RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Paola De Riva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paola De Riva. Mostra tutti i post

mercoledì 23 settembre 2015

Modello Unico/Tommaso Santucci: Il mio mare



Modello Unico/Tommaso Santucci: Il mio mare
a cura di Paola de Riva


Il 30 di settembre alle ore 19,00 lo studio Lombard DCA di viale Premuda 46 riapre la stagione di Modello Unico – Dichiarazione d’Artista, sempre sotto la direzione artistica di Marina
Alessi, con l’inaugurazione di “Il mio mare” personale dell’artista pisano Tommaso Santucci, a cura di Paola de Riva.
Le opere in mostra sono per la maggior parte inedite e realizzate quasi esclusivamente per “Il mio mare” e per Modello Unico. Tommaso Santucci in occasione del vernissage realizzerà live opere su carta a narrazione e testimonianza della serata.
*
E’ un momento magico per Santucci, quest’anno è vincitore del premio Emilbanca a Bologna, riceve grande riconoscimento di pubblico anche a Bastia e a Lugano e prima ancora è apprezzato a New York. Ed ora torna a Milano per i suoi collezionisti meneghini con nuove opere che prendono forza sia da una visibile maturità
espressiva e di composizione sia da uno slancio verso nuove contaminazioni e originali sperimentazioni di colore.
Il suo lavoro è un racconto personale, un io narrante che senza filtri dà voce ai suoi pensieri, alle sue sensazioni e alle sue emozioni. Parole, simboli, disegni, scarabocchi, appunti e annotazioni inondano la superficie di ogni opera e diventano sui quadri di Santucci le onde del suo mare.

mercoledì 7 maggio 2014

I dolori del giovane Sfiggy



I dolori del giovane Sfiggy

personale di Alessio Bolognesi
a cura di Paola de Riva
In mostra dal 15 al 30 maggio 2014
presso
Art For Interior Gallery di Carlo Polvara
Via Pellegrino Rossi 5 Milano
Vernissage
mercoledi 14 maggio 2014 ore 19,00
con la presenza dell’artista e un suo live painting

I dolori del giovane Sfiggy sono sicuramente pene di natura diversa rispetto alle sofferenze del giovane personaggio goethiano, è pur vero che entrambi i personaggi esprimono una convinta allergia alle convenzioni sociali e una forte passionalità del vivere.

Come Werther anche Sfiggy è un personaggio ricco di sensibilità e ardore: sa intenerire ed affascinare, ma diversamente dal protagonista del romanzo settecentesco, non è disposto a soffocare i suoi sentimenti, le sue passioni e soprattutto la sua giovane vita.

Ecco allora i “dolori” nel nuovo ed inedito lavoro di Alessio Bolognesi, quelli del giovane Sfiggy, dolori che appartengono a quelle sofferenze fisiche e psicologiche tipiche della crescita, quei disagi, contrasti, lacerazioni, avvilimenti e disfatte che ben descrive e sintetizza perfettamente con la frase “crisi che precede il progresso” il pedagogista Marcello Bernardi nel suo libro “Adolescenza”.

Sfiggy in questi anni è cresciuto viaggiando in compagnia del suo creatore in mondi diversi, incontrando personaggi dell’arte contemporanea, del fumetto e del cartoons, delle antiche divinità dell’Olimpo e del grande schermo.

Sfiggy smette ora di viaggiare nell’immaginario e comincia a muoversi nel suo universo, nella sua realtà mettendosi a nudo come in una radiografia, guardandosi dentro per scoprire come si sta forgiando la sua giovane e pulsante personalità.

Il dolore delle lacerazioni, fratture e distorsioni fisiche diventa così semplice, ma calzante metafora di pene e di fatiche di altra natura.

E allora se è vero che attraverso l’esperienza, anche purtroppo quella che fa male, ma non solo, si cresce e si impara, Sfiggy si mette a fare i suoi conti.

Si immerge così, e si compenetra, in carte contabili dell’ottocento, come un voler ritornare nel passato alla ricerca di memoria e radici, per trovare il giusto slancio verso un futuro che al momento è doloroso, ma che con buona certezza lo porterà a far quadrare quel cerchio dove l’uomo leonardesco acquista le proporzioni ideali.

Alessio Bolognesi è artisticamente in fase di progressivo cambiamento.

Guardando le sue opere di poco meno di due anni fa ci si accorge di come Bolognesi sia passato da campiture di colore pieno ed effetti volutamente 2D, che poco tengono conto della luce e delle ombre, dove il tratto è preciso e rigorosamente trattenuto, privo di sbavature, a opere su tele di lino grezzo macchiate da colature ed il protagonista, Sfiggy, che acquisisce un’espressività non più rigida (quasi compiacente) di registro propriamente fumettistico: i segni, le ferite, i dolori lo hanno pervaso di un’aura icastica.

L’uso del colore, della luce e delle ombre dosati in modo più “sporco” hanno fatto guadagnare una dimensionalità in più e un carattere pop più personale ed esclusivo.

Anche i lavori su carte antiche, non a caso ferraresi, databili intorno alla seconda metà dell’ottocento, sono una piacevole sorpresa per l’uso dell’acquarello, tecnica oramai poco utilizzata, nel caso delle opere di Bolognesi risulta incisiva per gli effetti di luminose trasparenze, delicate e soggioganti cromie, che i vecchi stampati ed i testi manoscritti presenti sulle carte sanno restituire all’osservatore.

Quanto ci sia di Alessio Bolognesi in Sfiggy e quanto ci sia di Sfiggy in Alessio Bolognesi, è difficile da stabilire, ma è anche innegabile che il legame tra il creatore e la sua creatura sia decisamente stretto.


Per ulteriori informazioni:
ART FOR INTERIOR Gallery Via Pellegrino Rossi, 5
20161 MILANO
Tel. 02.33004956 - 02.39326045
Fax. 02.39317302
Email: info@artforinterior.com
Website: www.artforinterior.com

domenica 5 gennaio 2014

"Quasi Amore" personale di Tommaso Santucci a cura di Carlo Polvara e Paola de Riva

 
 
77 ART GALLERY in Corso di Porta Ticinese 77 Milano
ospita dal 8 gennaio 2014 al 14 gennaio 2014
la personale di Tommaso Santucci “QUASI AMORE”
a cura di Carlo Polvara e Paola de Riva


Vernissage con art performance dell’artista
mercoledì 08 gennaio 2014 dalle ore 19.00 alle ore 00.00

in mostra tutti i giorni dalle 15.00 alle 00.00

In occasione dell’inaugurazione della personale “QUASI AMORE” 100 frammenti originali di un’opera realizzata ad hoc dall'artista Tommaso Santucci verranno regalati ai primi 100 ospiti della serata.


Tommaso Santucci segna, scrive, incide.
Certo guardando fuggevolmente il suo fare potrebbe apparire una cosa tutta sua, assolutamente autoreferenziale come si usa dire.
Diario di vita, cronaca di una personalissima quotidianità.
Che può essere interessante per ciò che testimonia (non solo aneddotistica del vivere, sia chiaro) e quindi rimanere nel palato e in qualche parte della memoria di superficie di tutti noi.
Santucci fa altro. Scardina il sentire. Con il suo fare svelle cortecce per dar respiro ai tronchi, non toglie ruggine dalle armature che tutti noi indossiamo, le smonta pezzo per pezzo.
In sintesi taglia la coltre d’omertà che molti di noi, spesso inconsapevolmente, poniamo tra noi e il se’. Santucci non è omertoso. Tutt’altro.
Urla, e per usar il suo dire, va a dritto, nel senso che disarciona se stesso per rialzarsi sporco e aver conoscenza di cosa e da cosa si deve pulire.
Santucci usa i suoi strumenti con fare deciso e sa portarsi fuori da se’, come una marea montante, come parola/azione che in una qualsiasi notte delle nostre notti, dona inaspettata energia, come persona che conosce il lavoro che si deve fare con la terra e con l’acqua.
E non teme di dare, di segnare, scrivere e guardare. Sempre.
Certo Santucci non è semplice ma il silenzio, quel silenzio che spesso costringe a prender distanza da noi, a lui proprio non appartiene. Santucci urla.
Santucci è toscano, ma le sue parole non appartengono al dolce stil novo dell’entroterra, non ci sono ricercate metafore o virtuosi simbolismi, il suo dire non ha duplici significati. Santucci è pisano, usa le parole in modo deciso, orgoglioso, emotivamente schietto e diretto, come il mare. Nessun formalismo e nessuna ipocrisia si può ritrovare nei suoi lavori, ma solo la continua ricerca arguta ed irriverente del perfetto punto di rottura tra il dire pensato, strutturato e viziato, e il pensare schietto, emotivo, passionale ed irrazionale. Sono onde che arrivano una dietro l’altra regolari, ma mai uguali le une alle altre, figlie uniche della stessa onda perfetta e dello stesso mare.
 
evento FB