RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 9 ottobre 2013

PERMANENZA DEL SEGNO Incisione Italiana Contemporanea



PERMANENZA DEL SEGNO Incisione Italiana Contemporanea
a cura dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino Piazza Carlo Alberto, 3
12 ottobre – 30 ottobre 2013
Sabato 12 ottobre, alle ore 11, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Torino, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e con il Patrocinio della Città di Torino, si inaugura la mostra Permanenza del segno. Incisione Italiana contemporanea, a cura dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei.
L’esposizione presenta una ampia ricognizione sulle ricerche dell’incisione italiana, attraverso l’opera significativa di 26 artisti attivi su tutto il territorio nazionale e assai diversi per finalità espressive.
Il 2013 è stato l’anno di fondazione dell’Associazione Italiana Incisori contemporanei che si propone di contribuire a valorizzare e promuovere in ambito nazionale e internazionale l’arte incisoria italiana.

L’incisione, si sa, è un terreno di altissima specializzazione tecnica che usa strumenti desueti, che si erge orgogliosamente a recinto “altro” dell’espressione, a favore di una operatività più dosata, determinata da un confine del proprio fare su una lastra, a un gesto più raccolto e contenuto che sembra rifuggire dalle cronache dell’arte. La necessità di informare il grande pubblico sull’attualità delle sue ricerche è scopo primario dell’Associazione che affianca alla mostra, anche in questo caso, un laboratorio didattico per le scuole che si svolgerà nei giorni 14, 15, 17, 21, 22, 23, 24, 29 e 30 ottobre con lezioni sulle tecniche di stampa e dimostrazioni pratiche che saranno tenute dagli artisti soci Maria Antonietta Onida, Elisabetta Viarengo Miniotti, Carlo Barbero, Giovanni Dettori, Guido Navaretti, Gianfranco Schialvino, Gianni Verna
Espongono:
Debora Antonello, Eva Aulmann, Tiziano Bellomi, Maria Pina Bentivenga, Marina Bindella, Sandro Bracchitta, Paolo Ciampini, Graziella Da Gioz, Alessandro De Bei, Gino Di Pieri, Elisabetta Diamanti, Fernando Eandi, Giancarla Frare, Francesco Geronazzo, Mario Guadagnino, Stefano Luciano, Cesco Magnolato, Raffaele Minotto, Bruno Missieri, Bonizza Modolo, Ivo Mosele, Guido Navaretti, Gianfranco Schialvino, Antonino Triolo, Elisabetta Viarengo Miniotti, Giuseppe Vigolo 


Presentazione a cura di Pino Mantovani
Catalogo in pdf scaricabile dal sito www.incisoricontemporanei.it
La mostra rimarrà aperta dal 12 al 30 Ottobre 2013 Orari: dal lunedi al venerdi 9-18.30 e Sabato 9-13.30
Biblioteca Nazionale Universitaria
Piazza Carlo Alberto, 3 - Torino
tel. 011 8101150 / 011 8101113 e-mail: BU-TO.eventi@beniculturali.it

PREMIO FARBEN



PREMIO FARBEN
LE OPERE FINALISTE N MOSTRA NEI CIRCOLI ARCI E A PALAZZO D’ACCURSIO
Il 9 ottobre alle 19 l’inaugurazione della mostra itinerante al Circolo Arci Spazio Indue

Si apre mercoledì 9 ottobre (ore 19), al Circolo Arci Spazio Indue, la seconda fase di Farben, il premio internazionale per giovani artisti a cura di Maria Letizia Tega promosso da Arci Bologna con l’intento di valorizzare i giovani talenti emergenti che spesso faticano a trovare spazi, opportunità e risorse per far conoscere il proprio lavoro.
Oltre 30 gli artisti, tra i 24 e i 35 anni e di varia provenienza, che hanno partecipato al concorso, interpretando attraverso la pittura il tema scelto da Arci Bologna per questa prima edizione, la cittadinanza, intesa come diritto di ogni individuo alla socialità, alla partecipazione civica e democratica attiva.
Dal 2 al 9 dicembre le opere finaliste saranno esposte nella Sala Manica Lunga di Palazzo d’Accursio; il 7 dicembre la giuria artistica decreterà il vincitore della prima edizione del Premio Farben, che si aggiudica un buono di 800 euro per l’acquisto di materiali per le belle arti. L’artista premiato avrà inoltre la possibilità di esporre nel 2014 in uno spazio espositivo del territorio bolognese.

Le tappe della mostra itinerante:

9-20 ottobre
Circolo Spazio Indue [ vicolo Broglio, 1/f ]
Inaugurazione: 9 ottobre - ore 19

21 ottobre - 3 novembre
Circolo Alle Rive del Reno – Millenium [ via Riva di Reno, 77/a ]

4 - 10 novembre
Circolo La Paresse [ via Avesella, 5/a ]

11-17 novembre
Circolo Fontana [via Fornasini, 3 ]

18 - 28 novembre
Circolo Benassi [ viale Cavina, 4 ]

Il premio Farben si inserisce nell’ambito delle iniziative organizzate per l’Anno Europeo 2013 dedicato ai cittadini. Il concorso è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e da VolaBO – Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Bologna.

La giuria artistica - composta da Valerio Dehò, Simone Fazio, Amerigo Mariotti, Francesca Baboni e Alice Zannoni - ha selezionato le 15 opere finaliste che si sono contraddistinte per originalità, qualità e aderenza al tema:

Andreoli Alice, Perseo
Bassi Enrico, D'istruzione
Bernucci Giorgio, Assoluto
Biasetti Valentina, Luogo (in) Comune
Bolognesi Alessio, Ma dove vai se l'iphone non ce l'hai
Bonazzi Stefano, To live home
Costanzo Matteo, Mann Kollektive
De Barba Laura, Senza titolo
Hristova Evgeniya, L'esclusa
Lanzillotta Pierluigi, Il riconoscimento dell'inconscio
Merola Vincenzo, SCR041212
Miccolis Pierpaolo, Visioni Sinistre
Ping Li, Senza titolo
Rambelli Laura, Pulizie
Scappini Mattia, Cittadino

Nei mesi di ottobre e novembre le opere saranno ospitate in alcuni Circoli Arci, spazi collettivi della città dove il grande pubblico avrà la possibilità di scoprire e giudicare i nuovi talenti dell’arte contemporanea.

I visitatori della mostra itinerante, infatti, potranno scegliere l’opera che preferiscono e l’artista più votato riceverà il premio Arci Farben; il vincitore parteciperà a un progetto culturale Arci ed esporrà una propria personale in uno dei Circoli Arci della città.



L’ufficio stampa
Rossella Vigneri (+39 349 8354451)
ufficiostampa@arcibologna.it

martedì 8 ottobre 2013

Art Verona 2013...


Al via ArtVerona 2013... nuova veste, nuovi curatori, nuovo ingresso... vedremo!

Memento vivere



Memento vivere
Sabato 19 Ottobre 2013
Concerto e apertura mostra: ore 21.00 - inizio concerto ore 21.30
concerto di Milano Jazz Quartet ( Tullio Ricci sassofono tenore, Antonio Vivenzio piano, Emanuele Serra batteria, Claudio Ottaviano contrabbasso)
mostra personale di Angela Viola: 20 Ottobre – 3 Novembre, Sab. e Dom. Dalle 15.00 alle 18.30
organizzatori: Associazione Culturale Laboratorio Alchemico, Le radici e le Ali
info: 349 84 52 986; 02 97 44 30; www.laboratorioalchemico.com; www.ecoistitutoticino.org;
info@ laboratorioalchemico.com
presso  "Le Radici e le Ali" (già chiesa di Santa Maria in Braida), via San Rocco 48, Cuggiono (MI)
Ingresso libero

COMUNICATO STAMPA

Ci sono molti modi per ricordare una persona prematuramente scomparsa. Memento vivere, un evento a cadenza annuale dedicato alla memoria di Gigi Garegnani, coniuga alcune tra le arti a Lui più care. Una serata dedicata alla musica e all’arte, rivolta ad amici, conoscenti e tutti coloro che avranno il piacere di partecipare.
Questa prima edizione ospiterà l’artista siciliana Angela Viola, nelle cui opere i frammenti di memoria personale e collettiva si intrecciano, fornendo un bacino immaginifico condiviso in cui sarà facile identificarsi. La mostra sarà visitabile per tre fine settimana consecutivi. Oltre alla mostra, tema centrale della serata sarà il concerto del Milano Jazz Quartet.

GIANCARLO BOZZANI PHÁNTASMA Spazio Rosso Tiziano, Piacenza

Giancarlo Bozzani, Exercitus mortuorum, 2013, olio acrilico e bitume su tela, 70x100 cm


GIANCARLO BOZZANI

PHÁNTASMA

Spazio Rosso Tiziano, Piacenza
 
INAUGURAZIONE: Venerdì 11 Ottobre 2013 ore 18.30

Termine mostra 30 ottobre 2013

via Taverna 41
29121, Piacenza


ΦΑΝΤΑΣΜΑ
(phàntasma)
 

L’immaginario di Giancarlo Bozzani è la parvenza di forme intuite. Vorrei innanzitutto, prima di immergermi in questo immaginario, spendere due parole sui fantasmi, non per stupirvi con effetti speciali – moi? jamais! –, ma per costruire un corridoio concettuale che consenta di accedere con agio al senso della sua inedita produzione artistica. Forse non tutti sanno che il termine greco phàntasma (φάντασμα) significa "apparizione" e non a caso Platone ci spiega come noi siamo inesorabilmente inchiodati a un mondo di ombre fugaci, essendoci la vera realtà, quella che sta al di fuori del ristretto circolo della nostre rappresentazioni, del tutto sconosciuta: quel che “sembra” non “è” affatto, si tratta solo di apparenza, fuoco fatuo e nulla più. Ecco perché i fantasmi sono così eterei! Diciamo quindi che le cose che appaiono nel mondo là fuori – sempre se vogliamo seguire don Platone sui suoi passi, naturalmente – hanno un grado di realtà “diminuito” rispetto alla vera realtà, che nella fattispecie dovrebbe prendere la forma delle cose come realmente stanno, cioè a prescindere dal fatto che noi siamo lì a guardarle. Ne discende che il mondo là fuori in fin del conto ha poca importanza, essendo la pallida imitazione di una realtà presunta più vera. E ne discende altresì che, tenendo per buona la concezione dell’arte come mimesis, da questo punto di vista – che però non è affatto il punto di vista dell’eternità! – le arti visive risultano doppiamente ingannevoli, in quanto imitazioni di un’imitazione. Ma a prescindere dalle dispute metafisiche circa la reale esistenza del mondo esterno e alla "veridicità" delle arti, ciò che veramente conta qui è la connotazione di termini come “parvenza”, “fantasma”, “apparizione”, “intuizione”, “immaginario”, “immagine”, perché non solo noi contemporanei stiamo vivendo in pieno l’epoca dell’immagine (Baudrillard docet, e se lo dice lui) e della realizzazione dell’immaginario – stiamo altresì potenziando la realtà diminuita con le applicazioni della realtà aumentata! – , ma anche e soprattutto perché in questa nuova serie artistica di Giancarlo Bozzani la raffigurazione di forme determinate, fissata sulla superficie pittorica, traduce nel linguaggio visuale dell’immagine l’apparizione fantasmatica di entità, corpi, soggetti, provenienti da una dimensione “altra”, epifenomeno, manifestazione collaterale di una “intravisione” noetica,
un’intuizione di forme slegata da connotazioni argomentative e razionali da cui prendono vita soggetti in qualche modo avvertiti, intuiti e che sopravvengono rispetto alla trama di un film pittorico già predisposta secondo il "metodo" della pittura d'azione: colate, getti, macchie spontanee di colore sulla tela – colore, che nella produzione artistica di Giancarlo Bozzani, è fondamentalmente uno solo, il Terra di Cassel. Come gli espressionisti astratti, Bozzani disputa il suo certamen con l'atto creativo, che nella fattispecie prende la forma di un confronto/scontro con la suaccennata “visione” a-razionale attraverso la quale appaiono, intuite e successivamente codificate via spatola, pennello e applicazioni su una superficie fatta di acrilico, olio e bitume, forme naturali che danno luogo a una narrazione: l'astrazione del gesto pittorico in Giancarlo Bozzani si fa figurazione, dalla trama del fondo oscuro e pittato con Terra di Cassel appaiono, si manifestano, creature che lovecraftianamante "sussurrano nelle tenebre", cavalli diabolici, monaci, streghe, teschi, Cristi perversi e le oscure figure della notte senza fine. Creature che non vengono definite anteriormente al farsi della pittura e nemmeno ricevono una precisa determinazione in corso d’opera, ma piuttosto sono surdeterminate, secondo quel che si dice nel linguaggio psicanalitico a proposito dei contenuti dell’abisso dell’inconscio, da più cause convergenti e secondo uno “schematismo” che è tutto dell’immaginario: la mano dell’artista non fa altro che “portarle fuori” dal loro fondo oscuro, che è in tutto e per tutto il fondo della tela, scavando e togliendo di spatola, come quando un archeologo porta alla luce le vestigia arcaiche di un’antica civiltà. Il risultato è dato da forme in via di apparizione che hanno del fantasmatico, intraviste nel film pittorico e oggettivate in un caos ordinato, dove la composizione proteiforme e magmatica di “entità” che potremmo definire extrafenomeniche rinnova, attraverso il far/si della pittura, quella “visione” apparentemente de-realizzante che è in tutto e per tutto un “portar fuori” i contenuti creativi di un abisso, quello dell’inconscio o anche un “luogo” del tutto immaginifico come un ipotetico “Altroquando” della pittura.
Emanuele Beluffi

lunedì 7 ottobre 2013

YOUNG MASTERS at SPHINX FINE ART 2013

Domani a Londra... Karina Chechik e Fabiano Parisi al Young Masters|SPHINX FINE ART 2013 (scusate il comunicato solo in inglese)



YOUNG MASTERS at SPHINX FINE ART 2013
The Young Masters Art Prize is a not-for-profit initiative presented by The Cynthia Corbett Gallery

Young Masters | Sphinx Fine Art
Tues 8th Oct – Wed 23rd Oct, 2013

Opening Hours:
Mon. – Fri. 10am – 6pm
Sat. 11am – 4pm or by appointment

Private View: Tues 15th October, 6 – 9pm
Sphinx Fine Art 125 Kensington Church Street, London W8 7LP

Once again Young Masters will be exhibiting at Sphinx Fine Art this October.

The highly successful Young Masters tour will be making its final stop at Sphinx Fine Art, in Kensington, London. The exhibition is curated by Daisy McMullan, (MA Curating, Chelsea College of Art and Design), curator of the Young Masters Art Prize 2012.

Exhibiting artists include last year’s winner, Lottie Davies, runner-up Georgia Dodson, and 2012 shortlisted artists Charles Moxon, Fabiano Parisi, Christoph Steinmeyer, Derrick Santini, Jane Hoodless, Nina Fowler and Karina Chechik. Works by 2009 shortlisted artists Charlotte Bracegirdle and Lluis Barba will also feature alongside selected artists, including Elise Ansel, Jamie Lumley, Aileen McEwan, Elaine Wilson, Sun Ae Kim and Nicole Etienne.

We are also very excited to introduce artists Andrew Bruce, George Morris, Lian Zhang, Bex Massey, Rodolfo Villaplana and Cyrus Mahboubian to the Young Masters project for the first time.

The Young Masters Art Prize has a long standing relationship with Sphinx Fine Art, whose beautiful Old Master Gallery in Kensington Church Street has hosted exhibitions that combine their stunning collection of Old Master pieces with the innovative, contemporary works of the Young Masters. This inspiring show will juxtapose a diverse approach to the art of the past by global, emerging artists, with works by well known Old Masters.

The Young Masters Art Prize is a unique, not-for-profit biennial competition, open to international and UK-based artists who combine skill and innovation with awareness of the Old Masters and art of the past. It aims to give global recognition to artists in the early stages of their career.

Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato

 
Presentazione del volume
Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato.
Tomo primo (1920-1949)
Skira editore
a cura di

Guglielmo Capogrossi, Francesca Romana Morelli

Mercoledì 9 ottobre 2013, ore 17.30
Galleria nazionale d'arte moderna
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Mercoledì 9 ottobre 2013, ore 17.30
alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma sarà presentato il volume:
Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato. Tomo primo (1924-1949), pubblicato da Skira editore. Introduce: Maria Vittoria Marini Clarelli. Intervengono: Valerio Rivosecchi, Carla Fendi, Bruno Mantura. Saranno inoltre presenti i curatori del catalogo.

Questo tomo del Catalogo ragionato dell’opera di Giuseppe Capogrossi (Roma 1900-1972) - voluto dalla Fondazione Archivio Capogrossi - è curato da Guglielmo Capogrossi, Presidente della Fondazione Archivio Capogrossi e da Francesca Romana Morelli, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, membro del Comitato scientifico della Fondazione. Il volume è stato realizzato anche grazie al contributo di Fendi, che continua così quel suo legame con Capogrossi, di cui acquistò l’opera Il temporale (in copertina), poi donata alla Galleria nazionale d’arte moderna. Quella per Capogrossi, allora e oggi, è per Fendi una “scelta sentimentale”, per la profonda consonanza con un artista che ha saputo rappresentare e interpretare Roma, la vita del tempo, le luci, il fiume, con spirito nuovo e idealmente affine alla ricerca che l’azienda ha intrapreso fin dal 1925.
Il volume raccoglie per la prima volta in modo esaustivo la ricerca del pittore dai suoi esordi fino al 1949, cioè fino alla nascita del segno. Si scopre, leggendo il saggio introduttivo, che questa conquista iconografica è stata preceduta da una lenta e travagliata crisi artistica durata una decina di anni. Il volume mostra come l’artista - fin dalla formazione avvenuta negli anni venti- metta a punto in maniera innata quegli strumenti e quelle scelte operative di fondo, che lo porteranno a diventare uno dei massimi esponenti della corrente informale in campo internazionale.
Nel volume sono catalogati, insieme ai lavori più conosciuti, anche numerosissimi inediti e opere finora disperse, che hanno permesso di ricostruire il percorso di acquisizione da parte dell’artista di una propria identità figurativa, che lo ha reso una delle figure di maggiore rilevanza nell’ambito della Scuola romana e più in generale del panorama artistico italiano, in un diretto confronto con la cultura parigina degli anni Trenta. Non meno importante è il successivo periodo, iniziato alla fine dello stesso decennio, quando l’artista avverte la necessità interiore di sperimentare nuove strade per il suo linguaggio: “Al principio ho usato immagini naturali, paragoni o affinità derivate dal mondo visibile – dichiarerà più tardi Capogrossi – poi ho cercato di esprimere direttamente il senso dello spazio che era dentro di me e che realizzavo compiendo gli atti di ogni giorno”. Negli anni Quaranta il tema delle “ballerine”, insieme ad articolate nature morte, si declina infine in un gruppo di opere che rielaborano i moduli figurativi in una direzione sempre più astratta, fino all’invenzione del suo famoso “segno”. 
Nel Catalogo sono presentate circa 600 opere ordinate cronologicamente e suddivise per tecnica (dipinti, opere su carta, grafica), ciascuna corredata da una dettagliata scheda tecnico-critica. Completano lo studio saggi critici dei due autori e un’introduzione di Bruno Mantura al quale si deve la riscoperta, negli anni settanta, del Capogrossi figurativo, in occasione della grande mostra personale dell’artista alla Galleria nazionale d’arte moderna (1974-1975).
A conclusione, un esteso regesto biografico e una bibliografia con pretesa di completezza, in modo che il catalogo possa rivelarsi un utile strumento di lavoro per gli studiosi, gli addetti ai lavori, ma anche per gli appassionati.

GIUSEPPE CAPOGROSSI (Roma, 1900-1972)
Il padre appartiene a un'antica e nobile famiglia romana, quella dei conti Capogrossi Guarna. Una figura determinante per l'artista è un fratello della madre, Pietro Tacchi Venturi, segretario generale della Compagnia del Gesù, che tiene i rapporti tra il Vaticano e Mussolini ed è un autorevole storico delle religioni. Dopo gli studi classici, nel 1918 combatte sull'Adamello (Trentino). Nel 1922 consegue la laurea in giurisprudenza, ma, nonostante le reticenze della famiglia, alla fine intraprende la strada dell’arte. Nel 1923 passa nella Scuola di Nudo di Felice Carena, a Roma tra le più accreditate. Qui diventa amico del pugliese Emanuele Cavalli e di Fausto Pirandello, figlio del celebre commediografo.  Intorno al 1925 frequenta la Casa d’Arte Bragaglia. Esordisce nel 1927 in una collettiva con Cavalli e Francesco Di Cocco, allestita nell’Hotel Dinesen. Tra il 1927 e il 1931 soggiorna più volte a Parigi, anche se tuttora rimane scarsa la documentazione. Nel 1931 stringe un sodalizio con Cavalli e Corrado Cagli, sostenuto da Pier Maria Bardi, intelligente e lungimirante direttore della Galleria di Roma, che cercherà con un abile programma di portarlo al successo a Parigi. Nel 1933 a Milano il sodalizio è presentato come "Gruppo dei nuovi pittori romani" nella Galleria del Milione, cuore dell’astrattismo italiano. In ottobre i tre decidono di stilare il Manifesto del Primordialismo Plastico, ma a causa di divergenze teoriche sciolgono il sodalizio. In dicembre a Parigi Capogrossi espone tuttavia con Cagli, Cavalli all’Exposition des Peintres Romains nella Galerie Jacques Bonjean, presentati dal potente critico Waldemar George come École de Rome.
Nel 1935 a Roma alla II Quadriennale presenta un gruppo di opere, tra cui Giocatore di ping-pong (1932-‘33; Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale), Ritratto muliebre (1932 circa; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e Piena sul Tevere (1934, collezione privata) tra i suoi capolavori del periodo tonale, insieme pure a Ballo sul fiume, inviato alla Biennale di Venezia del 1936. La critica lo riconosce tra i protagonisti del rinnovamento della pittura romana. Nel 1937 è presente in tre mostre internazionali: nel The 1937 International Exhibition of Paintings di Pittsburgh, (USA)  nell’Anthology of Contemporary Italian Painting della Cometa Art Gallery di New York e una rassegna di arte italiana nell'Akademie der Kunste di Berlino. Nel 1939 ha una sala personale alla III Quadriennale di Roma. Nel 1942 vince un premio al IV Premio Bergamo. Avvia una trasformazione nella sua pittura (riflettendo anche su Cézanne): la pennellata si anima e il colore si accende nelle gamme dei rossi, viola e arancio. Nel 1946 inaugura nella Galleria San Marco la suo prima personale, a carattere antologico. Dal 1947 torna spesso sulle montagne austriache (Lienz), dove disegna aspetti della realtà circostante, che gli ispirano forme sempre più geometrizzate. Nel 1948 alla Biennale veneziana presenta Le due chitarre (1948; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) un’opera cerniera tra la fase figurativa e quella astratta. Nel 1950 a Roma esordisce con il segno nella Galleria del Secolo, suscitando scandalo tra la critica. Nel 1964 Capogrossi dichiarerà di essere semplicemente in una fase più avanti del figurativo, in cui le forme naturali non sono più imitate ma assimilate.


 

INFORMAZIONI

Presentazione volume Giuseppe Capogrossi. Catalogo ragionato. Tomo primo (1920-1949)
Introduzione Maria Vittoria Marini Clarelli
Interventi Valerio Rivosecchi, Carla Fendi, Bruno Mantura
Autori Guglielmo Capogrossi, Francesca Romana Morelli

Sede
Galleria nazionale d’arte moderna
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Orario della presentazione 17.30

Informazioni
Tel. +06-32298221
www.gnam.beniculturali.it

Catalogo Skira Editore (italiano/inglese)

Ufficio stampa GNAM
Maria Mercede Ligozzi
Laura Campanelli
tel.+39 06 32298328
s-gnam.uffstampa@beniculturali.it

Servizio Eventi e Promozione
Maria Giuseppina Di Monte
Ludovica Persichetti
Eva Gawlik
tel +39 06 32298451

Links
Fondazione Archivio Capogrossi
Via Edoardo Jenner, 47  00151 Roma
tel +39 06 537 4260

Ufficio Stampa SKIRA
Lucia Crespi
Tel. +39 02 89415532- 02 89401645,
lucia@luciacrespi.it

giovedì 3 ottobre 2013

Buste dipinte 2013



BUSTE DIPINTE 2013


Spazio Oberdan della Provincia di Milano
4-11 ottobre 2013

inaugurazione venerdì 4 ottobre, ore 17.30
Festival delle Lettere, Teatro dal Verme, Milano
domenica 6 ottobre 2013, ore 15.30

Il 4 ottobre prende il via una nuova edizione di Buste Dipinte, progetto nato e cresciuto
in seno al Festival delle Lettere, la prima manifestazione italiana dedicata alla scrittura in
carta, penna e francobollo che ha visto giungere nel tempo oltre dodicimila lettere.
Ogni anno in occasione di questa consolidata e apprezzata kermesse alcuni artisti sono
invitati a trasformare una busta siglata con il timbro del Festival in un’opera d’arte. C’è chi
ne ha fatto una scultura o chi ci ha giocato fino a creare un’installazione. Qualcuno l’ha
aperta, altri l’hanno sigillata per sempre. E poi, certo, è stata dipinta, disegnata, scritta e
messa alla prova, sognata e immaginata. Sempre e comunque donata. Perché per questo
nascono le Buste Dipinte. La solidarietà è infatti nel DNA di questo Festival e sicuramente
in quello dei tanti artisti – giovani emergenti e maestri dell’arte contemporanea – che da
anni aderiscono a questo bellissimo progetto ispirandosi allo stesso tema sul quale si
misurano i partecipanti al concorso epistolare. Tutte le Buste Dipinte sono offerte al prezzo
simbolico di 500 euro e i ricavati sono devoluti di volta in volta a un’associazione diversa.
Quest’anno i ricavati della vendita di Buste Dipinte andranno a sostegno della campagna
"InDifesa" per la protezione delle bambine e delle ragazze nel mondo, promossa da Terre
des Hommes, organizzazione da 50 anni impegnata nella tutela dei diritti dell’infanzia con
840 progetti in 64 nazioni.

Nelle edizioni passate il Festival delle Lettere con il progetto Buste Dipinte ha potuto
aiutare Emergency, l’AVSI per l’ospedale St. Kizito a Lagos in Nigeria, l’Associazione Gli
Amici di Luca di Bologna per il progetto La Casa dei Risvegli, l’Associazione Il Focolare di
Trieste che opera con i bambini in affido, la Fondazione aiutare i bambini, la CBM Italia
Onlus e l’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati”.

Gli artisti dell’edizione 2013 di Buste Dipinte: Massimo Caccia, Maurizio Cariati,
Anna Paola Cibin, Luciano Civettini, Davide Corona, Massimo Dalla Pola, Domenico
Dell’Osso, Maura Di Giulio, Debora Garritani, Alberto Gianfreda, Isabella Nazzarri, Giada
Negri, Patrizia Novello, Sergio Padovani, Zeno Peduzzi, Ludmilla Radchenko, Elena
Redaelli, Michael Rotondi, Franco Sacchetti, Aldo Sergio, Milena Sgambato, Marco Massimo Verzasconi e Nicola Villa.

Buste Dipinte
a cura di Luisa Castellini, Donatella Rocca, Claudia Amato

4-11 ottobre 2013

Spazio Oberdan della Provincia di Milano, Viale Vittorio Veneto 2
Inaugurazione venerdì 4 ottobre 2013, ore 17.30
Orari: lunedì,10-19; martedì-domenica,10-22

Ingresso libero

www.bustedipinte.it

Info: Ufficio Stampa Antea - anteapress@gmail.com

Festival delle Lettere

Teatro dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2, Milano
6 ottobre 2013, ore 16
Inaugurazione mostra Buste Dipinte, ore 15.30

www.festivaldellelettere.it

Info: Ufficio stampa Festival delle Lettere - giulia.francioni@festivaldellelettere.it
tel. 02 27204975

A proposito di ISOLE, mostra dello scultore Franco Mauro Franchi a Pntassieve 2



Della mostra di sculture "ISOLE" dell'artista Fanco Mauro Franchi a Pontassieve vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/09/le-isole-di-franco-mauro-franchi-nel.html ed in quello successivo al giorno dell'inaugurazione http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/09/a-proposito-di-isole-mostra-dello.html.

Ora il video prodotto da Toscana TV in occasione dell'evento, curato da Filippo Lotti che ha visto gli interventi del giornalista e critico d'arte Fabrizio Borghini e dell'Assessore Alessandro Sarti


A proposito di TASTE TUSCANY 2



Della personale di Fabio Grassi, Taste Tuscany, a San Donato in Poggio in Palazzo Malaspina, curata da Filippo Lotti e lo scrivente, vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/09/taste-tuscany-personale-di-fabio-grassi.html e in quello successivo al giorno dell'inaugurazione http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/09/a-proposito-di-taste-tuscany-personale.html. 
Ora il video prodotto da Toscana Tv


A San Miniato la cultura è di casa: nasce il C.R.A.




COMUNICATO STAMPA

A San Miniato la cultura è di casa: nasce il C.R.A.

SAN MINIATO. È di pochi giorni fa la notizia della fondazione, a San Miniato, del C.R.A. (Centro Raccolta Arte); un’associazione culturale, voluta e fondata da Roberto Milani, Filippo Lotti e Claudia Lovato, noti animatori culturali e curatori da anni attivi nel mondo dell’arte e che vivono nel territorio sanminiatese.

Un’associazione che ha lo scopo di sensibilizzare e coinvolgere gli appassionati d’arte moderna e contemporanea. Il C.R.A. nasce dalla convinzione che in una città già così ricca d’arte e di cultura come San Miniato manchi completamente la consapevolezza e la conoscenza del contemporaneo. Per questo, intenzione dei fondatori è quella di far diventare la città federiciana, nel giro di pochi anni, un polo attrattivo importante e significativo per l’arte contemporanea, appunto, e, nel caso specifico, far diventare il C.R.A. un centro studi internazionale per la conservazione, la divulgazione e la promozione dell’arte, cercando di aprire una finestra di dialogo fra pubblico e privato: “Dialogo sempre più necessario ed auspicabile perché questo tipo di sinergia – spiega Filippo Lotti -, se fatta con criteri giusti e lungimiranza non può che non essere vincente”. Il C.R.A. parte da una biblioteca tematica, oggi ricca di quasi 4000 pubblicazioni messe a disposizione della comunità dai soci, che, come afferma il presidente dell’associazione Milani, “nel giro di pochissimo tempo grazie al contributo di editori, collezionisti ed appassionati, raddoppierà i volumi presenti; già in questi giorni sono arrivate importanti donazioni”. Una biblioteca d’arte che cerca casa, per uno dei progetti che la porterà ad essere, nel suo genere, una delle più importanti sul territorio nazionale. “Una eccellenza che vogliamo regalare a San Miniato, già terra di eccellenze – spiega Lotti -, rendendola de facto un polo attrattivo per gli studi sull’arte contemporanea”. “Nei progetti futuri - continua Lotti - anche esercizi didattici rivolti al pubblico locale, ma anche l’ambizioso progetto di creare una Biennale dedicata interamente al disegno e poi anche una rassegna cinematografica, anche qui con rassegne specifiche sui film tematici o documentaristici sul settore artistico oltre a mostre, presentazione di libri e tutte quelle attività che possano servire al raggiungimento degli obiettivi dell’associazione: conoscere e conservare per condividere e divulgare”. “In un momento di grande crisi economica e di stasi istituzionale, siamo convinti che la cultura e l’arte possano contribuire alla rinascita del nostro paese, anche attraverso piccole azioni come la nostra”, dice Claudia Lovato e aggiunge: “Le nostre esperienze ultra decennali nel campo artistico ci danno la forza ed il coraggio nel puntare su questa riserva aurea che il nostro Paese possiede e fiduciosi scommettiamo sull’arte contemporanea”. Nei progetti futuri troverà spazio la pubblicazione di una Fanzine periodica di informazione culturale, un ciclo di mostre personali per dare spazio a giovani artisti e tante altre attività sempre rivolte alla valorizzazione del mondo dell’arte e della cultura.



Ecco perché il prossimo 5 ottobre, nona giornata del contemporaneo AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), nella straordinaria cornice dell’Auditorium di San Martino, già chiesa dedicata all’omonimo santo e oggi Centro Congressi dell’Hotel San Miniato, alle 17.30 verrà presentata al pubblico e alla stampa l’associazione culturale C.R.A. Centro Raccolta Arte.

Ospiti d’onore della serata il noto storico dell’arte, Giorgio Di Genova, autore della più grande ed importante pubblicazione enciclopedica d’arte mai editata sulla produzione artistica del XX secolo in Italia, la “Storia dell’Arte Italiana del 900” (Edizioni Bora, Bologna) ed il Prof. Claudio Borghi Aquilini milanese, economista ed editorialista è professore presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove insegna Economia e Mercato dell'Arte, autore del Best-Seller, campione di vendite nel settore arte/economia, "Investire nell'arte" edito per i tipi Sperilng e Kupfer. Infine sarà presente l'artista milanese Thomas Berra che ha accettato di portare a San Miniato il suo ultimo lavoro di carattere autobiografico: "I'll be your Mirror" (un'installazione -work in progress- composta da 400 disegni originali realizzati con bianchetto e gessetto bianco su cartoncino nero in formato A4) che per la prima volta sarà esposto in Toscana. Da questa installazione è stato prodotto un Libro d'Artista, eseguito in sole 25 copie, ognuna numerata e firmata con all'interno un disegno originale realizzato appositamente per questo progetto, che sarà a disposizione di tutti gli intervenuti.

L’intera serata patrocinata dal Comune di San Miniato, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa, vedrà la presenza delle autorità civili, militari e religiose e delle istituzioni e sarà ripresa dalle telecamere di Toscana Tv per la rubrica “Incontri con l’Arte” di Fabrizio Borghini. Agli intervenuti sarà offerta una degustazione di prodotti eno-gastronomici delle eccellenze del territorio sanminiatese.

Per info e contatti:

centroraccoltaarte@libero.it,
www.facebook.com/CraCentroRaccoltaArte.

http://centroraccoltaarte.blogspot.it/

mercoledì 2 ottobre 2013

MAURICE HENRY Parigi-Milano, viaggio di un surrealista - a cura di Susanne Capolongo e Stefano Cortina

A Milano... da non perdere!!!


 
 
MAURICE HENRY

Parigi-Milano, viaggio di un surrealista
A cura di Susanne Capolongo e Stefano Cortina

Dall’8 ottobre al 2 novembre 2013 - Inaugurazione: martedì 8 ottobre ore 18.30

Associazione Culturale Renzo Cortina, Via Mac Mahon 14/7, Milano
Tel: 0233607236 e-mail: artecortina@artecortina.it - www.cortinaarte.it

Dopo la mostra di Parigi tenutasi lo scorso aprile, la mostra di Maurice Henry arriva ora a Milano alla Galleria Cortina Arte.

Parigi - Milano il viaggio di un surrealista è la mostra che si è tenuta prima a Parigi ed ora a Milano dedicata a Maurice Henry, artista francese tanto amato in patria quanto in Italia.

Parigi è la sua città di adozione sin dal 1927 dove artisticamente ha sviluppato il suo spirito surrealista insieme ad Andrè Breton, Maurice Henry è da considerarsi un artista a tutto tondo, è stato vignettista, cronista, critico, cineasta, scenografo, sceneggiatore, grafico, fotografo, pittore, scultore, musicista e poeta. E a Milano dove, giunto nel 1968, diviene anche maestro della tela, dove i suoi pensieri e i suoi disegni trovano una nuova ispirazione, finalmente si può dedicare totalmente alla pittura, attività da sempre agognata.

Si presenta l'occasione di ammirare importanti opere pittoriche, acquerelli, chine e una serie di serigrafie per ripercorrere sessant’anni e più di vita artistica dedicata al pensiero surrealista principio cardine di tutta l'esistenza di Maurice Henry.

In occasione dell’inaugurazione l’attrice Nelly Feurhahn, grande amica di Maurice ed Elda Henry , presenterà una testimonianza sull’esaltante stagione milanese dell’artista francese .


Cortina Arte Edizioni – Orenda Art International

In collaborazione con Orenda Art International
54 rue de Verneuil,75007 Parigi
www.orenda-art.com

La mostra proseguirà fino al 2 novembre con i seguenti orari:
10.00-12.30 / 16.30-19.30
Chiuso lunedì mattina e domenica

ANGIOLO VOLPE - VIAGGIO NEL TEMPO al Museo PIAGGIO

Ci siamo! a Pontedera è tutto predisposto per una delle mostre fra le più interessanti della stagione autunnale: VIAGGIO NEL TEMPO, la personale di Angiolo Volpe, curata da Riccardo Ferrucci...



Conferenza stampa 

ANGIOLO VOLPE
VIAGGIO NEL TEMPO
VENERDI' 18 OTTOBRE 2013, ore 11.30

Museo Piaggio 



Sabato 19 ottobre alle ore 17.30 prende via al Museo Piaggio la mostra dell'artista toscano Angiolo Volpe che presenta al pubblico una raccolta di circa quaranta opere grafiche, realizzate a matita e pastello suddivise in quattro cicli Cavalli e cavalli, Cavalli di ferro, Cavalli di ferro nelle scuderie del tempo, Viaggio nel tempo. Si tratta di un evento singolare per l'unicità del soggetto trattato: imponenti locomotive a vapore lanciate in corsa come liberi cavalli in immensi paesaggi fioriti. Ad affascinare lo spettatore non è solo il simbolo positivo del progresso della società industriale ottocentesca, ma l'incisività del tratto delle immagini reso con estrema maestria e sicurezza. A partire dal 2009 il disegno rappresenta per l'artista un momento fondamentale di espressione cui affidare la propria memoria, le sensazioni percepite durante i viaggi dell'esistenza. Lo stile si traduce in un disegno sempre più libero capace di cogliere il movimento attraverso la giustapposizione di linee intricate, stringenti come fugaci istanti in successione. L'uso sapiente del monocromo e dello sfumato, intervallati, talvolta, da accese cromie a pastello, contribuiscono a creare atmosfere sospese tra realtà ed immaginazione. Stazioni fumanti, luoghi ove le persone transitano senza conoscersi, hangar, rotaie, edifici industriali, locandine reclamizzanti la vespa, locomotive, introducono lo spettatore, come in film d'epoca, nel lungo viaggio che Volpe ha intrapreso con sé stesso. La locomotiva è un elemento dinamico, rappresenta, la tecnologia, il progresso, simbolo dei frenetici ritmi che la vita porta con sé richiamandoci al passato per riconsegnarci al futuro. Non è un caso che Volpe per tramandare la memoria di uno dei più drammatici episodi della storia del Novecento commesso ai danni degli ebrei abbia deliberatamente scelto di raffigurare un monumentale treno, metafora per eccellenza della vita, che transita verso l'ultima stazione: i cancelli di Auschwitz per consegnare, a tutti noi, uno straordinario messaggio di speranza: si può cambiare prospettiva, il treno compie sempre il viaggio di ritorno. Siamo nella città della Vespa e l'artista rende omaggio all'icona per eccellenza della produzione industriale e dell’innovazione. Il mezzo a due ruote riecheggia, infatti, non solo nelle locandine pubblicitarie, ma anche all'interno di grigi hangar ove, con il suo color rosso fiammante, ha il ruolo indiscusso di star.
Silvia Guidi 

Interverranno
Riccardo Costagliola, Presidente della Fondazione Piaggio Liviana Canovai, Assessore alla Cultura del Comune di Pontedera Roberto Milani, Casa d'arte San Lorenzo – San Miniato
Angiolo Volpe, Artista 


Con il contributo di: 



Scheda Tecnica
ANGIOLO VOLPE
VIAGGIO NEL TEMPO
Fondazione Piaggio, Comune di Pontedera, Provincia di Pisa
con il Patrocinio della Regione Toscana
Sede: Museo Piaggio
Indirizzo: Viale Rinaldo Piaggio, 7 Pontedera (PI)
Periodo espositivo: 19 OTTOBRE - 16 NOVEMBRE 2013
Orario: martedì/sabato10.00/13.00 - 14/18. Aperto la seconda domenica del mese. Ingresso gratuito. Il catalogo della mostra a cura di Riccardo Ferrucci è disponibile presso il bookshop 


Info
Museo Piaggio
Viale Rinaldo Piaggio, 7 - 56025 Pontedera (PI)
www.museopiaggio.it - museo@museopiaggio.it - Tel. 0587.27171
Casa d’arte San Lorenzo
Via Gramsci, 119/A - 56024 San Miniato (PI)
www.arte-sanlorenzo.it - galleria@arte-sanlorenzo.it - Tel. 0571.43595
Ufficio Cultura
www.comune.pontedera.pi.it – cultura@comune.pontedera.pi.it - Tel. 0587.299620 


BIOGRAFIA
Angiolo Volpe è nato a Livorno nel 1943. Ha iniziato a dipingere giovanissimo e si è subito orientato verso la pittura come unica attività professionale. I suoi primi lavori risentono della lezione apportata dai Macchiaioli, pur evidenziando una propria linea espressiva originale che avrà modo di imporsi sempre più con il trascorrere del tempo.
Negli anni Settanta ha compiuto numerosi viaggi, sia in Italia che all’estero, per vivere nuove esperienze umane e per dipingere realtà naturali, ambientali ed architettoniche tra loro diverse. Ha continuato ad affinare la propria ricerca che è elemento essenziale del suo divenire espressivo.
Numerose mostre personali nelle più importanti gallerie italiane e straniere lo hanno imposto negli anni all’attenzione del pubblico, che ha avuto modo di apprezzarlo anche in America e in Giappone.
Tra le più recenti esposizioni assumono particolare importanza: nel 2007 quella presso la Biblioteca Marciana a Venezia e a Fiesole, Giorgio de Chirico e un Novecento prima e dopo la Transavanguardia, curate da Giovanni Faccenda. Nel 2008 sempre a Fiesole, alla Basilica di San Alessandro, con una personale con quaranta pastelli. Nel 2009 due eventi con Walter Lazzaro: la mostra Dialogo del Silenzio, catalogo Mondadori; nella Galleria di Milano ed in contemporanea nella Galleria di Forte dei Marmi. Successivamente ad Arezzo, alla Galleria Comunale d’Arte moderna, la mostra dal titolo Richiami Invisibili curata da G. Faccenda, catalogo Mondadori. L'esposizione collettiva nel 2010 Giuseppe Garibaldi e i Mille - Dalla realtà al mito, Granai di Villa Mimbelli, Livorno, a cura di Aurora Scotti e Marco Di Giovanni. Nel 2012 Passaggi pedonali per l’infinito presso il Centrum Sete Sóis Sete Luas di Ponte De Sôr, Portogallo e nell’ottobre 2013 Viaggio nel tempo al Museo Piaggio di Pontedera, curate da Riccardo Ferrucci.
Di carattere piuttosto mite e riservato, egli riesce tenacemente a portare avanti le proprie convinzioni ed i propri intendimenti con meditate, a volte sofferte, comunque ferme decisioni.
Vive a Castiglioncello (Livorno), a contatto con il mare e la natura, dove opera in un poetico raccoglimento.

martedì 1 ottobre 2013

Chi controlla i controllori a cura di Francesco Lucifora



Chi controlla i controllori

Etienne De France / Elisabetta Di Sopra
Celia Eslamieh Shomal / Negar Farajiani
The Errants / Neda Zarfsaz

a cura di Francesco Lucifora

Opening 26 ottobre ore 19
Galleria Clou, Piazza San Giovanni, Ragusa
Dal 26 ottobre al 7 dicembre 2013

"Chi controlla i controllori" è il nuovo progetto espositivo di Galleria Clou e viene aperto al pubblico sabato 26 ottobre 2013 alle ore 19. Dopo una fitta preparazione Clou approda ad una mostra corale, composta da artisti provenienti da nazioni dove il tema del "controllo" è centrale e continua ad essere argomento scottante e strategico: Etienne De France; Elisabetta Di Sopra (in collaborazione con Lisa Dies); Celia Eslamieh Shomal; Negar Farajiani; The Errant; Neda Zarfsaz; Lo specifico linguaggio di ogni artista ricompone dentro la galleria un parlamento informale che discute, informa e dibatte fin oltre il concetto di controllo per approdare ai luoghi che stanno dietro i sistemi preposti al monitoraggio delle comunicazioni personali e pubbliche. Se è certo infatti che esistono i controllori, oggi diventa urgente riflettere sul "come" e "quanto" questi controllori possono essere a loro volta controllati, conosciuti e in alcuni casi arginati o fermati. Ciascuno artista presenta un’opera video inedita e/o uno o più manifesti (prodotti per la mostra) che attraverso l’interazione tra linguaggio video e grafico offrono uno spunto di riflessione sulla struttura della nostra società e sui sistemi di controllo, attuati soprattutto per mezzo di strutture mediatiche, di informazione, della politica e dei consumi.
Persistono problemi di controllo: noi siamo sempre più soggetto a codifiche e monitoraggi, diventa complesso individuare coloro che controllano i detentori del controllo (ammesso che esistano). Il progetto vuole intercettare due elementi specifici: (1) la difficoltà di certezza sull’identità di chi controlla coloro che ci controllano (2) la mancata conoscenza tra popolazioni diverse dei messaggi di controllo interne ad ogni nazione.
Obiettivo primario di “Chi controlla i controllori" per Francesco Lucifora, curatore della mostra, è quello di strutturare “una riunione di voci artistiche affidabili e salde" che ha la forza e l’efficacia di un dispositivo basato sull’opera video e su manifesti "politici" o meno incentrati su differenti modalità di comunicazione ai popoli o che trattano messaggi poco chiari con finalità di controllo.”
In parallelo, il progetto espositivo appropriandosi temporaneamente di una modalità di comunicazione urbana estende il progetto all’intera città di Ragusa collocando alcuni dei manifesti in mostra su pannelli pubblicitari dislocati nel tessuto della città, intervento che, da una parte ricalca la linea curatoriale del progetto e dall'altra intende conferire visibilità alle opere al di fuori dello spazio di Clou. Durante l'opening saranno a disposizioni del pubblico il testo critico e i contributi che gli stessi artisti hanno voluto fornire al progetto.