RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 22 ottobre 2016

ECCE HOMO - Ad Ancona, una importante rassegna di scultura

Ad Ancona, una importante rassegna di scultura!...


ECCE HOMO
Da Marino Marini a Mimmo Paladino.
La scultura di figura nell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi
a cura di Flavio Arensi
 
La Mole – Magazzino Tabacchi || 28 ottobre 2016 – 7 maggio 2017

INAUGURAZIONE AL PUBBLICO 27 OTTOBRE ORE 18.30

Pensata e costruita per il luogo che la ospita, spogliato degli apparati che lo occultavano ma nel mantenimento dei materiali usurati incorporati nel tempo, la mostra ECCE HOMO si snoda in ambienti che risultano magnificamente ambigui e che consentono un’esperienza fisica forte tra la vita solida delle sculture e la spazialità vanvitelliana.

E’ una grande esposizione, con più di 40 opere, collocate in 1500 mq all’interno della Mole, che segna il capitolo fondamentale di un progetto più ampio, destinato a farne un sistema culturale capace di ospitare produzione, formazione, programmazione ed esposizione culturale ed artistica.

Il progetto che nasce dal Comune di Ancona e dalla Fondazione Cariverona trova in Ecce Homo il suo momento di concreto ed importante avvio, con un focus di grande interesse sul ruolo della scultura oggi e, più estesamente, sul rapporto creativo tra l’uomo e la materia. Insieme a Civita Mostre e al Fondo Mole Vanvitelliana, nell’organizzazione anche il Museo Tattile Statale Omero ad indicare nuovi linguaggi e nuove prassi nell’accessibilità e nella fruizione.

La mostra, a cura di Flavio Arensi, intende organizzare un itinerario all’interno dell’ampio scenario della scultura italiana, proponendo alcuni dei protagonisti salienti che ne hanno caratterizzato lo sviluppo, con particolare riferimento all’indagine sull’uomo, più che sulla figurazione. Si tratta di una mostra che, a partire da Marino Marini (come eco di una svolta fondativa di un nuovo linguaggio segnato da Arturo Martini) fino a Mimmo Paladino e ai più recenti autori, vuole mettere in relazione la scultura con il rinnovato spazio della Mole, dove l’allestimento di Andrea Mangialardo cerca di creare dei piccoli cortocircuiti visivi e di relazione fra le opere, installate non per periodo storico ma affinità di soggetto. Ne risulta un viaggio fra differenti stili, materiali e visioni che chiedono al visitatore di concentrarsi non tanto sul singolo autore o sulla situazione culturale ma di cogliere il senso dell’essere umano nel tempo presente. Che siano i Savi in pietra di Fausto Melotti (La disputa dei sette savi di Atene), per la prima volta esposti al di fuori della città di Milano dove sono stati concepiti e collocati, o la classicità di Francesco Messina (Ritratto di Alfonso Gatto, Nudo), fino agli interventi dei più giovani Pietro Ruffo, Donato Piccolo e Fabio Viale, quello che emerge come il senso di una presenza nel mondo, ma persino una sua assenza. Nelle due importanti installazioni di Gino Marotta (Mare Artificiale e Pioggia Artificiale) è infatti il visitatore che diventa protagonista di una esperienza emotiva, che si prolunga nella metamorfosi di Apollo e Dafne di Alik Cavalieri, per la prima volta presentata al pubblico dopo il restauro. Sono tante le curiosità che caratterizzano la mostra, come il recupero di alcune sculture e autori che qui tornano a ritrovare un centro critico nel panorama dell’arte italiana ed europea, tra cui Augusto Perez (Testa d’uomo), presente con un’opera del 1960 già alla Biennale di Venezia, e raramente visibile, e i due piccoli bronzi di Marino Marini, resi disponibili per la prima volta dai collezionisti dopo le importanti mostre degli anni sessanta. Anche l’anconetano Valeriano Trubbiani si ripresenta con due delle sue installazioni più intense e poco visibili (Le morte stagioni e Ractus ractus) qui ricollocate, ma ci sono anche le ceramiche di Giosetta Fioroni, Aldo Mondino, Luigi Ontani che raccontano – insieme a quelle di Lucio Fontana, Aligi Sassu e Agenore Fabbri – della centralità di questo materiale nel sistema linguistico delle arti. Alcune opere della collezione della Fondazione Domus, completano la visita con capolavori come Geremia e Profeta di Mirko Basaldella, la Tebe distesa nell’ovale di Giacomo Manzù o il grande quadro scultura dedicato a Van Gogh di Enzo Cucchi, Van Gogh respira.

ORARI
Martedì e Mercoledì su prenotazione per scuole e gruppi
Giovedì, Venerdì e Sabato: 16 – 19 / Venerdì fino alle 22
Domenica: 10 – 13 / 16 – 19
Lunedì chiuso

INGRESSO
intero: 8 euro
ridotto: 6 euro

Convenzioni: www.anconaticket.it

INFORMAZIONI
Museo Tattile Statale Omero 071 2811035
www.lamoleancona.it
info@lamoleancona.it
www.anconaticket.it

giovedì 20 febbraio 2014

PURI SEGNI dal tratteggio razionale al “ghirigoro” istintivo nell’astrazione contemporanea una rassegna di opere su carta dal 1943 al 2013

 
 
PURI SEGNI
dal tratteggio razionale al “ghirigoro” istintivo nell’astrazione contemporanea
una rassegna di opere su carta dal 1943 al 2013

in catalogo

prefazione: Elio Cappuccio e Demetrio Paparoni
appunti su autori e opere: Roberto Lacarbonara.

Inaugurazione: sabato 22 febbraio 2014alle ore 18,30
Periodo espositivo: dal 22 febbraio al 3 aprile 2014
Sede mostra: Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 Livorno
Orari : 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso
Dal 22 febbraio fino al 3 aprile 2014 la Galleria Peccolo inaugura un'ampia rassegna di opere su carta che coprono circa 70 anni di astrazione nell'arte contemporanea.
In mostra un iter storico,suddiviso in 2 sezioni, che ripercorre le diverse tappe e gli sviluppi in arte dai primi anni del dopoguerra, della stagione "informale", da Vedova a Scanavino da Accardi a Dorazio fino alle esperienze di Fontana e Agnetti; nella seconda sezione in evidenza gli anni settanta con opere di artisti della pittura analitica fino alle esperienze di nuova astrazione americana anni novanta per terminare con le opere di Paladino e Domenico Bianchi e le carte di una inedita giovane generazione milanese segnalata da Demetrio Paparoni.

Nel catalogo della mostra, edizione Galleria Peccolo, la prefazione è di Elio Cappuccio e Demetrio Paparoni mentre

Roberto Lacarbonara ha redatto una breve citazione per ogni autore e opera esposta in mostra.

Nello stesso pomeriggio Sabato 22 febbraio alle ore 17.30 presso la Libreria Erasmo di Via Avvalorati 62, Livorno, sarà presentato il recente libro di Demetrio Paparoni "Il Bello, il Buono e il Cattivo" (come la politica ha condizionato l'arte negli ultimi cento anni) Edizioni Ponte alle Grazie, Milano.
Al termine della presentazione tutti invitati in Galleria alla vernice della mostra.
 
evento fb

giovedì 22 agosto 2013

APPUNTI SICILIANI - COLLEZIONE AGNELLO/BUCCHERI- PALAZZO BUCCHERI/FABBRIC/A A CURA DI GIUSEPPE BOMBACI

Grande Giuseppe Bombaci, anche in veste di curatore!

 

APPUNTI SICILIANI - COLLEZIONE AGNELLO/BUCCHERI- PALAZZO BUCCHERI/FABBRIC/A A CURA DI GIUSEPPE BOMBACI

dal 27 agosto 10 settembre 2013

FABBRIC/A
VIA MARCONI 40/42
96010 CANICATTINI BAGNI (SR)

DA UNA STORICA COLLEZIONE DI DUE MECENATI E CULTORI DELL'ARTE, NASCE UN PRIMO APPUNTO SULLA STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA IN SICILIA.
ARTISTI:

ALEXANDER CALDER
FERNANDO DE FILIPPI
EDOARDO FRANCESCHINI.
OMAR GALLIANI
IGNAZIO MONCADA
MIMMO PALADINO
URANO PALMA

TESTO CRITICO DI VINCENZO BONDì

lunedì 17 giugno 2013

Lettere da Venezia 7... direttamente dalla Biennale



Eccomi! 
Mi è arrivata la 7° lettera direttamente dalla 55° Biennale di Venezia, come sempre dall'ottimo Massimo Ghirardini... da leggere!!!
 
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 



Ciao Roberto
Biennale di Venezia 7a IL CONTESTO

Tra gli eventi collaterali da vedere una mostra a Palazzo Cavalli Franchetti in Campo S.Stefano dal nome GLASSTRESS curata da Adriano Berengo e James Putnam in cui 66 artisti  (se ho contato bene) di tutto il mondo si sono cimentati con il vetro (mostra molto veneziana). Artisti importanti da Ilya e Emilia Kabakov a Jean Fabre , i nostri Aldo Mondino, Francesco Gennari, Mimmo Paladino fino ai “Young British Artists” Mat Collishaw e Tracey Emin. Anche in questo caso il contesto valorizza: palazzo importante che affaccia sul Canal Grande… nelle fotografie l’esterno e, in cima allo scalone di ingresso, l’opera di Mimmo Paladino (Il Rabdomante -  cm 200) e che introcuce alla visita nelle sale dove non è consentito fotografare. Un altro contesto suggestivo: la sala che accoglie l’opera con i neon di Bill Culbert per il Padiglione della Nuova Zelanda intitolata Front Door Out Back (Entrata dalla porta principale, uscita sul retro). Nelle foto centrali si vedono (riflessa) la porta principale da Riva degli Schiavoni e l’uscita sul retro sul Rio del Greci con motoscafo ormeggiato. Mi ci “ricontestualizzerei “ anch’io. Poi (nelle foto in basso del Padiglione di Cuba) all'interno del Museo Archeologico, dietro alle statue classiche, sia l’opera di Hermann Nitsch (artista austriaco) e il video di Pedro Costa (portoghese) sembrano trascinate nella storia.


Aspetto altre news...
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mercoledì 3 aprile 2013

Presentazione della nuova collezione Moret e del libro a questa dedicato, curato da Marco Fazzini e pubblicato da Skira Editore



Salone Internazionale del Mobile e Fuori Salone 2013

Milano 9 - 14 aprile 2013

Presentazione della nuova collezione Moret e del libro a questa dedicato, curato da Marco Fazzini e pubblicato da Skira Editore

Art Carpets 
Cleto Munari and Friends

Tappeti disegnati da:
Lawrence Ferlinghetti, Dario Fo, Cleto Munari, Alessandro Mendini, Ettore Mocchetti, Mario Botta, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Javier Mariscal, Deisa Centazzo
Fiera Milano Rho
9 - 14 aprile 2013
h. 9.30 - 18.30
Padiglione 10
Stand D 05

Fuorisalone Zona Ventura Lambrate
9 - 14 aprile 2013
h.10.00 - 21.00

Showroom Moret
Via Ventura 15
Milano

Press day
Mercoledì 10 aprile h.12.00 - 15.00

Opening
Mercoledì 10 aprile h.19.00 - 21.00

Comunicato stampa: 
Art Carpets - Cleto Munari and Friends è il titolo della nuova collezione Moret che corona tre anni di ricerca e lavoro.

Dopo la giocosa felicità degli Happy Carpets di Aldo Cibic dedicati all’iconografia naturale e presentati durante l’edizione del Salone Internazionale del Mobile 2012, quest’anno Moret ha affidato a Cleto Munari, icona storica del design italiano, la scelta dei protagonisti e la regia della sua nuova collezione.

I nomi degli autori dei nuovi tappeti - realizzati in edizione limitata a 29 esemplari per ciascun modello - da soli bastano a comunicare la qualità e l’intensità di significati di cui Art Carpets sono portatori.

Firmano la nuova collezione, infatti, Cleto Munari stesso; il poeta e pittore statunitense Lawrence Ferlinghetti; Dario Fo, drammaturgo, attore, scenografo nonché premio Nobel per la letteratura nel 1997; Alessandro Mendini, riferimento del design italiano dagli anni Settanta, vincitore del premio Compasso d’Oro negli anni 1979 e 1981, direttore, tra le altre, delle riviste Domus e Casabella; Mario Botta, star dell’architettura internazionale; Sandro Chia e Mimmo Paladino, entrambi esponenti della Transavanguardia italiana, le cui opere sono le entrate a far parte delle collezioni dei maggiori musei internazionali come il MoMA di New York, la Tate Gallery di Londra e il Castello di Rivoli a Torino; il poliedrico grafico e designer spagnolo Javier Mariscal; l’architetto, designer e urbanista Ettore Mocchetti che affianca all’attività professionale la direzione della rivista AD Architectural Digest dal 1980 e infine, a rappresentare l’apertura al futuro, Deisa Centazzo, giovane artista/designer impegnata in progetti ecosostenibili.

“Quando Cleto Munari ha deciso di mettere a nostra disposizione la sua quarantennale esperienza nel campo del design e del Bello, – spiega Moret – una nuova linea di tappeti e di protagonisti è uscita allo scoperto come per incanto. Questi oggetti riescono a unire artigianalità, tecniche avanzate di lavorazione e toccanti varietà cromatiche. L’estetica del risultato finale, ovviamente, si avvale delle competenze da noi acquisite nel campo dell’interior design, delle tecniche di lavorazione/colorazione, ma anche della forza dei motivi che ogni designer/artista ha scelto di mettere in campo nei nostri tappeti. L’anima di questo lavoro non è mai stata di natura commerciale, ma si è ispirata al desiderio e all’ambizione di realizzare oggetti unici legati ad autori unici, i singolari inventori del Bello, coloro che sanno, ogni volta, stupirci per idee e innovazione. La collaborazione tra l’esperienza di Moret e la ricerca e la capacità attrattiva di una figura come Cleto Munari ha puntato su un progetto tutto italiano, che nell’inventiva e nel gusto di questo paese scommette per conquistare il mondo. Nel corso degli ultimi tre anni le idee si sono avvicendate con l’entusiasmo dell’ideatore, degli artisti e designer man mano coinvolti e di tutti i protagonisti di cui la nostra artigianalità si è avvalsa nel tempo”.

“In questi tappeti, come in un quadro, la cromaticità invoca il suo ruolo principe. Anche se la tattilità del tappeto dona a questo un pregio speciale e ne fa un oggetto appetibile e ambito, è l’impatto visivo ciò su cui abbiamo scommesso fin dall’inizio di questo progetto. L’arte doveva stare, potentemente, in primo piano, sia quella di artisti innovatori come Chia e Paladino, sia quella “poetica” di Ferlinghetti e Fo, o quella più razionale e progettistica di Botta, postmoderna di Mendini, surreale e provocatoria di Mariscal e Mocchetti, naive di Centazzo, e singolarmente giocosa di Cleto Munari”.

Il libro

È affascinante ripercorrere, nel libro edito da Skira e dedicato agli Art Carpets, parte della storia di Cleto Munari attraverso le parole di Marco Fazzini: “... di come, nei primissimi anni Settanta, avesse frequentato a lungo la villa Valmarana (Ai Nani) a Vicenza grazie all’amicizia con l’architetto più blasonato del tempo, quel Carlo Scarpa che giornalmente nelle scuderie della villa progettava, disegnava, riceveva conoscenti e professionisti, creando un piccolo cenacolo di fedeli e durature amicizie che l’hanno accompagnato fino all’anno della sua scomparsa, il 1978”.

Giuseppe Mazzariol, loro amico da sempre, ci racconta poi che Munari “l’idea di commissionare un oggetto a un artista l’ha avuta dopo l’incontro a Vicenza con Carlo Scarpa. Vederlo vivere a Villa Valmarana, muoversi e disegnare gli ha fatto intuire quanto fosse straordinaria e bellissima quell’esistenza e come forse sarebbe stato possibile fermare per sempre uno dei suoi gesti, farne un oggetto prezioso e utile per tutti”.

Ed è stato proprio questo l’inizio del lungo e fertilissimo percorso di Cleto Munari, dei designer e degli artisti che hanno disegnato per lui numerosi oggetti che oggi costituiscono tappe fondamentali della storia del design, esposti nei musei di tutto il mondo: come ad esempio Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Marco Zanuso, Norman Foster, Paolo Portoghesi, Hans Hollein, Arata Isozaki, Toyo Ito, Michele De Lucchi oltre agli autori degli Art Carpets e molti altri ancora.

“Cleto Munari stesso dice a clienti e collaboratori che continua non a fare business, ma semplicemente “poesia”. Forse questa è la traccia che dovremmo tenere a mente se vogliamo davvero cogliere l’essenza del personaggio, ricordandoci che in Scozia i grandi poeti sono da sempre chiamati “makar”, una definizione che viene dalla stessa radice del verbo “to make” (fare), per ribadire la sostanza artigianale di quest’arte, la fattiva volontà di produrre qualcosa, non qualcosa di fumoso e sfuggente come tanti intendono la poesia, ma un vero e proprio oggetto che possa rimanere nel tempo, solido e significativo per le generazioni a venire”. 

Cleto Munari e Moret hanno condiviso questo comune obiettivo. Con questo intento Cleto Munari ha scelto gli autori dei tappeti, amici compagni di vita e lavoro, uomini e donne “makar” capaci di trasferire la propria poesia in un oggetto, in un tappeto in questo caso, fatto per durare nel tempo.

Il risultato è una molteplicità di visioni, sogni, armonie tanto intense da richiedere, all’interno del libro dedicato agli Art Carpets, un capitolo riservato a ogni autore e l’interpretazione di autorevoli critici, come Achille Bonito Oliva, Flavio Arensi, Francesco Scarabicchi, Alessandra Morelli, Roberto Cresti, e vari altri.

Design, tecnologia e artigianato

Se oggi possiamo ammirare tutte le poesie degli Art Carpets è grazie alla maestria di Moret che realizza una felice contaminazione d’idee, tradizione, design e avanzata tecnologia “capace di trasformare un originale pittorico prodotto dal designer artista in una riproduzione digitale”. “È una sorta di vagireh digitale – spiega Moret – che sostituisce il campione tessile di una volta con un modello in cui si calcola la quantità esatta dei nodi e dei colori da impiegare. Si procede dai colori più vivi fino alle sfumature, per creare macchie colorate che siano praticabili per la tessitura e appetibili per l’occhio. Ci serviamo, a Istanbul, di esperti Rug Designer, usciti dall’Accademia delle Belle Arti. La gioia più grande è vedere le tessitrici lavorare con questi modelli appesi ai telai, mentre seguono precisamente cosa è già stato programmato nei nostri uffici di Istanbul.

Si tratta di una perfetta combinazione di tecnologia e artigianato. Da oltre tre decenni compriamo lane selezionate direttamente dai produttori. Viaggiamo nei villaggi delle province di Antalya e Siverek. Si tratta ancora di un viaggio affascinante, proprio all’interno dell’Urfa.

Amiamo toccare i materiali che serviranno per le varie produzioni – prosegue Moret – La lana grezza, come anche il lino e la seta, sono così imbarcati per lo stoccaggio nella nostra azienda di Usciak. Per la filatura, commissionata ad hoc, la torsione delle fibre avviene strettamente in senso antiorario, secondo le tecniche della filatura a S. I materiali prescelti arrivano ai villaggi delle tessitrici nell’Anatolia centro-occidentale, nelle province di Ghiordes, Simav, Demirci, dove abbiamo circa duecento telai dislocati tra gli altipiani a est di Smirne. Ogni sacco numerato che facciamo partire contiene il necessario per un singolo tappeto: la trama e l’ordito, il modello – il vagireh digitale – la lana, l’eventuale lino, o la seta.

Il ritmo che due, tre e, a volte, anche quattro tessitrici devono tenere durante la tessitura di un grande tappeto è essenziale per il risultato finale: è per questo che scegliamo i nostri collaboratori come si usava una volta, privilegiando i conoscenti, e spesso i parenti stretti, persone che oltre a vivere la quotidianità del villaggio si ritrovano fianco a fianco di fronte al tappeto in lavorazione e, con cadenza perfetta, ne costruiscono il completamento.

È necessaria una tessitrice ogni 60-70 centimetri di telaio. Non si può essere casuali in questo lavoro: le nostre collaboratrici producono da seimila a ottomila nodi al giorno, con la tecnica del nodo turco o asimmetrico, detto anche ghiordes.

Questo è forse uno degli ultimi lavori artigianali sopravvissuti al mondo, e qui non è permesso barare, o diventare tecnologici: un metro quadrato di tappeto contiene circa 84.000 nodi, e tutto questo avviene grazie all’opera delle mani delle tessitrici, dell’attenzione dei loro occhi, di un ritmo assolutamente orchestrale”.

Ed è così che ancora una volta Moret riesce a creare un ponte tra passato e futuro, tra tradizione e tecnologia per proporre tappeti che sono opere d’arte, portatori di armonia e poesia.

Moret è un marchio italiano attivo dal 2000 nel settore del tappeto contemporaneo con sedi a Vicenza, Milano e Istanbul.

Sviluppa e rinnova la solida tradizione costruita in oltre vent’anni d’attività dalla Galleria Pashà di Vicenza che, fondata da Hasan Pashamoglu, ospita pregiati tappeti antichi e moderni provenienti, oltre che dalla Turchia, da quelle parti del mondo in cui l’arte del tappeto costituisce un’eccellenza come, ad esempio, Cina, India e Francia.

Anni di ricerca e la continua collaborazione con architetti e designer italiani nel creare tappeti ad hoc adatti a esigenze e spazi particolari in abitazioni, hotel, yacht e centri congressi in tutto il mondo hanno stimolato la nascita della nuova concezione di tappeto che oggi Moret propone al pubblico internazionale. Se tradizionalmente esprimeva l’evolvere e il mutare di sentimenti nel complesso mondo femminile delle tessitrici, oggi il tappeto contemporaneo secondo Moret può ampliare i propri orizzonti e farsi portatore d’idee e sogni, universali e condivisi, trasformandosi così da complemento d’arredo in oggetto di design e d’arte.

Ufficio stampa Moret
Monica Racic
Via Giambologna, 23/1
20136 Milano
Tel. +39 0287070622
Mob. +39 335256797
monica@monicaracic.com
 

sabato 20 ottobre 2012

Mimmo Paladino per Florens2012



“Cultura, qualità della vita” è il titolo della seconda edizione della Biennale Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, Florens 2012, che si svolgerà dal 3 all’11 novembre a Firenze (www.fondazioneflorens.it).
Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 200.000 presenze, quest’anno nove giornate dedicate alla cultura, all’ambiente e all’economia, 3 giorni di Forum Internazionale, più di 40 convegni e tavole rotonde, 6 lectio magistralis, mostre e installazioni urbane con oltre 350 relatori da tutto il mondo coinvolgeranno l’intera città.


Sabato 3 novembre alle 15 sarà inaugurata l’opera site-specific concepita per Florens 2012 dall’artista Mimmo Paladino e ideata appositamente per Piazza Santa Croce: una gigantesca croce di 80×50 metri realizzata disponendo davanti alla basilica francescana più di 50 blocchi di marmo estratti dalle cave di Carrara, diversi per dimensioni (dai 2 metri ai 4 metri di altezza), peso (alcuni fino a 38 tonnellate), forma e colore. Su ogni blocco Paladino inciderà e tratteggerà segni arcaici, volti, arti, cifre e lettere: tutti elementi che contraddistinguono il suo linguaggio figurativo e attraverso cui Paladino affronta ed esplora i simboli e le iconografie cristiane da cui trarre ispirazione. La monumentale croce entrerà in dialogo con la facciata ottocentesca di Santa Croce e sarà percepibile nella sua interezza dal sagrato e dalle finestre dei palazzi mentre l’invaso della piazza sarà coperto con un tappeto di ciottoli bianchi dell’estensione di circa 4000 metri quadrati: un candido manto di marmo che rifletterà la luce del sole e quella artificiale notturna trasformando piazza Santa Croce in uno specchio di spiritualità e arte, un immenso foglio bianco su cui Paladino ha immaginato di disporre i blocchi in forma di croce.

Il progetto, a cura di Pino Brugellis e Sergio Risaliti, associa l’universalità del simbolo cristiano alla contemporaneità del patrimonio artistico che in questa occasione viene re-interpretato offrendo una nuova esperienza della piazza e restituendola ad una sua originaria identità, quella di spazio pubblico, e, insieme, di spazio sacro: le pietre impressioneranno con la loro mole lo sguardo dei cittadini, attratti all’interno della croce come in un labirinto o in un sacro recinto dei primordi.

Non è la prima volta che l’artista realizza un’opera monumentale: già nel 1995 a Napoli in piazza Plebiscito l’artista aveva innalzato una Montagna di sale che divenne un’installazione ambientale, un oggetto di culto collettivo, vissuto e saccheggiato dagli stessi abitanti di Napoli che portarono via il sale a scopo scaramantico.
Ora, l’opera di Piazza Santa Croce si confronterà a distanza con simili iniziative organizzate in passato a Parigi (Monumenta-Grand Palais) e all’interno della Tate di Londra (Unilever Series), ma in quel caso le opere esistevano all’interno di spazi chiusi e in contesti industriali; qui invece la croce sfida lo spazio pubblico all’aperto, dialogando con la sacralità del contesto e la sua aura rinascimentale.
I blocchi di marmo saranno forniti dall’azienda di escavazione e lavorazione di materiali lapidei Henraux di Querceta.

La manifestazione è ideata da Giovanni Gentile, Presidente della Fondazione Florens, i cui soci fondatori sono: Intesa Sanpaolo, Banca CR Firenze, Confindustria Firenze, CNA Firenze e APPS Associazione Partners Palazzo Strozzi.

La direzione culturale del Forum Internazionale e delle tavole rotonde è a cura di Mauro Agnoletti, esperto di pianificazione del territorio e del paesaggio, Andrea Carandini, archeologo e Walter Santagata, economista.

La direzione artistica è affidata a Davide Rampello.

Il calendario delle iniziative è disponibile sul sito www.fondazioneflorens.it.

Consigliata la prenotazione dal 4 ottobre al numero 055.2608949, oppure on-line sul sito.

giovedì 22 marzo 2012

THE CROSS SHOWN

Bella l'idea, nutrito ed interessante il gruppo di artisti presenti. 

La Nuova Galleria Morone di Milano presenta The Cross Shown, una mostra collettiva dedicata al tema della croce

Una croce è un segno geometrico composto da due rette che si intersecano fra loro ed è uno dei simboli più ricorrenti e più antichi attestati nella storia dell'umanità.
Le prime croci che l'archeologia menziona risalgono infatti all'antica Mesopotamia.
Come figura geometrica la Croce ha una funzione di sintesi, di misura, di mediazione, di comunicazione. Essa infatti stabilisce relazioni con gli altri simboli: il centro, nell'intersezione fra le due rette; il cerchio, in quanto può esserevi inscritta; il quadrato e il triangolo in quanto forme variamente generate dalla congiunzione delle estremità attraverso segmenti di linee. La stessa intersezione delle due rette in un punto definisce anche l'idea di diversi moti opposti, centrifugo e centripeto.
Simbolicamente la Croce rappresenta la congiunzione fra Terra e Cielo, Spazio e Tempo. La sua forma è infatti assimilabile alle figure emblematiche del Ponte e della Scala, indicando un passaggio, un percorso verso qualcosa. Ed è qui che interviene la simbologia cristiana, della Croce come simbolo del martirio di Cristo e della sofferenza umana, un momento sospeso tra la vita e la morte, ma anche la speranza nella resurrezione presupponendo un radicale cambiamento.

Il progetto espositivo vuole proporre un ventaglio di possibilità che sia il più ampio possibile in relazione al tema, aperto ad ogni tipo di linguaggio, per creare una commistione efficace di idee e di visioni, di scambio fra generazioni diverse di artisti italiani e internazionali.

Come si trattasse di un’unica installazione, l’intera galleria sarà invasa dalle opere degli artisti invitati al progetto:
Wolfgang Betke | Giovanna Bolognini | Gabriele Bonato | Bruno Ceccobelli | Sandro Chia | Daniela Comani | Jeff Cowen | Felix Curto |Agenore Fabbri | Marco Grimaldi | Bertram Hasenauer |Pipo Hernandrez Rivero | Jannis Kounellis | Thomas Lange | Gianluca Malgeri | Giuseppe Maraniello | Jonathan Meese | Mimmo Paladino | Arnaldo Pomodoro | Mario Raciti |Arnulf Rainer | Giovanni Sesia| Sadegh Tirafkan | Marco Tirelli | Valentino Vago | Alec Von Bargen

martedì 31 gennaio 2012

2011- 2012? A tutta Transavanguardia...


Era il 1979 quando Achille Bonito Oliva, attraverso le pagine di Flash Art teorizzava la Transavanguardia (vedi l'articolo originale su: http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=articolo_det&id_art=847&det=ok&titolo=TRANS-AVANGUARDIA ).
Ora a cavallo fra il 2011 ed il 2012, con una serie di eventi, ABO, cerca di rilanciare, se mai ce ne fosse bisogno, questo movimento che tanto ha caratterizzato la nostra storia dell'arte recente e lo fa con una serie di mostre da non perdere!
Gli appuntamenti sono sei, dislocati in varie sedi lungo tutto lo stivale in altrettante sedi pubbliche e realizzate con la collaborazione, per lo sviluppo di questo ambizioso progetto di Marco Pierini, Marco Bazzini, Alberto Fiz, Francesco Gallo e Mario Codognato.

Le mostre:

- "La Transavanguardia italiana"      24 Nov. 2011 - 4 Mar. 2012  - Milano, Palazzo Reale;
- "Sandro Chia"      9 Dic. 2011- 29 Gen. 2012  - Modena, Foro Boario;
- "Nicola De Maria. I miei dipinti si inchinano a Dio"      11 Dic. 2011 - 4 Mar. 2012  - Prato, Centro Pecci per l'Arte Contemporanea;
- "Enzo Cucchi"      17 Dic. 2011 - 1 Apr. 2012  - Catanzaro, MARCA;
- "Francesco Clemente"      15 Mar. - 15 Apr. 2012  - Palermo, Palazzo Sant'Elia;
- "Mimmo Paladino"      1 Mar. - 1 Apr. 2012  - Roma, ex Gil di Luigi Moretti.

domenica 15 maggio 2011

AD di maggio, un numero da collezione!!!


Chi mi conosce sa che dilapido buona parte dei miei risparmi in libreria ed in edicola... compro e leggo veramente di tutto.
Le riviste d'arte, d'arredamento, design ect. sono però, quelle che prediligo.
Purtroppo avviene spesso, ahimè, che dopo comprate stazionino qualche giorno sulla scrivania in attesa di essere consumate.
Come tutti i mesi, una settimana fa, ho comprato il numero in edicola di AD (maggio 2011). Solo stasera, l'ho aperto e l'ho iniziato a sfogliare (normalmente cerco subito gli articoli che mi possano interessare e poi, se il tempo è clemente, approfondisco la lettura anche degli altri...). Beh, sono rimasto veramente colpito dalla qualità di questo numero. penso di non esagerare a definirlo, per gli appassionati d'arte, un numero da collezione. Come sempre, case interessanti, ambienti particolari e quant'altro, ma in questo mese di maggio gli articoli dedicati all'arte sono veramente tanti. C'è di tutto, da Paladino a Mitoraj, fino ad un bellissimo articolo su alcuni artisti dell'Italian Newbrow. Da comprare, leggere e conservare!

lunedì 28 marzo 2011

Mimmo Paladino a Milano, a Palazzo Reale, a cura di Flavio Arensi


Trent'anni di Mimmo Paladino a Palazzo Reale
Il maestro campano arriverà a Milano con una grande mostra che si snoderà fra Palazzo Reale, piazza Duomo e l'Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele dal 30 marzo al 26 giugno 2011

Milano, 14 marzo 2011  
Mimmo Paladino invade Milano. Dal 30 marzo al 26 giugno Palazzo Reale, ma anche Piazza Duomo e l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II accolgono la monografica dell’artista campano. Curata da Flavio Arensi, promossa dal Comune di Milano - Cultura, prodotta da Palazzo Reale, Civita e GAmm Giunti, la mostra prende in esame oltre trent’anni di attività di Paladino, una delle più autorevoli personalità del panorama artistico internazionale, attraverso un nucleo di oltre 50 opere, tra cui 30 dipinti di grandi dimensioni, sculture e installazioni. L’omaggio a Mimmo Paladino dalla città di Milano, dove per trent’anni ha mantenuto studio e abitazione, presenta degli elementi di eccezionalità: per la prima volta, sul sagrato del Duomo, tra la statua equestre di Vittorio Emanuele II e la Cattedrale, verrà installata un’opera d’arte monumentale, la Montagna di sale (35 metri di diametro e 10 metri di altezza), ricostruita a vent’anni di distanza dalla sua prima realizzazione a Gibellina e a quindici anni dal riallestimento in piazza del Plebiscito a Napoli. Al piano nobile di Palazzo Reale, saranno presentati i lavori pittorici che coprono un arco cronologico che dagli anni Settanta si sviluppa fino ai tempi recenti. 

L’intento è quello di costruire un percorso a tappe che metta in risalto i momenti cardine della sua evoluzione creativa con opere fondamentali come Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro del 1977, che segna la rivoluzione pittorica degli anni Ottanta e che porterà all’esperienza della Transavanguardia, iniziata subito dopo la Biennale di Venezia del 1980. I dipinti scelti illustrano i diversi passaggi tematici e stilistici di Paladino, fino alla produzione più recente, con l’inserimento di importanti sculture.

martedì 16 novembre 2010

11 dicembre 2010 – 30 gennaio 2011 "DA MODIGLIANI A PALADINO - Tesori di un collezionismo privato" a Milano, Galleria San Lorenzo


DA MODIGLIANI A PALADINO
Tesori di un collezionismo privato

Milano, 11 dicembre 2010 – 30 gennaio 2011


Comunicato Stampa


Giuseppe Capogrossi, Tecnica mista su carta rip. su tela (1950)


Per festeggiare i quindici anni di attività, Casa d’Arte San Lorenzo ha organizzato nei  locali della propria sede milanese (via Sirtori, 31) una importante mostra dedicata ad alcuni grandi protagonisti del Novecento italiano.

In rassegna, trenta capolavori – collocati negli anni in altrettante collezioni private – rivisitati attraverso una lettura cronologica basata sulle scelte e il gusto del proprio collezionismo. Pagine straordinarie e fra le più significative del XX secolo, appartenenti, fra gli altri, a Modigliani, de Chirico, Sironi, Capogrossi, Crippa, Vedova, Fontana e Castellani.

L’idea di inserire nel sottotitolo della mostra la parola «tesoro» nasce da questa riflessione: per il collezionista, ogni opera rappresenta, appunto, un tesoro. Un immaginario contenitore che racchiude dentro di sé piacere, cultura, investimento e che, se acquisito anche seguendo il prezioso consiglio di voci esperte e non solo seguendo il proprio istinto, assume realmente nel corso degli anni un «valore» che rimanda immediatamente al concetto di «tesoro».

Il Prof. Faccenda, che ha prestato la sua penna alla redazione del testo presente in catalogo, con la sua impeccabile capacità di analisi ha colto e messo in luce quell’intricato tessuto che lega personalità artistiche così differenti fra loro, ponendo gli accenti su ogni singola peculiarità delle opere esposte.

Siamo, da anni, educati a varcare le soglie di Musei e Fondazioni per ammirare intere collezioni d’arte. In realtà ogni collezionista, piccolo o grande che sia, aspira ad esibire il proprio «capolavoro». Con questa mostra, alcuni collezionisti, che negli anni si sono affidati alla professionalità della Casa d’Arte San Lorenzo, colgono questa singolare opportunità.

Senza cadere nella più scontata retorica, attraverso questa esposizione dai contenuti celebrativi, Casa d’Arte San Lorenzo vuole dire grazie a tutti i propri collezionisti che in questi quindici anni hanno contribuito alla condivisione di preziosi tesori.


Scheda mostra

Titolo:            Da Modigliani a Paladino. Tesori di un collezionismo privato
Luogo:                     Galleria San Lorenzo
Indirizzo:         via Sirtori, 31 – 20129 Milano
Info:              02 74236426 – 3396561812 -  0571 43595 -
web:              www.arte-sanlorenzo.it
Inaugurazione:  sabato 11 dicembre 2010, ore 18
Periodo mostra: 13 dicembre 2010 – 30 gennaio 2011
Orari:             dal lunedì al sabato 15-19 (mattina su appuntamento)
                     Chiuso nel periodo natalizio     
Catalogo:          Riflessione critica del Prof. Giovanni Faccenda per
   Zeta Scorpii Editore
Uff.Stampa:    Patrizia Milani p.milani@arte-sanlorenzo.it 

lunedì 22 marzo 2010

Roncaglia - Biennale d'arte - XXXI edizione



E' decisamente di grande livello. Nonostante le dimensioni. E pensare che, a parte aver sfogliato qualche catalogo di una o due edizioni passate, quasi non ero a conoscenza di questa kermesse arrivata ormai alla XXXI edizione!
Sto parlando della BIENNALE RONCAGLIA, che quest'anno ha come titolo "il respiro dell'altro io", curata in maniera magistrale dalla brava, preparata e cosa non da poco, simpatica Carla Molinari, aiutata tra l'altro quest'anno da una delle penne più fresche del mondo dell'arte il raffinato Stefano Castelli.

Merita la visita, il paese del modenese, San Felice sul Panaro che con orgoglio ospita questa manifestazione.
Per tutte le eventuali ulteriori info, vedi post precedenti.


Alcune opere in mostra:


Gianni Cuomo


Giuseppe Bombaci


Mimmo Paladino

mercoledì 17 marzo 2010

...sempre a proposito della Biennale RONCAGLIA...

Direttrice Carla Molinari
Testo in catalogo Stefano Castelli

Artisti Selezionati

Agostino Arrivabene
Alberto Castelli
Ettore Frani
Fabrizio Pozzoli
Gianni Cuomo
Giovanni Sesia
Giuseppe Bombaci
Iain Faulkner
Jiulio Vaquero
LEMEH42
Luca Lanzi
Mimmo Paladino
Nicola Samorì
Philippe Garel
Ugo Riva
Ulrike Turin
Vanni Spazzoli



www.biennaleroncaglia.it
press@biennaleroncaglia.it - info@biennalerocaglia.it
Biennale d’Arte Roncaglia 2010
Il Respiro dell’Altro io


Con il tema Il Respiro dell’Altro Io si apre la XXXI edizione della Biennale D’Arte
Roncaglia, in programma a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, dal
21 marzo, giorno di inaugurazione, al 18 aprile.
Anche quest’anno l’arte sarà presentata nello splendido contesto della Rocca Estense
e della trecentesca Torre Borgo, spazi urbani nel cuore del paese che ormai per
tradizione appartengono alle manifestazioni culturali ed artistiche, ed in particolare a
questo evento.
Seguendo il tema proposto dalla direttrice Carla Molinari, artisti, dai più affermati quali
Mimmo Paladino fino a Nicola Samorì, Ugo Riva e ai giovani emergenti Lemeh42,
Luca Lanzi, Ulrike Turin, Philippe Garel ed Ettore Frani, interverranno con installazioni,
sculture e dipinti per affrontare un discorso articolato lungo le stanze della rocca sui
temi dell’io e dell’identità, offrendo attraverso prospettive artistiche diverse fra di loro
uno spaccato dell’immaginario contemporaneo.
Gli spazi espositivi della Torre Borgo saranno invece riservati a un momento
monografico dedicato all’opera grafica di Georges Rouault: dai fogli del Miserere fino
ai ritratti e alla serie dei Divertissement questa retrospettiva storico-critica su un
grande protagonista dell’arte e dell’incisione del novecento andrà ad affiancare la
ricerca contemporanea sul tema della rassegna.
La Biennale sarà accompagnata da un catalogo con schede e riproduzioni a colori
delle opere, introdotto da un testo critico di Stefano Castelli.
Si ringraziano per la preziosa collaborazione L'Ariete artecontemporanea e Galleria
Forni, Bologna e la Galleria Bellinzona, Milano.
La Biennale d'Arte Roncaglia viene realizzata, da oltre 50 anni, grazie al fondamentale
contributo di SANFELICE1893 Banca Popolare e del Comune di San Felice
Sul Panaro - Assessorato alla Cultura, e con il Patrocinio della Provincia di
Modena.
www.biennaleroncaglia.it
press@biennaleroncaglia.it - info@biennalerocaglia.it

il respiro dell’altro io
Roncaglia. Biennale d’arte 2010
San Felice S/P (Mo), 21 marzo-18 aprile.
Inaugurazione Domenica 21 marzo, ore 17:30.
Apertura:
Venerdì, 10-12:30/17-19:30.
Sabato, Domenica, 10-19:30.
Lunedì 5 aprile, apertura straordinaria, 10-19:30.
Visite Guidate:
Giovedì 25 marzo, ore 21:00: visita alla Biennale nelle sale della Rocca Estense
Giovedì 8 aprile, ore 21 visita all’esposizione dedicata a Rouault presso la Torre Borgo
Per ulteriori informazioni:
Comune di San Felice S.P., Ufficio Cultura:
tel. +39 0535.86320 mail. cult@comunesanfelice.it
www.biennaleroncaglia.it
press@biennaleroncaglia.it - info@biennalerocaglia.it


Il Concorso Under25 - L'uomo - i cambiamenti
La Biennale d'arte Aldo Roncaglia, in collaborazione con SANFELICE1893 Banca
Popolare e il Comune di San Felice sul Panaro, bandisce all’interno della
manifestazione la seconda edizione del concorso rivolto ai giovani artisti Under 25.
Partendo dal nuovo tema l'uomo - i cambiamenti, questo premio riconferma la sua
importanza nel panorama della giovane arte italiana dopo il successo della prima
edizione, accompagnata da un’importante collettiva realizzata all’interno della rocca
nel 2009 con opere e installazioni appositamente realizzate dai vincitori del concorso.
Anche quest’anno il premio ha visto partecipanti dal mondo delle accademie e degli
istituti d’arte di tutta Italia, e vedrà come esiti la presentazione degli artisti selezionati
nella Pinacoteca di San Felice durante la XXXI Biennale e un’esposizione dedicata ai
tre artisti vincitori, il prossimo anno, nelle sale della Rocca.
La premiazione dei vincitori si terrà durante l’inaugurazione della Biennale, Domenica
21 marzo.


La Biennale Roncaglia e la didattica
In occasione della Biennale Roncaglia l’Amministrazione comunale di San Felice sul
Panaro ha inoltre deciso di proporre specifici percorsi di visita rivolti alle scuole. Tali
percorsi, da intendersi quali possibilità date ai bambini per avvicinarsi all’arte
contemporanea prevedono sia la sola visita, in cui la classe sarà accompagnata dalle
guide lungo tutto il percorso espositivo, che un momento in mostra a cui farà seguito
un’esperienza laboratoriale in cui i ragazzi saranno chiamati a rapportarsi sia
direttamente sia tramite percorsi progettuali e creativi all’arte contemporanea.
L’attività dei laboratori prevederà una serie di proposte strutturate in modo da
rispettare e stimolare le diverse capacità e le competenze grafico-espressive e
cognitive raggiunte dai ragazzi. Ognuna di esse presenterà poi un approfondimento
delle poetiche alla base delle diverse opere e una rielaborazione personale delle
stesse per dar vita ad un elaborato che diverrà esso stesso, durante l’ultimo weekend
previsto, parte integrante della mostra. Le attività sono pertanto da intendersi
come possibilità in cui i bambini ricevono stimoli da artisti molto diversi tra loro,
apprendendo da ciascuno di essi qualcosa di essenziale, come spazi in cui rielaborare
attraverso i materiali e le tecniche le suggestioni delle opere esposte per creare un
qualcosa che sia totalmente personale ed originale
laboratori libera utenza:
giovedì 8 aprile, dalle 17 alle 18 (per bambini di 6, 7, 8 anni)
giovedì 15 aprile dale 17 ale 18 (per bambini di 9, 10, 11 anni)
www.biennaleroncaglia.it
press@biennaleroncaglia.it - info@biennalerocaglia.it



Eventi Collegati

Il Respiro dell’Altro io – Opere Grafiche
Sabato 27 marzo aprirà a Modena, come evento collegato alla XXXI Biennale
Roncaglia, una mostra di "stampe originali" presso la galleria Arte su Carte:
Il tema della rassegna, Il Respiro dell’Altro Io, sarà affrontato in questa sede attraverso
le opere grafiche di artisti di primissimo piano come Valerio Adami, Carlo Candi,
Arnoldo Ciarrocchi, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi, Mino Maccari, Giacomo
Manzu', Marino Marini, André Masson, Mimmo Paladino, Ernesto Treccani, Wainer
Vaccari, Renzo Vespignani e Giuseppe Viviani,
Questo evento è organizzato dal Laboratorio d'Arte Grafica di Modena.
Si ringraziano per la collaborazione Stamparte-Bologna e Dario Silingardi.
ArtesuCarte
Via Fratelli Rosselli 21/23/25
41125 Modena
da sabato 27 marzo a domenica 18 aprile 2010
Inaugurazione sabato 27 marzo ore 17,30
Orari di visita:
dal lunedì al venerdì 9,30/12,30 - 15,30/19,30
sabato e domenica 10/12,30 - 16/19
www.biennaleroncaglia.it
press@biennaleroncaglia.it - info@biennalerocaglia.it


Eventi Collegati
Musei da Gustare. Alla Scoperta del tempo perduto
La Provincia di Modena organizza presso la Rocca Estense di San Felice l’evento
Storie nella Nebbia, all’interno della rassegna Musei da Gustare: Sabato 17 e
Domenica 18 aprile, in concomitanza con le ultime giornate di apertura della Biennale
Roncaglia, la Sala Tosatti della Rocca ospiterà incontri letterari ed eventi di narrazione
animata per i bambini.
Ingresso Gratuito
Per il programma e informazioni sulla manifestazione:
tel. +39 0535.86320