RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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giovedì 8 dicembre 2016

A Pontedera... TUTTI IN MOTO! Il mito della velocità in cento anni di arte...

Oggi pomeriggio a Pontedera una grande inaugurazione... Una mostra davvero potente che merita di essere visitata!



TUTTI IN MOTO!
Il mito della velocità in cento anni di arte
a cura di Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci
- PALP Palazzo Pretorio Pontedera

FUTURISMO, VELOCITA’ E FOTOGRAFIA
a cura di Giovanni Lista
- Museo Piaggio

9 dicembre 2016 | 18 aprile 2017


Con la grande mostra "Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte", a cura di Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, il 9 dicembre 2016 apre al pubblico, col nome PALP, il Palazzo Pretorio di Pontedera, riconvertito dopo imponenti lavori di restauro a nuovo spazio espositivo della città.

Promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera e dalla Fondazione Piaggio, con il patrocinio dalla Regione Toscana, la mostra è dedicata interamente al mito della velocità e al suo riflesso nelle arti figurative, negli ideali di vita e nel costume sociale degli italiani, dalla fine del XIX secolo agli anni del boom.

Il tema della velocità, spesso associato all’idea del viaggio e alla diffusione dei trasporti su rotaia, affiora nell’arte italiana alla fine dell’Ottocento e finirà per caratterizzarla profondamente in alcune sue stagioni, in conseguenza del rapido evolversi delle scoperte e delle applicazioni industriali ai mezzi di locomozione.

La mostra "Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte" ha come sede principale il Palazzo Pretorio di Pontedera ed una sezione al Museo Piaggio dedicate alle grandi opere. Sempre al Museo Piaggio viene ospitata la mostra fotografica "Futurismo, velocità e fotografia", curata da Giovanni Lista, che documenta l’approccio dei Futuristi alla velocità come mito della modernità.

Le due mostre proseguiranno sino al 18 aprile 2017.


La mostra a Palazzo Pretorio

La mostra "Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte" ospitata a Palazzo Pretorio si apre su un’Italia ancora agreste, segnata dal tempo lento delle stagioni, in cui ci si sposta ancora prevalentemente a piedi o a cavallo, e per mare si va a remi o vela. Poi arrivano le macchine, la velocità, cambia il mondo e cambia il modo di rappresentarlo. In questa trasformazione ci guidano le sale successive del palazzo, ognuna dedicata ad un distinto mezzo di locomozione: il treno, il tram, il piroscafo, la bicicletta, l’automobile, l’”omnibus”, la motocicletta, sino alla mongolfiera, l’aerostato, e l’aereo a motore. Oltre ducentocinquanta opere, tra dipinti, sculture, fotografie e manifesti di altrettanti grandi autori dell’arte italiana – da Fattori, a Bianchi e Viani, sino a Ziveri, passando per Severini, Baldessari e Carrà, o Boccioni, Balla e Depero – per sintetizzare il riflesso prodotto sull’immaginario collettivo da questi mezzi meccanici in continua evoluzione. Il percorso si conclude con la sensazionale progettazione della Vespa che compie quest’anno i suoi gloriosi settant’anni.

La prima sala racconta il nostro passato, le nostre tradizioni, come eravamo, da dove siamo partiti; presenta un paese ancora rurale, ma già avviato ad una veloce modernizzazione. A raccontarlo, le tele di Fattori, Ferrazzi, Moses Levy, Viani, mentre le sculture di Cambellotti e le opere di Marino Marini ci parlano del mito arcaico che abita ancora le terre italiane.
Il paesaggio urbano intanto si è animato per la presenza del tram, facilitando gli spostamenti e favorendo l’estendersi delle città, che inesorabilmente ingoiano la campagna. Le strade si disegnano con l’affascinante tracciato lineare delle rotaie (Carlo Levi, Primo Conti), più tardi compenetrate con le insegne stradali nelle opere futuriste, mentre le stazioni ovunque determinano una nuova polarità urbana e affascinano per le grandi hall vetrate piene di fumo (Boccioni, Moses Levy). Intanto da diversi decenni il treno ha reso facili gli spostamenti sulle lunghe distanze mentre le locomotive - dipinte fin dalla fine dell’ottocento come enormi e benevoli mostri fumanti, emergono con possanza dagli schermi dei Lumière come dalle tele dei futuristi (Boccioni, Carrà, Bonzagni).
Insieme al treno, la nave ha reso più piccolo il mondo, favorendo gli scambi fra continenti diversi. I pittori, dai porti di mare della penisola, registrano il fervore dei cantieri (Viani), ma anche il silenzio metafisico che avvolge i grandi piroscafi dalle prue incombenti sulle banchine (Ram, Thayaht).
Poi ecco l’automobile, “più bella della Vittoria di Samotracia” come proclama Marinetti, che affascina come simbolo assoluto della modernità e si diffonde nelle classi alte della popolazione in coincidenza con l’esplosione del verbo futurista (Cambellotti, Balla). Sarà l’ispiratrice di molte tele futuriste (Balla), insieme alla motocicletta, quest’ultima prediletta per l’assimilazione e la compenetrazione fra pilota e motore (Dottori, Sironi, Giannattasio, Pannaggi, Tato e BOT). Nel secondo dopoguerra, poi, con l’approssimarsi della motorizzazione di massa, automobili e moto ispireranno per la loro forma aerodinamica gli scultori della nuova stagione astratta (Franchina).
In mezzo ai bolidi meccanici a due ruote, la bicicletta spicca come il mezzo semplice e geniale che ci accompagna dalla metà dell'Ottocento, prima legato al bon ton della borghesia, poi diffuso in ogni strato sociale. Nei quadri di Gentilini e Viviani mantiene intatto l’incanto originario, mentre il senso dinamico generato dal baluginare dei raggi delle ruote affascina, come accade per la moto, i futuristi, (Severini, Dottori, Boccioni, Cangiullo).

È stato certo il Futurismo a dare nell’arte e nella letteratura la spinta fondamentale all’esaltazione del dinamismo e della velocità meccanica. Nel 1929, sulla suggestione delle imprese aeree dei trasvolatori, nasce una nuova corrente pittorica, l’Aeropittura, nella quale si assisterà alla multiforme celebrazione del tema del volo, dalla prima enfatizzazione eroica alla cupa atmosfera delle incursioni di guerra, descritte nelle opere di (Tato, Thayaht, Regina, Depero, Dottori, Crali, Sironi, Peruzzi, Nomellini, Marinetti, Munari) . La suggestione della velocità si estende in ambito futurista anche ai mezzi navali. Gli artisti restituiscono sulle tele il fascino dei grandi piroscafi che svettano all’orizzonte dei porti italiani e solcano gli oceani, di lì a poco carichi di migliaia di italiani costretti sulle vie dell’emigrazione.

Nella Italia uscita sconfitta dalla guerra, il tram, il treno e la bicicletta sono di nuovo i simboli di un paese che prova a ritrovare unità e dignità nello sforzo della ricostruzione, un’Italia alla quale l’industria riconvertita alla pace regalerà, con la Vespa, il sogno di una gioia ritrovata e della speranza nel futuro.

Il percorso espositivo presenterà anche manifesti cinematografici degli anni Trenta/Sessanta che integrano il racconto proposto dalle opere d’arte, una raffinata selezione di rara editoria futurista e un documentario curato da ArtDocFestival, dal titolo Tutti in moto!, che illustra in modo vivace, con un montaggio di frammenti di film d’epoca e fotografie d’archivio, la diffusione dei nuovi mezzi di trasporto nel nostro paese e il modo nel quale essi furono percepiti dalla sensibilità comune come oggetti sorprendenti ed eccezionali, in grado di modificare profondamente la vita degli italiani e la percezione del paesaggio urbano e agricolo.


Le mostre al Museo Piaggio

La mostra "Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte" prosegue nei grandi locali del Museo Piaggio con l’esposizione di ben 21 opere di grande formato che ripercorrono i temi affrontati a Palazzo Pretorio. L’esposizione è arricchita da alcuni preziosi veicoli che hanno fatto la storia della velocità su due ruote.

La sezione del Museo Piaggio della mostra Tutti in moto! viene affiancata dell’originale esposizione "Futurismo, velocità e fotografia", curata da Giovanni Lista, illustre studioso delle avanguardie storiche. Attraverso più di cento fotografie di grandi autori (tra i quali i fratelli Bragaglia, Tato, Azari, Bellusi, Boccardi e Bertoglio) provenienti dalle più famose collezioni mondiali, la mostra documenta il carattere molteplice dell’approccio estetico e formale dei Futuristi al dinamismo, all’aerodinamismo e alla velocità. La mostra è articolata su due livelli svolti in modo parallelo, l’incidenza delle macchine e dei campioni della velocità nella storia del movimento futurista e la ricerca dei Futuristi nel campo della fotografia, ed è arricchita dall’esposizione di macchine fotografiche d’epoca.


Catalogo

Entrambe le mostre sono corredate da un catalogo a cura di Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, con testi di Enrico Bittoto, Filippo Bacci di Capaci, Giancarlo Carpi, Rossella Caruso, Daniela Fonti, Giovanni Lista, Alessandro Orsucci, Susanna Ragionieri, Umberto Sereni, Claudia Terenzi (Bandecchi & Vivaldi).


La Fondazione per la Cultura Pontedera si avvale della collaborazione di Museimpresa - Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, Fondazione Piaggio, Fondazione Guggenheim - Venice, Futur-ism - Associazione Culturale, Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, Fondazione Spadolini Nuova Antologia, Wolfsoniana Palazzo Ducale - Fondazione per la Cultura Genova, “Il Divisionismo” - Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona,Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea di Roma, Museo Fondazione Primo Conti - Fiesole, Fondazione Carlo Levi - Roma, Fondazione Marino Marini - Pistoia, Archivio Sironi di Romana Sironi - Roma, Archivio opere Lorenzo Viani, Enrico Dei - Viareggio, Associazione per il patrocinio e la promozione dell’opera di Mario Sironi - Milano, Associazione per il patrocinio e la promozione delle figura e dell'opera di Ernesto e Ruggero Alfredo Michahelles - Firenze, Archivio Romana Severini - Roma, Archivio Severini Franchina - Roma, Archivio dell'opera di Duilio Cambellotti - Roma, Raccolta museale “Regina” - Comune di Mede, Comune di Pisa, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricultura di Lucca e della disponibilità di molti generosi collezionisti.



PALP Palazzo Pretorio Pontedera
Piazza Curtatone e Montanara, Pontedera (Pi)
Orario: da martedì a domenica 10-19, lunedì chiuso
Ingresso: intero € 7, ridotto € 5
e.mail info@pontederaperlacultura.it - www.pontederaperlacultura.it

Museo Piaggio
Viale Rinaldo Piaggio 7, Pontedera (Pi)
Orario: da martedì a venerdì 10-18, sabato 10-13 e 14-18, domenica 10-18, lunedì chiuso
Ingresso: intero € 5, ridotto € 3,5, comprensivo di visita libera al Museo
e.mail : museo@museopiaggio.it - www.museopiaggio.it
Info: Tel. +39 0587 27171

Biglietto unico Palazzo Pretorio e Museo Piaggio: 10 €, ridotto € 8

Ufficio stampa
Davis & Franceschini
Caterina Briganti / Lea Codognato
Tel. + 39 055 2347273
e.mail: info@davisefranceschini.it - www.davisefranceschini.it

mercoledì 27 gennaio 2016

AgorArt #1 - Bandini / Garofano / Taddei in mostra



AgorArt #1 - Bandini / Garofano / Taddei in mostra
Cineclub Agorà Pontedera
Via Valtriani, 20, 56025 Pontedera
5 febbraio - 18 febbraio 2016

Rullo di tamburi e squilli di trombe: dal 5 febbraio c'è un nuovo luogo dedicato all'arte in città. E vi aspetta con aperitivo e prima mostra alle 18,30!

Dopo una lunga gestazione, infatti, prende il via l'avventura di AgorArt, il nuovo progetto ideato e promosso dal Circolo Cinematografico Agorà a favore dei tanti artisti emergenti del nostro territorio. Un centro di creatività in cui artisti emergenti possono promuoversi e presentare le proprie opere, dove la sala del cinema diventa un libero spazio dove saranno esposte opere di arte visiva, fotografie, dipinti, fumetti, illustrazioni e molto altro in modo da creare un luogo di confronto orizzontale, di scambio, di promozione culturale dei giovani talenti del territorio.
Dopo la prima fase di “caccia” e dopo il primo vaglio delle proposte che ci sono pervenute, saranno tre gli artisti che esporranno le loro opere, per tre settimane ciascuno a partire dal 5 febbraio prossimo. Si tratta di Sara Bandini, Camilla Garofano e Valdano Taddei.

♦ Sara Bandini (5-25 febbraio)
Nata a San Miniato (Pi) nel 1987, attualmente vive e lavora a Montopoli Val D'Arno. Si laurea con 110 e lode in pittura all'Accademia delle Belle Arti di Firenze presso la scuola di pittura del professor Adriano Bimbi. “La mia ricerca parte dalla volontà di analizzare il rapporto fra uomo e natura – spiega Bandini. – Attraverso l'utilizzo della materia pittorica cerco un'immagine che definisca la presenza dell'uomo sulla terra e dia una soluzione estetica di completa armonia. I miei lavori appaiono mutevoli e in divenire. La tecnica ha origine mettendo insieme due tecniche contrastanti: la concreta stabilità del supporto ligneo e l'instabilità del colore che, diluito, scorre su di esso, il mio pensiero è che tutto abbia origine da un punto, che il divenire generi il caos e che il mio compito sia quello di ridare un ordine estetico in questo caos attraverso il mezzo della pittura”.

♦ Camilla Garofano (26 febbraio – 17 marzo)
Nata ad Empoli, classe 1985. Diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana, Firenze, specializzandosi in moda e costume. Dopo due anni tra Roma e Firenze lavorando come costumista teatrale (in particolar modo per la danza contemporanea), prova a seguire il sogno di diventare illustratrice. A 26 anni frequenta dunque l’Accademia Nemo per imparare ad usare le tecniche digitali. Ha lavorato per “Sperlining & Kupfer” e lavora al momento per “Il Battello a Vapore”, muovendosi trasversalmente tra l’illustrazione per bambini e quella per adulti. Tra le fondatrici del collettivo “Le Vanvere”, lavora con altre tre illustratrici toscane per la promozione dell’illustrazione sul territorio organizzando mostre ed eventi.

♦ Valdano Taddei (18 marzo – 7 aprile)
Nato a Pontedera nel 1951, frequenta il liceo scientifico, avendo così i primi approcci con il disegno, principalmente architettonico, utilizzando come tecnica matita, china, tempera ed acquerello. Non termina gli studi universitari, inserendosi presto nel mondo del lavoro. Da autodidatta, incomincia le prime opere ad olio e negli anni ‘80 partecipa ad alcune mostre collettive organizzate dal Circolo C.R.E.C. Piaggio, ricevendo apprezzamento per i lavori presentati. Il carattere schivo ed un po’ introverso lo trattiene dal partecipare ad altre manifestazioni artistiche. Negli anni ‘90 il nuovo lavoro gli consente di esprimere le sue doti di illustratore, inizialmente nel settore tecnico, in seguito anche come illustratore di libri e vignettista. Finalmente in pensione riprende con foga la pittura ad olio. Amante del colore, della natura e del paesaggio, nelle sue opere cerca di rappresentare le emozioni che essi gli trasmettono.

Siete tutti invitati il 5 febbraio alle 18,30 per l'inaugurazione della prima mostra. In quell'occasione sarà possibile conoscere la prima artista, che presenterà brevemente le sue opere. A seguire aperitivo.



evento FB

mercoledì 2 dicembre 2015

inVIAGGIO. PLURALE 34 - LXV MOSTRA DEL GRUPPO LABRONICO



inVIAGGIO. PLURALE 34 - LXV MOSTRA DEL GRUPPO LABRONICO
Museo Piaggio
Viale Rinaldo Piaggio, 7, 56025 Pontedera


Dal 4 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 il Museo Piaggio di Pontedera ospita la LXV Mostra del Gruppo Labronico, l’antico sodalizio di artisti e amatori d’arte fondato a Livorno nel 1920.

Questa Mostra espone le opere degli artisti che, liberamente impegnati nella contemporaneità della loro autonoma figurazione d’arte, danno continuità storica al famoso Gruppo artistico livornese.

Nello spazio espositivo del Museo Piaggio in totale 63 le opere esposte tra dipinti e sculture, presentate dai 34 artisti.

Espongono: 
Enrico Bacci, Maurizio Bini, Franco Bonsignori, Stefano Bottosso, Adastro Brilli, Franco Campana, Stefano Ciaponi, Raffaele De Rosa, Enrico Forapianti, Franco Mauro Franchi, Fabrizio Giorgi, David Giroldini, Hemmes, Massimo Lomi, Fiorenzo Luperini, Nedo Luschi, Giorgio Luxardo, Pier Paolo Macchia, Giovanna Marino, Nilo Galliano Morelli, Roberto Pampana, Rossana Parenti, Piero Pastacaldi, Piera Pieri, Stefano Pilato, Gian Franco Pogni, Ubaldo Sampieri, Antonio Sbrana, Bruno Secchi, Isabella Staino, Piero Tonfoni, Gabriella Ulivieri, Melania Vaiani, Agostino Veroni.

La mostra di Pontedera, la LXV nell’ordine delle esposizioni che il Gruppo Labronico ha tenuto dal 1920, prosegue la serie delle esposizioni proposte in spazi prestigiosi: nel 2012 al Palazzo Mediceo di Seravezza, nel 2013 ai Granai di Villa Mimbelli, nel 2014 nel Palazzo Rospigliosi di Zagarolo/Roma, infine in luglio di quest’anno nel Teatro dei Dioscuri al Quirinale a Roma.

venerdì 16 ottobre 2015

Al Piaggio VIVIANI - MOSTRA ANTOLOGICA



VIVIANI - MOSTRA ANTOLOGICA
16 ottobre - 20 novembre 2015
 
 
Museo Piaggio
Viale Rinaldo Piaggio, 7, 56025 Pontedera
 
 
L’esposizione presenterà al pubblico dipinti e lavori unici in tecniche varie, raramente esposti, quali esempi di maestria e libertà pittorica del Principe di Bocca d’Arno.
Diverse opere dagli anni Venti di impostazione classica e derivazione toscana, opere dagli anni trenta che documentano il “passaggio” dal post macchiaiolo al mondo esclusivo dell’Artista, fino agli anni sessanta in cui le forme, i colori si armonizzano perfettamente con l’inimitabile poetica di Viviani.
Potrà essere osservata la tecnica pittorica innovativa, la scelta dei colori contrastante con quelli usati dai pittori suoi contemporanei, l’uso di matite colorate dermografiche e pastelli morbidi molte volte corretti in studio con polvere di mattone, rossetti per labbra ecc.
Nel cinquantenario della morte, il Museo Piaggio rende omaggio al più importante degli artisti pisani colmando la grave lacuna della Storia dell’Arte del Novecento che ha esaltato Viviani principalmente come incisore e litografo, lasciando colpevolmente sotto tono le sue eccezionali qualità pittoriche e grafiche.

Programma inaugurazione:
18.30 saluti istituzionali (Presidente Fondazione Piaggio e Sindaco di Pontedera), intervento di Silvio Guarasci (Depositario e Curatore dell’Archivio Viviani) e presentazione del Catalogo Generale delle opere di Giuseppe Viviani;
19.30 taglio del nastro;
20.30 cocktail;
21.30 intervento musicale live Chiara’s Quantet, musica internazionale – arrangiamenti e rivisitazioni

giovedì 16 luglio 2015

“La Vespa e la farfalla. Un secolo di Butterfly al Museo Piaggio”



Dal 18 luglio all’11 ottobre 2015 il Museo Piaggio ospiterà la mostra “La Vespa e la farfalla. Un secolo di Butterfly al Museo Piaggio”, che a poco più di 100 anni dalla sua prima rappresentazione (1904) celebra una delle opere più amate di Giacomo Puccini. L’esposizione scaturisce dalla volontà di “fare rete” tra le varie realtà di eccellenza del territorio toscano (e non solo) e il Museo Piaggio di Pontedera, tempio di un’altra indiscussa icona del made in Italy, la Vespa. In mostra una raffinata selezione di costumi di scena, figurini ed elementi di scenografia provenienti dagli archivi e dalle collezioni dei prestigiosi partner della Fondazione Piaggio, che faranno ripercorrere su un simbolico red carpet un secolo di rappresentazioni di Butterfly.

venerdì 17 aprile 2015

Iconico di Andrea Gnocchi al Piaggio: l'inaugurazione



Della mostra personale di Andrea Gnocchi al Museo Piaggio, curata da Riccardo Ferrucci ed organizzata con Casa d'Arte San Lorenzo, vi avevo già dato notizia... (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/03/come-vi-avevo-gia-accennato-vedi.html

Questa sera l'inaugurazione al Museo Piaggio...




















durante la presentazione della mostra.. da sx: la Dott.sa Canovai (Ass. alla cultura Comune di Pontedera), Dott.Costagliola (presidente Fondazione Piaggio), Andrea Gnocchi (Artista), Riccardo Ferrucci (Critico e curatore) ed il sottoscritto
il catalogo

l'Artista
con Riccardo Ferrucci, il curatore della mostr
Paolo Bacchereti e Roberto Milani













giovedì 26 marzo 2015

ICONICO - Andrea Gnocchi al Piaggio

Come vi avevo già accennato (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/03/iconico-personale-di-andrea-gnocchi-al.html) Il mUseo Piaggio di Pontedera, ospiterà la personale di Andrea Gnocchi, curata da Riccardo Ferrucci, ICONICO...
ora il comunicato stampa e la locandina...



COMUNICATO STAMPA


ICONICO
personale di Andrea Gnocchi
al Museo Piaggio di Pontedera

a cura di Riccardo Ferrucci


Genere: mostra di pittura
Artista: Andrea Gnocchi
Titolo: “Iconico”
A cura di: Riccardo Ferrucci
Organizzazione: Casa d’Arte San Lorenzo
Supervisione di: Riccardo Costagliola
Coordinamento generale: Sabrina Caredda
Relazioni esterne: Annalisa Rossi
Allestimento mostra: Casa d’Arte San Lorenzo; Nicolino Di Carlo - Fondazione Piaggio
Coordinamento tecnico: Sergio Galli – Fondazione Piaggio
Inaugurazione: venerdì 17 aprile 2015 - ore 18
Luogo: Museo Piaggio, Viale Rinaldo Piaggio 7 - Pontedera (Pi)
Durata: 17 aprile – 16 maggio 2015
Orario: dal martedì al venerdì 10-18, sabato 10-13 e 14-18. Apertura straordinaria la seconda e la quarta domenica del mese 10-18. Ingresso gratuito. Chiuso il lunedì.
Con il patrocinio di: Comune di Pontedera, Regione Toscana, Provincia di Pisa
In collaborazione con: C.R.A. - Centro Raccolta Arte
Ufficio Stampa: FuoriLuogo – servizi per l’Arte
Media partner: Radio Bruno Toscana
Ringraziamenti: Ilaria Coppola, Romina Giannotti, Mariamargherita Scotti, Marta Settis, Walter Severini Giordano
Info mostra: Fondazione Piaggio 0587 27171, museo@museopiaggio.it, www.museopiaggio.it
Info artista: Casa d’Arte San Lorenzo 0571 43595, galleria@arte-sanlorenzo.it, www.arte-sanlorenzo.it
Catalogo edito per i tipi di Tipografia Bandecchi & Vivaldi, Pontedera.

PONTEDERA. Si inaugura venerdì 17 aprile 2015 alle 18 al Museo Piaggio di Pontedera la mostra di pittura di Andrea Gnocchi dal titolo “Iconico”.
Sono circa quaranta le opere, del tutto inedite, che l'artista presenta in questa personale curata da Riccardo Ferrucci.
Organizzata da Casa d’Arte San Lorenzo e fortemente voluta dal Presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, la mostra è patrocinata dal Comune di Pontedera, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa e realizzata in collaborazione con C.R.A. - Centro Raccolta Arte e FuoriLuogo – servizi per l’Arte.
Mostra che ha goduto di una preview tenutasi nel dicembre scorso presso i locali del Fiat Lounge di Milano che ancora una volta ha visto Gnocchi protagonista della grande scena artistica contemporanea.
Un giusto traguardo, questa mostra pontederese, per questo giovane talento che da sempre, all'interno della sua poetica espressiva, ha rivolto l'attenzione al mito della Vespa.
Un gesto oramai maturo contraddistingue la creatività dell'artista lombardo che da anni ha conquistato la sensibilità dei collezionisti e la curiosità della critica.
In questa mostra trovano spazio alcuni dei soggetti che da sempre raccontano la sua arte: dalle vedute metropolitane ai miti dello sport, dalle immancabili Vespe e Fiat 500 fino alle del tutto inedite "carte monete"
Dopo le esperienze all'estero, torna in Italia con questa grande esposizione che di fatto lo ha reso testimonial del così detto "made in Italy", mostrando ad un pubblico internazionale la "grande bellezza" della nostre eccellenze dell'industria e del design.
“Una pittura che si muove in una dimensione sensoriale – scrive Riccardo Ferrucci -, si nutre della pop art e delle esperienze più avanzate della pittura contemporanea; […] Gnocchi si colloca perfettamente in un ambito di ricerca internazionale, il suo modo di procedere è un pensare per immagini di grande efficacia e resa artistica, con un divisionismo e una pittura puntiforme che diventano una maniera originale di raccontare passato e futuro.”
“L’opera di Gnocchi – aggiunge Ferrucci - può essere letta come un viaggio alla scoperta di noi stessi e, contemporaneamente, alla scoperta di luoghi e tempi significanti: la sua ricerca è sempre diretta verso un luogo altro nel tempo e nello spazio: sentimenti personali su tele di grandi o piccole dimensioni, descrivendo una civiltà che cambia e muta, ma ricordando le proprie radici, per ricomporre il mosaico frammentato della realtà in un’unità, dare ordine la caos, realizzare un proprio diario intimo.
Il viaggio di Andrea Gnocchi, che parte da un’iniziale descrizione di paesaggi industriali, in forme più strutturate e geometriche, trova un approdo naturale nella fabbrica/museo della Piaggio, quasi che l’inizio della storia artistica preannunciasse già gli sviluppi futuri della sua arte. Una maturazione compositiva, tecnica e tematica che colloca la sua arte sulla scena internazionale, in una ricerca iconica tra le più riuscite in assoluto. L’arte di Gnocchi vive in continuo dialogo tra passato e futuro, tra nostalgia e sguardo verso la realtà, immaginando un domani che è già oggi.”
La mostra sarà aperta ai visitatori, ad ingresso libero, fino al 16 maggio con il seguente orario: dal martedì al venerdì 10-18, sabato 10-13 e 14-18. Apertura straordinaria la seconda e la quarta domenica del mese 10-18. Chiuso il lunedì.
Per info: Fondazione Piaggio 0587 27171 - museo@museopiaggio.it.

giovedì 12 marzo 2015

ICONICO - personale di Andrea Gnocchi al Museo Piaggio di Pontedera - a cura di Riccardo Ferrucci

Personale di Andrea Gnocchi al Museo Piaggio di Pontedera 
- a cura di Riccardo Ferrucci - 
organizzazione Casa d'Arte San Lorenzo
in collaborazione con FuoriLuogo e CRA Centro Raccolta Arte
Catalogo edito per i tipi di Tipografia Bandecchi & Vivaldi

giovedì 13 febbraio 2014

HUMANITAS MACHINÆ (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013 a cura di Giuseppe Cordoni e Filippo Lotti



Della mostra dell'amico Marcello Scarselli al Museo Piaggio di Pontedera, vi ho già accennato qualcosa nel post "HUMANITAS MACHINÆ (Il lavoro dipinto) arriva al Piaggio... intevista a Marcello Scarselli" ( vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/01/humanitas-machin-il-lavoro-dipinto.html ). Ora il comunicato "ufficiale"!




 PONTEDERA. Si inaugura sabato 8 marzo 2014 alle 17.30 al Museo Piaggio di Pontedera la mostra di pittura, scultura e incisione dell’artista Marcello Scarselli dal titolo “Humanitas Machinæ (il lavoro dipinto)”. Terza e ultima tappa del percorso espositivo itinerante che l’artista pisano ha portato in giro per la Toscana e che lo ha visto protagonista nel gennaio dello scorso anno a Palazzo Medici Riccardi di Firenze e poi, in settembre, in un’altra prestigiosa location, Palazzo Mediceo di Seravezza. L’esposizione, patrocinata da Regione Toscana, Provincia di Pisa e Comune di Pontedera e fatta in collaborazione con FuoriLuogo – servizi per l’Arte, con l’associazione culturale “La Ruga” e Casa d’Arte San Lorenzo è curata da Giupeppe Cordoni e Filippo Lotti (curatori anche del catalogo) in collaborazione con Riccardo Ferrucci e Roberto Milani. Il prezioso e importante lavoro artistico di Marcello Scarselli è sancito anche dall’importanza di questa mostra che nel chiudere il ciclo delle esposizioni ne è anche il fulcro ideale dato che tutto il progetto è nato da qui: “L’Azienda Piaggio, nel cui indotto ho lavorato per anni – dice Scarselli - e i suoi lavoratori sono stati la partenza da cui ho tratto l’ispirazione, quindi questo per me è come un ritorno. Ho dedicato diversi anni a questo progetto che mi sta molto a cuore ed ho dipinto con impeto senza trovarmi mai senza argomenti. Spero che il mio lavoro di oggi, da artista, venga apprezzato”. Il ventaglio tematico di “Humanitas Machinæ” (Il lavoro dipinto) è racchiuso in una serie di opere realizzate tra il 2005 e il 2013; sono un resoconto artistico, un excursus, un viaggio attraverso il periodo storico (gli anni Settanta e Ottanta) in cui Scarselli era operaio in fabbrica, un momento decisivo, fondamentale, della sua formazione umana e professionale. Dalla “fabbrica”, dall’osservazione del lavoro, ha assimilato il suo linguaggio e da essa si è nutrito di situazioni esistenziali intense dalle quali è scaturita una linea pittorica che ha travalicato il “reale” trasformandolo in astrazione informale. La sua “mano libera”, scevra di stereotipi e pregiudizi, ha reso, attraverso la peculiarità del linguaggio “scarselliano”, la sua poetica e la ricerca artistica e stilistica, l’umanità del lavoro e delle macchine. Il suo lavoro artistico (pittura, scultura, incisione e persino installazioni) si è, indubbiamente, ispirato alla presenza del vissuto e del suo ricordo, di quella quotidianità di un tempo che, sedimentata nel ricordo, racchiude in sé anche momenti di sofferenza che il tempo ha trasformato in deflagrazioni cromatiche capaci di rappresentare la gioia di Marcello Scarselli, pittore, disegnatore e scultore. Inizia la sua carriera artistica negli anni ’70 partecipando a numerose mostre collettive intervenendo nell’animato dibattito estetico di quel periodo. Al suo esordio improntata ad una rappresentazione d’un “vero” tradizionalmente inteso, l’opera di Scarselli, volge sempre più verso l’idea d’un “reale” pittorico ritrovato interiormente raccontato attraverso tecniche e contenuti d’avanguardia, la cui evoluzione espressiva è soggetta ad una costante ricerca. “Credo di aver sempre cercato di esprimermi attraverso il disegno e la pittura – aggiunge Scarselli. Ho iniziato ispirandomi a ciò che realmente vedevo intorno a me, man mano che la mia esperienza cresceva sentivo sempre di più il desiderio di esprimere i miei sentimenti e di far vedere agli altri le cose reali attraverso la mia immaginazione fino ad arrivare all’informale, al fascino del segno nella sua gestualità. Ho continuato, ho portato sulle tele visioni dettate dalla memoria, ho scavato dentro il mio interiore portandomi sempre al limite ed oltre , accarezzando la gioia e la sofferenza. Per me si fa arte quando si dipinge ad occhi chiusi, si crea una strana sensazione ed è il sentimento che guida”. Come dice il critico Giuseppe Cordoni: “gran parte della critica ha più volte già rimarcato la duttile complessità e l’eclettismo stilistico che alimenta la sintesi a cui il linguaggio di Scarselli a mano a mano perviene: espressionismo astratto ed informale, gestualità segnica e onirismo infantile”. Dal canto suo Elena Capone sottolinea “quel suo agile appropriarsi d’una modernità che prende in prestito tecniche e procedure arcaiche, in un astrattismo ibrido in cui affiorano forme riconoscibili e familiari; un’indagine artistica che fa del silenzio e dell’introspezione il suo motivo conduttore complesso, infinito e mai risolto”. La sua professione di pittore si consolida negli anni sia attraverso una costante attività espositiva sia in Italia che all’estero (Austria, Belgio, Germania, Francia, Svizzera), con antologiche personali d’ampio respiro fino all’ultima mostra in Portogallo organizzata dal Centrum Sete Sois Sete Luas di Pontedera. 
La mostra resterà aperta ai visitatori, ad ingresso libero, fino al 5 aprile 2014.

Filippo Lotti con l'artista Marcello Scarselli al Museo Piaggio


Scheda tecnica:

Genere: mostra di pittura, scultura e incisione 
Artista: Marcello Scarselli 
Titolo: HUMANITAS MACHINÆ (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013 
A cura di: Giuseppe Cordoni e Filippo Lotti 
Con la collaborazione di: Riccardo Ferrucci e Roberto Milani 
Inaugurazione: sabato 8 marzo 2014- ore 17.30 
Luogo: Pontedera (Pi) - c/o Museo Piaggio, 
Viale Rinaldo Piaggio 7 
Durata: 9 marzo – 5 aprile 2014 
Orario: dal martedì al venerdì 10-18, sabato 10-13 e 14-18. 
Apertura straordinaria la seconda domenica del mese 10-18.
 Ingresso gratuito. 
Chiuso il lunedì. 
 Info: Fondazione Piaggio 0587 27171 - museo@museopiaggio.it 
Con il patrocinio di: 
Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pontedera 
In collaborazione con: 
FuoriLuogo – servizi per l’Arte, 
Casa d’Arte San Lorenzo, 
Associazione Culturale “La Ruga” 

Con il contributo di: Geofor, BCC Pisa e Fornacette 

Catalogo in mostra 


domenica 18 luglio 2010

da LA NAZIONE: "La Vespa fucsia di Andy per celebrare la città!"

Pontedera, 17 luglio 2010 - Abbagliante “Fluostyle”. L’arte di Andy fa quasi male agli occhi con i suoi colori audaci e i volti profondi incastonati in riflussi fluorescenti. Le pareti nere della galleria Il Germoglio a Pontedera si illuminano d’acrilico e pennellate forti. Diventa pressoché impossibile non lasciarsi travolgere da questa umanità post moderna che lancia messaggi inequivocabili di una commistione insolita di pop art e vita.



E tanta vita si scopre nei ritratti femminili che sovvertono le leggi cromatiche creando mondi paralleli. Tra le affascinanti eroine dell’ex Bluvertigo spuntano misteriosamente i nostri miti classici da Mickey Mouse a Minnie dalla pantera rosa a Marilyn Monroe. Ma all’ingresso trionfa una Vespa fucsia con in sella un angelo che suona il violino, omaggio questo alla città cui Andy è affezionato.



«Pontedera è un simbolo di genialità e inventiva — afferma col sorriso l’artista — Le ho dedicato questo quadro in attesa che arrivi la vera Vespa decorata da me ed esposta in questi giorni alla Triennale di Milano». E il pensiero corre inevitabilmente a Corradino D’Ascanio e Giovanni Agnelli, le anime pulsanti della nostra storia. «L’Italia sarebbe un luogo migliore se ci fossero ancora». Annuisce con la testa Giovanni Faccenda, il critico d’arte che ha portato Andy a Pontedera, regalando alla città la mostra inaugurata giovedì scorso e aperta tutto luglio e dall’1 al 15 settembre.



«La mostra vuol essere anche un ossequio a loro — aggiunge Faccenda — Fortunatamente anche oggi ci sono menti eccellenti come quella di Andy, capaci di creare qualcosa di straordinario». Anche il gallerista Manrico Mosti ringrazia Andy per la sua «capacità di parlare ai giovani e comunicargli il valore dell’arte». Il sindaco conclude il discorso inaugurale sostenendo che il «Comune abbraccia volentieri iniziative come questa perché oltre a dare lustro alla città premiano la creatività e la cultura. La mostra favorisce la crescita della comunità. Siamo solo all’inizio di un percorso».

Elisa Capobianco


http://www.lanazione.it/pontedera/cronaca/2010/07/17/358034-vespa_fucsia.shtml