RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 29 settembre 2014

SPAZI DELL'ARTE CONTEMPORANEA "speciale Miami"



Del magazine SPAZI DELL'ARTE CONTEMPORANEA 
(http://www.solocontemporaneo.com/), edito dall'amico Massimo Ghirardini, vi ho già parlato in diverse occasioni. 

Ora mi fa piacere segnalare l'importante report fatto sui "fatti" di Miami in programma per il prossimo inverno 2014.

A questo proposito vi consiglio di fare un giro sulla pagina, merita davvero!

giovedì 23 gennaio 2014

Le immagini dell'inaugurazione di "Architetture di Luce"

L'evento è troppo importante per non tornarci su... sto parlando della mostra "Architetture di Luce" di Karina Chechik, curata da Francine Birbrager, al Frst Museum di Miami che si è inaugurata ieri, 22 gennaio...



Ora sono in grado di mostrare le prime immagini dell'inaugurazione...



Carol Damian


Carol Damian, Clarita Sredni, Karina Chechik, Massimo Ghirardini e Francine Birbrager








vedi anche:

martedì 9 luglio 2013

Lettere da Venezia 11... direttamente dalla Biennale



Dopo un po' di silenzio forzato eccomi di nuovo a scrivere... 
Direttamente dalla 55° Biennale di Venezia attraverso lo sguardo e la penna dell'ottimo Massimo Ghirardini, l'undicesima lettera... Buona Lettura! 

E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 
 
 
 
 

Ciao Roberto
per Biennale 11a parte

Il Padiglione Russia (assolutamente da non perdere) presenta Vadim Zakharov. Entrando si vede, guardando verso l’alto soffitto,  una figura che mi è parsa essere un manichino data l’immobilità. (ma era umano e non so cosa ne sarà fino al mese di ottobre). L’uomo in questione, in giacca e cravatta è a cavallo di una sella. Ho scoperto che rappresenta i lavoratori del sistema bancario…  Nell’insieme l’opera/installazione è dedicata al mito Greco di Danae (che fu messa in cinta da Zeus, sotto forma di pioggia di monete d’oro). E infatti la pioggia di monete auree c’è nel padiglione Russia ed è davvero sorprendente. Non aggiungo altro perché sarebbe davvero scorretto togliere la sorpresa. Un indizio dalle foto ma non di più.



Aspettando altre news...
 
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giovedì 27 giugno 2013

Lettere da Venezia 10... direttamente dalla Biennale

 
 Appena arrivata eccola qui, tutta per voi, appassionati lettori di questa serie.
Direttamente dalla Biennale 2013 il 10° appuntamento, a firma Massimo Ghirardini
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 
 
 
 


Ciao Roberto
Biennale di Venezia 10a puntata

Tra i padiglioni che ai Giardini mi hanno più convinto c’è quello del Chile con l’artista Alfredo Jarr. Entrando mi ha “agganciato” subito con la fotografia di Lucio Fontana sulle macerie del suo studio a Milano all’indomani delle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Il tema del pericolo insito nel confronto-scontro tra nazionalismi si può anche scorgere nella sua opera installazione colma di acqua verde. Attorno alla grande vasca il pubblico cerca la propria prospettiva e attende… alcune bollicine emergono dapprima, seguite da una “cosa” che man mano si capisce essere il plastico dei padiglioni della biennale ai Giardini con le sue Nazioni (quelle presenti e quelle assenti). Dopo aver dato al pubblico il tempo di riflettere, lentamente la “cosa” si inabissa nuovamente. Non ho potuto fare a meno di osservare con attenzione le espressioni delle persone presenti che erano certamente parte dell’opera in continuo divenire. Mi voglio sbilanciare: do il mio personale “Leone d’Oro” all’artista cileno. 




Aspettando altre news...
 
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martedì 25 giugno 2013

Lettere da Venezia 9... direttamente dalla Biennale

 
Dopo qualche giorno di "latitanza" ecco la nona Lettera direttamente dalla 55° Biennale... come al solito, inviata recapitata da un "invitato molto speciale" Massimo Ghirardini...
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 
 
 


Ciao Roberto

Biennale di Venezia 9a puntata

Dicevamo che non tutte le nazioni (i loro governi) hanno l’accortezza di evitare colorazioni politiche nel presentare gli artisti “ufficiali”  nei propri padiglioni. In questa ingenuità è caduta l’Argentina. Il curatore ha presentato l’artista Nicola Costantino (che ricordo essere donna: il nome potrebbe trarre in errore noi italiani) con un’opera sul mito di Eva Peron. Egli intendeva presentare Evita dal un punto di vista dei suoi stati d’animo, la sua femminilità, le fragilità ma anche la sua attrazione per la folla. E in questo la proiezione su un grande schermo semicircolare che si può vedere entrando nel padiglione è molto riuscita: diverse anime di Evita si muovono contemporaneamente e in alcuni momenti si sovrappongono. Succede però che in un ultima sala dedicata alla vita, alla morte e alla risurrezione di Evita si vedano filmati già visti nella biografie con immagini accanto al marito Peron, l’ultimo bagno di folla al suo funerale e poi nella “resurrezione” purtroppo immagini dell’attuale presidentessa che utilizza il mito a fini di propaganda. Bisogna aggiungere che i video sono stati preparati da funzionari governativi e collocati all’ultimo momento senza chiedere il parere dell’artista e del curatore che hanno così scritto il loro dissenso con un graffito. Il Clarìn (quotidiano di opposizione) ha immediatamente colto l’occasione di pubblicare la foto del graffito con commento e interviste. Ognuno darà la propria valutazione. Voglio invece aggiungere (a proposito del Clarìn) una cosa di cui mi sono ricordato e che mi ha piacevolmente divertito: l’attuale Papa Bergoglio (Francesco I) appena eletto ha telefonato in Argentina al suo edicolante per dirgli di interrompere la consegna del Clarin alla sua residenza. (diciamo… due diversi stili argentini).
 


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giovedì 20 giugno 2013

Lettere da Venezia 8... direttamente dalla Biennale

A tutti voi, e vi garantisco che siete in tanti, che aspettavate l'ottava lettera dalla Biennale,
eccola. 
Direttamente dallo specialissimo inviato Massimo Ghirardini
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 
 


Ciao Roberto
Biennale di Venezia 8a puntata

Tra le mostre che si svolgono contemporaneamente alla Biennale una di quelle che merita sicuramente una deviazione dai propri itinerari veneziani è quella a Palazzo Widmann a cinque minuti da Rialto. Si intitola WUNDERKAMMER camera delle meraviglie dove il curatore belga Antonio Nardone propone 24 artisti con eleganza e coerenza:

Sofi van Saltbommel, Patrick van Roy, Bénédicte van Caloen, Vincent Solheid, Ivan Piano, Michel Mouffe, Jean-Luc Moerman, Roberto Kusterle, Manuel Geerinck, Alessandro Filippini, Jan Fabre, Jacques Dujardin, Yves Dethier & Olivia Droeshaut, Laurence Dervaux, Wim Delvoye, Dany Danino, Eric Croes, Marcello Carrà, Charley Case, Ulrike Bolenz, Stefano Bombardieri, Isobel Blank, Pascal Bernier.

Ve la consiglio caldamente, una vera sorpresa.





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lunedì 17 giugno 2013

Lettere da Venezia 7... direttamente dalla Biennale



Eccomi! 
Mi è arrivata la 7° lettera direttamente dalla 55° Biennale di Venezia, come sempre dall'ottimo Massimo Ghirardini... da leggere!!!
 
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 



Ciao Roberto
Biennale di Venezia 7a IL CONTESTO

Tra gli eventi collaterali da vedere una mostra a Palazzo Cavalli Franchetti in Campo S.Stefano dal nome GLASSTRESS curata da Adriano Berengo e James Putnam in cui 66 artisti  (se ho contato bene) di tutto il mondo si sono cimentati con il vetro (mostra molto veneziana). Artisti importanti da Ilya e Emilia Kabakov a Jean Fabre , i nostri Aldo Mondino, Francesco Gennari, Mimmo Paladino fino ai “Young British Artists” Mat Collishaw e Tracey Emin. Anche in questo caso il contesto valorizza: palazzo importante che affaccia sul Canal Grande… nelle fotografie l’esterno e, in cima allo scalone di ingresso, l’opera di Mimmo Paladino (Il Rabdomante -  cm 200) e che introcuce alla visita nelle sale dove non è consentito fotografare. Un altro contesto suggestivo: la sala che accoglie l’opera con i neon di Bill Culbert per il Padiglione della Nuova Zelanda intitolata Front Door Out Back (Entrata dalla porta principale, uscita sul retro). Nelle foto centrali si vedono (riflessa) la porta principale da Riva degli Schiavoni e l’uscita sul retro sul Rio del Greci con motoscafo ormeggiato. Mi ci “ricontestualizzerei “ anch’io. Poi (nelle foto in basso del Padiglione di Cuba) all'interno del Museo Archeologico, dietro alle statue classiche, sia l’opera di Hermann Nitsch (artista austriaco) e il video di Pedro Costa (portoghese) sembrano trascinate nella storia.


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sabato 15 giugno 2013

Lettere da Venezia 6... direttamente dalla Biennale

 
Ed ecco la 6° lettera direttamente dalla 55° edizine della Biennale di Venezia.
Dalla penna dell'amico Massimo Ghirardini, in veste di inviato "molto speciale" 

Per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 


Ciao Roberto
6° puntata LA PRIMA VOLTA DEL PARAGUAY

In Palazzo Carminati (Salita San Stae) il curatore Osvaldo Gonzalez Real propone quattro artisti: Félix Toranzos (1962), Diana Rossi (1980), Pedro Barrail (1964) e Daniel Milessi (1976).

Félix TORANZOS presenta un museo errante che ha battezzato THE PALACE OF THE WINDS in cui si coglie la sua formazione di architetto e scenografo. Egli cita una costruzione Ateniese del primo secolo avanti Cristo con la fua forma ottagonale e rappresentante i venti provenienti dalle otto direzioni (Nord, Nord Est, Est ecc.) per arrivare al Museo d’Arte Nazionale del Paraguay che come afferma l’artista: "Attualmente un museo con una collezione di dipinti in cerca del loro destino”.“Opere che cercano il silenzio eterno”. Una prospettiva poetica e malinconica.

Diana ROSSI presenta un’opera ispirata a un fossile preistorico del territorio Paraguagio. Un formichiere (che i nativi chiamavano yurumi) icona totemica della tribù Ache-Guayaki che ha subito sterminio e schiavitù dai colonizzatori europei. L’artista rende omaggio alla memoria dello scomparso (e quindi anche degli scomparsi).

Pedro BARRAIL (un altro artista architetto) presenta un’installazione VIEW OF POINT che rappresenta un luogo senza uscita fisica. Al centro di un’immagine che riproduce una parete del Palazzo campeggia un grando punto  rosso che ti dice “YOU ARE NOT HERE”. Non c’è via di uscita se non con la mente o con l’anima. La poetessa Josefina Plá ci dice in UN PAESAGGIO SENZA USCITA che una falsa porta ha aperto un risveglio. Come valore aggiunto Barrail è un artista cordialissimo, divertito e divertente. Mi sono concesso un autoritratto davanti alla sua opera.

Daniel MILESSI (un giovane artista grafico) ci propone un video gioco YASURURU SORORO. La sua video arte (che ricalca i primi anni dell’informatica) narra di una leggenda dove uno sciamano Chamacoco perde la sua identità in una vicenda di invasioni. Un gioco senza vincitori!



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giovedì 13 giugno 2013

Lettere da Venezia 5... direttamente dalla Biennale

5° lettera, di una serie decisamente fortunata: gli appunti di "viaggio", direttamente dalla Biennale, dell'ottimo Massimo Ghirardini... 
Per chi si fosse perso leprime due "lettere", potete trovarle ai link:





Ciao Roberto

Biennale di Venezia 5a puntata

Il padiglione della Repubblica Popolare Cinese all’Arsenale è stato battezzato TRANSFIGURATION  dal curatore Wang Chunchen che ha presentato 7 artisti. Dal muro con 1500 mattoni (ognuno dei quail riportava uno slogan o una citazione) di Shu Yong fino alle gigantografie sul sistema educativo di Wang Qingsong ho travato un gruppo vitale e capace di coinvolgere. Difficile che qualche visitatore sia rimasto indifferente o infastidito. Altamente improbabile udire quello del “lo potevo fare anch’io”. Ho apprezzato l’accortezza delle autorità cinesi nell’evitare qualsiasi forma di propaganda politica. 
 Cosa purtroppo che non si può dire di tutti i padiglioni nazionali; ma di questo vi parlerò più avanti.    



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martedì 11 giugno 2013

Lettere da Venezia 4... direttamente dalla Biennale


  Ecco la 4° lettera direttamente dalla Biennale di Venezia 2013, dal mio "inviato speciale" Massimo Ghirardini... oggi si va a Cuba!

Per chi si fosse perso leprime due "lettere", potete trovarle ai link:







Ciao Roberto, dimenticavo di dirti che le fotografie sono sempre mie

Per Biennale di Venezia 4a puntata ho scelto il Padiglione di Cuba realizzato nel Museo Archeologico Nazionale in Piazza San Marco. Sono stati invitati artisti di diverse nazionalità: Rui Chafes, Pedro Costa, Glenda León, María Magdalena Campos-Pons & Neil Leonard, Francesca Leone, H.H. Lim, Liudmila & Nelson, Hermann Nitsch, Sandra Ramos, Lázaro Saavedra, Tonel, Gilberto Zorio, Wang Du.

Il commissario Miria Vicini e I curatori Jorge Fernández Torres e Giacomo Zaza hanno realizzato il loro “palazzo Enciclopedico”. L’accostamento con le opere classiche è risultato quasi sempre indovinato, conferendo un valore aggiunto alle opere contemporanee. Mi è piaciuta particolarmente di María Magdalena Campos-Pons un installazione realizzata con il contributo multimediale di Neil Leonard. Sono delle gabbie di uccelli collocate tra busti di imperatori romani. Il titolo 53+1=54+1=55. La letra del Año. I numeri svolgono una funzione cabalistica e coniugano l’età dell’artista, gli anni della rivoluzione Cubana e della Biennale d’Arte di Venezia. L’opera rimanda alla diaspora cubana.

Poi essendo nel palazzo ho sconfinato nel resto del museo che non avevo mai visitato e improvvisamente in una sala mi sono imbattuto in un’opera scultura dalla forma sferica di Emilio Vedova che sembrava piovuta da un altro pianeta. Ho detto alla signora che seduta controllava quelle sale: “Curiosa la presenza di Vedova” e lei con un tono di scusa: “Ma è solo per la Biennale” come dire faccia finta di niente e prosegua. Poi uscito mi sono imbattuto in una locandina di una mostra di un Cubano storico: Julio Larraz che lavora negli Stati Uniti e l’ho fotografata ricordandomi che gli artisti Cubani sono in giro per il mondo. 




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lunedì 10 giugno 2013

Lettere da Venezia 3... direttamente dalla Biennale



Proseguo nel racconto della Biennale di Venezia 2013, attraverso gli occhi dell'amico Massimo Ghirardini, in veste di "inviato speciale"...

Per chi si fosse perso leprime due "lettere", potete trovarle ai link:




Ciao Roberto

In questa 3a puntata sulla Biennale di Venezia vi parlo del padiglione nazionale più intelligente e simpatico di tutta la rassegna. Si tratta del Portogallo, padiglione realizzato su di una piccola nave ormeggiata davanti all’ingresso dei Giardini. I grandi palazzi disponibili in Venezia sono pochi e anche, immagino, dispendiosi e non sempre molto adatti per allestimenti di prestigio. Già l’imbarcadero è tutto rivestito di sughero, così come lo sono tutti gli interni e le sedute. Il ponte inferiore (come si può vedere nella foto) è rivestito di azulejos e a poppa ovviamente sventola la Bandeira de Portugal. L’artista presentata è Joana Vasconcelos, il curatore Miguel Amado. La Vasconcelos ha realizzato la mostra “Trafaria Praia” che è un installazione che il pubblico può attraversare. Ci si ritrova in un grembo magico e poetico fatto di tessuti, imbottiture e led che rilasciano una luce pulsante. Sul ponte superiore un ottimo chitarrista accompagnato da un quartetto d’archi intratteneva il pubblico con un concerto. Ho ascoltato con piacere due brani musicali e poi sono sceso per sbarcare e andare ad altri padiglioni e a questo punto è capitata una cosa curiosa: la nave aveva “mollato gli ormeggi” e cominciato a navigare in laguna. Così  sono tornato a seguire il concerto in quella splendida cornice. Joana e il suo gruppo hanno trasformato l’animalone nave in disarmo senza rimuoverne la funzionalità. Così mi è rimasto il ricordo di un’isola d’arte serena nella convulsa manifestazione lagunare. Nella foto in basso una scultura lampadario di tessuti e vetro della Vasconcelos esposta nella bella mostra collettiva "Glasstress" a Palazzo Cavalli Franchetti di cui parlerò più avanti.



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domenica 9 giugno 2013

Lettere da Venezia 2... direttamente dalla Biennale



Eccoci alla seconda puntata di - Lettere da Venezia... direttamente dalla Biennale -.
Per chi si fosse perso il primo episodio può andare al link http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/06/lettere-da-venezia-direttamente-dalla.html e capire meglio di cosa si tratta.

Ovviamente ancora una volta il mio grazie all'amico Massimo Ghirardini per essersi prestato a farmi da occhi... e come l'altra volta "copio ed incollo" la sua mail:


Ciao Roberto

Per la Biennale di Venezia do il mio personale Leone d’Argento alla location-padiglione per la mostra dell’artista cinese di Shanghai SIMON MA curata da Achille Bonito Oliva.

La mostra si sviluppa nei cortili e nelle sale di Palazzo Pisani sede del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello. Le grandi sculture di acciaio inox (la più alta misura metri 6,1) reggono bene la cornice del monumentale edificio. Sono “gocce d’acqua danzanti” annunciate all’ingresso del palazzo da centinaia di gocce di plastica trasparente che all’interno contengono liquidi di sei colori diversi che vogliono ricordarci lo scorrere dell’acqua. Al primo piano è esposta la collaborazione tra l’artista cinese e Julian Lennon con la sua arte visiva. Fotografia e pittura dialogano dando la propria interpretazione della natura. Lascio ai visitatori scoprire I significati tutti orientali del Drago/Cavallo e del Drago/Pavone. Certo Simon Ma al di la del proprio talento è favorito nella comunicazione al mondo occidentale: volete mettere un nome come Simon Ma con Zhang Xiotao, Wang Qinsong o Tong Hongsheng (I colleghi artisti del Padiglione Cinese all’Arsenale). 




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venerdì 7 giugno 2013

Lettere da Venezia... direttamente dalla Biennale



Non avendo potuto vivere in prima persona i giorni frenetici della kermesse lagunare, mi sono affidato ad occhi esperti e professionali. Ho chiesto all'amico Massimo Ghirardini, grande esteta, esperto d'arte ed ideatore di "Spazi dell'arte contemporanea" (http://www.solocontemporaneo.com/), di rendicontarmi di ciò che ha visto a Venezia... ecco la prima parte:

(copio ed incollo la sua mail)

Ciao Roberto
Ho letto di MILANOARTEXPO, benissimo.

Dopo l’overdose di autori visti alla Biennale di Venezia, mi sono preso qualche giorno per riflettere sull’esperienza fatta alla 55 Esposizione Internazionale d’Arte.

In cinque giorni ho visto 60 padiglioni-rappresentanze nazionali ai Giardini, all’Arsenale e in giro per la città, poi Eventi Collaterali ufficiali e mostre semplicemente contemporanee.

( Le rappresentanze Nazionali erano almeno 80 ).

Ho apprezzato le nazioni che hanno presentato un solo autore.

Ti dico subito che, a parte il momento celebrativo dei Leoni alla carriera a Maria Lassnig e Marisa Merz, pur comprendendo l’idea del “Palazzo Enciclopedico” con i suoi oltre 150 artisti la scelta non mi ha convinto. Trovare Enrico Baj, Carol Rama, Bruce Nauman, Richard Serra e addirittura lo svizzero Eduard Spelterini nato nel 1852 e l’argentino Xul Solar nato nel 1887. Boh… Perchè allora non Picasso, Kandinsky, Magritte o De Chirico (dico i primi che mi vengono in mente). Alla Biennale io mi aspetterei nuove proposte, anche audaci scommesse. Chiudo qui con il tono polemico e ti dico che ho deciso come la guida Michelin di dividere le proposte in “Vale il viaggio”, Vale una deviazione” e per le “Segnalazioni” un “se proprio passate per quella calle fate una visita”.

Comincio (nella prima categoria) con la più bella location: la ex chiesa di San Lorenzo, svuotata, alta 20 metri, con un imponente altare abbandonato e una acustica notevole (AntonioVivaldi la utilizzava per le prove dei concerti). In quell’ambiente, che è un cantiere in cui ci si deve muovere con un elmetto, il Messico ha realizzato il proprio padiglione. Hanno usato montanti in legno chiaro che sorreggono una sottile rete d’acciaio che garantisce l’incolumità dei visitatori. L’artista Ariel Guzik ha realizzato una scultura sonora alta circa 4 metri battezzata Cordiox. Questa al centro ha un cilindro di quarzo puro e attorno tre arpe che fanno vibrare 180 corde metalliche. Senza casse o amplificatori l’installazione diffonde un suono primordiale. In armonia con lo spazio, assolutamente da vedere ed ascoltare!

un abbraccio, a presto



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