RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti
Visualizzazione post con etichetta Stefano Cecchetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stefano Cecchetto. Mostra tutti i post

lunedì 14 settembre 2015

Al Lu.C.C.A. "De Chirico, Savinio e Les Italiens de Paris" a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni

Al Lu.C.C.A. una mostra imperdibile!!!

 

De Chirico, Savinio e Les Italiens de Paris

a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni

dal 17 ottobre 2015 al 14 febbraio 2016

All'inizio del 1928 alcuni artisti italiani legati al movimento del Ritorno all'ordine si incontreranno a Parigi e saranno riconosciuti come Les Italiens de Paris. Pittori pronti a riscrivere la storia dell'arte contemporanea ripartendo da ottiche inconsuete, legate in modo soggettivo a un trascorso mai del tutto dimenticato, e a riaffermare gli elementi rinascimentali che avrebbero dovuto rilanciare l'arte italiana nella capitale francese. Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Filippo De Pisis, René Paresce, Gino Severini e Mario Tozzi, non rappresentano un incontro casuale di artisti in una città stimolante e piena di vita come Parigi, ma la doppia anima e il cuore di un gruppo complesso e ri-evoluzionario che molti critici arrivarono a considerare alla stregua di una vera e propria corrente artistica come il Futurismo e il Surrealismo. Negli anni Venti, Parigi rappresenta per gli artisti una meta di pellegrinaggio oltre che luogo di incontri e scontri. Di volta in volta, si uniranno al “Gruppo dei sette”, i colleghi italiani, francesi o di altre nazionalità, che condividevano le loro scelte artistiche anche in omaggio all'illustre personaggio che aveva lasciato proprio a Parigi tracce indimenticabili: Amedeo Modigliani.
Dal 1928 al 1933 Les Italiens de Paris rimangono fedeli a una specie di contratto mai scritto, a un sodalizio che, da certi punti di vista, senza vincolare la libertà espressiva di ognuno, cercava di riaffermare l'importanza dell'arte visiva italiana del qui e ora, e il desiderio di rimanere ancorati sui valori unici di un passato che non poteva essere cancellato dalle velleità e dalle rivoluzioni percettive delle Avanguardie Storiche. Anche se i sette artisti italiani, mai sempre presenti e mai sempre da soli nelle varie mostre del Gruppo, erano molto differenti sul piano delle idee, dei propositi artistici e degli esiti estetici, poco importava perché, probabilmente, in modi e tempi differenti, stava prevalendo un senso di egocentrico patriottismo che non si vedrà mai più nell'arte italiana. Un gruppo che potremmo definire dalla doppia anima: quella dei fratelli De Chirico, più vicina allo spirito surrealista – anche se il loro fu un vero e proprio amore-odio nei confronti del gruppo di Breton –, e quella di Tozzi, Campigli e Paresce, almeno in parte più vicina al Realismo magico e a Novecento di Margherita Sarfatti. 

Biglietto Intero: 9€ 
Biglietto Ridotto: 7€ (Per gruppi superiori alle 15 unità; minori di 18 e maggiori di 65 anni; residenti nel Comune di Lucca; scolaresche (primarie e secondarie), universitari, insegnanti; disabili; soci: Arci, Edumuseicard, FAI, Touring Club Italiano, C.R.A., giornalisti stranieri con tesserino, guide turistiche con tesserino)
 
Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, accompagnatore disabile, due accompagnatori per scolaresche, giornalisti italiani con tesserino, guide turistiche di Lucca con tesserino, soci ICOM, militari e forze dell'ordine con tesserino.
 
Per info:
Tel. +39 0583 492180

martedì 4 novembre 2014

SIGNORINI, FATTORI, LEGA E I MACCHIAIOLI DEL CAFFE' MICHELANGIOLO RIBELLI SI NASCE a cura di Maurizio Vanni e Stefano Cecchetto

 

 

SIGNORINI, FATTORI, LEGA E I MACCHIAIOLI DEL CAFFE' MICHELANGIOLO

RIBELLI SI NASCE

 

a cura di Maurizio Vanni e Stefano Cecchetto

dal 21 novembre 2014 al 6 aprile 2015


I giovani ribelli che hanno segnato l'Ottocento toscano – spesso con gli scritti – ma soprattutto con la pittura, intendevano affermare il loro credo estetico con le opere e, a dispetto di una contemporaneità che non li apprezzava e forse allora li compativa, hanno continuato a lavorare nel tentativo di rieducare una società viziata dai preconcetti accademici e da una produzione commerciale che vedeva nell'arte soltanto materiale di arredo per le case della nuova borghesia.
Ribelli si nasce quindi, per impeto, per passione, ma anche e soprattutto per un effetto della ragione.  Questi artisti, dopo aver intuito in maniera limpida la visione della realtà, hanno saputo restituirla attraverso sottilissime reazioni che dichiarano una lungimirante modernità.
Ecco perché alcuni capolavori di quel periodo si possono rileggere oggi in chiave moderna quale espressione di uno stato lirico che indaga il colore e la forma, nell'universo pittorico di una rappresentazione dove ogni dettaglio è indispensabile alla sua continuità nel tempo.
La rappresentazione di un 'tempo sospeso' è il segno concettuale che diventa il tema conduttore di gran parte della pittura dell'Ottocento, anticipando quindi la grande svolta che la psicanalisi darà poi al linguaggio del Novecento nell'esplorazione di temi più consoni all'introspezione dell'individuo.
Ma qui, è ancora il gusto poetico del paesaggio e della figura a determinare il filo rosso che unisce i poli di una pittura che vuole rappresentare – al di là dell'aneddoto –  il percorso della vita quotidiana e il suo procedere lirico. 
Ecco perché la panoramica sull’arte toscana dell’Ottocento che emerge da tale osservatorio privilegiato non include solo i macchiaioli, e tra questi non esclusivamente Silvestro Lega e Giovanni Fattori, ma anche Cristiano Banti, Giuseppe Abbati, Luigi Bechi, Giovanni Boldini, Raffaello Sernesi,  Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Vito D'Ancona, Cesare Ciani, Nico Costa, e la famiglia Tommasi con Adolfo, Angiolo e Lodovico, artefici di un rinnovamento pittorico che apre le istanze al linguaggio del Novecento. 
Certo tutte le opere di questi artisti riflettono ancora lo scandire del tempo e la sacralità di una lentezza antica di giornate trascorse all’interno di stanze borghesi e all’aperto nei giardini; una lentezza che racconta il percorso di un  processo rispettoso della condizione umana dell'esistenza. Un ‘clima’ di vita che entra nei luoghi e li illumina non soltanto di luce, ma soprattutto di elementi narrativi ricchi di stati d’animo e di emozioni intime. 
Per l’artista, dipingere è il gesto che permette di ricostruire l’equilibrio tra finito e infinito, l’immagine inquadrata nella tela ristabilisce le dimensioni dell’universo, profonde lontananze di luce ravvisano quella voglia di cercare che lo spinge a una sorta di ‘approfondimento’ interiore. Degli artisti di quel periodo è importante segnalare il carattere personale del 'colpo d'occhio' a conferma di quell'emozione improvvisa che distingue colui che guarda da colui che 'vede'. Il che sta a dimostrare quanto i pittori toscani avessero posto originalmente in opera alcune delle esigenze più vive dell'esperienza francese, riportandole però agli elementi di un linguaggio figurativo che esula dalla tecnica pittorica e si sposta verso la dimensione di una nuova e più autentica 'spiritualità'.

lunedì 7 aprile 2014

"Inquieto Novecento" vista da Antonio Leo



Da un inviato "speciale", l'amico Antonio Leo, orami lanciatissimo nel mondo bizzarro dell'arte, una lettura della mostra allestita al Lu.C.C.A. "Inquieto Novecento" (vedi ad esempio http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/03/allanteprima-di-inquieto-novecento.html), curata Maurizio Vanni e da Stefano Cecchetto.

---------------------------

 

Inquieto 900 - visita @ Lu.C.C.A. del 05/04/2014
 
Inquieto 900 / Inquieto Leo 
Mi spingo oltre Warhol



Non conoscendo il percorso artistico di molti degli autori presenti, spazio solo alle emozioni che mi ha dato questa visita. Avevo già apprezzato eventi del Lucca Center of Contemporary Art, confermando l’eccellenza di questa realtà. Colpi di pennello, schietti, irriverenti, Georges Mathieu si presenta con ondessonk, solo un assaggio del capolavoro l’éloge démesurée, tela anarchica, fantastica, impulsiva e inquieta in rosso-giallo-nero-rosa che orienta il nome dell’intera mostra. Persino il nero prende luce. Nero che continua in uno studio di figura di Emilio Vedova, un 30x21, che lo rende purtroppo molto meno incisivo del grande Vedova recentemente visto a Verona alla Galleria dello Scudo, “De America - paintings 1976-1977”, implosione senza freno di un caos disarmante e totale. Frammenti della recentemente scomparsa Carla Accardi. Mimmo Rotella si regala una parete, ed un piccolo ritaglio, buono. Roberto Crippa un landscape del 1964. Con il second floor arrivano segnali dalle avanguardie, e continua il nero con Agostino Bonalumi. Una pantera rosa pink love di Jak Espi ti da il benvenuto nella sala. E ti ci fai una foto.


Poi Mario Schifano, Sandro Chia, Christian Balzano (piccola installazione-spia telecamera-specchio-cablaggi, modernità in contrapposizione alla cornice oro decorata-intagliata), un black cube di Gianfranco Meggiato, un Robert Combas a tratti tribale, molto colorato, Tano Festa con bunny, Hans Hartung e una superficie lunare fine anni 60 di Giulio Turcato. Max Papeschi e Erique LaCorbeille (ciao Erique!) nel video di Francesco Attolini. Maurizio Cattelan ingiudicabile, schiavo delle sue comode, ormai (sempre!) politicamente corrette provocazioni. Solo un nome x attirare. Le due peggiori opere esposte. Finalmente …Damien Hirst !!!! Dopo aver visto For the love of god nello studiolo di Francesco I de’ Medici Palazzo Vecchio/Firenze 2011 in una location che lo rendeva una reliquia di platino-diamanti-denti umani eccolo in stampa su plexiglas 3d: ti segue illuminando i diamanti con le luci della sala, non puoi averli ma li stai indossando, ti avvicini, resti accecato, vedi il tuo riflesso ma in quel momento e (x fortuna!) solo in quel momento, senti che sei te il morto. La seconda opera, the hours spin skull, teschio di plastica porta-cd: il tempo passa x portarti alla morte con quadranti di orologi nello spazio degli occhi, per finire con la terza, beautiful Shiva delirium painting, teschio nero su colori pop accesi. Ti inchini a Christo. Un gigante. Con project for valley courtain (project for Colorado) del 1971, progetto realizzato! e wrapped walkways del 1970. Tecniche miste, due interventi su spazio ambientale, opere stupende! Da amante di Robert Smithson (grazie ai 32min di sperimentazione di Lee Ranaldo in Amarillo ramp) sono rimasto incastrato nelle pieghe arancioni di queste onde di tessuto/collage/colore. Proiezioni e sogni su carta di land art. Visione.

venerdì 14 marzo 2014

All'anteprima di "INQUIETO NOVECENTO"...

il Lu.C.C.A.

Non ha certo tradito le aspettative! 
Ho avuto il privilegio, e l'onore, di partecipare all'anteprima di "INQUIETO NOVECENTO" (vedi anche http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/02/inquieto-novecento-cura-dicurated-by.html), la mostra organizzata al Lu.C.C.A. e curata dall'amico Maurizio Vanni e Stefano Cecchetto.

Circa 70 opere che ripercorrono idealmente il secolo più "inquieto" della storia dell'arte. 
Opere vere, dove non trova spazio il "capolavoro", che in una collettiva così complessa, avrebbe rischiato di schiacciare le altre, ma si possono gustare opere di grandissima caratura che rappresentano il meglio dell'arte del secolo appana chiuso e non solo. 
Divisa in sezioni, come anticipava il comunicato stampa, è una mostra fluida, discorsiva, propedeutica. 

Bravi, bravi bravi! Trovo che sia questo quello di cui la gente ha bisogno: entrare e capire... senza la necessità del cosidetto "libretto di istruzioni". 
Una mostra da visitare, vedere, gustare e perchè no, pensare di copiare, tassello dopo tassello, in casa propria. 
Una mostra di opere provenienti da collezioni private, che dopo questo appuntamento non saranno più così tanto "private", ma che fungono da esempio. 
Collezionare arte, non è solo un ottimo investimento, non è solo un piacere personale, è anche condividere! Ed il Lu.C.C.A. ancora una volta da questo punto di vista è avanti!

un po' di immagini


All'ingresso...

poco prima della presentazione...
Maurizio Vanni (Direttore e curatore del Museo), Stefano Cecchetto (co-curatore della mostra), Angelo Parpinelli (Presidente del Lu.C.C.A.)

Paolo Bacchereti (Casa d'Arte San Lorenzo), Maurizio Vanni, Stefano Cecchetto, Angelo Parpinelli, Gianfranco Meggiato

Maurizio Vanni (Direttore e curatore del Museo), Stefano Cecchetto (co-curatore della mostra), Angelo Parpinelli (Presidente del Lu.C.C.A.)
un po' di gente...

Bonalumi...

Festa, Espi, Bonalumi...

Cattelan, Hirst...

Hirst...
Meggiato...

Balzano...

Christo...



Hartung, Schifano...
la "Casa d'Arte San Lorenzo" con Maurizio Vanni...

Music, Capogrossi, Accardi, Vedova...

Rotella...

il Catalogo...

il folder...

giovedì 13 febbraio 2014

INQUIETO NOVECENTO a cura di/curated by Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni - Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art

Al Lu.C.C.A. una grande mostra... anzi LA MOSTRA! 

INQUIETO NOVECENTO
a cura di Maurizio Vanni e Stefano Cecchetto




INQUIETO NOVECENTO 
Severini, Vedova, Vasarely, Christo, Hirst, Cattelan e la genesi del terzo millennio 
A cura di/curated by Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni 
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art 15 marzo – 29 giugno 2014 


Dal 15 marzo al 29 giugno 2014, al Lucca Center of Contemporary Art, si terrà la mostra Inquieto Novecento. Severini, Vedova, Vasarely, Christo, Hirst, Cattelan e la genesi del terzo millennio” a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni. La mostra metterà a confronto opere del secolo scorso provenienti per lo più dalla Collezione R.E.D. con un corpus di lavori più contemporanei. Oltre settanta opere, in un percorso che intende stimolare un dibattito sull’arte dell’oggi. Spesso ci chiediamo se esiste un’identità, un punto di riferimento, un modo di essere attraverso il fare che ci permetta di stabilire ciò che rappresenta l’arte del qui e ora. Gli artisti della nostra contemporaneità possono considerarsi reali testimoni del proprio tempo? Dagli anni Cinquanta del secolo scorso – anche se le prime avvisaglie di cambiamento cominciano già negli anni Trenta –, gli artisti hanno cercato di ri-scrivere la storia dell’arte andando oltre i parametri accademici di pittura e scultura. Ne sono scaturite opere originali, sperimentazioni artistiche provocatorie e irriverenti, ma sempre al passo con una società dinamica e in continua evoluzione. Come possiamo definire gli artisti del terzo millennio? Geni più o meno compresi che hanno sfruttato le rivoluzioni concettuali dei decenni precedenti per concepire lavori, da sismografi del proprio tempo, in linea con i vizi e le virtù della società contemporanea, oppure semplici creativi che, esaltando i maggiori mezzi espressivi a disposizione, hanno creato delle geniali caricature visivo-concettuali? La mostra Inquieto Novecento proverà a comprendere la dialettica di alcuni scossoni stilistici e di pensiero che hanno condotto l’arte visiva verso territori imprevedibili e imprevisti. Una illogica logica che ha mescolato le carte, ma al tempo stesso ha creato i presupposti per una cultura viva e in progress. Il vero artista non si risparmia, non si accontenta degli esercizi di stile, non può ignorare la società che gli sta intorno o i giudizi universali delle persone e non può trincerarsi dietro la prigione ovattata del suo studio o dentro la gabbia dorata delle sue gallerie di riferimento. Il vero artista militante, in modo diretto o indiretto, diventa reporter del suo momento storico, inviato speciale nella società di cui è parte, fotografo esistenziale dell’essenza di ogni cosa e sismografo dell’hic et nunc. L’evento non si pone certo come risposta assoluta a tanti interrogativi, ma vuole alimentare dubbi e aprire un dibattito visivo per rivedere alcuni codici storico-artistici dati per certi e che, proprio in virtù delle evoluzione di questi ultimi decenni, devono essere analizzati da ottiche differenti. Ne scaturisce un incontro-scontro che prende a prestito alcune icone indelebili del nostro passato prossimo e remoto, che si incroceranno in una dimensione speciale con artisti più contemporanei. Se il contemporaneo è frutto ed evoluzione naturale del passato, perché mai il presente non dovrebbe servire a rivedere quest’ultimo in chiave differente? Anche gi artisti selezionati per questo gioco serissimo sono semplicemente degli esempi visivi, delle icone che hanno contraddistinto alcuni momenti della storia dell’arte, come tanti altri che avrebbero meritato di far parte di questa rassegna. 

SEZIONI DELLA MOSTRA 
1) Il Novecento tra Figura e Figurazione Antonio Mancini, Afro Basaldella, Massimo Campigli, Fortunato Depero, Virgilio Guidi, Filippo De Pisis, Pippo Oriani, Gino Severini, Mario Sironi, Mario Tozzi, Emilio Vedova 
2) Segnali dalle Neo-Avanguardie Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Carla Accardi, Giuseppe Caporossi, Enrico Castellani, Guglielmo Achille Cavellini, Roberto Crippa, Tano Festa, Pinot Gallizio, Hans Hartung, Georges Mathieu, Zoran Music, Mimmo Rotella, Tancredi Parmeggiani, Mario Schifano, Giulio Turcato, Jean Tinguely, Victor Vasarely, Emilio Vedova
3) Verso una nuova poetica Alighiero Boetti, Daniel Spoerri, Christo, Salvo, Emilio Tadini 
4) Azioni e riflessioni del terzo millennio Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Julian Opie, Sandro Chia, Christian Balzano, Gianfranco Meggiato, Santiago Sierra, Regina José Galindo, Ciprian Muresan, Democrazia, Francesco Attolini. 

Inquieto Novecento. Severini, Vedova, Vasarely, Christo, Hirst, Cattelan e la genesi del terzo millennio 

a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni 
Dal 15 marzo – 29 giugno 2014 
Lucca Center of Contemporary Art, 
Lucca Preview: 14 marzo 2014 ore 17.30 Lu.C.C.A. – 
Lucca Center of Contemporary Art 
Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca 
tel. +39 0583 492180 Fax +39 0583 950499 
www.luccamuseum.com info@luccamuseum.com 
Orario mostra: 
Dal martedì alla domenica 10 – 19 Chiuso il lunedì e il 21 aprile 
 Biglietti: intero 9 euro / ridotto 7 
 Ufficio Stampa SPAINI & PARTNERS T. 050 36042/310920 
Addetta Stampa Lu.C.C.A. Michela Cicchinè 
0583.492180 / 339.2006519 
m.cicchine@luccamuseum.com

lunedì 9 settembre 2013

Anche Balzano a TABULA RASA Metamorfosi per una Rinascita - a cura di Stefano Cecchetto al Museo del Paesaggio

Fra i grandi del '900, da Fontana a Castellani, da Afro a Vedova, da Crippa a Schifano, sottolineo la presenza anche dell'Amico Christian Balzano, neo vincitore del Michetti 2013...



TABULA RASA Metamorfosi per una Rinascita

Sabato 14 settembre 2013 alle ore 11.00 presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di San Dona di Piave (VE)

TABULA RASA
Metamorfosi per una Rinascita
Museo del Paesaggio, Torre di Mosto (VE) Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, San Dona’ di Piave (VE)
14 settembre - 30 novembre 2013

Sabato 14 settembre 2013 alle ore 11.00 presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di San Dona di Piave (VE)

e alle ore 17.00 presso Il Museo del Paesaggio in località Boccafossa a Torre di Mosto (VE)

Si inaugura la mostra
TABULA RASA Metamorfosi per una rinascita
Quali concetti affiorano nella visione di un paesaggio che sembra assistere alla distruzione e all'annientamento della sua stessa origine?
E quale metamorfosi è possibile per una rinascita e per la ricostruzione di una nuova città 'civile'?
Stiamo attraversando un periodo equivalente al dopoguerra di una distruzione sociale che coinvolge ognuno di noi dentro al panorama di una 'terra desolata' che prelude al suo rinnovamento e alla percezione di una rinascita.
Nella concezione di uno spazio abitato che si ri-forma dalla propria dissoluzione non sarà più possibile considerare marginale il ruolo dell'artista, egli interviene quale artefice di una modifica strutturale e concettuale che rilancia nuovo pensiero e nuove azioni come unica via d'uscita dalla decadenza civile e morale dell'uomo.
La mostra, curata da Stefano Cecchetto si propone di evidenziare un percorso che, partendo dall'esperienza del Movimento Spazialista nella Venezia del secondo dopoguerra, per la ricerca di uno spazio nuovo al di là di quello conosciuto, intende poi proseguire la sua indagine verso il territorio di una nuova Spazialità legata all'esperienza di alcuni artisti contemporanei che ritrovano nel linguaggio dell'astrattismo i canoni per una nuova figurazione.
Dentro a questo percorso saranno esposte, nella Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di San Dona di Piave, le opere di Maestri del '900 quali: Lucio Fontana; Virgilio Guidi; Tancredi Parmeggiani; Edmondo Bacci; Gino Morandis; Mario Deluigi; Vinicio Vianello; Bruna Gasparini e Saverio Rampin insieme alle esperienze di alcuni artisti contemporanei: Giancarlo Franco Tramontin; Guido Strazza; Francesco Stefanini; Giovanni Cesca; Lilly Marcotulli; Luciana Cicogna e Francesco Candeloro. La mostra comprende anche un omaggio a Fiorenzo Fallani, il maestro serigrafo veneziano che ha collaborato con gli artisti spazialisti per la realizzazione di eccellenti serigrafie.
Il progetto prosegue poi al Museo del Paesaggio a Torre di Mosto con la presentazione di un percorso che indaga gli aspetti peculiari di una Tabula Rasa che vede nel disfacimento dei luoghi e nella loro ricostruzione, i temi per un'analisi concettuale della rivisitazione del paesaggio nei paesaggi contemporanei dell'arte. La mostra, nelle sue differenti sezioni: Terra; In forma urbis; La Città Cromatica; Uomo faber, prelude alla ricognizione dei luoghi e alla scena urbana come teatro per una convivenza civile.
Il percorso espositivo presenta Maestri del '900 internazionale quali: Lucio Fontana; Enrico Castellani; Agostino Bonalumi; Afro Basaldella, Mario Cerali, Mario Schifano; Piero Dorazio, Emilio Vedova, Giuseppe Guerreschi, Omar Galliani, Patrizia Molinari; Zoran Music; Roberto Crippa, Sebastian Matta; Valerio Adami; Hans Hartung; Christo; Daniel Spoerri; Guglielmo Achille Cavedini; Renato Birolli; Cesare Peverelli; Giulio Turcato; Victor Vasarely.
Con la presenza di alcuni artisti contemporanei che investigano, nei differenti linguaggi, una ricerca mirata all'identificazione di una realtà possibile.
Paolo Coltro; Tania Brassesco e Lazio Passi Norberto; Francesco Candeloro; Aldo Grazzì; Andrea Rinaldi; Alessandro Bocchi; Nino Ovan; Valerio Bevilacqua; Paolo Spigariol; Lia Bosch; Christian Balzano; Fabrizio Gazzarri; Andrea Aquilanti; Gianfranco Grosso; Cristina Bettin; Luca Campigotto; Andrea Morucchio; Olimpia Biasi; Gigi Prosdocimo; Terenzio Trevisan; Lina Sari e Mauro Sambo.
La mostra presenta inoltre un omaggio all'artista veneziano Ferruccio Bortoluzzi (Venezia, 1920 - 2007). Un doveroso omaggio dettato anche dalla volontà di documentare l'esperienza di un 'clima' artistico che si respirava a Venezia già dai primi anni dell'immediato dopoguerra e proseguito poi fino all'inizio degli anni ottanta. Dentro a questo 'clima', il lavoro di Bortoluzzi fornisce una chiave di lettura per comprendere le corrispondenze e le divergenze con gli artisti della sua generazione.
INFORMAZIONI GENERALI
Tabula Rasa, Metamorfosi per una rinascita
Progetto a cura di Giorgio Baldo e Stefano Cecchetto
Mostra a cura di Stefano Cecchetto
Durata: 14 settembre - 30 novembre
L'evento è promosso da:
Regione Veneto; Città di San Dona di Piave; Comune di Torre di Mosto; Fondazione Terra d'Acqua; Camera di Commercio di Venezia, A.T.V.O.


Sedi espositive:

GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA, SAN DONA DI PIAVE (VE)
Giorni e orari di apertura:
MARTEDÌ'- VENERDÌ' 16.00-19.00
SABATO-DOMENICA 10.00-12.00 16.00-19.00
LUNEDI' 7/10 10.00-12.00 16.00-19.00
VENERDÌ'01/11 10.00-12.00 16.00-19.00

LUNEDI’ CHIUSO Ingresso libero
Per informazioni
UFFICIO CULTURA 0421.590222
e-mail: CULTURA@SANDONADIPiAVE.NET
www.sandonadipiave.net

MUSEO DEL PAESAGGIO, TORRE DI MOSTO (VE), LOCALITÀ BOCCAFOSSA
Giorni e orari di apertura: SABATO ORE 15,30 - 18,30 DOMENICA: ORE 10 -12 / 15,30 - 18,30
Ingresso Libero
Per informazioni
BIBLIOTECA CIVICA Tel. 0421324440 (int,1)
e-mail museo del paesaggio@gmail.com
www.museodelpaesaggio.ve.it

Navetta di collegamento
Durante il periodo della mostra alla domenica pomeriggio sarà in funzione gratuitamente una navetta che collegherà la Galleria Civica d'Arte Moderna Contemporanea, San Dona di Piave (Ve) con il Museo del Paesaggio, Torre di Mosto con i seguenti orari:
Partenza dalla stazione ferroviaria di San Dona di Piave ore 15,30
ore 17,00
Partenza dal Museo del Paesaggio ore 16,30
ore 18,30

http://www.museodelpaesaggio.ve.it/ 

domenica 20 febbraio 2011

“Jean Dubuffet e l'Italia” a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni al Lu.C.C.A.

Si è inaugurata il 12 febbraio scorso, questa bella mostra dedicata al genio e all'arte del grande Jean Dubuffet a Lucca al Lucca Contemporary Center of Art. 
L'esposizione, curata da Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni, è composta da circa 60 lavori e merita di essere vista.
La sera dell'inaugurazione, grande festa con parata di personalità del mondo dell'arte, da Valerio Adami (artista di fama internazionale) a Giulio Tega (noto gallerista milanese), dall'architetto Mario Botta a Giacinto di Pietrantonio (direttore della GAMeC di Bergamo) fino ad arrivare a Lorenza Trucchi, storica dell'arte, massima esperta di Dubuffet, Sophie Webel, direttrice della Fondation Dubuffet di Parigi. Complimenti a lo Staff del Lu.C.C.A. 

Comunicato Stampa:

Dal 12 febbraio al 15 maggio 2011 alLu.C.C.A. si terrà la mostra Jean Dubuffet e l’Italia, a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni e realizzata in collaborazione con la Fondazione Dubuffet. Una mostra composta da oltre 60 opere, per buona parte inedite, che riporta Dubuffet in Italia a distanza di un decennio e che propone una lettura proprio dei legami dell’artista con il nostro paese.

Irriverente, anticonvenzionale, irritante, geniale, debordante e assolutamente libero da ogni schema possibile: queste le caratteristiche di 
un artista che ha sovvertito le sorti dell’arte del Novecento. Per Dubuffet l’arte culturale dei musei e delle gallerie non esisteva: il vero artista avrebbe dovuto rompere con ogni cosa conosciuta, distruggere la superficialità dell’ordinario, togliere la maschera dell’uomo sociale e civilizzato per far esprimere l’individuo selvaggio e puro che ognuno ha dentro di sé.

L'esposizione vuole rintracciare un percorso intorno alla presenza, alla fortuna critica e al collezionismo di 
Jean Dubuffet in Italia. Escluso il forte rapporto con gli Stati Uniti ed alcune occasioni in Europa, è proprio nel nostro paese che, dal 1958, l’artista trova un coinvolgimento che va ben al di là dei soli interessi commerciali. Dalle prime mostre a Milano presso il “Naviglio” di Carlo Cardazzo, e successivamente di Renato Cardazzo, ai primi ariticoli di Renato Barilli, Lorenza TrucchiGiuseppe Raimondi, fino alle importanti monografie che questi gli dedicano, alla presentazione del ciclo dell’Hourloupe e della serie dei Phénomènes (Palazzo Grassi, 1964) e dello spettacolo Coucou Bazar (Torino, 1978).

La mostra intende dunque verificare se la forte alleanza con Carlo Cardazzo (editore anche della  fondamentale raccolta di dischi dedicati alle Experiences Musicales), con Paolo Marinotti, direttore del Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi a Venezia, e come si è detto con Lorenza Trucchi e Renato Barilli, possano, e in quale modo, costituire una base critica per l’attenzione che l’Italia rivolge verso l’opera di Jean Dubuffet e le sue numerose metamorfosi artistiche.

Divisa in sezioni, la mostra ripercorre per ‘emblemi’,
 tutto il percorso artistico in Italia di Dubuffet, dalla prima mostra del 1958 al Naviglio di Milano fino alle sue presenze alle mostre di Palazzo Grassi nei primi anni sessanta; dallo spettacolo di Coucou Bazar, promosso dalla Fiat a Torino nel 1978, fino alla mostra del 1981 dedicata ai Teatri della Memoria, per arrivare poi all’ultimo omaggio del Padiglione Francese alla Biennale di Venezia nel 1984 con la presentazione dei Mires.

L’esposizione è patrocinata da: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Fidam, Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Lucca, Apt Lucca, Assindustria Lucca, Camera di Commercio Lucca, Confesercenti Lucca.


Orario mostra: dal martedì alla domenica 10-19. Lunedì chiuso.

Biglietti: intero 7 euro; ridotto 5 euro.


Per maggiori informazioni:Tel.: 0583 571712
Fax: 0583 950499
Email: info@luccamuseum.com
Sito web: www.luccamuseum.com