RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 31 luglio 2013

ENRICO CAZZANIGA: TAKE A-WAY, AZIONE PERFORMATIVA DI ARTE PUBBLICA, COMO



Nell'ambito dell'evento BOSTON-COMO (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/07/boston-como-cura-di-james-hull-and.html ), vi invitiamo

Venerdì 02 Agosto 2013
a TAKE A-WAY azione performativa di arte pubblica di Enrico Cazzaniga.
L'intervento si svolgerà alle 18.30 in via Diaz, altezza numero civico 30,
sarà presente il curatore della mostra Carolina Lio.

Durante la stessa giornata Enrico Cazzaniga coinvolge i bambini
delle scuole materne ed elementari di Como nel laboratorio itinerante
CACCIALLASFALTO che si svolgerà in tutto il centro storico di Como
con partenza alle 09.30 da Piazza Cavour.

Di seguito, comunicato stampa dell'evento.

ENRICO CAZZANIGA: 
TAKE A-WAY, AZIONE PERFORMATIVA DI ARTE PUBBLICA, COMO 

La mostra “Boston - Como”, inaugurata il 18 Luglio e aperta fino al 18 Agosto 2013, è uno scambio culturale tra le due città che coinvolge 34 artisti, metà americani e metà italiani in un viaggio di andata e ritorno. Ideata e organizzata da Fabrizio Bellanca e curata da James Hull e Carolina Lio, la rassegna è un percorso itinerante tra sedi pubbliche e spazi privati di entrambe le città di Como, nel 2013, e di Boston nel 2014, ed esplora quali sono i veri punti di forza e di omogeneità della cultura occidentale, ovvero del blocco costituito dagli USA e dall'Europa.

In questo contesto, Enrico Cazzaniga, artista profondamente legato al territorio della città di Como, presenterà TAKE A-WAY, un'azione performativa di arte pubblica che confermerà il gemellaggio con la città di Boston, mettendo anche in evidenza alcune problematiche legate alla pavimentazione delle strade del centro città.

L'azione performativa è concepita come uno scambio simbolico tra le due città di Boston e di Como. Ad Enrico Cazzaniga sarà, infatti, consegnato un pezzo di asfalto preso da una strada di Boston che sarà incastonato sulla pavimentazione di via Diaz. Stessa azione sarà ripetuta il prossimo anno portando a Boston un pezzo asfaltato della pavimentazione di Como. Con questa azione, che chiude la serie di interventi degli artisti del progetto, si suggella il gemellaggio culturale tra le due città grazie a degli “innesti” di un elemento reale e vissuto del territorio che viene integrato nella città ospite.

Tramite questo intervento, inoltre, l'artista mette in luce una problematica diffusa della città di Como e di altre cittadine italiane. Infatti, in via Diaz, così come in molte altre strade della città murata, alcune aree di pavimentazione originale, se rovinate, vengono rimosse lasciando vuoti che vengono compensati da macchie di asfalto che in alcuni casi arrivano addirittura a rivestire interi tratti, ricoprendo la pavimentazione originaria che finisce poi per riaffiorare (es. via Garibaldi arrivando da Piazza Volta). Questi effetti antiestetici sacrificano sanpietrini e i bellissimi lastroni medievali intaccando parte dell'identità e della bellezza di Como, nonostante si tratti di una misura provvisoria in attesa che il Comune abbia i fondi per restaurare le pavimentazioni originarie.

Enrico Cazzaniga ha operato un vero e proprio censimento di questi interventi di “rappezzamento” e durante la stessa giornata di Venerdì 2 Agosto, terrà un workshop che coinvolgerà circa trenta bambini delle scuole materne ed elementari di Como invitandoli a colorare con dei gessetti gli innesti di asfalto in varie aree del centro storico. Il laboratorio “Cacciaallasfalto”, concepito come performance, è aperto a tutti i bambini che vorranno partecipare e si svolgerà come un vero e proprio corteo partendo da Piazza Cavour alle ore 09.30 fino ad arrivare in via Diaz alle ore 18.30, dove si svolgerà lo scambio degli asfalti della città di Boston e di Como.

Un particolare ringraziamento a Giulio Rusconi, il fabbro che ha realizzato a mano la cornice in ferro con la scritta Boston Como che conterrà l’asfalto. Ricordiamo, inoltre, che sulla stessa tematica di sensibilizzazione si orienta anche l'opera che lo stesso artista espone presso una delle sedi pubbliche del progetto Boston-Como, l'Ex Chiesa di San Pietro in Atrio, dove è presente una rappresentazione di Via Fontana realizzata in candeggina e asfalto su fustagno nero.


NOTA BIOGRAFICA

Enrico Cazzaniga è nato a Mariano Comense (Como) nel 1966, vive e lavora in Brianza. Dal 1996 si concentra sulle tematiche del “togliere” e della “strada” facendo dell'asfalto uno dei materiali più presenti e identificativi del suo lavoro. L'asfalto come pelle e memoria della città, elemento profondamente vissuto e intriso di vita urbana, diventa “superficie pittorica e codice figurativo”, come afferma lo stesso artista. Dopo essere stato premiato al Corso Superiore della Fondazione Ratti (1990), al Premio San Carlo Borromeo presso il Museo della Permanente a Milano (1996), al Premio Morlotti di Imbersago e al Premio La Fenice a Venezia (2006), si dedica prevalentemente a operazioni di carattere pubblico. Si ricorda, ad esempio, l'operazione del 2007 “From Rauschenberg to Cazzaniga”, un omaggio installativo e performativo a Robert Rauschenberg svoltosi a Rauschenberg, Germania; nel 2008 organizza il progetto di arte pubblica “Seek Refuge” a Venezia, evento parallelo alla Biennale di Architettura; nel 2009 realizza in Piazza Fontana a Milano l'opera “WallStreet”, un'installazione dedicata al XX° anniversario della caduta del muro di Berlino; nel 2012 si svolge “Up”, progetto di arte pubblica nel centro storico Como e nel 2013 “Street Games” un laboratorio per la Scuola primaria ‘O.Marelli’ di Cantù. Nel 2011 è stato invitato alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Milano e Torino a cura di Vittorio Sgarbi, mentre è attualmente in corso la personale “(Ri)tratti stradali, a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani, presso la galleria Romberg di Latina. Sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private tra cui la Fondazione Pietro Rossini di Briosco (MB) e il Porsche Museum di Stoccarda in Germania.

martedì 9 luglio 2013

BOSTON - COMO a cura di JAMES HULL AND CAROLINA LIO









Inaugura il 18 Luglio alle ore 18.00 presso il Palazzo del Broletto di Como il progetto “Boston - Como”: uno scambio culturale tra le due città che coinvolge 34 artisti, metà americani e metà italiani in un viaggio di andata e ritorno. Sedi pubbliche e spazi privati di entrambe le città ospitano una mostra itinerante che guiderà il pubblico attraverso le strade di Como nel 2013 e di Boston nel 2014, esplorando quali sono i veri punti di forza e di omogeneità della cultura occidentale, ovvero del blocco costituito dagli USA e dall'Europa.

Le sedi coinvolte per la città di Como sono: Palazzo del Broletto, Ex Chiesa di San Pietro in Atrio, Spazio Natta, Camera di Commercio, Galleria Roberta Lietti, Galleria Lopez e Accademia di Belle Arti Aldo Galli. In ciascuno di questi spazi gli artisti invitati sono chiamati a dialogare tra loro alla ricerca di una linea di continuità tra le loro due visioni intellettuali. La ricerca sarà basata su quattro pilastri principali: l'eredità stotica, la visione urbana, la rappresentazione dell'uomo contemporaneo e la dimensione estetica. Pittura, scultura, fotografia, ma anche video, interventi performativi, installazioni site- specif e interazioni con il pubblico creeranno percorsi guidati che introdurranno il pubblico a una riflessione più profonda sul sistema occidentale.

Il progetto nasce da un'idea di Fabrizio Bellanca ed è curato da James Hull e Carolina Lio. Oltre alle mostre ospitate nelle varie sedi è previsto uno strutturato calendario eventi formato da concerti, spettacoli, incontri tra gli artisti e il pubblico. La mostra ha i patrocini del Comune di Como, Assessorato alla Cultura; Camera di Commercio di Como; Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano; Ordine degli Architetti della Provincia di Como e Kiwanis International Club sezione di Como.

Periodo della mostra: 18 Luglio - 18 Agosto. Catalogo disponibile. Tutte le informazioni sul progetto, sul calendario eventi e sugli artisti invitati sono disponibili sul sito web: http://www.boston-como.com.



BOSTON - COMO:

A COMPARISON BETWEEN TWO DIFFERENT CITIES WITHIN THE WESTERN SOCIETY.

VISIONS AND IMAGINATION.

CURATED BY:

JAMES HULL AND CAROLINA LIO

CONCEPT AND ORGANIZATION:

FABRIZIO BELLANCA

LOCATIONS E ORARI:

EX CHIESA DI SAN PIETRO IN ATRIO [via Odelscalchi]
PALAZZO DELL’EX BROLETTO [piazza Duomo]
e SPAZIO NATTA [via Natta]
martedì /giovedì e domenica dalle 11.00 alle 19.30; venerdì e sabato dalle 11 alle 23.30.

CAMERA DI COMMERCIO DI COMO [via Parini 16]
lunedì /venerdì dalle 9.00 alle 12.30.
GALLERIA ROBERTA LIETTI [via A. Diaz 3]
lunedì /venerdì dalle 16.00 alle 19.00; sabato su appuntamento. GALLERIA LOPEZ [via Vitani 26 e 32]

martedì /sabato dalle 10.00 alle 12.30 - 15.30 /19.30. ACCADEMIA DI BELLE ARTI ALDO GALLI [via Petrarca 9] lunedì /venerdì dalle 08.00 alle 20.00.

PERIODO:

18 LUGLIO - 18 AGOSTO 2013

OPENING:

18 LUGLIO 2013

ORE 11.00 - CONFERENZA STAMPA IN CAMERA DI COMMERCIO

ORE 18.00 - PALAZZO DELL’EX BROLETTO
ORE 19.00 - EX CHIESA DI SAN PIETRO IN ATRIO ORE 21.00 - SPAZIO NATTA

SITO UFFICIALE:

www.boston-como.com


EVENTI E UFFICIO STAMPA:

STUDIO FAB
Via Borgovico 35 ,Como
tel efono: +39 031 572287
email: studiofab2003@gmail.com.

ARTISTI:

FRANCO ANZELMO - AGOSTINO ARRIVABENE - MIRKO BARICCHI - FABRIZIO BELLANCA - PIETRO BELLANCA - MARCO BESANA - LUCA BIDOLI - GIAN MARCO CAPRARO - ENRICO CAZZANIGA - MARCELLA CHIRICO - DANA CLANCY - LISA COSTANZO - JEANNE DASARO - TORY FAIR - MATTEO GALVANO - DANILO GIANNONI - AUDREY GOLDSTEIN - FEDERICO GUIDA - JOHN GUTHRIE - JAMES HULL - MAURIZIO L’ALTRELLA - GIULIO MANTOVANI - RENZO MARASCA - MARIOTTI MAZZEO - ANDREW MOWBRAY - CRISTI RINKLIN - JENNIFER ROSA - TARA SELLIOS - BILL THOMPSON - HILARY TOLAN - DONNA VEVERKA - JOE WARDWELL - DOUG WEATHERSBY - BRIAN ZINK.

PATROCINI:

Comune di Como, Assessorato alla Cultura Camera di Commercio di Como
Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano Ordine degli Architetti della Provincia di Como Kiwanis International Club, sezione di Como

sabato 9 febbraio 2013

STREET GAMES e GIOC’ART Anche l’ARTE si prende GIOCO di noi A cura di Enrico Cazzaniga e Matteo Galvano.

STREET GAMES e GIOC’ART
Anche l’ARTE si prende GIOCO di noi

A cura di Enrico Cazzaniga e Matteo Galvano.


Scuola Primaria “O. MARELLI”, 

via Andina, 6, Cantù (CO). Dal 21 gennaio 2013 al 2 maggio 2013. 

Progetto d’arte pubblica ideato dagli artisti comaschi Enrico Cazzaniga e Matteo Galvano, che si svolgerà a Cantù, all’interno della Scuola Primaria “O.MARELLI” attiva sul territorio da più tempo ed edificata all'inizio degli anni '50 su progetto del Dott. ing. Attilio Terragni di Como. 

Il tema centrale del progetto, proposto dagli artisti Enrico Cazzaniga e Matteo Galvano, è il GIOCO definito nella sua più tradizionale accezione: attività svolta da adulti e bambini, avente uno scopo ricreativo e caratterizzata da obiettivi e regole rigorosamente definiti.
Ognuno di loro manterrà invariato il proprio modo di fare arte, utilizzando originali strumenti e supporti artistici quali i gessetti colorati sull’asfalto (Enrico Cazzaniga) e le biro sulla carta (Matteo Galvano), al di sopra dei quali i bambini di ogni classe avranno modo di fissare la loro creatività che, coniugata al loro lavoro, si completerà in una vera e propria opera d’arte realizzata al di sopra di pannelli che verranno posizionati sulla parete del corridoio sito al piano terra della scuola. 


STREET GAMES Enrico Cazzaniga

Nella parte inferiore camminerà e si farà camminare l’asfalto, visto da Cazzaniga come quella parte del nostro ambiente che siamo abituati a percorrere ogni giorno e che dà vita alla strada intesa, non soltanto come infrastruttura di trasporto, ma anche come “scuola” di vita.
Nella parte superiore, invece, prenderà vita una città disegnata per intero su carta tramite il sorprendente uso di un consueto strumento: la penna biro, il cui tratto diventa protagonista nelle opere di Galvano, così come nella quotidianità scolastica di ogni bambino che impara, pur giocando, a riconoscere la scrittura.

Al termine di ogni attività ludica i bambini saranno invitati a rappresentare graficamente l’esperienza da loro compiuta, tramite l’utilizzo di tecniche, materiali e strumenti usati dai due artisti nella loro arte, ma sicuramente nuovi e tutti da scoprire per ognuno dei duecento alunni partecipanti.
Coinvolto nel progetto anche il fotografo comasco Emanuele Scilleri, il quale documenterà i momenti salienti dell’intera attività. 

GIOC’ART Matteo Galvano


PER INFO:
SCUOLA PRIMARIA “O.MARELLI” www.scuole-cantu2.it 
ENRICO CAZZANIGA www.enricocazzaniga.it
MATTEO GALVANO www.matteogalvano.it
EMANUELE SCILLERI www.emanuelescilleri.tumblr.com 

ROBERTA MACCHIA roberta-macchia@libero.it
TESTO DI Dott.ssa Roberta Macchia

martedì 8 maggio 2012

UP IN - Spazio Pedraglio - Como

Tanti gli amici presenti in questa colletiva voluta da Enrico Cazzaniga, da Matteo Galvano a Marco Minotti a Ester Negretti... 

Inaugurazione giovedì 10 maggio 2012 ore 18:00
Spazio Pedraglio – Como, dal 10 maggio al 26 maggio 2012
Giovedì 10 maggio alle ore 18 spicca il volo all’associazione culturale Spazio
Pedraglio una collettiva intitolata “UP IN”, rassegna che vede la luce grazie ad un
progetto di arte pubblica ideato dall’artista Enrico Cazzaniga.
Nell’ambito della mostra “I Rondoni volano su Como”, attualmente in corso
al Chiostrino di Santa Eufemia sino al 30 aprile 2012, l’artista comasco ha realizzato
un percorso a cielo aperto, denominato “UP”, per alcune vie significative del
centro storico: da Via Vitani sino al Piazzolo Giuseppe Terragni, ove ha sede la
mostra a carattere scientifico-didattico riguardante i Rondoni di Como a cura
della LIPU Delegazione di Como, Accademia delle Arti e Commerci Santa
Giuliana Como e La Città Possibile Como.
Le opere del progetto “UP”, così denominato per la peculiare caratteristica
di questi volatili che vivono, si nutrono e prolificano soprattutto in volo, la cui
colonia comasca risulta essere una delle più popolose d’Europa, sono state
realizzate con materiali di riciclo e installate nelle vie del centro coinvolgendo
anche altri artisti, studenti di scuole d’arte, alunni delle scuole primarie, bambini
delle scuole materne e amanti della natura.
Giovedì 10 maggio lo stormo di Rondoni del progetto “UP” migrerà nella
sede dell’associazione Spazio Pedraglio per dare vita ad un carosello “UP IN”
unico nel suo genere, il sogno più antico dell’uomo: il volo, reinterpretato
partendo dall’immaginazione dei bambini fino ad approdare alla creatività e alle
sapienti tecniche degli artisti che si sono lasciati trasportare dall’armoniosa forma
di questo volatile.
Centinaia di rondoni dalle molteplici paternità, realizzati riciclando i più
svariati materiali quali plastiche, cartoni, carte, tessuti, metalli e altro ancora,
rendono estremamente eterogenea la natura dello stormo che volteggerà in un
cielo sferzato dal vento ottenuto anch’esso da scarti di produzioni tessili.
Un volo che in occasione della rassegna potrà portare più di un aiuto
concreto, poiché una parte del ricavato dalla vendita delle opere sarà devoluta
a favore di un progetto della LIPU, mentre l’altra parte verrà donata alla UONPIA
(Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia dell’Adolescenza) dell’Ospedale
S.Anna di Como per promuovere ed organizzare un percorso di formazione atto
all’applicazione della metodologia ABA (Applied Behavioral Analysis) nell’ambito
di una patologia infantile rara e altamente disabilitante quale l’Autismo.
Volare è un sogno, sognare di volare è “UP IN”
Artisti Up:
Bellanca Fabrizio
Bellanca Pietro
Birt Sam
Brenna Marco
Cattaneo Lilly
Cazzaniga Enrico
Chirico Marcella
Galvano Matteo
Mantovani Giulio
Marrali Calogero
Minotti Marco
Negretti Ester
Rahimian Leila
Santambrogio Enzo
Toso Laura
Vito Fabio
Gli alunni della Scuola materna Bakhita – Monteolimpino
Gli alunni della Scuola primaria Massina – Monteolimpino
Amici, parenti, figli d’arte e amanti della Natura

www.spaziopedraglio.com

domenica 18 settembre 2011

"FREUNDE" sette talenti sotto la cura di Filippo Borella


Il titolo mi suggerisce, ovviamente, una riflessione che nulla toglie alle virtù dei singoli artisti presenti in questa collettiva, curata da un ottimo Filippo Borella: l'essere legati da una inossidabile sincera amicizia, aldilà della forza espressiva e delle scelte artistiche. E questo è bello! 

"FREUNDE" mostra d'arte contemporanea
dal 24 settembre
STUDIO TRICKSTERVia Matteotti 26 -  Cabiate CO
ore 21.00
Fabrizio Bellanca
Marco Besana
Andrea Borgonovo
Marco Brenna
Enrico Cazzaniga
Matteo Galvano
Simona Muzzeddu

a cura di Filippo Borella

COMUNICATO STAMPA

Cari amici e appassionati d'arte,
da sempre alla ricerca per promuovere novità culturali, sono lieto di
aprire i battenti (controcorrente come sempre) alle sperimentazioni
artistiche. Per questo inauguriamo lo spazio Studio Trickster Gallery
che apre con gli artisti che nel 2009 hanno esposto insieme a Vienna
alla Gallery Area 53, per questa occasione troverete lo stesso
catalogo della mostra “Passo Carrabile” con il testo di presentazione
a seguito di Julia Allerstorfer.

Diamo un’occhiata dietro alle quinte di “Passo carrabile” ed
esploriamo le singole personalità degli artisti e dei loro pezzi.

Fabrizio Bellanca, designer grafico, pittore e musicista, era
combattuto nella sua carriera tra le priorità dell’informatica e
quelle dell’arte: questa incompatibilità lo condusse alla fine ad uno
stile compositivo intensamente astratto e spirituale. Light Wing I &
II “(2009) rappresenta un esempio altamente estetico di
anticonvenzionale ricerca delle proprie corde del cuore, dei propri
intimi santuari e della propria nascosta esistenza psichica, tutti
temi spesso affrontati nel suo lavoro. Le incisioni che effettua su
lastre metalliche specchianti paiono come riflessi emozionali
presentati sotto forma di motivi organici, affiancati da segni
apparentemente simbolici come una mano e una stella. Attraverso
l’esposizione alla luce e i riflessi, assumono un’ulteriore dimensione
nello spazio reale.

Per Marco Besana, la fotografia è sia una droga che una rinuncia, sia
essenza che ridondanza, un ossimoro che gli permette di concentrarsi
sull’esistenza. L’opera fotografica di Besana può essere
caratterizzata come un’ingegnosa combinazione tra sensibilità verso i
media, invenzioni pittoriche spontanee, e punti di vista e prospettive
inusuali sul soggetto. “Dentro di Testa” (2007) può essere
interpretato come un’opera comica e ironica, e forse anche come un
riferimento critico a quella corsa quotidiana, collettiva e
superficiale, durante la quale tendiamo a perdere la testa, così che i
confini tra interno ed esterno sembrano svanire.

Sperimentazione, capacità multimediali ed un talento speciale verso
composizioni innovative sono caratteristiche del lavoro di Andrea
Borgonovo. Pittore e curatore, utilizza materiali come legno, ferro
inciso, acetato di polivinile e cemento, oltre a fotografie e tecniche
miste su carta. Le sue fonti tematiche di ispirazione sono sfuggenti
concezioni di identità, e anche vari interrogativi sulle realtà
dell’intimità umana esplorata attarverso il lavoro di artisti come
poeti, scrittori, musicisti, ecc. Il lavoro ad alto contrasto di
Borgonovo (2009) sembra impregnato di un forte sottotono
esistenzialista, reso manifesto dalla figura umana isolata contro lo
sfondo scuro.

La rovina dell’esistenza dell’uomo e interrogativi sull’identità
culturale nel contesto post-coloniale del mondo globalizzato
rappresentano le preoccupazioni artistiche principali per Marco
Brenna. Un individuo è architetto della propria fortuna o è solamente
un giocattolo nelle mani di fatali forze superiori? Questa domanda può
sorgere quando si prende in considerazione il lavoro di Brenna “Homo
faber fortuna sue” (2008). L’espressione intensa del primitivo ed
esotico volto, marcato da un’aria malinconica, è il risultato di un
forte stile pittoresco e delle sottili colate che da esso si estendono
verso il basso.

Vari dettagli, come anche tutte le condizioni fisiche e
caratteristiche di molte strade italiane, costituiscono l’esteso
complesso tematico dell’opera di Enrico Cazzaniga. L’artista stesso ha
affermato che la sua vecchia Range Rover, sua “compagna” in tutti i
viaggi, ha giocato un ruolo centrale in queste opere. Nell’esposizione
si può vedere il veicolo in un video. Il lavoro “Fuori strada” (2009)
si focalizza su una sezione di un attraversamento pedonale che può
essere visto sotto forma di particelle bianche e nere di asfalto
incollate su una piastra di alluminio. Questo pezzo suggerisce chiari
collegamenti con la pittura minimalista.

Il “Riciclaggio”, ovvero la trasformazione creativa di scarti
metallici in oggetti dall’alto valore artistico, contraddistingue lo
stile del lavoro del giovane scultore Matteo Galvano. Numerosi schizzi
a penna costituiscono la base per le sue costruzioni, che
caratterizzate da tratti animali o antropomorfi, vengono create con
scorie meccaniche ritrovate. Questo processo di trasformazione può
essere inteso come il marchio di fabbrica di Galvano, ed è impiegato
nella sua opera “Bufalo” (2009): come risultato dell’assemblaggio di
varie componenti di un motore, nasce un nuovo, animalesco, amico
quadrupede.

Infine, di particolare interesse è la posizione artistica di Simona
Muzzeddu presentata nella mostra “Passo carrabile”. La sua carriera è
contraddistinta da una continua e regolare ricerca di espressione.
L’ossessione delle bambole ha una lunga tradizione nella fotografia;
basti pensare al lavoro di Hans Bellmer o Cindy Sherman. Nel pezzo di
Muzzeddu, un burattino viene presentato come un oggetto sporco, le
braccia distese, sproporzionati occhi azzurri e un sorriso infantile,
disteso su un mucchio di immondizia. L’osservatore è portato a
sensazioni incerte: questo giocattolo sostituisce un essere vivo fatto
di carne e ossa, oppure è soltanto un oggetto sintetico, logoro,
inutile, e quindi reso spazzatura? L’artista ha trasformato l’immagine
fotografica di una bambola in un esempio attivo che descrive le nostre
aspettative e i nostri modelli percettivi in maniera polemica e
tutt’altro che acritica.