RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 5 settembre 2015

"Il Giardino di Daniel Spoerri"… presto una visita



C'è un luogo, in Toscana, nei dintorni di Siena, ma già in provincia di Grosseto, ai piedi del Monte Amiata che si chiama Seggiano. Andrò presto a visitarlo. Perché?
Perché nelle vicinanze si trova "Il Giardino di Daniel Spoerri", parco di sculture sorto nell'ormai lontano 1991 e continuato a crescere nel corso degli anni. Fortemente voluto dall'eccentrico e noto artista svizzero, già protagonista indiscusso di una delle pagine più belle del nostro secondo '900: il Nouveau Réalisme

Questo parco, unico nel suo genere, oltre ai lavori del Maestro ospita più di 100 sculture di grandi artisti contemporanei, da Arman a Aldo Mondino, da Kimitake Sato a Mauro Staccioli, da Roberto Barni a Jean Tinguely… Insomma un luogo tutto da scoprire, dove perdersi e ritrovarsi…

Al ritorno spero di riuscire a darvi relazione di quanto visto, scoperto ammirato…
Nel frattempo, approfittando della rete, buttate uno sguardo anche voi e ditemi cosa ne pensate e se lo avete già visitato.

mercoledì 19 giugno 2013

Biennale Internazionale di Scultura nel Parco del Castello di Racconigi

L'amico Massimo Ghiradrdini, ideatore di | Spazi per l'Arte Contemporanea |  (http://www.solocontemporaneo.com/), ci ha preso gusto e continua a girovagare nella veste di "Inviato Speciale" per questo Blog. 

E' andato a visitare la Biennale Internazionale di Scultura nel Parco del Castello di Racconigi...



Ciao Roberto
Sabato 15 ha inaugurato  la Biennale Internazionale di Scultura nel Parco del Castello di Racconigi in Piemonte sul tema del dialogo tra Natura e Immaginazione a cura di Claudio Cerritelli

Gli scultori che partecipano alla Biennale Internazionale di Scultura a Racconigi sono gli italiani: Sergio Alberti, Italo Antico, Gabriella Benedini, Giuseppe Bergomi, Enzo Bersezio, Alessandra Bonoli, Giovanni Campus, Angelo Casciello, Nino Cassani, Ettore Consolazione, Nello Finotti, Sergio Floriani, Massimo Ghiotti, Roberto Lanaro, Italo Lanfredini, Piera Legnaghi, Umberto Mariani, Eliseo Mattiacci, Franco Mazzucchelli, Igor Mitoraj, Marcello Morandini, Giuseppe Pirozzi, Graziano Pompili, Valerio Righini, Davide Scarabelli, Paolo Schiavocampo, Mauro Staccioli, Antonio Trotta, Sergio Zanni, Nane Zavagno

con una sezione storica riservata a: Angelo Bozzola, Carmelo Cappello, Andrea Cascella, Sandro Cherchi, Pietro Consagra, Agenore Fabbri, Michele Festa, Quinto Ghermandi, Umberto Mastroianni, Umberto Milani, Augusto Perez, Pierluca, Giò Pomodoro, Vittorio Tavernari

gli spagnoli: Vicente Baron Linares, Lluis Cera, Ramon De Soto, Natividad Navalon, Miquel Navarro, Jaume Pensa, Rablaci, Susana Solano, Mar Solis

ed i tedeschi: Jörg Bach, Ingrid Hartlieb, Jürgen Knubben, Armin Göhringer, Johannes Pfeiffer, Werner Pokorny, Klaus Prior, Robert Schad, Hartmut Stielow.

nel bellissimo immenso parco reale una mostra di grande qualità che andrebbe assolutamente vista (aperta fino al 13 ottobre 2013)



sabato 8 settembre 2012

MAURO STACCIOLI | gli anni di cemento 1968 - 1982

Ricordo la Biennale del '78, la prima che visitai, avevo 14 anni. Il muro di Staccioli era allora per me incomprensibile ma ne rimasi comunque colpito. Il paesaggio era negato. Negli anni più e più volte mi sono imbattuto in artisti che hanno lavorato con il cemento e tutte le volte il ricordo torna a Venezia...

MAURO STACCIOLI | gli anni di cemento 1968 - 1982
a cura di Bruno Corà
Giovedì, 20 Settembre, 2012 - 18:00
Mara Coccia Associazione
Via del Vantaggio, 46
00186 Roma, Italy


Mara Coccia Associazione presenta un nucleo di quindici opere in ferro e cemento di Mauro Staccioli, databili fra la fine degli anni '60 e i primi '70, argomento del recente volume Mauro Staccioli. Gli anni di cemento 1968-1982, curato da Andrea Alibrandi e Simona Santini, con un testo introduttivo di Bruno Corà, edito in collaborazione con l'Archivio Mauro Staccioli dalle Edizioni Il Ponte, Firenze e dalla Galleria Niccoli, Parma.

Come scrive Simona Santini in catalogo «[…] La scelta operata in questo volume di limitare l’analisi della scultura di Mauro Staccioli al periodo che va dal 1968/69 fino al 1982 nasce dalla considerazione che in poco più di un decennio l’arte di Staccioli si evolve assumendo e manifestando con chiarezza i temi e le motivazioni che orienteranno tutta la successiva attività.
[…] Staccioli preserva il fondamento della scultura, creando forme non solo concrete, tangibili, ma anche perfettamente rispondenti a criteri di equilibrio e perfezione quasi classici, in anni in cui l’arte aperta al contesto urbano si affermava attraverso performance o azioni concettuali. Adotta inoltre un vocabolario di forme primarie, dove l’elemento geometrico non è mai ricercato per le sue intrinseche qualità formali quanto piuttosto per la sua capacità di comunicare al meglio il messaggio e di inserirsi perfettamente nei diversi contesti, in una sorta di “astrattismo empatico”, come lo ha felicemente definito Lorand Hegyi. […]
Una scultura, concepita come intervento critico e dialettico in ambito urbano, non poteva non esprimere gli umori di un periodo storico così conflittuale. […] Nei solidi in cemento irti di punte e barre angolari di ferro realizzati da Staccioli a partire dal 1968/69 c’è la percezione dello scontro che esploderà in tutta la sua forza nel corso degli anni Settanta, sfociando nella lotta armata e nel terrorismo che hanno caratterizzato gli 'anni di piombo' […] ».