RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 3 dicembre 2015

Pierre Restany, La part des anges

Un appuntamento da non perdere!!!

 


Pierre Restany “La part des anges”
Il pensiero critico di Pierre Restany ricostruito
attraverso i documenti inediti dell’archivio di D’ARS

Museo del Novecento
Via Marconi 1, 20122 Milano
Giovedì 10 dicembre
alle ore 18:30
 


 Pubblicazione a cura di Cristina Trivellin
Edizioni Mudima

interverranno:
Gino Di Maggio
Cristina Trivellin
Lorella Giudici

con testimonianze di:
Maria Grazie Mazzocchi
Carmelo Strano


Pierre Restany è senza dubbio uno tra i più importanti critici d’arte del secondo ‘900; francese di nascita, elegge Milano come sua patria di adozione: una città che ama molto e nella quale trascorre gran parte del suo tempo, dividendosi tra la redazione di “Domus” e quella di “D’ARS”. Con quest’ultima, Restany inizia a collaborare già dai primi anni ’60 come inviato speciale fino a diventarne direttore dal 1984 fino al 2003, anno della sua scomparsa.
Cristina Trivellin - che ha lavorato a fianco di Restany dal 2000 al 2003 e che già nel 2006 ha curato la versione italiana del saggio dedicato a Yves Klein (Le feu au coeur du vide) - ha raccolto documenti e registrazioni inedite custodite presso l’archivio della rivista D’ARS, traendone questa ricerca, preziosa testimonianza dello spessore del pensiero del critico francese.
Restany è conosciuto per il ruolo fondamentale ricoperto nella teorizzazione del Nouveau Réalisme e negli sviluppi che tale movimento avrà in Europa e in Italia; pochi sono però al corrente di ciò che è avvenuto "dopo", e nella fattispecie cosa è accaduto "attraverso" le pagine di D’ARS, una pubblicazione indipendente di nicchia, che gli permette di esprimere liberamente le proprie teorie. Queste trascendono la critica d'arte tout-court per addentrarsi nella complessità della cultura, mai scissa dalla contemporaneità politica e sociale.
Nella prima parte del libro si trova ripubblicato il “Diario Brasiliano” che era apparso su D'ARS, in tre puntate, nel 1975. Uno straordinario resoconto giornaliero dei quarantacinque giorni che Restany trascorre nella foresta amazzonica, navigando lungo il Rio Negro. Alla fine di questo viaggio scriverà il Manifesto del Naturalismo Integrale.
Il cuore della pubblicazione è costituito dalle trascrizioni delle registrazioni avvenute durante le riunioni di redazione (1990-2003), materiale totalmente inedito che permette di avvicinarsi e comprendere non solo il pensiero critico di Restany, ma il suo rapporto con i collaboratori, la necessità di entrare in relazione con i propri interlocutori. Il titolo di questo libro è infatti legato a una metafora che gli stava molto a cuore e che racconta in un editoriale del 1997 intitolato: L'ecologia mentale: la part des anges - i viticultori in Francia chiamano “Part des anges” quella misteriosa e volatile dose di alcool che evaporando conferisce al Cognac il suo tipico aroma. Per Restany ogni argomento tematico doveva essere trattato come un liquore in fase di distillazione: era la part des anges nata dall'evaporazione delle idee che doveva conferire sapore alla rivista.
In un fluire continuo e avvincente di intuizioni, di idee e di considerazioni, a volte persino di preveggenze, sul proprio tempo, sull’arte e sul pensiero, le parole di Restany si dispiegano in un lucido racconto - a tratti talmente lucido da sembrare quasi visionario - sul presente, sul futuro e sulle verità nascoste dell’arte e dell’intelletto: “Scrivere d’arte – diceva – significa entrare in relazione con la vita”.

Restany ha vissuto con grande ardore intellettuale la propria epoca, incarnando la figura del critico militante in modo esemplare, credendo fino in fondo nelle proprie idee e intuizioni, ma anche superandole quando le sentiva esaurite. È nelle intenzioni della curatrice del libro trasmettere questo ardore che non conosceva separazione tra arte e vita e che può essere illuminante esempio per le nuove generazioni.

Cristina Trivellin
Critico d’arte, giornalista e curatore, dal 2002 al 2014 è stata membro del Comitato Scientifico della Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus; dal 2012 è direttore di D’Ars-periodico di arti e culture contemporanee e di www.darsmagazine.it. E’ membro di AICA (Associazione Internazionale dei Critici d’Arte). Ha tradotto e curato l’edizione italiana del libro di Pierre Restany “Yves Klein, Il fuoco nel cuore del vuoto” (Prearo Editore). Numerose le pubblicazioni realizzate, cataloghi di mostre e interventi teorici in raccolte di saggi e libri di critica e cultura attorno tematiche dedicate alle varie declinazioni dell’arte contemporanea. Dal 2014 è Presidente di Undicesima, società di editoria e comunicazione culturale.

domenica 26 ottobre 2014

Anche D'ARS, arriva in rete e lo fa alla grande!



Anche D'ARS, arriva in rete e lo fa alla grande! 

Un sito dinamico e fruibile all'altezza della grande tradizione della nota rivista fondata nel 1960 da Oscar Signorini, oggi diretta da Cristina Trivellin, che vanta nei suoi trascorsi collaborazioni "illustri" con firme del calibro di Giulio Carlo Argan, Silvio Ceccato, Raffaele De Grada, Gillo Dorfles, Pierre Restany, Germano Celant. 
La rivista viene diretta in seguito da Mac Spasciani, alla quale succede, nel 1984, il critico francese Pierre Restany, fino al 2003.


www.darsmagazine.it è l’anima web della rivista D’ARS, un portale in grado di estendere lo sguardo sulla cultura contemporanea con l’attenzione che da sempre contraddistingue il primo magazine d’arte italiano. Una guida a mostre, eventi, luoghi e artisti per vivere il lato migliore di Milano – e non solo – e del suo fermento artistico!

Oltre ad avere nella sezione “TRIMESTRALE” la rivista in formato epub in due lingue, la testata online ha una vita propria. I contenuti vengono creati in modo corale, frutto del dialogo continuo tra la redazione e i bloggers più assidui, seguendo una linea comune stabilita a priori, ma non congelata. Calata, piuttosto, dentro la cultura contemporanea nelle sue molteplici e talvolta contraddittorie sfaccettature. Al giudizio preferiamo l’analisi, alle conclusioni preferiamo le aperture e le visioni presenti – e perché no?- future.

AVVISO AI LETTORI: linea guida alla redazione dei nostri articoli, è l’attenzione a quanto riusciamo veramente a conoscere, vivere ed esplorare con tempo, senza farsi schiacciare dalla frenesia della produttività a tutti i costi. Per un’ecologia dell’informazione e una maggiore qualità della vita, per noi e speriamo anche per voi!

la copertina dell'ultimo numero


REDAZIONE

Direttrice Responsabile
Cristina Trivellin
Caporedattrice

Martina Coletti
Redazione Interna

Alessandro Azzoni, Loretta Borrelli, Valentina Tovaglia
Web Project Manager

Loretta Borrelli
Web developper

Fabio Bertozzi
Relazioni Esterne
Valentina Tovaglia

Contatti: info@darsmagazine.it


lunedì 29 settembre 2014

Da un'idea di Cristina Trivellin nasce UNDICESIMA



Da un'idea di Cristina Trivellin, insieme a  tre validissime colleghe - Martina Coletti, Valentina Tovaglia e Loretta Borrelli, nasce UNDICESIMA

La nuova impresa culturale per l'editoria e la comunicazione
nata da un team di professioniste con decennale esperienza in comunicazione, editoria, organizzazione di eventi e sviluppo web

per scoprire di che cosa si tratta...

www.undicesima.net

mercoledì 17 agosto 2011

Chi muove l'arte: Carta d'identità di... Cristina Trivellin


Cristina Trivellin

DOMANDE

  • Generalità (nome, cognome, età, professione ect.)
  • Collaborazioni (principali collaborazioni, mostre ect.)
  • Il tuo miglior pregio
  • Il tuo peggior difetto
  • Qual è il collega che stimi di più?
  • E quello che ritieni meno interessante?
  • Fammi tre nomi di artisti che ritieni in questo momento fra i più interessati
  • La galleria, il museo o l’istituzione al top della tua classifica personale?
  • Ed il fanalino di coda?
  • Moderno o contemporaneo?
  • Il ruolo del web nel mondo dell’arte
  • Progetti importanti per il futuro
  • Sogno nel cassetto
  • Ricetta salva/crisi
  • Una tua confessione (quello che nessuno sa di te)
RISPOSTE



Cristina trivellin, critico, curatore, pubblicista, nata a Novara, vivo tra Milano e il lago Maggiore.

collaboro con la Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus di Milano per quanto riguarda progetti principalmente dedicati ai giovani e alla new media art
www.milanoindigitale.it, www.cantierecreativo.org, sono caporedattore e coordinatore editoriale del trimestrale di arti e culture contemporanee D’ARS www.darsmagazine.it.
Come curatore indipendente collaboro con gallerie e istituzioni pubbliche e private.

spero l’onestà (intellettuale e non solo)

sono irrimediabilmente polemica e faccio fatica a tacere, anche quando dovrei

Diversi,  molti dei quali sono anche amici. Ho molta stima di Jens Hauser, che porta coraggiosamente avanti in Europa la Bioarte e le filosofie innovative ad essa legate.

Quelli che inseguono la fama e il presenzialismo saltando sui carri dei politici ottenendo importanti incarichi pubblici senza avere poi le capacità di rivestirli come dovrebbero.

Tre sono davvero pochi e poi le scelte andrebbero suddivise e motivate: in sintesi diciamo, all’estero Christian Boltansky, Yona Friedman, Eduardo Kac, Marina Abramovic: In Italia Giuseppe Penone, Studio Azzurro, Les Liens invisibles. Ma non è una risposta esaustiva.

Moma - new york
Italia- Palazzo Grassi per i contenuti, il MAXXI per la forma.

Tutti quelli che si ostinano a riproporre il vecchio e lo stravecchio in formula “pacchetto” senza un vero progetto curatoriale.

Contemporaneo, senza esitazioni

beh, mi occupo principalmente di new media art, mi interessano  gli sviluppi dell’arte nell’era di internet, quindi secondo me il ruolo del web è determinante e imprescindibile, nell’arte come nella società.

Il numero di settembre di D’ARS sta per uscire con veste grafica nuovissima e importanti trasformazioni sulle quali stiamo lavorando da tempo.
Spero di poter proseguire (malgrado i tagli ai finanziamenti) i progetti  MeltingPot – cantieri creativi per la new media art e Milano in Digitale (vedi link sopra)  per dicembre abbiamo in programma una mostra-convegno per i 100 dalla nascita di McLuhan, a settembre partirà un concorso dedicato gli artisti residenti in Piemonte in collaborazione con i circoli ARCI-Piemonte e ancora mostre e pubblicazioni che al momento sono in stato embrionale e quindi non rivelabili.

moltissimi,  ma in questo momento preferisco un sogno collettivo, fuori dal cassetto: che la cultura sia realmente finanziata e sostenuta dalla cosa pubblica.

abbassare la quantità-aumentare la qualità- uscire dal provincialismo- osare-

Sul mio campanello di casa  leggi “Cristina trivellin & Pablo”, che non è un focoso amante ispanico ma il mio adorato bassotto.  

sabato 18 dicembre 2010

Memento Vitae - Emma Vitti a cura di Cristina Trivellin con critica di Roberto Mutti

Non conosco il lavoro della Vitti ma conosco abbastanza bene la Trivellin. Di lei mi fido e se ha deciso di curare una mostra di questa artista vuol dire che merita. Da scoprire insieme...



a cura di Cristina Trivellin
presentazione Roberto Mutti
Mostra fotografica: Emma Vitti – Memento Vitae
A cura di Cristina Trivellin
Presentazione e critica di Roberto Mutti

Dal 18 dicembre 2010 al 18 gennaio 2011- Galleria Dietro le Quinte, via Carcaci 19 – Catania

Apertura dal martedì al sabato ore 10.00-13.00/16.30-20.00www.dietrolequintearte.it

INAUGURAZIONE SABATO 18 dicembre 2010 ore 19.00

Sono circa 15 le fotografie che permetteranno al pubblico di viaggiare tra le metafore visive dell’artista lasciandosi andare e addentrandosi per vedere e “stravedere”, per trovarci dentro la propria storia attraverso un viaggio dell’anima di suggestioni ed emozioni.
Una serie di scatti al mercato del pesce di Catania: luogo in cui si respira forza, energia primaria, dove odori, suoni, voci e colori sono tonalità intense, dove la vita e la morte si colgono dentro un unico senso circolare.
Se negli antichi dipinti i memento mori rappresentavano un monito, una richiesta di attenzione sulla caducità, la contingenza, ricordandoci attraverso i simboli la nostra imminente fine, il memento vitae pone la stessa urgenza, le medesime dinamiche ma ribaltandone l’avvertimento ricordandoci la necessità, la forza dirompente dell’essere che impone la propria meta, una riconciliazione tra i due opposti poli che governano la nostra psiche.
Attraverso la sublimazione resa dall’arte è possibile raggiungere il punto di dissolvimento dei dualismi e il superamento delle visioni parziali immergendoci in un unico flusso percettivo ed emozionale. (Cristina Trivellin)
Emma Vitti ama dire che tutti noi facciamo fatica a sopportare la morte perché la nostra cultura ci impedisce o ci rende difficilmente raggiungibile la dimensione del piacere e che quindi, di questo, e non della morte, abbiamo davvero paura. È una tesi interessante per comprendere le sue ricerche fotografiche dove la sensualità , che è sempre ben presente, si insinua fra le pieghe della realtà per riapparire in tutta la sua insidiosa attrazione seduttiva.
Allo stesso tempo, per l’autrice, il dolore, la sofferenza, l’indugiare sull’angoscia sono elementi connotati alla vita stessa dell’uomo ma è poi la bellezza a coprire la sofferenza, è la relazione stabilitasi fra gli individui a permettere di andare oltre, è il percorso creativo ad indicare una possibile via d’uscita. Non le interessa avere di fronte dei semplici osservatori ammirati, perplessi, concordi o dubbiosi, ma degli interlocutori capaci di intuire che con le sue fotografie non solo, come afferma “sperimenta la vita” ma spinge chi la segue a sperimentarla con lei.

In occasione dell’inaugurazione sarà presentato il libro Configurazioni provvisorie edito da Electa e curato da Roberto Mutti.
AL DI LÀ DEL PIACERE
Estratto del testo introduttivo del libro configurazioni provvisorie Electa Editore
Emma vitti è una fotografa che si muove in direzioni difficilmente riconducibili a linee prefissate. Non capita spesso, infatti, di trovarsi di fronte a opere così intimamente indipendenti da non evocare riferimenti estetici troppo definiti. Perché se è vero che nella fase della propria formazione ogni autore può percorrere un tratto di strada in comune con i suoi autori preferiti lasciandone quindi nei suoi lavori anche labili tracce, questo non sempre accade con tutti quanti sanno percorrere strade originali e marcatamente personali. Trovarsi di fronte alle opere di Emma Vitti obbliga, quindi, ad assumere un atteggiamento molto particolare che tiene conto, in egual misura, della sua sensibilità, delle modalità con cui si applica alla ricerca, dei complessi aspetti legati alla sua formazione artistica.
Quando afferma che il suo modo di lavorare ha l’esigenza di essere trasversale, Emma Vitti, indica una strada che permette a chi osserva le sue immagini di coglierne il significato, il termine “metafore visive” usato dalla stessa autrice per definire le sue fotografie appare in tutta la sua evidenza ma anche di comprendere che queste sono porte aperte verso l’esterno, funi gettate nel profondo per dare in modo che altri vi si aggrappino creando un rapporto intenso fatto di allusioni e di complicità.
Più che fotografie, Emma Vitti, compie gesti di spaesamento che, riscattando la banalità del quotidiano, creano un diverso ordine linguistico dove il rimosso, l’allusivo, l’onirico si ritrovano all’interno di un continuo rimando dialettico…. (Roberto Mutti).

martedì 9 febbraio 2010

EGO Persone dell'arte 1


Con Chiara Canali (critica e curatrice) e Stefano Fioresi


Con Cristina Trivellin (critica e curatrice)


Con Alessandra Redaelli (Giornalista,critica e curatrice)


Con Philippe Daverio (Giornalista, critico e curatore ) e Fabiano Parisi


Con Francesco Gattuso (Curatore ed organizzatore di eventi e fiere, ideatore di Step09)