RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 6 maggio 2015

Gabriela Butti "We Used to Wait" (Eravamo abituati ad aspettare) a cura di Francesco Raimondi

Ritengo che la giovane arte, quando in essa ci paventa qualità, ricerca e serietà, vada obbligatoriamente sostenuta.
Ecco perchè vi invito a visitare questa mostra, curata da Francesco Raimondi, di Gabriela Butti, giovane artista che ho avuto l'onore di conoscere qualche tempo fa e che ritengo essere di assoluto e totale interesse.




Sabato 23 Maggio 2015 alle ore 17.00, presso la Sala Civica Bergamaschi (Piazza Giovanni XIII,4) del Comune di Induno Olona (VA), verrà inaugurata la mostra di Gabriela Butti intitolata "We Used to Wait" (Eravamo abituati ad aspettare) a cura di Francesco Raimondi. La mostra, che espone una ventina di lavori dell'artista, è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Induno Olona e da frcurator. Durante l'inaugurazione e l'intera durata della mostra sarà possibile accostarsi all'osservazione delle opere attraverso alcuni brevi passi tratti dal Tao Te Ching. La mostra rimarrà aperta fino a Domenica 7 Giugno 2015.
Per info: frcurator@libero.it oppure info@comune.induno-olona.va.it


giovedì 26 giugno 2014

THIS IS A TRUE STORY. Gabriela Butti

THIS IS A TRUE STORY. Gabriela Butti

Inaugurazione domenica 6 luglio 2014
dalle ore 16.00 alle ore 21.00
in occasione di Open Gallery #7
Dalle 18.00: Jazz- set N2
Nadia Radici (voce) e Nicola Locarnini (piano)
Segue aperitivo

Alla galleria Nellimya: light art exhibition di Lugano domenica 6 luglio inaugura la personale THIS IS A TRUE STORY dell’artista Gabriela Butti, in occasione dell’Open Gallery #7. L’esposizione è il risultato della seconda Residenza d’artista, un’iniziativa avviata lo scorso anno con LIGHTING_DAYS (dal 21 febbraio al 5 aprile 2013) che coinvolge un artista per un periodo di due mesi (in questa edizione dal 1 maggio al 1 luglio 2014), invitandolo a riconsiderare la galleria come un proprio studio di ricerca e creazione producendo in loco tutti i lavori destinati all’esposizione.


“Incido nella carta immagini, corpi, impronte di luce, impressioni di forme. Corpi percepibili solo grazie ai raggi luminosi. Produco pelli cartacee solcate da pori, pelli respiranti di luce vive di rughe e solchi. Punti che descrivono corpi e sostanze di energia pura sottratta al tempo, al frenetico mutare della realtà.”
L’operare di Gabriela Butti, artista comasca classe 1985, ha radici nel mondo cinematografico, dalle fiction al web, dai social network alle dirette televisive. Specchi di vita reale, ma non vissuta empiricamente dallo spettatore. THIS IS A TRUE STORY è l’incipit di una fiction ispirata a un film dei fratelli Coen, Fargo, sempre diretta dal famoso duo, in cui tutto viene presentato come storia reale, senza esserlo. Uno studio che ruota attorno al rapporto tra l’essere e l’apparire, per focalizzarsi sull’osservazione di ciò che riempie quel vuoto intermedio, lacuna in realtà immensamente ricca e piena di significato.



L’artista si esprime combinando e compenetrando diversi mezzi di espressione: antiche tecniche e tecnologia che insieme indirizzando la ricerca verso la sperimentazione video sia analogica che digitale. Un equilibrio tra modernità e tradizione che svela un ulteriore tema di ricerca basato sui precetti Taoisti, in particolar modo sul quarto.

“Considero molto importante il quarto precetto – spiega l’artista – perché casualmente (ma forse no) descrive l’unico sogno che faccio da quando ero bambina. Un sogno che mi appare nei momenti più cupi . Penso che i miei reticoli di punti diano vita proprio a ciò che sento, a quell’inesauribile ‘potere che appare nascosto e debole, così buio da essere Luce suprema’. Ogni cosa ha i suoi fondamenti prima di ogni precetto e pensiero e noi possiamo descriverne solo una minuscola parte, ma io sento tutto quel vuoto, quel buio che avvolge come morbida lava fredda, quell’odore di terriccio umido che è nel cuore di ogni cosa, motore di campi magnetici e legami molecolari…”

Gabriela Butti possiede un innato senso di rigore estetico nella modulare ripetizione di migliaia di piccoli fori, ora estroflessi, ora introflessi che definiscono delicate superfici e forti linee di confine, generando forme e profondità sempre variabili.
“Penso alla relazione tra macro e microcosmo, due ‘mondi’ complementari entrambi coinvolti in una reciproca e isometrica relazione che determina le proporzionali trasformazioni di uno in rapporto all’altro, in un moto perpetuo e armonico.” (Estratto dalla pubblicazione di Gabriela Butti su BOLO Paper)


Gabriela Butti nata a Como nel 1985, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Attiva dal 2011, quando vince il Premio Artevarese Giovani espone poi in alcune collettive come ad esempio in China Made in Italy una mostra itinerante ideata dal collettivo torinese Tomato catch up! O in Come se nulla fosse – Pretendin indifference anch’essa ospitata a Milano. La prima personale La Membrana del Tempo tenutasi alla galleria Ghiggini di Varese è datata 2012, seguono poi le prime esperienze internazionali a Singapore con la personale Facing emptiness, dove tutt’ora rimangono alcune sue importati opere e ora a Lugano, con la nuova THIS IS A TRUE STORY.

THIS IS A TRUE STORY. Gabriela Butti
Nellimya: light art exhibition
Piazza Riforma 9 2° piano, vis-à-vis Municipio CH 6900 Lugano
Orari set – mag: gio: 10.30–13.30/15–21 sab: 10.30–13.30 dom: 15–18 giu – lug: mar e gio: 15.00–19:00/21:00–23:00 sab: 10.30–13.30
In orario d’ufficio o fuori orario si riceve su appuntamento
T +41(0)91 / 911.88.09
info@nellimya-exhibition.ch
http://nellimya-exhibition.ch/it

 ARTICOLO ORIGINALE SU

sabato 22 marzo 2014

Facing Emptiness - Gabriela Butti a Singapore...

Durante una breve intervista (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/02/tra-un-battito-di-ciglia-e-laltro.html) che le feci qualche tempo fa, Gabriela Butti, ci anticipava l'esperienza, che avrebbe vissuto di lì a poco, di una residenza d'artista all'estero, in oriente. Ora si raccolgono i frutti: una mostra personale a Singapore presso Grey Projects (www.greyprojects.org).

Il comunicato è in inglese... 



Grey Projects presents Facing Emptiness, a studio exhibition by our artist-in-residence, Gabriela Butti.

Hailing from Como, Italy, Gabriela creates her works by puncturing holes in papers. When backlit, the perforations come alive to reveal visually stunning images that look like film stills on paper. Continuing on the theme of people and portraits, Gabriela now turns her attention to Singapore - allowing the new sights, sounds and smells to influence her creations during her month-long stay with Grey Projects.

A reception with the artist will be held on 26 March 2014, 6pm - 8pm.

Facing Emptiness will be on view until 31 March 2014. Please write to nicole@greyprojects.org to make an appointment for guided viewings by the artist, as well as viewings outside of our gallery hours (Wed - Fri, 1- 7pm; Sat, 1- 6pm).

----

Born in Italy in 1985, Gabriela graduated from the Accademia di Belle Arti di Brera, in Milan. Her artworks consist of patterned repetitions of perforations on paper, arranged in such a way as to paint gradients and strong lines. These lines convey form and depth in an innate, yet rigorous aesthetic. Influenced by everyone and everything, Gabriella seeks to grow her talent by incorporating new media, new ideas, and old techniques in innovative and meaningful artworks.

To find out more about the artist, visit her website at www.gabrielabutti.com

evento FB

lunedì 10 febbraio 2014

Tra un battito di ciglia e l'altro... questa è Gabriela Butti

Gabriela Butti


Ho conosciuto Gabriela Butti qualche anno fa, in occasione delle selezioni del Premio Patrizia Barletani. Ricordo che mi colpì immediatamente. Un aspetto estremamente fragile come involucro per un guerriero feroce. Un'intelligenza raffinata, una ricerca attenta e particolare un sorriso timido e coinvolgente.
L'ho seguita, scrutata e sono stato testimone di una evoluzione importante. Da artista acerba ed insicura a seria e dotata professionista.
Le ho posto qualche domanda...


In dieci righe, chi è Gabriela Butti?
 
Curiosa. Irrequieta. Entusiasta.
Sorridente e terribilmente triste e felice insieme, come quei film che fanno paura ma non si puó fare a meno di guardarli.
Immagina di avere i sensi confusi. Non le idee, ma le percezioni.
Tutto ha la stessa importanza, non ci sono priorità: un blister vuoto ed arancione luccicante di pioggia sul marciapiede ha la stessa intensità di uno sguardo d'amore; una parola puó odorare di sporco, così come un suono può sapere di sonno.
Non è una confusione, è il collegamento globale di tutti gli elementi, di ogni macrocosmo e microcosmo. 

In un secondo il nostro conscio memorizza 40 bit di informazioni, l'inconscio circa
40 milioni di bit...
C'è un mondo enorme, nascosto tra un battito di ciglia e l'altro, come il respiro controllato, lento, profondo, e pieno di essere.
Affrontare la quotidianità con tutta la spiritualità della scienza e con tutta la scientificità del cuore. Questa sono io :)


Autoritratto malato di cuore,carta preparata, traforata e retroilluminata, 70x50 cm
 
 

Per esprimerti utilizzi una tecnica molto personale, ti va di spiegarla?

La mia tecnica è molto democratica.
Il punto è l'entità geometrica più piccola ed indefinita, centro generatore di enorme energia potenziale concentrica. Un punto non é di per sè distinguibile da un altro, non ha gerarchia nè peso.
Ma posto in uno sciame di punti equipollenti invece, diviene individuo e fondamento costituente di trame, musiche, scritture e formule chimiche.
Il punto è elemento fondamentale di ogni cosa.

Intesso fori su carta, creando pieni e vuoti che una volta retroilluminati prendono forma in volumi e frequenze luminose.

Paiono schermi al plasma e realtà virtuali ed elettroniche...niente di più falso: sono l'essenza della vera verità ordita pazientemente da migliaia di piccoli forellini dai diametri variabili, retroilluminati da circuiti elettrici di ultima generazione.
Sono frame di film, istanti di vite virtuali, istantanee fugaci colte ed intrappolate dalla sofferenza reiteratrice che vive di quell'istante per giorni, fino a sviscerarne ogni elemento, come in una reazione chimica..per non rimanere aggrappati alle cose ed essere liberi.
È una dura disciplina, che porta a presentare su di un'unica superficie e senza possibilità di correzione tutto il rumore del silenzio.


KEEP YOUR MIND FREE, carta preparata, traforata e retroilluminata, 50x70
 
 

La tua ricerca, da quello che ho avuto modo di vedere si concentra quasi esclusivamente sulla figura, ed in particolare il volto. Perchè?

Lavoro sui volti, è vero.
Ma sono solo un pretesto: gli Esseri definiti vivono in uno sciame di punti, dove il vuoto e la mancanza sono elementi positivi ben più importanti del soggetto ritratto.
Li ho usati. Usati come elementi pieni per descrivere il vuoto, a volte sordo, a volte ricco di echi, di voci e discorsi.
Noi occidentali percepiamo ció che non c'è grazie a ció che abbiamo,
dovremmo invece cominciare ad apprezzare ció che abbiamo in funzione di ció manca.
Il vuoto è positivo, non negativo.
 

I can't hear you,2013, carta preparata, traforata e retroilluminata, 70x100 cm


Come reagisci alle critiche?

Le critiche sono fondamentali per crescere. E io sento il bisogno di crescere!
 

Qual è l'aspetto del tuo lavoro che ti intriga di più?

La mia realtà è talmente intrisa di falso da essere vera. Mi nutro di tutto ció che puó essere assimilato, in gran parte grazie ad internet. La mia formazione personale e reale perció, deve gran parte del suo sviluppo grazie ad esperienze virtuali, false, non empiriche.
Platone esclamerebbe che io sia concentrata a guardare le ombre proiettate sul muro della caverna.
Io oserei dire che, attraverso le membrane retroilluminate, il demiurgo che è in me possa proiettare illusioni di effimera verità.
Oggi la verità si trova anche nel falso, almeno tanto quanto il falso sia presentato come indiscutibile e pura verità.
Cosa è vero?
Cosa è falso?
 

Decalogo I, 2013, carta preparata, traforata e retroilluminata, 65x85 cm


Dimmi una cosa di te che non hai mai detto pubblicamente?

Voglio bene a tutti :)

Quali difficoltà incontra una giovane artista in Italia?

Una sola difficoltà, che attanaglia tutti o settori del nostro confusionario Paese: 

non si comunica.
Avete presente le tre scimmie sagge?
Chi parla non sente, chi vede non parla...e le successive cinque combinazioni.
 

Stai per affrontare l'esperienza di una residenza d'artista all'estero... raccontami un po'...

Ci sarà tanto da imparare.
Luoghi nuovi, luci nuove.
Cibo, odori e lingue differenti.
Svilupperò il mio progetto sulla Realtà Aumentata (AR), utilizzando come soggetti video e fotografie personali in collaborazione con artisti del luogo. La patinata perfezione di singapore e il mondo interiore dei suoi abitanti. Due elementi opposti che convivono silenziosamente, come reticoli di punti matematicamente organizzati in vuoti e pieni, luce e buio, vero e falso...
 

Un colore?

il nero, che li assorbe e addomestica tutti.
 

Quali progetti per il futuro?
 
Vivo il presente per costruire il mio futuro, il mio progetto è crescere sempre.



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Gabriela Butti


Gabriela cattura immagini di volti e di corpi. Coglie con minuziosità da fotogrammi cinematografici, conversazioni via Skype e incontri su Facebook l’attimo fuggente, l’essenza vitale. Poi, innescando un fitto dialogo tra reale e virtuale, incide nella carta un’infinità di piccoli fori riproducendo quegli stessi volti e quegli stessi corpi. Ne fa pelle traforata, rugosa e tattile, che alimentandosi di raggi luminosi contrapposti al buio ha possibilità di vivere, respirare, rendersi visibile. Retroilluminate con leds, queste intime spettacolarizzazioni dell’anima sgranano figure che si specchiano, o si rifrangono sul vetro d’una finestra, in attesa di una presa di coscienza. Osservando in dettaglio queste presenze quasi ectoplasmatiche, capaci di stagliarsi nell’oscurità come costellazioni, si ha la certezza di poterne scandagliare ogni risvolto psicologico, i dubbi irrisolti, le certezze acquisite, il conscio e l’inconscio.

(Stefano Bianchi)



NOI TUTTI VIVIAMO IN UNA REALTA’ AUMENTATA

Gli ultimi lavori costituiscono uno studio relativo alle membrane digitali: appaiono come grandi schermi al plasma digitali, ma non lo sono. Le immagini sullo schermo non si muovono...Sono vere o finte? Prodotte da una macchina o da un corpo?Accostandosi maggiormente ecco che si identificano i migliaia di forellini che le intessono, in un nugolo di vibrazioni disomogenee nella loro distribuzione.

Un foro per ogni secondo, come una preghiera. Errori intessuti mai davvero correggibili, come nella vita reale.

Le membrane-schermo costituiscono la superficie d’incontro tra realtà virtuale e realtà empirica, divenendo oggettivazione di un terzo tipo di realtà: la REALTA’ AUMENTATA, in cui reale e irreale convivono senza compromessi.

Siamo in grado di costruire la nostra vita in simbiosi con il mondo virtuale , rendendo l'elemento irreale elemento di esperienza e di apprendimento, proiettando conoscenze e sensazioni come in un’infinita casa degli schermi, nella quale tutto ritrova la sua arcaica vibrazione grazie alla soggettiva percezione del fruitore.

Costruisco schermi immobilizzando istantanee scattate a film, chiamate Skype e fotografie, facendo di ogni immagine membrana tra consapevolezza ed istinto, apprendimento nozionistico ed empirico, crescita personale e atavica paura ed attrazione nei confronti dell'ignoto.



2013:

Bipersonale “Double face”, (a cura di Stefano Bianchi), Milano

Collettiva “Eco.02”, Caravaggio (BG)

Finalista Premio Artgallery, Milano

2012

Personale “La Membrana del Tempo”, Galleria Ghiggini, Varese

Collettiva “Come se nulla fosse-Pretending Indifference”, Milano

Vincitrice Premio Ghiggini Artegiovani, Varese

Collettiva “Eco.01”, Caravaggio (BG)

Collettiva “China Made in Italy”, Milano

2011

Collettiva Premio Patrizia Barlettani Next Generation, Milano

Vincitrice Premio Artevarese Giovani e Collettiva, Varese


martedì 24 settembre 2013

Double Face a cura di Stefano Bianchi

Due giovani talenti a confronto... da non perdere!

 

GABRIELA BUTTI e ANNALISA FULVI
Double Face

a cura di Stefano Bianchi
Dal’ 8 Ottobre al 16 Novembre 2013

Inaugurazione: martedì 8 Ottobre dalle 18 alle 20



La nuova stagione espositiva di Ponti x l’Arte inizia con la mostra di due giovani talenti al femminile, Gabriela Butti e Annalisa Fulvi, vincitrici del Premio Ghiggini Arte Giovani di Varese ed entrambe laureate all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Gabriela Butti (Como,1985), partecipa nel 2008 alla collettiva “Prefigurazioni metaprogettuali” organizzata dall’ateneo di Brera. Nel 2009 interviene al Premio Arte Contemporanea “Maggio Fiorito” a Rocca di Cento (Ferrara) e alla collettiva “L’Universo Dentro” nata dalla collaborazione tra l’Accademia di Brera e l’Osservatorio Astronomico di Milano. Nel 2012 si aggiudica il Premio Ghiggini. Incide meticolosamente immagini, retroilluminandole con leds.

Annalisa Fulvi (Milano, 1986) si è laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2011 vince la decima edizione del premio Ghiggini e nel 2012 è finalista al Premio Lissone. Nel suo curriculum, mostre collettive e personali anche in importanti sedi istituzionali come Palazzo Lombardia (Milano) e Palazzo Verbania (Luino). Utilizza principalmente colori acrilici su tela.



Ponti x l’Arte è ideato e realizzato con la consulenza di Eleonora Tarantino (giornalista e consulente d’arte contemporanea) e Stefano Bianchi (giornalista e critico d’arte). Si tratta di una serie di appuntamenti culturali riservati a chi desidera conoscere e collezionare l’arte emergente e non: in una location inconsueta, nei momenti più imprevisti. Le mostre seguiranno lo scorrere delle stagioni, la percezione muterà coi ritmi della natura e l’occhio critico potrà catturare l’essenza delle opere proposte

Ponti x l’Arte
Studio Dr. Guido delli Ponti
via Luigi Vitali 1, angolo Piazza Duse, Milano,
tel. 02798500
da lunedì a venerdì, dalle 10.30 alle 18.30
(escluso mercoledì)
Ingresso libero
http://pontixarte.myblog.it/

giovedì 25 aprile 2013

SNAKE SHAPED RIVER _Tutti i mostri dei sogni | a cura di Alberto Crespi



SNAKE SHAPED RIVER _Tutti i mostri dei sogni 
a cura di Alberto Crespi

Dal 1 maggio al 9 giugno 2013
Villa del Castello Visconteo di Trezzo sull'Adda
Catalogo a colori gratuito fino ad esaurimento scorte


Il Comune di Trezzo sull’Adda - Assessorato Cultura, proseguendo in un progetto culturale d’attenzione verso l’arte contemporanea anche in momenti difficili come l’attuale, promuove e organizza la mostra “SsR. Snake shaped River. Tutti i mostri dei sogni” a cura di Alberto Crespi.
Il titolo richiama la caratteristica forma ad ampie curve del fiume Adda nel territorio Trezzese, documentata da un’antica mappa e straordinariamente traslata nello stemma Visconteo, scelto a guida grafica della mostra.

La mostra vedrà esposte opere di : Francesca Agnelli, Daniele Aimasso, Thomas Berra, Gabriela Bodin, Gabriela Butti, Saturno Buttò, Marco Carli Rossi, Daniele Duò, Tom French, Costantino Giro, Erika Lecchi, Stefano Ronchi, Michael Rotondi.

Si tratta di un gruppo di giovani artisti e artiste attivi sul territorio del trezzese o milanese ma anche all’estero, in comunicazione tra loro come lo sono via internet i giovani di tutto il mondo. Una parte di essi appartiene al movimento denominato A.N.S.I.A. “Artisti Nati Surrealisti Immaginano Arte” già presenti a Trezzo in varie occasioni espositive.
Li unisce una precisa tematica : la visionarietà espressa nelle loro opere pittoriche. grafiche e installazioni, a soggetto di figure umane e d’animali, situazioni piuttosto che paesaggi, scenografie.

La mostra si inaugurerà mercoledi 1 maggio alle ore 16 alla presenza degli artisti e delle autorità. La rassegna proseguirà fino a domenica 9 giugno con ingresso libero. Sabato, domenica e festivi ore 15-19..
Accompagna la rassegna un catalogo illustrato a colori, con testo istituzionale, saggio critico e molte riproduzione di opere.
Scrive Alberto Crespi nella presentazione della mostra:
“Una costante d’inquetudine anima la tipicità anamorfica e l’attitudine all’espressione, a volte in termini scenografici ma più spesso nella profondità di una selvaggia indagine immaginifica: questo è il fil rouge che guida la presente mostra. Ascetismo e idolatria, le due facce della volontà di tormentare quell’oggetto morbido e duttile che è il corpo, fino ad una dichiarata morbosità del fare che include memoria e reminiscenza, costituiscono l’incubo degli artefici e l’incubatrice materna e fraterna che nutre la loro creatività in ogni anfratto del quotidiano”.
“Formalmente, il panorama si diversifica scorrendo dalla semplificazione lineare della figura in una moltiplicazione di negativi di sinopie stilizzate, alla complicazione estrema. Sembra alla portata di tutti la possibilità di percorrere e ripercorrere la figura (dall’umana all’animale) in tutti i suoi versi, eludendone il sentire per meglio infierire su di essa, in un rapporto tra mano e volontà immediato. Raramente assistiamo ad un volontario gioco d’elucubrazioni: si tratta piuttosto di lucida pervicacia, appropriata attitudine a documentare per tracce un territorio scorrevole quanto è quello della visione mentale, di cui diventa difficile ritrovare le emergenze con le armi consuete del razionale. Nessuna magia se non questa: la registrazione dell’invisibile. Niente streghe ma la trascrizione di una stregata sintonia con l’ineffabile e il trascorrente. Nessuna tortura se non quella di ore e giorni e notti incatenati ad un oggetto mentale prima di tentarne la trascrizione figurale sul foglio, sulla tela o sulla tavola, concedendo ai gesti tutti i gradi di libertà possibili, elidendo il gratuito ed evitando scadimenti di gusto”.
“Dal dialogo con i protagonisti della mostra emergono subito un credo poderoso nel proprio lavoro e la propensione a mettersi in gioco su livelli d’ansia elevati, a fianco del possesso di tecniche adeguate, della disponibilità ad adire nuovi livelli di linguaggio, dell’impegno oltre i limiti della fatica, non ostanti le preoccupazioni per il vivere quotidiano in un momento in cui la sordità alla cultura è assurta a primaria patologia della nazione. Ciò occorre riconoscere a loro merito e induce malgrado tutto a ben sperare”.

domenica 21 ottobre 2012

La membrana del tempo - personale di Gabriela Butti

La trovo estremamente interessante, la ricerca messa in atto da Gabriela Butti. Una sorta di continuità con un passato ancora tutto da scoprire!



Sabato 27 ottobre alle ore 17 presso la Ghiggini 1822 di Varese verrà inaugurata la personale di Gabriela Butti (Como 1985), vincitrice dell'undicesima edizione del Premio GhigginiArte giovani, dal titolo “La membrana del tempo”. Una mostra che vuole essere espressione del suo operare che si sviluppa dalla modulare ripetizione di migliaia di piccoli punti, ora estroflessi, ora introflessi che definiscono delicate superfici, forti linee di confine, forme e profondità differenti.

“La membrana è ciò che divide luce e buio, soggetto e osservatore, ciò che scorre e invecchia e ciò che invece rimane giovane per sempre... Il difficile è lasciarsi cogliere dall'istante di luce, quell'irrecuperabile attimo di flash...
Perchè la cattiva notizia è che il tempo non si può fermare. La buona notizia è che tu sei il pilota del tuo tempo. Lo puoi velocizzare o rallentare, puoi congelarlo in un istante, ma non puoi disfare quello che è fatto...".

http://issuu.com/ghiggini_1822/docs/giornale-butti_150_completo?mode=window&viewMode=singlePage

GHIGGINI 1822 galleria d'arte
Via Albuzzi 17, 21100 Varese

giovedì 27 settembre 2012

COME SE NULLA FOSSE - Pretendig indifference

Sono in tanti ed alcuni veramente molto interessanti... Da vedere




COME SE NULLA FOSSE - Pretendig indifference
 2 Ottobre - 30 Novembre 2012


Spazio During
Via Brioschi 62 Milano
Orari: da Lunedì a Venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
Inaugurazione: martedì 2 Ottobre alle ore 18

Artisti in mostra: Isotta Beautifulworld, Bros, Gabriela Butti, Laura Fantacuzzi, Annalisa Fulvi, Davide Genna, Sterven Jorgen, L’orMa, Raffaella Regina, Sara Scanderebech, Tan Cheng, Lorenzo Zavatta

In questo periodo socio (storico) – economico, il tema del fingere indifferenza è per l’artista una tensione di notevole importanza. Perché, come ci ricorda Gilberto Zorio, non c’è frattura fra il vivere sociale e la dimensione fisica del nostro raggio d’azione. E questa ambiguità nella vita trasporta in noi i problemi e i pensieri di questa crisi di sistema, in cui sono caduti per sempre i parametri della crescita e dell’infinito. Ciò, inevitabilmente, si riflette nel nostro lavoro di artisti in molteplici espressioni ma in particolare nel fingere indifferenza agli occhi degli altri e soprattutto dell’arte contemporanea, che nel suo ancoraggio al sistema economico non può permettersi di svelare come sarà il futuro, poiché su di esso fonda parte delle proprie aspettative. Ciascuno dei 12 artisti è sollecitato a riflettere, col proprio stile e i propri orizzonti culturali, sul “fingere indifferenza” rispetto al presente e al futuro prossimo… e “Come se nulla fosse” (attraverso colori, luce, installazioni, fotografie, poster) trasmettere la situazione contemporanea in chiave politica e sentimentale. La sede amministrativa della During Spa (www.during.it) mette a disposizione i propri spazi caratterizzati da trasparenti linee architettoniche, all’interno di un ex capannone d’inizi Novecento. La mostra collettiva è organizzata dagli artisti in collaborazione con Ponti x l’Arte (http://pontixarte.myblog.it), progetto curato da Eleonora Tarantino (giornalista pubblicista/art consultant) e Stefano Bianchi (giornalista professionista/critico d’arte). Lo scopo è rivolgersi a tutti coloro che desiderano conoscere e collezionare Arte Contemporanea, portando e realizzando opere anche in location inconsuete, fuori dagli abituali circuiti di gallerie e musei.
Per informazioni: Press&Media Eleonora Tarantino mob. 3356926106 - pressmedia@coolmag.it
Immagini ad alta definizione sono disponibili in formato digitale. Inviare richiesta a: pressmedia@coolmag.it Media Partner