RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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mercoledì 19 dicembre 2012

"Le nostre porte si aprono" a Siracusa Magazzino Formide - Artist Run Space

un'opera di Claudi Cavallaro
"Le nostre porte si aprono"
Sara Petrolito e Claudio Cavallaro
con
Giuseppe Bombaci, Marco Marchisio, Iole Vecchio
dal 3 all'11 gennaio 2013


Inaugurazione del nuovo spazio siracusano per l'arte contemporanea "Magazzino Formide - Artist Run Space"




Gli artisti Sara Petrolito e Claudio Cavallaro aprono le porte del proprio studio siracusano e danno vita a "Magazzino Formide - Artist Run Space", un luogo, gestito da artisti, che possa imporsi come fucina di idee, di promozione dell'arte nel territorio, possibilità di scambio, incontro e dialogo con le altre realtà nazionali e internazionali e tra artisti e operatori del mondo libero dell'arte.




Magazzino Formide nasce all'interno di un vecchio magazzino dell'unico, e ormai chiuso, negozio di giardinaggio della città di Siracusa. Di proprietà di una zia di Sara, zia Mela, viene dalla stessa affidato ai due artisti per "farne ciò che più ritengono giusto"... Cos'altro si poteva realizzare se non uno studio artist-run space?




Per l'inaugurazione dello spazio, Sara e Claudio, hanno chiesto ai loro amici artisti siracusani di realizzare, anche loro, delle opere utilizzando i materiali (di scarto e non) presenti all'interno del magazzino e/o di intervenire sullo spazio.


Gli artisti invitati che hanno già confermato sono: Giuseppe Bombaci, Marco Marchisio, Iole Vecchio.




Questo primo evento, che non vuole essere una vera e propria mostra, viene inteso più come un iniziale momento di incontro e confronto per porre le basi ad un dialogo sui temi dell'arte contemporanea con la città di Siracusa, in primis, e con tutte le altre realtà culturali presenti sul territorio siciliano.




L'evento sarà documentato dal fotografo Michele Battaglia e, in seguito, verrà realizzata una pubblicazione artigianale in edizione limitata che sarà presentata presso la sede stessa di Magazzino Formide.

venerdì 13 luglio 2012

"A porte chiuse" di Claudio Cavallaro a cura di Cecilia Freschini

Da anni ormai sostengo che la Sicilia ed in particolare la provincia di Ragusa, sia una delle più importanti fucine di idee... lo dimostra anche questa mostra, curata da Cecilia Freschini, dell'ottimo Claudio Cavallaro. Un esempio di creatività, pensiero ed umiltà. Bravi!

"A porte chiuse" di Claudio Cavallaro
Con il contributo performativo di Sara Petrolito.

A cura di Cecilia Freschini

20 luglio – 6 settembre 2012
Galleria Clou - Ragusa


Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi sa ascoltarli, conosce la verità.
[Hermann Hesse]

“A porte chiuse” è il nuovo progetto di Claudio Cavallaro che sarà ospitato alla Galleria Clou durante questa stagione estiva. Si tratta di un’istallazione circolare di grande effetto che si estende lungo tutto il perimetro della sala principale.
“Tree/Resurrection” è l’immagine poetica della rinascita. Come una fenice, nota per la sua capacità di poter rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte, un tronco d’albero appassito si appresta a ricevere una nuova vita.
Al centro della galleria, infatti, la radice di un albero, con ancora annessa una piccola parte del tronco, riposa su un letto di cenere. Su alcuni punti carbonizzati della radice si posano delle farfalle dipinte con polvere di carbone, come se nascessero da quelle stesse ferite. I colori delle bruciature sulla radice si confondono con quelli delle farfalle. Dal tetto pendono dei cavi neri che sorreggono alcune lampade wood che rimandano all’immagine di una corona. L’installazione avrà una duplice visione, “bianca” e “nera”, dovuta all’alternanza tra luce naturale e black light. Questa luminosità instabile, da una parte accentua la forza del lavoro stesso, dall'altra, drammatizza un contrasto, rimandando alla precarietà della vita, ma anche alla sua tenacia. E’ proprio durante i momenti più oscuri che emerge il mistero dell'esistenza. Le lampade emanano una luce blu/nera che si va riflettendo sui diversi oggetti in maniera differente. La radice, dipinta con una resina fluorescente trasparente, diventa di colore blu ghiaccio, mentre le farfalle assumono una tonalità giallo fosforescente. Sul letto di cenere compaiono, come delle ombre, i prolungamenti di alcune radici dipinte anch’esse con resina fluorescente.
Un senso di sacralità perduta percorre tutta la produzione di Claudio Cavallaro, la cui ricerca si fonda sui concetti di risurrezione, trascendenza, cambiamento e trasformazione.

BIOGRAFIA
Claudio Cavallaro nasce il 7 luglio del 1976 a Siracusa, dove vive e lavora.
Nel suo lavoro, Cavallaro utilizza vecchi oggetti in disuso o abbandonati ed elementi organici su cui interviene cercando di far emergere una possibile nuova vita: una resurrezione intesa come trasformazione in qualcosa d'altro. Egli indaga, infatti, la possibilità di fornire un'anima a ogni opera, rendendola in grado di trasmettere un proprio messaggio a chi le vive. Il lavoro racchiude in sé una serie di simboli e significati più o meno nascosti o chiari. Quasi tutti i materiali, le quantità e pure ogni fase produttiva non sono casuali, ma servono a rafforzare l'essenza dei suoi lavori. L’utilizzo di materiali luminosi, di pigmenti, di colori fluorescenti e fosforescenti e luce di wood servono sia a rafforzare l'aspetto estetico delle opere, favorendone in qualche modo anche la trasmissione, sia a indagare l'idea di osservazione delle cose e degli eventi da punti di vista e condizioni di visione differenti.

A porte Chiuse, contributo performativo di Sara Petrolito.
Col corpo completamente "flou", Sara Petrolito interagisce con gli sguardi a distanza del pubblico delimitato dietro le vetrate all'esterno dello spazio espositivo della Galleria. Tale effetto, creato grazie a un apposito cerone, le permette di riflettere come se fosse essa stessa luce. Questo nuovo lavoro performativo si ricollega alla filosofia esistenzialista di Sartre nella quale lo scrittore analizza il tema dell'"altro" come elemento essenziale per conoscere il proprio se’.

Cavallaro e Petrolito hanno, inoltre, collaborato insieme al fine di creare un'originale traccia sonora basata sul suono delle piante.

Informazioni:
Galleria Clou – Circolo d’arte contemporanea – P.za San Giovanni, 33 - Ragusa
Vernissage: 20 luglio 2012, ore 20.00
Titolo della mostra: “A porte chiuse“
Titolo Installazione: T./R. (Tree/Resurrection)
Artisti: Claudio Cavallaro. Contributo performativo di Sara Petrolito.
Curatrice: Cecilia Freschini
Periodo: 20 luglio – 6 settembre 2012
Visibile 24h al giorno tutti i giorni o su appuntamento.

lunedì 23 aprile 2012

WHEN YOU ARRIVE I WILL CUT MY HAIR - Sara Petrolito - a cura di Giuseppe Bombaci

La mia stima per il grande Giuseppe Bombaci mi porta a riflettere su una cosa: ottimo artista, attento curatore, amico prezioso... c'è qualcosa che gli riesce male?

 WHEN YOU ARRIVE I WILL CUT MY HAIR 

di SARA PETROLITO

A cura di GIUSEPPE BOMBACI

Inaugurazione Domenica, 29 Aprile, 2012 - 20:00

Presso

FABBRIC/A ARTECONTEMPORANEA Canicattini, SR

Comunicato Stampa

WHEN YOU ARRIVE I WILL CUT MY HAIR.
SARA PRETOLITO
A CURA DI GIUSEPPE BOMBACI.
Chi è questa giovane artista che già promette bene?
di sicuro è un'artista ma prima ancora una persona con un grande spessore umano ed emotivo, conosco Sara da un pò di tempo è l'ho sempre vista al lavoro seriamente con impegno e dedizione , Sara si muove verso più versanti che vanno dalla pittura con uno stile crudo e forte, all'istallazione e all'attività perfomativa, (sarebbe riduttivo classificarla nelle nuove tendenze della body art).
Sara con una espressività drammatica si interoga e ci interogga, ci regala come mi piace dire "un punto di domanda".
Giuseppe Bombaci.

L’ opera, che si sviluppa in varie forme, nasce da una riflessione sullo scorrere del tempo e assume differenti valenze simboliche. Una è collegata ad un’ attesa che deriva dalla propria interiorità come rivoluzione interiore. Il tempo dell’ interiorità non lo si può segnalare con dei numeri ovvero con lo scorrere delle lancette, ma con porzioni di tempo che decidiamo noi stessi che siano ricordi, attimi, sguardi, incontri. Un’ altra valenza simbolica è legata all’ “esteriorità del tempo”, concetto che si materializza con i capelli. Sia la crescita dei capelli, sia il taglio sono dei gesti che si ripetono un’ infinità di volte nella vita, dunque nel tempo esteriore, ma entrambi lo superano collegandosi all’ interiorità, poiché la crescita non viene controllata da noi rappresenta il fluire mentre il taglio rappresenta il controllo sul tempo (che si ricollega anche alla ribellione contro di esso per annullarlo). Come ultimo significato è presente la distinzione tra il tempo reale rappresentato attraverso l’ orologio che segna le attività quotidiane e “ l’ orologio non reale” che segna il proprio tempo al di là del quotidiano. Una poesia spiega il senso di queste espressioni.
Il fluire ha la sua prima rappresentazione
Ciò che era un tempo un’ attesa
Carica
Gira lancetta
Lancia 1
Suona girato
Carica accuccia
Gira
“ “ mi
Suona
Soffoca
Carica
Lascia
Evoluzione del tempo trattenere il tempo farlo proprio cercare di gestirlo
Abbraccio il Tempo credo che sia mio ma sta davanti fugge.
Mi convinco che non esisti ma sei sempre lì Io esisto e non esisto insieme a lui ma dentro lui
Ritagli di tempo sparsi materializzazione del tempo trascorso esplosioni di attimi tempo regalato scordato custodito inventato lunghissimo brevissimo
Passaggio Non lo possiedi ma ORA lui ha te Torna alla posizione iniziale guarda crescono
Finale Tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac
Io esisto eterna esterna interna con LUI.
In conclusione ripeto spesso che il tempo è un’ opinione, l’opinione di chi l’ ha creato. Chi?