RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 31 marzo 2016

Marco Fantini - COI NOR a Torino

L'amico Riccardo Costantini inaugura una personale di Marco Fantini... 
da non perdere!


Marco Fantini - COI NOR

Giovedì 7 aprile, inaugura a Torino, negli spazi della galleria Riccardo Costantini Contemporary la personale di Marco Fantini dal titolo COI NOR. 

Per questa mostra dedicata al disegno, allo sguardo ed ai principi che lo sostengono, Marco Fantini, che attualmente vive tra l'Italia ed il Vietnam, si misura con la semantica della matita in un gioco costante di depistaggio atto a minare i cardini desueti della percezione. Nelle opere pittoriche, scultoree, e nei disegni realizzati dall'artista, la matita, è sempre presente, sotto forma di citazione diretta o rimando implicito. "Disegnare è per me un urgenza - scrive Marco Fantini - dettata dall’indolenza; uno sgranchirsi del pensiero irrigidito dalle ripercussioni di un prolungato stato di tensione e, soprattutto, un gioco puramente arbitrario di finzione ed immedesimazione "

Il titolo della mostra è un fonema creato dall’artista che rende omaggio alla storica matita Koh-i noor, e un gioco di parole atto a rimarcare l'importanza di questi ultimi anni di vita Vietnamita. COI, tradotto dal vietnamita significa guardare. Nor, in inglese, nemmeno. Un titolo criptico e critico, per una mostra che nelle intenzioni di Marco Fantini dovrebbe "ricordare, e ricordarmi, che guardare non significa subire passivamente la realtà, ma agire con essa per trasformarla e per trasformare noi stessi."

Riccardo Costantini Contemporary
Via Giolitti 51, 10123 Torino

martedì 6 ottobre 2015

LIAISONS Rassegna di Video Arte




LIAISONS Rassegna di Video Arte

Rassegna di Video Arte 
a cura di Cristina Gilda Artese e Alessandro Trabucco
una produzione arsprima in collaborazione con il Punto Enel di Milano

Punto Enel di Milano via Broletto 44 – sabato 10 ottobre 2015 11 a.m. – 6,30 p.m. 

Artisti in rassegna: Francesco Arena, Isobel Blank, Alessandra Caccia, trio Di Bernardo-Rietti-Toppeta, Marco Fantini, Iaia Filiberti, Irina Gabiani, Gaia Giani, Silvio Giordano, Francesca Manetta, Andrej Mussa, Christian Niccoli, Tiziana Pers, Francesca Romana Pinzari, Marco Travali, Alessia Zuccarello.


In occasione della undicesima Giornata del contemporaneo organizzata da AMACI che si terrà sabato 10 ottobre 2015, arsprima presenta Liaisons una rassegna di video arte nata da un’dea di Cristina Gilda Artese, che ne ha curato la produzione congiuntamente al curatore Alessandro Trabucco, e realizzata in collaborazione con il Punto Enel di Milano.
L'arte visiva indaga da sempre l'essere umano come proprio soggetto privilegiato, esplorando nel più profondo le emozioni che ne muovono le coordinate esistenziali. 
Differenti linguaggi artistici modulano le proprie caratteristiche espressive a seconda delle intensità emotive che intendono descrivere, apportando il loro prezioso contributo ad una lunga ricerca, dalle mille sfumature.
Si è scelta la video arte come linguaggio specifico di questa rassegna, convinti che le immagini in movimento possano restituire, in modo efficace, tutte le emozioni, positive ma anche negative, che si annodano inestricabilmente alle vicissitudini dei legami e delle relazioni.
Una rassegna di video arte dedicata ai rapporti umani, di qualsiasi natura essi siano. Artisti che affrontano e si confrontano con tematiche estremamente delicate in un epoca segnata da grandi e reali difficoltà nelle relazioni e nelle condivisioni. Artisti che raccontano, come attenti osservatori esterni o come veri e propri attori protagonisti, il loro vissuto quotidiano, o che interpretano, con lucidità e partecipazione, quello della società che abitano. 
La relazione tra essere umano e ambiente; il suo rapporto col mondo animale; il profondo e intenso legame di una madre col proprio bimbo; le relazioni familiari; il difficile, e a volte pericoloso, rapporto con l'alimentazione; l'unione fisica e spirituale tra uomo e donna; l'incomunicabilità e la mancanza assoluta di relazioni; il legame viscerale che può instaurarsi tra il donatore di un proprio organo e il ricevente di questo grande gesto di solidarietà umana; l'amicizia e le relazioni sociali; i vincoli e i legami di dipendenza; il rapporto con la fede. Questi sono solo alcuni degli argomenti che la rassegna toccherà.


arsprima associazione culturale per la promozioni delle arti contemporanee, fondata nel 2007 da Cristina Gilda Artese,collezionista ed esperta d’arte, presidente ed attuale direttore artistico dell’associazione, si occupa di sostenere la creatività in tutte le sue forme di espressione. arsprima è anche editore della rivista monografica di anomali contemporanee Or not con cadenza semestrale, oltre a curare la pubblicazione di libri d’arte e letteratura e cataloghi.
Non è la prima volta che arsprima produce una rassegna di video arte: si ricorderanno Urban Attitudes , andata in visione nella MM1 stazione metropolitana di Loreto, che affrontava la tematica del vivere urbano e Thirteen light videos sul tema della luce (in senso fisico ma anche simbolico e figurato), non a caso presentata nella project room di arsprima, Nur (parola che nella lingua araba significa appunto “luce”).
Sempre nel campo della video arte, arsprima ha seguito la realizzazione di diversi video sotto veste di produttore e sponsor, tra cui uno dei video in rassegna: Bubbles di Marco Fantini, presentato per la prima volta al Museo di Castel Sant’Elmo a Napoli nel 2010 nell’ambito di una mostra personale organizzata dalla galleria Poggiali e Forconi di Firenze.

Catalogo in mostra con testi di Alessandro Trabucco e traduzioni di MOnica Mazzoleni


arsprima
Sede legale: Viale Dante 20- 23900 Lecco
Sede amministrativa: via Torino 15- 20123 Milano 
Tel: 0258308360 Fax. 0258307551
mail: arsprima@mail.com

Il Punto Enel di via Broletto a Milano è uno spazio innovativo e modello per la qualità del suo servizio al cliente.Lo store offre soluzioni green a valore aggiunto ai suoi clienti e non , senza dimenticare i servizi per la gestione di forniture luce e gas. Nel centro di Milano il Punto Enel è anche sede di eventi ed incontri grazie alla sua struttura polifunzionale.

giovedì 17 aprile 2014

IMAGO - Dieci anni di pittura italiana dalla collezione Nenna



IMAGO - Dieci anni di pittura italiana dalla collezione Nenna
testo di Andrea Lacarpia


Artisti:
Mirko Baricchi, Giorgia Beltrami, Luca Bertasso, Marco Fantini, Eloisa Gobbo, Sylvia Mair, Silvia Mei, Guido Pecci, Simone Pellegrini, Mauro Soggiu, Alessandro Spadari, Alberto Zamboni


  Inaugurazione venerdì 25 aprile dalle ore 17.00

MUSEO DELLA CITTÁ - Piazza Zanardelli - Chiari (Bs)

Durata della mostra: dal 25 Aprile all'11 Maggio 2014
Orari: ven/sab/dom 10.30 - 12.00 / 16.00 - 19.00

Venerdì 25 Aprile alle ore 17 presso il Museo della Città di Chiari inaugura Imago, mostra collettiva che sintetizza dieci anni di pittura italiana attraverso una selezione di opere della collezione Nenna.

Coscienti dell'importanza sociale dell'arte, vista come ideale mezzo per un rinnovamento delle specificità culturali guidato della bellezza, Antonio e Luisa Nenna hanno sostenuto e continuano a promuovere l'arte italiana rivolgendosi principalmente alle nuove generazioni, dando ad esse la fiducia necessaria ad una crescita armoniosa in un ambito che si fa sempre più difficile per via di una dilagante ed immotivata esterofilia del mondo dell'arte nostrano. Durante la decennale esperienza di galleristi (Galleria delle Battaglie, Brescia), si è andata a formare una vasta collezione di opere di giovani artisti, molti dei quali affermatosi con sostanziose conferme del mercato, che rappresenta un'importante testimonianza della pittura italiana degli ultimi dieci anni. Antonio e Luisa Nenna sono felici di mostrare nella mostra "Imago" una selezione di opere pittoriche degli artisti da essi sostenuti negli anni, certi che la passione e curiosità che li ha guidati nella quotidiana esperienza dell'arte possa ispirare positivamente il pubblico, suggerendo nuovi mondi possibili guidati dal piacere di sognare.
Imago, termine latino dal quale è tratta la parola immagine, indica l'esperienza della realtà mediata dalle immagini mentali che, come fugaci disegni, sono formate dalla stessa sostanza dei sogni. L'immaginazione, oltre ad essere metodo d'interpretazione del mondo concreto, può essere vista come il più essenziale processo di creazione della realtà: un gioco di specchi nel quale l'interpretazione crea ciò che viene interpretato. In tal senso l'arte figurativa va a ricoprire un ruolo fondamentale nella vita sociale, concretizzando mondi paralleli mostrati nella loro coerenza plastica. Paesaggi e figure, i più semplici soggetti presenti nella totalità di una storia dell'arte che è la storia dell'uomo, possono essere interpretati in infiniti modi, mantenendo comunque intatto il nucleo archetipico: nell'essenza l'essere umano non cambia pur nelle più dirompenti trasfigurazioni, come una montagna resta tale nella luce dell'alba come in quella del tramonto. Pur nella stabilità dei tratti principali, ogni interpretazione immaginaria concorre alla continua rigenerazione dell'esistenza. L'artista è demiurgo di un mondo in divenire, veggente che costruisce il mondo che verrà dando corpo alle proprie visioni.
 

info:
Delle Battaglie studio d'arte
via Panoramica 61 Brescia
www.galleriabattaglie.it
galleria@galleriabattaglie.it
tel 030 3756407 - 335 5853121
 

venerdì 21 marzo 2014

THEATRALIA - da un’idea di Davide Bramante

Da non perdere!



THEATRALIA
da un’idea di Davide Bramante
9 maggio - 15 agosto
Ortigia - Siracusa


A Siracusa dieci artisti italiani interpretano con le loro opere la scena teatrale: DAVIDE BRAMANTE - ENZO CUCCHI – ROBERTO CODA ZABETTA - MARCO FANTINI - GIOVANNI FRANGI – J&PEG - ALESSANDRO PAPETTI - LUCA PIGNATELLI - PIERO PIZZI CANNELLA - TURI RAPISARDA.

In occasione e in concomitanza con l’apertura delle Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa, che quest’anno celebrano il Centenario, due suggestivi luoghi nel cuore dell’isola di Ortigia ospiteranno “Theatralia”, una grande mostra collettiva che mette insieme 10 artisti italiani contemporanei [Davide Bramante - Enzo Cucchi – Roberto Coda Zabetta - Marco Fantini - Giovanni Frangi – J&Peg - Alessandro Papetti - Luca Pignatelli - Piero Pizzi Cannella - Turi Rapisarda] chiamati a interpretare attraverso le loro opere la scena teatrale e la dimensione scenografica.

L’evento espositivo si dividerà tra gli spazi dell’Ex Convento di S. Agostino e l’Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, rispettivamente messi a disposizione dalla Regione Siciliana e dal Comune di Siracusa, e prevede due serate inaugurali che avranno luogo il 9 e il 10 maggio a partire dalle ore 22:00, al termine delle prime teatrali presso il Teatro Greco.

_ Venerdì 9 maggio sarà inaugurata la prima parte della mostra presso l’ex Convento di S. Agostino, e resterà visitabile sino al 1° luglio.
_ Sabato 10 maggio verrà aperta la seconda sezione della mostra presso l’ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, e si protrarrà fino al 15 Agosto.

Di ciascun artista saranno esposte due o più opere di formato medio e medio-grande, per esprimere - anche con la dimensione - il senso “teatrale” e “scenografico” dell’iniziativa.

L’ingresso ai vernissage sarà su invito, e libero sino alla capienza degli spazi espositivi.
Le mostre saranno poi visitabili tutti i giorni dalle 10.00 del mattino fino alle 23.00.

L’evento artistico-culturale, nato da una idea di Davide Bramante e organizzato in collaborazione con la Associazione Fotosintesi Liquida, è interamente finanziato dal Comune di Siracusa.


Theatralia – da una idea di Davide Bramante.
Dieci artisti italiani interpretano con le loro opere la scena teatrale.
Artisti: Davide Bramante, Enzo Cucchi, Roberto Coda Zabetta, Marco Fantini, Giovanni Frangi, J&Peg, Alessandro Papetti, Luca Pignatelli, Piero Pizzi Cannella, Turi Rapisarda.
Ex Convento di S. Agostino | viale Teocrito, 66 – Ortigia (SR)
inaugurazione: venerdì 9 maggio 2014, ore 22.00
apertura al pubblico: fino al 1 luglio, tutti i giorni dalle 10:30 alle 23:00
Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta | piazzetta dei Cavalieri di Malta - Ortigia (SR)
inaugurazione: sabato 10 maggio 2014, ore 22.00
apertura al pubblico: fino al 15 agosto, tutti i giorni dalle 10:30 alle 23:00

Per info e contatti in Siracusa:
Davide Bramante
photografikamente@libero.it
davbramante@gmail.com
+39 3396922437

Associazione Culturale Fotosintesi Liquida
presidente Enzo Bauso, +39 338 3971459


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Comunicazione Stampa
Eva Oliveri +39 348.3622577
evaoliveri@rizzutoarte.com
Tiziana Pantaleo +39 091 526843
tizianapantaleo@rizzutoarte.com

lunedì 4 novembre 2013

Beluffi per NERO...

Della mostra colletiva NERO, curata da Emanuele Beluffi per la Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, e che vede tra gli altri, come artisti invitati anche Marco Fantini, Fabio Gianpietro, Svetlana Grebenyuk, Francesca Manetta ed Emila Sirakova, vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/10/nero-cura-di-emanuele-beluffi.html. Ora il testo integrale dello stesso Beluffi che accompagna la mostra...




"QUANDO È TUTTO NERO LA LUCE È AL SUO PIENO!" (detto di una fattucchiera)
Non è un paradosso che col nero c’entri la luce. Dev’essere un po’ come con la teologia negativa del monaco Duns Scoto che, per parlarci di Dio, ci diceva cosa Dio non fosse: prendi tutto quello che associ alla materia e toglilo, eccoti Dio. Il nero è assenza di luce. E, tanto per restare in tema e non farla fuori dal vasino, dev’essere un po’ anche come con la definizione dell’inferno secondo il teologo Ugo von Balthasar: l’inferno è vuoto.
Ecco, il nero è vuoto (di luce). Definito sempre per toglimento. Ma è brutto - e furbetto - definire una cosa dicendo cosa essa non è, a meno che tu non sia Wittgenstein che alla fine del suo Tractatus logico-philosophicus ci disse «vi ho pigliati per il culo, perché quel che avete letto fin qui non è affatto importante, ciò che conta veramente non ve l’ho detto perché è ineffabile». E nemmeno puoi corteggiare una donzella presentandole da subito le qualità che non hai: non è affatto rassicurante.
Il nero non riflette la luce, ma anzi l’assorbe totalmente: ecco perché tutti i buchi sono neri.
Il nero non è propriamente un colore e anzi, come tutti gli altri colori (e quindi, per la proprietà transitiva, come lo stesso mondo là fuori), non è altro che un’impressione. Nella fattispecie, un’impressione visiva (noi e il mondo là fuori altro non siamo che impressioni e idee e rappresentazioni, ma questa è un’altra storia, andatevi a riguardare Matrix).
Il nero viene, da tempi immemori, associato a determinazioni negative, brutture, miserie, paura, mistero, sporcizia, incertezza (“la polizia brancola nel buio”, tanto per citare il luogocomunismo dei più frequentati), ma vi sono anche non indifferenti determinazioni positive: il nero snellisce. E in fin del conto Black Dahlia è uno dei meglio riusciti romanzi di James Ellroy (e come non citare il lungometraggio Il profumo della signora in nero, che tutti avrete sicuramente visto?).
Questo è il tempo per le streghe. E per gli artisti. Proprio perché buio, mediocre, pericoloso e precario, il medioevo contemporaneo necessita di una spallata: dev’essere mascariato, denunciato, stigmatizzato da chi sa che il re è nudo. E chi, in tempi di assuefazione alla scontatezza, di omologazione al belvedere, all’igiene mentale e all’attitudine politicamente
corretta (ma perché?, perché adesso le sigarette si devono spegnere da sole?), chi meglio del deviante (e quindi la strega, il diavolo, lo zingaro, il tossico, il matto, il marxista, l’anarchico individualista e l’uomo nero) può porsi chiaramente in antitesi all’attuale edu- castrazione di massa? Ma su tutti può l’artista: perché, se l’arte contemporanea è (anche) fedeltà al presente, allora nessuno meglio dell’artista (che è sempre un cretino, Duchamp ce l’insegna) può funzionare da detonatore culturale e vettore della glikoclastìa (glikoclastìa è un termine che mi sono inventato adesso e nasce dall’unione delle parole di origine greca glykys (γλυκύς) = delizioso e klázo (κλάζω) = distruggo), di cui il gusto corrente ha tanto bisogno.
Ecco allora il senso di quest’opera al nero. Nero in riferimento all’immediatezza visuale ma non solo e non necessariamente. Ventitre artisti diversi per età, ricerca visiva e mezzo espressivo - pittura, scultura, video, disegno e fotografia, accomunati da una black attitude: cattive ragazze e cattivi ragazzi, oscuri, tortuosi, drammatici, ironici, visionari, profondi, raffinati, metafisici, affatto rassicuranti e deliziosi. Neri, per fattura artigianale e / o visuale. I soggetti oggetti sono il volto, la metamorfosi e la metromorfosi (la mappa dell’urbe è quella del derma e quella del soma!), lo scherzo, il perturbante, l’organico e l’inorganico, il canto del corpo e il suo svuotamento, il reale e l’irreale quotidiano, la perversione, il sogno e le creature della notte senza fine. Per un’estetica dell’eccesso.
Perché è novembre e s’ode e si scorge da lungi la slitta con le renne, ma col cazzo che NERO è la mostra di Natale. 

Emanuele Beluffi 

evento fb
https://www.facebook.com/events/1384362918470716/?ref_dashboard_filter=upcoming 

lunedì 28 ottobre 2013

NERO. a cura di Emanuele Beluffi

Grande mostra, grandi artisti, grande evento!
Bravo Beluffi!
Ci sono, fra gli altri:
Marco Fantini, Fabio Gianpietro, Svetlana Grebenyuk, Francesca Manetta, Emila Sirakova... insomma da non perdere!!!
 


Venticinque artisti diversi per età, ricerca visiva e mezzo espressivo - pittura, scultura, video, disegno e fotografia. Accomunati da una black attitude. Cattive ragazze e cattivi ragazzi, oscuri, tortuosi, drammatici, ironici, visionari, profondi, raffinati, metafisici. Il volto, la metamorfosi, lo scherzo, il perturbante, l’organico e l’inorganico, il canto del corpo e il suo svuotamento, il mondo là fuori e l’irreale quotidiano, la perversione, il sogno e le creature della notte senza fine. Per un’estetica dell’eccesso.

Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter
via Cadolini, 27
20137 Milano
M 347 3100 295
www.galleriabiancamariarizzi.com
info@galleriabiancamariarizzi.com

martedì 4 giugno 2013

LO STATO DELL’ARTE nel 2013 | Obraz



LO STATO DELL’ARTE
nel 2013
Obraz – art kitchen and wine – la cantina di manuela
Dal 11 giugno al 31 luglio 2013
Via Procaccini 41 Milano
Tel 02 3452034 cell.339 6312241
www.obraz.it – www.lacantinadimanuela.it
orari : tutti i giorni dalle 10 alle 15 e dalle 16,30 alle 19,30
inaugurazione martedì 11 giugno ore 18,30.


Lo stato dell'arte
nel 2013
Era il 2003 quando Obraz propose per la prima volta “Lo stato dell’arte” , mostra di fine stagione che ha l’intento di censire il lavoro che si svolge intorno alla galleria. Quest’anno l’evento si terrà presso le cantine di manuela di Via Procaccini, un’enoteca con cucina con la quale la galleria Obraz continua la collaborazione dopo la personale di Giuseppe Bombaci. La location esalta lo spirito di festa di fine stagione della mostra, oltre al rinfresco vi è il ristorante per chi vorrà fermarsi a cena, un’opportunità di salutarci in allegria prima delle vacanze. Come sempre lo spirito festante della mostra non pregiudica la qualità delle opere proposte, quasi tutte di piccolo formato, ma quest’anno particolarmente di alto livello. .
Artisti :
Piero Addis
Dario Arcidiacono
Sophie Ammerich
Agostino Arrivabene
David Bowes
Davide Bramante
Felipe Cardena
Linda Carrara
Marco Casentini
Roberto Coda Zabetta
Francesco De Grandi
Loris Di Falco
Mimmo Di Marzio
Marco Fantini
Giovanni Frangi
Massimo Kaufmann
Davide La Rocca
Cristina Lefter
L'orMa
Madre
Paolo Maggis
Paolo Manazza
Claudia Marini
Fulvia Mendini
Elena Monzo
Anna Muzi
Davide Nido
Guido Nosari
Michela Pomaro
Melissa Provezza
Pierluigi Pusole
Rossella Roli
Angela Trapani
Giovanni Vitali
Andrea Zucchi
Claudia Zuriato

domenica 22 gennaio 2012

CRANIOSCOPIA a cura di Albero Zanchetta

Fra i tanti presenti, in questa mostra curata dal raffinato Zanchetta, mi piace sottolineare la presenza degli ottimi: Vanni Cuoghi, Maurizio Carriero, Nicola Samorì e molti ancora

CRANIOSCOPIA a cura di Albero Zanchetta
(Macabre Cabinet d’Amateur)



Giovedì 23 febbraio si inaugurerà alla galleria Rubin di Milano un progetto curatoriale di Alberto Zanchetta che si propone di indagare la genesi e le derivazioni del libro “Frenologia della vanitas” pubblicato lo scorso aprile dalla casa editrice Johan&Levi. Non quindi una semplice mostra di opere, bensì un approfondimento e un “accanimento terapeutico” che intende sondare la mente dell’autore, o più precisamente: il suo cranio.

«La verità è nuda; ma sotto il nudo c’è lo scorticato». Prestando fede alle parole di Valéry, Alberto Zanchetta ha inteso emanciparsi dalla carne per ridursi a “corpo secco”, ossia all’eso-scheletro sul quale ha costruito il suo libro “Frenologia della vanitas”. Intorno al proprio saggio critico è andato elaborando un progetto che non ha un carattere meramente informativo o espositivo, bensì intende sviscerare l’optima pars dello scheletro, quel teschio che l’ha tenuto impegnato negli ultimi dieci anni della sua vita.
Critico d’arte e curatore indipendente, Zanchetta è stato definito un «architetto del linguaggio curatoriale», lui però preferisce essere chiamato un «analogo patologo» (terminologia che ibrida le scienze forensi con il rapsodismo critico) come a voler testimoniare quel modus operandi con cui cercherà di refertare la propria “Frenologia”. Attraverso accostamenti inusuali, connessioni tra contemporaneità e tradizione, così come tra stili ed epoche, l’autore creerà dei tavoli di lavoro – sull’esempio dei tavoli d’obitorio – in cui saranno presentati al pubblico reperti, documenti e oggetti che integreranno l’opera saggistica; tra le varie curiosità troveranno posto una testa frenologica, il volume “Atlas of Bones and Ligaments” di Cathcart & Caird pubblicato a Londra nel 1885, cartoline o radiografie di diversa provenienza, alcune vertebre e frammenti di crani umani. Per la prima volta saranno esposti tutti i diciotto Taccuini tanatologici composti da immagini che Zanchetta ha collezionato, ritagliato e incollato su dei quaderni (realizzati durante la stesura di “Frenologia della vanitas”, ciascun taccuino ha una struttura autonoma e un’identità specifica, quasi fossero una propaggine del saggio critico, ma a differenza di quest’ultimo ogni quaderno è stato pensato come un liber mortuorum cum figures, ovvero senza parole).
Appese a parete o distribuite su dei basamenti ci saranno delle opere d’arte provenienti dalla sua collezione privata, quelle stesse che gli hanno tenuto compagnia durante la lavorazione della “Frenologia”. Incisioni, xilografie e calcografie di artisti del passato (tra cui quelle di Max Klinger, Alphonse Legros, Karl Hänny, Etienne Villequin, Lorenzo Metalli e Tommaso Raggio) si mescoleranno a una selezione di autori ignoti o di artisti contemporanei (Yang Jiechang, Massimo Pulini, Andrea Chiesi, Jean-Pierre Raynaud, Nicola Samorì, Marco Fantini, Frédéric Coché, Beatrice Pasquali, Stefan Lundgren, Andrea Buglisi, Maurizio Carriero, Giorgio Rubbio, Juan Carlos Ceci, Vanni Cuoghi, Verter Turroni, Gionata Gesi-Ozmo, Carl Jurisković). Sempre attingendo alla sua collezione, Zanchetta si servirà di alcuni oggetti di design per ricreare una “vanitas contemporanea” sulla falsariga delle nature morte del XVII secolo in cui un teschio era sovente attorniato da vasi, candele e insetti che alludevano alla fugacità dell’esistenza. Nella seconda sala della galleria saranno invece esposte le opere che Luca Coser, Alex Pinna, Tommaso Ottieri, Matteo Pagani e gli Affiliati Peducci/Savini hanno espressamente realizzato per l’occasione.
Mantenendosi in bilico tra la nuda documentazione e una libera [re]invenzione del materiale a sua disposizione, Alberto Zanchetta intende compiere un’indagine necroscopica – quasi una “cranioscopia sul vivente” – che possa mettere in evidenza uno stile di vita, di lavoro e di ricerca non limitabile alla lettura del libro, ma che ne sia semmai un valido complemento.





Alberto Zanchetta, FRENOLOGIA DELLA VANITAS, Johan&Levi, 2011.
Il volume analizza come l’effige del teschio, simbolo massimo della caducità di tutte le cose terrene e del tempo che corrompe la bellezza, abbia modificato la propria simbologia nell’avvicendarsi dei secoli. Il saggio ripercorre la storia delle “teste di morto” con specifici approfondimenti sulla sua grande proliferazione nell’arte di tutto il mondo. Affrontando l’ampia casistica dei generi connessi alla Vanitas e al Memento mori, l’autore ha inteso verificare le metamorfosi (di senso e di forma) subite dall’iconografia macabra nel corso dell’ultimo millennio.


ALBERTO ZANCHETTA
CRANIOSCOPIA

23 febbraio - 4 marzo 2012

Galleria Rubin
Via Bonvesin de la Riva, 5
20129 Milano

giovedì 1 dicembre 2011

10x10=Buon Natale... da Obraz a Milano

Dall'amico Loris, Galleria Obraz - Milano, il giorno 5 dicembre si apre la tradizionale ObraXmas. Quest'anno all'insegna del piccolo formato: 10x10 (mi ricorda un po' il mio Art for Children, ma va benissimo così, sono lusingato). Lungo ed interessantissimo l'elenco di artisti che parteciperanno a questo evento. Fra questi sottolineo la presenza di molti cari amici: da Bombaci a Gavazzi. Da non perdere!!!


10x10

Gli artisti presenti in mostra sono:

Piero 1/2 Botta
Piero Addis
Dario Arcidiacono
Daniela Ardiri
Francesco Arena
Luca Beolchi
Paola Bernabei
Giuseppe Bombaci
Davide Bramante
Verdiana Calia Di Dio
Maurizio Cariati
Linda Carrara
Marco Casentini
Marco Cirnigliaro
Roberto Coda Zabetta
Martina Di Trapani
Riccardo Gavazzi
Marco Fantini
Tamara Ferioli
Anna Finetti
Giovanni Frangi
Cristina Lefter
Claudia Marini
Tamara Marino
Fulvia Mendini
Gianna Moise
Anna Muzi
Davide Nido
Guido Nosari
Marco Petrus
Annalisa Pirovano
Michela Pomaro
Melissa Provezza
Rossella Roli
Velasco Vitali
Angela Viola
Andrea Zucchi

mercoledì 12 ottobre 2011

COLLETTIVA D’AUTUNNO a Ventimiglia...

Apre domenica 16 p.v. questa interessante mostra collettiva, organizzata da Delle Battaglie di Brescia, dove fra gli altri, ritrovo l'arte di Riccardo Gavazzi vicino a quella di Marco Mazzoni, il gesto di Mirko Baricchi a fianco di quello di Marco Fantini e a quello personalissimo della brava Giorgia Beltrami. 
Un viaggio nella figurazione attraverso molteplici punti di vista!

COLLETTIVA D’AUTUNNO
Opening Domenica 16 Ottobre h.12,15
Chiostro Sant’Agostino
fino al 28 ottobre
Via Cavour 61, Ventimiglia

In    mostra opere di :    Mirko Bariccchi,  Giorgia Beltrami,  Luca Bertasso,   Beppe Bonetti,    Jacopo Casadei,     Pierluca Cetera,
Marco Demis, Marco Fantini,  Riccardo Gavazzi,Sarah Ledda,   Marco Luzi,  Marco Mazzoni,    Albano Morandi,   Cristina Pancini,  
Pastorello, Simone  Pellegrini,    Pierluigi   Pusole ,   Filippo Robboni,     Mauro Soggiu,     Alessandro  Spadari,    Alberto Zamboni.

sabato 20 agosto 2011

VULPES PILUM MUTARE a Bassano... solo per pochi giorni (purtroppo)

Durerà purtroppo solo pochi giorni, ma vistol'elenco degli artisti presenti in mostra... vale la pena organizzarsi!


VULPES PILUM MUTARE

dal 2 al 10 Settembre 2011
Museo Civico, Bassano del Grappa (VI)
a cura di Carolina Lio e Infart Collective


Street culture, new punk, freaks, pop surrealism ed altre espressioni considerate fino a poco tempo fa di nicchia e marginali, fanno ormai parte del vocabolario dell’arte ufficiale.

La mostra “Vulpes Pilum Mutare” si interroga su come è avvenuto questo cambiamento di visione invitando 46 artisti italiani di diverse generazioni, media e provenienze culturali a interfacciarsi in un progetto ibrido e ambizioso. Come cambiano e si adattano le inclinazioni di chi proviene dal mondo underground nel momento in cui viene invitato a concepire un progetto museale? E come è cambiata l’arte contemporanea negli anni in cui è stata posta in comunicazione osmotica con quelli che prima venivano definiti dei suoi sottoprodotti?

Attraverso nomi culto della storia dell’underground italiano, artisti istituzionalizzati e affermati pronti a raccogliere la provocazione e una nuova generazione creativa senza paura e preconcetti, il progetto presenta una visione complessiva che fa il punto della situazione sul nuovo vero linguaggio dell’arte e le sue – per nulla pure e scontate – origini.

La mostra inaugurerà in occasione e in concomitanza con INFART, il festival di Urban Art e Musica dal 2 al 4 settembre a Bassano del Grappa. Per l’evento sarà stampato un catalogo di 136 pagine.


ARTISTI IN MOSTRA:
108, Fabrizio Azzali, Franko B., Roberto Baldazzini, Matteo Basilè, Alex Bellan, Jacopo Benassi, Luca Bidoli, Saturno Buttò, Marco Carli Rossi, Francesco Carone, Andrea Carpita, Cera, El Gato Chimney, Vittorio Corsini, Dast, Fabiano De Martin, Nebojsa Despotovic, Angelo Di Dedda, Alessandro Di Giugno, Simone El Rana, Marco Fantini, Massimo Giacon, Laura Giardino, Paolo Grassino, Agnese Guido, Emanuele Kabu, Diego Knore, Andrea Koes, Maurizio L’Altrella, Federico Lupo, Sara Magni, Andrea Mastrovito, Nero, Orticanoodles, Manuel Pablo Pace, Nunzio Paci, Laurina Paperina, Elena Rapa, Giordano Rizzardi, Maurizio Savini, Seacreative, Lamberto Teotino, Willy Verginer, Dorian X, Stefano Zattera



Ingresso libero

Orari:
Venerdì 2 settembre dalle 18 alle 21.30 Vernissage
Sabato 3 settembre dalle 15 alle 24
Domenica 4 settembre dalle 15 alle 21.30
Da lunedì 5 a sabato 9 settembre dalle 15 alle 19

Indirizzo:
Museo Civico
Piazza Garibaldi, 34
Tel. 0424 522235 – 523336 – 519450
Fax 0424 523914
E-mail: info@museobassano.it

Informazioni:
E-mail: info@infartcollective.com

mercoledì 22 settembre 2010

CARTACEA a cura di Albano Morandi

Alla galleria delle Battaglie una grande collettiva con ben 34 artisti sotto la guida di Albano Morandi.
Dal 2 ottobre al 11 novembre 2010.
Da sottolineare la presenza di: Alice Attanasio, Paul Beel, Marco Fantini, Riccardo Gavazzi Massimo Gurnari, Giovanni M. Piazzalunga, Marco Mazzoni, Michael Rotondi, Siva e altri...
Per ulteriori info:
www.galleriabattaglie.it



martedì 21 settembre 2010

ANTILOGIA personale di Marco Fantini a Napoli a cura di Marco Vallora

Approfitto di questo post per rispondere ad un lettore che, in privato, giustamente e lecitamente, ha mosso una critica nei miei confronti. Mi accusa di troppo buonismo ed essere di parte, ovvero di scrivere troppo spesso di artisti vicini al mio giro di interessi e parlare sempre bene di tutti. Per quanto riguarda la prima "accusa", confesso: ebbene sì sono buonista ma non sempre. Non essendo un critico, se un lavoro o un artista o anche solo il curatore non mi convince, piuttosto di stroncare senza averne i titoli preferisco non parlarne. La seconda osservazione invece non la condivido e neanche l'accetto! Su circa 340 interventi, la maggior parte di questi parlano, promuovono e sostengono artisti che se ho anche trattato, l'ho fatto sporadicamente ma molto spesso sono proprio lontani da quello che la Galleria che rappresento, promuove.
Chiusa questa parentesi, parliamo di un grande, il protagonista di questo post (che non appartiene alla mia proposta abituale): Marco Fantini, del quale sono un collezionista e riconosco tutti i meriti, anche quelli che ancora non tutti riconoscono. Questa mostra, in uno dei luoghi più belli d'Italia, è un importante punto di partenza e non d'arrivo! Assolutamente da non perdere!

“Antilogia”
di Marco Fantini

9 ottobre – 8 novembre 2010
inaugurazione venerdì 8 ottobre ore 18 – 21
Napoli - Castel Sant’Elmo
a cura di Marco Vallora

Venerdì 8 ottobre sarà inaugurata a Napoli, negli Ambulacri di Castel Sant’Elmo, la mostra personale di Marco Fantini dal titolo Antilogia.
Pittore, scultore, fotografo e recentemente anche regista, Marco Fantini presenta un nucleo selezionato di opere riunite sotto l’egemonia della frammentazione stilistica. La mostra, che nelle intenzioni dell’artista non vuole avere programmaticamente i tratti specifici di un’ antologica, raccoglie circa cinquanta opere che, selezionate e allestite in forma volutamente non cronologica, mirano a realizzare, negli spazi complessi del castello, l’equivalente visivo di un ossimoro.
In mostra ambigui Pulcinella di pietra, resina e ferro affiancati da quadri abitati da indefiniti feticci mnemonici. Stanze sbilenche, impossibili ed insieme naturalissime, fotografie di malati psichici contaminate dal disegno se non addirittura cancellate dal gesto corrosivo della pittura. Ed ancora: disegni allucinati come cortocircuiti visivi, animali fuori contesto, bambolotti cyber, numeri, lettere in forma di rebus.
Ma quello che all'apparenza potrebbe figurare come un semplice atto di sfida contro le norme ed i codici - sfida che traspare in ciascuno dei lavori, sotto forma di accoppiamenti linguistici e di intenzionali depistaggi - all’interno del castello sembra assumere i tratti veri e propri di un profondo atto di reverenza, un omaggio alla complessità spaziale del castello stesso.
“Fin dalla mia prima visita ho percepito – scrive Marco Fantini- che il vero protagonista di questa mostra sarebbe stato il castello. L’idea di concepire delle opere ad hoc mi è apparsa ben presto una chimera… il castello avrebbe difeso a pugni stretti la sua fondamentale ragione d’essere: proteggere la città dagli assalti dello straniero….”
Marco Fantini entra quindi nelle sale della Roccaforte con atteggiamento rispettoso e curioso e le opere, “seppur sottoposte alla preponderanza espressiva delle ampie volte in pietra, si offrono allo spettatore come possibili via di fuga, “trabocchetti evasivi” - per usare le parole dell’artista - atti a marginare il consolidarsi di quella, che in una famosa quanto divertita intervista, Duchamp definì come “ un’inutile adorazione dell’arte oggi”.
Tra le opere indedite, realizzate appositamente per la mostra, il polittico su ruote “Stop-Motion”, composto da sei grandi lastre di alluminio dipinto, il monumentale “Plateau Royale””, tela lunga sei metri ed alta quattro e “Bubbles”, il secondo video realizzato dall’artista sulla scia di “T”, la videoanimazione già esposta al Songzhuang Art Museum di Pechino e in questa sede commentata da un testo critico di Stephen Danzig.



La mostra è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli.


L’esposizione sarà aperta al pubblico il 9 ottobre, in occasione della sesta edizione della Giornata del Contemporaneo, evento promosso dall’AMACI e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Catalogo, edito da Charta, presentazione della direttrice del Museo Angela Tecce, i testi critici di Stephen Danzig, Massimo Recalcati, Marco Vallora e un’intervista all’artista di Federico Mazzonelli.

Info: 081.2294401
Ingresso: euro 5,00
Orario: tutti i giorni, dalle ore 14 alle 19; chiuso il martedì
Ufficio stampa: Soprintendenza, Simona Golia tel. 0812294478; fax: 0812294498;
e-mail: sspsae-na.uffstampa@beniculturali.it –www.polomusealenapoli.beniculturali.it
Ufficio Stampa: Delos 02.8052151 - delosmi@tin.it, www.delosrp.it
Note biografiche
Marco Fantini è nato a Vicenza nel 1965 ed attualmente vive a Milano.
Nel 1983 si iscrive alla facoltà di Architettura di Venezia, segue i corsi di fotografia di Italo Zannier e si appassiona alla fotografia di ritratto elaborando negli anni successivi un personale lavoro di ricerca centrato sui temi della diversità e dell'alienazione. Nel 1989 viaggia in Messico ove risiede per due anni, lavorando come progettista presso lo studio di Enrique Norten e dedicandosi a ricerche sulla vita della fotografa friulana Tina Modotti. Nel 2002 espone presso la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze (genesi di un quadro) e nel 2004 gli spazi del Teatro India di Roma offrono all’artista l’opportunità di misurarsi con la scultura e l’installazione, stabilendo le coordinate di un modus operandi legato all’indifferenziazione concettuale dei procedimenti espressivi.
Il cartone animato “T” esposto al Songzhuang Museum di Pechino ed allo Yokohama International New Media Festival ed il grande teschio in pietra esposto a Trento in occasione della mostra“Fuori Luogo” (evento collaterale a Manifesta), rappresentano alcuni tra gli esiti più recenti della sua ricerca.

domenica 13 giugno 2010

"Message out a bottle 2010" a cura di Ivan Quaroni

33 artisti interpretano le bottiglie della birra AMSTEL PULSE. In mostra a Milano dal 10 al 24 giugno.



Le attività di sponsorizzazione culturale e mecenatismo sono strumenti di marketing efficaci per le aziende che intendono investire sul proprio brand. Il mondo dell’impresa più avanzato ha capito da tempo che il settore della cultura rappresenta un catalizzatore di creatività e uno strumento di crescita individuale e sociale.
Tra i vari campi della cultura, l’arte contemporanea è senza dubbio quello che garantisce il più alto ritorno d’immagine, ma è anche quello che richiede competenze specifiche e una maggiore sensibilità.
Fra le varie forme di sponsorizzazione, una delle più diffuse consiste nella “personalizzazione” da parte degli artisti di oggetti o beni di consumo prodotti dall’azienda. È il caso di Amstel, marchio strategico della galassia Heineken, che con questa seconda edizione di Message Out a Bottle continua il rapporto di collaborazione con la galleria Spazioinmostra di Milano e con il mondo dell’arte contemporanea.
Anche in questo caso, il punto di partenza è la bottiglietta della birra Amstel Pulse, premiata con il leone d’oro per il miglior packaging design al festival della Pubblicità di Cannes nel 2008. Con la sua forma ergonomica, il tappo a strappo e la scritta in rilievo con il classico tondo centrale, cuore metaforico della pulsazione (pulse), la bottiglia Amstel Pulse è un esempio di design essenziale e funzionale che ben si presta alle multiformi interpretazioni dell’arte contemporanea.
Ancora una volta sono 33 gli artisti chiamati a cimentarsi con il trasparente profilo sagomato e curvilineo di Amstel Pulse, un supporto inconsueto che stimola la creatività e l’elaborazione di nuove interpretazioni.
Ogni bottiglia è l’espressione del mondo unico e originale dell’artista che l’ha creata, lo specchio del suo stile e del suo pensiero, ma anche la formulazione di una delle infinite manifestazioni che Amstel Pulse può assumere nel fantasioso immaginario della modernità. Message Out a Bottle è un laboratorio vitale di contaminazione tra arte e impresa, in cui è possibile assistere ad un fertile scambio di linguaggi e codici comunicativi, dove il rigore del design può fondersi con le urgenze espressive della creatività contemporanea.
I pittori e gli scultori selezionati per questa nuova edizione di Message Out a Bottle rappresentano un vivace spaccato del composito panorama artistico italiano, percorso da tendenze espressioniste, tentazioni concettuali e attitudini pop che confluiscono in un esplosivo mix di stili e linguaggi diversi. Con questo originale progetto, a cui aderiscono giovani promesse e artisti affermati, Amstel dimostra, ancora una volta, la sua vocazione modernista e la sua capacità di dialogare con uno dei settori più avanzati e sperimentali della società, quello appunto dell’arte.

Artisti presenti:
Piero Addis, Andy, Arcangelo, Arcidiacono, Mirko Baricchi, Massimo Caccia, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Francesco De Molfetta, Marco Demis, Mimmo di Marzio, El Gato Chimney, Fidia Falaschetti, Marco Fantini, Enzo Forese, Angelo Formica, Laura Giardino, Eloisa Gobbo, Hackatao, Halfred, Angelo Jelmini, Kyoko Yamazaki, LorMa, Fulvia Mendini, Alessandra Paglialonga, Cristina Pancini, Marco Pariani, Arianna Piazza, Mirka Pretelli, Sam Punzina, Samuel Sanfilippo, Shanti Ranchetti, Tiziano SoroGiorni: Dal 10 al 24 Giugno 2010
Informazioni utili: Inaugurazione giovedì 10 giugno 2010 ore 19.00 (solo su invito)
Sito web: www.spazioinmostra.it