RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 17 aprile 2012

-undici allunaggi possibili- a cura di Martina Cavallarin

Vi avevo già accennato qualcosa a proposito di questo evento qualche giorno fa... Ora il comunicato "ufficiale" e l'invito... Da non perdere!!!



undici
allunaggi
possibili

a cura di martina cavallarin
Cà Zenobio, Venezia, 11 maggio | 26 luglio 2012
Opening 11 maggio ore 18.00

AuroraMeccanica, Alessandro Bergonzoni, Francesco Bocchini, Mauro Ghiglione, Robert
Gligorov, Gianni Moretti, Ester Maria Negretti, Gino Sabatini Odoardi, Ekaterina Panikanova,
Tamara Repetto, Eric Winarto

undici allunaggi possibili, undici artisti che abitano undici stanze nello splendido Collegio
Armeno di Cà Zenobio a Venezia. Undici passaggi per il visitatore della mostra, undici
sensazioni ed equivalenze, narrazioni ed intercettazioni, undici ferite da aprire o suturare,
undici possibilità per arginare o amplificare le distanze tra opera e fruitore dell’opera, tra
artista e testimone, tra arte e vita. Nel 1969 l’Apollo 11 ha toccato la Luna. L’immagine in
diretta della scoperta, della sua attesa, della sua rivelazione è in undici allunaggi possibili
l’invito al contatto tra colui - lo spettatore - che transita distratto nel mondo e colei - l’arte -
che lo accoglie tra sconcerto ed emozione, raccapriccio e fascino, timore ed aspettativa.
Se la creazione dell’artista nella sua fase germinale abita la stanza privata dell’arte, quando
tale creazione è sviluppata si mette in relazione con il suo spettatore e la stanza diviene il
luogo dello scambio e dell’ascolto, il luogo del possibile e dell’incantesimo reale. La stanza
diviene, nell’inciampo tra sguardo a libellula dell’artista e sguardo solitamente orizzontale
dell’astante, un allunaggio possibile, quindi un’epifania tra narrazione e comprensione che
genera questo humus fertile, pallido, apparentemente lontano, ma appunto possibile come
qualsiasi allunaggio inteso come bisogno di espansione del pensiero e del pensare, del fare
arte e del nutrirsi d’arte. Ogni stanza di questa esposizione d’allunaggi possibili, è una stanza
che mi piace pensare come un territorio di sospensione non silenzioso per forza, non
chiassoso per forza. Uno spazio confidenziale dell’opera che convive e dialoga con i singoli
luoghi afferrando per mano il visitatore che condivide un percorso che lo porta dall’atmosfera
felliniana dell’installazione di Francesco Bocchini, una grande giostra in ferro alta e larga 5
metri, ruotante e dal fascino spiazzante, allo scambio con l’interattiva "come bere un bicchiere
d'acqua" degli AuroraMeccanica, installazione dalla forte connotazione politica e sociale
incentrata sulla tragedia di Fukushima Daiichi, passando per le opere intrise di ricordi ed
impure di Alessandro Bergonzoni che espande l’errore sul bilico dell’abbandono. Il lavoro di
Robert Gligorov impasta denuncia sociale, sarcasmo, poesia ed invenzione, Mauro Ghiglione
muove una stanza di pensiero e percezione in relazione tra spazio e memoria, Tamara
Repetto ci fa galleggiare nella sperimentazione con un’installazione a temperatura fredda e
calda, solcata da lirismo e impegno tecnologico in cui 600 bacchette di vetro e 45 cialde
olfattive di erba ed edera, violette, margherite e muschi, coinvolgono udito, vista, tatto, olfatto.
Il processo artistico di Gianni Moretti si spinge sul bilico della manifestazione di differenti
oggetti familiari di uso quotidiano tra il racconto e la documentazione da archivio personale;
nella stanza di Eric Winarto il buio amplifica gli effetti di una pittura a parete invisibile alla
luce, un’immersione tra vuoti e pieni, bianco e nero. Ester Maria Negretti crea totem materici
intrisi di pittura, suoni, luci, riflessi per un dialogo costante e profondo tra essenza dell’opera
e spirito del luogo, Gino Sabatini Odoardi installa oggetti simbolici, 12 inginocchiatoi laccati e
bianchissimi che accolgono gamepad playstation di cera nera per un lavoro in equilibrio tra
ludico e sacro e Ekaterina Panikanova porta disegno, forma e struttura a scambi continui tra
opera di carta e lo svolgimento dinamico della loro proiezione incessante su un muro di libri.

martina cavallarin

Coordinamento culturale e scientifico: 
scatolabianca www.scatolabianca.com 
Centro progetti: progetti@scatolabianca.com 
Art Director: Federico Arcuri, artdirector@scatolabianca.com 
PR & Comunicazione: Roberta Donato, press@scatolabianca.com 
Web Agency: www.immediatic.it


Patrocini: Comune di Venezia - Provincia di Venezia e della Regione Veneto

In collaborazione con:
Galleria L’Affiche, Milano - Barbarian Art Gallery, Zurich - Galerie Metropolis, Paris -
Galerie Charlotte Moser, Geneva - Galleria Oredaria, Roma - Galleria Michela Rizzo, Venezia -
Galleria Pack, Milano

Ringraziamenti:
Natasha Akhmerova - Costantino Bormioli - Bussetti e Mazza - Antonio Manca - Francesco
Mantero - Guglielmo Melodia - OFFICINA MECCANICA BB RRL - Marie-Madeleine Opalka -
OTTONOTE

Contatti:
Roberta Donato, PR & Comunicazione 
press@scatolabianca.com
Ph: +39 340 1197 983

Indirizzo:
Ca' Zenobio
Fondamenta del Soccorso, 2596
Dorsoduro - Venezia
Ph: +39 041522 8770
www.collegioarmeno.com
  

martedì 27 marzo 2012

Carlo Cane a Venezia, a Ca' Zenobio degli Armeni

Carlo Cane arriva a Venezia. E lo fa alla grande! a Ca' Zenobio degli Armeni. Sotto l'attenta cura del duo Bergantini/Marziani... da vedere!!!

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ROMBERG Arte Contemporanea
presenta
CARLO CANE
GHIACCIO NOVE
a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani
Inaugurazione giovedì 5 aprile 2012
VENEZIA / CA’ ZENOBIO DEGLI ARMENI / Fondamenta del Soccorso – Dorsoduro 2596 /
Periodo: 5 APRILE / 6 MAGGIO 2012
orario: 10.00/18.00
info: Ca’ Zenobio T. +39 041 5228770 / sito: www.collegioarmeno.com
Info: Romberg T. +39 0773 604788 / M. +39 3347105049 / e.mail: info@romberg.it / sito: www.romberg.it
 “Ghiaccio Nove” è un famoso libro del 1963 dello scrittore americano Kurt Vonnegut. Racconta di Felix Hoenikker, uno dei "padri" della bomba atomica, uomo votato alla scienza, estraneo alla vita sociale, incapace di amare la moglie Emily e di fare da padre ai suoi tre figli. Da qui la rivelazione narrativa di una sua invenzione, nata in risposta alle richieste di un generale della Marina che cercava il modo per solidificare il fango, così da non costringere i marines a combattere nella melma. L'idea era venuta ad Hoenikker proprio il giorno dello sgancio della bomba: una microparticella in grado di cristallizzare e congelare l'acqua (punto di fusione a 114°F) e potenzialmente in grado di creare una reazione a catena su tutto il pianeta.
Le visioni di Carlo Cane nascono in maniera autonoma rispetto alla storia appena riassunta. Non ci sono legami diretti eppure le opere rivelano l’impatto delle figurazioni ultimative sul paesaggio contemporaneo. Senti la presa netta di una coscienza urbanistica, la veggenza sul pianeta in mutazione, percepisci l’energia visionaria che applica alcune utopie letterarie al disegno di elementi architettonici.
Ma la cosa che più richiama il mondo di Vonnegut è il senso di imperscrutabile passaggio tra stadi liquidi e solidi, forza ed evanescenza, linearità e curvatura. Le opere vivono in un limbo sospeso, coscienti del presente architettonico nonché dell’ingombro spaziale, delle incoerenze ambientali, dell’impatto critico sul contesto. Cemento armato, vetro e leghe metalliche iniziano a sciogliersi, perdono consistenza volumetrica. Le fondamenta rivelano la propria coscienza liquida, diventano laghi d’inchiostro profondo, dilagano lungo i flussi gravitazionali dello spazio. Architetture del presente globale che somatizzano lo stato febbrile della patologia planetaria.
Il paesaggio contemporaneo svela il suo “ghiaccio nove”, ovvero, la sua ambiguità morale, il punto interrogativo sul domani, la versione non finita del presente. Un mondo dove l’uomo decide il proprio destino attraverso scelte drastiche, talvolta estreme, comunque pericolose. Scelte che edificano luoghi per riversarsi sul futuro collettivo, sulla possibilità stessa di un futuro. Scelte che ci riportano al capolavoro di Vonnegut attraverso le visioni pittoriche di un artista ‘Carlo Cane’.

giovedì 22 marzo 2012

Allunaggi possibili a cura di Martina Cavallarin

Ricevo e pubblico immediatamente la notizia di questo interessante progetto, ideato dalla grande Martina Cavallarin, dove trovo con piacere, fra gli altri, la presenza della brava Ester Negretti. A venezia da maggio prossimo...




Allunaggi Possibili Allunaggi possibili
a cura di Martina Cavallarin 
Cà Zenobio, Venezia, maggio - luglio 2012 

 allunaggio:
Approdo sulla Luna per mezzo di una macchina spaziale - Allunaggio morbido, dolce, senza forte urto Il primo allunaggio di un essere umano fu quello di Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, il 20 luglio 1969, seguito da quello di Buzz Aldrin, mentre il loro compagno Michael Collins controllava il modulo di comando Columbia, Armstrong e Aldrin scesero sulla Luna con il loro modulo Eagle alle ore 4:17 P.M. EDT. 

 Ciascun artista abita una stanza. Una stanza che mi piace pensare come un territorio di sospensione, non silenzioso per forza, non chiassoso per forza. Ma uno spazio privato dell’opera che convive e dialoga con i singoli luoghi prendendo per mano lo spettatore che condivide un percorso che lo porta dall’atmosfera felliniana dell’installazione di Francesco Bocchini, una grande giostra in ferro, all’interazione con la gabbia che libera uccelli-ombra degli AuroraMeccanica passando per le sculture intrise di memoria ed impure di Alessandro Bergonzoni che espandono l’errore sul bilico dell’abbandono. L’opera di Robert Gligorov impasta denuncia sociale, sarcasmo, poesia ed invenzione, Jacopo Mazzonelli ci fa galleggiare nella sperimentazione tra installazione sonora, lirismo e impegno tecnologico mentre il processo di Gianni Moretti si spinge sul bilico della trasformazione di differenti organismi sviluppando la ricerca di materiali e il collasso e la disgregazione degli stessi. Ester Maria Negretti crea totem materici intrisi di pittura per un dialogo costante e profondo tra essenza dell’opera e spirito del luogo, Gino Sabatini Odoardi installa oggetti simbolici di materiale plastico decontestualizzati e Ekaterina Panikanova porta disegno, forma e struttura a scambi continui tra opera di carta e lo svolgimento dinamico della loro proiezione incessante.

In allegato una fase del progetto  site specific di Ester Maria Negretti
Progetto ancora in fase di definizione

mercoledì 31 agosto 2011

Palazzo Zenobio per un importante calendario...13 mostre d'arte contemporanea...

A Venezia, non c'è solo la Biennale....

13 mostre d'arte contemporanea, performance e videoarte.
dalle ore 12 (presentazione) alle 23.

Alla presentazione interverranno i critici d'arte Saverio Simi de Burgis e Roberta Semeraro.
Artisti: Mauro Staccioli, Beverly Pepper, Hidetoshi Nagasawa, Federica Marangoni, Gianni Politi, Marco Agostinelli, Svetlana Ostapovici, Oscar Turco, John Pepper, Marino Ficola, Tommaso Tastini, Carlo Fatigoni, Lello Lopez, Ewa Bathalier, Gino Blanc, Carolina Raquel Antich, Serena Nono, Daniele Bianchi, Antonello Matarazzo, Bruto Pomodoro, Lorenzo Cardi, MonsieurMadame Di Chiappari, Oscar Alessi, Solidea Ruggiero, MariaGrazia Galatà, Pinina Podestà, Roland Quelven,
Inoltre artisti russi di San Pietroburgo e gli artisti di Kaarisilta in Finlandia.
Padiglione della Biennale dell'Armenia e dell'Islanda.
VI ASPETTIAMO!!!
(vaporetto fermata San Basilio oppure Cà Rezzonico).

Le mostre proseguono fino al 27 novembre. Lunedì chiuso.

8 settembre/presentazione

Per oltre centosessant’anni, Palazzo Zenobio ha rappresentato un luogo di sintesi per la cultura e la formazione a Venezia. L’elemento determinante di tutto questo lungo periodo, quello che ha legato il passato al presente e ci auspichiamo al futuro, è sempre stato quello della cultura e dell’arte.
Palazzo Zenobio è uno degli esempi più importanti dell’edilizia barocca veneziana e farlo rivivere al pubblico “tutto l’anno” attraverso l’arte moderna e contemporanea è il compito che ci siamo prefissi.
Vogliamo che il Palazzo interagisca pienamente con la città, attraverso il pubblico ma anche attraverso gli artisti, i critici e i vari operatori che sono attivi in Veneto
Il giorno 8 settembre dalle ore 12 (presentazione al pubblico) e fino alle ore 23 a Palazzo
Zenobio inaugurano contemporaneamente 13 nuove mostre, nell'onda di una nuova
gestione artistica che porterà nelle sede espositiva di dorsoduro numerose mostre e molte altre
esperienze culturali lungo l'intero corso dell'anno che volge al termine e poi per tutto il 2012.
Palazzo Zenobio infatti si pone l'obiettivo di diventare un nuovo punto di riferimento
per l'arte a Venezia e aldillà delle varie biennali vuole essere giornalmente, attraverso
nuove e variegate proposte, un luogo di costante proposta e ricerca, aperto "in primis" ai veneziani
e poi a tutti i cultori delle arti nel mondo.
Palazzo Zenobio, conosciuto anche come Collegio Armeno Moorat Raphael è uno dei palazzi
barocchi più belli di Venezia, la sua visita ci conduce anche alla scoperta di vari capolavori del passato,
dalla Sala degli specchi concepita dal Dorigny intorno alla fine del seicento con i suoi suggestivi giochi prospettici,
agli splendidi Carlevarijs della galleria di inizio ottocento, e annoveriamo poi i diversi affreschi della scuola del Tiepolo e infine
i fregi e gli stucchi di altissima qualità che adornano complessivamente tutto il piano nobile.
Ma, già a piano terra, varcato il portone d'ingresso si accede ad un atrio suggestivo che conduce con una prospettiva entusiasmante
allo splendido giardino storico, uno dei più grandi dell'intera Venezia.
Ecco, in questo luogo dalle tante suggestioni artistiche del passato, vogliamo inserire
costantemente la ricerca artistica dei nostri giorni e la modernità, fornire senza retorica
e con "democrazia" di generi e stili, una proposta costante che possa soddisfare una grande fascia
di pubblico, una proposta diciamo museale: dalle sperimentazione più attuale ai grandi maestri del novecento, dall'installazione
alla videoarte, alla fotografia, senza tralasciare mai nessuna esperienza perchè pensiamo che il pubblico sia vasto almeno
quanto le varie poetiche che accompagnano e danno vita all'arte. Uno sguardo particolare verrà rivolto
alle realtà artistiche del territorio, spesso schiacciate dal grande peso della Biennale e lo stesso
sarà per la ricerca etnica dell'arte, rimanendo quindi fortemente legati ad un concetto di cultura internazionale che
era ed è ancora fondamento intellettuale del Collegio Armeno Moorat Raphael.

Con il Patrocinio di Comune di Venezia, Provincia di Venezia, Regione Veneto e Accademia di Belle Arti di Venezia.