
Federico Rui Arte Contemporanea
presenta
RISVEGLI
100% BIODEGRADABILE
personale di Gianluca Chiodi
a cura di Claudia Bernareggi
dal 30 gennaio al 15 marzo 2014
inaugurazione, giovedì 30 gennaio ore 18.30>21.00
Federico Rui Arte Contemporanea
via Turati 38, Milano
MILANO, 30 gennaio 2014 – Inaugura giovedì 30 gennaio alle ore 18.30,
la personale “Risvegli – 100% Biodegradabile”, a cura di Claudia
Bernareggi, con cui la galleria Federico Rui Arte Contemporanea di
Milano presenta Gianluca Chiodi, artista bresciano, classe 1966.
Ventuno “installazioni fotografiche” e otto encausti, realizzati
appositamente per una mostra che l’artista concepisce come un vibrante
mezzo di sensibilizzazione dello spettatore a un uso più rispettoso
dell'ambiente. Un concetto di cui Chiodi si fa carico sin dalla
realizzazione delle opere stesse: stampa su carta di cotone e finisce le
sue “installazioni fotografiche” con vetro, legno, cartone. Nessun
materiale inquinante, tutto: 100% BIODEGRADABILE. Ed è proprio in questo
senso che il titolo stesso della mostra, RISVEGLI - 100%
BIODEGRADABILE, può essere inteso sia come presa di coscienza spontanea,
sia come suggerimento.
Se negli encausti Gianluca Chiodi
dialoga con lo spettatore attraverso l’evanescenza ottenuta dalla
contrapposizione tra la modernità del mezzo fotografico e l’antichissima
tecnica che vede l’utilizzo di pigmenti di colore mescolati alla cera
fusa e poi stesi col pennello sull’immagine stampata su cotone (o su
tavola), nelle “installazioni fotografiche” lo fa utilizzando un
“disturbo”, l’inserimento di oggetti di plastica di uso comune, che
nella loro dimensione oversize diventano parte della struttura stessa
dell’immagine.
E così, corpi avvolti nella plastica in un giardino
ideale, al tempo stesso conniventi e ostaggio del materiale, sembrano
danzare insieme seppur limitati nel movimento, sono intrappolati, e
nonostante ciò giocano e convivono con la plastica stessa. Nella loro
sembianza di umana deità, quei corpi vogliono ricordarci che qui, ora,
in questo mondo, ci è data la possibilità di vivere, di esistere, e non
solo di sopravvivere a noi stessi e ai nostri scarti; vogliono esortarci
a una presa di coscienza maggiore che ci porti a reagire a quel
“disturbo” diventando consumatori più responsabili.
La mostra,
accompagnata dal catalogo edito da Vanilla Edizioni con un testo di
Claudia Bernareggi, è visitabile fino al 15 marzo (mar – ven: 15.00 –
19.00, sabato su appuntamento, ingresso gratuito).
GIANLUCA CHIODI | BIOGRAFIA
Nato in provincia di Brescia nel 1966, e vissuto tra Milano e Reggio
Emilia, a trent'anni comincia a dedicarsi alla fotografia. La passione e
l’abile utilizzo della luce lo portano presto a lavorare subito per il
mondo pubblicitario, senza però trascurare la costante ricerca di nuovi
“punti di vista”, originali e introspettivi. Nel 2003 la prima
personale, presso un Caffè Letterario, dove presenta il ciclo “Moka”,
una serie di immagini rubate al quotidiano rituale tutto italiano del
caffè. Questa serie, che realizza direttamente sul fornello di casa
ottenendo una serie di “macro” cariche di sensualità tattile/olfattiva,
vengono stampate direttamente su alluminio per rafforzare il rapporto
soggetto/supporto. Nello stesso anno espone ai Chiostri della Ghiara a
Reggio Emilia “Anticorpo”, dove l’artista si esprime utilizzando corpi
nudi restituiti alla materia attraverso l’ausilio della luce e del
pennello con un abile utilizzo del colore nero. Le immagini stampate
questa volta su tela pittorica, rimandano a corpi “caravaggeschi”
carichi di sensualità. E’ in questa occasione che nasce “Opera al nero”,
un’esposizione che, con notevole successo di pubblico e critica,
comincia ad indicare (illuminare) a Chiodi la strada più personale ed
originale da seguire.
Nel 2004 espone la serie “Distonie” in una
collettiva presso lo storico gallerista Luciano Inga Pin: in questa
serie propone una propria “deformazione” della lettura del corpo umano,
ottenuta utilizzando semplici “mattoni” di vetrocemento che fanno
intravedere “nudi disciolti” di particolare bellezza.
Nel 2005 la
ricerca prosegue in costante evoluzione: l’artista si trasferisce a
Milano e sempre con “Opera al nero” rivisita alcune icone classiche
dell’arte seicentesca del Merisi da Caravaggio ed altri autori
dell’epoca con “L’amore ai tempi del colera” (Galleria Factory, Modena, a
cura di Alberto Agazzani). Sempre nel 2005 presenta l’inedito “Myopia”:
le opere consentono all’interlocutore di guardare attraverso il
romantico punto di vista di un miope; in questo caso Gianluca Chiodi
ottiene immagini che varcano il confine della realtà unendo lo
“sfuocato” del difetto visivo al “fuoco” morbido e circoscritto delle
proprie lenti. Nel 2007, sempre alla Galleria Factory con Alberto
Agazzani presenta “Furia Corporis”: tutta l’energia della lotta e del
gioco, dell’amore e l’odio, nel corpo a corpo. Nel 2008 la selezione al
Premio Terna e la prima personale a Milano: Santi, Peccati e Peccatori
(Galleria Il Torchio) in cui Chiodi mette in scena le icone glamour di
una quotidianità più carnale che spirituale in un cocktail di elegante
kitsch; ed ancora, la Francia, Paris Photo e “L’amore ai tempi del
colera”, personale nel cuore di Parigi a cura di Alberto Agazzani.
Il marzo 2009 vede a Milano la prima personale pubblica dal titolo
“Matrioske”: bambole viventi in gentile stato di grazia, omaggio alla
generosità delle donne e alla fertilità della terra. Nello stesso anno,
il fascino e la carnalità di “Furia corporis”, aprono le porte della
Werkstatt Galerie di Berlino all’interno del progetto Man-kind: version
& perversion,
curato da E. Lucie Smith. Nel frattempo anche il
neonato progetto I AM, elegante e metaforico focus sulla necessità
dell’uomo di spogliarsi del superfluo a favore di una ritrovata e
istintiva umanità, raccoglie l’ennesimo sostegno della critica
rientrando tra le opere candidate al Premio Celeste 2009.
Il 2012
vedrà ciascuno dei suoi “Passi e Contrappassi” entrare a far parte del
ciclo di mostre dedicate ai Vizi Capitali, curate dal critico Roberto
Ronca presso Villa Vannucchi di S. Giorgio a Cremano (NA) e presso il
Museo Arco di Benevento.
Nel 2011, in occasione del progetto
promosso dal Museo Bernareggi in collaborazione con le gallerie
bergamasche, la galleria Marelia presenta la mostra personale, “Se mi
lasci ti cancello,” occasione per apprezzare in un unico evento
l’esperienza estetica dell’artista, selezionata attraverso il filtro
delle tematiche bibliche.
Dal 2012 lavora con Federico Rui Arte
Contemporanea che lo presenta nella personale dal titolo “Risvegli –
100% biodegradabile” nel 2014.