RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 27 marzo 2015

CLOSE-UP Osservare. Ingrandire. Analizzare. Decodificare. Comprendere. Il primo piano sulla pittura italiana rivela indizi di grande bellezza. A cura di Gianluca Marziani

Grande mostra curata da Gianluca Marziani 



CLOSE-UP
Osservare. Ingrandire. Analizzare. Decodificare. Comprendere.
Il primo piano sulla pittura italiana rivela indizi di grande bellezza.

A cura di Gianluca Marziani 

PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE

Raccontare la pittura italiana, quella nata subito dopo la Transavanguardia. Un viaggio visivo dalla doppia anima: ora con artisti che iniziarono a esporre negli anni Novanta, ora con diversi nomi emersi di recente ma già consapevoli del buon uso linguistico. Una selezione eterogenea, supportata da consensi istituzionali, da una precisa riconoscibilità nel panorama iconografico, da un codice veggente con cui gli autori alimentano la disciplina evoluta del metodo pittorico.
CLOSE-UP racconta le qualità di un linguaggio attraverso molteplici radici tematiche ed estetiche, offrendo un vasto repertorio di passaggi concettuali e contenuti etici. Non ci sono spunti per nessuno, soltanto un vincolo dimensionale: agire entro i trenta centimetri come formato massimo del quadro.
Gianluca Marziani: “Trenta centimetri è di solito il formato minimo in circolazione, una sorta di consuetudine che vede nel 30x30 un’ideale unità di misura pittorica. Sono partito da quel minimo per tramutarlo nel massimo formato eseguibile, un’indicazione agli artisti per ribaltare il rapporto tra impatto e dimensione. Volevo che si ragionasse sul piccolo come spinta alla riscoperta del valore, dei dettagli, di quella preziosità che non implica esagerazione ma altissimo controllo.”
La mostra avrà una doppia natura espositiva: un lavoro di ogni artista sarà allestito nel Piano Nobile del museo, tra mobili, quadrerie, pareti e soffitti lavorati, secondo scritture curatoriali che privilegiano la strategia mimetica, il nascondimento, la rivelazione improvvisa; un secondo lavoro di ogni artista sarà presentato, invece, in una zona del Piano Mostre, dove il pubblico troverà un timeline orizzontale, sorta di lungo serpente che attraverserà tre zone del Piano (Sala Sten & Lex, Sala Archi, Galleria) come un esercito pittorico in rigoroso ordine alfabetico.
Gianluca Marziani: “Nel doppio ruolo di direttore artistico e curatore del progetto, mi assumo la piena paternità delle scelte, una sorta di responsabilità autografa per certificare le presenze e le necessarie assenze. La selezione risponde ai criteri che definiscono il mio metodo, così come accade davanti a qualsiasi sintesi collettiva per mostre tematiche. Piaccia o meno, questo gruppo rappresenta la sintesi spendibile di un’altissima energia figurativa. La pittura italiana che spargerei nel cosmo è qui: in un sogno vorrei alzare gli occhi e scoprire che ogni stella nel firmamento pulsa in forma di quadro, anche perché l’unico linguaggio artistico con la preziosità di un minerale rimane l’intramontabile pittura dal cuore irrequieto, sconfinata per natura, senza compromessi per istinto e ragione”.
La mostra diventa esperienza, evento sensoriale, avventura oltre la forma
L’allestimento nel Piano Nobile sarà una passeggiata rivelatrice, come una caccia al tesoro nascosto, tra cassetti, quadrerie, cornici, pavimenti vasi, scrittoi, vetrine, ante… ogni quadro avrà una sua zona speciale, un antro scenico per attivarne l’anima spaziale e lo spirito narrativo. Il Piano Mostre sarà, al contrario, il riordino alfabetico di una disseminazione avventurosa del quadro, quasi a ripristinare il senso logico dopo le frantumazioni del senso originario.”

Buon avvicinamento. Buon ingrandimento. Buona visione

Artisti Partecipanti

108
Stefano Abbiati
Silvia Argiolas
Mirko Baricchi
Alessandro Bazan
Valerio Berruti
Danilo Bucchi
Emilio Cafiero
Fabrizio Campanella
Guglielmo Castelli
Andrea Chiesi
Mario Consiglio
Enrico Corte
Pier Paolo Curti
Arnold Mario Dall'O
Alberto Di Fabio
Fulvio Di Piazza
Mauro Di Silvestre
Stefano Di Stasio
Pablo Echaurren
Stefania Fabrizi
Matteo Fato
Paola Gandolfi
Massimo Giacon
Fausto Gilberti
Silvia Idili
Francesco Impellizzeri
Francesco Irnem
Jeffrey Isaac
Laboratorio Saccardi
Francesco Lauretta
Emilio Leofreddi
Massimo Livadiotti
Lucamaleonte
Giorgio Lupattelli
Ria Lussi
Paolo Maggis
Claudio Malacarne
Franco Marrocco
Mauro Maugliani
Maddalena Mauri
Veronica Montanino
Marco Neri
Andrea Nurcis
Giacinto Occhionero
Ozmo
Vincenzo Pennacchi
Matteo Peretti
Valeria Petrone
Cristiano Pintaldi
Luca Piovaccari
Gioacchino Pontrelli
Nicola Pucci
Pierluigi Pusole
Giuseppe Restano
Roxy in the box
Giuliano Sale
Maurizio Savini
Alessandro Scarabello
Croce Taravella
Franco Troiani
Velasco
Nicola Verlato
Mario Vespasiani
Esteban Villalta Marzi

Ufficio stampa:
MLC COMUNICAZIONE
Maria Letizia Cassata
www.mlccomunicazione.com
mlc.comunicazione@gmail.com

Contatti Palazzo Collicola: info@palazzocollicola.it
Contatti Sistema Museo: ufficiostampa@sistemamuseo.it
Contatti Gianluca Marziani: gianlucamarziani@gmail.com

giovedì 13 marzo 2014

Carlo Cane a Latina...

L'amico Carlo Cane in mostra a Latina, dalla Romberg, per una importante collettiva... da vedere!

PAESAGGI DI MAGAZZINO
a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani
22 marzo- 24 aprile 2014

RoOmberg Open Space
via Le Corbusier 39 - Latina 


mercoledì 5 febbraio 2014

MAMBOR CAMPIONATORE a Mantova


 

MAMBOR CAMPIONATORE


Mantova | Fruttiere di Palazzo Te
9 febbraio - 23 marzo 2014
a cura di Gianluca Marziani



Comunicato stampa

“Osservo la divisione, la separazione, la solitudine, e non rappresento la sofferenza, il dolore. Non vedo attraverso il mio corpo ma vedo il mio corpo nello spazio”.
                                                                                                                      Renato Mambor


Palazzo Te, a Mantova, ospita un’ importante rassegna dedicata a Renato Mambor (Roma, 1936), autorevole esponente della cultura figurativa italiana della seconda metà del ‘900.
Curata da Gianluca Marziani la mostra è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e da Marzia Spatafora – Spazio Culturale, con il Patrocinio di Regione Lombardia, del Comune di Mantova e del Museo Civico di Palazzo Te.

“L’occasione è giusta - afferma Angelo Crespi, presidente del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te -  per ragionare sulla produzione di cinquanta anni di uno dei protagonisti di quel particolare filone creativo, sviluppatosi negli anni Sessanta in ambito romano, passato alla storia come Scuola di Piazza del Popolo. Una sorta di seconda avanguardia per la quale l’arte deve innanzitutto scardinare codici linguistici precostituiti, e porsi al confine tra varie forme espressive”.

Sarà quindi esposta nelle Fruttiere di Palazzo Te una selezione della coerente e insieme variegata opera del pittore romano, raccolta in cinque significativi capitoli che intendono percorrere - riproponendo le parole del curatore Gianluca Marziani - un excursus a ritroso fino alle fotografie del 1969, passando per le celebri sagome tridimensionali, i famosi “Separè”del 2007, quindi “Diario 2007”, spunto per una serie di trittici riepilogativi, e “Quadreria”, un insieme organico di tele senza legami apparenti, riunite con libertà compositiva e spirito narrativo. Infine un lavoro esclusivo presentato qui in anteprima, pensato da Mambor appositamente per Mantova: “Quadreria Infinita”, una sorta di esercito pittorico in cui la sagoma ripetuta crea un ritmo sintattico, forte ritorno alla bidimensionalità degli anni Sessanta.

MAMBOR CAMPIONATORE è il titolo che il curatore ha voluto assegnare alla mostra di Palazzo Te, per sottolineare l’opera di un artista che sulla ripetizione, sulla moltiplicazione iconica, sullo stretto legame tra segni e codici mediatici, ha definito la propria cifra, consegnata nei decenni a un peculiare modo di campionare il corpo umano, gli oggetti, le materie e i segni del presente.
E’ alla musica elettronica concettuale che Marziani associa l’arte di Mambor, l’accezione più “liquida” di una pratica campionatoria dove una porzione di suono viene estratta da una massa primaria per essere poi immessa in un flusso sintetico “definito su una matrice che forma e trasforma, slitta e definisce, amplifica e comprime”.
Non solo, l’immagine sintetica di Mambor, a tratti, può essere ulteriormente compresa gettando uno sguardo alla poetica di Andy Warhol - e d’altra parte è documentato il suo trasferimento negli Stati Uniti a metà degli anni ’60, con Ceroli e Tacchi, per un contatto diretto con le radiazioni della Pop Art – fondata su un’estetica essenziale, limpida e chiaramente basata sulla ripetizione. Ma, contrariamente agli intenti di Warhol, “archetipo estetico di un’immagine automatica, industriale nel suo americanismo ma classica nelle sue radici, Mambor incarna un approccio caldo in cui scompaiono l’io espressionista e la narrazione autografa, senza che si rinunci alla carne viva del colore, alle materie pulsanti, alle alchimie tattili del quotidiano”.

Forte di una produzione artistica estesa nel tempo e ricca, nel suo stile ripetitivo e ripetuto, di varianti espressive e tecniche - fotografia, pittura, serigrafia, scultura e installazioni - Renato Mambor ha trovato in Achille Bonito Oliva una critica fedele e puntuale, che dalla sua prima presentazione nel ’66 lo ha accompagnato fino al 2009, con la grande antologica napoletana In prestito dall’infinito, senza dimenticare l’incontro nel ’96 a Roma con Maurizio Calvesi di cui, in occasione della mostra Relazioni, si legge l’importante testimonianza nel relativo catalogo.  
Ma la grandezza di Mambor non può essere colta fino in fondo escludendo il suo percorso parallelo in ambito teatrale, attivo nella sua esistenza fin dagli anni Cinquanta e intrapreso con passione e apprezzabili riscontri fino alla fine degli anni ’80 quando l’artista – nella più intera accezione del termine – sceglie di tornare alla pittura, comunque mai completamente abbandonata.

E’ quindi imperdibile l’occasione mantovana di varcare le magnifiche soglie cinquecentesche di Palazzo Te e ritrovare negli spazi delle Fruttiere la rappresentazione di un linguaggio artistico firmato da Renato Mambor, un maestro del contemporaneo che ha saputo affermare la propria grandezza nel rapporto con il dato reale filtrato dall’immagine di un’immagine.



CENTRO INTERNAZIONALE D’ARTE
E DI CULTURA DI PALAZZO TE
Ufficio Stampa
+39 0376 369198
www.centropalazzote.it


sabato 21 dicembre 2013

I vincitori del Premio Terna 05

I vincitori del Premio Terna 05

Essere o non Essere. Con gli Altri. La Rete Sociale a regola d’Arte

 Davide Reimondo,Vanessa Alessi e Gianluca Vassalloi vincitori del Premio Terna 05 Mostra finale dal 20 dicembre all’8 gennaio 2014al Tempio di Adriano di Roma



Roma, 19 dicembre 2013 - Davide Reimondo, con “Poesia di 3 metri: io e gli altri”, Vanessa Alessi con “W-Hole” e Gianluca Vassallo con “Next” sono i vincitori della quinta edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea “Essere o non essere. Con gli Altri. La Rete Sociale a regola d’Arte”, curato da Cristiana Collu e Gianluca Marziani.
I vincitori, primo, secondo e terzo classificato, sono stati individuati dalla Giuria di collezionisti di primo piano nel panorama italiano e internazionale, presieduita da Luigi Roth e Flavio Cattaneo, Presidente e Amministratore Delegato di Terna: Pietro Caccia Dominioni, Anna Rosa e Giovanni Cotroneo, Giorgio Fasol, Camilla Nesbitt, Giuseppina Panza di Biumo, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Al loro fianco l’artista Daniela De Lorenzo, vincitrice della precedente edizione del Premio.
L'edizione 05 si è incentrata sulla relazione tra l’uomo e la solidarietà, sulla necessità di una rinnovata attenzione e vicinanza all’altro, approcci possibili e responsabilità diffuse nella società.  Il Premio, che negli  anni passati ha raccolto l'adesione record di 9.000 artisti mettendo in rete 12.000 opere d’arte, ha registrato un risultato ancor piu rilevante per questa edizione che, in un solo mese interamente online, ha aggregato l'interesse di oltre 1.500 artisti restituendo la fotografia fedele delle sensibilità più diffuse nel panorama contemporaneo ed evidenziando aspetti anche meno scontati della solidarietà.
“Il principio che anima il lavoro di tutti noi in Terna è semplice: non c’è vero sviluppo se non è sostenibile”- commenta Luigi Roth, Presidente. “Abbiamo trasposto questo nostro principio nel campo specifico dell’arte contemporanea: per noi non c’è vera arte se non è anche solidale. Abbiamo segnato una svolta nel nostro percorso di ricerca sulla cultura contemporanea e appreso insegnamenti preziosi. Dalla conferma che senza cultura non c’è sviluppo, arriva una indicazione di lavoro chiara: tutto il mondo privato è oggi chiamato a dare il proprio contributo, promuovendo l’evoluzione delle persone e della società”.

“Partecipazione, selezione, sintesi. Sono queste le parole che riassumono le fasi cruciali del PT05 – commentano Cristiana Collu e Gianluca Marziani, curatori- contrassegnato quest’anno anche da un’estrema rapidità, che si avvicina all’immediatezza del sentimento solidale e alla necessità di tradurlo nel più breve tempo possibile in azioni concrete. La partecipazione è stata consistente, la selezione ardua, la sintesi solidale, le opere vincitrici sono infatti non solo emblematiche del tema proposto ma veicolano il senso e la tensione di tutte le altre, esprimono e traducono con determinazione e con grazia le parole che hanno accompagnato questo percorso: il desiderio di essere, di esserci e soprattutto di essere e esserci con gli altri”

Da domani fino all’8 gennaio 2014 le opere dei finalisti e dei vincitori saranno in mostra al Tempio di Adriano di Roma: “W-Hole” di Vanessa Alessi, “Crazy Lines#2” di Pierpaolo Curti, “Family” di Elisabetta Di Sopra, “Eden Olympia” di Andrea Dojmi, “Orizzonte su orizzonte man mano che il tempo si autocancella” di  Francesco Irnem, “Primo esercizio di Protezione” di Gianni Moretti, “Moss” di Massimiliano Pelletti, “14.12 (Roma)” di Valerio Rocco Orlando, “Poesia di 3 metri: io e gli altri” di David Reimondo, “Ad Lib” di Michele Spanghero, “Klingensammlung” di Michele Tajariol, “Transenna” di Enzo Umbaca, “Next” di Gianluca Vassallo, “Suburban Rhapsody” di Devis Venturelli, “Difesa personale” di Lucia Veronesi. L’ingresso è gratuito.
Il montepremi, del valore totale di 60mila euro, sarà in massima parte devoluto al progetto di solidarietà intergenerazionale “Arrivano i Nonni” di Arci Milano, finalista del Sodalitas Social Innovation nella categoria “Territorio ed emarginazione sociale”. 
Ai tre vincitori del Premio Terna spetterà un premio acquisto rispettivamente di 4.000 euro per il primo, 3.000 euro per il secondo e 2.000 euro per il terzo classificato.

Guarda le opere in mostra su www.premioterna.com

domenica 23 giugno 2013

I MONDI DI MARIO SCHIFANO IN UNA COLLEZIONE davvero PRIVATA A cura di Gianluca Marziani e Marina Deserti



Di quello che avverrà a Spoleto, durante il Festival dei Due Mondi, vi ho già accennato qualcosa nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/06/le-mostre-del-festival-dei-due-mondi.html.

Ora qualche dettaglio in più a proposito della mostra dedicata a Mario Schifano...



COSMOGONIA | LE SUPERNOVA DEL COLLEZIONISMO ITALIANO

Il piano nobile di Palazzo Collicola, arredato con preziosi mobili d’epoca e quadrerie antiche, entrerà in cortocircuito con le forme dell’arte contemporanea.Il progetto “Cosmogonia” ospiterà giovani collezioni italiane in cui vincono ricerca, sperimentazione linguistica e tematiche urgenti. Gli allestimenti saranno pensati in maniera mimetica e dialogante, come se un ideale principe del Settecento, dopo aver scoperto l’arte contemporanea, decidesse di allestirla tra mobili in legno e ritratti di pittori barocchi.

Opening: Sabato 29 Giugno 2013 Ore 12:00

Preview stampa: Sabato 29 Giugno 2013 Ore 11:00

VOLUME III
I MONDI DI MARIO SCHIFANO IN UNA COLLEZIONE davvero PRIVATA
A cura di Gianluca Marziani e Marina Deserti

Terzo capitolo del progetto Cosmogonia, dedicato alle collezioni italiane con un’alchimia rara e una storia unica da raccontare. Le Supernova del Collezionismo Italiano, dice il sottotitolo: perché si tratta di un collezionismo dal cuore “sartoriale”, costruito con la coerenza del gusto intimo, come un perimetro identitario che definisce una strategia della bellezza. Cosmogonia racconta la passione della scoperta, l’amore per l’opera, la tensione della ricerca, l’intuito per la rivelazione. Un viaggio nell’anima del collezionista, dove l’arte disegna il codice sentimentale di una persona.
Signore e Signori, benvenuti nella nuova Cosmogonia di Palazzo Collicola Arti Visive…



UNA COLLEZIONE davvero PRIVATA
Un viaggio espositivo che ripercorre una memoria privata attraverso l’arte contemporanea. Marina Deserti, bolognese e imprenditrice di successo, riavvolge una fetta della propria vita assieme ai lavori di Mario Schifano, raccolti negli anni in un continuo legame tra cultura e passioni quotidiane, famiglia e tempo libero, ricordi e sguardo sempre in avanti. Una selezione di oltre 70 opere per un viaggio museale in 12 sezioni tematiche, arricchito da diversi inediti e una sorpresa finale, la sala completa coi quattro grandi quadri "Ex Film". Disegni, tele, collage, stampe, Polaroid e oggetti scultorei per attraversare i mondi di Schifano dentro le energie sentimentali di una collezione “davvero” privata.
Gianluca Marziani: Raccontare questa collezione è un privilegio che rende immersivo ed emozionante il lavoro del curatore, un viaggio prezioso in cui ho ripercorso, attraverso la collezione di Marina Deserti, le varie fasi di un maestro dell’arte italiana. Difficile trovare collezioni così filologiche attorno ad un singolo autore. Se poi quelle opere sono sorprendenti, spesso inedite, firmate da uno dei più dotati e prolifici artisti contemporanei, l’emozione progettuale diventa un’esperienza germinativa.
Assieme a Marina Deserti bisogna ricordare un’altra persona, Gabriele Stori, mercante e critico d’arte, protagonista silenzioso di questa collezione italiana. Morto prematuramente nel 1980 a seguito di un incidente stradale, Stori era il marito di Marina e un amico vero di Mario. La genealogia delle opere, alcune dediche sul fronte e retro dei lavori, certe tematiche affrontate: molteplici elementi che raccontano di una bella vicenda umana in un’epoca di brillante vitalità. Marina Deserti è partita da quei primi lavori che il marito portava in casa, da frammenti d’arte che gradualmente hanno occupato i suoi spazi, le sue giornate, la sua vita. Nel tempo è cresciuta la collezione, nuovi artisti hanno trovato spazio, talvolta gli autori sono entrati nelle vicende professionali dell’azienda, ma al dunque il cuore pulsante, il perimetro di questa passione riguarda le opere di Mario Schifano. Un battito figurativo che vi racconteremo a Spoleto, tra le sale di Palazzo Collicola Arti Visive.
Una volta terminata la mostra, la Sala Ex Film diventerà per alcuni anni una nuova stanza della Collezione Collicola. Un’esperienza immersiva nel nero delle tele, quattro metri di lunghezza ognuna, posizionate a quadrato su quattro lati, una sorta di camera mediatica in cui la pellicola filmica si traduce in sospensione metafisica, spazio di astrazioni mentali oltre qualsiasi tecnologia.

La mostra prosegue fino al 29 settembre 2013
Contatti stampa Palazzo Collicola: ›› info@palazzocollicola.it

lunedì 3 giugno 2013

Le mostre del Festival dei due Mondi 2013 a Spoleto

Succederà, dal prossimo 28 giugno al 14 luglio, a Spoleto, in occasione del 56° Festival dei due Mondi



MOSTRE DEL COMUNE
a cura di Gianluca Marziani
Palazzo Collicola Arti Visive



ANTONIO MARRAS + DANILO BUCCHI
Insieme Siamo Altro


Una firma della Moda e un artista italiano in grande ascesa s’incontrano nelle sale del Piano Nobile. Due approcci alla costruzione, due modi elaborativi che si integrano per modi e strutture. Il disegno, codice primario per Bucchi, è la sorgente creativa di Marras, la sua memoria fedele. Vestire i corpi, attitudine lavorativa di Marras, è invece la tensione implicita di Bucchi, una sartorialità pittorica che cerca sulle superfici il codice distintivo e l’alchimia emotiva. Una mostra a quattro mani che riflette sui canoni del disegno, sui rapporti tra immagine e materiali, sui passaggi dentro il processo ideativo. Quando l’abito diventa habitus.

Cosmogonia presenta
I MONDI DI MARIO SCHIFANO IN UNA COLLEZIONE DAVVERO PRIVATA


La storia di una donna che si racconta attraverso una fetta speciale della sua collezione d’arte contemporanea. Marina Deserti, imprenditrice di successo, ripercorre la sua vita assieme ai lavori di Mario Schifano, raccolti negli anni in un continuo legame tra cultura e passioni quotidiane, famiglia e tempo libero, ricordi e voglia di futuro. Una selezione di opere per un viaggio in dodici sezioni tematiche con molti inediti e una grande sorpresa, la sala completa coi quattro grandi quadri "Ex Film". Disegni, tele, collage, fotografie manipolate e sculture per attraversare i mondi di Schifano dentro le storie personali di una collezione "davvero" privata.

GIANFRANCO CHIAVACCI
Binaria


Un maestro della fotografia sperimentale, un ricercatore sfrenato che per cinquant´anni ha lavorato sui codici iconografici e i temi concettuali tra fotografia e pittura. A Spoleto viene presentata la complessa ricerca pittorica di Gianfranco Chiavacci (1936-2011), dedicata al tema della binarietà sulle superfici bidimensionali. Un artista con cui indagare i legami tra immagine e tecnologia, scienza e composizione visiva, materiali e percezione. La mostra di Spoleto fa parte di un doppio progetto espositivo: dopo la tappa estiva dedicata alla pittura, sarà Palazzo Fabroni (Pistoia, primavera 2014) a dedicare un’ampia antologica all’opera fotografica di Chiavacci.

GIUSEPPE RIPA
In un certo senso una mostra antologica


Prosegue il viaggio di Palazzo Collicola nella Fotografia Italiana Contemporanea. E’ oggi la volta di Giuseppe Ripa, artista italiano di matura esperienza sul campo instabile del Pianeta, autore di sette momenti seriali che hanno visto una parallela linea editoriale col marchio Charta. Il progetto di Spoleto avrà il suo focus sui cicli americani Moondance e Liminal. Una terza sezione verrà dedicata alla nuova serie dal titolo Seaside. L’ultima sezione riguarderà i precedenti cicli Anima Mundi, Tibet, Memorie di pietra, Lightly, Aquarium, evocati in mostra attraverso gli omonimi artbooks (editi da Charta) e uno slide-show coi lavori non esposti nelle altre sale. Ripa porta la fotografia ai suoi archetipi, ad una purezza universale e sembra dirci che non contano realmente i luoghi specifici ma l’occhio, l’approccio conoscitivo, la disposizione emotiva.

GIULIANO CORELLI
Daily Mirror

Giuliano Corelli (Condino, 1971) è un artista anomalo e raffinato, privo di foga espositiva, concentrato a lavorare nel suo studio dal 2007, anno in cui si è trasferito in Toscana e ha iniziato a scolpire il marmo. Da quel giorno sono nate nove grandi sculture col tipico bianco di Carrara, tutte in scala naturale, nove posizioni di vita quotidiana dei suoi uomini urbani dai lineamenti contemporanei e catalizzanti. Nove visioni che, tramite posture e azioni catartiche, ribaltano la staticità del manichino e implicano una lettura morale, un codice etico che prende il monumentalismo per ricondurlo al vissuto quotidiano, proprio come accadeva ieri con George Segal e oggi con Charles Ray.

Collicola onthewall presenta
2501_BORONDO_ LUCAMALEONTE_ MONEYLESS_ SBAGLIATO


Cinque nuovi interventi sui muri di Palazzo Collicola Arti Visive, a conferma di una vocazione del museo per i linguaggi urbani e i nuovi codici espressivi. Le opere rappresentano ulteriori inserimenti nelle zone interstiziali della struttura, ampliando così una mappatura parietale che prende spunto dalla sala di Sol LeWitt dal titolo "Bands of Color". Per il museo spoletino è la conferma di una speciale attenzione ai codici dell’arte metropolitana, in sintonia con il Moca di Los Angeles, la Tate Modern di Londra e gli altri spazi che seguono le frequenze più innovative dell’arte contemporanea.

domenica 2 dicembre 2012

LO SGUARDO ESPANSO a cura di Bruno Di Marino, Marco Meneguzzo e Andrea La Porta

 
LO SGUARDO ESPANSO
Dal 30 Novembre 2012 al 3 Marzo 2013
Complesso Monumentale del S. Giovanni, Catanzaro.
E' stata inaugurata lo scorso 30 Novembre, e sarà visitabile sino al 3 Marzo 2013 presso il Complesso Monumentale del S. Giovanni, la mostra dal titolo "Lo sguardo Espanso". Organizzata dal Comune di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo, la retrospettiva avrà come obiettivo la ricostruzione della storia del cinema d’artista italiano. Ciò verrà fatto attraverso l'indagine del lavoro di oltre cinquanta artisti selezionati dai curatori Bruno Di Marino, Andrea La Porta e Marco Meneguzzo.
La ricostruzione storica partirà dai pionieristici lavori di Ginna e Corra, co-firmatari del Manifesto della cinematografia futurista del 1916, e arriverà alle opere più recenti di giovani autori contemporanei. Di mezzo le sperimentazioni di artisti oramai storicizzati come Angeli, Depero, Munari, Pascali, Patella, Schifano e altri. La mostra renderà omaggio anche a Mimmo Rotella. Al Maestro catanzarese, idealmente legato all’immaginario cinematografico, verrà dedicata una sala in cui saranno esposti alcuni suoi décollages.
Le opere audiovisive degli artisti presenti in mostra verranno poste a confronto con fotografie, installazioni, disegni, dipinti, serigrafie, ecc., in un percorso dalle ambiziose finalità didattiche. Il progetto espositivo verrà infatti integrato da una rassegna di film, una serie di workshop, incontri con gli autori e da una giornata di studi. Queste attività si svolgeranno tra Catanzaro, Soverato e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio.

GLI ARTISTI

Franco Angeli – Rosa Barba – Gianfranco Baruchello – Carmelo Bene - Umberto Bignardi – Salvatore Brancato – Anton Giulio Bragaglia – Sylvano Bussotti – Francesco Cangiullo - Cioni Carpi – Leonardo Carrano – Claudio Cintoli – Fortunato Depero – Francesco Di Cocco – Ra Di Martino – Giosetta Fioroni – Flatform – Rosa Foschi – Nato Frascà – Gianini e Luzzati – Arnaldo Ginna – Paolo Gioli - Andrea Granchi – Thorsten Kirchhoff – Ugo La Pietra – Silvio e Vittorio Loffredo – Virgilio Marchi – Fabio Mauri – Arcangelo Mazzoleni – Davide Mosconi – Bruno Munari e Marcello Piccardo – Magdalo Mussio – Ugo Nespolo – Pippo Oriani – Pino Pascali – Luca M. Patella – Gianni Pettena – Daniele Puppi – Enrico Prampolini – Paola Salerno – Michele Sambin – Mario Schifano – Roberto Lucca Taroni – Gianluigi Toccafondo – Danilo Torre - Franco Vaccari – Luigi Veronesi – Virgilio Villoresi – Debora Vrizzi – Zapruder.
Con un omaggio a Mimmo Rotella.


INFO E ORARI

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 – ingresso gratuito
Complesso Monumentale del San Giovanni
Piazza Giuseppe Garibaldi, Catanzaro

catalogo: Silvana Editoriale, 300 pagine (ca.) in italiano e in inglese


PROGETTO E SOGGETTI
Progetto integrato di sviluppo regionale "Arte contemporanea in Calabria"
Primati italiani. Dal Futurismo a Fontana, da Rotella ai giorni nostri: due progetti per Catanzaro 2012-2013.

Realizzato con il finanziamento di eventi di arte contemporanea:
POR CALABRIA FESR 2007/2013 "L I 5.2.2.4 - Azioni per lo sviluppo dell'arte contemporanea in Calabria.

Capofila: COMUNE DI CATANZARO

Ente Attuatore: FONDAZIONE ROCCO GUGLIELMO

Soggetti firmatari: Fondazione Imes di Catanzaro, Università degli Studi Magna Grecia, Istituto d'Arte di Squillace, Comune di Soverato, Comune di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Fondazione Cefaly, Fondazione Mimmo Rotella e Cineteca della Calabria.

Partner Culturali: la Cineteca Nazionale di Roma, la Cineteca di Bologna,la Cineteca Italiana di Milano e la Fondazione Mimmo Rotella.

venerdì 19 ottobre 2012

L'OCCASIONE PERSA DEL MAXXI di Gianluca Marziani

MAXXI - Roma


Leggo sul profilo Facebook di Gianluca Marziani (http://www.facebook.com/gianluca.marziani1 ), noto critico e curatore indipendente, la più efficace ed attenta analisi sulla "questione MAXXI"... Non posso fare altro che condividerla... buona lettura
Gianluca Marziani


L'OCCASIONE PERSA DEL MAXXI

Lo dico da anni ai diversi referenti istituzionali che mi interpellano a proposito del MAXXI e mi chiedono cosa farei con una struttura del genere. La mia risposta è ormai un mantra: "Lo sapete o no che Roma aveva l'occasione di possedere il museo più innovativo del Pianeta?". Bastava armonizzare il programma curatoriale con l'estetica dinamica dell'architettura, creando un vero museo del XXI secolo, un luogo radicale di ricerche sonore, tecnologie applicate, elettronica, culture scientifiche, nuovi ambienti organici, realtà aumentate, fruizioni alternative... Un riferimento per tutta quell'arte che ingloba Fisica e Chimica, Astronomia e Biologia, in contatto con nanotecnologie e digitalismi, design postindustriale ed estetica del futuro... Sto parlando di arte al massimo livello, mi basti citare, solo come esempio, i vari Olafur Eliasson, Tomas Saraceno, Carsten Nicolai, fino alla miriade di fantastiche ricerche (giovanissime, giovani ma anche storiche come un Muntadas) che stanno aprendo l'arte ai rumori dell'universo, ai canoni del web, ai nuovi confini della scultura e del video... Le grandi mostre di Gino De Dominicis o Michelangelo Pistoletto avevano il loro spazio elettivo nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna, tempio istituzionale per Ottocento e Novecento; così la collezione del MAXXI, un ibrido che tocca di sfuggita il XX! secolo e si mescola con le avanguardie inquiete del Dopoguerra... Quale senso dare ad un museo che fotocopia la GNAM dentro un contenitore contemporaneo? Perché non trovare il coraggio di creare un museo dal taglio unico al mondo, riferimento centrale per un'arte che rispetta il giusto passato ma dialoga ad alta voce con la vera dimensione del presente?

martedì 18 settembre 2012

+50 SCULTURE IN CITTÀ TRA MEMORIA (1962) E PRESENTE (2012) a cura di Gianluca Marziani

Segnalo...



+50 SCULTURE IN CITTÀ
TRA MEMORIA (1962) E PRESENTE (2012) a cura di Gianluca Marziani
SPOLETO dal 23 giugno al 28 ottobre 2012 

A cinquant’anni dalla grande mostra Sculture nella città, curata nel 1962 da Giovanni Carandente, il Comune di Spoleto celebra la scultura contemporanea attraverso le opere di una cinquantina di artisti italiani che si dislocheranno tra Palazzo Collicola Arti Visive e vari luoghi della città. Dentro Palazzo Collicola ci saranno tre grandi mostre personali, diversi progetti speciali, oltre al nuovissimo Collicolab (spazio aperto a giovani artisti, associazioni culturali, fondazioni, realtà individuali). Per le vie di Spoleto, in altri musei e sedi istituzionali si svilupperanno tre mappature: una prima di carattere storico (che prenderà forma il prossimo autunno grazie a una serie di totem che testimonieranno, attraverso immagini fotografiche del 1962, la collocazione delle opere della prima mostra); una seconda, sempre di carattere storico, dedicata al riposizionamento di alcune opere del 1962 nei luoghi d'origine (Consagra e Pomodoro in particolare), oltre alla creazione di un archivio coi materiali storici del progetto; una terza di taglio contemporaneo in cui decine di artisti collocheranno le loro opere scultoree nei luoghi più affascinanti della Spoleto storica.
1962 . SCULTURE IN CITTÀ fu un avvenimento unico e scardinante, qualcosa in più di una semplice mostra, possiamo dire il primo evento globale che relazionò una città ad alto valore storico con le visioni dei più grandi scultori del Dopoguerra.
2012 . +50 vuole conservare la memoria e riflettere sulle nuove formule espressive della scultura contemporanea. Un evento germinativo che si svilupperà tra Palazzo Collicola e la zona storica di Spoleto, secondo una ramificazione virale dei progetti, realizzati da alcuni tra i più interessanti scultori del panorama italiano.
Cinquant’anni fa prevalse la cultura della fusione e delle leghe pesanti, secondo una concezione elaborativa che esprimeva nel ferro la sua natura primordiale e al contempo avanzata. Oggi sono cambiati i codici figurativi ma anche i materiali, le tecniche d’esecuzione, i modi di integrarsi o reagire nel contesto urbano. Diminuiscono le simbologie astratte e crescono i legami con la città viva, il corpo mutante, gli oggetti tecnologici. Diminuiscono (ma non scompaiono) le antiche tecniche elaborative a favore di un approccio eterogeneo, in dialogo con il progresso dei nuovi materiali e delle gigantesche possibilità tecniche.
La forza del nuovo progetto sta proprio nella sua doppia natura: da una parte la scultura come atto innovativo, esperimento sul presente, volume aperto; dall’altra il forte rispetto per la memoria storica, reso evidente da autori che lavorano il marmo, il gesso o la cera con raffinata sapienza “classica”, adattando la memoria alle storie del nostro tempo digitale.
+50 sarà una “mostra diffusa” che mapperà la città e diventerà un percorso a tappe tra interni ed esterni, visibilità e nascondimento, tra l’impatto figurativo e le molteplici chiavi narrative. Una “caccia ai tesori” dove vincerà sempre l’opera coi suoi codici e le sue infinite nature sentimentali. 

Livello 01: La Memoria dello Spazio (in città)
Autunno 2012
Riposizionamento di alcune sculture esistenti nel luogo in cui erano state installate nel 1962. In particolare si tratta di Arnaldo Pomodoro e Pietro Consagra, oltre a una sistemazione dell’area in cui si trovano Alexander Calder e Beverly Pepper. Tra le altre opere esistenti vanno ricordate le sculture di Linn Chadwick e Nino Franchina.

Livello 02: Circuito 1962 (in città)
Dicembre 2012
Verrà creata una segnaletica con totem su cui campeggia la foto dell'opera nel 1962. Ogni totem andrà nel punto in cui era collocata originariamente la scultura. Completa il lavoro una didascalia che racconta l'opera. Verrà quindi creata una mappa della città scaricabile dal sito del museo, nonché distribuita con un pieghevole cartaceo nei luoghi centrali della città.

Livello 03: Lo Spazio della Memoria (Palazzo Collicola)
Dicembre 2012
Il prossimo inverno vedrà la creazione a Palazzo Collicola di una zona in cui consultare i materiali esistenti: fotografie, video, documenti e quanto possa aiutare il pubblico nell’approfondimento di una mostra fondamentale.

Livello 04: Scultura a Palazzo Collicola (Palazzo Collicola)
Opening 23 giugno 2012
Per Palazzo Collicola sono previste tre grandi mostre sui tre livelli espositivi del Palazzo e diversi progetti speciali.

04.1 Le grandi mostre di Palazzo Collicola:
GIOVANNI ALBANESE (Collezione Carandente e Sala archi Piano Mostre) Una mostra antologica si confronta con le opere della Collezione Carandente. Circa venti sculture installative dialogano con artisti e tematiche presenti a Palazzo Collicola, dando al connubio il sapore di una memoria che si riattiva nello spazio dinamico del presente.
MICHELANGELO GALLIANI (Piano Nobile) Un viaggio tra marmo, cera e piombo, materie nobili della grande scultura figurativa. Un’opera in ogni sala del Piano Nobile, senza che nulla sia stato toccato tra le magnifiche stanze di un appartamento da poco restaurato. La scultura diventa una scommessa iconografica tra memoria e futuro.
ROBERT GLIGOROV (Piano Mostre) Una mostra antologica ricostruisce il lavoro ventennale dell’artista, uno dei più importanti autori della scena contemporanea italiana. Ogni sala coglie un aspetto specifico dell’autore, rivedendo la carriera con l’attitudine elastica del continuo campionamento.
04.2 I progetti speciali di Palazzo Collicola:
FAUSTO DELLE CHIAIE (Galleria Piano Mostre) Per la prima volta un museo italiano ospita una mostra del più radicale tra gli scultori urbani. Famoso per le sue installazioni quotidiane a Piazza del Popolo a Roma, realizzate esclusivamente con scarti appena recuperati, Delle Chiaie rappresenta qualcosa di unico nel panorama artistico contemporaneo.
ALEX PINNA (Facciata Palazzo Collicola) La facciata del museo prevede un intervento scultoreo su larga scala. Gli uomini stilizzati di Pinna saranno al centro di una camminata gravitazionale tra le finestre dell’edificio.
MARIANNA MASCIOLINI (Collicola Ring) Una giovane autrice umbra, da poco premiata alla GNAM di Roma come artista- donna dell’anno, realizza un’installazione dentro il nuovo spazio del progetto Collicola Ring. 

EPVS (Collicola Ring) Un’altra donna per l’altro Collicola Ring. Si tratta di una sala ad alto impatto sensoriale, un luogo spiazzante riempito da un elemento che rompe le dinamiche percettive. Un’installazione ludica sul rapporto tra corpo e opera.
CHIARA DYNYS (Piano Nobile) Un progetto installativo in cui la scultura rielabora citazioni e contenuti storici, lungo dimensioni sensoriali che spiegano la natura eclettica di una tra le migliori artiste italiane.
VINCENZO PENNACCHI (Oasi Collicola) Il giardino di Palazzo Collicola vede l'inserimento di una domus installativa che dialoga con la dimensione esterna del museo. Una casa-scultura in cui la pittura si integra ai volumi plastici del progetto.
ANDREA ABBATANGELO, GAETANO BODANZA, DAVID FAGIOLI, PERETTI & MAURO, FRANCESCO MERNINI, ALEX PINNA, ANTONIO RIELLO, ANTONELLA ZAZZERA... (Altri spazi di Palazzo Collicola) Diversi interventi scultorei in alcuni punti interstiziali del Palazzo, a conferma di una visione diffusa del museo e delle sue molteplici dimensioni espositive.
Livello 05: Collicolab (Palazzo Collicola) Opening 23 giugno 2012
Al piano inferiore del museo vengono ospitate una serie di realtà che operano in Italia attorno ai temi della scultura contemporanea e non solo. Ogni realtà invitata porta un progetto personale, così da rendere lo spazio un percorso di stimoli eterogenei.
GRAZIANO CAROTTI a cura di Matteo Pacini

KINDERGARTEN & DAVID POMPILI a cura di Francesca Briganti FABIO MATTEI a cura di Gianluca Marziani
VINCENZO MARSIGLIA a cura di Michela Di Stefano CRISTIANO PETRUCCI a cura di Gianluca Marziani

RENATO RUBINI & ENATALEM ZELEKE a cura di Maria Letizia Bixio e Valentina Gramiccia
Livello 06: Circuito 2012 (La città e i suoi spazi) Opening 23 giugno 2012
INTERNI
GEHARD DEMETZ Casa Romana; AFFILIATI PEDUCCI/SAVINI Museo del Tessuto e del Comune; JEFFREY ISAAC Rocca Albornoziana; KARPÜSEELER Rocca Albornoziana Seconda Porta; ADRIAN TRANQUILLI Chiesa SS. Giovanni e Paolo; FRANCO TROIANI San Carlo; UMBERTO CAVENAGO Chiesetta Madonna del Pozzo; MICHELE MANZINI Cupola Geodetica «Spoletosphere»; GAETANO BODANZA Complesso San Nicolò, area archeologica; DARIO GHIBAUDO Palazzo Comunale; PEPPE PERONE Palazzo Comunale; LUCIO PERONE Palazzo Comunale + Spazio Via di Visiale; MARIO CONSIGLIO Palazzo Comunale; MAURIZIO SAVINI Palazzo Comunale; SILVANO TESSAROLLO Spazio Via di Visiale.
ESTERNI
ANGELO BUCARELLI Corso Mazzini; MICHELE CIRIBIFERA Liceo Artistico «Leoncillo Leonardi» + area davanti al Teatro Nuovo; MAURO CUPPONE Complesso San Nicolò; RAUL GABRIEL via Filitteria; MARCELLO MAUGERI Piazza Fontana; FRANCO MENICAGLI Piazza della Genga; CARLO MOGGIA Giardini Viale Matteotti; MATTEO PERETTI Largo Muzio Clementi; ALESSANDRA PIERELLI Complesso San Nicolò; ANDREA PINCHI & CRISTIANO CAROTTI Piazza della Libertà; ALEX PINNA Fontana Piazza del Mercato; OLIVIERO RAINALDI via Minervio.

PALAZZO COLLICOLA
piazza Collicola 1 . Spoleto (PG)
tutti i giorni 10.30-13.00 15.30-19.00 martedì chiuso www.palazzocollicola.it
t. +39 0743 46434


martedì 27 marzo 2012

Carlo Cane a Venezia, a Ca' Zenobio degli Armeni

Carlo Cane arriva a Venezia. E lo fa alla grande! a Ca' Zenobio degli Armeni. Sotto l'attenta cura del duo Bergantini/Marziani... da vedere!!!

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ROMBERG Arte Contemporanea
presenta
CARLO CANE
GHIACCIO NOVE
a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani
Inaugurazione giovedì 5 aprile 2012
VENEZIA / CA’ ZENOBIO DEGLI ARMENI / Fondamenta del Soccorso – Dorsoduro 2596 /
Periodo: 5 APRILE / 6 MAGGIO 2012
orario: 10.00/18.00
info: Ca’ Zenobio T. +39 041 5228770 / sito: www.collegioarmeno.com
Info: Romberg T. +39 0773 604788 / M. +39 3347105049 / e.mail: info@romberg.it / sito: www.romberg.it
 “Ghiaccio Nove” è un famoso libro del 1963 dello scrittore americano Kurt Vonnegut. Racconta di Felix Hoenikker, uno dei "padri" della bomba atomica, uomo votato alla scienza, estraneo alla vita sociale, incapace di amare la moglie Emily e di fare da padre ai suoi tre figli. Da qui la rivelazione narrativa di una sua invenzione, nata in risposta alle richieste di un generale della Marina che cercava il modo per solidificare il fango, così da non costringere i marines a combattere nella melma. L'idea era venuta ad Hoenikker proprio il giorno dello sgancio della bomba: una microparticella in grado di cristallizzare e congelare l'acqua (punto di fusione a 114°F) e potenzialmente in grado di creare una reazione a catena su tutto il pianeta.
Le visioni di Carlo Cane nascono in maniera autonoma rispetto alla storia appena riassunta. Non ci sono legami diretti eppure le opere rivelano l’impatto delle figurazioni ultimative sul paesaggio contemporaneo. Senti la presa netta di una coscienza urbanistica, la veggenza sul pianeta in mutazione, percepisci l’energia visionaria che applica alcune utopie letterarie al disegno di elementi architettonici.
Ma la cosa che più richiama il mondo di Vonnegut è il senso di imperscrutabile passaggio tra stadi liquidi e solidi, forza ed evanescenza, linearità e curvatura. Le opere vivono in un limbo sospeso, coscienti del presente architettonico nonché dell’ingombro spaziale, delle incoerenze ambientali, dell’impatto critico sul contesto. Cemento armato, vetro e leghe metalliche iniziano a sciogliersi, perdono consistenza volumetrica. Le fondamenta rivelano la propria coscienza liquida, diventano laghi d’inchiostro profondo, dilagano lungo i flussi gravitazionali dello spazio. Architetture del presente globale che somatizzano lo stato febbrile della patologia planetaria.
Il paesaggio contemporaneo svela il suo “ghiaccio nove”, ovvero, la sua ambiguità morale, il punto interrogativo sul domani, la versione non finita del presente. Un mondo dove l’uomo decide il proprio destino attraverso scelte drastiche, talvolta estreme, comunque pericolose. Scelte che edificano luoghi per riversarsi sul futuro collettivo, sulla possibilità stessa di un futuro. Scelte che ci riportano al capolavoro di Vonnegut attraverso le visioni pittoriche di un artista ‘Carlo Cane’.

lunedì 26 marzo 2012

Trame e Frame - a cura di Gianluca Marziani... a Todi

Il "RE" di Roma, Gianluca Marziani, riunisce 8 validi artisti e se li porta a Todi... Basilè, Gligorov, Bramante... e Max Papeschi. Da vedere!!!


TRAME e FRAME
Strutture e figurazioni: geometrie dinamiche tra scheletro e abito
a cura di Gianluca Marziani

Matteo Basilè
Davide Bramante
Michele Ciribifera
Mario Consiglio
Marino Ficola
Robert Gligorov
Max Papeschi
Antonella Zazzera

PALAZZO MORELLI TODI
Opening: sabato 31 marzo 2012 ore 18:00
Catalogo in galleria

martedì 6 settembre 2011

Chi muove l'arte: Carta d'identità di... Gianluca Marziani


Gianluca Marziani

DOMANDE

  • Generalità (nome, cognome, età, professione ect.)
  • Collaborazioni (principali collaborazioni, mostre ect.)
  • Il tuo miglior pregio
  • Il tuo peggior difetto
  • Qual è il collega che stimi di più?
  • E quello che ritieni meno interessante?
  • Fammi tre nomi di artisti che ritieni in questo momento fra i più interessati
  • La galleria, il museo o l’istituzione al top della tua classifica personale?
  • Ed il fanalino di coda?
  • Moderno o contemporaneo?
  • Il ruolo del web nel mondo dell’arte
  • Progetti importanti per il futuro
  • Sogno nel cassetto
  • Ricetta salva/crisi
  • Una tua confessione (quello che nessuno sa di te)
RISPOSTE

Gianluca Marziani. 41 anni. Nato a Milano. Critico e curatore.
Direttore di Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto.
Direttore della Fondazione Rocco Guglielmo.
Curatore del Premio Terna.
www.gianlucamarziani.com

la visione veggente
permaloso (sempre meno ma ancora troppo per i miei gusti)

Hans Ulrich Obrist
Moltissimi

Francesco Mernini, Carlo Gavazzeni, Gianni Politi (cito tre artisti che seguo, per sottolineare l'importanza della responsabilità critica e del peso che deve assumersi un curatore).

Schirn Kunsthalle e Fondation Cartier

La programmazione del Maxxi (il peggior rapporto tra qualità del progetto e calendario degli eventi).

Contemporaneo

Sempre più determinante anche se il potenziale è ancora molto inespresso. Nei prossimi anni vedremo cambiamenti propulsivi.

passare sempre più tempo nella mia amata Ibiza.

lavorare su pochissimi progetti e dedicare a quei progetti un'attenzione che sfiori la maniacalità esasperata. Ci riuscirò appena me lo permetterà il mio status economico, spero prima possibile. Non vorrei trovarmi come Achille Bonito Oliva che a settant'anni continua ad inaugurare mostre ogni settimana: che tristezza finire così, vorrei che la mia vita andasse sempre più verso il sole, il caldo, la mollezza mattutina, il benessere spirituale, il paesaggio morbido, l'assenza di freddo e sinusiti...

istituzioni illuminate che considerino la Cultura il principale tesoro del nostro Paese.

sono un adoratore di scarpe e piedi femminili (in realtà molti già lo sanno di me). Meno noto il fatto che vorrei far muovere centomila persone dietro ad una consolle al ritmo della musica che faccio girare sui computer. Hai presente Richie Hawtin al Grand Palais con migliaia di persone che ballavano attorno all'opera di Anish Kapoor?