RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 25 ottobre 2014

Antonio e Xavier Bueno "Identità a confronto" alla " San Lorenzo"



Antonio e Xavier Bueno "Identità a confronto"

In occasione  della 18° edizione  del "Week-end d'autunno" organizzato da Casa d'Arte San Lorenzo per i propri clienti e collezionisti, nella magnifica cornice della Villa Medicea di Artimino, il prossimo 1-2 novembre, sarà allestista, oltre ad altre innumerovoli sorprese, una importante mostra bi-personale dai connotati antologici, per ricordare i trent'anni dalla scomparsa di Antonio Bueno e i 35 da quella del fratello Xavier.

Interverranno all'evento gli eredi, Isabella Bueno figlia di Antonio e Raffaele Bueno figlio di Xavier.

Per l'occasione verranno proposte circa trenta opere di questi due grandi protagonisti della scena artistica italiana del dopoguerra.



            
Raffaele Bueno                             Isabella Bueno


www.arte-sanlorenzo.it 

13x18 Dal 2.XI.2014 all'8.XII.2014 La Casa di Schiele, Benevento a cura di Mario Francesco Simeone

Sono in tanti gli amici e gli artisti presenti in questa collettiva che diventa difficile indicarne solo alcuni...




13x18
Dal 2.XI.2014 all'8.XII.2014
La Casa di Schiele, Benevento

Sarà inaugurata domenica 2 novembre 2014, alle ore 18.00, presso La Casa di Schiele – associazione culturale di Sara Cancellieri e Igor Verrilli, in via San Gaetano 16, a Benevento – la mostra 13x18, a cura di Mario Francesco Simeone. 

Alla collettiva parteciperanno 
Antonio Barbagallo, Angelo Barile,Paul Beel, Silvia Beltrami, Valentina Biasetti, Gabriela Bodin, Barbara Bonfilio, Simona Bramati, Sara Cancellieri, Gianluca Capozzi, Antonella Casazza, Vito Centonze, Adele Ceraudo, Pierluca Cetera, Gabriella Crisci, Vincenzo Last22 D'argenio, Salvatore Daddi, Fabrizio De Cunto, Mario Edoardo Dominguez, Roberta Feoli, Clare Galloway, Cristina Iotti, Arianna Lion, Savina Lombardo, Mario Loprete, Anna Madia, Pietro Marchese, Jara Marzulli, Klaus Mehrkens, Sagan Newman, Ferruccio Orioli, Alessandro Papari, Samuele Papiro, Francesca Romana Pinzari, Jerome Pouwels, Dora Romano, Giuliano Sale, Lele Sgambati, Milena Sgambato, Tina Sgrò, Vania Elettra Tam, Elisabetta Trevisan, Giuseppe Vaccaro, Valentina Zummo.

Il percorso espositivo sarà scandito da opere realizzate da artisti italiani e stranieri, tutte di 13x18 cm, la misura della stampa fotografica tradizionale e della cartolina per la corrispondenza. Fulcro tematico dell’esposizione, infatti, sono le possibilità comunicative e i modi della rappresentazione peculiari del piccolo formato. Così, l’immagine e il supporto, come sovrapposizione di spazio fisico e ideale, esprimono un’estetica del segno minimale che, da un lato, limita l’eccesso d’informazione, dall’altro, amplia il processo cognitivo, instaurando un aperto rapporto dialogico, tra l’opera e il fruitore.
L’itinerario fruitivo sarà dinamico e immersivo, spaziando tra tecniche eterogenee, dalla grafica alla pittura, e stili diversi, dall’astrazione al realismo. Linguaggi differenti per contesti, generazioni e ispirazioni, dialogheranno nello spazio della galleria. La narrazione visiva, diffusa ritmicamente sulla superficie architettonica, diventerà un codice da interpretare, secondo le infinite e imprevedibili enciclopedie di chi crea e di chi osserva.

Dal testo critico:
“Lo spazio del supporto impone un taglio visivo e concettuale all’immagine. I maestosi cicli che decorano le cattedrali, raccontano una storia imponente ma dai contorni ben definiti, entro i quali l’atto dell’interpretazione è annullato, in favore di una visione statica, dettata da un’autorità totalizzante. Al contrario, la rappresentazione estesa su una superficie estremamente concentrata, ha le forme di un processo costante, perché crea un moto percettivo perpetuo tra apertura e chiusura. Infatti, le informazioni veicolate dalla superficie minima, suscitano, con naturalezza e discrezione, la curiosità del fruitore che è chiamato ad agire nella profondità dell’immagine, oltre ciò che si vede, per completarne il senso.”
La mostra sarà visitabile fino all’8 dicembre 2014.

Si ringraziano:
Linea d'Arte Produzioni Cornici, di Umberto Meola
Incas Caffè, di Simona e Vincenzo Donatiello

FUOCO NERO: MATERIA E STRUTTURA ATTORNO E DOPO BURRI

Forse è un po' presto per parlarne... ma l'argomento merita!




FUOCO NERO: MATERIA E STRUTTURA ATTORNO E DOPO BURRI
13 dicembre 2014 – 29 marzo 2015
Salone delle Scuderie, Palazzo della Pilotta
Piazzale Bodoni 1, Parma
Il giorno 13 dicembre a Parma, al Salone delle Scuderie in Pilotta alle ore 18,30 si inaugurerà la mostra: Fuoco nero: materia e struttura attorno e dopo Burri. Prima di tutto spieghiamo il titolo: “Fuoco nero” perché si mette a confronto la ben nota sequenza di Aurelio Amendola che fotografa Burri mentre crea una Plastica col fuoco con il grande Cellotex di Alberto Burri, appunto nero, punto di partenza della mostra.
Lo CSAC dell’Università di Parma ha ricevuto in dono, circa 40 anni fa, un importante Cellotex (1975) di Alberto Burri. Attorno a questa opera, in occasione anche dell’approssimarsi del centenario della nascita dell’artista (1915-1995), si è pensato di chiedere, negli ultimi due anni, a significativi pittori, scultori, fotografi, giovani e meno giovani, almeno un’opera che essi pensassero comunque collegata o riferibile alla ricerca di Alberto Burri. L’idea era anche quella di chiedersi, oggi, che cosa è vivo, che cosa resta, nella memoria dell’arte, del grande creatore scomparso. A questo invito hanno risposto generosamente, e con importanti opere, in molti. Fra essi ricordo: Bruno Ceccobelli e Nunzio, Mimmo Paladino e Luca Pignatelli, Marcello Jori e Alberto Ghinzani, Pino Pinelli e Giuseppe Maraniello, Giuseppe  Spagnulo e Emilio Isgrò, Attilio Forgioli e Mario Raciti, Medhat Shafik e Franco Guerzoni, Luiso Sturla e Renato Boero, Raimondo Sirotti e Davide Benati, Concetto Pozzati e Enzo Esposito, Gianluigi Colin e William Xerra. Agli artisti è stato anche chiesto di illustrare le ragioni per cui l’opera donata si collegava alla ricerca di Burri; anche queste loro parole appaiono un contributo storico significativo.
Si disegnava dunque un panorama certo stimolante del dialogo degli artisti di oggi col pittore di Città di Castello, ma si apriva anche un problema: come raccontare il rapporto con Burri di molti artisti dagli anni ’50 in poi, come ricostruire il tessuto del dibattito in anni cruciali.
Prendendo spunto dalla componente strutturale che sempre articola, fin dagli anni ’40, l’opera di Burri, si sono dunque individuati due percorsi in qualche modo sempre collegati e comunicanti, quello della ricerca sulla materia e quello della articolazione delle strutture. Per mettere in evidenza questa vicenda si è dunque attinto alle raccolte dello CSAC puntando, ad esempio, su alcune figure del Gruppo Origine (1950-1951), con opere di Colla, Ballocco, Guerrini, e ancora del Gruppo 1 con Biggi.Era inoltre necessario provare a restituire, almeno per cenni,  le esperienze dei due centri principali della ricerca di quegli anni, da una parte Roma con, ad esempio, Gastone  Novelli e Toti Scialoja che dialogano con Cy Twombly e con l’Abstract Expressionism americano, e, a Milano, Lucio Fontana.
Si è quindi ritenuto indispensabile ricostruire, almeno per poli, dalla Lombardia a Napoli, dalla Liguria all’Emilia, le proposte di alcuni dei molti protagonisti della ricerca sulla materia, ed ecco quindi, fra le altre, le opere di Tavernari e Spinosa, di Pierluca e Morlotti, di Mandelli e Bendini, di Arnaldo Pomodoro e Zauli, di Mattioli e Padova, di Zoni, di Lavagnino e Ruggeri, di Olivieri e Vago, di Guenzi e Carrino, di Ferrari, Repetto, Chighine.
Distinto da questo filone di ricerca nel quale prevale il peso, la lunga durata della materia e che la critica ha definito prevalentemente come “informale”, si pone un altro modello, quello della indagine sulla struttura, un percorso che in mostra si individua attraverso opere di Perilli, Pardi, Garau, Toti  Scialoja.

Era inoltre importante provare a definire, sia pure solo per cenni, il significato dell’opera di Burri fuori dei confini, così ecco la presenza in mostra di un pezzo di Joe Tilson e, a contrappunto, un grande collage di Louise Nevelson legato alla ricerca americana degli anni ’50, a cui si sono aggiunti un gruppo di collage della statunitense Nancy Martin attenta al filone astratto dopo Josef Albers.
In mostra la fotografia avrà una parte significativa. Prima di tutto con le immagini di Aurelio Amendola che hanno suggerito il titolo della mostra: quelle di Burri che crea col fuoco una Plastica a confronto col “nero” del Cellotex dello CSAC. Di Nino Migliori ecco un gruppo di pirogrammi degli anni ’50 di recente ristampati; di Mimmo Jodice un importante “muro”; di Giovanni Chiaramonte una ricerca degli anni ’70 su una casa distrutta; di Mario Cresci una sequenza sulle rocciose spiagge di Sicilia. A queste opere si aggiungono due ricerche diverse, legata al filone concettuale quella di Brigitte Niedermair, attenta alla lingua dell’astrazione quella di Gianni Pezzani.
Alla generosità degli artisti, o dei loro eredi, e si pensi alle opere di Domenico  Spinosa, si sono ora aggiunte le donazioni di due sensibili galleristi: si deve a Matteo Lorenzelli quella della scultura di Pierluca e del torso ligneo di Tavernari, e a Giorgio Marconi quella del collage di Louise Nevelson e della grafica di Antoni Tapies.
La mostra, curata da Arturo Carlo Quintavalle, proporrà oltre settanta dipinti e altrettante fotografie e ancora un gruppo di opere grafiche per un totale di 172 pezzi tutti riprodotti in un ampio catalogo che verrà edito da Skira.
La esposizione resterà aperta dal 13 dicembre 2014 al 29 marzo 2015.Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 18. Chiuso lunedìIngresso gratuito

The Others Art Fair

Torena a Torino "The Others"...




The Others Art Fair
6 - 9 Novembre 2014
Via Paolo Borsellino, 3
Torino

The Others è un innovativo progetto espositivo internazionale dedicato all’arte contemporanea emergente, promosso dall’Associazione The Others, allestito nella suggestiva sede de Le Nuove, grande edificio carcerario del 1870 ora adibito a spazio museale permanente, oltre che a sede temporanea di eventi culturali, musicali, teatrali.

I protagonisti sono una cinquantina di operatori, profit e no-profit, che lavorano in modo continuativo a programmi dedicati a giovani artisti: gallerie nate dopo il 1 gennaio 2009 e, indipendentemente dalla data della propria apertura, centri no-profit, associazioni e fondazioni, collettivi di artisti, progetti editoriali, premi d’arte, residenze per artisti, scuole e accademie d’arte che si incontrano a The Others per realizzare un focus sulla comunità globale dell’arte di oggi. In questo modo si presentano le molteplici realtà protagoniste della creatività contemporanea, differenti per tipologia, obiettivi e mezzi espressivi, offrendo da un lato una formula inedita di promozione e valorizzazione e dall’altro invitando il pubblico al piacere della scoperta delle voci più nuove e delle energie più prorompenti del panorama artistico internazionale.

venerdì 24 ottobre 2014

Palazzo Ducale di Urbino - La Bella Principessa - Leonardo da Vinci



Nel Palazzo Ducale di Urbino

Il capolavoro di  Leonardo da Vinci
La Bella Principessa
5 dicembre 2014 / 18 gennaio 2015


Nel Palazzo Ducale di Urbino arriva in esposizione il capolavoro di  Leonardo da Vinci La Bella Principessa.  Il ritratto di Bianca Sforza, dipinto su pergamena nel 1495, sarà in mostra dal 5 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015. 

L’opera era parte di un codice da cui sarebbe stata staccata.  Il ritratto appartiene al  collezionista canadese Peter Silverman ed è stato attribuito a Leonardo dopo una serie di approfondite indagini scientifiche compiute fra il  2009 e il 2011.  I controlli fatti con particolari tecniche hanno permesso di trovare un’impronta digitale altamente compatibile con altre già conosciute, appartenenti al grande genio del Rinascimento. 

La Bella Principessa  (33x23,9 cm) è oggi una delle straordinarie testimonianze del talento leonardesco. Il capolavoro è molto delicato, e il proprietario consente di esporlo solo in rare occasioni. L’esposizione a Urbino rappresenta quindi uno dei pochi casi in cui il  pubblico può ammirare il ritratto in originale. 




Info: www.comune.urbino.ps.it         /           www.facebook.it/citta.diurbino


Tel. 0722 – 309.222 / 309.602

PARATISSIMA X Edizione 5-9 novembre 2014, Torino Esposizioni



X Edizione
5-9 novembre 2014, Torino Esposizioni


600 artisti e creativi, gallerie d’arte contemporanea e di street art, una mostra tematica “The Dark Side of Beauty” con opere di Alighiero Boetti, Enzo Cucchi, Nicola Bolla, Rainer Fetting, Nan Goldin, incontri con artisti, laboratori, un workshop con il “fotografo del rock” Guido Harari.
Questa è Paratissima: la decima edizione è in programma dal 5 al 9 novembre a Torino Esposizioni. 
Nata come manifestazione off di Artissima, fiera internazionale di arte contemporanea, Paratissima è diventata in pochi anni uno degli eventi di riferimento nel panorama artistico a livello nazionale.
Tra le novità di quest’anno: le sette mostre curate dai giovani curatori di N.I.C.E., acronimo di New Independent Curatorial Experience, l’apertura della sezione Urban di GAP – Galleries af Paratissima, dedicata alle gallerie di street art; e il progetto “Parafuture – Artisti in erba” per stimolare i più piccoli verso l’arte contemporanea attraverso visite guidate e laboratori di costruzione con gli artisti di Paratissima. 

Gli artisti di Paratissima sono i creativi (pittori, scultori, fotografi, illustratori, stilisti, registi, designer, architetti) emergenti, che non sono ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte, e i nomi affermati che desiderano mettersi in gioco in un contesto dinamico rivolto ad una vasta platea.
La vision di Paratissima è sostenere la creatività in tutte le sue forme mettendo a sua disposizione una vetrina qualificante e un ricco programma di workshop, laboratori, incontri, contest e progetti speciali per innescare una partecipazione attiva degli artisti e del pubblico all’evento.

IL PAESE DEI BALOCCHI Franco Mauro Franchi - Antonio Possenti



IL PAESE DEI BALOCCHI
Franco Mauro Franchi - Antonio Possenti 


25 ottobre - 8 novembre 2014

Galleria Nozzoli
Via G. del Papa 134, Empoli

mercoledì 22 ottobre 2014

ELISA ZADI FRAMMENTI AUREI a cura di Laura Monaldi

ELISA ZADI
FRAMMENTI AUREI
a cura di Laura Monaldi

opening sabato 25 Ottobre ore 12:00
25 Ottobre - 24 Novembre 2014




Frammenti Aurei è un assemblaggio di quattro tele dipinte a olio, legate le une alle altre attraverso le proporzioni della sezione aurea, disposte lungo un perno in modo da creare una spirale dinamica ed evolutiva, tesa verso un’alterità irraggiungibile. In un climax ascendente, le tele si combinano e si sovrappongono, mostrando un'esile figura femminile, volta a osservare il fruitore con una staticità contemplativa, che annienta ed è in grado di esaltare il profondo senso poetico e il sentimento che palpita nella composizione. Il genio artistico di Elisa Zadi è in grado di muoversi nella complessità contemporanea modulando la propria ispirazione secondo gli orizzonti sconfinati dell'esplorazione e dell'interpretazione, partecipando al presente e cogliendo le sfumature invisibili del proprio mondo endo ed eso esistenziale. In questa opera la creazione si manifesta secondo stilemi, dettami e ispirazioni capaci di percepire il presente in modo originale e fortemente comunicativo. La sezione aurea esprime, in tale sede, l'idea di armonia e perfezione, qualificandosi come idea ispiratrice e principio organizzatore di tutta l’opera. Essa stessa diviene nel frammento e nell'eufonia risultante la resa concreta di una complessità interiore, che emerge con forza ed energia a sottolineare il dialogo intimo dell'artista con il mondo esterno. Superando la bidimensionalità della tela, Elisa Zadi comunica al fruitore la profondità del proprio mondo interiore, nel tentativo di far intuire l'essenza del ciclo vitale, come dinamica evoluzione di sentimenti e continue introspezioni. 
L'opera è in sé una parafrasi del sentire dell'uomo contemporaneo, anch'esso assemblaggio di sguardi e inquadrature, maschere e verità nascoste, punti di vista mutevoli che solo nella spinta introspettiva trova la propria armonia. Elisa Zadi ci dona, in questa esposizione, l'idea dell'equilibrio armonico-contemplativo all'interno dello squilibrio psicologico contemporaneo e , al tempo stesso, la permanenza dell'essenza prima dell'Io attraverso il cambiamento e l'evoluzione del pensiero.

Laura Monaldi 


“QUADRO 0,96”
Fiesole via del Cecilia 4 Studio Tecnico Associato Fiesole
LO SPAZIO ESPOSITIVO PIÙ PICCOLO DEL MONDO
(da un idea di Aldo Frangioni, Mauro Latini e Riccardo Luchi)

Il vincitore del Premio Cairo è...





 Il vincitore del Premio Cairo 2014 è...
...Fabio Viale, con la scultura "La Suprema' marmo dipinto
(photo by Giovanna Lacedra)

Interni - personale di Serena Tani





Interni
                                                 
                       
Opera pittorica ispirata al  al teatro ,  alle figure, alla poesia ,In cui le forme minimali accennate dall'abito-corpo interiorizzano una sensibilita' sospesa .,fluttuante
Una ricerca quasi spirituale ad enfatizzare fantasmi che abitano le nostre memorie
rendendoci un ricordo  ,dove il phatos prende il sopravvento ed illumina il nostri
silenzi interiori.
L'abito ,mezzo di traporto, che riveste  e protegge le nostre emozioni, ci conforta
e regala sorrisi ,oppure  maschera  i vuoti dell'anima
Lo spazio quasi  si annulla ,   le figure sospese fra cielo e terra , immacolate
dal candore  del colore.
Una  pittura di gesto ,non curata da bozzetti preparatori in cui le imperfezioni
sono  parte integrante dell'opera che rappresenta le fragilita' umane a nudo con le sue meravigliose diversita'...

                                                                            Serena Tani
                         

AGAIN! Dellaclà, Caterina Sbrana, Antonio Sidibè e Matteo Tenardi



AGAIN!
di nuovo, nuovamente, ancora, un'altra volta, daccapo, inoltre, d'altra parte…
Quattro artisti presentano quattro personali
nelle quattro sale della galleria Spazio Testoni a Bologna
dal 25 ottobre 2014 al 10 gennaio 2015

Dellaclà
Caterina Sbrana
Antonio Sidibè
Matteo Tenardi

Inaugurazione sabato 25 ottobre 2014
18,30-21,00

Galleria SPAZIO TESTONI
Via d’Azeglio 50
Bologna
www.spaziotestoni.it

 
Dellaclà


Guardami, ma non rubarmi gli occhi, 2014 - incisione su vetro cm. 41x41 - particolare


La Nuit de Saint Laurent
Il silenzio della parola.
Illusoria trasparenza.
Specchi per riflettere.
Ombre dalla luce.
Noi siamo ciò che desideriamo, ciò che amiamo.
Sono metafore ironiche offerte allo spettatore e alla sua libera interpretazione.
Sono condizioni universali che alludono alla fragilità, fisica e morale, alla sensibilità, alle scelte e al rischio a cui la vita e la volontà dell'essere umano sono sottoposte continuamente.
 
La lastra di zinco e lo specchio, che riflettono ciò che le circonda o chi vi si trova di fronte, diventano la prova della nostra fisicità, ma sono in grado di restituirci la verità che è dentro ognuno di noi? Cosa riusciamo a vedere realmente?
Il vetro acidato e il plexiglass inciso, sono in connessione con il criterio di "riflessione" del doppio: l'ombra indica il lato 'oscuro' della personalità individuale ed è in contrasto con le parti 'luminose' e coscienti di ciascuno di noi.
Ci si trova così a prendere coscienza di una condizione a tratti anche spiacevole, ma reale.
Il concetto prende forma e viene sagomato, inciso e acidato sull' oggetto/lastra di zinco, di vetro, di specchio e di plexiglass, ponendo domande allo spettatore. Le immagini che ne derivano possono essere false o vere, corrette oppure utili, sta a chi le guarda accertarne la verità utilizzando la propria esperienza e la propria intuizione.
 
Dellaclà è nata nel 1983 a Viareggio (Lu), vive e lavora tra Massa-Carrara, Manarola (SP) e Palma di Maiorca. Diplomata al Liceo Artistico di Carrara, consegue la Laurea in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Carrara e al Biennio specialistico in arti Visive e Discipline dello Spettacolo sezione Pittura. Utilizza un vocabolario di segni-oggetti incentrando il suo lavoro sull'autorappresentazione, per travestire il peso della violenza con la leggerezza dell'auto-ironia. Dal 2004 partecipa a mostre personali e collettive, tra le principali si ricorda “Chiodi Delle Mie Pene” alla galleria 911 (SP) per la IV giornata del contemporaneo, “Lo Stato dell'Arte” alla 54° Biennale di Venezia e “Love Kills “ a Cayce's Lab in occasione del Festival della Filosofia di Modena, A Matilde, 2014 a cura di Omar Galliani, Canossa, Remake, interpretazioni contemporanee della Ragazza con l’orecchino di perla, 2014 Galleria Spazio Testoni a Bologna e Fondazione Terruzzi Villa Regina Margherita a Bordighera (Im).

 
Caterina Sbrana

Vanitas, 2014 - capsula di papavero premuta su carta giapponese intelata e inchiostro, cm 138,5 x 137
 
Hypnos
 
La volontà di ricondurre l'immagine alla propria natura, l'icona cristallizzata al proprio significato vitale e pulsante, attraversa la ricerca di Caterina Sbrana.
La capsula di papavero, il fango e le argille, estratti di cortecce e radici, pigmenti ottenuti attraverso semplici e antichi procedimenti meccanici, diventano strumenti primordiali usati per tracciare, disegnare, modellare.
Il materiale usato diventa l'essenza del soggetto rappresentato.
Per la Galleria Spazio Testoni, Caterina Sbrana presenta una selezione di opere inedite rappresentative della propria ricerca.
L'opera Vanitas, fa parte di un lavoro in progress, scandito dalla natura e che riprende ad ogni nuova fioritura e raccolta dei fiori di papavero: un bestiario di animali addormentati, sospesi in uno spazio vuoto e sacrale.
Caterina usa il segno stellato lasciato dalle capsule di papavero, diventato negli anni il “sigillo” del suo lavoro, come un pixel naturale, che compone e al tempo stesso svapora le immagini.
Raccoglie personalmente i fiori, impiegati nei campi e nel terzo paesaggio che circondano il suo studio. Centinaia di capsule secche intinte nell'inchiostro sono state utilizzate per questo disegno, quasi un ricamo, una tessitura, un lavoro legato al tempo.
Il video che accompagna questo disegno mostra alcuni momenti dell'esecuzione e il gesto ossessivo e ipnotico che contraddistingue questo suo lavoro.
Il grande disegno a capsula di papavero è accompagnato da altri disegni di piccolo formato (Inscape), tra i quali alcune carte usate per la serie ispirata dalle visioni digitali di Google Earth: vedute dall'alto, mappe tratte dal mondo virtuale, dipinte con argille e materiali raccolti nel paesaggio reale.
Un lavoro che unisce due visioni di paesaggio: una fredda, globale, digitale e l'altra individuale, diretta, locale.
Due piccole sculture, in terracotta bianca, due diorami, ci riportano ancora una volta al legame con il territorio che Caterina percorre, osserva e campiona.
 
Caterina Sbrana, nata a Pisa nel 1977, dopo studi classici, studia restauro di dipinti a Perugia, prosegue la propria formazione all' Accademia di Belle arti di Carrara con Omar Galliani. Nel 2003 riceve la menzione speciale al Premio Nazionale delle Arti, Roma, per Ofelia di fango. Del 2008 è la personale Organica, Sakros, Carrara. Nel 2009 la Tetrapak di Modena ospita Earth and Water e acquisisce le opere nella propria collezione. Nel 2011 fa parte del progetto Open Studios del CCC Strozzina di Firenze ed è tra gli artisti italiani emergenti alla 54° Biennale di Venezia, Tese di San Cristoforo, Venezia. Tra le mostre recenti: Osservazione della natura in stato di quiete, 2012, Museo M. Marini, Firenze, dove espone i lavori a succo d'erba e fango sulle planimetrie di Google Earth, A private Geography, 2013, Syracuse University in Florence, che raccoglie i disegni tracciati con capsula di papavero; A Matilde, 2014 a cura di Omar Galliani, Canossa, Remake, interpretazioni contemporanee della Ragazza con l’orecchino di perla, 2014 Galleria Spazio Testoni a Bologna e Fondazione Terruzzi Villa Regina Margherita a Bordighera (Im).
Vive e lavora a Pisa
 
Antonio Sidibè

Io e te, Maria ( prima eclisse), 2014 - olio su tela -cm.200X100
 

 Io e te Maria (prima eclisse)
 
Quattro oli su tela di Antonio Sidibè uniti concettualmente come quattro diversi “movimenti” di una stessa opera musicale, il cui incipit viene dato da Io e te, Maria (prima eclisse), alla quale si connettono le altre tele.
Dapprima la nascita, il disvelamento primordiale della sensibilità umana, che ne determina il destino, nonostante i successivi tentativi esistenziali di sublimare tale primo evento attraverso trasmutazioni, esperienze, mimesi col circostante, anche con la negazione del proprio essere, come “ottone che si desta tromba”.
Nell’opera Illuminations l’esigenza trasmutatrice si fonde nella folla, nella notte, nella strada, ed il protagonista è come un killer, che si confonde negli incerti confini delle ombre notturne.
Si narra di un Killer poiché si uccide con il cuore e con la parola , oltre che con le armi e il mio Eroe (in quanto Poeta, Genio) è il Serial-Killer che si fa onore nella sua guerra immaginaria.
When you’re strange indaga il fallimento della capacità di comunicazione dell’essere umano, dell’Eroe che sublima un proprio Mantra nel suo smarrimento contemporaneo, la sua impossibilità di comunicare perché diverso, straniero, sebbene appaia omologato socialmente.
Ne Lo scenario di Red Luise (una zona di silenzio) Per conoscere la solitudine bisogna essere in due c’è il tentativo di una trasmutazione femminile, dove la solitudine si ripete ogni qualvolta l’esperienza passa attraverso le relazioni.
Maria è una donna per cui uccidere!
Ma è destino che vada persa, perché l’Eroe, il Killer, era già partito per la sua guerra...
 
Antonio Sidibè nasce nel 1986 a Firenze, vive e lavora a Viareggio. Diplomato in lingue europee, ha conseguito la laurea triennale con il prof. Omar Galliani presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Nel 2010 oltre alla prima personale "Black&White" a Pietrasanta (Galleria La Meridiana) prende parte alla LX Rassegna Internazionale D’Arte/Premio G.B Salvi a cura di Mariano Apa.
Espone in diverse collettive e fiere d’arte in Italia e all’estero e alla Biennale dell’Accademia di Belle Arti di Carrara (Infieri 2007) e a due edizioni dell’iniziativa Liberamente Libro ideata da Omar Galliani (2006, 2007).
Nel 2011 partecipa alla 54° Biennale di Venezia - Lo Stato Dell’Arte - Padiglione Italia/Accademia (Venezia, Tese di San Cristoforo all’Arsenale). Nel 2012 partecipa ad Accademia Italia, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nello stesso anno fa parte della collettiva "Stanze d'artista" presso la Galleria Russo di Roma e Biblioteca/Galleria Angelica. Nel 2013 vince come secondo classificato il " Premio Opera - Lavoro in corso - Tra utopia e realtà" a Ravenna e prende parte alla mostra\residenza " A Matilde " da un'idea di O.Galliani e nel 2014 fa parte degli artisti di “Remake, interpretazioni contemporanee del La ragazza con l’orecchino di perla alla Galleria Spazio Testoni di Bologna e alla Fondazione Terruzzi-Villa Regina Margherita a Bordighera (Im)..

 
Matteo Tenardi

*Lo spazio è ciò che arresta lo sguardo, 2014
olio e tempera su tavola sagomata, ancora in ferro e scritta sul muro,
misure complessive cm.220x180

 
Home *
 
Nella stanza ogni parete è abitata da quattro individui senza apparenti relazioni, come una casa abitata da quattro estranei. Su tre pareti ci sono tre ipotetiche vie di fuga, delle feritoie orizzontali o verticali, che si aprono nel muro e segnano una via d'accesso per un altrove. Nell'ultima parete c'è un individuo che dà la schiena alla stanza.
Un sacco e una pietra, una scala, l'idea dell'orizzonte, un’ancora e una piccola scritta sul muro, sono gli elementi che accompagnano i quattro soggetti.
Ciò che lega gli elementi è il loro ruotare attorno all'idea della relazione dell’essere umano con lo spazio, e quindi il concetto del Limite, l'idea dell'abitare e il principio della Fuga in senso spaziale e temporale.
*Lo spazio è ciò che arresta lo sguardo, ciò su cui inciampa la vista: un ostacolo: dei mattoni, un angolo, un punto di fuga: lo spazio è quando c'è un angolo, quando c'è un arresto, quando bisogna girare perché si ricominci. – (da “Specie di spazi” di Georges Perec del 1974).
 
Matteo Tenardi nato nel 1984 a Castenuovo Grafagnana (Lu),vive e lavora a Massa (Ms). Dopo gli studi all'Istituto Statale d'Arte F. Palma di Massa, dove si diploma in Arte e Restauro delle opere lapidee, prosegue gli studi all' Accademia di Belle Arti di Carrara frequentando il corso di Pittura conseguendo la laurea triennale in Arti Visive. Tra le principali mostre si ricordano: “Artsiders” alla Galleria Nazionale dell’Umbria (PG), “REMAKE interpretazioni contemporanee de La ragazza con l’orecchino di perla” alla galleria Spazio Testoni di Bologna e alla Fondazione Terruzzi-Villa Regina Margherita a Bordighera (Im), nel 2014; A Matilde, a cura di Omar Galliani, Canossa; il Premio Michetti al Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH) con l’opera vincitrice del premio acquisizione che entra nella collezione permanente del Museo, nel 2013; "Open space 2” alla Galleria Nazionale di Cosenza, nel 2012; la “LX Rassegna G. B. Salvi” a Sasso Ferrato (AN); nel 2010; “Sul Limite” all’ex cava del Monte Pelato (LU) nel 2009; la “13° BIENNALE D'ARTE SACRA”, Museo Stauros di San Gabriele (Te), nel 2008; “Cristalli di Rocca” alla Galleria civica Palazzo Borgatta, Rocca Grimalda (Al), nel 2007; “Liberamente Libro” al Complesso Monumentale Guglielmo II, Monreale (Pa) nel 2006.
Nell'aprile del 2014 una sua opera è entrata a far parte della Collezione di Arte Contemporanea del Ministero degli Affari Esteri, Palazzo della Farnesina (Roma).

"Una Storia in Bianco" work in progress...

Ed eccomi ad un nuovo aggiornamento a proposito de "Una Storia in Bianco", la grande mostra personale di Giovanni Maranghi, che si terrà il prossimo mese a Firenze, all'interno delle sale nobili di Palazzo Medici Riccardi, curata dal sottoscritto e dall'amico Filippo Lotti, prodotta da Casa d'Arte San Lorenzo... 

Ieri sopralluogo nello studio dell'artista e...











Città Dissolte Mostra personale di Riccardo Luchini

Fino all'1 novembre 



Città Dissolte
Mostra personale

di Riccardo Luchini


DALL’11 OTTOBRE AL 1 NOVEMBRE 2014


Galleria Magenta Nuova Dimensione è lieta di presentare Città

dissolte, nuova mostra personale di Riccardo Luchini. L’artista, nato
a Milano nel 1949 ma naturalizzato toscano, torna a confrontarsi con
gli spazi della galleria magentina, esponendo una serie di nuovi
lavori il cui tema principale si rivela essere la città moderna, in
tutti suoi aspetti.
Un soggetto caro alla ricerca di Luchini, che da anni indaga le forme
di urbanizzazione che hanno portato le città a trasformarsi in grandi
e perenni cantieri a cielo aperto, soprattutto nelle zone al limite
delle periferie, dove il peso del cemento trova spazio in costruzioni
svettanti, complesse, a volte fatiscenti nei loro scheletri
abbandonati. Sono luoghi in cui la modernità ha preso casa, spesso in
modo irruente e disarmonico rispetto al paesaggio naturale
circostante, e che oggi appartengono agli scenari di ogni grande
città. Nei dipinti di Luchini, infatti, si riconosce qualcosa di
familiare, di conosciuto: sono visioni che tutti abbiamo negli occhi,
che sentiamo come vicini all’idea di urbanizzazione del nuovo
millennio. Le pennellate - veloci e irruenti - in pochi tocchi
descrivono la fisicità di queste costruzioni e imprimono al paesaggio
un dinamismo tipico dei ritmi frenetici da metropoli. La calibrata
composizione e l’ardita prospettiva si fondono in una pittura
dinamica, gestuale e ponderata al tempo stesso: ogni  nota di colore,
infatti, descrive non solo un dettaglio reale, ma evoca anche una
sensazione precisa, quella che si prova nel camminare e nel vivere la
città “espansa”.
La totale assenza dell’uomo nei lavori di Luchini avanza più di una
riflessione: in questo scenario desolato e artificiale, dove è finito
l’uomo? Quale è il suo nuovo ruolo? Negli ultimi 50 anni, il progresso
ha portato a costruire nuovi orizzonti e nuovi ambienti, ma spesso lo
ha fatto senza considerare l’aspetto più vivo e umano di un contesto
urbano. Tuttavia nei quadri di Luchini sembra non esistere una
denuncia aperta, bensì la lucida constatazione degli aspetti più
ombrosi della realtà che ci circonda e la consapevolezza che non
sempre il progresso è il raggiungimento di un miglioramento.
La pittura di Luchini non intende scaturire negatività, bensì
raccontare la nostra modernità e dipingere quella consapevolezza che
appartiene ad ogni uomo del XXI secolo.

Galleria Magenta S.r.l.

Via Roma 45
20013 Magenta (MI)
Tel. 02/9791451 r.a.
info@galleriamagenta.it
www.galleriamagenta.it

I finalisti del Lissone 2014



Ecco i nomi dei 27 finalisti del Premio Lissone 2014...

Matteo Antonini, Irene Balia, Agostino Bergamaschi, Marco Bongiorni, Calori & Maillard, Anna Caruso, Stefano Cumia, Francesco Fossati, Max Frintrop, Alessandro Gioiello, Silvia Hell, Silvia Infranco, Joan Saló Armengol, Osamu Kobayashi, Andrea La Rocca, Federico Lanaro, Davide Mancini Zanchi, Bruno Marrapodi, Silvia Mei, Luca Moscariello, Carlo Alberto Rastelli, Milena Rossignoli, Angelo Sarleti, Thomas Scalco, Patrizia Emma Scialpi, Stefano Spera, Luca Zarattini.

IL PIACERE alla Locanda San Martino

Locanda San Martino



Domenica sera, 19 ottobre, sono stato invitato a presenziare, partecipare e presentare, da Daniele Nannetti, gestore della Locanda San Martino, ristorante dell'Hotel San Miniato (http://www.hotelsanminiato.com), alla serata 
"IL PIACERE".



In un ambiente unico, raffinato e spettacolare per vivere una serata eccezionale,
 ed abbandonarsi al piacere della buona cucina, del buon bere e del buon vedere. 

Una serata esclusiva, davanti ad un pubblico selezionatissimo ed un menù degustazione tutto a base di tartufo, bollicine e arte.

il sottoscritto davanti ad un capolavoro di Renato Guttuso del '76


Partner d'eccezione della serata: Savitar Tartufi (http://www.savitar.it/), Mezzacorona (http://www.mezzacorona.it/) e Casa d'Arte San Lorenzo (http://www.arte-sanlorenzo.it/)

Giulia Cecchini di Savitar


Davide Semenzato enologo di Mezzacorona


Il modo giusto per fare delle ottime conoscenze, scoprire nuove realtà e sviluppare nuove vie di comunicazione... 

esperienza da ripetere!

Photo by Francesco Sgherri