RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 28 gennaio 2016

Ancora "OTHER IDENDITY - altre forme di identità popolari e pubbliche" il progetto di Francesco Arena



Ed eccomi ancora a parlare di "OTHER IDENDITY - altre forme di identità popolari e pubbliche" il progetto di Francesco Arena in collaborazione con Genova Musei; Centro di Documentazione per la Storia, l'Arte, l'Immagine di Genova (DocSAI); Goethe-Institut Genua,(vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/12/other-identity-un-progetto-cura-e-di.html).

Da qualche giorno è in rete il sito dell'evento, http://otheridentity.wix.com/official, che è andato ad affinacare la pagina FB (https://www.facebook.com/OtherIdentity2016/?fref=ts).

Come vi avevo accennato in un post precedente (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/01/a-proposito-di-other-identity-altre.html), sono stato sollecitato anch'io a scrivere un breve contributo sul concetto

"...i cambiamenti dell'identità individuale attraverso l'utilizzo dei mezzi di comunicazione contemporanei social net ecc., di come sia cambiato il nostro modo di presentarci anzi di "autorappresentarci" con la nostra immagine, non solo nell’arte ma nel quotidiano sempre + costruita ed enfatizzata, come un susseguirsi di "pose" di uno shooting quotidiano che ormai fa parte delle nostre abitudini...ben lontane dalla spontaneità di una istantanea o di una polaroid ma costruite e mirate al messaggio che vogliamo arrivi attraverso di loro..."...

Ora potete leggerlo, insieme a quello di tutti gli altri invitati, andando all'indirizzo...


sabato 16 gennaio 2016

A proposito di "Other Identity - Altre forme di identità culturali e pubbliche"




Di "Other Identity - Altre forme di identità culturali e pubbliche", l'ambizioso progetto di Francesco Arena in collaborazione con Genova Musei; Centro di Documentazione per la Storia, l'Arte, l'Immagine di Genova (DocSAI); Goethe-Institut Genua, vi ho già accennato qualcosa tempo fa (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/12/other-identity-un-progetto-cura-e-di.html)...

Ora, l'artista/curatore del progetto ha chiesto a diverse figure del mondo dell'arte e della cultura, un breve intervento sull'argomento:

"...i cambiamenti dell'identità individuale attraverso l'utilizzo dei mezzi di comunicazione contemporanei social net ecc., di come sia cambiato il nostro modo di presentarci anzi di "autorappresentarci" con la nostra immagine, non solo nell’arte ma nel quotidiano sempre + costruita ed enfatizzata, come un susseguirsi di "pose" di uno shooting quotidiano che ormai fa parte delle nostre abitudini...ben lontane dalla spontaneità di una istantanea o di una polaroid ma costruite e mirate al messaggio che vogliamo arrivi attraverso di loro..."

I destinatari di questo invito sono, per ora perchè altri se ne aggiungeranno: 

Giampaolo Abbondio / Alessandra Arnò / Lidia Bachis / Emanuele Beluffi / Bettina Bush / Chiara Boni / Anita Calà / Lorenzo Canova / Mario Casanova / Giulia Cassini / Annalisa Cattani / Maurizio Cesarini / Rossana Ciocca / Anna d'Ambrosio / Valerio Deho / Amalia Di Lanno / Anna Fiordiponti / Patrizia Gaboardi / Carlo Gallerati / Roberto Garbarino / Carlo Garzia / Ferruccio Giromini / Romina Guidelli / Chiara Guidi / Flavia Lanza / Marla Lombardo / Angelo Marino / Gianluca Marziani / Chiara Messori / Roberto Milani / Lorenzo Mortara / Maya Pacifico / Massimo Palazzi / Luca Panaro / Sabrina Paravicini / Claudio Parentela / Sandro Ricaldone / Mariella Rossi-Stefano Cagol / Claudia Sensi / Ivano Sossella / Benedetta Spagnuolo / Federica Titone / Roberta Vanali / Venette Waste / Bruno Wolf...

Beh, cosa dire, mi trovo in ottima compagnia... 

segui gli sviluppi dell'evento su fb

martedì 1 dicembre 2015

"Other Identity" un progetto a cura e di Francesco Arena 2015/16

L'artista quando produce progetti intelligenti diventa universale. Aldilà della fama, il mercato e il supporto critico...
Francesco Arena lo è!





"Other Identity" 

Altre forme di identità culturali e pubbliche un progetto a cura e di Francesco Arena © 2015/16 

Artisti partecipanti:
Francesco Arena 
Carlo Buzzi
Mandra Stella Cerrone 

Roberta Demeglio 
Boris Eldagsen (DE) 
Anna Fabroni
Pamela Fantinato 
Massimo Festi
Teye Gerbracht (DE) 

Barbara Ghiringhelli 
Anna Guillot
Teresa Imbriani Sebastian Klug (DE) 
Natasa Ruzica korosec 
Lorena Matic
Ralph Meiling (DE) 

Beatrice Morabito
Giulia Pesarin
Annalisa Pisoni Cimelli 

Giacomo Rebecchi 
Chiara Scarfò
Giovanna Eliantonio Voig 

Violeta Vollmer (DE)

Performer:
Olivia Giovannini
Angelo Pretolani

Il progetto / Premesse: 

“Other Identity” Altre forme di identità culturali e pubbliche a cura e di Francesco Arena-
si svolgerà nella Loggia della Mercanzia a Genova dal 6 febbraio al 7 marzo 2016. Si tratta di una collettiva, un evento di respiro internazionale con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Genova, Genova Musei e in collaborazione con il Goethe Insitut Genua. 


...Emozione è la parola magica;
specialmente in quell’universo parallelo che è il web e il social net, un luogo di identità alternative, di personaggi esagerati, un teatrino emozionale apparentemente effimero e superficie dove si consuma però la maggior parte del nostro tempo e si è sviluppata una comunicazione e una immagine del se che ormai influenza pesantemente anche la nostra vita reale.
L’ 88% dei messaggi che includono foto attirano l’attenzione ed hanno un tasso di memorizzazione più alto, quelli con i video ottengono il 2,35 d’interazione in più. I post senza contenuti visual creano solo il 1,71 di coinvolgimento. 


- l’importanza dell’apparenza sociale e pubblica
L’importanza dell’immagine anche grazie all’evolversi di quegli “elettrodomestici” che ormai ci sono indispensabili come smartphone e tablet è ormai un dato di fatto,il nostro album di famiglia è stato sostituito dagli album condivisi in rete dalle varie piattaforme; il nostro privato viene costantemente messo in evidenza esaltandone anche i più piccoli e insignificanti momenti come il risveglio, la colazione o la pausa in compagnia di un buon libro, il nostro shopping ecc. ogni nostra azione acquista una risonanza pubblica come se acquistasse valore soltanto nel momento della sua condivisione con un numero sempre più alto di “amici” che spesso neppure conosciamo e con i quali magari non ci siamo scambiati nessuna parola...
Questo disperato bisogno di “sottolineare” la nostra presenza solo in funzione della sua pubblicizzazione ha fatto si che anche la nostra immagine ne subisse una trasformazione.

- auto rappresentazione del sé
Sempre di più siamo attenti ad orchestrare ciò che vogliamo mostrare di noi stessi, esaltarne certe caratteristiche nasconderne altre, siamo impegnati a costruire la nostra immagine pubblica, come fossimo tutti dei personaggi dello spettacolo o dello star system, plagiamo, pieghiamo, modifichiamo così la nostra “auto rappresentazione” come fossimo quasi più attenti ad orchestrarne la messa in scena che non a viverla, come fossi + importante far emergere la scenografia della nostra esistenza piuttosto che la sua sostanza.


- identità di genere
Si manifestano e si creano così delle vere e proprie identità di genere che ognuno di noi sceglie in corrispondenza delle caratteristiche che vuole evidenziare del suo “personaggio”, un carattere grintoso, modaiolo, euforico, avventuroso o riflessivo, dolce, intimistico, solare o dark... così forniamo tracce, costruiamo il nostro profilo emotivo attraverso un personaggio che ci rappresenta o quanto meno vorremmo ci rappresentasse, e spesso questa nostra costruzione ci fa effettivamente credere di essere così, come se avessimo bisogno di inventare un’immagine pubblica che ci sostituisce per avere un ruolo e un peso nel mondo.


- selfie: il narcisismo sui social network
Così la pratica dell’autoritrarsi, del dover testimoniare attraverso la nostra immagine la nostra condizione sociale, sfocia nel “Selfie”.
L’Oxford Dictionaries Online, ha nominato il neologismo inglese #selfie parola dell’anno 2013 inserendola come nuovo termine all’interno del vocabolario. Sto parlando delle foto auto-scattate che ritraggono se stessi postate sul web che piacciono tanto a tutti (o quasi) gli utenti del web e che stanno riempiendo i social più utilizzati come Instagram e Facebook.
Si tratta come ormai sappiamo bene, di una specie moderna ed evoluta del classico autoscatto alla quale si aggiungono due dimensioni importanti: la dimensione della rappresentazione e della condivisione dell’immagine. Infatti mentre il vecchio autoscatto rimaneva essenzialmente un ritratto privato, il #selfie invece è pubblico. Nata negli anni 2000 con la diffusione dei primi social network come per esempio My Space, con il quale si iniziava a pubblicare le proprie informazioni personali in rete, l’avvento di Facebook, con la sua immagine del profilo ma anche degli smartphone dotati di fotocamera frontale sono stati decisivi per l’affermazione dell’attività di scattare #selfie che oggi conta solo su Instagram 73,925,900 post.
All’interno del web si condividono gli autoscatti migliori di sé per la ricerca di gratificazione personale e un narcisismo che sfiora quasi la patologia a cui si aggiunge anche quella dell’approvazione altrui espressa attraverso il numero dei “mi piace” ottenuti per ogni autoscatto.
La tendenza quindi è quella di sentirsi approvati in primis dagli altri e poi da noi stessi, quantifichiamo nei like il grado e la qualità del nostro potere seduttivo, della nostra personalità e del nostro “personaggio”. Perché tutto è pubblico, nulla celato o omesso se non forse la nostra vera natura il nostro essere profondo.


- identificazione del sé
Da sempre l’artista è sensibile ad argomenti quali l’identità e la comunicazione legata alla propria immagine, ora più che mai facendo parte anch’esso di questa inevitabile quotidianità e naturalmente sensibile e per certi versi catalizzatore di energie, modi, che ruotano intorno a lui, si è inevitabilmente confrontato con se stesso, ha messo in discussione la sua identità, la sua immagine, la sua rappresentazione.
Questo succede da sempre in arte contemporanea ma a noi interessa mettere a fuoco quelle sensibilità che nascono volontariamente o no; tornando indietro nel tempo, dalle prime ricerche degli anni 80 di Cindy Sherman (Glen Ridge, 1954), un'artista, fotografa e regista statunitense, conosciuta per i suoi autoritratti concettuali (self-portrait) che forse per prima ha massicciamente sottolineato questo aspetto di spersonalizzazione della propria immagine assumendo nelle sue opere ruoli di personaggi di volta in volta differenti; per poi passare a Nan Goldin (Washington DC, 1953) trasferita a New York dal 1978, dove si afferma come una delle maggiori esponenti di un'arte a favore di un’ identificazione completa tra arte e vita usando dall'età di diciotto anni la fotografia come un "diario in pubblico" documentando la sua vita, dopo il suicidio della sorella diciottenne Barbara Holly il 12 aprile 1965, infatti, proprio fotografando la propria famiglia che inizia il suo lavoro. In seguito rimane molto vicina all'album di famiglia sia per la tecnica sia per i soggetti scelti; senza dimenticare anche le influenze di Francesca Woodman (Denver, 3 aprile 1958 – New York, 19 gennaio 1981) che è stata una fotografa statunitense; nonostante una vita breve, fu un’artista influente e importante per gli ultimi decenni del XX secolo; appariva in molte delle proprie fotografie e il suo lavoro si concentrava soprattutto sul suo corpo e su ciò che lo circondava, riuscendo spesso a fonderli insieme; la Woodman usava in gran
parte esposizioni lunghe o la doppia esposizione, in modo da poter partecipare attivamente al processo di scatto della pellicola; anche nelle sue foto compaiono persone care della sua vita come l'amica fotografa Sloan Rankin Keck e il compagno Benjamin Moore.

Si potrebbero citare tantissimi altri artisti ma mi sento di evidenziare questi come i punti di riferimento più forti di tante ricerche che si sono sviluppate poi nel corso degli anni fino ad
arrivare alle recenti curiose citazioni dell’attore ed artista James Franco che nella sua prima opera fotografica (James Franco’s New Film Stills) cita rifacendo e reinterpretando la prima storica serie di Cindy Sherman, i Film Stills appunto, oppure le recenti opere del fotografo Sandro Miller che ha selezionato alcuni dei ritratti tra i più famosi di sempre, ricreandoli con John Malkovich (attore, regista, produttore cinematografico e teatrale, nonché stilista, statunitense.), come protagonista. «Malkovich , Malkovich, Malkovic» è il titolo del progetto che vuole essere un omaggio ai grandi maestri della fotografia.
Il richiamo, il plagio, la riedizione, il ready made dell’iconografia di un’identità legata al passato, presente e contemporaneo è messa quindi costantemente in discussione come in una ricerca affannosa di una nuova identificazione del sè, di un nuovo valore di rappresentazione che viene puntualizzato, sottolineato, raccolto, selezionato come a voler fermare delle schegge impazzite che travolgono tutto, il nostro quotidiano, la nostra vita intima, i nostri sentimenti o meglio. la rappresentazione di tutto ciò che siamo e proviamo ad apparire nei confronti del mondo. 

“other identity” (il progetto)

Non è corretto parlare di “artisti selezionati” in questa che ci auguriamo possa essere una prima tappa di un progetto espositivo con cadenza annuale; una sorta di cartina al tornasole che misuri lo stato attuale di quella che considero non solo un nuovo filone artistico ma una nuova grammatica narrativa, una nuova interpretazione della nostra immagine;
ma di artisti ch si sono scelti, avvicinati con quell’istinto animale che ci fa riconoscere i nostri simili anche in cattività, riconoscere una piattaforma emotiva comune da cui poi sfociano ricerche personali ben distinte ognuna legata però da questa tematica di fondo.

Il linguaggio fotografico ovviamente è il media privilegiato in ogni sua forma che sia analogico o digitale viene utilizzato attraverso reflex professionali o smartphone, il mezzo davvero in questo caso è finalizzato al risultato finale, sempre utilizzato con consapevolezza e coerenza dall’artista che lo piega alla propria ricerca personale senza esaltarne le caratteristiche squillanti e superficiali o abusando di post produzioni posticce che spesso servono ad illudere una qualità dell’immagine spesso inesistente, le immagini degli artisti presentati infatti hanno quella che io chiamo “onestà intellettuale” nel senso di un consapevole ed intelligente uso del mezzo in modo lucido, semplice, a tratti brutale nella sua desolante a volte apparente rappresentazione del reale che spesso è filtrato da emotività malinconiche e sognanti, crudo iper-realismo, graffiante autobiografia, esibizionismo pubblicitario, complesse dinamiche di intimità famigliari. 

“other identity” (la location)

La Loggia della Mercanzia a Genova:
Le origini di questo edificio risalgono al Medioevo, quando nella zona adiacente al porto si effettuavano contrattazioni di merci e valute. La costruzione dell'edificio fu voluta dai Padri del Comune, amministratori della città, nel contesto della sistemazione urbanistica della piazza Banchi (così chiamata per la presenza dei banchi dei cambiavalute).
L'originaria costruzione, seriamente danneggiata da un incendio nel 1455 e successivamente restaurata, verso la fine del XVI secolo fu sostituita dall'attuale, costruita tra il 1589 e il 1595, nel corso degli anni è stata oggetto di vari interventi decorativi.
Dal 1855 ospitò la Borsa valori e la Borsa merci, nel 1950 dopo i restauri e la ricostruzione della copertura con armatura metallica la loggia fu riaperta e destinata ad attività culturali, attualmente ospita mostre ed eventi pubblici con un ampio bacino di utenza, si calcolano
ategica vetrina per la promozione culturale. 
“other identity” (organizzazione evento)

La mostra è ideata e a cura dell’artista Francesco Arena in collaborazione con Centro di Documentazione per la Storia, l'Arte, l'Immagine di Genova (DocSAI) Goethe-Institut Genua;


Art Commission Genova per la parte organizzativa/ufficio stampa.

Francesco Arena
+39 340 2540631
francesco.arena@libero.it
skype: francesco.arena66
portfolio: www.francescoarena.it/art www.youtube.com/c/FRANCESCOARENA-visualart www.facebook.com/francesco.arenavisual.art

è un artista ed un fotografo, opera da anni nel campo dell’arte realizzando progetti anche site specific; oltre a serie fotografiche e polaroid, struttura installazioni che interagiscono con l’utilizzo di oggetti, fotografie e video proiezioni.
Ha realizzato numerose personali in Italia ed all’estero ed è presente in molte collezioni private e pubbliche.
Nei suoi lavori indaga sul ruolo delle immagini nella società contemporanea e sulla possibilità di ribaltare le nostre abitudini interpretative.


Hanno scritto di lui numerosi critici tra cui:Luca Beatrice; Michela Bompani; Valentina Caserta; Luisa Castellini; Enzo Cirone; Viana Conti; Monica Dall’Olio; Vittorio Fagone; Elena Forini; Matteo Fochessati; Joseph Gerighausen; Maria Flora Giubilei; Marta Casati; Ferruccio Giromini; Fattori Testori (Giancarlo Norese); Emilia Marasco; Paola Magni; Ivana Mulatero; Massimo Palazzi; Federica Pinna; Ludovico Pratesi; Ivan Quadroni; Franco Ragazzi; Sandro Ricaldone; Marco Rosci; Elisabetta Rota; Maurizio Sciaccaluga; Franco Sborgi; Marco Senaldi; Sandra Solimano; Gabriella Ventaglio; Marisa Vescovo; Maria Grazia Toderi. 


Comune di Genova, Settore Musei e Biblioteche
Centro di Documentazione per la Storia, l'Arte, l'Immagine di Genova (DocSAI)

010 5574958
010 5574970 (fax) biblarte@comune.genova.it www.museidigenova.it 


L'istituto conserva le collezioni iconografiche storiche di proprietà comunale dedicate alla storia della città (Archivio fotografico e collezioni cartografica e topografica), coordina il progetto GenovaFotografia e le attività della Loggia della Mercanzia.
Goethe-Institut Genua
+39 010 574501
+39 010 5745035 (fax) info@genua.goethe.org www.goethe.de/genova
Via Assarotti, 19/12° – 16122 Genova. 

è l’istituto culturale ufficiale della Repubblica Federale di Germania, incaricato dal Ministero degli Affari Esteri di promuovere la lingua e la cultura tedesca all’estero, di curare la collaborazione culturale internazionale e di trasmettere una sempre attuale immagine della Germania; organizza e sostiene numerosi eventi che promuovono la collaborazione internazionale e presentano la cultura tedesca in Liguria. 

Art Commission
+39 347 9300692
otheridentity.artcommission@gmail.com www.artcommissionevents.com/

Palazzo Ducale,Piazza Matteotti, piano cortile 46 r – 16123 Genova

si occupa e struttura eventi d’arte, spettacolo e cultura, con particolare attenzione alla promozione e alla valorizzazione delle varie espressioni dell’ arte contemporanea. In collaborazione con un qualificato staff di professionisti, è in grado di gestire e personalizzare ogni evento in relazione alle specifiche esigenze del committente.
Questa organizzazione inoltre, supporta aziende ed istituzioni culturali nell’attività di preparazione di mostre, eventi ed incontri di tipo artistico-culturale, offrendo sia una consulenza tecnico-commerciale (trasporto opere, assicurazione, logistica, marketing & communication) sia artistica (scelta degli artisti e delle opere).

martedì 6 ottobre 2015

LIAISONS Rassegna di Video Arte




LIAISONS Rassegna di Video Arte

Rassegna di Video Arte 
a cura di Cristina Gilda Artese e Alessandro Trabucco
una produzione arsprima in collaborazione con il Punto Enel di Milano

Punto Enel di Milano via Broletto 44 – sabato 10 ottobre 2015 11 a.m. – 6,30 p.m. 

Artisti in rassegna: Francesco Arena, Isobel Blank, Alessandra Caccia, trio Di Bernardo-Rietti-Toppeta, Marco Fantini, Iaia Filiberti, Irina Gabiani, Gaia Giani, Silvio Giordano, Francesca Manetta, Andrej Mussa, Christian Niccoli, Tiziana Pers, Francesca Romana Pinzari, Marco Travali, Alessia Zuccarello.


In occasione della undicesima Giornata del contemporaneo organizzata da AMACI che si terrà sabato 10 ottobre 2015, arsprima presenta Liaisons una rassegna di video arte nata da un’dea di Cristina Gilda Artese, che ne ha curato la produzione congiuntamente al curatore Alessandro Trabucco, e realizzata in collaborazione con il Punto Enel di Milano.
L'arte visiva indaga da sempre l'essere umano come proprio soggetto privilegiato, esplorando nel più profondo le emozioni che ne muovono le coordinate esistenziali. 
Differenti linguaggi artistici modulano le proprie caratteristiche espressive a seconda delle intensità emotive che intendono descrivere, apportando il loro prezioso contributo ad una lunga ricerca, dalle mille sfumature.
Si è scelta la video arte come linguaggio specifico di questa rassegna, convinti che le immagini in movimento possano restituire, in modo efficace, tutte le emozioni, positive ma anche negative, che si annodano inestricabilmente alle vicissitudini dei legami e delle relazioni.
Una rassegna di video arte dedicata ai rapporti umani, di qualsiasi natura essi siano. Artisti che affrontano e si confrontano con tematiche estremamente delicate in un epoca segnata da grandi e reali difficoltà nelle relazioni e nelle condivisioni. Artisti che raccontano, come attenti osservatori esterni o come veri e propri attori protagonisti, il loro vissuto quotidiano, o che interpretano, con lucidità e partecipazione, quello della società che abitano. 
La relazione tra essere umano e ambiente; il suo rapporto col mondo animale; il profondo e intenso legame di una madre col proprio bimbo; le relazioni familiari; il difficile, e a volte pericoloso, rapporto con l'alimentazione; l'unione fisica e spirituale tra uomo e donna; l'incomunicabilità e la mancanza assoluta di relazioni; il legame viscerale che può instaurarsi tra il donatore di un proprio organo e il ricevente di questo grande gesto di solidarietà umana; l'amicizia e le relazioni sociali; i vincoli e i legami di dipendenza; il rapporto con la fede. Questi sono solo alcuni degli argomenti che la rassegna toccherà.


arsprima associazione culturale per la promozioni delle arti contemporanee, fondata nel 2007 da Cristina Gilda Artese,collezionista ed esperta d’arte, presidente ed attuale direttore artistico dell’associazione, si occupa di sostenere la creatività in tutte le sue forme di espressione. arsprima è anche editore della rivista monografica di anomali contemporanee Or not con cadenza semestrale, oltre a curare la pubblicazione di libri d’arte e letteratura e cataloghi.
Non è la prima volta che arsprima produce una rassegna di video arte: si ricorderanno Urban Attitudes , andata in visione nella MM1 stazione metropolitana di Loreto, che affrontava la tematica del vivere urbano e Thirteen light videos sul tema della luce (in senso fisico ma anche simbolico e figurato), non a caso presentata nella project room di arsprima, Nur (parola che nella lingua araba significa appunto “luce”).
Sempre nel campo della video arte, arsprima ha seguito la realizzazione di diversi video sotto veste di produttore e sponsor, tra cui uno dei video in rassegna: Bubbles di Marco Fantini, presentato per la prima volta al Museo di Castel Sant’Elmo a Napoli nel 2010 nell’ambito di una mostra personale organizzata dalla galleria Poggiali e Forconi di Firenze.

Catalogo in mostra con testi di Alessandro Trabucco e traduzioni di MOnica Mazzoleni


arsprima
Sede legale: Viale Dante 20- 23900 Lecco
Sede amministrativa: via Torino 15- 20123 Milano 
Tel: 0258308360 Fax. 0258307551
mail: arsprima@mail.com

Il Punto Enel di via Broletto a Milano è uno spazio innovativo e modello per la qualità del suo servizio al cliente.Lo store offre soluzioni green a valore aggiunto ai suoi clienti e non , senza dimenticare i servizi per la gestione di forniture luce e gas. Nel centro di Milano il Punto Enel è anche sede di eventi ed incontri grazie alla sua struttura polifunzionale.

mercoledì 22 gennaio 2014

se di-segno



se di-segno

23/26 gennaio 2014
Padiglione Esprit Nouveau
Piazza Costituzione 11, Bologna
opening 23 gennaio ore 19


Il disegno è una delle forme più antiche di espressione artistica e, come tutte le altre forme espressive, negli ultimi decenni è stata messa in discussione in un processo di ridefinizione dei propri confini. Nell'ottica attuale il disegno contemporaneo si richiama fortemente alle più diverse pratiche d'arte, innescando un rapporto stimolante di contaminazione con video, installazioni, fotografia e pittura.
> A12 . Francesco Arena . Stefano Arienti . Sergia Avveduti . Simone Berti . Lapo Binazzi . Thomas Bonny . Thomas Braida . Andrea Branzi . Sergio Breviario . Pierpaolo Campanini . David Casini . Giuseppe Chiari . T- Yong Chung . Cuoghi Corsello . Giovanni De Francesco . Paolo Deganello . Maurizio Donzelli . Arianna Fantin . Emilio Fantin . Ettore Favini . Patrizia Giambi . Andrea Gnudi . Marco Gobbi . Alessandro Gori . Aldo Grazzi . Alessandro Guerriero . Mariella Guzzoni . Massimo Iosa Ghini . Ugo La Pietra . Claudia Losi . M+M . Daniele Maffeis . Gianluca Malgeri . Marco Mazzoni . Maurizio Mercuri . Sabrina Mezzaqui . Margherita Morgantin . Liliana Moro . Andrea Nacciarriti . Maurizio Navone . Elèna Nemkova . Valerio Nicolai . Giovanni Oberti . Alessandro Pessoli . Gianni Pettena . Marta Pierobon . Cesare Pietroiusti . Leonardo Pivi . Davide Rivalta . Fabrizio Rivola . Marco Samorè . Sissi . Luca Trevisani . Serena Vestrucci . Luca Vitone . Italo Zuffi .

> Elaborati degli studenti partecipanti al Workshop “Se io disegno”, Accademia di Belle Arti di Bologna. Coordinamento: Sergia Avveduti . David Casini . Cuoghi Corsello . Patrizia Giambi.

un progetto a cura di Sergia Avveduti con Irene Guzman e la collaborazione di Francesco Calzolari, Gino Gianuizzi, Anteo Radovan.

L’apertura della mostra, dalle ore 16.00 in poi, si estende alle serate di dj-set a cura di Der Standard e ViNilo Shop a partire dalle ore 19.00, con il seguente calendario:
Giovedì 23 > dj kERN
Venerdì 24 > dj Spanna aka Corrado Beldì e Andrea Salvatori | Hawanna dj
Sabato 25 > dj Balli

Orari:
24 > 25 > 26 gennaio dalle ore 16
23 > 24 > 25 gennaio Bar e DJ set (dalle ore 19) a cura di Der Standard e ViNilo Shop

Patrocinio di Accademia di Belle Arti di Bologna
con la collaborazione di Regione Emilia Romagna
evento ARTEFIERA OFF