RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 12 dicembre 2015

Alla Permanente di Milano: PROGETTO D'IO



Dal 15 al 23 dicembre 2015, il Palazzo della Permanente di Milano, via Filippo Turati n.34, ospiterà presso lo "Spazio Atelier" la mostra PROGETTO D'IO, un'iniziativa nata dalla contaminazione tra Pensiero e Arte. 
23 riflessioni di Alessandro Aleotti, intellettuale del panorama milanese che ha già avuto modo di esporre le sue tavole di scrittura visiva in questa stessa sede nel luglio 2014, sono interpretate da altrettanti artisti contemporanei di generazioni diverse e provenienti da tutta Italia.
Le opere di pittori, fotografi, scultori e performer sono volte ad offrire una forma estetica al superamento dei valori operato dal disincanto e alla suggestione di una via di rivolta.
L'espressione "D'IO" è l'espediente semantico volto alla simbolizzazione individuale di un pensiero e di un sentimento.


Artisti del Progetto: Maurizio Avi, Sofia Battisti, Nicola Bertoglio, Dorothy Bhawl, Riccardo Brugnaro, Alessandro Bulgarini, Mirko Caruso, Giorgio Cecchino, Angelo Checchia, Cristian Cianporcero, Alice Colombo, Costarocosa, Giovanna Fabretti, Stefania Fietta, Alessandro Filardo, Nicola Fornoni, Ursula Huber, Raffaella Martucci, Marta Moretto, Viviana Pennati, Veronique Pozzi, Novella Rosania, Michele Zanni.

VERNISSAGE >  Martedì 15 Dicembre 2015 ore 18:00
Inaugurazione della mostra accompagnata da una performance del duo Costarocosa

                     
Orari:  Dal lunedì al sabato: 10:00 - 13:00 / 14:30 - 18:30
            Domenica: chiuso

INFO


venerdì 11 dicembre 2015

Intorno al tavolo: un seme al giorno

Intorno al tavolo: un seme al giorno

Incontro con l'autore del mese di dicembre Jimmy Milani 15 dicembre da Assaggino via della Moscova 24 dalle 19:30

Nel mese di dicembre Jimmy Milani entra nello studio esteso dell'artista ponendo sotto osservazione il “coltivare” come evento relazionale: un seme di fagiolo sarà piantato ogni giorno di studio condiviso con gli ospiti invitati a prendersi cura dei germogli.

“Un seme al giorno” è una serie di vasi dalla tripartizione cromatica che rimanda alla sequenza luce-terra-natura, rispettivamente giallo, blu e verde; in ogni vaso si erge una scaletta che si offre come pre-visione e guida di un movimento di crescita verso l'alto. Sparsi per lo studio alcuni piccoli annaffiatoi pieni di acqua invitano gli ospiti ad aiutare il seme a germogliare.

La riflessione di Jimmy nello studio di via Moscova 24 si apre alla relazione uomo-natura nella sua duplice forma: nello studio d'arte il tempo dell'attesa del frutto diventa fonte di ispirazione; allo stesso tempo fonte alimentare, il fagiolo rimanda ai popoli della terra che da sempre l'hanno coltivato. Il seme della leguminosa restituisce l'idea dei cicli perenni della natura, per via della con-fusione tra vita e morte insita nella sua capacità di rigenerarsi semplicemente a contatto con l'acqua.
a cura di Giuseppe De Siati

Il luogo in cui si svolge il progetto è Assaggino di Refettorio, partner che rende possibile la realizzazione dello stesso e che si presta ad essere vissuto come una "stanza di vetro" circondata dal verde urbano dove stare intorno al tavolo, sentire il paesaggio e costruire una visione.

Copyright © ASSAGGINO di Refettorio All rights reserved.
http://www.milanotoday.it/eventi/cultura/intorno-al-tavolo-un-seme-al-giorno.html

HASTA L'INCANTO PARTERRE



HASTA L'INCANTO PARTERRE

Sabato 19 dicembre 2015 alle 19.00 presso lo studio di architettura 70m2 (via Poggiali 10, Livorno)

Presso gli antichi Romani una vendita pubblica era annunciata da un' hasta, simbolo di proprietà, che si piantava sul luogo del pubblico incanto e come segno della pubblica autorità.
È proprio attraverso le aste che i Romani ripartivano il tesoro conquistato in guerra.
In latino esistevano le seguenti espressioni: sub hastā venděre o hastae subicěre (vendere all'incanto); hastam poněre ("piantare l'asta", cioè "annunciare una pubblica vendita") ; ab hastā (acquisto all'incanto); ius hastae (diritto di vendita all'incanto).

Partendo da queste premesse, il Progetto Parterre indice un'asta per autofinanziare il primo parco urbano d'arte contemporanea a matrice ludico letteraria in Italia.
Verranno messe all'asta circa 40 opere dei 27 artisti che parteciperanno alla realizzazione del parco,
in ordine alfabetico:

Enrico Bacci
Cristian Balzano
Francesco Baronti
Giulia Bernini
Diego Bisso
Gualtiero Cagna
Daniele Caluri
Pier Corradin
Emanuele Carmassi
Fabrizio Da Prato
Barbara Fluvi
Angelo Foschini/Lavinia Iacomelli
Fabrizio Giorgi
Fabio Leonardi
Giorgia Madiai
Silvia Menicagli
Valerio Michelucci
Francesca Nicolosi
Alberto Pagliaro
Stefano Pilato
Progetto Libertà
Fulvio Pucci
Valentino Restivo
Riccardo Saltini
Isabella Staino

Base d'asta: € 100,00
Rilanci: € 20,00
Battitore d'asta: Giorgio Algranti
Battitore in seconda: Michele Crestacci

Asta a cura di: Viola Barbara, Marco Giovannetti

Allestimento: 70m2

Le opere saranno visibili e prenotabili dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Dalle 19.00 alle 20.00, intervento di Carlo Neri

Hasta l'incanto Parterre presenterà le caratteristiche di un'asta ufficiale arricchita di tratti creativi, propri di un evento spettacolo.
Sarà inoltre offerto un lauto aperitivo.

www.facebook.com/ilparterreLivorno/

www.ilparterre.org

info@ilparterre.org

MARTIN CREED a BASE a FIRENZE - dal 12 dicembre 2015 al 6 febbraio 2016


 


MARTIN CREED a BASE a FIRENZE
dal 12 dicembre 2015 al 6 febbraio 2016

 BASE / Progetti per l'arte dal 12 Dicembre al 6 Febbraio presenta la mostra di Martin Creed concepita appositamente per lo spazio non-profit di Firenze. Il vernissage diversamente dal consueto avverrà in una data a sorpresa decisa dall’artista che sarà presente e che intende così spostare l'attenzione sulla fruizione dell'opera più che sull'evento connesso alla sua presentazione.

Il progetto di Martin Creed per BASE / Progetti per l'arte è animato da differenti opere che fanno percepire lo spazio fisico allo stesso tempo espanso, compresso, dilatato e pieno. Questo avviene grazie all’equilibrio degli interventi “Work No. 920” del 2008 (wall painting), “Work No. 672, FRIEND” del 2007 (neon), “Work No. 2199” del 2015 (painting), “Work No. 1597, Laura” del 2013 (painting), “Work No. 2097” del 2014 (painting) e “Work No. 921” del 2008 (wall painting). Le opere si distribuiscono nei due spazi, da sinistra a destra, come a “perimetrare” per evidenziare, ma anche per rarefare i confini fisici della scatola architettonica in cui si manifestano.

Le forme geometriche o astratte, come gli environment o le installazioni, sono sempre per Martin Creed non il fine bensì il mezzo per creare un dialogo con il contesto. Questo approccio è portato alle estreme conseguenze nel progetto a BASE dalla presenza della scultura “Work No. 1638” del 2013 a forma di ziggurat di 5 longarine di ferro di misura decrescente poste una sopra l’altra. La scultura, ingombrando il centro dello spazio, destabilizza la possibilità di una visione contemplativa delle singole opere, costringendo lo spettatore a vivere quel luogo come un landscape composto da vari rumori di fondo. Inoltre, la scelta di non far coincidere l'inaugurazione con il giorno dell’apertura della mostra, è il modo da parte dell'artista di creare un tempo di attesa e far riflettere in maniera delicata sulla relazione che esiste oggi tra l'opera e l'evento, connesso alla sua presentazione nel mondo dei media, quello sociale e del sistema dell'arte.

Martin Creed (Wakefield, Inghilterra, 1968; vive e lavora a Londra) dalla metà degli anni Novanta ha realizzato opere che riescono a far convivere differenti discipline e a ri-attivare svariati medium che vanno dalla scultura alla performance, dalla pittura astratta al ready-made, dall'installazione al concerto. Esplicativo del suo lavoro è l'intervento “Work No. 227 (on-off)” con cui nel 2001 ha vinto il Turner Prize. In quel caso le luci, che si accendevano e spegnevano in maniera reiterata all'interno di una sala della Tate Britain di Londra, portavano l'attenzione degli spettatori al contesto che si trovavano ad attraversare più che a rivolgerla ad un oggetto fine a sé stesso. Nel 2012 ha trasformato l'opera che gli era stata commissionata per celebrare l'apertura delle Olimpiadi a Londra in una performance diffusa invitando tutta la nazione a suonare le campane del paese per tre minuti in un momento specifico. Come scrive Lorenzo Bruni nel suo libro “Museum, Gallery and other story” pubblicato nel 2011: “Le sue opere, formalmente differenti tra loro, hanno tutte in comune il voler creare uno strappo nella percezione del quotidiano, non per astrarre lo spettatore da esso, ma per dargli una nuova concretezza. (…)”.
Mentre tra le mostre personali: Fondazione Nicola Trussardi, Milano, 2006; the Duveen Commission, Tate Britain, London, 2008; “Work No. 409”, Royal Festival Hall, London, 2010; “Ballet Work No. 1020”, Traverse Theatre, Edinburgh, 2010; “Down Over Up”, Fruitmarket Gallery, Edinburgh and Things at The Common Guild in Glasgow, 2010; the Nasher Sculpture Center in Dallas, 2011; MARCO in Vigo, Spain, 2011; “A yearlong residency”, MCA in Chicago, 2012; “What's the point of it?”, Hayward Gallery, London, 2014; Tra le molte mostre collettive internazionali a cui ha partecipato sono da segnalare: P.S.1 and MoMA, New York, 1996; The British School at Rome, Roma, 1997; ViaNuova, Firenze, 2005; 4. Berlin Biennial for Contemporary Art, Berlin, 2006; Kunsthalle Bern, Bern, 2008; MoMA Museum of Modern Art, New York, 2009; 54. Biennale di Venezia, Venezia, 2011.

Si ringrazia la Galleria Lorcan O’Neill di Roma.

Base / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. Base è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia. L’attività, iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in toscana e che promuovono, a Firenze, alcuni aspetti tra i più interessanti dell’arte di oggi. Base è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. Fino adesso si sono tenute a Base oltre sessanta mostre tra le quali: Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti , Niele Toroni, Michael Galasso, Jan Vercruysse, Heimo Zobernig, Luca Pancrazzi, Marco Fusinato e John Nixon, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antoni Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov & Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Kinkaleri, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusolwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Diego Perrone e Christian Frosi, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, Radical Tools, Koo Jeong A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, che hanno sempre presentato progetti inediti, legati ad un a personale lettura dello spazio. Base si propone come uno spazio aperto alla conoscenza degli aspetti più significativi dell’arte di oggi, italiana e internazionale, in una dialettica di segni e linguaggi che concorre a tenere aperto un confronto di idee sulla contemporaneità. Base è promossa da un gruppo aperto di artisti che si avvicendano nella conduzione dell’attività e si prefigge di coinvolgere, in una forma di partecipazione e supporto attivi, un numero sempre più vasto di artisti, studiosi, collezionisti, amici. Base si propone quindi come un necessario luogo di scambio di esperienze e di informazione che fanno parte di un patrimonio comune al quale tutti possono attingere. Base presenta mostre, progetti, confronti e dialoghi, proponendo differenti letture e prospettive su quanto di più interessante accade nell’arte e suoi territori limitrofi. Attualmente fanno parte del collettivo di Base: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi.

L’attività di Base / Progetti per l’arte è promossa e sostenuta dagli artisti del collettivo. Base ringrazia per il supporto: Museo Pecci, Prato / OAC / Osservatorio per le Arti contemporanee dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze / Associazione basexbase.

PUNTO SUL ROSSO

Anche Massimo Barlettani in questa collettiva e... in ottima compagnia!




PUNTO SUL ROSSO

MOSTRA COLLETTIVA

dal 28 novembre 2015 al 16 gennaio 2016

INAUGURAZIONE SABATO
28 NOVEMBRE ORE 18.00



ORARI DAL MERCOLEDÌ AL SABATO DALLE 17 ALLE 19.30

IL MERCOLEDÌ SIAMO APERTI ANCHE LA SERA DALLE 21.00 ALLE 23.00

"Punto sul rosso" è la prima collettiva organizzata dallo Spazio Lavit. Una mostra che raduna artisti della galleria, artisti del varesotto e maestri ormai scomparsi.

Pittura, scultura e disegni che avranno come unico comune denominatore il colore ROSSO.

Una tonalità audace che caratterizza le singole opere con valenza diversa, simbolo di forza, di amore o di passione.

Il rosso sarà il protagonista!

Per questa mostra lo Spazio Lavit ha deciso di allungare gli orari di visita proponendo un'apertura serale il mercoledì dalle 21 alle 23.

Esposte opere di:

Enrico Baj, Cristina Balsotti, Massimo Barlettani, Luigi Bello, Franz Borghese, Hsiao Chin, Claudio Cintoli, Sandro Del Pistoia, Paolo Fiorellini, Max Fontana, Ferdinando Greco, Wifredo Lam, Gianni Landonio, Nes Lerpa, Luca Lischetti, Veronica Mazzucchi, Silvio Monti, Ester Maria Negretti, Gottardo Ortelli, Raffaele Penna, Pino Pinelli, Giorgio Robustelli, Sandro Sardella, Giulia Scandolara, Emi Schumacher, Giorgio Sovana,Vera Verena Stoss, Giuliano Tomaino.

Spazio Lavit Via Uberti 42 Varese

giovedì 10 dicembre 2015

Anche Sara Bandini alla Creative Room di Roma

 Anche Sara Bandini alla Creative Room di Roma

Da domani 11 dicembre

 

Creative Room Art Gallery

Via P. Cavallini 27 Roma
 

Nella nuova collettiva aperta fra gli spazi della Creativeroom è facile perdersi: molteplici ricerche, ognuna con la propria, personale cifra stilistica, tutte estremamente attente al confronto. Con il passato, per chi ha trovato di fronte alla tradizione un risolutivo banco di prova. Con il presente, per tutti coloro che hanno fatto dell’osservare più di un motivo d’analisi. Con il futuro, per i sognatori mai stanchi di plasmare la propria sensibilità attraverso uno strumento tanto delicato come il Fare. Perciò, in questa nuova camera delle meraviglie, si può vagare senza sosta da un autore all’altro, da un quadro a un’istallazione e da un assoluto a un attimo, colto nel suo istante più naturale.
Di fronte al mondo di Barzini ci sono fattezze fiabesche e sorridenti giochi cromatici. C’è il piacere della curiosità vorace e instancabile. E c’è un mondo che non smette di prendere forma. Nelle metafisiche geometrie e dentro gli squarci di Landi Donati c’è la scoperta di una nuova dimensione: una porzione di verità celata fatta per l’occhio, unico a poterne cogliere il significato.
Sono studi paralleli, fra l’analitica di Cézanne e la meccanica duchampiana, quelli elevati da Diana Pintaldi al piacere più lirico dell’osservare: essenziali nella purezza delle proprie forme, rivelano un segreto che va oltre le apparenze. I ritmi cromatici di Franco Leccese sono note di colore sulla tavola e dettano i tempi dello sguardo: nascono così frenetiche armonie che si rincorrono senza sosta, per dare vita a temi complessi e audaci.
La delicata sensualità di Sarandrea plasma con una carezza la materia, per poi vederla sbocciare: è un filo che scorre fino alle più sacre memorie dell’antico, una lezione perduta che riaffiora da un passato molto spesso simbolo ed esempio. Le forme di Paolo Di Nozzi sono fatte di particelle elementari e microcosmi in scala, capaci di piegare lo spazio circostante. Sono presenze leggere, eppure evidente: impossibile fare a meno di scivolare su quelle vertigini. Infine, sfumature di esistenza passano sulle tavole di Sara Bandini: nessun volto da ricordare, soltanto gesti più o meno riconoscibili in una cornice altrettanto evanescente, perché su quelle tavole compare una persona, non un profilo.
Matteo Olivieri



PITTURA: 
Sara Bandini/ Andrea Barzini/ Massimo Campi/ Cristiano Landi Donati/ Franco Leccese/ Diana Pintaldi

SCULTURA: 
Paolo di Nozzi/ Monica Sarandrea

mercoledì 9 dicembre 2015

Untitled Project di Paola Pivi a Palazzo Strozzi



L’artista contemporanea Paola Pivi a confronto con l’architettura del Rinascimento: una colorata e surreale scala gonfiabile di oltre 20 metri nel cortile di Palazzo Strozzi


Dall’11 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016 la celebre artista contemporanea italiana Paola Pivi invade Palazzo Strozzi con la monumentale installazione Untitled (Project for Etchigo-Tsumari), una coloratissima scala gonfiabile di oltre 20 metri di altezza che porta all’estremo il confronto tra antico e contemporaneo nel cortile rinascimentale del palazzo.
Quasi come in un paradossale “realismo magico”, le opere di Paola Pivi sono tentativi di alterare la percezione ordinaria della realtà. Aerei rovesciati, zebre colte in un paesaggio alpino, orsi multicolore, asini in gita in barca: elementi comuni del lavoro dell’artista sono oggetti, animali o persone che, attraverso un cambiamento di contesto, scala o posizionamento, perdono il loro significato originale e conducono in un mondo bizzarro e stravagante.

L’opera Untitled Project è stata commissionata e prodotta dalla Echigo-Tsumari Triennale in Giappone. L’installazione nel Cortile di Palazzo Strozzi è resa possibile grazie al supporto di Banca CR Firenze e alla collaborazione con la galleria Massimo De Carlo, Milano/Londra.

A como, alla MAG, Alessio Bolognesi per “Spirit - Art meets Whisky”

Solo per intenditori...


 


La Galleria MAG in collaborazione con Andrea Ferrari, Fondatore e Titolare di Hidden Spirits Whisky Company, presenta per la giornata di Sabato 19 Dicembre a partire dalle ore 16:00, “Spirit - Art meets Whisky”: opere di Alessio Bolognesi e Tasting Session.
Per l’occasione, in contemporanea alla degustazione, il noto artista emiliano Alessio Bolognesi realizzerà un live painting dell’evento.

Alessio “Sfiggy” Bolognesi da tempo collabora con la galleria MAG e con Hidden Spirits Whisky Company, per la quale illustra le etichette dei singoli prodotti. Tra le opere protagoniste presenti in “Spirit - Art meets Whisky” saranno presenti principalmente i lavori su carta relativi al sodalizio con Hidden Spirits e la Serie di carte antiche dipinte.

In simultanea alla mostra che occuperà le sale della MAG, verrà celebrata una presentazione dei più recenti imbottigliamenti Hidden Spirits, i quali sottolineano metaforicamente quanto anch’essi siano pezzi unici ed irripetibili, come opere d’arte, indissolubilmente legati all’anima del legno in cui sono invecchiati, nonché impreziositi dalle irripetibili etichette. In anteprima verrà inoltre presentato il prossimo Single Malt Scotch Whisky targato Hidden Spirits.

Single Malt Scotch Whiskies in degustazione:
1- Bunnahabhain 7yo 2015 Hidden Spirits (ex bourbon cask - unpeated); 2- Speyburn 8yo 2015 Hidden Spirits (ex-sherry cask); 3- Secret Next Release 2015 Hidden Spirits (ex-sherry - octave cask); 4- Laphroaig 14yo 2015 Hidden Spirits (ex bourbon cask - peated); 5- Isle of Jura 26yo 1965 The StillMan's Dram (ex sherry casks) - 50 anni compiuti dalla messa in botte.

Un magnifico modo per unire cultura e piacere in un unico e coinvolgente evento, atto a proporre ad un pubblico selezionato ­un raffinato connubio tra Arte e Whisky.

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Mostra: ingresso gratuito. Orari galleria: da martedì a sabato 10:00-13:00 e 15:00-19:30.
Degustazione: prenotazione e quota obbligatoria: info@hiddenspirits.it.

Maggiori info: www.magcomo.it

A Milano arriva la CARMEN




CARMEN

Venerdì 11 e sabato 12 dicembre ore 20.30
domenica 13 dicembre 2015 ore 16
da dicembre la nuova produzione in scena


Balletto in due atti e quattro quadri su musiche di Georges Bizet
Liberamente ispirato alla novella di Prosper Mérimée e all’omonima opera Georges Bizet
Coreografie Agnese Omodei Salè - Federico Veratti
Costumi Federico Veratti - Scene Marco Pesta – Light design Dario Rossi

La gitana Carmen incarnazione perfetta di femminilità e seduzione ha appuntamento con il suo Destino, che nell'ammaliante faccia a faccia intriso d'amore, passione, sangue l'accompagnerà fino alla morte
Al Teatro di Milano da venerdì 11 dicembre a domenica 13 dicembre e in molti teatri si avrà l'occasione di ammirare gli straordinari artisti del Balletto di Milano impegnati nella nuova Carmen della Compagnia, un balletto che regala momenti di pura elevazione artistica.
Tradizione e modernità convivono in questo nuovo balletto che affascina per l'inedita lettura, le brillanti coreografie di gitani, soldati e sigaraie, gli appassionati passi a due, l'efficace messinscena di Marco Pesta ben sottolineata dal sapiente disegno luci di Dario Rossi. Sempre coinvolgenti le celeberrime musiche di Georges Bizet: dalla famosissima Habanera, alle danze Aragonese ed Andalusa, alla Danza del Toreador.
Trascina in un universo di seduzione e femminilità la Carmen di Alessia Campidori, bellissima anche nell'affrontare il suo Destino, un eccezionale Federico Veratti. Don Josè è interpretato da Alessandro Orlando, il Toreador da Simone Maier, Micaela da Marta Orsi. Non da meno tutti gli altri artisti che fanno del Balletto di Milano una delle più prestigiose realtà italiane, presente nel mondo su importantissimi palcoscenici.
Dopo l'anteprima al Teatro Greco di Taormina e il debutto al Palazzo dei Congressi di Lugano dove questa nuova versione firmata da Agnese Omodei Salè e Federico Veratti è stata accolta con grande entusiasmo, Carmen sarà in tournée dai primi di dicembre. Ultima tappa il prestigioso Théatre du Leman di Ginevra in marzo.

TEATRO DI MILANO
Via Fezzan 11 - 20146 Milano - Tel 02 42297313 – t eatrodimilano@outlook.it
biglietteria on line: www.ballettodimilano.com
biglietti a partire da € 15.00
uffici al pubblico e biglietteria da mercoledì a sabato dalle 14 alle 18.


QUALCHE DETTAGLIO….
Poche opere hanno avuto tanta fortuna come la Carmen di Bizet, un capolavoro che ha visto numerose riletture in forme artistiche diverse dalla lirica dal cinema al musical e alla danza.Il Balletto di Milano ne presenta una nuova versione, ispirata alla novella di Prosper Mérimée e all’omonima opera di Bizet, che apre a nuove interpretazioni senza tradire la tradizione ed avvalendosi di una modernizzazione della messa in scena e stile.Amore, passione, morte e sangue sono gli elementi della nota storia. Carmen incarnazione perfetta di seducente femminilità e Destino, che conduce l'intera vicenda accompagnando Carmen fino alla Morte. Carmen, uno spirito libero, una donna che segue il suo cuore ma anche una zingara che legge il suo destino nelle carte e dunque ben consapevole di ciò che le accadrà. E le carte, i cui simboli – l'Amore, il Tradimento, la Morte – incombono costantemente facendo presagire il Destino. Un circolo che si chiude sulle quattro figure: Carmen e il suo Destino, don Josè ed Escamillo.La coreografia è realizzata a quattro mani: due generazioni e due stili a confronto per un interessante interazione sulle stupende musiche di Georges Bizt che rappresentano al meglio l'atmosfera spagnola, sottolineandone la vitalità.  Scenografia e costumi sono ispirati al cubismo, con l'utilizzo di tessuti cuciti a patchwork per richiamare un quadro cubista dipinto con colori primari. Una Carmen che abbandona il tradizionale rosso per vestirsi delle tonalità dal bianco al nero, reminiscenza di Guernica. Nella scenografia le ambientazioni sono smaterializzate e destrutturate per essere riassemblate in un unicum formato da diversi punti di vista: forme scomposte e ricomposte che generano nuove prospettive e suggestioni sceniche affascinanti.


venerdì 4 dicembre 2015

Frasi rubate 87




L'angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere

GRAN CONCERTO al Teatro Oscar di Milano



Teatro Oscar di Milano
Via Lattanzio  58
20157 Milano
10 Dicembre 2015  ore 19.00  - 
GRAN CONCERTO
Giovedì 10 dicembre  alle ore 19,  secondo appuntamento della Stagione Concertistica del Teatro Oscar di Milano, organizzata in collaborazione con  “Accademia di Musica Sacra”
Sul palco Quartetto AMS
Alberto Bramani - Marco Corsini - Davide Sorio - Francesca Montini

In programma:

Wolfgang Amadeus Mozart
Piccola serenata notturna KV525

Pyotr Ilyich Tchaikovsky
Valzer dei fiori dal balletto “Lo schiaccianoci”

Dmitri Shostakovich
Valzer dalla Jazz Suite n. 2

Johannes Brahms
Danza ungherese n. 5

Johann Strauss
Pizzicato Polka





ORARI CONCERTI: ore 19.00 – Segue  Aperitivo
COSTO BIGLIETTI:
biglietti concerti: 15 €-  (incluso aperitivo)
Teatro Oscar
Via Lattanzio  58 - 20137  Milano








Note sulla composizione
Le Serenate (e altri pezzi come i divertimenti) sono legati al gusto settecentesco di far musica insieme e riflettono una struttura formale in cui si alternano movimenti di danza e passaggi solistici e virtuosistici, riservati ad esecutori bravi e di talento. Per questa ragione le Serenate sono musiche di piacevole ascolto, dalla scrittura semplice e lineare e dai segni armonici chiari e precisi, con toni improntati alla serenità.
Il brano più conosciuto e diffuso è la piccola serenata notturna, composta nell’agosto del 1787, composizione in grado di evocare atmosfere notturne con sottili equilibri timbrici. In questa magica composizione, tutto appare semplice, felicemente ispirato e melodicamente fresco, ma si tratta di una semplicità conquistata con una sofisticata tecnica strumentale e per mezzo di un’abilità artistica impressionante.
Si apre con un Allegro festoso e pieno di brio, in cui il motivo principale si impone con decisione da cui presto emerge nuovo motivo danzante e piacevole. Tutto il primo movimento è pervaso da un senso di infantile stupore e da una evidente giocosità.
Il secondo tempo è una Romanza, dolcissima e cullante come una ninna nanna. Due sono i temi principali, il primo quieto e sognante, il secondo appena vivace, caratterizzato dall’uso di suoni ribattuti. Si tratta di una purissima melodia, in cui con pochi ed essenziali tratti armonici si raggiunge risultati musicali di altissimo livello (con un romantico dialogo fra violino e basso).
Alla romanza, segue un Minuetto. Allegretto, garbato e nobile come si conviene a una danza di corte.
Si sa che nella partitura originale esisteva un secondo Minuetto che purtroppo è poi andato perduto o forse utilizzato per altro (nello stesso periodo Mozart compone il Don Giovanni).
Questo tempo risente più delle altre pagine dello stile rococò, ma non c’è dubbio che Mozart riesca ad essere se stesso (si ascolti la leggerezza delle modulazioni degli archi) con la sua genialità inventiva.
Infine il Rondò: vivacissimo e caratterizzato da un tema piacevole che ritorna spesso lungo l’intero movimento, facendo capolino come una garbata risata conclusiva. Questo tempo ha il classico taglio gioviale e brillante degli allegri finali e dispiega quella facilità melodica e contrappuntistica tipica della personalità di Mozart, sia che si serva degli strumenti o della voce umana.