nespolo è uno degli interpreti più singolari nella pittura del Novecento italiano e questa sarà la sua prima mostra nell’isola. “A Catania e alla Sicilia – scrive il curatore Eccher - il compito di ridistribuire le carte per una nuova lettura del piemontese Nespolo, recuperare tracce importanti che raccontano di leggerezza goliardica nell’analizzare le dinamiche logico-matematiche, l’ironia profonda, dai profumi situazionisti, per una drammatica crisi sociale che nel 1969 gli farà realizzare opere come ‘Champagne- Molotov’, i giocattoli giganti di un poverismo metafisico, gli anagrammi e gli incastri da cui poi prenderanno vita le figure e i paesaggi immersi nelle esplosive atmosfere deperiane”.
In mostra a Catania sono oltre 170 opere, provenienti da collezioni private, realizzate dall’artista in un arco temporale di circa cinquant’anni, fra il 1967 e il 2016. Insieme ad un corpo di disegni, figurano sculture, installazioni, mobili e tappeti di design, costruzioni in legno che sono la cifra identificativa del maestro piemontese. Una sezione, in particolare, è dedicata al cinema sperimentale degli anni Settanta.
Scrive Eccher nel suo saggio introduttivo: “Come spesso capita, attorno alle cose che si pensa di conoscere molto bene si scopre invece un’infinità di aspetti ignoti e di elementi sorprendenti; di un artista conosciuto e apprezzato, anche dal grande pubblico, come Ugo Nespolo, si pensa di conoscere tutto, ci si illude di esaurire l’intera sua ricerca nei legni policromi. Invece, il percorso creativo di Nespolo nasconde brusche sterzate, inattesi inciampi, improvvise impennate, nasconde un mondo visionario e acrobatico che si lascia solo intuire nelle opere più note. A Catania proporremo un itinerario a ritroso per ritrovare alcune pagine ancora oscure della storia dell’arte contemporanea ma anche per ricostruire la complessa mappa artistica di un grande e singolare protagonista dell’arte italiana. Significa ricostruire le prime esperienze ‘fluxus’ con Ben Vautier, le mostre da Arturo Schwarz, rileggere le critiche di Pierre Restany, scorrere i primi film sperimentali con Lucio Fontana attore, cogliere l’ironia e lo sberleffo che accomunava Nespolo all’amico Alighiero Boetti. Togliere le incrostazioni interpretative legate alla bellezza superficiale per scavare nei pensieri più ruvidi, nella poesia più intima dell’arte di Ugo Nespolo, è quello che la mostra siciliana di Catania intende restituire. Non un artista diverso ma più completo, non una semplice mostra ma una ricerca curiosa e interessante”.
“Sono sinceramente molto felice di aver contribuito in maniera determinante a realizzare questa mostra che può considerarsi una retrospettiva del percorso culturale ed artistico del mio caro amico Ugo Nespolo. – afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo e promotore dell’iniziativa, il quale aggiunge – Dopo anni in cui le nostre vite non hanno più consentito

di incontrarci, grazie all’amabilità del gallerista Enrico Lombardi ho avuto modo di rivedere alcune sue opere e con grande emozione ritrovare, attraverso di esse, quel periodo così gradevole che ha caratterizzato la mia vita giovanile negli indimenticabili anni Sessanta, in cui i grandi protagonisti erano Arturo Schwarz e la sua meravigliosa galleria, il caro amico Giorgio Marconi ai primi passi della sua avventura professionale e gli artisti a quell’epoca considerati rivoluzionari, ovvero Baj, Crippa, Dova, Bertini, Harloff, Tadini e Del Pezzo, dei quali faceva parte, appunto, anche Nespolo. In mostra abbiamo portato un compendio di opere che sintetizzano l’intera e variegata sua parabola artistica, a cominciare dalle sculture di fine decennio, per continuare con le incursioni nell’Arte povera dei primi anni Settanta, con i tappeti ed i ricami degli anni Settanta ed Ottanta e con la poliedrica produzione dell’ultimo ventennio, incluse l’esperienza cinematografica che lo ha visto autore di pellicole e manifesti di film e le opere di ispirazione deperiana. Sono dunque molto felice che questa retrospettiva complessiva di Ugo Nespolo sia stata realizzata su mio impulso grazie alla Fondazione che presiedo, non solo come omaggio ad un rapporto amicale antico attualmente rinnovatosi, ma soprattutto quale testimonianza concreta del fatto che – in un’epoca così convulsa, in cui il mondo accelera in maniera sorprendente giorno dopo giorno – i valori culturali che mi avevano suggestionato tanti anni fa mantengono inalterato il loro effetto trascinante ancora oggi.”.
“Nespolo – dice Allegra Puglisi Cosentino, Presidente della Fondazione Puglisi Cosentino – ha l’abilità di ‘portare l'arte nella vita’, spaziando attraverso settori completamente diversi e sempre con il proprio stile inconfondibile. Si tratta di un artista incredibilmente poliedrico, capace di esplorare nel corso della sua vita mondi sempre nuovi come la grafica pubblicitaria, il design, il cinema, il teatro, l’illustrazione, l’abbigliamento. La sua ricerca spazia attraverso materiali, supporti, tecniche differenti, sempre guidata da uno spirito ludico e da un’inondazione di colori che travolgono inesorabilmente lo spettatore. Un artista senza confini, che si slega dalle tradizionali forme d’arte come la pittura o la scultura affrontando con coraggio sfide sempre diverse e arrivando a progettare tra le tante cose anche un orologio Swatch, un’etichetta Campari e la maglia rosa del Giro d’Italia 2003. Siamo entusiasti di ospitare questa mostra negli spazi della Fondazione Puglisi Cosentino dando l’opportunità ai visitatori di conoscere da vicino l’arte di un grande interprete del Novecento”.
Alla mostra “That’s Life”, che vede il coordinamento generale di Enrico e Lorenzo Lombardi, è dedicato un prezioso catalogo-volume edito da Franco Maria Ricci che, insieme a immagini e documenti inediti con cui si ricompone lo straordinario percorso artistico di Ugo Nespolo, raccoglie con il testo del curatore Eccher anche un’accurata antologia critica di saggi dedicati al maestro da studiosi e storici dell’arte nel corso della sua decennale attività.
Orari: dal martedì alla domenica: 10-13 e 16-20. Biglietto: intero 8 euro, ridotto 5 euro. Info visite guidate e laboratori 329 45.71.064 


SCHEDA TECNICA
UGO NESPOLO. “That’s life”
A cura di Danilo Eccher
Catania | Fondazione Puglisi Cosentino | via Vittorio Emanuele 122
2 ottobre 2016 – 15 gennaio 2017.
Ideazione e organizzazione
Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo
| www.fondazioneterzopilastro.it
Coordinamento generale


Enrico e Lorenzo Lombardi

Catalogo

Franco Maria Ricci Editore

Orari

dal martedì alla domenica 10-13; 16-20. Chiuso il lunedì;

La biglietteria chiude 1 ora prima.

Prevendita online circuito Vivaticket www.vivaticket.it

Aperture straordinarie su prenotazione.

Biglietti

Interi: 8 euro; ridotti: 5 euro; martedì e venerdì pomeriggio 3 euro

Visite guidate e laboratori didattici

A cura di Identitas www.identitasicilia.com 


Email | didatticanespolo@identitasicilia.com

Cell | 329 45.71.064

Informazioni e prenotazioni:

Fondazione Puglisi Cosentino tel. +

info@fondazionepuglisicosentino.it

www.fondazionepuglisicosentino.it

Uffici Stampa:

Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo

39 095 7152118

Raffaella Salato 
e-mail
rsalato@fondazioneterzopilastro.it

martedì 27 settembre 2016

Vanni Cuoghi : Da Cielo a Terra - a cura di Ivan Quaroni e Giuseppe Pero

Il grande Vanni Cuoghi approda a Bologna con una grande mostra al Museo Ebraico sotto l'attenta cura di Ivan Quaroni





Vanni Cuoghi : Da Cielo a Terra


MEB Museo Ebraico di Bologna
via Valdonica 1/5 Bologna
dal 17 novembre al 15 dicembre

a cura di Ivan Quaroni e Giuseppe Pero.
Testo in catalogo di Ivan Quaroni


COMUNICATO STAMPA


Inaugura giovedì 17 novembre, alle 18 presso il MEB Museo Ebraico di Bologna, via Valdonica 1/5 la mostra "Da Cielo a Terra" con opere di Vanni Cuoghi

La parola "ghetto" compie cinquecento anni ed è nata a Venezia proprio nel 1516.

Su un fazzoletto di terra, già contaminato da scorie della lavorazione dei metalli, si insedia la comunità Ebraica a cui la Serenissima concede l'isola.
Qui, come in ogni ghetto ebraico, ci si accorge di come gli spazi siano colmi di storie , leggende , superstizioni e immaginazioni, tanto da impregnarne ogni singola parete.

Scrive Vanni Cuoghi: "Questa densità sentimentale mi ha portato a immaginare che qui abbiano vissuto tutti gli Ebrei del mondo e di tutte le epoche e questo ha generato delle amplificazioni narrative… Ho immaginato che ogni ghetto fosse un'isola vista dell'alto. Nelle vie si sono succedute e intrecciate, nel corso dei secoli, le storie di un popolo: a Bologna Achille Bocchi e il Vignola si consultano con un rabbino per l'iscrizione da apporre in facciata e Corto Maltese si aggira , in una notte d'estate,nel cimitero scomparso di via Borgolocchi, A Ferrara è ambientato, con un frame del film, il mio omaggio al Giardino dei Finzi- Contini ,mentre, di Roma, ho voluto rappresentare il mercato del pesce che si teneva nel Portico D'Ottavia. "

La mostra comprende una quarantina di diorami realizzati in carta e dipinti ad acquerello e due libri d'artista.

Uno di questi rappresenta la condanna al rogo di 25 Ebrei nel 1556 ad Ancona , mentre il secondo rappresenta la triste storia del caso Mortara , le cui vicende si svolsero prima dell' unità d'Italia e che saranno raccontate nel film di Steven Spielberg The Kidnapping of Edgardo Mortara . le cui riprese inizieranno nel 2017. Il film è tratto dal libro di David Kertzer "Prigioniero del Papa re" (Rizzoli)

La mostra è la prosecuzione ideale di quella tenutasi a Milano, nel dicembre 2015 ,presso la Galleria di Giuseppe Pero: "Da Terra a Cielo". Lo scambio dell'ordine delle parole,nel titolo, è riferito allo sguardo dall'alto con cui vengono rappresentate , in modo schematico , le planimetrie dei principali ghetti ebraici italiani.


La mostra è a cura di Ivan Quaroni e Giuseppe Pero.
Testo in catalogo di Ivan Quaroni

Vanni Cuoghi : Da Cielo a Terra

MEB Museo Ebraico di Bologna via Valdonica 1/5 Bologna
dal 17 novembre al 15 dicembre

da domenica a giovedì 10.00- 18.00
venerdi 10.00 -16.00
chiuso sabato e festività ebraiche.

per info tel +39 051 235430
mail info@museoebraicobo.it

lunedì 26 settembre 2016

Burri e gli altri, dipingere con materia

Si è inaugurata il giorno 24 settembre e sarà visibile fino al prossimo 6 gennaio...

 

Burri e gli altri, dipingere con materia

A Città di Castello 126 opere dei maestri del secondo Novecento

Dai catrami alle muffe, dai sacchi ai gobbi, dai legni alle combustioni, dai ferri alle plastiche, dai cretti ai cellotex fino al 'nero e oro', i capolavori di Alberto Burri, padre dell'Informale, sono in mostra a Città di Castello (sua città natale) da oggi al 6 gennaio, affiancati dalle opere degli artisti che lo ispirarono e di quelli che furono influenzati dal suo linguaggio pittorico rivoluzionario. Negli spazi immensi degli ex Siccatoi (con Palazzo Albizzini sede espositiva della Fondazione Burri) sono riuniti i lavori, tra gli altri, di Rauschenberg, Pollock, Twombly, de Kooning, Kiefer, Klein, Fontana, Afro, Rotella, Mattiacci, per chiudere le celebrazioni del centenario della nascita del maestro umbro documentando il clima straordinario in cui era fiorita l'arte del secondo '900. Intitolata 'Alberto Burri. Lo spazio di materia tra Europa e Usa', la grande rassegna, spiega il curatore e presidente della Fondazione Bruno Corà, vuole restituire ''lo spirito del tempo'' 

Enrico Baj. L'Invasione degli ultracorpi

Mancano pochi giorni alla chiusura... correte ad Aosta per il grande Baj

Enrico Baj. L'Invasione degli ultracorpi 

Museo Archeologico Regionale - Aosta
11 giugno 2016 - 09 ottobre 2016

La curatrice Chiara Gatti, con il contributo di Roberta Cerini Baj, ha selezionato cinquantadue opere tra le più significative del maestro: dipinti e collage, esemplari dalle serie dei “mobili” e degli “specchi”, dei “meccani”, dei “generali” e delle “modificazioni”; oltre a trenta piccoli personaggi “in meccano” che costituiscono il Teatro di Ubu (1985) e l’installazione monumentale dell’Apocalisse (1978-83).
La mostra è dedicata al tema dell’ultracorpo nell’opera di Enrico Baj a partire dal 1951 fino al 1985. Passando attraverso i diversi periodi produttivi essa ricostruisce le trasformazioni e i cambiamenti di questa particolare “figura” sempre al centro della ricerca dell’artista milanese.
Il titolo Enrico Baj. L’invasione degli ultracorpi – che cita la celebre pellicola diretta da Don Siegel nel 1956, tratta dal romanzo di fantascienza di Jack Finney – rimanda quindi a un elemento costante nel pensiero di Baj, fervido di soluzioni, sin dagli esordi della sua ricerca. L’ultracorpo è una creatura antropoide, un’invenzione figurale frutto di una scienza cosmica ancora misteriosa, un’allegoria di una vita oltre la conoscenza, capace di spaziare da un microcosmo cellulare a un macrocosmo extra-terrestre.
Molti i capolavori esposti, tra cui si ricordano: Quamisado II del 1951 (olio e smalto su tela), Piccolo bambino con i suoi giochi del 1952 (smalto su tela), Trillali-Trillalà del 1955 (olio e collage su tela), Personaggio urlante del 1964 (olio, collage, meccano e ovatta su stoffa), Ultracorpo in Svizzera del 1959 (olio e collage su tela).
Il percorso espositivo segue uno sviluppo cronologico scansito in alcune sezioni tematiche, accompagnate da un vasto corredo didattico e da contributi video-documentari. Partendo dalle opere del periodo nucleare, attraverso un ricco susseguirsi di dipinti, collage e sculture, il pubblico giunge al grande salone che ospita l’ Apocalisse – collocata volutamente al termine – che lo avvolgerà in una vorticosa messa in scena. Questa grande installazione, composta da sagome e teli, è stata esposta per la prima volta a Milano allo Studio Marconi nel 1979 e nel corso del tempo, fino al 2000, Baj l’ha arricchita di nuovi elementi. L’opera è a composizione variabile, quindi è stata sempre allestita con differenti modalità, a seconda degli ambienti destinati ad accoglierla. L’ultima esposizione risale al 2008 nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta.
Due sale con allestimenti specifici sono dedicate rispettivamente, la prima, a un’installazione con otto “meccani” che sfilano come in una parata e, la seconda, alle sculture per l’opera teatrale di Ubu re di Alfred Jarry del 1986, che testimoniano l’interesse di Baj per il teatro e la commedia dell’arte. Lo spettacolo messo in scena dal famoso regista e marionettista italiano Massimo Schuster nel 1984, fu rappresentato per oltre dieci anni in tutto il mondo.

Contatti

Assessorato regionale Istruzione e Cultura - Attività espositive
Corso Battaglione Aosta 24
11100 AOSTA (AO)
Telefono:0165.274401

BASE > MAXXI

Anche il Sanminiatese Enrico Vezzi al MAXXI di Roma...

 

BASE > MAXXI

THE INDEPENDENT / BASE PROGETTI PER L'ARTE

 
Inaugurazione: giovedì 29 settembre, dalle ore 18,00
Un progetto di Hou Hanru
A cura di Giulia Ferracci e Elena Motisi

30 settembre / 30 ottobre 2016
MAXXI / Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4 / 00196 Roma
Il secondo appuntamento del 2016 con THE INDEPENDENT, il progetto di ricerca del MAXXI sul pensiero indipendente, ha per protagonista BASE / PROGETTI PER L'ARTE, l'artist-run space di Firenze, tra i più conosciuti e affermati a livello internazionale.
Il collettivo di Base, composto da undici artisti, presenta al MAXXI un racconto con video, edizioni, multipli e documenti, dei suoi diciotto anni di attività di spazio indipendente non profit operativo a Firenze dal 1998.
Il video wall – nuovo format di THE INDEPENDENT – trasmette una selezione di immagini delle opere "site specific" nate nello spazio di Via San Niccolò 18r a Firenze, oltre a una serie di video-interviste agli artisti del collettivo a cura di Lorenzo Bruni. In esposizione anche la raccolta dei materiali e dei documenti prodotti nei diciotto anni di vita e una serie di posters realizzati per l'occasione dai singoli artisti fondatori di Base in cui manifestano la loro pratica in relazione al progetto.
A sottolinearne la natura "dialogica" di Base, gli artisti che attualmente promuovono e sostengono l'attività, presentano un talk negli spazi del museo e nel mese di ottobre partecipano a una tavola rotonda al Museo Novecento di Firenze nell'ambito del programma dell'Estate Fiorentina 2016 a cura di Tommaso Sacchi, co-produtrice di questo progetto. In concomitanza a questo appuntamento a Firenze verrà presentato il secondo numero di Garibaldi, la rivista on-line di THE INDEPENDENT, dedicato al panorama indipendente italiano.
BASE / PROGETTI PER L'ARTE è un artist-run space animato da un collettivo di undici artisti fondatori: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi.
BASE / PROGETTI PER L'ARTE ha proposto dal 1998 oltre settanta mostre site-specific di artisti di livello internazionale con progetti ideati appositamente. Parallelamente sono stati realizzati cicli di incontri, talks, rassegne, proiezioni, performances con cui attivare una riflessione sul ruolo dell'arte contemporanea, in dialogo con la città e la sua storia, e sulle modalità di autodeterminazione aldilà delle coercizioni imposte dal mercato dell'arte e dal suo sistema.
THE INDEPENDENT è un progetto di ricerca incentrato sull'identificazione e promozione degli spazi e del pensiero indipendente; è il manifesto che il MAXXI ha scelto di utilizzare per ampliare i confini dell'istituzione museale, indagare la contemporaneità e incoraggiare la cultura 'della differenza'. Il progetto esplora i contenuti delle forze creative più innovative; monitora la crescita degli spazi autonomi presenti sul territorio nazionale e internazionale; diffonde il pensiero critico e indipendente; offre uno spazio di condivisione delle esperienze contemporanee e indaga la linea di ricerca di canali non istituzionali.
BASE / PROGETTI PER L'ARTE / 1998/2016...
Sol Lewitt / Marco Bagnoli / Alfredo Pirri / Cesare Pietroiusti / Niele Toroni / Jan Vercruysse / Heimo Zobernig / Luca Pancrazzi / Marco Fusinato & John Nixon / Ingo Springenschmid / Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi / Antoni Muntadas / Robert Barry / Luca Vitone / Liliana Moro/ Claude Closky / Remo Salvadori / Pietro Sanguineti / Liam Gillick / Massimo Bartolini / Mario Airò / Eva Marisaldi / Rainer Ganahl / Françoise Morellet / Bernhard Rüdiger / Nedko Solakov & Slava Nakovska / Olaf Nicolai / Kinkaleri / Steve Piccolo & Gak Sato / Giuliano Scabia / Rirkrit Tiravanija / Matt Mullican / Michel Verjux / Elisabetta Benassi / Pedro Cabrita Reis / Pietro Riparbelli / Simone Berti / Jeppe Hein / Gerwald Rockenschaub / Jonathan Monk / Peter Kogler / Carsten Nicolai / Surasi Kusolwong / Franz West / Tino Sehgal / Nico Dockx / Grazia Toderi / Armin Linke / Davide Bertocchi / Pierre Bismuth / Olivier Mosset / Stefano Arienti / Erwin Wurm / Thomas Bayrle / Maurizio Mochetti / Diego Perrone & Christian Frosi / Hans Schabus / Lawrence Weiner / Amedeo Martegani / Gianni Caravaggio / Piero Golia / David Tremlett / Franco Vaccari / Radical Tools / Remo Buti / Gianni Pettena / Superstudio / Lapo Binazzi & Ufo / 9999 / Zziggurat / Koo Jeong A / Christian Jankowsky / Giuseppe Gabellone / Martin Creed / Ken Lum / Base Open / Jiří Kovanda ...
BASE / PROGETTI PER L'ARTE è uno spazio non profit promosso e sostenuto dagli artisti fondatori con il coordinamento di Lorenzo Bruni. L'attività dal 1998 è stata realizzata anche con i contributi di: Regione Toscana / Fondazione Teseco per l'Arte, Pisa / Osservatorio per le arti contemporanee dell'Ente Cassa di Risparmio, Firenze / Premio Artisti per Frescobaldi, Firenze / Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato / Estate Fiorentina 2016, Firenze / Associazione BasexBase.
BASE / PROGETTI PER L'ARTE
Via San Niccolò 18r
50125 Firenze / Italy
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Il nuovo look di ARTEiN




L'amica di vecchia data Lorella Pagnucco Salvemini, deux ex machina, del magazine internazionale ARTEiN investe nella rete. Da poco tempo infatti il nuovo portale della storica rivista ha cambiato look. Un sito tutto nuovo, ricco di contenuti e materiale multimediale. Una operazione che va a colmare un vuoto che da troppo tempo persisteva e trasforma la prima rivista d'arte italiana in una realtà globale.

Laura Giardino a Torino...

A Torino fino al prossimo 22 ottobre, da PrivateView, la personale di Laura Giardino, a cura di Elena Pontiggia...

 

L’artista milanese ha al suo attivo importanti collettive in spazi istituzionali nonché una solida bibliografia.
Sono stati molti i critici che hanno voluto raccontare il lavoro di Laura, un lavoro che se ad un primo sguardo sembra abbastanza lineare, si scopre poi ricco di sfumature e di substrati e di un mistero che conquista. Oggi più che mai il suo lavoro è giunto ad una svolta. Le tele sono totalmente consapevoli, lo stile ormai imprescindibile, tutto questo senza mai abbandonare o perdere di vista la radice “underground” nel senso più colto del termine.
Lo ha descritto per noi la curatrice, Elena Pontiggia, “… parlando della pittura di Laura Giardino, vorremmo iniziare da quell’aspetto apparentemente marginale del suo lavoro che è il colore: un colore che non sempre si può riprodurre e che va proprio visto da vicino.
Certo, a un primo sguardo i suoi quadri possono sembrare incentrati sul disegno, l’architettura, l’ordine e la sintassi delle forme. Laura ama la geometria, la nitidezza del segno, la precisione della linea. Sa che non c’è niente di più misterioso della chiarezza e quindi disegna come su una immaginaria tavola pitagorica, dove figure e cose sono disposte secondo numero e misura e ogni oggetto è depurato dal superfluo, in modo che i particolari non vi abbiano luogo né parte. Il disegno, allora, diventa un profilo mentale in cui la realtà non è più ciò che vediamo, ma che pensiamo. E di cui forse abbiamo paura.
Eppure, anche se il suo lavoro nasce dal disegno, non meno decisivo è il modularsi del colore. Laura gioca sulle sfumature, sui cangiantismi, sull’improvviso venir meno di un tono, come se la luce giungesse inaspettatamente a imporre le sue gerarchie”.

L’opera di Laura Giardino ha la capacità di infilarsi tra le pieghe dell’animo umano, dove accede con la sua apparente tranquillità; lo spettatore si trova di fronte ad un’immagine che immediatamente gli rimanda l’impressione di pacatezza e ordine. La composizione delle forme, i colori, tutto pare rassicurarlo… ma non appena si entra nel quadro si percepisce la sottile inquietudine che lo anima. Come sottolinea Elena Pontiggia “Quella atmosfera, ci si potrebbe chiedere, sarebbe così intensa se non nascesse anche da uno scarto, da un’eresia, da una crisi di nervi (educata e sommessa, ma pur sempre crisi) del colore? Forse sì. Quello che però bisogna aggiungere, in apertura di partita, è che il lavoro di Laura Giardino non è neoconcettuale e nemmeno neopop, anche se può attingere ai linguaggi dell’uno e dell’altro. Nasce invece da una artigianalissima lotta, condotta corpo a corpo, con la tela, col foglio, con l’opera, in cui il colore gioca una partita cruciale.

In quelle “improvvise irrequietezze della composizione” sta dunque la forza del lavoro di Laura Giardino. La quale non si accontenta di padroneggiare perfettamente le linee e il colore, ma si diletta invece nell’infondere nei suoi quadri quel sottile strato di inquietudine che presagisce il dramma. Dramma che non necessariamente avverrà ma che, nell’arte come nella vita, incombe su di noi.


Laura Giardino, vive e lavora a Milano

Adami alla Fondazione Marconi

Si è inaugurata qualche giorno fa alla Fondazione Marconi una grande mostra su Valerio Adami...

 

A Milano Valerio Adami con 70 opere

Alla Fondazione Marconi dal 22 settembre al 12 novembre

 

MILANO - La carriera artistica di Valerio Adami viene ripercorsa in una mostra retrospettiva, aperta dal 22 settembre al 12 novembre presso la Fondazione Marconi a Milano. Sono esposte 70 opere che partono dai primi anni Sessanta, quando Adami, nato nel 1935 a Bologna, iniziò ad affermarsi a Milano.
    Nato artisticamente nel clima della Pop Art, soprattutto della scuola di Andy Warhol e Roy Liechtenstein, Adami è sempre rimasto legato alla realtà, espressa anche in visione fumettistica, ma inserendovi personaggi, ambienti e oggetti interpretati con intrecci surreali e colori acrilici netti, senza sfumature. Non ha neppure trascurato di rivolgersi talvolta ad ispirazioni letterarie e filosofiche.
    Tra le opere più significative di questa mostra figura "L'uovo rotto" (1964), dal cui guscio non esce però il solito pulcino, bensì un'auto Rolls-Royce rossa. Del 1976 è un altro grande dipinto: "Studio per un disegno d'après Glas", ispirato ad un testo del filosofo francese Jacques Derrida.

Fonte

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2016/09/17/a-milano-valerio-adami-con-70-opere_e0278750-e4b9-4053-8816-2727e89a028d.html 

 

Emilio Tadini parole&figure a Milano

Allo Spazio Tadini, succede che...


A Milano, presso lo Spazio Tadini, venerdì 30 settembre 2016, Arturo Carlo Quintavalle e Matteo Bianchi presentano Emilio Tadini parole&figure
Alle ore 18:30 nella Casa Museo diretta da Francesco Tadini e Melina Scalise di Via Jommelli 24 verrà presentato il libro – edizioni Pagine d’Arte di Matteo Bianchi e Carolina Leite – frutto della scelta di disegni, appunti, citazioni dai quaderni ad anelli degli anni Settanta di Tadini. 


 Parteciperanno anche gli autori dei testi contenuti nel volume – il cui titolo “parole&figure” inaugura una nuova collana editoriale di Pagine d’Arte: l’autore del saggio che apre la pubblicazione – intitolato Tadini e le lingue della ideologia – Arturo Carlo Quintavalle e Anna Modena, Silvia Pegoraro, Paolo Di Stefano, Gianni Turchetta, Giacomo Raccis, Rosa Pierno, Francesca Priori, Tullio Pericoli, Giorgio Marconi. Parole&figure contiene anche i ritratti fotografici di Tadini realizzati da Maria Mulas e Marco Bellavita.


Nello stato di New York un nuovo spazio interamente dedicato all'arte italiana...

 Nello stato di New York un nuovo spazio interamente dedicato all'arte italiana...



(ANSA) - FIRENZE, 19 SET - Un nuovo spazio espositivo dedicato all'arte italiana del dopoguerra e contemporanea aprirà nel 2017 negli Usa, sulle rive del fiume Hudson a Cold Spring, nello Stato di New York. L'annuncio, diffuso a Firenze, è della Olnick Spanu, un'iniziativa privata e indipendente dei mecenati Nancy Olnick e Giorgio Spanu. La struttura, Magazzino of Italian Art, viene definito il primo polo espositivo ed educativo sull'arte italiana negli Stati Uniti.
    Lo spazio è progettato secondo i parametri dell'architettura razionalista dall'architetto spagnolo Miguel Quismondo e si estenderà per 1.850 metri quadrati dove oltre a mostre temporanee, progetti di ricerca ed eventi culturali, saranno esposte una selezione di opere appartenenti alla collezione Olnick Spanu. A dirigerlo sarà Vittorio Calabrese. Sarà aperto al pubblico gratuitamente, su prenotazione.
    La collezione Olnick Spanu, si spiega ancora, è fra le più ampie di arte italiana del dopoguerra presenti al momento negli Stati Uniti. Sviluppatasi a partire dagli anni '90, si concentra soprattutto su opere di artisti contemporanei vicini all'arte concettuale, con un'enfasi particolare su sugli artisti che hanno aderito al movimento dell'Arte Povera. Comprensiva di 400 opere dagli anni '50 fino ad oggi, la Olnick Spanu include opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio. Dal 2003 Nancy e Giorgio hanno, inoltre, dato vita a un programma di residenza per artisti italiani, l'Olnick Spanu Art Program. Della Olnick Spanu fa inoltre parte una collezione di vetro di Murano, che annovera più di 500 pezzi datati dal 1910 al 2010, che è stata esposta negli Usa, in Europa e in Canada.

fonte

domenica 25 settembre 2016

Anche Stefano Fioresi per il Festival Verdi Off



Qualche giorno fa vi ho comunicato della partecipazione dell'amico Domenico Di Genni al Festival Verdi Off (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/09/luoghi-armonici-domenico-di-genni-per.html ). Sempre all'interno del medesimo contesto non posso tralasciare il fatto che anche il grande Stefano Fioresi sia stato invitato a questa importante manifestazione!




L'arte è terapeutica...

Che l'opera d'arte abbia avuto nel corso della storia, oltre ad un effetto "ornamentale" anche altre funzioni, è oramai risaputo.
E' stata ed è tuttora comunicazione, divulgazione, mezzo per mettere in atto una azione di proselitismo. 
E' uno Status, un simbolo. 
Un investimento.
Senza ombra di perplessità è cultura. 
E' ed è stata estetica e spesso anche etica. 
Sociale, rivoluzionaria o al servizio del potere.

Ora, da recenti studi viene attribuita all'arte anche una funzione terapeutica.



Circa un anno fa, L'HUFFINGTON POST, pubblicava un articolo, a firma di "5 motivi per cui ci vuole più arte nella nostra vita" (vedi http://www.huffingtonpost.it/2015/10/26/arte-per-la-vita-gioco-del-lotto_n_8356630.html ) dove metteva in risalto, sostenuta da tesi scientifiche, l'importanza che svolge l'arte nel benessere della persona.

Sempre sulla stessa testata Marilu Oliva, pubblica un altro articolo, intitolato "Curarsi con la bellezza. L'arte è la medicina dell'anima di chi la sa osservare" (vedi http://www.huffingtonpost.it/marilu-oliva/curarsi-bellezza-larte-anima-osservare_b_7526378.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001), dove, parafrasando Fëdor Dostoevskij che scrisse la famosa citazione "La bellezza salverà il mondo", svela le proprietà terapeutiche, da un punto di vista psicologico, che che ha l'arte sull'essere umano, in tutte le sue manifestazioni.

Concludendo, mi sorge spontaneo affermare, banalmente, che dobbiamo sforzarci di comprendere, capire e circondarci di arte e di bellezza...  io personalmente lo faccio da anni... è godo di grande felicità!