RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 19 aprile 2014

Un sabato a Torino: Castello di Rivoli



A pochi chilometri da Torino, c'è il Castello di Rivoli (http://castellodirivoli.org). 
Da circa trent'anni è una delle realtà più importanti per l'arte contemporanea, che ci sia in Italia.
Merita una visita. 

Io ci sono tornato oggi... (per la 5° volta in questi 30 anni)

La qualità e la ricchezza delle opere esposte rendono unico nel suo genere questo museo, almeno nel nostro paese. 
Ciò che lo rende straordinario però è lo spazio, caratteristica questa che rende unico l'intero nostro paese. 
Esistono sicuramente musei molto più importanti, al mondo ed anche in Europa, ma la peculiarità e che le forme più estreme del contemporaneo possano essere ospitate in un Castello del '600 e che tutto ciò contribuisce a trascinare il visitatore in un mondo quasi surreale... 

nelle sue sale i nomi più importanti dell'arte recente del XX e XXI secolo.
Da Cattelan a Amin, da De Maria a Fontana, da Boetti a Lewitt















Una segnalazione particolare è doverosa anche all'esposizione temporanea in corso fino al 29 giugno 2014... la mostra di fotografia di Jan Dibbets a cura di Marcella Beccaria, ospitata al 3° piano della struttura... (in questo caso però, senza foto... in quanto assolutamente vietato)




un po' di editoria...




lunedì 17 giugno 2013

Lettere da Venezia 7... direttamente dalla Biennale



Eccomi! 
Mi è arrivata la 7° lettera direttamente dalla 55° Biennale di Venezia, come sempre dall'ottimo Massimo Ghirardini... da leggere!!!
 
E per chi si fosse perso le prime "lettere", potete trovarle ai link:



 
 



Ciao Roberto
Biennale di Venezia 7a IL CONTESTO

Tra gli eventi collaterali da vedere una mostra a Palazzo Cavalli Franchetti in Campo S.Stefano dal nome GLASSTRESS curata da Adriano Berengo e James Putnam in cui 66 artisti  (se ho contato bene) di tutto il mondo si sono cimentati con il vetro (mostra molto veneziana). Artisti importanti da Ilya e Emilia Kabakov a Jean Fabre , i nostri Aldo Mondino, Francesco Gennari, Mimmo Paladino fino ai “Young British Artists” Mat Collishaw e Tracey Emin. Anche in questo caso il contesto valorizza: palazzo importante che affaccia sul Canal Grande… nelle fotografie l’esterno e, in cima allo scalone di ingresso, l’opera di Mimmo Paladino (Il Rabdomante -  cm 200) e che introcuce alla visita nelle sale dove non è consentito fotografare. Un altro contesto suggestivo: la sala che accoglie l’opera con i neon di Bill Culbert per il Padiglione della Nuova Zelanda intitolata Front Door Out Back (Entrata dalla porta principale, uscita sul retro). Nelle foto centrali si vedono (riflessa) la porta principale da Riva degli Schiavoni e l’uscita sul retro sul Rio del Greci con motoscafo ormeggiato. Mi ci “ricontestualizzerei “ anch’io. Poi (nelle foto in basso del Padiglione di Cuba) all'interno del Museo Archeologico, dietro alle statue classiche, sia l’opera di Hermann Nitsch (artista austriaco) e il video di Pedro Costa (portoghese) sembrano trascinate nella storia.


Aspetto altre news...
Altri post sull'argomento Biennale di Venezia 2013 su:

domenica 24 ottobre 2010

E' un omaggio a Tracey Emin il progetto di Thomas Berra preparato per Step09 2010


Per quanti non conoscessero l'artista londinese, classe 1963, Tracey Emin (http://www.google.it/search?hl=it&client=safari&rls=it-it&q=Tracey+Emin&aq=f&aqi=g3&aql=&oq=&gs_rfai= ), beh, che dire, è senza ombra di dubbio una delle più importanti protagoniste della scena contemporanea a livello mondiale. Se mi è permesso un paragone, anche non troppo, azzardato, è considerata da i più un Damien Hirst (http://www.google.it/search?hl=it&client=safari&rls=it-it&&sa=X&ei=SAfETPuzHtDAswaW9fXlCA&ved=0CC4QBSgA&q=damien+hirst&spell=1 ) al femminile. Anche se, bisogna dirlo, la sua poetica (e le sue quotazioni) sono molto distanti dall'artista vivente più costoso al momento.
Trasgressiva, provocatoria ed anticonformista, ha stupito e conquistato i collezionisti più importanti, i galleristi più attenti e la critica di tutto il mondo. I musei d'Arte Contemporanea fanno a gara per avere nelle proprie collezioni opere sue, le gallerie del calibro di White Cube e Saachi hanno tenuto sue personali attirando collezionisti da tutto il mondo ed ogni volta che una casa d'aste ha in catalogo una sua opera, stabilisce un nuovo record.

Nel giugno del 2009, viene presentato al pubblico One Thousand Drawings da Rizzoli International (http://www.rizzoliusa.com/book.php?isbn=9780847832026 ) un volume di 2016 pagine colmo di scritti, disegni, pensieri e appunti dell'artista britannica.

Da questo oggetto, oramai diventato un cult per molti, parte il progetto che Thomas Berra presenterà a Milano dal 26 al 29 novembre, durante lo svolgimento dell'edizione 2010 di Step09 (http://www.step09.com/ ) negli stand di Galleria San Lorenzo.
Un'installazione composta da più di 500 disegni (in mostra troveranno spazio solamente 100 di quest'ultimi) su carta nera e realizzati con inchiostro bianco.
Un omaggio a Tracey Emin da parte di questo giovanissimo artista che con rispetto ed attenzione vuole segnare in maniera indelebile la propria appartenenza alla scena contemporanea internazionale.




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