RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 26 novembre 2014

“OMAGGIO A ROBERTO CRIPPA” alla Permanente di Milano



Proseguono le mostre monografiche, alla Permanente di Milano, dedicate ai protagonisti dell’arte italiana del ‘900, volte ad approfondire il lavoro delle personalità che hanno animato la scena artistica e culturale italiana, con una particolare attenzione agli artisti attivi a Milano. Fino al 30 novembre 2014 è aperta la mostra Omaggio a Piero Ruggeri, a cura di Francesco Poli.

Martedì 2 dicembre, alle ore 18.30, inaugura “Omaggio a Roberto Crippa” (Monza 1921 – Bresso 1972).
La mostra, a cura di Nicoletta Colombo, intende offrire una sintetica testimonianza, in quindici opere, dell’attività di Crippa, artista dotato di energico vitalismo sperimentale, attivo in epoca post-bellica in un contesto, quello milanese, stimolante per le giovani generazioni e in dialogo con un più vasto panorama internazionale.
Dopo il diploma all’Accademia di Brera nel 1948, dove aveva studiato con i maestri Carlo Carrà, Aldo Carpi e Achille Funi, Roberto Crippa si avvicina al MAC (Movimento Arte Concreta) e scopre l’astrazione e un grafismo curvilineo, associato a ingranaggi meccanomorfi (Composizione meccanica, 1949-1950. Museo della Permanente), sfociato nel 1949 nell’astrattismo segnico dei primi “discorsi nello spazio”, come originariamente definiva il groviglio fluente delle sue “spirali”.
La frequentazione della Galleria del Naviglio di Milano lo aggrega ai giovani componenti del Movimento Spaziale, costituitosi attorno a Lucio Fontana, al quale aderisce ufficialmente nel 1950, firmandone il terzo manifesto.
Il giovanissimo artista soggiorna tra il 1951 e il 1952 a New York, vi conosce Fautrier, Brauner, Duchamp, Ernst, Matta, Donati, l’opera di Pollock e degli action painters e si apre a una visione internazionalista, foriera di una carriera brillante e dai precoci successi.
Le sue Spirali, in mostra largamente rappresentate, sono il frutto della passione per il volo acrobatico, di cui era provetto pilota istruttore, e segnalano il recupero del gesto e dell’automatismo surrealista (Pesce e spirale materica, 1953), insieme alla volontà di conquista dello spazio. Verso il 1955, all’astrazione delle spirali segue un condensarsi del segno nella simbologia barbarica, primordiale dei Totem, anch’essi presenti in esposizione, simboli arcaici di una umanità grottesca e anticipatrice di antropologie extraterrestri, postatomiche, nucleari.
Alla fine degli anni Cinquanta la sperimentazione sulla materia fisicamente intesa e l’amore per i materiali lo portano a manipolare sugheri, giornali, legni, cortecce, che assembla con sapienza artigianale e con il gusto del possesso dell’organismo pittorico inteso nella sua fisicità. Ne sono esempio Composizione (1958), Figure (1961) e Sole (1962).
Dopo la deflagrazione della “metafisica della materia”, l’artista negli anni Sessanta rintraccia materiali pittorici meno tattilmente connotati, esiti di una più sofisticata elaborazione mentale e concettuale: le ironiche citazioni di paesaggi e ordigni spaziali tradotti nelle amiantiti (Brooklyn Bridge, 1966; Paesaggio solare, 1966) si alternano ai collage a cere colorate trasparenti, le une e le altre icone di affabulazioni spaziali e di utopie interplanetarie.
Crippa scompare precocemente nel 1972, precipitando con il suo aereo monomotore nei pressi dell’aeroporto di Bresso.
In occasione della mostra, mercoledì 10 dicembre, alle ore 18, Nicoletta Colombo, curatrice dell’esposizione, parlerà di Roberto Crippa, grande animatore con Lucio Fontana e gli Spaziali del fervido clima degli anni Cinquanta a Milano.
La mostra resterà aperta fino al 20 dicembre 2014.
Orari di apertura: da martedì a sabato 10.00-13.00 e 14.30-18.30; chiuso domenica e lunedì.
INGRESSO LIBERO

lunedì 6 gennaio 2014

Milano in Arte 1945 – 2015 allo Spazio Tadini

Un grande mostra per Milano, una mostra della memoria, una mostra che offre uno spunto di riflessione da approfondire per vivere meglio il futuro in attesa dell'Expo!


Milano in Arte 1945 – 2015
Spazio Tadini
a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli

Mostra 1: 1945 / 1956 Il dopoguerra. A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli. Con la collaborazione di Fondazione Marconi. Artisti: Lucio Fontana, Enrico Baj, Ercole Pignatelli, Giò Pomodoro, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli, Gianni Bertini, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Galliano Mazzon, Francesco de Rocchi, Gustavo Bonora. --I protagonisti dell'arte, dell'architettura, della fotografia, del design e della moda che hanno fatto grande Milano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a Expo 2015 rappresentati e raccontati con una serie di mostre e incontri a Spazio Tadini a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli, con la collaborazione di Fondazione Marconi di Milano.

La prima tappa – che inaugura mercoledì 15 gennaio 2014 - prende in considerazione il periodo 1945 / 1956. Al culmine della crisi economica globale che stiamo attraversando, la scelta è di ripartire proprio dall'epoca della ricostruzione e della rinascita di quel complesso e vasto tessuto culturale che ridiede slancio e centralità alla metropoli lombarda. La data di conclusione di questo primo capitolo coincide, simbolicamente, con l'inizio della costruzione del Grattacielo Pirelli e della Torre Velasca: grandi monumenti rappresentativi di quella transizione.

Il destino di una grande metropoli deriva dalla storia delle idee e della bellezza non meno che dalle mutevoli fortune economiche.
Milano di Expo 2015 è anche frutto di settant'anni di idee, di interconnessioni tra fatti e protagonisti non sempre riconosciuti dal grande pubblico e dal mercato, di movimenti di pensiero organizzati e teorizzati che hanno dato vita a una grande avventura culturale del tutto peculiare e, in più di una occasione, al centro dell'attenzione mondiale.

Le mostre non costituiranno un percorso completo o esaustivo dei periodi artistici in questione, ma metteranno in rilievo, oltre ad alcuni indiscussi protagonisti, l'emersione di figure importanti – e a volte fondamentali – della cultura milanese.

Artisti della prima mostra:
“1945 / 1956 - Il dopoguerra”

Lucio Fontana, Enrico Baj, Ercole Pignatelli, Giò Pomodoro, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli, Gianni Bertini, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Galliano Mazzon, Francesco de Rocchi, Gustavo Bonora

SCHEDA DELLA MOSTRA:

Milano in Arte 1945 – 2015
Mostra 1: 1945 / 1956 Il dopoguerra
A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli
Con la collaborazione di Fondazione Marconi

Spazio Tadini
15 – 31 gennaio 2014
inaugurazione: mercoledì 15 gennaio 2014 dalle 18.00 alle 21.30
Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano

Per informazioni:
Francesco Tadini mob. 366.2632523 - milanoartexpo@gmail.com
Melina Scalise mob. 366 4584532 - ms@spaziotadini.it

lunedì 9 settembre 2013

Anche Balzano a TABULA RASA Metamorfosi per una Rinascita - a cura di Stefano Cecchetto al Museo del Paesaggio

Fra i grandi del '900, da Fontana a Castellani, da Afro a Vedova, da Crippa a Schifano, sottolineo la presenza anche dell'Amico Christian Balzano, neo vincitore del Michetti 2013...



TABULA RASA Metamorfosi per una Rinascita

Sabato 14 settembre 2013 alle ore 11.00 presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di San Dona di Piave (VE)

TABULA RASA
Metamorfosi per una Rinascita
Museo del Paesaggio, Torre di Mosto (VE) Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, San Dona’ di Piave (VE)
14 settembre - 30 novembre 2013

Sabato 14 settembre 2013 alle ore 11.00 presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di San Dona di Piave (VE)

e alle ore 17.00 presso Il Museo del Paesaggio in località Boccafossa a Torre di Mosto (VE)

Si inaugura la mostra
TABULA RASA Metamorfosi per una rinascita
Quali concetti affiorano nella visione di un paesaggio che sembra assistere alla distruzione e all'annientamento della sua stessa origine?
E quale metamorfosi è possibile per una rinascita e per la ricostruzione di una nuova città 'civile'?
Stiamo attraversando un periodo equivalente al dopoguerra di una distruzione sociale che coinvolge ognuno di noi dentro al panorama di una 'terra desolata' che prelude al suo rinnovamento e alla percezione di una rinascita.
Nella concezione di uno spazio abitato che si ri-forma dalla propria dissoluzione non sarà più possibile considerare marginale il ruolo dell'artista, egli interviene quale artefice di una modifica strutturale e concettuale che rilancia nuovo pensiero e nuove azioni come unica via d'uscita dalla decadenza civile e morale dell'uomo.
La mostra, curata da Stefano Cecchetto si propone di evidenziare un percorso che, partendo dall'esperienza del Movimento Spazialista nella Venezia del secondo dopoguerra, per la ricerca di uno spazio nuovo al di là di quello conosciuto, intende poi proseguire la sua indagine verso il territorio di una nuova Spazialità legata all'esperienza di alcuni artisti contemporanei che ritrovano nel linguaggio dell'astrattismo i canoni per una nuova figurazione.
Dentro a questo percorso saranno esposte, nella Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di San Dona di Piave, le opere di Maestri del '900 quali: Lucio Fontana; Virgilio Guidi; Tancredi Parmeggiani; Edmondo Bacci; Gino Morandis; Mario Deluigi; Vinicio Vianello; Bruna Gasparini e Saverio Rampin insieme alle esperienze di alcuni artisti contemporanei: Giancarlo Franco Tramontin; Guido Strazza; Francesco Stefanini; Giovanni Cesca; Lilly Marcotulli; Luciana Cicogna e Francesco Candeloro. La mostra comprende anche un omaggio a Fiorenzo Fallani, il maestro serigrafo veneziano che ha collaborato con gli artisti spazialisti per la realizzazione di eccellenti serigrafie.
Il progetto prosegue poi al Museo del Paesaggio a Torre di Mosto con la presentazione di un percorso che indaga gli aspetti peculiari di una Tabula Rasa che vede nel disfacimento dei luoghi e nella loro ricostruzione, i temi per un'analisi concettuale della rivisitazione del paesaggio nei paesaggi contemporanei dell'arte. La mostra, nelle sue differenti sezioni: Terra; In forma urbis; La Città Cromatica; Uomo faber, prelude alla ricognizione dei luoghi e alla scena urbana come teatro per una convivenza civile.
Il percorso espositivo presenta Maestri del '900 internazionale quali: Lucio Fontana; Enrico Castellani; Agostino Bonalumi; Afro Basaldella, Mario Cerali, Mario Schifano; Piero Dorazio, Emilio Vedova, Giuseppe Guerreschi, Omar Galliani, Patrizia Molinari; Zoran Music; Roberto Crippa, Sebastian Matta; Valerio Adami; Hans Hartung; Christo; Daniel Spoerri; Guglielmo Achille Cavedini; Renato Birolli; Cesare Peverelli; Giulio Turcato; Victor Vasarely.
Con la presenza di alcuni artisti contemporanei che investigano, nei differenti linguaggi, una ricerca mirata all'identificazione di una realtà possibile.
Paolo Coltro; Tania Brassesco e Lazio Passi Norberto; Francesco Candeloro; Aldo Grazzì; Andrea Rinaldi; Alessandro Bocchi; Nino Ovan; Valerio Bevilacqua; Paolo Spigariol; Lia Bosch; Christian Balzano; Fabrizio Gazzarri; Andrea Aquilanti; Gianfranco Grosso; Cristina Bettin; Luca Campigotto; Andrea Morucchio; Olimpia Biasi; Gigi Prosdocimo; Terenzio Trevisan; Lina Sari e Mauro Sambo.
La mostra presenta inoltre un omaggio all'artista veneziano Ferruccio Bortoluzzi (Venezia, 1920 - 2007). Un doveroso omaggio dettato anche dalla volontà di documentare l'esperienza di un 'clima' artistico che si respirava a Venezia già dai primi anni dell'immediato dopoguerra e proseguito poi fino all'inizio degli anni ottanta. Dentro a questo 'clima', il lavoro di Bortoluzzi fornisce una chiave di lettura per comprendere le corrispondenze e le divergenze con gli artisti della sua generazione.
INFORMAZIONI GENERALI
Tabula Rasa, Metamorfosi per una rinascita
Progetto a cura di Giorgio Baldo e Stefano Cecchetto
Mostra a cura di Stefano Cecchetto
Durata: 14 settembre - 30 novembre
L'evento è promosso da:
Regione Veneto; Città di San Dona di Piave; Comune di Torre di Mosto; Fondazione Terra d'Acqua; Camera di Commercio di Venezia, A.T.V.O.


Sedi espositive:

GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA, SAN DONA DI PIAVE (VE)
Giorni e orari di apertura:
MARTEDÌ'- VENERDÌ' 16.00-19.00
SABATO-DOMENICA 10.00-12.00 16.00-19.00
LUNEDI' 7/10 10.00-12.00 16.00-19.00
VENERDÌ'01/11 10.00-12.00 16.00-19.00

LUNEDI’ CHIUSO Ingresso libero
Per informazioni
UFFICIO CULTURA 0421.590222
e-mail: CULTURA@SANDONADIPiAVE.NET
www.sandonadipiave.net

MUSEO DEL PAESAGGIO, TORRE DI MOSTO (VE), LOCALITÀ BOCCAFOSSA
Giorni e orari di apertura: SABATO ORE 15,30 - 18,30 DOMENICA: ORE 10 -12 / 15,30 - 18,30
Ingresso Libero
Per informazioni
BIBLIOTECA CIVICA Tel. 0421324440 (int,1)
e-mail museo del paesaggio@gmail.com
www.museodelpaesaggio.ve.it

Navetta di collegamento
Durante il periodo della mostra alla domenica pomeriggio sarà in funzione gratuitamente una navetta che collegherà la Galleria Civica d'Arte Moderna Contemporanea, San Dona di Piave (Ve) con il Museo del Paesaggio, Torre di Mosto con i seguenti orari:
Partenza dalla stazione ferroviaria di San Dona di Piave ore 15,30
ore 17,00
Partenza dal Museo del Paesaggio ore 16,30
ore 18,30

http://www.museodelpaesaggio.ve.it/ 

sabato 13 luglio 2013

Noto Contemporary Art



Noto Contemporary Art

Mostra d'Arte Contemporanea.
Opening 19 Luglio h.19

ex Convitto Ragusa
Noto, corso Vittorio Emanuele 31


La mostra resterà aperta sino al 30 Settembre
 
Artisti in mostra: 
Mario Schifano, Inez Van Lamsweerde, Cindy Sherman, Andres Serrano, Davide Bramante, Achille Perilli, Gino De Dominicis, Giulio Turcato, James Brown, Francesco Clemente, Sandro Chia, Marco Gastini, Ettore Spalletti, Antonio Sanfilippo, Roberto Crippa, Bruia, Candice Breitz.........

Pittura e fotografia in un palazzo storico della Capitale del barocco a cura della NAI Arte Contemporanea.

giovedì 15 settembre 2011

PENSARE CONCRETO. SOLDATI, NIGRO, NATIVI, CRIPPA, DAVICO a cura di Flaminio Gualdoni

Anche se in contemporanea con l'inaugurazione della mostra personale "L'inconscio fa scacco in dodici mosse" (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/08/linconscio-fa-scacco-in-12-mosse-un.html) di Andreea Hartea Raluca (vincitrice della scorsa edizione del Premio Patrizia Barlettani www.premiopatriziabarlettani.it) curata da Ivan Quaroni, alla San Lorenzo di Milano, questa mostra, curata da Flaminio Gualdoni, suscita assolutamente il mio interesse, in quanto offre la possibilità di "buttare uno sguardo" su una delle pagine più belle del nostro '900.

PENSARE CONCRETO. SOLDATI, NIGRO, NATIVI, CRIPPA, DAVICO
a cura di Flaminio Gualdoni

OPENING 15.09.2011_ORE 18.00-21.00
15.09.2011>08.10.2011
apertura straordinaria
venerdì 16 settembre _ fino alle 22.00
sabato 17 settembre_ fino alle 21.00
domenica 18 settembre _12.00-19.00

catalogo a cura di Flaminio Gualdoni
testi di Flaminio Gualdoni e Santa Nastro

La Galleria Bianconi inaugura con START Milano, il 15 settembre 2011, alle ore 18.00, Pensare concreto, mostra a cura di Flaminio Gualdoni dedicata a una generazione di artisti italiani formatasi, tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta, in seno alla cultura astratta e concreta: dal maestro Atanasio Soldati alle figure di Mario Nigro, Mario Davico, Gualtiero Nativi, Roberto Crippa.
Il percorso della mostra - che tra lʼaltro propone opere esposte sulla scena internazionale e unʼinteressante serie di tele di Davico presentate in una storica mostra tenutasi alla galleria La Bussola di Torino nel 1950 – non intende ricostruire ancora una volta una temperie ormai indagata a fondo, ma sceglie di riflettere per exempla sulle coloriture diverse che essa proietta su chi, appartenente alla generazione nuova, si forma in seno alla cultura astratta e concreta.
La ricostruzione di questo importante momento dellʼarte italiana - rari per esempio sono i Crippa di questo periodo - si sposta così, in maniera inedita e profonda, sulle coloriture di un passaggio storico radicale per lʼarte a venire in cui sono nate nuove visioni dellʼarte e interpretazioni del ruolo dellʼartista e del suo impegno.
Nellʼarte concreta “qualcosa, che prima esisteva nel mondo delle idee, diventa una realtà che può essere controllata ed osservata. La pittura concreta è quindi una rappresentazione della realtà di pensieri astratti, invisibili”. Così scrive Max Bill nel febbraio del 1946 pubblicando il saggio Pittura concreta, che apre in Italia le vie della nuova arte geometrica.
A partire da quella riflessione la mostra, concepita da Flaminio Gualdoni e Renata Bianconi, raccoglie una serie significativa di opere esemplari del momento in cui, intorno al 1950, seguendo il magistero di Atanasio Soldati, padre dellʼastrazione storica, autori come Mario Nigro, Mario Davico, Gualtiero Nativi, Roberto Crippa hanno affrontato la forma concreta come scelta essenziale per affermare lʼautonomia incontrattabile della pratica artistica, in un tempo in cui ancora ne prevaleva un intendimento subordinato a fedi, ideologie, programmi altrimenti motivati.
“Modernità è per loro, in primo luogo, rivendicazione radicale dellʼautonomia incontrattabile della pratica artistica, e consapevolezza che la responsabilità storica dellʼartista, il suo impegno, sono tanto più forti quanto più basati non sulla dipendenza da fattori estranei ed estemporanei, ma su una filosofia del fare in grado di modificare la realtà esistente.” scrive Gualdoni nel saggio introduttivo al catalogo. Questa generazione nuova sceglie “non il percorso verso la forma irrelata, ma di tale irrelatezza lʼassunzione naturale e il metabolismo verso le avventure infinite della forma possibile”, facendo del pensare concreto una delle grandi radici dellʼarte del secondo dopoguerra.
Non è un caso che la critica dʼarte e giornalista Santa Nastro, offrendo con il proprio contributo in catalogo uno sguardo giovane alla mostra, affermi che “Pensare concreto non è né un motto, né un arguto gioco di parole” ma suoni “più che altro come un invito, un modo, magari sibillino, a considerare nuovamente l'arte come un attore necessario e protagonista della società e dei suoi sempre più rapidi e dolorosi mutamenti. Pensare concreto può essere un'opportunità per guardare l'oggi, raccontando una storia di ieri.”.