RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 28 gennaio 2016

Gloria Campriani. HABITAT, la ricomposizione. A cura di Alessandra Frosini

 
 
Gloria Campriani. HABITAT, la ricomposizione.
A cura di Alessandra Frosini

Palazzo Pretorio, Certaldo (FI)
13 Febbraio - 3 Aprile 2016

Inaugurazione sabato 13 febbraio ore 15.30

Presentazione: Giacomo Cucini, Francesca Pinochi, Alessandra Frosini e Luca Nannipieri

Collaborazioni artistiche e performer: Manuela Mancioppi e Rachel Morellet

Interventi:Ylenia Sottile, Valentina Isidori, Giulia Bartalesi, Caterina Brutti

Ricomporre significa mettere insieme i frammenti di qualcosa ritrovandone l'integrità, creare coesione e unione fra di essi per ricostruire e ricostituire ciò che è separato, mettendo insieme strumenti e ricerche nuove. Cercare la giusta coesione e unione per ricomporre il migliore incastro dei tasselli è infatti un gesto che comporta l'esplorazione di tutti i tentativi possibili e il coraggio della sperimentazione. Ricomporre
nuove modalità di interazione significa anche risanare relazioni diverse.

Partendo dai concetti di ambiente sociale e ricomposizione, l’artista, concentra la riflessione sulla necessità primaria di trovare nuove vie attraverso l'unione e il confronto, per ricostituire un nuovo habitat comune, contro l'irrigidimento, la chiusura mentale e l'individualismo. L'habitat da ricomporre è dunque l'immagine che veicola il concetto di un ambiente in senso lato, un ambiente i cui frammenti vanno ricongiunti per ritrovarne l'integrità attraverso la memoria, la cultura, ma anche la sperimentazione, la collaborazione e la
ricerca.

Il concetto di ricomposizione rappresenta uno dei punti focali del lavoro della Campriani, portato avanti negli anni attraverso l'incessante sperimentazione e ricerca nel campo della fiber art e nella continua trasformazione dei suoi lavori, che partono dal riciclo dei materiali per creare una nuova realtà attraverso la capacità di osare e sperimentare, tra effimero e materialità.

L'artista utilizza il filo come simbolo della propria identità e come mezzo di unione, con un'attenzione al gesto e allo sviluppo del progetto per ottenere il risultato cercato, senza interesse per lo strumento in sé, che ne fanno una vera e propria artista concettuale. Il suo lavoro è perciò eclettico e utilizza mezzi diversi, dai quadri, alle installazioni, ai video e alle performance, per focalizzare il concetto, sperimentando e ricercando incessantemente nuove possibilità del contemporaneo. In particolare la sua attenzione si concentra su
tematiche legate alla sociologia e alla psicologia sociale, come la riflessione sul concetto di bene comune e sulle nuove tendenze dell'interazione sociale.

A corredo della mostra verrà realizzato un catalogo che racchiuderà, oltre alla riproduzione delle opere più significative dell'intero percorso artistico di Gloria Campriani, e al testo del curatore, saggi critici e brani dalle recensioni più importanti sul lavoro dell'artista, nonché i contributi delle studentesse coinvolte nel
progetto.

La mostra è visitabile dal 13 febbraio al 3 aprile 2016
Tutti i giorni: 9.30 – 13.30 14.30 – 16.30 escluso il martedì

HABITAT, la ricomposizione è stato promosso dal Comune di Certaldo (FI), Assessorato alla cultura

lunedì 20 aprile 2015

I MULINI DI DIO è stato scritto mostra di Ciro Palumbo a cura di Alessandra Frosini e Stefano Gagliardi



I MULINI DI DIO
è stato scritto
mostra di Ciro Palumbo
a cura di Alessandra Frosini e Stefano Gagliardi
24 aprile - 7 maggio 2015
Ex Ospedale San Rocco
Piazza San Giovanni Battista, Matera
Vernissage: venerdì 24 aprile alle ore 17,30
Ex Ospedale San Rocco
Conferenza-Dibattito con Lech Majewski (regista): sabato 25 aprile alle ore 17,30
Sala conferenze dell’Ex Ospedale San Rocco
ORARI
Mattino dalle 10 alle 13 / Pomeriggio dalle 17 alle 20
INGRESSO GRATUITO
INFO
ArToday Events: tel. 348.3045592 - Email: info@artoday.events
Associazione Penta Group: tel. 080.3322519 / 338.2187157 - Email: aps.pentagroup@libero.it


In occasione della mostra sarà ospite d’eccezione Lech Majewski (regista del film “I colori della Passione”) che porterà il suo contributo in una conferenza-dibattito sabato 25 aprile, presso la sala conferenze dell’Ex Ospedale San Rocco di Matera.
Nel 2011 il regista Lech Majewski, ispirandosi al dipinto del 1564 “Salita al Calvario” del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, dirige il film “I colori della Passione”. L’impianto dell’opera si costruisce sul saggio The Mill and the Cross del più grande contemporaneo conoscitore di Bruegel, lo storico d’arte Michael Francis Gibson.
Ciro Palumbo rimane emotivamente colpito dalla visione fortemente pittorica del regista che, attraverso fondali sovrapposti a riprese in ambienti reali, attua una magistrale scomposizione del dipinto di Bruegel.
Da questa suggestione nasce in Palumbo il desiderio di approfondire lo studio della poetica del pittore cinquecentesco e da questo punto di partenza nasce la serie di opere “i MULINI di DIO”, una sua personale visione filosofica della parabola umana che, come una ruota, gira e si ripete nel tempo. Cambiano i soggetti, cambiano i tempi, ma la storia umana pretende, sempre e comunque, il sacrificio di un capro espiatorio per peccati che reputa non suoi. Tutto questo sembra avere origine da una fede spesso non risolta e in perenne conflitto con le ragioni del cuore e gli inganni della mente. Ciro Palumbo fa proprio questo dramma e ricompone le tavole come in una Via Crucis dove la ricerca di un’armonia con il Divino, inesorabilmente si scontra con il cedimento dell’animo umano di fronte al dolore e al mistero della morte. L’artista, mentre è consapevole dell’inesorabilità ciclica di questo dramma umano, indica per se stesso e per noi, il percorso e la speranza di una possibile salvezza. La Mostra “i MULINI di DIO”, presentata a Nola (NA) nell’ottobre del 2014, prosegue il suo viaggio nella città di Matera per approdare poi a Firenze. In ciascuna di queste sedi l’occasione di una più approfondita riflessione del viaggio pittorico già intrapreso con l’aggiunta di nove opere a olio, sia su carta che su tela.
La mostra a Matera diventa “I MULINI DI DIO - è stato scritto”
A Matera che è terra di luce e di pietra che quasi si creano l'una dall'altra. La pietra bianca calcarea che è montagna, ma anche cavità, il Sasso che diventa ventre materno e che accoglie la vita: una città-pietra che è anche città-croce, scelta inoltre da registi come Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson per ambientare il dramma della Passione in film divenuti celebri.
Ciro Palumbo presenta opere con intense tonalità di colore bianco sotto il sole ferocemente antico della Gerusalemme italiana: il destino dell'uomo, il dramma del dolore e il desiderio di salvezza qui si uniscono con il bianco simbolico della pietra e della luce, fondendo in maniera armonica l'idea concettuale con quella del simbolo che rievoca la memoria. Ed il bianco è colore simbolico per eccellenza, assenza di colori, perché li inghiotte tutti in sé, è considerato luce e simbolo della spiritualità e della trascendenza in tutte le culture, e interpretato, secondo l'Apocalisse di Giovanni (7, 13-14), come il colore della purezza ottenuta col sacrificio fino al martirio.
La mostra “I MULINI DI DIO - è stato scritto”
È stato scritto: che la verità non è mai nuda ma è sempre celata nell’evidente.
Ciò che “è stato scritto” è forse il destino dell'uomo, che si ripete incessante, il destino del sacrificio umano che chiede le proprie vittime, per continuare a mantenere il suo equilibrio ancestrale. Quello che “è stato scritto” appartiene alle narrazioni della Passione dei vangeli canonici (ma anche di quelli apocrifi), come appartiene alla ciclicità del destino umano, al mondo in cui tutto ritorna o in cui tutto in una mobile, ricorrente eternità resta uguale a se stesso, e che richiama il concetto di “pasta sfoglia del tempo” teorizzato da Hans Magnus Enzensberger, secondo cui il tempo (e la storia) trova la migliore rappresentazione della sua complessità e commistione attraverso il paragone con la pasta sfoglia e il suo caratteristico sovrapporsi di strati, in cui non esiste un “nuovo”, perché “ciò che di volta in volta rappresenta il nuovo è solo un sottile strato che galleggia su insondabili abissi di possibilità latenti”.

mercoledì 25 marzo 2015

I MULINI DI DIO è stato scritto mostra di Ciro Palumbo a cura di Alessandra Frosini e Stefano Gagliardi



Nel 2011 il regista Lech Majewski, ispirandosi al dipinto del 1564 “Salita al Calvario” del pittore fiammingo Pieter Brueghel il Vecchio, dirige il film “I colori della Passione”. L’impianto dell’opera si costruisce sul saggio The Mill and the Cross del più grande contemporaneo conoscitore di Brueghel, lo storico d’arte Michael Francis Gibson.


Ciro Palumbo rimane emotivamente colpito dalla visione fortemente pittorica del regista che, attraverso fondali sovrapposti a riprese in ambienti reali, attua una magistrale scomposizione del dipinto di Brueghel.


Da questa suggestione nasce in Palumbo il desiderio di approfondire lo studio della poetica del pittore cinquecentesco e da questo punto di partenza nasce la serie di opere “i MULINI di DIO”, una sua personale visione filosofica della parabola umana che, come una ruota, gira e si ripete nel tempo. Cambiano i soggetti, cambiano i tempi, ma la storia umana pretende, sempre e comunque, il sacrificio di un capro espiatorio per peccati che reputa non suoi. Tutto questo sembra avere origine da una fede spesso non risolta e in perenne conflitto con le ragioni del cuore e gli inganni della mente. Ciro Palumbo fa proprio questo dramma e ricompone le tavole come in una Via Crucis dove la ricerca di un’armonia con il Divino, inesorabilmente si scontra con il cedimento dell’animo umano di fronte al dolore e al mistero della morte. L’artista, mentre è consapevole dell’inesorabilità ciclica di questo dramma umano, indica per se stesso e per noi, il percorso e la speranza di una possibile salvezza. La Mostra “i MULINI di DIO”, presentata a Nola (NA) nell’ottobre del 2014, prosegue il suo viaggio nella città di Matera per approdare poi a Firenze. In ciascuna di queste sedi l’occasione di una più approfondita riflessione del viaggio pittorico già intrapreso con l’aggiunta di nove opere a olio, sia su carta che su tela.





La mostra a Matera diventa “I MULINI DI DIO - è stato scritto”


A Matera che è terra di luce e di pietra che quasi si creano l'una dall'altra. La pietra bianca calcarea che è montagna, ma anche cavità, il Sasso che diventa ventre materno e che accoglie la vita: una città-pietra che è anche città-croce, scelta inoltre da registi come Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson per ambientare il dramma della Passione in film divenuti celebri.


Ciro Palumbo presenta opere con intense tonalità di colore bianco sotto il sole ferocemente antico della Gerusalemme italiana: il destino dell'uomo, il dramma del dolore e il desiderio di salvezza qui si uniscono con il bianco simbolico della pietra e della luce, fondendo in maniera armonica l'idea concettuale con quella del simbolo che rievoca la memoria. Ed il bianco è colore simbolico per eccellenza, assenza di colori, perché li inghiotte tutti in sé, è considerato luce e simbolo della spiritualità e della trascendenza in tutte le culture, e interpretato, secondo l'Apocalisse di Giovanni (7, 13-14), come il colore della purezza ottenuta col sacrificio fino al martirio.





La mostra “I MULINI DI DIO - è stato scritto”


È stato scritto: che la verità non è mai nuda ma è sempre celata nell’evidente.


Ciò che “è stato scritto” è forse il destino dell'uomo, che si ripete incessante, il destino del sacrificio umano che chiede le proprie vittime, per continuare a mantenere il suo equilibrio ancestrale. Quello che “è stato scritto” appartiene alle narrazioni della Passione dei vangeli canonici (ma anche di quelli apocrifi), come appartiene alla ciclicità del destino umano, al mondo in cui tutto ritorna o in cui tutto in una mobile, ricorrente eternità resta uguale a se stesso, e che richiama il concetto di “pasta sfoglia del tempo” teorizzato da Hans Magnus Enzensberger, secondo cui il tempo (e la storia) trova la migliore rappresentazione della sua complessità e commistione attraverso il paragone con la pasta sfoglia e il suo caratteristico sovrapporsi di strati, in cui non esiste un “nuovo”, perché “ciò che di volta in volta rappresenta il nuovo è solo un  sottile strato che galleggia su insondabili abissi di possibilità latenti”.





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I MULINI DI DIO

è stato scritto

mostra di Ciro Palumbo

a cura di Alessandra Frosini e Stefano Gagliardi

24 aprile - 7 maggio 2015

Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci

Via Madonna delle Virtù, Matera



Vernissage venerdì 24 aprile 2015 alle ore 18



ORARI

Mattino dalle 10:00 alle 13:30

Pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00



Biglietto intero: € 5,00

Biglietto ridotto: € 3,50

Biglietto speciale: € 2,00

Bambini fino a 10 anni e Guide turistiche autorizzate: free



INFO

ArToday Events: tel. 348.3045592 - Email: info@artoday.events

Associazione Penta Group: tel. 080.3322519 / 338.2187157 - Email: a.p.s.pentagroup@libero.it

mercoledì 21 gennaio 2015

MEMENTO - installazione di Ignazio Fresu a Palazzo Medici-Riccardi

In  occasione di Florence ©MUSIWA - International Art and Contemporary Mosaic
Firenze - Palazzo Medici-Riccardi, Galleria delle Carrozze dal 21 gennaio al 16 febbraio 2015
Sono lieta di invitarla all’inaugurazione che si terrà il 21 gennaio alle ore 17.00
dove sarà presentata l’installazione di Ignazio Fresu
MEMENTO
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Ricordati ciò che eravamo e ciò che siamo diventati; qui, nella quiete di un tempo immutabile che colleziona attimi da posare uno sull'altro.
Quei giorni trascorsi tra i banchi di scuola sono come il lontano ricordo di un passato che continua ad esistere anche quando il ricordo stesso sembra essersi perduto per sempre. Si tratta di un ricordo che vivrà non solo finché esisterà un io capace di custodirlo, e perciò capace di salvarlo dall'azione distruttrice del tempo, ma anche in una dimensione differente, che non è quella apparente: il passato che noi facciamo coincidere con la memoria rappresenta solo la parte a noi più visibile e le cose che non vediamo più non sono improvvisamente entrate nel nulla, ma solo e semplicemente scomparse dal nostro orizzonte degli eventi.
Allora Quel che resta, è diventare memoria, sfiorando con delicatezza le cose che custodisce il tempo, lasciandosi carezzare i polpastrelli dalla loro “vernice”, senza mai allungare le braccia ed affannarsi nel prendere.
Il sempre è fatto di attimi che si stratificano, precipitati di tutto ciò che non sarà più e di tutto ciò che ancora deve essere.
Alessandra Frosini

lunedì 10 giugno 2013

TRA-me | a Pontassieve



TRA-me, nuovi meccanismi di interazione e psicologia sociale. Performance collettiva ideata da Gloria Campriani, musiche live di Wired Clouds, diretto da Alessandra Borsetti Venier e curato da Alessandra Frosini.

TRA-me, nell’ambito della XXII Rassena “Incontri d’Arte”, Sabato 22 giugno ore 18.00 presso “La Barbagianna” di Pontassieve (Fi), via di Grignano, 25.

XXII Rassegna “Incontri d’Arte” a cura di Alessandra Borsetti Venier

PROGRAMMA

Ore 18 Saluto di Alessandro Sarti assessore alla cultura del Comune di Pontassieve

Inaugurazione della mostra “STAR: FOTO SENZA LUCE 2010-2013” di Lea Chiodo
Presentazione di Valerio Dehò, critico d’arte e direttore artistico del Kunst Merano Arte

Incontro aperto sul tema “La pittura di questi tempi…” Interverranno:
Grazia Batini, Valerio Dehò, Ignazio Fresu, Riccardo Guarneri, Matteo Innocenti, Stefano Lanuzza, Attilio Maltinti, Giovanni Sighele, Elda Torres, Karen Yurkovich, Lorenzo Poggi.

Ore 20 Cena

Ore 21 TRA-me: nuovi meccanismi di interazione e psicologia sociale
Performance collettiva ideata da Gloria Campriani
Musiche live di Wired Clouds
Presentazione di Alessandra Frosini Aparte AssociazionePecciArte, storica dell’arte

In occasione della manifestazione L’Archivio della Voce dei Poeti sarà aperto al pubblico

Ingresso libero

Info: Associazione MultiMedia91 tel. 055 8398747 – 335 6676218 www.multimedia91.it - info@morganaedizioni.it –
Gloria Campriani www.gloriacampriani.com – info@gloriacampriani.com

Ufficio stampa: Katia Moretti 338 3860047 katia.moretti@tiscali.it

Per arrivare alla Barbagianna consultare https://maps.google.it/

TRA-me è un progetto di live art ideato da Gloria Campriani, diretto da Alessandra Borsetti Venier e curato da Alessandra Frosini.

Società sempre più corrotte hanno causato effetti devastanti nel campo dell’economia, lavoro e affettività, distruggendo e sgretolando intere comunità, che denunciano un bisogno radicale di rinnovamento basato sulla ricostruzione di rapporti sociali fondati su una nuova etica comune.
Una forte capacità di scambio e di condivisione che ripristini il senso di “bene comune” è la premessa fondamentale per rafforzare il nostro tessuto sociale.
La nostra formazione, la nostra cultura e l’ambiente dove abbiamo vissuto e viviamo condizionano il nostro modo d’interagire con gli altri. Ogni elemento ed evento hanno inciso nel nostro modo di pensare e perciò di rapportarci con gli altri e con il mondo esterno.

TRA-me interpreta la vita attraverso i nostri modi di interagire con gli altri. La performance si costruisce con l’aiuto di persone e con i meccanismi di interazione che esse mettono in atto. L’obiettivo è indagare sulle modalità che conducono individui diversi a mettersi in gioco in situazioni di volta in volta differenti e ad evolversi interagendo con gli altri. Lo spettatore viene chiamato dall’artista nel gioco interattivo per compiere il proprio percorso e diventare così performer consapevole. Le persone selezionate si troveranno ad interagire all’interno di uno spazio definito, con un tempo determinato dall’artista e scandito dalle musiche live di Wired Clouds; attraverso le loro scelte di connessione, evidenziate e rese reali dal filo di un gomitolo, che sarà il loro unico strumento per ‘segnare’ il proprio percorso, costruiranno un’architettura di fili. L’azione sarà sostenuta dal supporto di persone che rimarranno ferme, chiamate colonne portanti, che permetteranno ai corpi mobili di tessere, come telai umani, la grande rete con i loro gomitoli di filo colorato fra le mani. Essi tracceranno linee, realizzeranno trame e daranno origine a nuove tessiture di relazioni, associazioni e collegamenti.

TRA-me vuole stimolare una riflessione sui collegamenti fra i principi di casualità, ritmo, tempo, spazio ed esistenza: forma e sostanza in continua trasformazione. L’installazione, frutto della performance, intreccia pensieri e significati sottesi, riconducibili al tessuto sociale, alle relazioni interpersonali, alle possibilità di incontro, di scambio e di connessione, ambiti indagati dalla Psicologia sociale, che studia i condizionamenti messi in atto nei rapporti fra individuo e gruppi.

La rete
TRA-me rappresenta la “rete sociale”. I pieni e i vuoti che si vengono a creare nella trama sono il risvolto estetico dell’operazione, ma sono significativi per ciò che rappresentano: punti di connessione che concentrano ‘aggregazione’, spazi dimenticati e spazi frequentati, la libertà delle connessioni e delle scelte concretizzata attraverso la rete stessa. L’equilibrio, dato da linee parallele o divergenti, da forme circolari o spigolose, materializzerà i meccanismi di interazione fra gli individui attraverso l’istallazione che ne risulterà.

“Un flusso continuo - scrive Gloria Campriani - di fili tirati e colorati, paralleli e divergenti corrono all’interno della grande rete per connettersi fra di loro e diventare forme, ma nell’atto di definirsi si trasformano di nuovo, ramificandosi. Un movimento perpetuo mai uguale a se stesso che come in un divenire ridefinisce ogni volta la direzione per il raggiungimento di nuove trame. Un ritmo naturale e imprevedibile di pieni e di vuoti, come in uno spartito musicale, costituisce un equilibrio insolito”.

Gloria Campriani studio: via Sicilia, 44 - 50052 Certaldo (Fi) mobile: +39 347 64 19 142 www.gloriacampriani.com

Con il patrocinio di Regione Toscana - Provincia di Firenze - Comune di Pontassieve
Con la collaborazione di MultiMedia91, Aparte AssociazionePecciArte, Morgana Edizioni

sabato 1 giugno 2013

Arte nel Chianti 2013



"Arte nel Chianti"

Domenica 2 Giugno ore 10,00 si svolgerà la visita guidata del Parco "Arte nel Chianti" coordinata da Mauruzio Mauri presidente dell associazione Arte nel Chianti, Attilio Maltinti, critico d'arte e Alessandra Frosini, storica dell'arte, ambedue membri di Aparte, associazione Pecci Arte.