RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 1 novembre 2012

ADALBERTO ABBATE / L'ALTRO E IL MEDESIMO

Ieri a Milano...



ADALBERTO ABBATE / L'ALTRO E IL MEDESIMO

Bad New Business

a cura di Francesco Pantaleone e Agata Polizzi
con un testo di Agata Polizzi

Opening
Mercoledì 31 Ottobre 2012 - h 18.00
Wednesday October 31st 2012 – h 6.00pm


Bad New Business Gallery
via Marco Formentini 4/6
20121 Milano

Ottobre 2012/Gennaio 2013
October 2012/January 2013


Odore acre, come quando piove su qualcosa che sta bruciando. Odore di stanze chiuse e di polvere. Lamento stridulo che si fa largo, oscuro e lontano, come rumore metallico, storpio, persistente.
Se fosse possibile per le immagini riprodurre suoni e odori, coinvolgendo altri sensi oltre alla vista, allora senza dubbio credo che le opere di Adalberto Abbate sarebbero colme di queste sensazioni. Perché sono state prodotte da intenso dolore e sfiducia verso l’uomo, sono macerie dense nella mente troppo pensanti che non è più possibile tacerle.
Il senso di angoscia e disappunto le nutre e fa crescere dentro un’incessante ribellione, una frattura tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere.
S’insinua a ogni sguardo una rabbia, intima e lenta, che si manifesta nell’aggressione all’immagine.
Una rabbia che è contestazione del presente, stanchezza di assistere ogni giorno, dappertutto, allo sfacelo, alla corruzione, è impotenza sorda, e a volte vile, dell’individuo in balia della mostruosità. Al contempo corrotto e corruttore. A volte persino inconsapevolmente complice.

L’altro e il medesimo racconta il disagio e la paura attraverso immagini divorate e distrutte. Un autoritratto della società in cui la distruzione coincide con quello che sembra essere “disprezzo sociale”.
Questo gesto significa per Abbate smascherare il mostro, chiarire a sé e agli altri che ci troviamo immersi fino al collo in una realtà esasperata e marcia, in cui non ci sono redentori, in cui non ci sono valori. In cui sembra che tutto sia irrimediabilmente perso.
In un posto così può vivere solo un’umanità aliena, insensibile, insensata, incapace di riconoscere se stessa e di cogliere l’essenza del vivere comune. Priva di una morale.

Adalberto Abbate, che è un provocatore, in questo lavoro non compie un atto empio nei confronti dell’altro, sebbene la sua visione delle cose sia apocalittica e senza possibilità di redenzione.
Crea al contrario un sacrario, dove mostrare i dubbi che lo stordiscono.
Dubbi come eco di paure raccolte dal confronto con gli altri.
Attraverso la sua voce dà voce al coro lamentoso e incessante di quanti cercano di aggrapparsi per sfuggire alla deriva, cercano di non essere travolti dal fango che soffoca e uccide ogni slancio e ogni fiducia.
Nell’aria si avverte una minaccia, la sua ricerca vive un’istintiva ribellione.

La distruzione diventa così per Abbate un esercizio necessario, perché annienta il mostro, impedisce alla vista di trovarsi al cospetto di ciò che mai si vorrebbe vedere. La rabbia continua confluisce in una voglia irrisolta di capire cosa sta accadendo attorno a lui.
Fino a che punto siamo disposti ad arrivare prima di soccombere.

Adalberto è un Edipo contemporaneo, che si strappa gli occhi per non vedere l’orrore, che cerca una verità alternativa, se c’è. Una strada buona e stabile. Sicura.
È un uomo sfigurato da un pessimismo indotto ma oramai calcificato che affiora continuamente, partorendo ombre del passato, ripercorrendo fatti oscuri della nostra storia, creando oggetti ambiguamente destrutturati, individui resi irriconoscibili, simboli rivisitati con dissacrante lucidità.
Abita suo malgrado un mondo capovolto, che però è reale. Quello che può sembrarci un incubo, per Abbate è invece la normalità, la quotidianità che avvelena l’individuo.

La sua visione della realtà è corrosiva, imminente è il suo dissenso. Inevitabile.
Build. Destroy. Rebuild, Rivolta, Catholicism addiction disorder, Errata Corrige, Processo educativo evolutivo, sono questi i nomi con cui Abbate cataloga nel tempo le sue opere, e mentre lo fa si chiede: ma dove è finito tutto ciò che ho amato?
Forse nella purezza dell’arte. Nella bellezza disperata che nasconde la follia. Ingenuamente tutti noi vorremmo che la “purezza dell’arte” affermasse, ora e ancora, il suo ruolo riformatore, finché anch’essa abbia ancora un senso, e non venga sfaldata in mille rivoli, a volte sterili e pieni di vuoto.

L’altro e il medesimo è allora un’azione frontale, uno sfogo. Non dà risposte, anzi suscita delle domande.
È una riflessione perentoria, trasversale a qualunque ideologia, che stempera la tensione con un’ironia amarissima giocata sull’ambiguità e sulla complessità del linguaggio dell’arte contemporanea. Nella speranza che abbia la capacità non solo di stupire, ma piuttosto di amplificare e sviscerare i sentimenti, abituando alla trasformazione, offrendo un nuovo punto di partenza. Anche quando tutto sembra andare verso una direzione sbagliata.

Adalberto Abbate ripensa a Michel Foucault, all’idea che la morale sia una pratica della creatività, sia la capacità di occupare il giusto posto tra forze dinamiche e avverse del vivere per modificare la propria esistenza, ricreando il nuovo. Qui l’arte non è solo strumento effimero ma salvifico per gli individui. Arte più vera del vero. L’unico codice che alla fine è davvero condivisibile e universale.

Credo che in fondo all’atteggiamento visionario e pessimista di Abbate sia ben saldo il senso del giusto, del bene.
Subisce sì la deriva sociale che è in atto, ma si oppone. Si sente inequivocabilmente un “fastidio epidermico”. La sua durezza disarma.
Dice lui di combattere una “battaglia persa”. Io invece penso che si sbagli. E credo anche lui. Soprattutto quando, stremato, mi confessa di volere ancora “difendere l'idea di giusto che ancora un po’, forse, riusciamo ad avvertire”.



info evento

artista: Adalberto Abbate
titolo: l'altro e il medesimo
a cura di: Francesco Pantaleone e Agata Polizzi
con un testo di: Agata Polizzi
luogo: Bad New Business Gallery via M. Formentini 4/6 20121 Milano
Opening: Mercoledì 31 Ottobre 2012 dalle 18:00
durata: dal 31 Ottobre 2012 al 6 Gennaio 2013
orari: dal lun al ven dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
conferenza stampa: No
catalogo: No
produzione: Francesco Pantaleone arte Contemporanea
ufficio stampa: New Business Milano



Bad New Business Gallery
via Marco Formentini 4/6
20121 Milano
Tel +39 393 4356108
Tel +39 02 89011962
http://www.fpac.it/

venerdì 11 marzo 2011

Alla Fondazione Brodbeck, Catania, Adalberto Abbate " TUTTO DA RIFARE "

Appuntamento molto interessante... da non perdere...


Galleria S.A.C.S. c/o Fondazione Brodbeck

Adalberto Abbate
Tutto da rifare
12.03.2011 / 26.03.2011

In un articolo di due anni fa, Pierluigi Sacco affermava che uno degli aspetti più enigmatici della scena artistica italiana degli ultimi anni fosse la sua relativa incapacità di affrontare in modo incisivo temi politici, nonostante l'abbondanza di spunti. Il motivo di questa incapacità, diceva, risiede nel fatto che i nostri artisti, vittime o complici di un sistema corrotto, “non credono alla possibilità di un progetto di cambiamento che abbia un senso o una reale prospettiva”. Tutto da rifare (2011) ricorda quelle osservazioni, non tanto per le questioni (certamente politiche) che affronta, ma perché è testimonianza di quello stato cronico di immobilità per il quale ognuno di noi preferisce rifugiarsi nel proprio mondo interiore piuttosto che imbattersi nelle complesse questioni collettive. Fisiologico sviluppo della recente Rivolta (2010), anche questo nuovo progetto si rivolge cinicamente alle coscienze assopite, partendo dalla disamina di un quotidiano sempre più avvilente. Il resoconto post-bellico di Adalberto Abbate è pieno di memorie e rimandi; riporta delusioni, sconfitte e perdite con toni che, tuttavia, si adeguano a una riflessione (sulla storia e sull'arte) sempre più asciutta e ad un linguaggio ancora più sagace e sottile. Silenziosi e sospesi, i soggetti delle foto, come le sculture e le installazioni di questo progetto, animano uno scenario ovattato, attraversato e abbandonato; sono superstiti di un passato che non si può più assecondare, testimoni di un paesaggio tutto da ricostruire.

Alessandra Ferlito


Riso museo d'arte contemporanea della sicilia
Galleria S.A.C.S.
c/o Fondazione Brodbeck

ingresso gratuito / free admission
su prenotazione / reservation required
dal martedi al sabato / tuesday through saturday


Fondazione Brodbeck
via Gramignani, 93
85121 Catania

t : +39 095 7233111 / fax : +39 095 2933777


www.fondazionebrodbeck.it

info@fondazionebrodbeck.it

giovedì 30 dicembre 2010

"VideoCards" a cura di Francesco Lucifora


Mi piace molto questa idea. L'appoggio e la divulgo. Nella speranza di dare anch'io, che non sono artista il mio piccolo contributo.


VideoCards
Il pensiero degli artisti / the artists’s  thoutght 
a cura di /curated by Francesco Lucifora
28 dicembre 2010 / 8 Gennaio  2011
Il momento è quello degli auguri e dei pensieri da rivolgere al futuro. Lungo tutti i giorni dell’anno gli artisti sono immersi nella progettazione del loro lavoro e conservano immagini e pensieri sulle cose che sentono, vedono e con le quali si misurano. Accanto e oltre il linguaggio di ogni singolo esiste un pensiero, un’opinione sensibile che afferma la presenza degli artisti quali persone viventi e agenti nella vita reale che si dispiega in fatti culturali, sociali e politici in continua evoluzione. E’ indubbio che il mondo e ogni nazione vivano circostanze storiche pienamente critiche e scenari in via di reset dalle quali risulterà il futuro prossimo immediato ed è per queste ragioni che si vuole accogliere il pensiero degli artisti e comporre, per mezzo di un’immagine e di una riflessione ,una sequenza di video cards da inviare al destinatario possibile.
Una modalità rapida e senza incensature che rimette all’attenzione il pensiero degli artisti spesso impossibilitati ad esprimere, nonostante i linguaggi, il proprio intimo riflettere sul mondo che viviamo e un invito aperto che porta a riflettere sulla possibilità di riconnettere la rete più leggera dell’arte in quanto ultima possibilità di espressione di una società che singhiozza e ci costringe a semplificare dove altri fingono con la complessità di vecchi sistemi noiosi e avvizziti, ormai malcelati nella stranezza e nella tecnologia di basso profilo. Una sequenza di immagini, alcuni suggerimenti visivi e testuali per la libertà del pensiero dell’arte. VideoCards, affrancate e spedite.

* Il montato complessivo di immagini e pensieri viene riprodotto in sequenza alternata su tre monitor lcd posti dietro una parete di vetro che da sull’esterno del giardino pubblico del C.o.C.A. archivio/biblioteca di arti contemporanee di Modica e le video cards vengono poste in loop 24h/24h dal 28 Dicembre 2010 al 8 Gennaio 2011.


adalberto abbate     /barbaragurrieri/group    massimo bartolini     orazio battaglia    marco bonafè    giuseppe buzzotta     canecapovolto    rita casdia    claudio cavallaro    cirami-fiore     de vecchi-iera-paulon    annamaria di giacomo     flavio favelli   zoltan fazekas     alberto finocchiaro     francesco fontana    alessandro gagliardo  silvia giambrone     donatella giordano     filippo la vaccara     giuseppe lana     filippo leonardi    marco marchisio     andrea martinucci     concetta modica    sebastiano mortellaro   carmelo nicosia    stefania palmieri     paolo parisi    luana perilli cesare pietroiusti    rossana ragusa     mauro romito    manlio sacco    alia scalvini  hans schabus     vincenzo schillaci    aldo taranto     gian maria tosatti     peggy wauters  zafos xagoraris   stefania zocco

venerdì 2 luglio 2010

SWEET SHEETS (Moves to... Modica)

SWEET SHEETS (Moves to... Modica)

PALAZZO DELLA CULTURA DI MODICA
Corso Umberto I, 149, Modica (RG)

OPENING/ Venerdì 06 Agosto 2010 h. 20.00
la mostra resterà aperta sino al 30 Agosto 2010
lunedì - sabato h. 08.00 / 20.00 domenica h. 10.00 / 13.00

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ARTISTI / 108. Adalberto Abbate. Giuseppe Adamo. Sergio Amato. Andreco. Ango The Meek Dead. Francesco Balsamo. Orazio Battaglia. Alessandro Bazan. Jacopo Benassi. Zaelia Bishop. Massimiliano Bomba. Bombo. Marcello Buffa. Cristian Bugatti. Andrea Buglisi. Giuseppe Buzzotta. Mirko Canesi. Giancarlo Cappello. Jacopo Casadei. Marco Cassarà. Andrea Cerruto. Gabriella Ciancimino. Diego Cinquegrana. Gianni Colosimo. Giuseppe Costa. Francesco Costantino. Angelo Crazyone. Andrea Curti. Dario D’Alessandro. Francesco De Grandi. Giovanni De Lazzari. Dem. Demented Urania. Angelo Di Dedda. Claudia Di Gangi. Alessandro Di Giugno. Andrea Di Marco. Fulvio Di Piazza. Fada. Pierpaolo Febbo. Grace Fisher. Francesco Fontana. Simone Geraci. Massimo Giacon. Laura Giardino. Daniel Giordano. Daniele Giunta. Valentina Glorioso. Tommaso Gorla. Massimo Gurnari. Federico Gutierrez Schott. Leeza Hooper. Michael C. Hsiung. Adelita Husni-Bey. Emanuele Kabu. Laura Lamoratta. Giuseppe Lana. Andrea La Rocca. Filippo La Vaccara. Francesco Lauretta. Filippo Leonardi. Jorge Lopez. Tiziano Lucci. Anita Luperini. Federico Lupo. Maba. Luca Macauda. Pietro Mancini. Federico Mazzoni. Marco Mazzoni. Dario Molinaro. Moneyless. Ignazio Monteleone. Gianni Moretti. Sebastiano Mortellaro. Fabiola Nicoletti. Silvia Noferi. Andrea Nurcis. Pietro Palazzo. Simone Pappalardo. Danilo Pasquali. Lorenzo Passanante. Pastorello. Tuono Pettinato. Cosimo Piediscalzi. Dr. Pira. Nike Pirrone. Linda Randazzo. Elena Rapa. Giampiero Riggio. Stefania Romano. Marco Carli Rossi. Diego Ruggiero. Laboratorio Saccardi. Manlio Sacco. Antonio Salieri. Pietro Sedda. Raffaele Semeraro. Fabio Sgroi. Siva. Stefano Serusi. Vito Stassi. Stato di Famiglia. Francesco Tagliavia. Maria Francesca Tassi. Marcello Tedesco. Tellas. Alessio Tibaldi. David Tibet. Filippos Tsitsopoulos. Fernanda Veron. Daniele Villa. Sergio Zavattieri. Michele Zingales.

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A pochi mesi di distanza dalla terza edizione, SWEET SHEETS, evento nato nel 2007, ideato ed ospitato da ZELLE ARTE CONTEMPORNEA, giunge ad una quarta tappa completamente rinnovata. Ad ospitare questo doveroso omaggio alla magia e alla fragilità della carta, è adesso Modica, città barocca della Sicilia orientale, e più precisamente il Palazzo della Cultura, ex sede dello storico tribunale ed oggi sede del Museo Civico Archeologico, sito nel cuore del centro storico.
Grazie a nuove sinergie e alla preziosa collaborazione della galleria romana MOTELSALIERI diretta da Fabio Quaranta, si è giunti ad un totale di oltre 100 artisti che in questi anni hanno appoggiato e condiviso il progetto ed oltre 500 opere di piccolo e medio formato, strutturate in una sorta di opera corale saturata all’eccesso.
Un accumulo d’immagini capace di colpire violentemente la retina, una “camera delle meraviglie” dove un gioco di rimandi ed attraversamenti, innesca infinite connessioni tra opere del tutto distanti, dalla fotografia al disegno, dal collage, all’incisione, indagando la ricerca di artisti di diverse generazioni ed antitetiche inclinazioni.
Verrà inoltre presentata al pubblico siciliano Nazi Knife, una pubblicazione cartacea di arti grafiche e visive nata a Parigi 4 anni fa dalla volontà di Jonas Delaborde e Hendrik Hegray, mostrando il meglio del disegno contemporaneo risalente alla “Outsider art” degli anni 2000, sia statunitense che europeo. Presentata quest’anno, per la prima volta in Italia, in un progetto ospitato da Motelsalieri, curato da Valerio Mattioli e Massimiliano Bomba.
Quest’ultimo, presenterà “WORMS” una pubblicazione in edizione limitata realizzata in occasione della terza edizione di “Sweet Sheets”.
Come di consueto saranno in distribuzione, “GRAFFA”, una raccolta di disegni pinzati da graffette a cura delle artiste Laura Giardino ed Elena Rapa e “UND” fanzine v.m.18, curata dal fotografo Danilo Pasquali.

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Disponibili su prenotazione le T-SHIRT/CATALOGO in tiratura limitata.

SI RINGRAZIANO: Comune di Modica, il Sindaco Antonello Buscema, Piero Gugliotta.

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ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
Via Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2, 90134 Palermo.
+39 3393691961 www.zelle.it zelle@zelle.it

MOTELSALIERI
Via Giovanni Lanza 162, 00184 Roma.
+39 0648989966 www.motelsalieri.org postmaster@motelsalieri.org

COMUNE DI MODICA
info@comune.modica.rg.it www.comune.modica.rg.it
+39 093275911