RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Carolina Lio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carolina Lio. Mostra tutti i post

venerdì 22 novembre 2013

SABRINA CASADEI _ Smottamenti. Frane.



SABRINA CASADEI _ Smottamenti. Frane.
a cura di Carolina Lio e Giovanni Manunta Pastorello

SABRINA CASADEI
SMOTTAMENTI.FRANE
L.E.M. Laboratorio Estetica Moderna
Sassari - via Napoli

Nota critica di Carolina Lio


Le opere pittoriche di Sabrina Casadei raccontano paesaggi immaginari che traggono ispirazione dalla letteratura. Dopo una serie su Le città invisibili del capolavoro di Italo Calvino, in queste nuove opere esposte per la prima volta a Sassari, l'artista prende come punto di partenza Nietzsche e le sue riflessioni attorno ai concetti di menzogna e di verità, l'illusione della conoscenza, l'incapacità dell'uomo di controllare la realtà e la conseguente tragedia esistenziale che ne deriva. L'uomo sembra, infatti, condannato a vivere nell'inganno, a partire dal suo rapporto con un Dio che decide di rendersi inesplicabile, passando attraverso il mistero della natura che non ci concede di conoscere a fondo neanche il nostro stesso corpo, e finendo con l'arte che essendo rappresentazione di qualcosa che già a monte non capiamo, è puro inganno. Tra tutti gli inganni però, Nietzsche salva l'arte perchè al contrario della ricerca della conoscenza, essa produce “vita” e non “annichilimento”. Nutrendosi di “simulazione”, fa dell'inganno un punto di forza e non una sconfitta.

La tragedia della condizione umana, viene dipinta dall'artista sotto forma di paesaggi aridi o comunque disabitati di cui il titolo della mostra descrive la sensazione di irrequietezza e instabilità. Una condizione di perenne passaggio da uno status all'altro, propria di un'umanità che si affida a conoscenze temporanee e a nuove soluzioni, trovandosi poi di fatto sempre in una situazione frammentata, di auto-illusione. Cercando salvezza o almeno comprensione, l'uomo si riversa da un'idea a un'altra, frana come terra fragile da una posizione alla successiva, non ha una solidità e una base perchè sente di vivere in un grande inganno e procede verso un'irreversibile perdita di fiducia.

In questa mostra Sabrina Casadei presenta un'installazione in cui il parallelismo tra il paesaggio e l'idea di menzogna si fa esplicito tramite ventiquattro piccoli disegni intervallati da citazioni originali dall'Orestea di Eschilo - trilogia dominata dagli inganni - all'Ifigenia in Aulide di Euripide, la cui giovane protagonista viene ingannata dallo stesso padre Agamennone che la manda a chiamare promettendole un matrimonio con Achille, mentre la sua intenzione è di offrirla in sacrificio al dio del mare.

Come spesso nella mitologia greca, anche in questi casi amore e morte, giustizia e inganno, sono legati da fili invisibili che per scelta l'artista decide di non rappresentare direttamente con l'elemento umano, ma con paesaggi che ne richiamano le atmosfere in modo silenzioso. In questa mostra compare spesso l'elemento architettonico dell'arena, chiaro riferimento alla tragedia, al mare a cui Ifigenia deve sacrificarsi, e all'idea della morte velata da un sottofondo di ingiustizia, di peccato e di rimorso. La terra che frana è quindi la terra dell'Aulide a cui viene chiamata Ifigenia dal padre per essere mandata a morte. I paesaggi dell'artista sono, idealmente, il teatro di secoli di lotte e di menzogne, di tentativi dell'uomo di capire e conoscere, di cercare una giustia e un senso. Di distinguere la realtà dall'illusione. 

evento FB

martedì 24 settembre 2013

PIETRO MARCHESE - I HAD A DREAM - a cura di Carolina Lio



FONDAZIONE TORRE COLOMBERA
Via Canton Lombardo
21050 - Gorla Maggiore (Varese)
info: 0331 614801
e-mail: info@torrecolombera.it


è lieta di presentare la mostra personale di


PIETRO MARCHESE
I HAD A DREAM

a cura di Carolina Lio
dal 29 Settembre al 20 Ottobre 2013
opening: domenica 29 Settembre, ore 17.00




COMUNICATO STAMPA

Domenica 29 Settembre alle ore 17.00, presso la Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore (Varese), inaugurerà la mostra I had a dream, personale dell'artista Pietro Marchese, tra gli artisti vincitori della prima edizione del Premio ORA. Il progetto, a cura di Carolina Lio, presenterà una serie di lavori scultorei e installativi selezionati per rappresentare la sua ricerca e la sua visione di una mitologia contemporanea.

L'artista recupera, infatti, dei codici artistici e spirituali dalle epoche antiche, dalle prime civiltà alla cultura classica, lavorando su delle ibridazioni tra uomo e animale, proprio come venivano immaginate e rappresentate alcune divinità dei popoli del passato. Usando il forte simbolismo e la fascinazione archetipica che da sempre ha fatto in modo che l'umanità si identificasse con gli animali, dalla religione al mito, dalla fiaba al simbolismo in arte, Pietro Marchese traccia una sua nuova epica ironica e allo stesso tempo amara. La sua è una denuncia velata a una società dai valori logori, testimoniata da principi azzurri rimasti ancora rana per metà e da una Divina Concezione che si rivela essere poi un fake con la scritta Made in China.

Nel testo critico del catalogo, Carolina Lio scrive a proposito dell'opera che dà il titolo alla mostra: “Il cavallo di I had a dream sembra dirci: era un sogno, era solo un sogno. Avvilito, con la testa bassa e lo sguardo incavato e vuoto, nero di solitudine e inginocchiato in un'impotenza che non riesce a rialzarsi, l'irrealtà della felicità lo opprime”. Continua poi definendo lo scenario proposto da Marchese come una “favola non a lieto fine”, composta da “attori fatti di divinità cadute, dai sogni ridotti in pezzi, dalla grandezza spezzata, dal cuore sospeso”.

La mostra resterà visitabile fino al 20 Ottobre 2013. Catalogo disponibile, Tyche edizioni. Testi di Armando d'Amaro, Carolina Lio e Nino Portoghese, con un'intervista di Arianna Lion. Mostra realizzata in collaborazione con Premio ORA e Studio D'Ars.


NOTE BIOGRAFICHE

Pietro Marchese è nato a Siracusa il 5 ottobre 1977. Si diploma nel  1996 presso l’Istituto Statale d’Arte A.Gagini di Siracusa e nel 2001 acquisisce il Diploma di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara (MS). Dal 2003 collabora con progetti artistici e didattici con il laboratorio di Teatro di Figura del dipartimento di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2007 consegue l’abilitazione per l’insegnamento in Discipline Plastiche a Milano presso Brera. Dal 2008 al 2011 insegna a contratto come assistente tecnico di laboratorio presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 1997 partecipa a diverse esposizioni collettive in varie città d’Italia e all’estero. Nel 2000 il comune di Capo d’Orlando (Messina) acquisisce un suo lavoro in marmo di Carrara che attualmente si trova collocato nel borgo di S. Gregorio. Nel 2008 realizza un’opera pubblica in bronzo per la città di Siracusa dedicata a Rossana Maiorca e collocata presso i fondali dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. Nel 2009 realizza un grande bassorilievo per l’opera monumentale “La Porta della Bellezza” commissionato dalla Fondazione Fiumara di Antonio Presti d’Arte per la città di Catania. Nello stesso anno viene selezionato per un concorso internazionale di scultura a Milano, “Scultura nella città” in previsione per l’Expo 2015 presso il museo della Permanente. Nel 2011 gli viene conferito il Premio Rossana Maiorca per la “Cultura del Mare”. Nel 2012 viene selezionato tra i vincitori della prima edizione del concorso internazionale “Premio Ora” e gli viene conferita una menzione speciale dalla giuria del Premio Lidia Conca a Novate Milanese. Nel 2013 vince il concorso pubblico per la realizzazione di un opera monumentale dedicata ad Archimede da collocare nel centro storico Ortigia della città di Siracusa. Attualmente insegna al Liceo Artistico Giordano Bruno di Albenga, vive e lavora a Finale Ligure.



PIETRO MARCHESE
I HAD A DREAM

a cura di Carolina Lio
dal 29 Settembre al 20 Ottobre 2013
opening: domenica 29 Settembre, ore 17.00

FONDAZIONE TORRE COLOMBERA
Via Canton Lombardo
21050 - Gorla Maggiore (Varese)
info: 0331 614801
e-mail: info@torrecolombera.it

Orari di apertura:
martedì, giovedì, sabato dalle 16.00 alle 19.00
Domenica dalle 10.00 - 12.00 e 16 - 19
Ingresso libero.

Catalogo disponibile.
Tyche edizioni, Siracusa.
Testi di Armando d'Amaro, Carolina Lio, Nino Portoghese, Annibale Vanetti,
con un'intervista di Arianna Lion.
Mostra realizzata in collaborazione con Premio ORA e Studio D'Ars.

Patrocini:
Comune di Gorla Maggiore; Provincia di Varese; Regione Lombardia.

giovedì 8 agosto 2013

FRANCO ANZELMO, VENT'ANNI DI ARTE IN CINA

Ed eccomi di nuovo a parlare di Boston-Como... un motivo ci sarà!



BOSTON-COMO... AND THE WORLD:

FRANCO ANZELMO, VENT'ANNI DI ARTE IN CINA


L'incontro, aperto al pubblico, si svolgerà Venerdì 9 Agosto 2013 alle ore 21.30 presso l'Ex Chiesa di San Pietro in Atrio. Intervengono l'artista Franco Anzelmo e il curatore di “Boston-Como” Carolina Lio. Seguirà l'ultima visita guidata delle tre sedi espositive pubbliche di Boston-Como.



COMUNICATO STAMPA


Le opere di Franco Anzelmo, arrivate in Italia solo da pochi giorni per disguidi con le spedizioni e con la dogana, vengono festeggiate e presentate al pubblico in una conversazione tra l'artista e il curatore della mostra. L'incontro verterà sul lavoro scultoreo di Franco Anzelmo, sulla sua teoria dell' “Homo novus” e sulla sua esperienza ventennale dell'arte in oriente, tra la Cina e Hong Kong.


Franco Anzelmo, nasce nel 1955 a Ravenna da una famiglia di orafi. Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e continua a studiare arte a Venezia e Firenze, prima di iniziare a viaggiare tra gli Stati Uniti e la Cina, dove poi si stabilisce e dove ormai vive da molti anni. A proposito del suo lavoro afferma: “Ho sempre prestato grande attenzione alle tematiche sociali e alla condizione umana, osservando i sentimenti della gente e l'ambiente in cui vivono. In particolare mi piace osservare le relazioni tra le persone e il fato ignoto che pende su di noi”. La sua scultura continua l'eredità e le ricerche che erano rimaste in sospeso nel secolo scorso da scultori italiani come Arturo Martini, Giacomo Manzù e Marino Marini, ma al contempo si libera da quel senso di pesantezza e di schiacciamento che gravava sulla scultura del Novecento e guarda a una situazione di nuovo superamento, scolpendo figure assai più esili ed agili, costruite in una fisicità essenziale, allungata e diafana, incline alla spiritualità piuttosto che alla fisicità.


Dopo circa venti anni trascorsi in Asia, Franco Anzelmo ricomincia a esporre in Italia solo nel 2011, quando viene invitato a esporre alla sezione della 53ma Biennale di Venezia ospitata a Torino in Sala Nervi. Per Boston-Como presenta un excursus di opere realizzate negli ultimi anni, tra cui alcune delle sue ricerche principali, come gli “Adamo ed Eva” e i ritratti di famosi personaggi - da Papa Wojtyla a John Kennedy - con aquiloni in mani. Durante l'incontro saranno spiegate le simbologie e le ricerche dell'artista, oltre a parlare della sua esperienza nel mondo dell'arte contemporanea in Cina, raccogliendo la sua testimonianza diretta e vissuta sul mercato nascente più discusso del mondo.


A termine della conversazione con l'artista, seguirà l'ultima visita guidata alle tre sedi pubbliche di Boston-Como. La visita permetterà al pubblico di vedere le opere di Franco Anzelmo appena arrivate in mostra oltre che di rivisitare il percorso espositivo, con una dettagliata ed esclusiva presentazione del curatore Carolina Lio.



BOSTON - COMO


La mostra “Boston - Como”, inaugurata il 18 Luglio e aperta fino al 18 Agosto 2013, è uno scambio culturale tra le due città che coinvolge 34 artisti, metà americani e metà italiani in un viaggio di andata e ritorno. Ideata e organizzata da Fabrizio Bellanca e curata da James Hull e Carolina Lio, la rassegna è un percorso itinerante tra sedi pubbliche e spazi privati di entrambe le città di Como, nel 2013, e di Boston nel 2014, ed esplora quali sono i veri punti di forza e di omogeneità della cultura occidentale, ovvero del blocco costituito dagli USA e dall'Europa.



mercoledì 31 luglio 2013

ENRICO CAZZANIGA: TAKE A-WAY, AZIONE PERFORMATIVA DI ARTE PUBBLICA, COMO



Nell'ambito dell'evento BOSTON-COMO (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/07/boston-como-cura-di-james-hull-and.html ), vi invitiamo

Venerdì 02 Agosto 2013
a TAKE A-WAY azione performativa di arte pubblica di Enrico Cazzaniga.
L'intervento si svolgerà alle 18.30 in via Diaz, altezza numero civico 30,
sarà presente il curatore della mostra Carolina Lio.

Durante la stessa giornata Enrico Cazzaniga coinvolge i bambini
delle scuole materne ed elementari di Como nel laboratorio itinerante
CACCIALLASFALTO che si svolgerà in tutto il centro storico di Como
con partenza alle 09.30 da Piazza Cavour.

Di seguito, comunicato stampa dell'evento.

ENRICO CAZZANIGA: 
TAKE A-WAY, AZIONE PERFORMATIVA DI ARTE PUBBLICA, COMO 

La mostra “Boston - Como”, inaugurata il 18 Luglio e aperta fino al 18 Agosto 2013, è uno scambio culturale tra le due città che coinvolge 34 artisti, metà americani e metà italiani in un viaggio di andata e ritorno. Ideata e organizzata da Fabrizio Bellanca e curata da James Hull e Carolina Lio, la rassegna è un percorso itinerante tra sedi pubbliche e spazi privati di entrambe le città di Como, nel 2013, e di Boston nel 2014, ed esplora quali sono i veri punti di forza e di omogeneità della cultura occidentale, ovvero del blocco costituito dagli USA e dall'Europa.

In questo contesto, Enrico Cazzaniga, artista profondamente legato al territorio della città di Como, presenterà TAKE A-WAY, un'azione performativa di arte pubblica che confermerà il gemellaggio con la città di Boston, mettendo anche in evidenza alcune problematiche legate alla pavimentazione delle strade del centro città.

L'azione performativa è concepita come uno scambio simbolico tra le due città di Boston e di Como. Ad Enrico Cazzaniga sarà, infatti, consegnato un pezzo di asfalto preso da una strada di Boston che sarà incastonato sulla pavimentazione di via Diaz. Stessa azione sarà ripetuta il prossimo anno portando a Boston un pezzo asfaltato della pavimentazione di Como. Con questa azione, che chiude la serie di interventi degli artisti del progetto, si suggella il gemellaggio culturale tra le due città grazie a degli “innesti” di un elemento reale e vissuto del territorio che viene integrato nella città ospite.

Tramite questo intervento, inoltre, l'artista mette in luce una problematica diffusa della città di Como e di altre cittadine italiane. Infatti, in via Diaz, così come in molte altre strade della città murata, alcune aree di pavimentazione originale, se rovinate, vengono rimosse lasciando vuoti che vengono compensati da macchie di asfalto che in alcuni casi arrivano addirittura a rivestire interi tratti, ricoprendo la pavimentazione originaria che finisce poi per riaffiorare (es. via Garibaldi arrivando da Piazza Volta). Questi effetti antiestetici sacrificano sanpietrini e i bellissimi lastroni medievali intaccando parte dell'identità e della bellezza di Como, nonostante si tratti di una misura provvisoria in attesa che il Comune abbia i fondi per restaurare le pavimentazioni originarie.

Enrico Cazzaniga ha operato un vero e proprio censimento di questi interventi di “rappezzamento” e durante la stessa giornata di Venerdì 2 Agosto, terrà un workshop che coinvolgerà circa trenta bambini delle scuole materne ed elementari di Como invitandoli a colorare con dei gessetti gli innesti di asfalto in varie aree del centro storico. Il laboratorio “Cacciaallasfalto”, concepito come performance, è aperto a tutti i bambini che vorranno partecipare e si svolgerà come un vero e proprio corteo partendo da Piazza Cavour alle ore 09.30 fino ad arrivare in via Diaz alle ore 18.30, dove si svolgerà lo scambio degli asfalti della città di Boston e di Como.

Un particolare ringraziamento a Giulio Rusconi, il fabbro che ha realizzato a mano la cornice in ferro con la scritta Boston Como che conterrà l’asfalto. Ricordiamo, inoltre, che sulla stessa tematica di sensibilizzazione si orienta anche l'opera che lo stesso artista espone presso una delle sedi pubbliche del progetto Boston-Como, l'Ex Chiesa di San Pietro in Atrio, dove è presente una rappresentazione di Via Fontana realizzata in candeggina e asfalto su fustagno nero.


NOTA BIOGRAFICA

Enrico Cazzaniga è nato a Mariano Comense (Como) nel 1966, vive e lavora in Brianza. Dal 1996 si concentra sulle tematiche del “togliere” e della “strada” facendo dell'asfalto uno dei materiali più presenti e identificativi del suo lavoro. L'asfalto come pelle e memoria della città, elemento profondamente vissuto e intriso di vita urbana, diventa “superficie pittorica e codice figurativo”, come afferma lo stesso artista. Dopo essere stato premiato al Corso Superiore della Fondazione Ratti (1990), al Premio San Carlo Borromeo presso il Museo della Permanente a Milano (1996), al Premio Morlotti di Imbersago e al Premio La Fenice a Venezia (2006), si dedica prevalentemente a operazioni di carattere pubblico. Si ricorda, ad esempio, l'operazione del 2007 “From Rauschenberg to Cazzaniga”, un omaggio installativo e performativo a Robert Rauschenberg svoltosi a Rauschenberg, Germania; nel 2008 organizza il progetto di arte pubblica “Seek Refuge” a Venezia, evento parallelo alla Biennale di Architettura; nel 2009 realizza in Piazza Fontana a Milano l'opera “WallStreet”, un'installazione dedicata al XX° anniversario della caduta del muro di Berlino; nel 2012 si svolge “Up”, progetto di arte pubblica nel centro storico Como e nel 2013 “Street Games” un laboratorio per la Scuola primaria ‘O.Marelli’ di Cantù. Nel 2011 è stato invitato alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Milano e Torino a cura di Vittorio Sgarbi, mentre è attualmente in corso la personale “(Ri)tratti stradali, a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani, presso la galleria Romberg di Latina. Sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private tra cui la Fondazione Pietro Rossini di Briosco (MB) e il Porsche Museum di Stoccarda in Germania.

martedì 9 luglio 2013

BOSTON - COMO a cura di JAMES HULL AND CAROLINA LIO









Inaugura il 18 Luglio alle ore 18.00 presso il Palazzo del Broletto di Como il progetto “Boston - Como”: uno scambio culturale tra le due città che coinvolge 34 artisti, metà americani e metà italiani in un viaggio di andata e ritorno. Sedi pubbliche e spazi privati di entrambe le città ospitano una mostra itinerante che guiderà il pubblico attraverso le strade di Como nel 2013 e di Boston nel 2014, esplorando quali sono i veri punti di forza e di omogeneità della cultura occidentale, ovvero del blocco costituito dagli USA e dall'Europa.

Le sedi coinvolte per la città di Como sono: Palazzo del Broletto, Ex Chiesa di San Pietro in Atrio, Spazio Natta, Camera di Commercio, Galleria Roberta Lietti, Galleria Lopez e Accademia di Belle Arti Aldo Galli. In ciascuno di questi spazi gli artisti invitati sono chiamati a dialogare tra loro alla ricerca di una linea di continuità tra le loro due visioni intellettuali. La ricerca sarà basata su quattro pilastri principali: l'eredità stotica, la visione urbana, la rappresentazione dell'uomo contemporaneo e la dimensione estetica. Pittura, scultura, fotografia, ma anche video, interventi performativi, installazioni site- specif e interazioni con il pubblico creeranno percorsi guidati che introdurranno il pubblico a una riflessione più profonda sul sistema occidentale.

Il progetto nasce da un'idea di Fabrizio Bellanca ed è curato da James Hull e Carolina Lio. Oltre alle mostre ospitate nelle varie sedi è previsto uno strutturato calendario eventi formato da concerti, spettacoli, incontri tra gli artisti e il pubblico. La mostra ha i patrocini del Comune di Como, Assessorato alla Cultura; Camera di Commercio di Como; Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano; Ordine degli Architetti della Provincia di Como e Kiwanis International Club sezione di Como.

Periodo della mostra: 18 Luglio - 18 Agosto. Catalogo disponibile. Tutte le informazioni sul progetto, sul calendario eventi e sugli artisti invitati sono disponibili sul sito web: http://www.boston-como.com.



BOSTON - COMO:

A COMPARISON BETWEEN TWO DIFFERENT CITIES WITHIN THE WESTERN SOCIETY.

VISIONS AND IMAGINATION.

CURATED BY:

JAMES HULL AND CAROLINA LIO

CONCEPT AND ORGANIZATION:

FABRIZIO BELLANCA

LOCATIONS E ORARI:

EX CHIESA DI SAN PIETRO IN ATRIO [via Odelscalchi]
PALAZZO DELL’EX BROLETTO [piazza Duomo]
e SPAZIO NATTA [via Natta]
martedì /giovedì e domenica dalle 11.00 alle 19.30; venerdì e sabato dalle 11 alle 23.30.

CAMERA DI COMMERCIO DI COMO [via Parini 16]
lunedì /venerdì dalle 9.00 alle 12.30.
GALLERIA ROBERTA LIETTI [via A. Diaz 3]
lunedì /venerdì dalle 16.00 alle 19.00; sabato su appuntamento. GALLERIA LOPEZ [via Vitani 26 e 32]

martedì /sabato dalle 10.00 alle 12.30 - 15.30 /19.30. ACCADEMIA DI BELLE ARTI ALDO GALLI [via Petrarca 9] lunedì /venerdì dalle 08.00 alle 20.00.

PERIODO:

18 LUGLIO - 18 AGOSTO 2013

OPENING:

18 LUGLIO 2013

ORE 11.00 - CONFERENZA STAMPA IN CAMERA DI COMMERCIO

ORE 18.00 - PALAZZO DELL’EX BROLETTO
ORE 19.00 - EX CHIESA DI SAN PIETRO IN ATRIO ORE 21.00 - SPAZIO NATTA

SITO UFFICIALE:

www.boston-como.com


EVENTI E UFFICIO STAMPA:

STUDIO FAB
Via Borgovico 35 ,Como
tel efono: +39 031 572287
email: studiofab2003@gmail.com.

ARTISTI:

FRANCO ANZELMO - AGOSTINO ARRIVABENE - MIRKO BARICCHI - FABRIZIO BELLANCA - PIETRO BELLANCA - MARCO BESANA - LUCA BIDOLI - GIAN MARCO CAPRARO - ENRICO CAZZANIGA - MARCELLA CHIRICO - DANA CLANCY - LISA COSTANZO - JEANNE DASARO - TORY FAIR - MATTEO GALVANO - DANILO GIANNONI - AUDREY GOLDSTEIN - FEDERICO GUIDA - JOHN GUTHRIE - JAMES HULL - MAURIZIO L’ALTRELLA - GIULIO MANTOVANI - RENZO MARASCA - MARIOTTI MAZZEO - ANDREW MOWBRAY - CRISTI RINKLIN - JENNIFER ROSA - TARA SELLIOS - BILL THOMPSON - HILARY TOLAN - DONNA VEVERKA - JOE WARDWELL - DOUG WEATHERSBY - BRIAN ZINK.

PATROCINI:

Comune di Como, Assessorato alla Cultura Camera di Commercio di Como
Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano Ordine degli Architetti della Provincia di Como Kiwanis International Club, sezione di Como

mercoledì 13 febbraio 2013

FALLING UP. L’Arte del cadere di MATTIA NOVELLO

FALLING UP. L’Arte del cadere di MATTIA NOVELLO
Progetto economART di AMY D Arte Spazio
Via Lovanio 6, Milano
a cura di Anna d’Ambrosio
testo critico di Carolina Lio

Opening 14 febbraio, ore 18.30
Dal 14/2 al 09/03 2013

Parlare di economia in arte oggi è per AMY D parlare di FALLING UP di Mattia Novello.
Per l’artista veneto l’“Arte del cadere” coincide con il “cadere all’insù”, originale proposta di un’arte in cui la caduta non sta nella verticalità del precipizio ma nel processo di ricerca della propria identità, del proprio spazio d’esistenza che evidenzia il tentativo di un’uguaglianza e ricerca di libertà tramite il processo di trasparenza e negazione della differenza.
Novello ci guida attraverso il processo di rarefazione verso la non definizione: steps in progress in balia della materia resina.
La dialettica tra pesantezza (nero) e leggerezza (trasparenza) attua questa valorizzazione della caduta nell’“Arte del cadere”… staccando l’ombra da terra.
Arte che denuncia inneggiando alla trasparenza e al superamento di stereotipi costrittivi e in apparenze che… tolgono ormai il respiro.
Nessun punto di fuga; nessuno scampo. Non resta che esplodere, come per gli ultimi lavori con il millebolle dal titolo “spressione”: esplosione_implosione.
Grazie alla sintassi degli opposti Mattia Novello crea un percorso di nuova rinascita che coincide con la dimensione di invisibilità in cui si fissa il suo concetto di uguaglianza.
Il suo incessante viaggio e sperimentazione continua per un’arte eclettica e spiazzante, un’inquietudine che segue l’impulso in un uso istintivo di tecniche e materiali sempre nuovi.

puntine _ dolore, dolore continuo
resina _ trasparenza e libertà
pluriball _ spressione
molla _ intoccabilità

La strettissima relazione tra l’analisi intimista e quella maggiormente sociale pongono l’opera di Mattia Novello all’interno della sperimentazione economART di AMY D Arte Spazio.

AMY D Arte Spazio
Via Lovanio 6 (MI)
www.amyd.it
info@amyd.it
+3902654872
+393480306211


MATTIA NOVELLO
Falling Up
c.s. di Gigliola Foschi

domenica 28 ottobre 2012

STEFANO BOLCATO THE PARTY IS OVER a cura di Carolina Lio

Stefano Bolcato, mi piace come artista. Carolina Lio, l'ammiro come curatrice.
Un binomio perfetto! 



STEFANO BOLCATO THE PARTY IS OVER
a cura di Carolina Lio
inaugurazione sabato 3 novembre, ore 18.30
dal 3 novembre 2012 al 26 gennaio 2013
catalogo edizioni GiaMaArt studio disponibile in galleria
direzione Gianfranco Matarazzo

Sabato 3 novembre alle ore 18.30, la GiaMaArt studio inaugura e si trasferisce al piano terra della sua già nota sede di Via Iadonisi 14 a Vitulano, presentando la mostra “The party is over”, personale dell'artista Stefano Bolcato, tra gli artisti vincitori della prima edizione del Premio ORA.

La scelta di Gianfranco Matarazzo di espandere la sua galleria d'Arte proprio nei locali occupati un tempo dall'officina di un fabbro, Vittorio, è stata dettata da due motivazioni fondamentali:
la prima, importantissima, è il desiderio di riaprire lo spazio fisico in cui operava Vittorio, che di Gianfranco era l’amatissimo padre: permettere ai colori delle tele e delle istallazioni di inondare quel posto, facendolo rivivere, va al di là di ogni esigenza di spazio. Il secondo motivo è legato alla continuità: dal momento che in senso figurato la “fucina” è il luogo dove si generano nuove idee, il luogo in cui nascono e si formano nuovi talenti, il passaggio “da officina a officina” è lineare e non comporta trasformazioni radicali, ma solo adattamento, da arte ad arte.
Il progetto presenterà una serie di lavori realizzati negli ultimi mesi dall'artista in un progetto preparato appositamente per la galleria e per i suoi nuovi spazi.
Stefano Bolcato segue una riconoscibile e coerente ricerca pop che porta avanti già da diversi anni. Tutte le sue opere sono, infatti, ambientante in un suo personale universo parallelo popolato dai piccoli personaggi e dai mattoncini assemblabili della LEGO. In questa dimensione recuperata dai tempi dell'infanzia e dotata di una forte connotazione simbolica, l'artista crea scene tanto ironiche quanto drammatiche. La vita vera in tutte le sue sfaccettature viene demistificata e resa caricaturale nel momento in cui è ricostruita da un gioco per bambini, permettendoci di guardare l'umana commedia dall'alto e di ripensare e soppesare ogni situazione. Possiamo in questo modo individuare quella dinamica ludica e persino comica dietro ogni cosa ci capita, sdrammatizzandola nella chiave pop e consumistica dei giorni d'oggi. Ma questo non senza una vena critica e melanconica che fanno da nucleo centrale non solo al percorso dei lavori in mostra, ma anche all'intera ricerca di Bolcato. Tra le sfumature del titolo scelto per la mostra troviamo un senso di nostalgia indefinita e di arrendevolezza davanti a un'inesorabile senso di chiusura e sconfitta.
Come spiega nel catalogo il curatore della mostra, Carolina Lio: “a essere finito è forse il mondo dell'infanzia, ma ancora più in generale il tempo delle illusioni. Nel momento in cui ci rendiamo conto di essere effettivamente descrivibili da teatrini di giocattoli, ecco sorgere delle ovvie domande sull'omologazione contemporanea, sul senso delle nostre azioni e su quanto di reale vi sia nell'apparente libertà individuale conquistata dall'uomo contemporaneo”. Affrontando temi sociali, dai fatti di cronaca ai più discussi temi politici, Stefano Bolcato lì dove ironizza riesce nello stesso tempo anche a sottolineare la patina di finzione che avvolge i nostri gesti quotidiani e le forzature destinate a scoppiare in situazioni grottesche da cui ci difendiamo esercitando una sorta di continuo inumano distacco da quello che ci circonda.

La mostra sarà visitabile fino al 26 gennaio 2013 dal martedì al sabato dalle ore 16.00 e alle 20.00 e per appuntamento. Gli orari possono variare, si consiglia di verificare sempre via telefono. Catalogo bilingue con testo del curatore disponibile in galleria, edizioni GiaMaArt studio.
STEFANO BOLCATO THE PARTY IS OVER
Curated by Carolina Lio
Opening: Saturday 3rd November, at 6.30 p.m.
From 3rd November, 2012 until 26th January, 2013
Catalogue in gallery
direzione Gianfranco Matarazzo

venerdì 28 settembre 2012

ANGELA VIOLA: HAPPY FAMILY a cura di Carolina Lio

Ancora una volta scrivo qulacosa a proposito di Angela Viola. 
Ancora una volta scrivo qualcosa a proposito di Carolina Lio.
Questa volta insieme ad elargire arte e cultura in occasione della personale dell'artista siciliana, Happy Family, a Bergamo... da vedere

Ex indumentis, 2012 collage su carta cm 25 x 25

ANGELA VIOLA: HAPPY FAMILY

a cura di Carolina Lio
dal 01 Dicembre 2012 al 23 Gennaio 2013
opening: sabato 1 Dicembre, ore 18.00

COMUNICATO STAMPA

Sabato 01 Dicembre alle ore 18.00, presso la Galleria Marelia inaugurerà la mostra personale dell'artista Angela Viola, tra gli artisti vincitori della prima edizione del Premio ORA. Il progetto, a cura di Carolina Lio, presenterà una serie di lavori realizzati negli ultimi mesi dall'artista e preparati appositamente per la galleria e per i suoi spazi. In mostra sarà presente la serie di opere “Happy family” contestualizzate in un'ambientazione site-specific. Il percorso espositivo sintetizzerà la lunga ricerca dell'artista sull'idea della dimensione familiare.

L'ambiente della galleria viene, infatti, modificato in modo da diventare il contenitore dell'idea astratta di famiglia. La ricerca di Angela Viola, che parte naturalmente dalle sue esperienze personali e che si dirama poi tramite il censimento di idee della gente comune, si evolve in modo da diventare sempre più un concetto astratto di un puro prototipo familiare che appartiene allo stesso tempo a tutti e a nessuno. Appare immediatamente chiaro dall'allestimento, pensato in modo da ricordare una casa tipo, con mobili di arredamento inusuali per uno spazio d'arte e che possiamo immaginarci piuttosto in ambiente vissuto, dandone il senso di intimità ma restando allo stesso tempo asettici e distaccati per non far immaginare nessuna situazione privata in particolare. L'intezione dell'artista è di intavolare un discorso impersonale, che non si basa sull'esperienza vissuta della famiglia, quanto su una ricerca teorica e il più possibile ampia che indaga il più importante sistema sociale dell'uomo. La famiglia, infatti, determina tutte le strutture base di ogni individuo: è il nucleo in cui si sviluppa l'inconscio di ognuno di noi e determina tutto il susseguirsi delle reazioni e delle relazioni umane.

La famiglia descritta da Angela Viola è vista appunto in questo senso ed è, dunque, un luogo che trascende la fisicità. E' terreno emotivo e rete invisibile di sensazioni che tesse le sue trame anche a prescindere dalle singole persone e dai singoli accadimenti. L'artista non è interessata a raccontare storie e testimonianze in quanto tali, quanto a creare una soluzione palpabile di un concetto. Per creare questo immaginario non personale e riuscire a staccarsi il più possibile anche dalla da se stessa, l'artista ha raccolto e fatto proprie varie storie che spontaneamente molta gente comune le ha inviato tramite il web. Queste testimonianze non sono state utilizzate in modo didascalico, ma solo lette e archiviate dall'artista per aiutarla a creare un'immagine mentale più allargata del concetto delle relazioni familiari, un concetto che appartenesse all'intera umanità e non a delle persone specifiche. Se ne ricavano ritratti in cui il volto scompare lasciando spazio solo alle capigliature dei soggetti abbinati simbolicamente ad oggetti in miniatura, cofanetti con collage di foto e oggetti, e altre opere che, in generale, non narrano epidodi ma imprimono con ancora maggior efficacia l'odore di famiglia: una sensazione estesa e intensa che appartiene a tutti e in cui tutti possono ritrovare frammenti della propria percezione.


NOTE BIOGRAFICHE

Angela Viola è nata nel 1981 a Palermo. Vive e lavora a Milano. Tra le principali mostre personali ricordiamo: (2012)  RizHoma.housegallery di Palermo, (2011) Fabbrica Borroni a Milano, (2011) Spazio Cannatella a Palermo. Nell'ultimo anno ha partecipato a seguenti progetti istituzionali: Chi cavalca la tigra non può scendere presso il Complesso Monumentale Fazello di Sciacca (AG); UPnea 12: Suburbia in Fabula presso Villa Arconati a Bollate; Sevilla-Palermo presso la Sala de Exposiciones KSTELAR 22 di Siviglia. Nel 2011 è tra i vincitori del Premio ORA e tra i finalisti del Premio Barlettani. Nel 2006 ha preso parte al progetto itinerante Hype Gallery nelle città di Milano, Berlino e Amsterdam. Nel 2005 è stata invitata alla XII Biennale dei Giovani artisti di Europa e del Mediterraneo a Castel S. Elmo, Napoli. Ha inoltre esposto presso: Spazio B-Quadro di Palermo, Galleria Obraz di Milano, Giardini del Chiostro di Termini, Florilegio Arte di Leno (BS), Facultad de Bellas Artes di Valencia, Palazzo Sclafanidi Palermo e altre sedi pubbliche e private.



ANGELA VIOLA
HAPPY FAMILY

a cura di Carolina Lio
dal 01 Dicembre 2012 al 23 Gennaio 2013
opening: sabato 01 Dicembre, ore 18.00
testi del curatore


GALLERIA MARELIA
Tel. +39 347 820 6 829

Orari di apertura:
dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 20.00;
sabato dalle 15.30 altre 20.00;
altri orari su appuntamento.

domenica 16 settembre 2012

Fabiano De Martin Topranin - Return to the forest

Legno e profumo di resine ed essenze...Non lo conosco personalmente ma quello che ho visto n giro mi piace. Sto parlando dell'opera di Fabiano De Martin Topranin, ora in mostra sotto la guida di Carolina Lio...

Domenica 23 Settembre alle ore 18.00, la Galleria Marconi di Cupra Marittima e Marche Centro d’Arte inaugurano la mostra personale di Fabiano De Martin Topranin, tra gli artisti vincitori della prima edizione del Premio ORA. Il progetto presenta una serie di lavori realizzati negli ultimi mesi dall'artista e preparati appositamente per la Galleria e per i suoi spazi. In mostra saranno visibili alcune tra le sculture principali della sua ricerca precedente e il nuovo progetto Return to the forest.
La mostra a cura di Carolina Lio potrà essere visitata fino al 21 ottobre 2012 presso gli spazi della Galleria Marconi (c.so Vittorio Emanuele, 70 - Cupra Marittma). Return to the forest fa parte degli eventi che si affiancano all’Expò di arte contemporanea Marche Centro d’Arte.

Come scrive il curatore della mostra, Carolina Lio: “Fabiano De Martin Topranin ricava fuori dal legno le figure di giovani uomini contemporanei e delle loro inquietudini, molto spesso legate alla vita sociale e alla sfida con le proprie fragilità. I suoi, sono personaggi che soffrono il male di una società liquida e hanno come risultato un carattere in divenire, senza ancora una chiara definizione di sè, che cerca di identificarsi attraverso simboli, mode, aggregazioni con gli altri”. Tutte le sculture sono scolpite nel tiglio in dimensioni che arrivano a quelle naturali. Sono caratterizzate molto poco fisicamente quando non addirittura lasciate in forma di bozza e talmente sintetiche da richiedere di essere intuite. La poca caratterizzazione fisica dei personaggi fa in modo che i vari ritratti si configurino non come rappresentazioni di persone specifiche, quanto di una società e dei suoi modelli.

In particolare, nella serie Return to the forest, teenagers in felpa e jeans cercano un'evasione dal mondo urbano e la conquista di un mondo naturale da scoprire per riscoprirsi. Sono spesso affiancati da attrezzi per lavorare la terra, simbolo della consapevolezza del bisogno di realizzare e di costruire qualcosa e di superare un'esistenza fatta di soli stereotipi. Cercando di ottenere un contatto reale con il mondo e di sentirsene parte integrante, cercano, come afferma lo stesso artista: “di approdare a un mondo non più falso e finto”.

NOTE BIOGRAFICHE
Fabiano De Martin Topranin è nato nel 1984 a S. Candido, Bolzano. Vive e lavora a Padola di Comelico, Belluno. Nel 2009 ha tenuto una mostra personale presso Palazzo Crepadona a Belluno. Ha recentemente partecipato ai progetti: (2012) Play by the rules presso il Museo Rimoldi di Cortina d'Ampezzo e a (2011) Vulpes pilum mutare presso il Museo Civico di Bassano del Grappa oltre che al progetto-laboratorio Dolomiti Contemporanee. Ha inoltre esposto presso Galleria Biagiotti di Firenze, Lion Fine Art di Belluno e Villa Miari Fulcis di Belluno.


“Ogni nuova stagione espositiva è come un nuovo inizio, un ripensare a quanto si è fatto per continuare a crescere sulle radici, si spera solide, che si sono messe. Arrivati alla soglia dei 18 anni (ma la maturità è ancora lontana a venire) voglio ringraziare quanti, magari solo per un attimo, un sorriso, una chiacchierata o una sigaretta, si sono avvicinati all’attività della Galleria. Continuo a lavorare per l’arte, nonostante tutte le difficoltà, perché spero ancora che possa salvarci. Un abbraccio” (Franco Marconi)

sabato 8 settembre 2012

Ad Hong Kong, 'IT figures - il recupero del senso classico nell'arte contemporanea' a cura di Carolina Lio



Più volte mi sono soffermato a sottolineare le doti dell'ottima Carlina Lio che intelligentemente, ha esportato il suo sapere all'estero: prima a Berlino ed ora ad Hong Kong, difendendo e proponendo la giovane arte italiana di qualità.




IT figures
il recupero del senso classico nell'arte contemporanea

FRANCO ANZELMO
GIUSEPPE BIGUZZI
SILVIO PORZIONATO

a cura di Carolina Lio
dal 06 Ottobre al 06 Novembre 2012
opening: sabato 06 Ottobre ore 17.00


catalogo presente in galleria con testi del curatore
edizioni Red Elation, Hong Kong

orari di apertura:
dal martedì al sabato dalle 12.00 alle 18.00

Ingresso libero.

COMUNICATO STAMPA

Red Elation Gallery di Hong Kong è lieta di annunciare il progetto IT figures che mette a confronto tre nomi dell'arte contemporanea italiana sul tema del recupero della raffigurazione classica all'interno delle più attuali ricerche dell'arte. La mostra, che inaugurerà sabato 6 Ottobre alle ore 17.00 presenta una selezione di opere recenti di Franco Anzelmo, Giuseppe Biguzzi e Silvio Porzionato, scelti per la loro capacità di coniugare tematiche sociali e individuali dell'uomo contemporaneo alla tradizione estetica e figurativa italiana. Il percorso espositivo, costituito da sculture di Anzelmo e da dipinti di Biguzzi e Porzionato, sintetizza una delle esigenze più pressanti del sistema dell'arte: il ripristino di un contatto tra l'arte di oggi e la sua storia.

Scrive il curatore della mostra, Carolina Lio, in catalogo: “L'arte contemporanea degli ultimi decenni ha rincorso la sperimentazione. L'accelerazione di questo sistema, come anche di tutti gli altri schemi sociali ed economici della nostra epoca, ha fatto tramutare la necessaria azione intellettuale delle avanguardie in una rincorsa senza controllo alla novità e alla provocazione. A soffrirne sono stati i legami di continuità con la storia dell'arte, spesso deliberatamente spezzati in una sorta di rifiuto che molti artisti contemporanei hanno perpetuato a lungo contro una concezione anche estetica dell'arte. Ma le nuove crisi planetarie, prima tra tutte quella economica, ci hanno messo davanti alla necessità di una selezione di contenuti e della loro ridefinizione. Da dove partire e che punti di riferimenti darsi se non quelli della storia dell'arte? E' emerso chiaramente quanto sia importante poter ricollegare il contemporaneo al suo passato in un percorso di senso che si evolve ma non si rinnega”.

E' così che nei grandi musei, nelle grandi gallerie e quindi nelle grandi fiere, la pittura e la scultura concepite in senso classico, dopo essere state considerate obsolete per anni, hanno rifatto gradualmente la loro comparsa confermando l'esigenza di un collegamento colto con la storia e della tracciabilità di un percorso estetico all'interno delle esperienze dell'arte. Allo stesso tempo, perché l'opera d'arte abbia un senso, questa deve essere inserita in contesto contemporaneo che, nella nostra epoca affacciata su una visione critica di se stessa, spesso si traduce in una mancanza di contesto, un azzeramento che richiede una reinvenzione.

Non è un caso che sia i dipinti di Giuseppe Biguzzi che quelli di Silvio Porzionato siano ritratti decontestualizzati e su sfondo rispettivamente neutro e minimo, in cui l'essere umano è da solo al banco di prova di un nuovo rapporto con se stesso. Nel caso di Biguzzi ci troviamo di fronte a giovani donne inquiete e disilluse, che si estraniano negando lo sguardo e chiudendosi in un'attesa indefinita e melanconica. Mentre i soggetti di Porzionato mostrano una sfrontatezza in contrasto con la loro solitudine e la loro disarmata nudità, dando l'idea di personaggi alle prese con un intimo esercizio di forza. Entrambi gli artisti cercano di aprire i propri soggetti a uno sguardo nuovo sul mondo e su se stessi. Proprio come è, invece, già accaduto nelle sculture di Franco Anzelmo, dove degli uomini nuovi, Adamo di una seconda generazione persa nel tempo, riscoprono  un'esistenza pura e sgombra, archetipo dell'innocenza, ripulita e libera, dove muoversi con leggerezza arrivando a sfidare la gravità e ogni altra legge pesante del mondo.

La mostra sarà visitabile in galleria fino al 06 Novembre 2012, dal martedì al sabato dalle 12.00 alle 18.00. Catalogo disponibile in galleria con testi del curatore.



RED ELATION GALLERY
G/F, 5-6 Lung On Street
Wanchai, Hong Kong
tel. +852 2893 7837
email: info@redelation.com
website: http://redelation.com


martedì 28 agosto 2012

CLAUDIA MAINA: CORPI DOCILI a cura di Carolina Lio

--> Claudia Maina non la conosco personalmente ma il suo lavoro mi intriga. Lo trovo poetico ed intelligente. Ora in mostra a Pietrasanta sotto la cura vigile di Carolina Lio... da vedere!


 CLAUDIA MAINA:
CORPI DOCILI

a cura di Carolina Lio
dal 15 al 30 Settembre 2012
opening: Sabato 15 Settembre, ore 19.00

COMUNICATO STAMPA

Sabato 15 Settembre alle ore 19.00, Gestalt Gallery inaugura la mostra personale dell'artista Claudia Maina, tra gli artisti vincitori della prima edizione del Premio ORA. Il progetto presenterà una serie di lavori realizzati negli ultimi mesi dall'artista in un progetto preparato appositamente per la galleria e per i suoi spazi. In mostra saranno presentate sculture e installazioni oltre che alcuni disegni.

Il titolo della mostra, “Corpi docili”, descrive la sensazione dell'artista rispetto alla condizione dell'uomo contemporaneo, docile in quanto manipolato e messo sotto controllo dal sistema sociale, dalle logiche di mercato e di produttività. Intrappolato nella rete di regole costruite attorno a lui come una gabbia, il corpo invisibile delle nostre attività intellettuali ed emotive, viene come imbottigliato e messo sotto vetro, costruendo una struttura che si regge sull'accumulo di isolamenti. Come scrive il curatore della mostra, Carolina Lio: “Cosa c'è di più fragile di un castello di carte? Un castello di bicchieri, palazzi di vetro che si arrampicano attraverso moduli in bilico, costruendo architetture improbabili e deboli abitate da omini-cimice in legno, chiusi ciascuno all'interno del proprio bicchiere?”.

Claudia Maina con le sue installazioni crea un modellino architettonico degli schemi di non-comunicazione e di rigidità comportamentale dell'era contemporanea. Infatti, la campana di vetro attorno a ognuno dei suoi minuscoli e simbolici personaggi è una metafora più che esplicita della difficoltà di rapporti dei nostri tempi e dell'atmosfera di innaturalezza nei meccanismi sociali, perfino quelli apparentemente più intimi. Pur appartenendo allo stesso macro-organismo, alla stessa società, pur essendo legati gli uni agli altri da una forza che o sorregge tutti o collassa l'intera struttura, ognuno vive isolato e solo, imprigionato da una gabbia trasparente, ma così densa da risultare palpabile.

NOTE BIOGRAFICHE

Claudia Maina è nata nel 1976 ad Arona (Novara). Vive e lavora a Milano. Ha tenuto mostre personali presso la Chiesa di San Bernardo a Pisa (2009), l'Associazione Culturale NAC di Novara (2006) e presso A+M Bookstore di Milano (2005). Nel 2010 è stata invitata a partecipare al BAC Barcelona Art Contemporary Festival. Tra gli altri principali progetti espositivi a cui ha recentemente partecipato ricordiamo: (2011) The scientist, Sala Estense, Ferrara; (2011) Imbalance & Insecurity, Spazio Amy_D, Milano; (2008) Dal corpo alla città, Biblioteca Civica, Verona; (2007) Memoria Esterna, a cura di Chiara Agnello, Care/of, Milano. Ha inoltre esposto presso: Ex-Manifattura Tabacchi di Lucca, Galleria San Fedele di Milano, Galleria Obraz di Milano, Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (MN),  Palazzo Bellini di Oleggio (NO),  Spazio comunale La Limonaia a Pisa e Studio Tufano 25 di Milano.

CLAUDIA MAINA
CORPI DOCILI

a cura di Carolina Lio
dal 15 al 30 Settembre 2012
opening: Sabato 15 Settembre, ore 19.00
testi del curatore

GESTALT GALLERY
Via Stagio Stagi 28, Pietrasanta
Ufficio: 0584.790.900
Fax: 0584.178.1494
Email: info@gestaltgallery.it

Ingresso libero.