RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 28 febbraio 2015

Plastica Italiana a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati

C'è anche l'amico Sergio Cabrini in questa grande collettiva a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati.. ed è in ottima compagnia!

 

Plastica Italiana
Sabato 28 febbraio, alle 17.30, presso la Sala Sant'Ignazio - via Carducci 7 Arezzo - verrà inaugurata "Plastica Italiana", la collettiva che l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Arezzo realizza in collaborazione con Armanda Gori Arte, nell'ambito della rassegna Aritmie.


La mostra, a cura di Valerio Dehò e Fabio Migliorati, raccoglie le opere di Carla Accardi, Enrico Baj, Enrica Borghi, Sergio Cabrini, Gianni Cella, Giuseppe Chiari, Franco Costalonga, Nando Crippa, Francesco de Molfetta, Dadamaino, Terenzio Eusebi, Davide Nido, Beatrice Gallori, Piero Gilardi, Marco Lodola, Umberto Mariani, Armando Marocco, Davide Nido, Omar Ronda, Tino Stefanoni, Michelangelo Pistoletto.


"Plastica Italiana" sarà visitabile dal 28 febbraio al 29 marzo 2015 nei seguenti orari: da martedì a venerdì ore 16.00-19.00; sabato, domenica e festivi ore 14.30-19.30.

INFO Ufficio Cultura
tel. 0575 377 503-504-505
mail ufficiocultura@comune.arezzo.it

mercoledì 2 aprile 2014

Movimento di Resilienza italiana al PAV di Torino

Movimento di Resilienza italiana al PAV di Torino

Domenica 13 aprile - ore 17
PAV – Parco Arte Vivente,  Centro d’Arte Contemporanea
Via Giordano Bruno, 31

Dialogo resiliente fra Ilaria Bignotti, Francesco Arecco, Claudio Cravero e Piero Gilardi.



Valentina De' Mathà Fucinus. Chemicals and engraving on emulsified paper 60x80


Domenica 13 aprile, alle ore 17, al PAV – Parco Arte Vivente, Centro d'arte contemporanea viene presentato il Movimento di Resilienza italiana, movimento d’arte e cultura nato da un’idea di Francesco Arecco (scultore) e di Ilaria Bignotti (curatore indipendente e storico d’arte) e fondato dai seguenti scultori: oltre ad Arecco, Valentina De’ Mathà, Alberto Gianfreda, Francesca Pasquali, Laura Renna e Daniele Salvalai, che dialogheranno con Marco La Rosa e Mirco Marchelli. Si tratta della seconda tappa di un giro d’Italia di presentazioni e mostre che il Movimento ha deciso di intraprendere. Segue Milano e precorre Brescia.



La presentazione avverrà durante l’inaugurazione di una mostra di scultura intitolata Resilienza italiana. Punti di partenza. Il Mare, costituita dalle sculture degli artisti fondatori del Movimento. Le opere si confrontano e dialogano con lo spazio museale e con le importanti riflessioni sull’acqua ideate da Claudio Cravero.



Sperando di avere il piacere di incontrarvi in questa occasione di dialogo sul tema della resilienza dell'arte e della cultura nel nostro Paese ed in attesa di un Vostro gradito cenno di riscontro, Vi allego il comunicato stampa e l’invito alla presentazione.

Resto a disposizione per informazioni e approfondimenti; porgo anche a nome di Ilaria Bignotti e Francesco Arecco i migliori saluti.




APPUNTAMENTO
Domenica 13 aprile

PAV – Parco Arte Vivente, Centro d'arte contemporanea
Via Giordano Bruno, 31
Torino
Dalle ore 17
Mostra, Presentazione del Manifesto, Dialoghi

Aperitivo offerto da Birra Baladin, Vigneti Ghio Piemontemare e Pane e Olio biologico d.o.p del Lago d’Iseo dell’Azienda Agricola Leonardo.

SITO
www.resilienzaitaliana.org

venerdì 29 novembre 2013

Guastalla-Centro-Arte | AREA POP



AREA POP


Franco Angeli | Enrico Baj | Tano Festa | Piero Gilardi | Mark Kostabi

Ugo Nespolo | Mario Schifano | Emilio Tadini | Joe Tilson


Guastalla-Centro-Arte

30 novembre 2013 - 31 gennaio 2014  |  opening sabato 30 novembre ore 18.00




Via Roma, 45 - 57126 Livorno    Tel 0586 808518

info@guastallacentroarte.com   www.guastallacentroarte.com

facebook.com/pages/Guastalla-Centro-Arte/2596329674185

orario: lun-sab10-13/16.30-20 mese di gennaio chiusi sab pomeriggio

lunedì 12 novembre 2012

Pop Art a Torino? ( ad Acri (Cs) al MACA )



A partire da sabato 8 dicembre 2012, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà una mostra incentrata su cinque figure centrali nell’evoluzione artistica della città di Torino e dell’intero panorama italiano della seconda metà del secolo scorso. In un periodo, quale gli anni Sessanta, di grandi cambiamenti nel costume e nella società, e di frenetiche sperimentazioni in ambito artistico, il capoluogo piemontese si pose in una posizione di avanguardia, accogliendo a braccia aperte le novità che giungeva
no d’oltralpe e, in particolar modo, d’oltreoceano. Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo e Michelangelo Pistoletto furono tra i più importanti interpreti di quest’urgenza di novità linguistica e formale. Troppo frettolosamente racchiusi dalla critica entro i confini dell’Arte Povera – a cui tutti, con più o meno intensità, hanno partecipato –, questi cinque artisti si sono espressi attraverso modalità che spesso avevano poco a che spartire con il movimento nato alla fine degli anni Sessanta. L’intento di questa mostra – realizzata in collaborazione con le associazioni De Arte e Oesum Led Icima – che mette in scena una teoria del suo curatore, il critico e storico dell’arte Francesco Poli, è quello di evidenziare quanto questi artisti, nel loro operare, fossero sovente più affini al mondo della Pop Art, che non a quello del poverismo.
«Le immagini variopinte delle varie lettere incasellate degli Arazzi di Boetti – scrive Poli – riconducono all’artista anche persone che ignorano qualsiasi altra opera della sua vastissima ed eclettica produzione.Il Gilardi dei Tappeti natura è certamente un artista Pop. Come nota Renato Barilli: “egli è fedelissimo all’aura e canonico precetto (del Pop italiano) consistente nel riportare le cose tali e quali, con puntuale ricalco, contando sull’inevitabile effetto di estraniamento consistente nel ricostruirle con materiali artificiali e con colori violenti”. Mondino è uno degli artisti italiani più eclettici, il cui percorso artistico si muove dalla Pop Art al linguaggio poverista degli esordi, alle molteplici sperimentazioni di tecniche e materiali. Nespolo – prosegue il curatore – ha una radice Pop che ha mantenuto immune da aridità concettuali. Per Pistoletto, infine, l’arte crea immagine, anche se non vuole essere rappresentativa. I mezzi d’informazione e di diffusione producono inesorabilmente la trasformazione dell’opera in immagine, qualsiasi essa sia».

Giovedì 6 dicembre 2012, alle ore 10.30, la suggestiva Sala delle Colonne di Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del MACA, ospiterà un incontro tra Fracensco Poli e gli istituti, i licei artistici e le Accademi di Belle Arti della Calabria, con l’intento di gettare un nuovo sguardo su cinque artisti che hanno avuto un ruolo rivoluzionario nel panorama artistico torinese e nazionale, per insegnare ai giovani che non sempre ciò che è codificato nel libri di storia dell’arte è l’unica verità possibile.

La mostra rientra nell’ambito del programma MacArtCalabriaProject, che fa parte della rete di eventi finanzianti dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attuazione del Progetto Integrato di Sviluppo Regionale Arte Contemporanea in Calabria. Piano Regionale per L’Arte Contemporanea in Calabria. Linea di intervento 5.2.2.4 del PO FESR 2007/2013 – Azioni per lo sviluppo dell’Arte Contemporanea in Calabria.

Pop Art a Torino?
Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza Falcone, 1 – 87041, Acri (Cs)
Curatore della mostra: Francesco Poli
Vernissage: sabato 8 dicembre 2012, ore 17:30
Periodo: dall’8 dicembre 2012 al 10 febbraio 2013
Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20; lunedì chiuso
Info: Ufficio stampa tel. 0119422568
info@museomaca.it; www.museomaca.it
www.facebook.com/MACA.Silvio.Vigliaturo
Twitter: @macaacri

mercoledì 25 luglio 2012

Da Exibart... Premio Michetti. Ecco i vincitori

Questa notizia, mi è sfuggita... la "rubo" da Exibart (www.exibart.com/) e la ripropongo...



Premio Michetti. Ecco i vincitori della sessantatreesima edizione del più antico concorso d'arte contemporanea italiano


pubblicato sabato 21 luglio 2012
Piero Gilardi, La rinascita del cocco, 2000, 100x100cm, poliuretano espanso + teca in plexiglass

Piero Gilardi, torinese classe 1942, ex aequo con Chris Gilmour, inglese nato nel 1973, di base a Udine, che anch'esso mantiene con la scultura un approccio che è fondamentale nell'uso dei materiali (spesso cartone riciclato) e Laura Giardino, milanese classe 1976, Premio Sponsor Pastificio Cocco insieme a Umberto Chiodi,  sono i quattro vincitori del 63esimo Premio Michetti.
Nato nel 1947 a Francavilla al mare, ha visto passare tra le fila delle sue edizioni nomi come Burri, Spalletti, Kounellis, Mattiacci, Twombly, Mario Schifano, Mitoraj fino Marco Airò, Eva Marisaldi, Alessandro Pessoli, Cuoghi e Corsello. Iniziativa nata come riconoscimento dedicato alla pittura, intitolato a Francesco Paolo Michetti, artista abruzzese che nelle zone rurali della regione aveva da sempre trovato la sua ispirazione principale. Oggi, in epoca di premi, spesso anche dozzinali, il Michetti tutti gli anni organizza, a luglio, una grande mostra dedicata alle tendenze o ad un percorso teorico del contemporaneo, selezionando tre delle opere presenti proprio nella mostra, che finiscono nella collezione permanente di Palazzo San Domenico di Francavilla, che allo stato attuale raccoglie circa 160 opere raccolte dal '47 ad oggi nelle diverse annate.
Quest'anno, dopo curatori come Achille Bonito Oliva, Angela Vettese, Renato Barilli, Gianni Romano o Luciano Caramel, è stata la volta di Luca Beatrice e della sua mostra "Popism", compendio "live" del libro "Pop", edito negli scorsi mesi. "Popism. L’arte in Italia dalla teoria dei mass media ai social network". Dai 15 minuti di celebrità di Warhol in poi, in una costante evoluzione del gusto e dell'estetica, che resta comunque vincolata spesso anche alla riconoscibilità degli oggetti come forma di intrattenimento, "Popism" ha mischiato i componenti storici delle avanguardie italiane e internazionali ed artisti più giovani, che in tutti i modi si sono avvicendati a temi "pop" o che hanno messo in atto un universo legato visivamente alle tensioni della corrente. Un'ultima nota: il pastificio Cocco, partner dell'evento, donerà le due opere alla Fondazione-museo Michetti.

mercoledì 18 aprile 2012

KIT CREATIVO by Fratelli Gugliermetto Multipli Project... il video

Di "KIT CREATIVO" ho già parlato qualche post fa... ora un video

Collettiva di Art Design Made in Turin
Una ventina di prototipi in anteprima assoluta progettati da
GIANNI ARNAUDO
PIERO GILARDI
UGO NESPOLO
DIEGO GUGLIERMETTO
A cura di GUGLIERMETTO FRATELLI MULTIPLI EXPERIENCE

"Non una nuova azienda, non un nuovo brand, piuttosto un esperimento: ripro-
porre a designer ,artigiani ed artisti che hanno segnato un epoca storica un think
tank di alta specializzazione votato all'art design. Un laboratorio di idee e liber-
tà di pensiero svincolato da teorie di marketing e di prodotto per sperimentare
come il tempo trascorso e le carriere abbiano rafforzato e reso ancor più vitale la
dirompente anticonvenzionalità della vena creativa "

vedi anche: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/04/kit-creativo-milano.html


mercoledì 11 aprile 2012

KIT CREATIVO - a Milano...

Quando il design è a regola d'arte... da vedere!!!


COMUNICATO STAMPA
“KIT CREATIVO”
Collettiva di Art Design Made in Turin
Una ventina di prototipi in anteprima assoluta progettati da
GIANNI ARNAUDO 
PIERO GILARDI
UGO NESPOLO
DIEGO GUGLIERMETTO
A cura di  GUGLIERMETTO FRATELLI MULTIPLI EXPERIENCE

Nell’ambito del Fuori Salone - Tortona Design Week
17–22 Aprile 2012
Presso NHOW Hotel 1st floor hall
Via Tortona 35. 20144 Milano
Inaugurazione
16/04/2012  ore 15 -21
Conferenza stampa di presentazione
Progetto “GUGLIERMETTO FRATELLI MULTIPLI EXPERIENCE”
16 aprile 2012 h 12.00
NHOW Suite 4th floor
Via Tortona 35. 20144 Milano

L’esposizione proseguirà con un inserimento di ulteriori pezzi al piano terra e al terzo
piano del Nhow Hotel dal 3 maggio all’8 ottobre 2012
Nell’ ambito della Collettiva LEFT OVERS
A cura di Elisabetta Scantamburlo e in collaborazione con ART KITCHEN
LA MOSTRA
LA NOTIZIA
E POI?
info & press : press.pr @ multigexperience.it +39 335 6616255 Website:  www.multigexperience.it
I Fratelli Gugliermetto con il loro laboratorio-atelier attivo sin dal 1953 a Grosso
(TO) - hanno continuato a produrre - divertendosi! - durante i loro cinquant’anni di
percorso nel mondo dell’interior design, e nel 2012 hanno scelto - attraverso il
lancio del progetto “Gugliermetto Fratelli Multipli Experience” – di riprendere
e rendere più corale la loro  sperimentazione e ricerca, richiamando intorno a sé
alcuni tra i creativi ai quali avevano dato fiducia negli anni ’70 con l’allora azienda
di famiglia (Gufram, ceduta successivamente a Poltrona Frau nel 2004).
I giovanissimi  Gianni Arnaudo, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, che hanno in se-
guito acquisito fama internazionale in moltissimi musei nel mondo.  Questa opera-
zione di ripresa di proposta di “scuderia torinese” dell’art design è a garanzia
dell’autentica continuità filologica della storia, del know how e del fermento alla
maestranza artigianale germinata sin dall’epoca del Design Radicale e della
Pop Art.
Un’ autorevolezza di esperienza sull’autoproduzione di pezzi unici e di multipli
che non può essere in alcun modo trasferita con una semplice transazione com-
merciale.
GUGLIERMETTO  FRATELLI  MULTIPLI EXPERIENCE”
“Non una nuova azienda, non un nuovo brand, piuttosto un esperimento: ripro-
porre a designer ,artigiani ed artisti che hanno segnato un epoca storica un think
tank di alta specializzazione votato all’art design. Un laboratorio di idee e liber-
tà di pensiero svincolato da teorie di marketing e di prodotto per sperimentare
come il tempo trascorso e le carriere abbiano rafforzato e reso ancor più vitale la
dirompente anticonvenzionalità della  vena creativa “
                                       Diego Gugliermetto
“A Torino facevamo la storia del design e non lo sapevamo... ma ci divertivamo un
mondo! Poi l’azienda  è cresciuta e si è fatta un nome... e noi siamo un po’ invec-
chiati ed anche un po’ annoiati
L’abbiamo affidata ad altre forze più adatte, ed ora anche lei ha una sua storia
importante
Ma la passione, ah, la passione!!!
E’ una linfa vitale inesauribile... una voglia di fare musica con le forme ed i materiali.
Una nuova avventura ci attende con l’ironia di allora e la sapienza nelle mani
Forme inconsuete e favolose tornano ad affiorare.
Non più la storia ma gli autori che l’hanno vissuta e creata.
La maturità del tempo affina il creativo ed il suo pensare.
Un nuovo viaggio, con noi gli amici di allora: Ugo Nespolo, Piero Gilardi, Gianni
Arnaudo ed altri.
E torneremo a divertirci come non mai!!”
Guido & Piero Gugliermetto
LA VISIONE
IL PROGETTO
IL CONCEPT
Tra gli anni Sessanta e Settanta il modo di progettare design cambia radical-
mente e per la prima volta non risponde più esclusivamente ai criteri di razionalità
e funzionalità ma alla comunicazione delle emozioni.
La materia, il colore, il decoro tornano ad essere strumenti essenziali del pro-
getto, e attraverso di essi la comunicazione di ogni processo emozionale.
Il progetto diventa racconto di sé, allegoria di pensieri e desideri e trascrive attra-
verso un mobile o un oggetto, le vere e proprie allegorie e cogitazioni di una gene-
razione.
L’avanguardia radicale trova poi una sua realizzazione nella successiva produ-
zione di serie attraverso un concetto nuovo e fondamentale: quello del design
primario o soft, ovvero la progettazione delle qualità più trascurate del prodotto
industriale - come il colore, le finiture superficiali, le sensazioni tattili e in generale
certe qualità estetiche non ‘misurabili’.
Uno dei massimi vertici è stato raggiunto all’epoca con i f.lli Gugliermetto all’in-
terno della loro MultiGufram, con la produzione di oggetti diventati icone mo-
derne e a tutt’oggi presenti i alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo.
                             
Grosso è un piccolo paese del canavese, poco distante da Torino, con una forte
connotazione artigianale di sediai e mobilieri.  A Grosso, la famiglia Gugliermetto,
di cui  fanno parte quattro fratelli, Francesco, Giuseppe, Guido e Piero, ognuno
con una propria competenza formatasi negli anni - coniato l’acronimo Mobilgufram,
poi variato in Multigufram ed infine semplicemente Gufram (Gugliermetto Fratelli
Arredamenti Moderni, ceduta poi nel 2004 alla Poltrona Frau) -  decide di mettersi
a produrre mobili moderni a discapito di elementi d’arredo in stile classico, met-
tendo mano ad una tradizione familiare avviata da generazioni.
Già dal 1953 i 4 giovanotti, appena ventenni, si fanno notare per una vetrina
“scandalosa” : la loro poltrona “Ginetta” rivestita addirittura in bicolore con schie-
nale e sedile rossi, braccioli neri, ed illuminata da faretti !!! …una vetrina scandalo-
sa per quei tempi di bergére e salotto buono.
fin da quel momento avevano le idee chiare.
Il 1958 segna la prima uscita ufficiale.
 Il luogo è il Palazzo delle Esposizioni a Torino; il tema, una mostra del mobile arti-
stico piemontese. Il comitato d’onore, riunito per l’occasione, e formato, tra gli
altri, da Felice Casorati, Valdo Fusi e Otto Maraini, ha il compito di giudicare.
Anche i Gugliermetto hanno il loro stand: porta il numero venticinque  e il nome di
Francesco Gugliermetti - con la “i”  non ancora caduta - fabbrica di divani e pol-
trone.
Moderno è l’accezione che per Francesco, Giuseppe, Guido e Piero Gugliermetto,
segna il superamento della tradizione grazie all’utilizzo di materiali, con cui è pos-
sibile sperimentare nuove forme e altrettanti significati.
Uno di questi è la gommapiuma “Pirelli Sapsa”, utilizzata per  primi negli imbottiti
prodotti.
Saranno gli anni Sessanta a confermare l’importante svolta realizzata dall’azienda,
grazie anche alla strategia economica e produttiva messa in atto attraverso la
collaborazione con le avanguardie artistiche e architettoniche torinesi.
Il percorso tracciato dai fratelli Gugliermetto si inserisce in un contesto storico-cul-
turale che, al di là dei confini nazionali, stava arricchendo il campo dell’arte con
appariscenti messaggi della pubblicità di massa, decretando l’ingresso trionfale
della “merce” e dei prodotti nel quotidiano, attraverso l’effetto “evocativo”.
LE RADICI DEL
FENOMENO
LA STORIA
In questo clima, in Italia, città come Torino, sede di Facoltà di Architettura, diven-
tano ciascuna punto di partenza per gruppi di artisti-designer che, lavorando si-
stematicamente per la prima volta con piccole aziende di tradizione artigianale-in-
dustriale, sperimentano e scoprono le potenzialità espressive di materiali come il
poliuretano espanso, di  morbida duttilità, che bene si presta a creare realtà nuo-
ve, attraverso suggestioni di forme, che cambiano natura ed assumono un diver-
so e più forte significato.
È in questo contesto che Giuseppe Raimondi, uno dei primi architetti  ad entrare
in contatto con l’azienda canavese, realizza, insieme ai fratelli Gugliermetto, i primi
modelli nella fabbrica di Grosso: il tavolo Uski e la poltrona Alvar.
Così, se Uski è ricavato per imbutitura di un foglio unico di alluminio su stampo,
Alvar ritrova nella propria forma la speciale elasticità del materiale. Il processo di
lavorazione dell’alluminio è assolutamente identico a quello delle carrozzerie delle
Ferrari di Maranello.
Rimasti in tre dopo l’uscita dall’azienda di uno dei fratelli, Francesco, accolgono,
presentato da Raimondi, un giovane artista, che proprio in quegli anni si stava
formando negli ambienti legati alle gallerie d’arte torinesi: Ugo Nespolo.
Insieme a Raimondi, Nespolo realizza il tavolo Margherita, con struttura in legno e
rivestimento in poliuretano e tessuto lucidissimo e colorato, strizzando l’occhio
alla Pop Art e alla Paper Furniture di Benjamin Holdway prodotta, qualche anno
prima, dalla Hull traders Furniture.
La svolta verso la modernità e l’abbandono del “classico” avviene anche attraver-
so la conoscenza delle produzioni contemporanee di Zanotta, di Gavina o di B&B
(allora C&B).Così il divano Priene “fa il verso” al modello Bastiano progettato da
Afra e Tobia Scarpa. 
Per quanto sede di un Politecnico e di una qualificata Facoltà di Architettura, che
vantava docenti come Carlo Mollino, Torino non aveva fabbriche di arredi con-
temporanei, che fossero orientate verso la ricerca, verso quella grande svolta che,
nel 1972, con la Mostra al MOMA “New Domestic Landscape”, avrebbe affermato
il primato del design italiano nel mondo.
Ma l’aspetto straordinario dei fratelli Gugliermetto è costituito dal notevole interes-
se per i nuovi materiali, nato dall’incontro con artisti e giovani designer.
Piero Gilardi, artista al pari di Nespolo, assumerà un ruolo fondamentale nella pro-
duzione, grazie alla sua conoscenza della lavorazione del poliuretano e delle resi-
ne uretaniche. Autore del Pavèpiuma, dei Sassi e del Massolo scolpiti in un primo
tempo a mano,poi con tecnica di schiumatura a caldo e con il procedere della
tecnologia a freddo, Gilardi lavora in quegli anni tra Grosso e il suo studio di via
Cassini a Torino. Con l’opera di Gilardi nasce un prodotto intermedio, in parte
industriale(procedimento di schiumatura in stampi) ed in parte ancora artigianale(
la rifinitura manuale dell’oggetto). Questa stessa manualità, si riscontra, oltre che
per i Sassi ed il Pavèpiuma, anche nella rifinitura diTorneraj e del Pratone  proget-
tati da Derossi, Ceretti e Rosso.
E arriviamo agli anni ‘70: qui si verifica “la grande svolta” nel piccolo stabilimento
di Grosso.  Tutte le sedute (a cui ormai è orientata interamente la produzione) non
hanno più una “struttura”, così come la stessa Bauhouse aveva insegnato.  Ne è
un esempio La Mozza,  disegnata da  Raimondi. L’operazione è semplicissima: un
cilindro di poliuretano espanso è tagliato in senso obliquo e svuotato al suo inter-
no, formando una superficie angolata ed ellittica, che costituirà la seduta della
nuova poltrona. Spariscono così braccioli, poggiatesta, cuscini e ogni altro parti-
colare decorativo della produzione tradizionale ed anche contemporanea.  La
creazione de La Mozza era stato un gesto di grande coraggio e di forte innovazio-
ne, anche rispetto ad ogni  logica di profitto. Questo coraggio e questa esplora-
zione pionieristica di nuove possibili strade, oltre la banalità e la consuetudine di
tante ditte, che si dividevano il mercato, fu il “collante” ideale fra la piccola fabbrica
di Grosso e l’interesse di gruppi di giovani designers torinesi
Di questa costellazione fanno parte il gruppo Strum, con Piero Derossi, Giorgio
Ceretti e Roberto Rosso, lo Studio 65,con Gianni Arnaudo, Franco Audrito, Nanà
Sampaniotou, Ferruccio Tartaglia, Giancarlo Paci ed altri studenti, Franco Mello e
Guido Drocco, Giorgio De Ferrari, Gino Bistagnino, Gianni Pettena, Roberto Laz-
zeroni,Angelo Cusimano,Joachim De Barros, De Pas , D’Urbino, Lomazzi.
È con un questo manipolo di designers, insieme a Gilardi e Raimondi, che l’azien-
da  si appresta ad affrontare le prime e importanti  esposizioni: da Eurodomus 4 di
Torino, che sarà assolutamente fondamentale (in quanto in questa occasione ver-
ranno realizzati prototipi ed oggetti in forma definitiva prima di essere prodotti in
serie) e successivamente al New Domestic Italian Landscape al MOMA di New
York.


I d e e   f a t t e  a  m a n o
Di Diego Maria Gugliermetto C.F. GGL DMR63A27E203N – P.IVA 09017760019
Via Fraschetti 27, BALANGERO (TO) tel. 3282166634 –
diego@gugliermettodiego.it

mercoledì 14 dicembre 2011

C’ERA UNA VOLTA - PRIMO FESTIVAL DI FAMILY a cura di Valeria Arnaldi

Anche l'ottimo Marco Minotti al Macro!



Mostre, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, concerti, reading e laboratori di teatro e attività artistiche per bambini.
Si intitola “C’era una volta…” il primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale, a cura di Valeria Arnaldi, promosso dall’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini.

La filosofia è quella dell’edutainment, che mira ad educare giovani e giovanissimi, intrattenendoli. In questo caso, l’intrattenimento interessa tutta la famiglia con attività pensate per essere fatte insieme e favorire il dialogo tra generazioni. 

In mostra opere di: Massimo Attardi, Lidia Bachis, Blue & Joy, Stefano Branca, Natino Chirico, Randy Cooper (Messico), Camilla d’Errico (Canada), Silvia Faieta, Max Ferrigno, Mimmo Frassineti, Piero Gilardi, Ester Grossi, Peter Gullerud (Usa), Mari Kasurinen (Finlandia), Yorgos Kypris (Cipro), Emilio Leofreddi, Felice Levini, Gino Marotta, Marco Minotti, Consuelo Mura, Angelo Palombini, Stefano Pilato, Marcello Reboani, Giorgio Rubbio, Rubenimichi (Spagna), Massimo Sansavini, Yosuke Ueno (Giappone), Francesco Varesano, Elio Varuna, Francesco Visalli. 

mercoledì 24 agosto 2011

LE SCATOLE VIVENTI – THE LIVING BOXES al Rivoli

E' per un luogo "sacro". Rappresenta la spiritualità dell'arte. Ora una mostra evento di grande rilievo con cornice di ospiti eccellenti... 

Un congegno espositivo corale, a più velocità, dedicato alla storia dell’arte italiana e alla storia del Castello di Rivoli .
Il progetto Le scatole viventi rientra in un piano di ripensamento del funzionamento stesso della struttura museale. Si parte da un assunto di base: l’attuale crisi, per quanto indesiderabile e drammatica, può rappresentare un’opportunità per esplorare nuove funzioni e nuove vocazioni del museo. La nostra 
istituzione, di fronte a questa emergenza, intende sviluppare iniziative inedite legate al territorio ed alla sua storia, favorendo anche una maggiore partecipazione delle comunità locali. Si deve cogliere questa opportunità per trasformare il museo in un luogo di aggregazione, in uno spazio di produzione di idee e concetti inediti. Un museo veramente contemporaneo non può essere un semplice contenitore di opere, ma deve sapersi porre come un congegno intellettuale al servizio del suo pubblico. Le scatole viventi rappresentano un inedito congegno espositivo: si tratta di una sorta di mostra in perenne trasformazione, un evento corale costruito su una idea di “discorso” e di “racconto” attorno all’arte contemporanea. L’idea è quella di portare in Manica Lunga (uno degli spazi più curiosi del museo, una sorta di immenso corridoio largo 6 e lungo 146 metri), circa 20 casse “chiuse” contenenti opere d’arte provenienti dalla collezione del Castello di Rivoli, ma anche da alcune collezioni private torinesi. Le casse verranno allineate nello spazio espositivo, all’incirca una ogni 4 metri. Una volta al mese verrà chiesto a diversi importanti personaggi del mondo dell’arte e della cultura di scegliere alcune casse, che saranno quindi “aperte”. Gli ospiti commenteranno durante una serata-evento le opere scelte, allestite nella Manica Lunga, creando nuovi racconti e legami tra i lavori. Parallelamente, la prima parte dello spazio espositivo sarà dedicata ad una “stanza d’artista”, allestita con lavori preziosi o mai esposti di uno o più artisti “invitati”, personalità significative legate alla storia dell’arte italiana, e di Torino in particolare. L’idea è quella di mettere in relazione le “stanze d’artista” con le opere della collezione, in una sorta di gioco di specchi il cui intento è quello di muovere il pubblico verso una maggiore conoscenza della storia dell’arte del nostro paese ma anche della storia del Museo e del suo territorio. Si tratta di un lavoro di approfondimento storiografico, completamente inedito dal punto di vista delle modalità. Il museo deve saper generare incontri e racconti sempre nuovi.

Tra gli artisti invitati figurano personalità del calibro di Luigi Ontani, Nicola De Maria e Piero Gilardi, mentre tra gli "ambasciatori", per citarne solo alcuni, ricordiamo Andrea Cortellessa, Achille Bonito Oliva, Tommaso Trini, Gianni Vattimo e Dario Fo.


8 ottobre – 20 novembre 2011
Stanza d’artista: Luigi Ontani
Guests: Andrea Cortellessa e Dario Fo

9 dicembre 2011 – 8 gennaio 2012
Stanza d’artista: Nicola De Maria
Guests: Achille Bonito Oliva e Gianni Vattimo

27 gennaio – 10 marzo 2012
Stanza d’artista: Paolo Mussat Sartor - Paolo Pellion – Luigi Ghirri
Guests: Massimo Minini

30 marzo – 29 aprile 2012
Stanza d’artista: Piero Gilardi
Guests: Tommaso Trini e Piero Bianucci


La realizzazione del progetto Le scatole viventi è resa possibile grazie al sostegno di Pernod Ricard e al contributo speciale della Fondazione CRT.