RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 9 febbraio 2016

BARBARA NAHMAD - EDEN

Da vedere...

 

BARBARA NAHMAD
EDEN

25.02.2016 > 22.04.2016

inaugurazione giovedi 25 febbraio ore 18.30
Federico Rui Arte Contemporanea, via Turati 38, Milano

GIOVEDI 25 FEBBRAIO 2016 si inaugura la personale di Barbara Nahmad dal titolo EDEN, in cui vengono presentati venti nuovi lavori con un allestimento di grande impatto pensato ad hoc per la galleria. Il ciclo, iniziato idealmente in occasione dell'ultima mostra a Tel Aviv e accompagnato da un volume con testi di Martina Corgnati e dell'Ambasciatore Avi Pazner, proseguirà in maggio con una personale al Museo Ebraico di Bologna curata da Vittoria Coen e con un catalogo dedicato.
Attraverso uno stile asciutto ed essenziale, fatto di poche cromie e con una pittura di grande fascino, Barbara Nahmad racconta una storia che spinge lo spettatore ad osservare non solo l'immagine, ma il suo significato. L'artista infatti si ispira ai pionieristici anni a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta in Israele, per raccontare attraverso le immagini alcuni momenti di vita quotidiana, scene intime di un mondo nuovo che sta nascendo. E' il Paradiso Terrestre dove tutto inizia, la purezza della vita nuova, dove si imparano i primi gesti, si va a scuola, ci si innamora. Eden però contiene già in sé una visione del futuro, le fondamenta di una civiltà, della vita adulta nel mondo di domani. E' uno sguardo che va oltre la realtà che abita. “Il Signore prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.” (Genesi, 2, 15). Eden è tutto questo: è il luogo dove tutto ebbe origine, il Giardino delle delizie in cui l'uomo trova la sua casa e la sua innocenza, il suo sogno e la sua libertà. La tecnica convive con questa nuova condizione, come dice l'artista “Ho infatti deciso di dare più spazio al vuoto, al non detto, al pudore e all'imperfezione, cioè a ciò che ancora è possibile raccontare.”
Martina Corgnati nel testo del catalogo scrive. “Le immagini di Barbara Nahmad sono immensamente silenziose ma dicono moltissimo. Raccontano di una società dove tutti, anche i bambini piccoli, si assumono la responsabilità di sé stessi, dove il corpo e il benessere fisico occupano un posto importante; raccontano di una società collettivista dove la solitudine non sembra esistere, una società spartana dove c’è poco ma quel poco sostanzialmente deve bastare per tutti. (…) La pittura forse non racconta la storia, e meno ancora la teologia. Ma essa può esprimere, o raccogliere in questo caso, le qualità salienti di un’immagine e sospenderla nel tempo, decantarla fino a distillarne tutto il senso – e l’atmosfera.”

BARBARA NAHMAD | BIOGRAFIA

Barbara Nahmad è nata nel 1967 a Milano, dove vive e lavora. Si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1990.
Principali mostre personali: 2000 / Studio d'Arte Cannaviello a cura di Alberto Fiz; 2005 / Yesterday Now, Fondazione Bandera, Milano; 2005 /  Tavole della Protesta, Istituto italiano di Cultura, Ljubljana, Slovenia; 2008 / Canto General, Ermanno Tedeschi Gallery, Milano e Roma; 2010 / All'ultimo respiro, Ermanno Tedeschi Gallery, Milano; 2013 / Galerie De Tween Pauwen, Den Haag, The Nederlands / 2014 Eden, Ermanno Tedeschi Gallery, Tel Aviv; 2015 / Eden quando tutto il mondo era giovane, Spazio Natta, Como.
Principali mostre collettive: 2000 /  PAC, Milano;  2004 / XIV Quadrenniale di Roma, Anteprima, Torino; 2007 / Arte italiana 1968-2007 Pittura, Palazzo Reale, Milano; 2007 / New reality painters, PAC, Milano; 2009 / Face to Face, Dètournement Venise 2009, 53ma Biennale di Venezia, Venezia; 2009 / Campolungo, L’orizzonte sensibile del Contemporaneo, Complesso Monumentale del Vittoriano, Roma; 2011 Elevazioni e permutazioni, Museo ebraico, Venezia; 2015 /  Imago Mundi, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Fondazione Cini, Venezia.
Il 22 maggio, 12ma giornata internazionale dei Musei, si inaugurerà la personale al Museo Ebraico di Bologna a cura di Vittoria Coen.

lunedì 25 marzo 2013

Castello40, “a case study” a cura di Fortunato D’Amico




Venicedocks – Venezia 29.03.2013 – 28.04.2013
Castello40, “a case study”
Inaugurazione:
29 marzo 2013 ore 12:00 


artisti:
Fausto Bertasa Sophie Chkheidze
Francesco Correggia Pietro Finelli Barbara Nahmad Marco Pellizzola Pierluigi Pusole 


Dipingere è obbedire all’appello dell’opera. E’ anzitutto ritrovare in sé, sia pure a forza di esercizio e senza ingenuità, la grazia di un gesto la sicurezza di uno stile spontaneo, e in seguito riconoscere, in questo stesso gesto in cui la mano si sa complice della tela l’esigenza dell’opera in gestazione, per provare infine il sentimento di una consistenza e una necessità irrecusabili Mikel Dufrenne

La mostra che inaugura a Venezia il 29 marzo 2013 presso il prestigioso spazio di Venicedocks presenta un caso particolare della pittura contemporanea. La mostra segue da un punto di vista cronologico quella di Caravaggio a Bergamo nell’ex convento di San Francesco dal titolo “Il quadro e Lo schermo” e quella a Milano nell’ex Chiesa di San Carpoforo. La serie d’iniziative presentate aveva per tema la questione del quadro e l’agnosia dello screen, ma era ed è anche l’espressione di una situazione che riparte da ciò che la modernità ha lasciato ancora sul campo, alla fine del post-­‐moderno e cioè la questione dell’opera e della verità.
In questa situazione il quadro e la pittura sono indissolubilmente legati al “parergon”, alla cornice soglia che diventa il limine del quadro verso e oltre la parete e lo spazio che la accoglie. 

Il quadro sembrerebbe essere negazione della parete ma proprio perché la cornice lo incastra e al contempo anche lo disincastra che, l’ambivalenza quadro/parete riprende quella componente oppositiva dello stare nello spazio e del farsi spazio. Ciò per gli artisti (Bertasa, Chkheidze, Correggia, Finelli, Nahmad, Pellizzola, Pusole) rappresenta un case-­‐study, caso di studio, punto di partenza per una discussione o per uno studio più approfondito, di elevato valore cognitivo, l’apertura di un nuovo paradigma visivo che ridà significato al lavoro dell’arte. In questo senso l’interrogazione sul perché debba esistere un reale o se invece tutto è interpretazione, parte dalla pittura e dai suoi livelli misti di rappresentazione: l’immagine e le cose, l’ambivalenza dei segni, i campi linguistici -­‐ storiografici, la profondità e la superficie in opposizione alla piattezza. E’ quindi per sottrazione e appropriazione, sdefinizione e ridefinizione dell’opera rispetto al luogo che la nuova avventura poetica della pittura riemerge.
La Pittura cui si fa riferimento si trova per paradosso vicino, nel suo agire rimembrante, a quel complesso spazio della cultura visiva a più livelli. E vi si trova per percorsi che, da una parte, hanno come sfondo l’interpretazione e la possibilità rigenerante del senso e dall’altra la dimensione del reale in tutti i suoi aspetti culturali, antropologici, visivi, tra immagine e negazione dell’immagine. Si tratta di dualità significative se concepite all’interno di una dimensione estetica ed etica. 

La mostra è a cura di:
Fortunato D’Amico 

Comunicazione:
Tatiana Martyanova

Associazione culturale arte contemporanea Visual Culture Study, erreanderre
Sopramaresotto 


Arsenale Docks
San Pietro di Castello, Venezia
Giovedì – Domenica
10:00 – 18:00
http://www.art-­‐events.it http://www.valorizzazioniculturali.com

mercoledì 21 novembre 2012

DELLE DISSONANZE - Collezione Antonio Stellatelli di Nico Sandri

A Verona, un'occasione da non perdere!!!



DELLE DISSONANZE
COLLEZIONE ANTONIO STELLATELLI

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DELLE DISSONANZE - Collezione Antonio Stellatelli
di Nico Sandri

Vienna, 14 Gennaio 1785. Tre Violini, un Violoncello. Un Compositore: Wolfgang Amadeus Mozart.
Il quartetto K 465 n.19 in Do Maggiore prese vita quel giorno invernale portando in grembo una spinta d’avanguardia senza eguali per l’epoca, cambiando così il corso di come la musica potesse essere percepita, capita e composta. Il punto cardine della composizione è rappresentato dalle diverse tonalità nelle quali viene suonata, ma che si uniscono creando un armonia mai sperimentata prima, creando un tutto che sublima la somma delle sue parti, creando un incredibile unione tra elementi dissonanti tra loro. La dissonanza di queste entità renderà celebre il brano che prenderà l’appellativo “Delle Dissonanze”.
Una collezione d’Arte, specialmente se parliamo di Arte Contemporanea, deve riuscire a creare questa armonia tra i vari strumenti, artisti, che la compongono, così come di conseguenza l’esposizione che è chiamata a racchiudere con una selezione di note, opere d’arte, l’essenza e la coesione universale che rende l’arte di valore globale. E proprio il carattere universale che l’arte che vive al suo interno ha spinto, e quasi chiamato naturalmente a sè, l’inserimento in mostra di un momento di dissonanze globali rappresentato da artisti italiani, indiani e cinesi, che dialogano in perfetta armonia nonostante le importanti diversità di tonalità che fisiologicamente e culturalmente portano in dote.
L’esposizione diventa quindi un percorso nel presente più vero e profondo, un viaggio che mostra la spinta vitale dell’Arte Contemporanea Italiana, un’arte che parla della natura umana, della condizione umana e della inevitabile pulsione verso il concetto più profondo di Bellezza. L’idea torna protagonista in modo deciso, il concetto la aiuta a razionalizzarsi e la tecnica sublime che questi artisti utilizzano la rende viva, esistente e fortemente presente. L’attenzione al mezzo rende questa collezione straordinaria, un’attenzione dettata dall’amore per l’arte.
Infine esiste ancora una dissonanza meravigliosa che apparentemente rischia di scomparire in quanto talmente imponente che quasi diventa rarefatta: la sede dell’esposizione, ovvero il Palazzo Della Ragione a Verona. Questa macro dissonanza che si crea tra la città di epoca Romana, quale Verona, Il Palazzo Della Ragione costruito nel XII secolo, e le opere d’arte contenute per l’esposizione del XXI secolo. Si crea così una continuità storica e sociale del valore dell’arte e delle arti in generale, nel quale percorso si riesce ad ammirare come dissonanze a più livelli si riuniscano in una splendida armonia con l’augurio che questo si applichi quotidianamente alle nostre vite.

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Comunicato Stampa

La Collezione Antonio Stellatelli in mostra a Palazzo della Ragione a Verona: una delle collezioni di arte contemporanea italiana più prestigiose.
Antonio Stellatelli, come tutti i veri collezionisti e appassionati d’arte, in questi anni ha infatti scoperto e seguito i più grandi artisti italiani contemporanei, oggi richiesti ed apprezzati anche a livello internazionale.
Olivio Barbieri, Matteo Basilè, Giacomo Costa, Giovanni Frangi, Alessandro Papetti, Luca Pignatelli, sono solo alcuni dei nomi, che tra arti pittoriche, plastiche e fotografia sono presenti in una collezione che vanta oltre 500 opere e installazioni: un prezioso patrimonio di arte e cultura del nostro Paese, testimonianza storica di questo attuale momento artistico in Italia.
Una grande collezione, volta a parlare del ritorno ai fondamentali dell’arte, alla tecnica, al concetto di bello.
L’inaugurazione vedrà la presenza non solo degli artisti le cui opere sono contenute nella collezione, ma di galleristi e critici da ogni parte di Italia che hanno seguito la nascita di questa collezione e ovviamente le autorità cittadine.
Un momento unico per la Città di Verona, per tornare ad essere attrice di un nuovo rinascimento dell’arte italiana: prima tappa di un tour espositivo internazionale che toccherà New York e Nuova Delhi.

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Titolo Mostra: Delle Dissonanze - Collezione Antonio Stellatelli
Tipo Mostra: Selezione da collezione privata
Curatore Mostra: Nico Sandri
Progetto e Organizzazione Mostra: Beyond Factory, Verona
Patrocinio Istituzionale : Comune di Verona - Cultura, Provincia di Verona
Periodo: 03 - 16 Dicembre 2012
Orari Mostra: 16.00 - 20.00
Vernissage: Lunedì 03 Dicembre 2012 ore 18:30
Sede Espositiva: Palazzo Della Ragione - Verona
Catalogo: disponibile presso la mostra
Titolo Catalogo: Delle Dissonanze - This Is Not Propaganda. Collezione Antonio Stellatelli.
Casa Editrice: L’Artistica Editrice
Catalogo a cura di: Beatrice Benedetti, Marina Pizziolo, Romano Ravasio e Antonio Stellatelli

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Artisti presenti in catalogo:
Luca Andreoni, Gabriele Arruzzo, Alessandro Bazan, Olivo Barbieri, Matteo Basilè, Carlo Benvenuto, Giuseppe Bergomi, Andrea Bianconi, Botto e Bruno, Fratelli Calgaro, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Marco Cornini, Giacomo Costa, Valentina D’Amaro, Paola De Pietri, Gehard Demetz, Francesco De Grandi, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Federico Ferrarini, Giovanni Frangi, Daniele Galliano, Jonathan Guaitamacchi, Federico Guida, J&Peg, Ryas Komu, Luisa Lambri, Ma Liuming Fen-Ma Liuming, Giovanni Manfredini, Andrea Mastrovito, Gianni Ferrero Merlino, Barbara Nahmad, Davide Nido, Walter Niedermayr, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Pierluigi Pusole, Ugo Riva, Francesca Rivetti, Rong Rong & Inri, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Mithu Sen, Alessandra Spranzi, Giorgio Tentolini, Velasco, Paolo Ventura.

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www.beyond-factory.com

martedì 6 settembre 2011

Un'Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero - a cura di Edoardo Di Mauro

Bella, interessante e meritevole la "visione" che Edoardo Di Mauro propone in questa rassegna dove trovano spazio alcuni artisti di cui ho la più totale stima.

"Un'Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" è una rassegna che si pone l'obiettivo di proporre una visione diversa dell'arte italiana dell'ultimo quarto di secolo rispetto a quella che è stata imposta da un sistema ed una informazione artistica i cui limiti sono evidenziabili dal ruolo subalterno della nostra scena recente nel panorama internazionale.
Prossimo obiettivo del curatore Edoardo Di Mauro concentrare la sua attenzione sul panorama del post concettuale in Italia, tra il 1975 ed il 1985, mentre questa manifestazione centra la sua visione su quanto è avvenuto da quella data fino ai giorni nostri.
Gli 84 artisti selezionati saranno dislocati nelle tre sedi secondo un criterio legato prioritariamente alla compatibilità delle opere con l'architettura dei luoghi.
"Un'Altra Storia" viene prodotta quasi a costo zero. La sua realizzazione è stata possibile grazie alla concessione di importanti sedi pubbliche come l'Ex Chiesa di San Francesco a Como e San Carporforo a Milano, alla disponibilità del collezionista torinese Anselmo Basso a stampare un importante catalogo, alla collaborazione di gallerie come quella milanese di Antonio Battaglia ed il neonato Spazio Sansovino Arte Contemporanea a Torino, dove verrà allestita la terza parte della rassegna, ed al lavoro volontario degli artisti, del curatore e di vari altri operatori ed amici.

Un'Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero
Seconda Parte

Inaugurazione: venerdì 16 settembre ore 18.00
Periodo: 16/09/11 - 30/09/11

CRAB CENTRO RICERCA ACCADEMIA DI BRERA
Dipartimento Arti Visive
via Formentini, 10
Milano


Riferimenti e Note:
Tel. 335 6398351


Durata : fino al 30 settembre esclusi festivi 15.00-19.30

Dibattito : martedì 20 settembre 2011 ore 18.00 sul tema :
“E’ ancora possibile una dimensione etica nell’arte?”
Partecipano :
Renato Barilli – Docente Università di Bologna ; Antonio Battaglia – Gallerista ; Alessandro Carrer – Curatore ; Francesco Correggia – Responsabile CRAB Accademia di Brera ; Edoardo Di Mauro – Docente Accademia Albertina ; Sergio Gaddi – Assessore alla Cultura Comune di Como ; Marco Enrico Giacomelli – Caporedattore Artribune ; Massimo Kaufmann – Artista.

Artisti : Walter Bortolossi, Paolo Brenzini, Daniele Contavalli, Giorgio Cutini, Raffaello Ferrazzi, Silvia Fubini, Enzo Gagliardino, Luciano Gaglio, Michelangelo Galliani, Theo Gallino, Tea Giobbio, Gaetano Grillo, Gabriele Lamberti, Marco Lavagetto, Paolo Leonardo, Paolo Maggi, Bruno Mangiaterra, Francesca Maranetto Gay, Jill Mathis, Antonella Mazzoni, Mercurio, Paolo Minioni, Vinicio Momoli, Sandra Moss, Barbara Nahmad, Gianluca Nibbi, Pierluigi Pusole, Paola Risoli, Gianluca Rosso, Alessandro Russo, Bruno Sacchetto, Francesco Sena, Gianfranco Sergio, Vania Elettra Tam, Nello Teodori, Vittorio Valente, Walter Vallini, Federico Vescovo, Mario Vespasiani, Bruno Zanichelli, Roberto Zizzo

Sezione Video : Francesca Ferreri, Francesca Maranetto Gay, Ernesto Jannini, Gianluca Rosso.

giovedì 18 agosto 2011

Elevazioni e permutazioni 3, artisti e qabbalah

Assolutamente da condividere!!!



Elevazioni e Permutazioni 3. Artisti e qabbalah

a cura di Maria Luisa Trevisan

Museo Ebraico di Venezia e Giardino dei Melograni 

4 settembre – 10 novembre 2011

Ariela Böhm, Giovanni Bonaldi, Alberto Di Fabio, Belu Fainaru, Dorit Feldman, Franco Gazzarri, Anselm Kiefer, Jiri Kolar, Frank Lalou, Gabriele Levy, Giorgio Linda,,Yudah Nathan Lev, Sirio Luginbühl, Gabriele Mandel Khân, Marino Marinelli, Barbara Nahmad, Pain Azyme, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Fishel Rabinowicz, Tobia Ravà, Raphael Reizel, Hana Silberstein, Carla Viparelli

In occasione della 12a giornata Europea della Cultura Ebraica, 4 settembre 2011: Ebr@ismo 2.0 Dal Talmud ad Internet, che quest’anno è dedicata alle nuove tecnologie, la Comunità Ebraica di Venezia e l’Associazione Culturale Concerto d’Arte Contemporanea organizzano presso il Museo Ebraico di Venezia, una esposizione sulla mistica ebraica dal titolo Elevazioni e Permutazioni 3, aperta fino al 10 novembre, a cura di Maria Luisa Trevisan, con dipinti, sculture e video, realizzate da artisti italiani e stranieri che si ispirano alla qabbalah.
Qabbalah (dall'ebraico קבלה) significa “ciò che è abbiamo ricevuto”, e quindi “tradizione”, acquisizione di un insegnamento trasmesso di generazione in generazione, da custodire con cura. Nel suo profondo parla dell’uomo e del rapporto con la conoscenza. Il titolo Elevazioni e Permutazioni si riferisce al fatto che nella lingua ebraica ogni lettera è, nella sua entità, allo stesso tempo numero, segno e suono. Dal momento che l’uomo si differenzia dagli altri esseri viventi per l’uso della parola, è da essa che ha origine lo studio della qabbalah. Attraverso la conoscenza l’uomo ha modo di riqualificarsi ed elevarsi spiritualmente. Analizzando ogni lettera e ogni parola si riscontrano collegamenti sorprendenti tra mistica e scienza. In molti libri recenti sulla qabbalah si registra una tendenza a far convergere queste due polarità considerate antitetiche: razionalità e spiritualità. In realtà la qabbalah è una scienza mistica basata su rigorose applicazioni quali ad esempio la ghematrià, corrispondenza tra lettera e numero.
Le opere sviluppano un percorso che unisce pensiero mistico, filosofia, arte e scienza. Alcuni lavori presentano lettere e numeri che hanno un significato che può sollecitare interessanti riflessioni in vari ambiti anche apparentemente molto lontani, quali quello mistico e cabalistico e quello scientifico. Ad esempio il numero 137 è il valore ghematrico di qabbalah (kuf 100, bet 2, lamed 30, hei 5), in fisica rappresenta la costante di struttura fine, indicata con α, un parametro che mette in relazione le principali costanti fisiche dell’elettromagnetismo e la capacità di produrre energia. Altri lavori mostrano una certa affinità tra la teoria del Big Bang e la cosmogonia di Luria nella fase dello Zimzum, o tra raffigurazioni dell'albero della vita, così come del macrocosmo e microcosmo, galassie, DNA e terminazioni neuronali, in un' armonia del tutto.
L’iniziativa evidenzia quanto lo studio della mistica eserciti tutt’ora sugli artisti contemporanei una forte influenza. La saggezza della qabbalah è spesso presente nel pensiero dei grandi artisti e filosofi occidentali. Si pensi ad esempio a Dürer, Leonardo, Michelangelo, Giorgione, Longhena, Modigliani, Chagall, ed a musicisti come Bach, Mozart, Mahler, la cui musica sarebbe impensabile senza la qabbalah, ma si possono citare anche molti artisti, architetti, musicisti contemporanei, quali Frank O. Gehry, Anselm Kiefer, Renè Clemencic, che traggono suggestioni dalla studio, dalla vertigine e fascino che esercitano parole, lettere e numeri ricavati attraverso il processo ghematrico, ossia dalla permutazione delle lettere in numero. Inoltre senza la qabbalah forse gli scienziati non sarebbero arrivati ad elaborare le teorie che hanno cambiato il modo di guardare alla biologia molecolare (DNA) o al cosmo, come quella della Relatività e delle Superstringhe (tentativo di spiegare tutte le particelle e le forze fondamentali della natura in un'unica teoria considerandole come vibrazioni di sottilissime stringhe supersimmetriche) o la M-teoria (appartenente alla fisica teorica, “teoria del tutto” che combina matematicamente “le cinque teorie delle superstringhe” e la “supergravità ad 11 dimensioni”, nonché le “quattro interazioni fondamentali”).
Elevazioni e Permutazioni è stata concepita poiché – visto l’interesse che si rileva a vari livelli nei confronti della qabbalah - ci è sembrato giunto il tempo per proporre attraverso l’arte una riflessione intorno ad un tema quale quello cabalistico che i saggi consigliano di affrontare in età matura e che prevede lungo studio e applicazione, come suggeriscono Gershom Scholem, Arthur Green, Giulio Busi, Moshè Idel, Roland Goetschel, Marc-Alain Ouaknin, Elena Loewenthal, Giorgio Israel, ecc.
Si tratta della terza tappa espositiva della mostra Elevazioni e Permutazioni, che coinvolge questa volta un gruppo selezionato di artisti italiani e stranieri già presenti nelle edizioni tenutesi a Mirano presso PaRDeS e a Padova alla Sinagoga Tedesca nel 2010. Sono presenti opere di pittura, scultura, fotografia, video di Ariela Böhm, Giovanni Bonaldi, Alberto Di Fabio, Belu Fainaru, Dorit Feldman, Franco Gazzarri, Anselm Kiefer, Jiri Kolar, Frank Lalou, Gabriele Levy,Yudah Nathan Lev, Giorgio Linda, Sirio Luginbühl, Gabriele Mandel Khân, Marino Marinelli, Barbara Nahmad, Pain Azyme, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Fishel Rabinowicz, Tobia Ravà, Raphael Reizel, Hana Silberstein, Carla Viparelli.
Tra i video vi sono 137 Kabbalah tra caos e significato di Ariela Böhm, sulla creazione delle lettere ebraiche da cui secondo la qabbalah ha origine l’universo ed Elena in PaRDeS – Viaggio nella foresta numerologica di Tobia Ravà, un cortometraggio per la regia di Sirio Luginbühl.
PaRDeS, come Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea, non poteva non pensare ad una mostra su questo argomento, dal momento che la polisemia è un altro punto su cui gli studiosi pongono l’accento, e PaRDeS, oltre a significare “frutteto”, è anche l’acronimo che indica i quattro sensi della Scrittura del testo biblico: peshat, senso letterario, remez, allegorico, derash, omiletico, sod, segreto.
Anche in Italia si riscontra un desiderio crescente di conoscenza della qabbalah, mentre l’offerta culturale non è molta ed è per lo più concentrata in pochi paesi stranieri. In Italia hanno vissuto insigni cabalisti, quali Abulafia e Menachem Recanati, lasciando tracce profonde del loro pensiero in poeti e scrittori italiani, da Dante Alighieri e Pico della Mirandola, a Giordano Bruno e Leopardi. Se si saprà cercare nel passato e nella sapienza antica, la qabbalah potrà ancora dare un grande contributo alla conoscenza e alle scoperte scientifiche e così anche alle nuove tecnologie.

Elevazioni e Permutazioni 3, dal 4 settembre al 10 novembre 2011
Museo Ebraico di Venezia, Cannaregio 2902\b - Venezia
e Giardino dei Melograni, Cannaregio 2873/C, 30121 Venezia
tel. 041715359 fax 041723007 
www.museoebraico.itmuseoebraico@pierrecicodess.it

Orario di apertura in coincidenza con quelli del Museo
Dal 1° giugno al 30 settembre: 10.00 - 19.00; dal 1° ottobre al 31 maggio: 10.00 - 18.00
Chiuso il sabato e le festività ebraiche.
Le opere esposte al Giardino dei Melograni saranno visibili negli stessi orari della Kosher House

Immagine grafica di Tobia Ravà. Catalogo a cura di Maria Luisa Trevisan testi di Nadine Shankar, Daniela Abravanel, Scialom Bahbout, Giovanni Carlo Sonnino, Nadav Crivelli, Gadi Luzzatto Voghera, David Macculi realizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Padova e the Venice Center for International Jewish Studies.

Allestimenti di Tobia Ravà in collaborazione con Giulia Curet e Dario Bertocchi

Patrocini: Regione del Veneto, Provincia di Venezia, Comune di Venezia, Assessorato alla Cultura del Comune di Mirano, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

Organizzazione: Concerto d’Arte Contemporanea – Associazione Culturale, Comunità Ebraica di Venezia, Museo Ebraico di Venezia, Pierreci Codess.
Per informazioni Tel. /fax +39 0415728366 cell. 3491240891
www.artepardes.org; www.concertodartecontemporanea.org; cartec@alice.it; mltrevisan@libero.it
si veda anche PaRDeS su facebook e my space.

EBR@ISMO 2.0 DAL TALMUD A INTERNET GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA
9.30
Visita guidata al Cimitero Ebraico, Lido di Venezia,
a cura del Comandante Aldo Izzo
dalle 10.00 alle 18.30
Ingresso gratuito al Museo Ebraico, alle Sinagoghe, alla mostra e alla biblioteca
dalle 10.00 alle 18.30
Degustazioni presso il Giardino dei Melograni
dalle 10,00 alle 20,00
Portaleon
presso imago ars Cannaregio 1145
10.30
Amos Luzzato
Scienza, tecnologia e halakhà oggi
Maria Luisa Trevisan
Elevazioni e Permutazioni. Artisti e Qabbalah
12.30
Elevazioni e Permutazioni. Artisti e Qabbalah
Visita guidata alla mostra con Maria Luisa Trevisan e Tobia Ravà
16.00
Inizio Jewish bookcrossing
17.00
Art attack Laboratorio didattico per bambini
Area didattica, calle del Forno, Cannaregio 1107
17.30
Elevazioni e Permutazioni. Artisti e Qabbalah
Visita guidata alla mostra con Maria Luisa Trevisan e Tobia Ravà
21.00
campo di Ghetto Novo Concerto dal klezmer al cabaret:
SUONI EBRAICI IN PROGRESS (Vitebsk - Berlino - Hollywood)
Musiche di: Alexander Krein, Kurt Weill, George Gershwin,
Mario Castelnuovo Tedesco, Harold Arlen, Jerome Kern e Max Bruch.
Alexandra Wilson, soprano, Dan Rapoport, clarinetto

Amos Luzzatto Presidente Comunità Ebraica di Venezia
Giovanna Barni Presidente Pierreci Codess Coopcultura
Sono lieti di invitarVi domenica 4 settembre 2011
alla dodicesima Giornata Europea della Cultura Ebraica
10.30
Saluto delle Autorità
Amos Luzzatto introduce il tema della giornata con una riflessione su
Scienza, tecnologia e halakhà oggi
Maria Luisa Trevisan
presenta la mostra d’arte
Elevazioni e Permutazioni. Artisti e Qabbalah
Sala Montefiore campo di Ghetto Vecchio
Tutte le attività previste nel programma sono gratuite, per la degustazione è previsto un contributo. RSVP 041 715359 - Da domenica a venerdì dalle 10.00 alle 18.30

martedì 16 novembre 2010

Barbara Nahmad - "All’ultimo respiro" a Milano

Barbara Nahmad è raffinata e intelligente nella sua ricerca. Offre sempre nuovi spunti di riflessione e convince sempre di più. Da vedere.


Ermanno Tedeschi Gallery continua la stagione espositiva con una mostra personale dell’artista Barbara Nahmad, nelle sedi di Milano e Torino.
Negli ultimi anni la ricerca artistica di Barbara Nahmad si è impostata sui ritratti storici. In questa mostra l’artista indaga una sorta di anatomia del sentimento che si esprime nel bacio, attraverso il cinema, la storia dell’arte, la fotografia e la cronaca.
Le immagini più conturbanti, sono ispirate alla storia dell’arte:
dal Bronzino a Klimt, dal bacio celebre di Hayez a quello sensuale tra Ercole ed Onfale di Boucher nel settecento.
Nella pittura di Nahmad ,il confronto, o lo scontro con i grandi artisti del passato, è arduo, intenso e al tempo stesso folgorante.

Come scrive Alain Elkann nel catalogo:“Nahmad usa immagini di persone che si baciano che, per diversi motivi, l’hanno colpita nel mondo reale, nell’arte, nel cinema. Baciarsi vuol dire essere insieme soli, isolati dalle cose brutte o cattive del mondo. Baciarsi vuol dire essere insieme e vicini in momenti felici o infelici o pericolosi, o nei momenti più banali della nostra quotidianità.”
L’insieme del lavoro è bello e forte, perché ci fa capire che un bacio può essere un sigillo per unire o un semplice rito dell’amore; forse si può rivoltare tutto e immaginare che Barbara abbia scelto il tema del bacio come simbolo di bellezza e di pace, in contrapposizione a un mondo che sembra avere dimenticato questo…
Vale la pena guardare questi quadri e riflettere anche su noi stessi, sui nostri baci dati e ricevuti e su quelli negati o che ci sono mancati. L’arte deve provocare, deve toccare i sentimenti, deve far riflettere, sognare…e con le sue opere Barbara ci è riuscita molto bene.”

Barbara Nahmad, nata nel 1967 a Milano, dove vive e lavora, vanta numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Hanno scritto di lei, fra gli altri, Vittorio Sgarbi, Arturo Schwarz e Edward Lucie-Smith.

Milano - dal 16 novembre 2010 al 16 febbraio 2011
ERMANNO TEDESCHI GALLERY
Via Santa Marta 15 (20123)
+39 0287396855 , +39 0287396855 (fax)