RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 12 ottobre 2016

BOOM! 60 Era arte moderna

I magnifici anni '60 al Museo del '900 a Milano...
 
 
 
BOOM! 60
Era arte moderna
Museo del '900 - Milano 


a cura di Mariella Milan e Desdemona Ventroni, 
con Maria Grazia Messina e Antonello Negri

18 Ottobre 2016 - 12 Marzo 2017
 
Nell’Italia del boom, sulle pagine dei rotocalchi il dibattito artistico si intreccia con le celebrità del cinema, il collezionismo si fa strada e l’arte sembra destinata ad entrare nelle case di tutti.


Il Museo del Novecento con Electa presenta “BOOM! 60 Era arte moderna”, a cura di Mariella Milan e Desdemona Ventroni, con Maria Grazia Messina e Antonello Negri. Una mostra – promossa dall’Assessorato alla Cultura di Milano - dedicata all’arte in Italia, tra i primi anni Cinquanta e i primi Sessanta, e alla sua “presenza” mediatica nei più popolari canali di comunicazione: i rotocalchi, giornali e riviste di attualità illustrata.

È l'Italia del "boom", in cui i "rotocalchi" – Epoca, Le Ore, L'Europeo e tanti altri – raggiungono le loro massime tirature, diventando lo specchio fedele della mentalità e delle aspirazioni collettive. I temi dell'arte – dalle polemiche sull'astrattismo e sui nuovi materiali, al genere sempre amato del ritratto fino alla rappresentazione degli artisti di successo – vi si intrecciano con la presenza di celebrità del cinema, della tv, della canzone. D'altro canto si affacciano da protagonisti il mercato e il collezionismo, in linea con lo spirito del "miracolo", in nome del quale l'arte sembra destinata a entrare, come il frigorifero e la lavatrice, nelle case di tutti.


Nell'allestimento di Atelier Mendini circa centoquaranta opere di pittura, scultura e grafica dialogheranno con le pagine delle riviste e con filmati televisivi e cinematografici, che trasformano gli artisti in veri e propri divi: dall'immortale Picasso a Bernard Buffet, "il pittore in Rolls Royce", all'epoca protagonista delle cronache d'arte e del gossip. Una ricca sezione documentaria presenterà le riviste e i loro modi di raccontare l'arte, dalle copertine alle inchieste, dalle rubriche di critica alla pubblicità, dal fotogiornalismo alla satira.


In foto: copertina di "L'Illustrazione Italiana" anno 85, n. 7, luglio 1958. Fotografia Ugo Mulas.

http://www.museodelnovecento.org/it/ 

giovedì 3 dicembre 2015

Pierre Restany, La part des anges

Un appuntamento da non perdere!!!

 


Pierre Restany “La part des anges”
Il pensiero critico di Pierre Restany ricostruito
attraverso i documenti inediti dell’archivio di D’ARS

Museo del Novecento
Via Marconi 1, 20122 Milano
Giovedì 10 dicembre
alle ore 18:30
 


 Pubblicazione a cura di Cristina Trivellin
Edizioni Mudima

interverranno:
Gino Di Maggio
Cristina Trivellin
Lorella Giudici

con testimonianze di:
Maria Grazie Mazzocchi
Carmelo Strano


Pierre Restany è senza dubbio uno tra i più importanti critici d’arte del secondo ‘900; francese di nascita, elegge Milano come sua patria di adozione: una città che ama molto e nella quale trascorre gran parte del suo tempo, dividendosi tra la redazione di “Domus” e quella di “D’ARS”. Con quest’ultima, Restany inizia a collaborare già dai primi anni ’60 come inviato speciale fino a diventarne direttore dal 1984 fino al 2003, anno della sua scomparsa.
Cristina Trivellin - che ha lavorato a fianco di Restany dal 2000 al 2003 e che già nel 2006 ha curato la versione italiana del saggio dedicato a Yves Klein (Le feu au coeur du vide) - ha raccolto documenti e registrazioni inedite custodite presso l’archivio della rivista D’ARS, traendone questa ricerca, preziosa testimonianza dello spessore del pensiero del critico francese.
Restany è conosciuto per il ruolo fondamentale ricoperto nella teorizzazione del Nouveau Réalisme e negli sviluppi che tale movimento avrà in Europa e in Italia; pochi sono però al corrente di ciò che è avvenuto "dopo", e nella fattispecie cosa è accaduto "attraverso" le pagine di D’ARS, una pubblicazione indipendente di nicchia, che gli permette di esprimere liberamente le proprie teorie. Queste trascendono la critica d'arte tout-court per addentrarsi nella complessità della cultura, mai scissa dalla contemporaneità politica e sociale.
Nella prima parte del libro si trova ripubblicato il “Diario Brasiliano” che era apparso su D'ARS, in tre puntate, nel 1975. Uno straordinario resoconto giornaliero dei quarantacinque giorni che Restany trascorre nella foresta amazzonica, navigando lungo il Rio Negro. Alla fine di questo viaggio scriverà il Manifesto del Naturalismo Integrale.
Il cuore della pubblicazione è costituito dalle trascrizioni delle registrazioni avvenute durante le riunioni di redazione (1990-2003), materiale totalmente inedito che permette di avvicinarsi e comprendere non solo il pensiero critico di Restany, ma il suo rapporto con i collaboratori, la necessità di entrare in relazione con i propri interlocutori. Il titolo di questo libro è infatti legato a una metafora che gli stava molto a cuore e che racconta in un editoriale del 1997 intitolato: L'ecologia mentale: la part des anges - i viticultori in Francia chiamano “Part des anges” quella misteriosa e volatile dose di alcool che evaporando conferisce al Cognac il suo tipico aroma. Per Restany ogni argomento tematico doveva essere trattato come un liquore in fase di distillazione: era la part des anges nata dall'evaporazione delle idee che doveva conferire sapore alla rivista.
In un fluire continuo e avvincente di intuizioni, di idee e di considerazioni, a volte persino di preveggenze, sul proprio tempo, sull’arte e sul pensiero, le parole di Restany si dispiegano in un lucido racconto - a tratti talmente lucido da sembrare quasi visionario - sul presente, sul futuro e sulle verità nascoste dell’arte e dell’intelletto: “Scrivere d’arte – diceva – significa entrare in relazione con la vita”.

Restany ha vissuto con grande ardore intellettuale la propria epoca, incarnando la figura del critico militante in modo esemplare, credendo fino in fondo nelle proprie idee e intuizioni, ma anche superandole quando le sentiva esaurite. È nelle intenzioni della curatrice del libro trasmettere questo ardore che non conosceva separazione tra arte e vita e che può essere illuminante esempio per le nuove generazioni.

Cristina Trivellin
Critico d’arte, giornalista e curatore, dal 2002 al 2014 è stata membro del Comitato Scientifico della Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus; dal 2012 è direttore di D’Ars-periodico di arti e culture contemporanee e di www.darsmagazine.it. E’ membro di AICA (Associazione Internazionale dei Critici d’Arte). Ha tradotto e curato l’edizione italiana del libro di Pierre Restany “Yves Klein, Il fuoco nel cuore del vuoto” (Prearo Editore). Numerose le pubblicazioni realizzate, cataloghi di mostre e interventi teorici in raccolte di saggi e libri di critica e cultura attorno tematiche dedicate alle varie declinazioni dell’arte contemporanea. Dal 2014 è Presidente di Undicesima, società di editoria e comunicazione culturale.

mercoledì 17 settembre 2014

Al Museo del '900 - Milano, 'Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962' a cura di Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti

"Rubo" dal sito MilanoMentelocale.it (http://milano.mentelocale.it) questa notizia relativa alla prossima mostra che sarà ospitata nel Museo del '900 (http://www.museodelnovecento.org/), che vedrà a confronto due grandissimi protagonisti del XX secolo: Lucio Fontana e Yves Klein...


Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962
a cura di Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti

70 opere, documenti e filmati per raccontare due vicende artistiche chiave. Tra Milano e Parigi, monocromi e ricerche spaziali. Da ottobre a marzo 2015

Lucio Fontana e Yves Klein, due artisti che hanno segnato in maniera diversa il Novecento, intrecciando a più riprese le proprie vicende creative e personali. Un filo della storia da indagare e dipanare entrando nel vivo degli anni tra il 1957 e il 1962, periodo in cui la frequentazione dei due artisti si fa più stretta. Fontana, appartenente a una generazione precedente a quella di Klein, diventa collezionista del giovane teorico del monocromo e dividendosi tra Milano e Parigi trova materia per approfondire la propria ricerca spaziale.

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martedì 21 dicembre 2010

Milano più vicino all'Europa? Sembrerebbe di sì... al via il progetto in Citylife

Poche righe per commentare una notizia che mi sembra essere grandiosa. Sembrerebbe che finalmente anche Milano possa avere un proprio Museo per il Contemporaneo...
Infatti dopo l'apertura del Museo del '900 (6 dicembre scorso http://www.museodelnovecento.org/ ), gira la voce che siano arrivati i fondi necessari per dare il via a questo progetto che finalmente adeguerebbe Milano al resto delle grandi città d'Europa. La città sembra essere pronta... e i cittadini?