RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 7 settembre 2017

Lucio Fontana "Ambienti/Environments" al Pirelli HangarBicocca di Milano

Il prossimo 20 settembre, in uno dei luoghi più suggestivi che siano mai stati dedicati al contemporaneo, l'HangarBicocca, prederà vita una delle mostre clou dell'autunno milanese:  
Lucio Fontana "Ambienti/Environments"

Un evento che merita da sola la visita a MIlano e che certamente non deluderà lo spettatore...



Lucio Fontana
"Ambienti/Environments"

A cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí
21 settembre 2017 - 25 febbraio 2018

Mercoledì 20 settembre Pirelli HangarBicocca presenta “Ambienti/Environments”, dedicata alla ricerca ambientale di Lucio Fontana e propone un corpus di Ambienti spaziali mai riuniti in precedenza, opere di importanza cruciale, che mettono in rilievo la forza innovativa e precorritrice di un grande maestro del Novecento.

I visitatori avranno la possibilità di attraversare gli Ambienti spaziali, stanze e corridoi percorribili, caratterizzati dalla forte immersività e che offrono un’esperienza percettiva inedita. Per questa ragione e per la loro natura effimera – sono stati, infatti, quasi sempre distrutti al termine dell’esposizione – questi lavori sono le opere più sperimentali e meno note di Fontana, che li concepì e progettò sin dalla fine degli anni ’40.

“Ambienti/Environments”, a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí e realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, raccoglie nello spazio delle Navate di Pirelli HangarBicocca nove Ambienti spaziali e due interventi ambientali, creati da Fontana (1899, Rosario, Argentina – 1968, Varese, Italia) tra il 1949 e il 1968 per istituzioni e musei italiani e internazionali, alcuni dei quali ricostruiti per la prima volta dalla scomparsa dell’artista.

Scopri di più: http://www.hangarbicocca.org/mostra/lucio-fontana-ambienti/

sabato 16 aprile 2016

A Lucca per LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione



Premesso che un giro a Lucca ne vale sempre la pena, oggi, primo sabato libero dopo tanto tempo, mi sono ritagliato qualche ora per fare due passi nella città delle mura. 
Città che adoro.

Ovviamente per non perdere l'abitudine, una "capatina" ad una mostra non poteva mancare.

Mostra della quale vi avevo già fornito alcune news: "LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione" al Lu.C.C.A.

L'amico Maurizio Vanni, direttore del Museo, in compagnia di tutto il suo staff, come sempre disponibile e generoso, nonostante l'impegni sempre più numerosi, è riuscito a fare gli onori di casa dedicandomi preziosi minuti chiacchierando amabilmente di questo progetto e non solo.

Una mostra che vale la pena visitare, aperta fino al prossimo 19 giugno, magari in occasione dell'imminente Lucca Art Fair, giorni in cui un pezzo dell'Italia Contemporanea sarà presente in forza nella città Toscana.



Burri

Fontana

Bonalumi

Scheggi

Bonalumi e Castellani

martedì 23 febbraio 2016

Grande anteprima al Lu.C.C.A.



"LA TELA VIOLATA. Fontana, Castellani, Burri, Scheggi, Simeti, Amadio e l'indagine della terza dimensione" 

a cura di Maurizio Vanni 
19 marzo - 19 giugno 2016 

info

giovedì 7 gennaio 2016

DA KANDINSKY A POLLOCK. LA GRANDE ARTE DEI GUGGENHEIM

Una piccola anteprima... 

 

 DA KANDINSKY A POLLOCK. LA GRANDE ARTE DEI GUGGENHEIM

dal 19/03/2016 al 24/07/2016



Dal 19 marzo al 24 luglio 2016, Palazzo Strozzi ospiterà una grande mostra che porta a Firenze oltre 100 capolavori dell'arte europea e americana tra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento, in un percorso che ricostruisce rapporti e relazioni tra le due sponde dell'Oceano, nel segno delle figure dei collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim.

Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e permette un eccezionale confronto tra opere fondamentali di maestri europei dell'arte moderna come Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray e dei cosiddetti informali europei come Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, insieme a grandi dipinti e sculture di alcune delle maggiori personalità dell'arte americana degli anni cinquanta e sessanta come Jackson Pollock, Marc Rothko, Wilhelm de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly.

Dedicare una mostra alle collezioni Guggenheim significa raccontare a ritmo serrato la nascita delle neoavanguardie del secondo dopoguerra in un fitto e costante dialogo tra artisti europei e americani. Realizzare questa straordinaria mostra a Firenze significa anche celebrare un legame speciale che riporta indietro nel tempo. È proprio a Palazzo Strozzi, infatti, negli spazi della Strozzina, che nel febbraio 1949 Peggy Guggenheim, da pochissimo giunta in Europa, decide di mostrare la collezione che poi troverà a Venezia la definitiva collocazione.

I grandi dipinti, le sculture, le incisioni e le fotografie esposte in mostra a Palazzo Strozzi, in prestito dalle collezioni Guggenheim di New York e Venezia e da altri prestigiosi musei internazionali, offrono uno spaccato di quella straordinaria ed entusiasmante stagione dell'arte del Novecento di cui Peggy e Solomon Guggenheim sono stati attori decisivi.

giovedì 15 ottobre 2015

Italian Sale di Sotheby's... Nuovo record di Fontana!


 

Un po' di notizie da Londra... Direttamente dalla tanto attesa Italian Sale... il lotto più atteso della serata... il CONCETTO SPAZIALE, LA FINE DI DIO di Lucio Fontana è stato battuto a 14.100.000 sterline che con i diritti diventano: 15,941,000 £ (24,581,022 USD),  ma ci sono state anche altre aggiudicazioni interessanti... Un Morandi a oltre 520,000 sterline, un paio di Pistoletto a più di 700,000 sterline, un Kounellis a quasi 850,000 sterline, uno Scheggi a più di un milione, un Castellani a quasi 900,000 e tanti altri. Insomma l'Italian Sale di Sotheby's, nonostante anche alcuni invenduti ha totalizzato la stella cifra complessiva di oltre 40,000,000 (Quaranta milioni!!!) di Sterline! Viva l'Italia, viva l'Arte!

“Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni”.

 
 
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Polignano a Mare
Sabato 17 ottobre 2015 ore 18,30
“Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni”.

In occasione dell’80esimo anniversario dalla nascita di Pino Pascali, la Fondazione Pascali propone il 17 ottobre alle ore 18,30 una mostra di carattere storico: “Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni” a cura di Rosalba Branà e Roberto Lacarbonara.
L’esposizione mette a confronto alcune tra le più importanti personalità dell’arte contemporanea del ‘900, nati a pochi anni di distanza – Pino Pascali (1935/1968), Agostino Bonalumi (1935/2013), Enrico Castellani (1930), Lucio Fontana (1899-1968) e Piero Manzoni (1933/1963) – e formatisi in ambiti linguistici ed espressivi diversi, ma dalla interessante convergenza di ricerca ed esiti formali. È la nuova generazione di artisti che, nata negli anni ’30, stravolge il linguaggio e le regole dell’arte. Su di loro la preziosa influenza e il carisma di Lucio Fontana con le ricerche sullo spazialismo.
Il 1968 è l’anno in cui scompaiono Pascali e Fontana, chiudendo così un’epoca fondamentale per la ricerca e l’innovazione linguistica.
La mostra presenta una ristretta ma significativa selezione di opere necessarie ad avviare una riflessione critica su quanto accadeva tra la fine degli anni ’50 e il decennio successivo tra Milano e Roma.

Dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma giunge a Polignano la grande opera di Pascali ‘La ricostruzione del dinosauro’ (1966) appartenente al ciclo delle finte sculture. L’opera si impone invadendo lo spazio con tutta la sua ampiezza; in modo straordinario, e nella sua massima espressione, con l’opera in tela centinata Pascali svincola la scultura dall’idea di monumentalità, rendendola leggera e modulare, ribaltando concetti peculiari di peso e sacralità.
Pascali riesce a coniugare abilmente le ricerche sull’azzeramento del linguaggio – che in Italia si sviluppano a partire da Fontana – con il suo personale immaginario di origine mediterranea nel quale la semplicità delle forme e l’arcaicismo primitivo di un rinnovato “bestiario medievale” affiorano dando vita ad un linguaggio assolutamente autonomo.
Tra la fine degli anni ’50 e metà degli anni ’60 l’arte italiana soprattutto a Roma e Milano, vive dunque una stagione particolarmente brillante che vede riunite più generazioni di artisti, operanti fianco a fianco, accomunate dall’attualità di un’apertura sperimentale innovativa nelle più diverse direzioni.

Bonalumi e Castellani danno vita ad un percorso di ricerca sulle infinite possibilità spaziali fornite dall'estroflessione della tela che ha ormai superato i confini della cornice e dilaga nell’ambiente. Manzoni, il più materico e il più concettuale, sceglie come materiale prediletto il cotone e il caolino per realizzare i suoi «Achromes». Fontana taglia e buca la tela per far sì che lo spazio possa invaderla, attraversarla, superarla. Pascali inizia invece a concepire le “finte sculture”: le immagina sin da subito monocrome, bianche o nere, e adopera una tela bianca disposta con una certa tensione sulle centine sottostanti per evidenziarne la struttura, lo scheletro di base. Se Manzoni, Bonalumi e Castellani proseguiranno una ricerca legata all’azzeramento della forma a favore dello spazio, a Pascali toccherà invece il compito di “ricostruire” un nuovo concetto di scultura partendo radicalmente da un punto zero.


Info:
inaugurazione: 17 ottobre alle ore 18,30
La mostra rimarrà aperta fino al 24 gennaio 2016.
Orario: dal martedì alla domenica ore 11-13 / 17-21. Lunedì chiuso.
Visite su appuntamento, tel 080.424.9534 -333.2091920
(La biglietteria chiude mezz'ora prima del museo - biglietto 2 euro più eventuali riduzioni a chi ne ha diritto).
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
VIA PARCO DEL LAURO 119 - 70044 POLIGNANO A MARE (BA) - PH/fax: +39 080 4249534
www.museopinopascali.it segreteria@museopinopascali.it
press: Santa Nastro +39 3928928522 snastro@gmail.com
Web | stampa@museopinopascali.it

La Fondazione Museo Pino Pascali è Punto FAI, Delegazione di Bari

sabato 20 settembre 2014

Visita al Museo del '900 di Firenze


Inaugurato a fine giugno (vi avevo dato notizia attraverso il post al seguente indirizzo: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/06/a-firenze-arriva-il-900.html), il Museo del '900 di Firenze, doveva essere il passo verso la modernità del sistema museale del capoluogo toscano.

Oggi ci sono stato.


Che delusione!

La maggioranza delle gallerie commerciali che conosco e frequento che trattano il 900, hanno appese alle loro pareti opere ben più importanti di quelle ospitate in questo luogo. 
Il bookshop non è ancora entrato in funzione così come non è ancora stato editato il catalogo delle opere presenti in collezione. 
In compenso, dal 10 settembre scorso hanno avuto ordine di spegnere il sistema di condizionamento dell'aria e visti i 26/27 grandi che opprimevano Firenze oggi, letteralmente all'interno delle sale era impresa ardua resistere.

Bella la location, ma come spesso avviene nelle nostre città d'arte, Firenze in primis, gli spazi del moderno e del contemporaneo devono essere obbligatoriamente diversi da quellli del passato. Almeno per quanto riguarda la proposta museale. Ne va della qualità dell'offerta. Non sono certo sufficenti alcune quinte in legno per ottenere la giusta fruizione e valorizzazione.

Ma non tutto è così negativo. Mi ha fatto piacere trovare l'amico Andrea Granchi esposto con grande visibilità in questo ambiente, mentre rimango basito davanti al fatto che di Ottone Rosai, uno dei massimi esponenti dell'arte fiorentina del '900, non sia contemplata neanche un'opera rappresentativa dello stesso ma solamente una bella collezione di ritratti ad amici e colleghi.

Notevole il taglio bianco di Fontana, poco valorizzato (come tutto del resto all'interno di questo Museo), mentre ingiustificata l'assenza di alcuni grandi... Balla? Boccioni? Afro, i poveristi? solo per citarne alcuni... Mah... rimango perplesso... 
Forse il nome "Museo '900" è un po' troppo ambizioso per quello che questo neonato offre.


mercoledì 17 settembre 2014

Al Museo del '900 - Milano, 'Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962' a cura di Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti

"Rubo" dal sito MilanoMentelocale.it (http://milano.mentelocale.it) questa notizia relativa alla prossima mostra che sarà ospitata nel Museo del '900 (http://www.museodelnovecento.org/), che vedrà a confronto due grandissimi protagonisti del XX secolo: Lucio Fontana e Yves Klein...


Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962
a cura di Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti

70 opere, documenti e filmati per raccontare due vicende artistiche chiave. Tra Milano e Parigi, monocromi e ricerche spaziali. Da ottobre a marzo 2015

Lucio Fontana e Yves Klein, due artisti che hanno segnato in maniera diversa il Novecento, intrecciando a più riprese le proprie vicende creative e personali. Un filo della storia da indagare e dipanare entrando nel vivo degli anni tra il 1957 e il 1962, periodo in cui la frequentazione dei due artisti si fa più stretta. Fontana, appartenente a una generazione precedente a quella di Klein, diventa collezionista del giovane teorico del monocromo e dividendosi tra Milano e Parigi trova materia per approfondire la propria ricerca spaziale.

continua a leggere su: 


martedì 3 giugno 2014

Arte 1945 – 2015 – Seconda Tappa: 1956 / 1967, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini 60 opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra.





Expo Milano in Arte 1945 – 2015 – Seconda Tappa: 1956 / 1967, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini 60 opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra. 

 
Inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00.
L’expo prosegue fino al 10 luglio.
A cura di Francesco Tadini, Anna Daelli e Melina Scalise.

Artisti in mostra: Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Enrico Baj, Gianni Dova, Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Ercole Pignatelli, Mimmo Rotella, Alik Cavaliere, Roberto Crippa, Alfredo Chighine, Bepi Romagnoni, Gianfranco Pardi, Mino Ceretti, Emilio Scanavino, Guy Harloff, Renato Volpini, Cesare Peverelli, Aldo Bergolli, Giò Pomodoro, Sergio Dangelo, Aldo Mondino, Rodolfo Aricò, Philip Martin, Edoardo Franceschini, Mario Raciti, Claude Viseux, Cesare Peverelli, Carlo Ramous, Gianni Bertini, Gianfranco Ferroni, Arturo Vermi, Antonio Recalcati, Carmelo Cappello, Giancarlo Ossola, Remo Bianco, Claudio Olivieri, Valentino Vago, Rosanna Forino, Ludovico Calchi Novati, Gustavo Bonora, Mario De Leo. 

La mostra raccoglie una selezione di circa sessanta opere con le quali vengono rappresentati 43 artisti che hanno indiscutibilmente avuto un ruolo da protagonisti nella storia dell’arte italiana e, in particolare, nella Milano anni ’60. L’esposizione è parte della rassegna Milano in Arte 1945 – 2015 che Spazio Tadini dedica alla città di Milano ripercorrendo tappe significative della sua crescita artistica e culturale che culminerà con Expo 2015.
La prima mostra della rassegna ha preso in considerazione il periodo 1945 – 1956 e si è svolta nel gennaio 2014.
Nelle prossime tappe – da autunno 2014 a tutto il 2015 – la selezione si allargherà agli architetti, ai designer, ai fotografi e agli stilisti che hanno contribuito a rendere Milano una delle capitali della cultura internazionale.
Si ringrazia per la collaborazione Fondazione Marconi di Milano, Pasquale Siniscalco, Galleria Tonelli, Poleschi Arte e tutti i collezionisti privati che hanno voluto contribuire all’esposizione.

SCHEDA DELLA MOSTRA a MILANO:

Spazio Tadini
Expo Milano in Arte 1945 – 2015

Seconda Tappa: 1956 / 1967

A cura di Francesco Tadini, Anna Daelli e Melina Scalise

Spazio Tadini
10 giugno – 10 luglio 2014
inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00
Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano
Per informazioni:
Francesco Tadini mob. 366.2632523 – milanoartexpo@gmail.com
Melina Scalise mob. 366 4584532 – ms@spaziotadini.it

sabato 19 aprile 2014

Un sabato a Torino: Castello di Rivoli



A pochi chilometri da Torino, c'è il Castello di Rivoli (http://castellodirivoli.org). 
Da circa trent'anni è una delle realtà più importanti per l'arte contemporanea, che ci sia in Italia.
Merita una visita. 

Io ci sono tornato oggi... (per la 5° volta in questi 30 anni)

La qualità e la ricchezza delle opere esposte rendono unico nel suo genere questo museo, almeno nel nostro paese. 
Ciò che lo rende straordinario però è lo spazio, caratteristica questa che rende unico l'intero nostro paese. 
Esistono sicuramente musei molto più importanti, al mondo ed anche in Europa, ma la peculiarità e che le forme più estreme del contemporaneo possano essere ospitate in un Castello del '600 e che tutto ciò contribuisce a trascinare il visitatore in un mondo quasi surreale... 

nelle sue sale i nomi più importanti dell'arte recente del XX e XXI secolo.
Da Cattelan a Amin, da De Maria a Fontana, da Boetti a Lewitt















Una segnalazione particolare è doverosa anche all'esposizione temporanea in corso fino al 29 giugno 2014... la mostra di fotografia di Jan Dibbets a cura di Marcella Beccaria, ospitata al 3° piano della struttura... (in questo caso però, senza foto... in quanto assolutamente vietato)




un po' di editoria...




giovedì 20 febbraio 2014

PURI SEGNI dal tratteggio razionale al “ghirigoro” istintivo nell’astrazione contemporanea una rassegna di opere su carta dal 1943 al 2013

 
 
PURI SEGNI
dal tratteggio razionale al “ghirigoro” istintivo nell’astrazione contemporanea
una rassegna di opere su carta dal 1943 al 2013

in catalogo

prefazione: Elio Cappuccio e Demetrio Paparoni
appunti su autori e opere: Roberto Lacarbonara.

Inaugurazione: sabato 22 febbraio 2014alle ore 18,30
Periodo espositivo: dal 22 febbraio al 3 aprile 2014
Sede mostra: Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 Livorno
Orari : 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso
Dal 22 febbraio fino al 3 aprile 2014 la Galleria Peccolo inaugura un'ampia rassegna di opere su carta che coprono circa 70 anni di astrazione nell'arte contemporanea.
In mostra un iter storico,suddiviso in 2 sezioni, che ripercorre le diverse tappe e gli sviluppi in arte dai primi anni del dopoguerra, della stagione "informale", da Vedova a Scanavino da Accardi a Dorazio fino alle esperienze di Fontana e Agnetti; nella seconda sezione in evidenza gli anni settanta con opere di artisti della pittura analitica fino alle esperienze di nuova astrazione americana anni novanta per terminare con le opere di Paladino e Domenico Bianchi e le carte di una inedita giovane generazione milanese segnalata da Demetrio Paparoni.

Nel catalogo della mostra, edizione Galleria Peccolo, la prefazione è di Elio Cappuccio e Demetrio Paparoni mentre

Roberto Lacarbonara ha redatto una breve citazione per ogni autore e opera esposta in mostra.

Nello stesso pomeriggio Sabato 22 febbraio alle ore 17.30 presso la Libreria Erasmo di Via Avvalorati 62, Livorno, sarà presentato il recente libro di Demetrio Paparoni "Il Bello, il Buono e il Cattivo" (come la politica ha condizionato l'arte negli ultimi cento anni) Edizioni Ponte alle Grazie, Milano.
Al termine della presentazione tutti invitati in Galleria alla vernice della mostra.
 
evento fb

lunedì 6 gennaio 2014

Milano in Arte 1945 – 2015 allo Spazio Tadini

Un grande mostra per Milano, una mostra della memoria, una mostra che offre uno spunto di riflessione da approfondire per vivere meglio il futuro in attesa dell'Expo!


Milano in Arte 1945 – 2015
Spazio Tadini
a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli

Mostra 1: 1945 / 1956 Il dopoguerra. A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli. Con la collaborazione di Fondazione Marconi. Artisti: Lucio Fontana, Enrico Baj, Ercole Pignatelli, Giò Pomodoro, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli, Gianni Bertini, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Galliano Mazzon, Francesco de Rocchi, Gustavo Bonora. --I protagonisti dell'arte, dell'architettura, della fotografia, del design e della moda che hanno fatto grande Milano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a Expo 2015 rappresentati e raccontati con una serie di mostre e incontri a Spazio Tadini a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli, con la collaborazione di Fondazione Marconi di Milano.

La prima tappa – che inaugura mercoledì 15 gennaio 2014 - prende in considerazione il periodo 1945 / 1956. Al culmine della crisi economica globale che stiamo attraversando, la scelta è di ripartire proprio dall'epoca della ricostruzione e della rinascita di quel complesso e vasto tessuto culturale che ridiede slancio e centralità alla metropoli lombarda. La data di conclusione di questo primo capitolo coincide, simbolicamente, con l'inizio della costruzione del Grattacielo Pirelli e della Torre Velasca: grandi monumenti rappresentativi di quella transizione.

Il destino di una grande metropoli deriva dalla storia delle idee e della bellezza non meno che dalle mutevoli fortune economiche.
Milano di Expo 2015 è anche frutto di settant'anni di idee, di interconnessioni tra fatti e protagonisti non sempre riconosciuti dal grande pubblico e dal mercato, di movimenti di pensiero organizzati e teorizzati che hanno dato vita a una grande avventura culturale del tutto peculiare e, in più di una occasione, al centro dell'attenzione mondiale.

Le mostre non costituiranno un percorso completo o esaustivo dei periodi artistici in questione, ma metteranno in rilievo, oltre ad alcuni indiscussi protagonisti, l'emersione di figure importanti – e a volte fondamentali – della cultura milanese.

Artisti della prima mostra:
“1945 / 1956 - Il dopoguerra”

Lucio Fontana, Enrico Baj, Ercole Pignatelli, Giò Pomodoro, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli, Gianni Bertini, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Galliano Mazzon, Francesco de Rocchi, Gustavo Bonora

SCHEDA DELLA MOSTRA:

Milano in Arte 1945 – 2015
Mostra 1: 1945 / 1956 Il dopoguerra
A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli
Con la collaborazione di Fondazione Marconi

Spazio Tadini
15 – 31 gennaio 2014
inaugurazione: mercoledì 15 gennaio 2014 dalle 18.00 alle 21.30
Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano

Per informazioni:
Francesco Tadini mob. 366.2632523 - milanoartexpo@gmail.com
Melina Scalise mob. 366 4584532 - ms@spaziotadini.it

giovedì 5 dicembre 2013

TESORI D’ARTE A VALENZA



TESORI D’ARTE A VALENZA

Un percorso espositivo unico, curato da Domenico Maria Papa, si snoda dai maestri dell'Ottocento, come Boldini, Induno, Fattori, De Nittis, Bistolfi agli artisti che hanno fatto l'arte del Novecento come Sironi, Carrà, Guttuso, Fontana, e ai nomi di spicco tra Novecento e nuovo millennio, come Baj, Tadini, Chia, Kounellis, Kats, Salle.

Dall’8 dicembre fino al 5 gennaio 2014, la mostra conferma come Valenza - nota come centro mondiale d'arte orafa - sia anche un vivace centro culturale e artistico che nel corso degli ultimi decenni ha saputo accogliere artisti italiani e stranieri con le loro opere più significative. Le collezioni spaziano lungo un ampio arco temporale ed esprimono il gusto sicuro di scelte che rivelano sensibilità, passione e competenza. Le raccolte private valenzane danno prova, dunque, di come il collezionismo possa esso stesso un atto creativo, assai prossimo a quello dell'artista, con una forte rilevanza nella storia culturale di un intero territorio.

“La mostra si articola in un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo d'arte europea – spiega il curatore Domenico Maria Papa - dalla seconda metà dell'Ottocento ai giorni nostri, evidenziando come si sia evoluto la stessa idea di collezionismo. Il disegno generale di ogni collezione risponde, infatti, a scelte culturali, affettive, di gusto e infine economiche, tanto da essere esso stesso un atto autenticamente creativo. La mostra intende evidenziare quanto intenso possa essere il rapporto tra autore, opera e collezionista.”



La mostra è allestita nelle sale di Villa Scalcabarozzi, destinata a diventare nel 2015 sede del Museo del Gioiello di Valenza.

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TESORI D’ARTE A VALENZA
Vernissage sabato 7 dicembre ore 18
8 dicembre 2013 – 5 gennaio 2014

Orari 15 -19 dal martedì al venerdì, 11 -19 sabato e domenica
Villa Scalcabarozzi, via Mazzini 42-44 Valenza (AL)
Informazioni: Centro Comunale di Cultura tel. 0131-949287
www.museodelgioiellovalenza.it

giovedì 14 novembre 2013

“ITALIAN BOOM: DESIDERIO E ASSENZA”




 “ITALIAN BOOM: DESIDERIO E ASSENZA”  
a cura di Gianluca Ranzi
in mostra gli esponenti
DELLA SCUOLA ITALIANA DELL’ARTE CONCETTUALE 


L’esposizione, ospitata nella nuova area dello spazio di Via Marco Polo 4 a Milano, verrà inaugurata martedì 19 novembre, dalle 19.00
Sarà possibile visitarla fino al 5 dicembre 

IFD GALLERY RESEARCH, lo spazio di IFD (International Fashion Diffusion) dedicato all’arte di Via Marco Polo 4 a Milano, tornerà ad aprire le sue porte con un’inaugurazione doppiamente importante. 

Martedì 19 novembre, dalle 19.00, infatti, verrà aperta la mostra “Italian boom: desiderio e assenza”, che, a cura di Gianluca Ranzi e realizzata da Carla Delia Piscitelli in collaborazione con Silvia Ranzi, verrà ospitata nella nuova area dello spazio IFD Gallery Research. 

Fino al 5 dicembre, si potranno ammirare le opere di alcuni dei più importanti esponenti della scuola italiana dell’arte concettuale, affermatasi nel nostro Paese nel secondo dopoguerra: Carla Accardi, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Enrico Castellani, Dadamaino, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Mario Merz e Gilberto Zorio. 

“Il fertilissimo percorso dell’arte italiana del secondo dopoguerra – spiega nel testo curatoriale Gianluca Ranzi - si snoda lungo due direttrici: da una parte attraverso il desiderio soggettivo di formalizzare l’opera come forma di interrogazione nei confronti della materia e dei suoi principi organici, dall’altra considerando l’arte come una pratica autonoma rispetto all’esistenza del suo creatore, coltivando così una neutralità espressiva ad alto ordine freddo da svolgere internamente al linguaggio dell’arte, dal Rinascimento fino alle Avanguardie Storiche.” 

Ranzi, descrivendo ognuno degli artisti in mostra, scrive:

“Per Lucio Fontana la tela, la terracotta, il bronzo, il vetro e la carta divengono i materiali vari e variabili dove imprimere volontà e gesto per oltrepassare la superficie e ricollegarsi a un altrove che dica della materia indeterminata, di uno spazio puro come apertura verso un essere non ancora definito in una forma specifica...” 


“L’opera di Alberto Burri descrive una parabola creativa fondata sulla sperimentazione continua dei materiali e delle proprietà della materia. Eppure lo specifico dell’arte di Burri, seppur intrinsecamente fondato sull’accentuazione degli stati materici, va rinvenuto nella logica evolutiva e nello svolgimento coerente da lui impresso a tutta la sua produzione, secondo quanto egli stesso affermava: «Il mio ultimo quadro è uguale al primo»...” 

“Enrico Castellani, prendendo le distanze dal gesto futurista di Fontana ancora impregnato di istanze soggettive e ideali, riarticola la sua grammatica di estroflessioni intorno a una sintassi monocroma ad alto grado di ordine freddo... Le sue opere mostrano un’assolutezza formale che trova la sua ragione nell’impersonalità della superficie e vedono nell’infinito seriale la possibilità di una variazione costante...” 

“Cresciuta nel vivace ambiente milanese degli anni Cinquanta, in cui la giovane generazione tenta vie diverse rispetto all’Informale, Dadamaino è da subito nell’avventura di Azimuth con Piero Manzoni ed Enrico Castellani, e guarda a Lucio Fontana come al proprio maestro. Le serie dei Volumi e dei Volumi a moduli sfasati, con i quali prende parte alle maggiori mostre europee del tempo, la afferma come una figura primaria della nuova scena italiana...” 

“La sistematica ricerca ed esaltazione del segno-colore connota da oltre mezzo secolo la personalità artistica di Carla Accardi che fu tra i protagonisti del gruppo Forma 1 (1947), con Sanfilippo, Dorazio, Perilli, Consagra, Turcato, Guerrini e Attardi...” 

“L’opera di Jannis Kounellis si inserisce invece in un quadro di impegno civile nel suo coniugare il ruolo sociale dell’arte all’evidenziazione del mondo dei fenomeni archetipi e antropologici che costituiscono il retaggio dell’uomo e del suo originale stato di natura unitario...” 

“Alighiero Boetti propone a se stesso dei sistemi operativi nei quali agire, spesso coinvolgendo altre persone che fungono da protesi di decentramento della creatività soggettiva ed autoriale. Altre volte sono la geografia, la matematica, la geometria, i servizi postali, l’enigmistica, a fornire la piattaforma delle proprie scelte e della propria abdicazione dal mito dell’artista pantocrator...” 

“Mario Merz opera a partire dall’agglomerazione di materiali diversi, industriali e naturali, che nella loro collisione producono un nuovo flusso energetico fisico e mentale. Vengono privilegiate le forme aperte, in espansione come la spirale o in progressione come suggerito dalla serie numerica di Fibonacci, sovente utilizzata come neon che ricoprono tele libere appese a parete o forme di igloo ricoperte da lastre di vetro o di pietra...” 

Italian Boom sarà anche la prima mostra ospitata nel nuovo spazio di IFD Gallery Research. Alla struttura inaugurata nel marzo scorso si è infatti aggiunta una seconda area comunicante e altrettanto ampia (circa 500 mq). Dotata di ingresso fronte strada, presenta una attenta cura dei dettagli architettonici. 

Italian Boom
Dal 19 novembre al 5 dicembre IFD Gallery Research
Via Marco Polo 4

20125 Milano
Orari: dalle 14.00 alle 20.00 tutti i giorni. Il mattino solo su appuntamento.