RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 18 ottobre 2016

Sandro Chia - Il viandante

Si è inaugurata qualche giorno fa a Foligno... merita!
 
 
 
Sandro Chia - Il viandante

Il Centro Italiano Arte Contemporanea

Presenta

Sandro Chia
Il Viandante


Venerdì 14 ottobre alle ore 18.00, presso la sede di via del Campanile 13, inaugura la mostra personale dedicata la grande artista Sandro Chia – Il Viandante, uno tra i più noti protagonisti della transavanguardia italiana.

Curata da Italo Tomassoni, la mostra raccoglie circa 50 opere, in gran numero recenti ed inedite, molte realizzate appositamente per gli splendidi spazi del CIAC, arricchendone l’offerta espositiva - sono stati infatti sinora ospitati artisti informali, programmati concettuali, citazionisti “poveri”, neo espressionisti - ed offrendo l’opportunità di incontrare l’esponente più ricco di invenzione figurativa della Transavanguardia.

Accanto a undici grandi tele realizzate tra il 1998 e il 2003, prestate dalla Galleria Mazzoli di Modena, con le caratteristiche grandi figure umane di Chia che emergono da sfondi coloratissimi di forme geometriche o di pennellate ricche e dense, troviamo un gruppo di dieci strepitose tele recenti, con al centro uomini e donne di grande felicità espressiva, su sfondi dove dominano gli azzurri, i verdi e i blu, e paesaggi delicati e poetici. Sono inoltre esposte una ventina di opere su carta eseguite con tecnica mista realizzate tra il 2012 e il 2014, magistrali schizzi di figure umane, dove Chia studia il movimento, inserendole in sfondi colorati di grande suggestione. Completano il percorso altri lavori recenti del Maestro, tutti di straordinaria qualità.

Il vernissage della mostra sarà onorato dalla presenza di Emily Braun curatrice del Guggenheim Museum di New York che il 15 ottobre terrà una lezione a Foligno nell’aula delle conferenze dell’ex Chiesa dell’Annunciata (Via Garibaldi) su “Sandro Chia e la Transavanguardia”nell’ambito delle manifestazioni di “PIÙ ARTE PER TUTTI”.

Ufficio Stampa: Lucia Crespi, tel. 02 89415532 - 02 80401645, lucia@luciacrespi.it
 

mercoledì 2 dicembre 2015

SANDRO CHIA. I GUERRIERI DI XI’AN a cura di Daria Jorioz ed Enzo Di Martino

 

 

Regione autonoma Valle d’Aosta

Assessorato Istruzione e Cultura


Ufficio Stampa
Bureau de presse

COMUNICATO STAMPA


SANDRO CHIA. I GUERRIERI DI XI’AN

Aosta, Centro Saint-Bénin
Via Festaz, 27

5 dicembre 2015 – 8 maggio 2016
Orario: 10-13 / 14-18
Chiuso il lunedì


L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che sarà inaugurata venerdì 4 dicembre 2015, alle ore 17,30, presso il Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Sandro Chia. I guerrieri di Xi’an, che documenta un particolare momento della ricerca espressiva di uno dei più significativi protagonisti dell’arte contemporanea, Sandro Chia (Firenze 1946), apparso sulla scena internazionale alla Biennale di Venezia del 1980 con il gruppo dei cinque artisti della Transavanguardia. Da allora la sua opera è stata esposta nelle più importanti rassegne internazionali d’arte e in prestigiosi musei, quali il Metropolitan Museum di New York lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Museo di Düsseldorf.

La rassegna di Aosta, a cura di Daria Jorioz ed Enzo Di Martino, è incentrata sugli antichi mitici Guerrieri di Xi’an, messi a guardia del mausoleo dell’Imperatore Qin Shi Huang, vissuto tra il 259 e il 210 a.C. Risalenti al III secolo a.C. e scoperti a partire dal 1974, questi Guerrieri, considerati oggi l’ottava meraviglia del mondo, erano in origine dipinti con colori vivaci.
Il Museo di Xi’an ha realizzato delle copie perfette dagli originali, nello stesso materiale e senza colore. Con gesto artistico Chia rinnova lo spirito senza tempo di queste figure, creando una piccola armata di sculture policrome, straordinario risultato dell’incontro di un importante artista internazionale e dei protagonisti di una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi.
Sandro Chia, infatti, ha dipinto alcuni guerrieri con i suoi motivi formali, appropriandosene idealmente e facendole diventare sue “opere fatte ad arte”. Al Centro Saint-Bénin saranno esposti nove grandi Guerrieri, un Cavallo e sette piccole Teste, sulle quali Chia ha deposto il suo gesto pittorico, secondo un’operazione “picassiana” di appropriazione.
L’artista fiorentino è stato infatti definito “nomade e disinibito” per la capacità di alimentare il suo mondo creativo attingendo a fonti diverse e pervenendo ad una personale cifra formale.
Dieci tecniche miste dedicate all’esercito di terracotta, un gruppo di grandi monotipi e una selezione di opere grafiche completano l’esposizione di Aosta. Ne risulta una mostra affascinante, che intende consegnare ai visitatori una visione esaurientemente rappresentativa del complesso e poetico mondo immaginativo di Chia.

« In questa affascinante esposizione – dichiara l’Assessore Emily Rini – l’artista Sandro Chia rimedita in maniera originale la storia antica, rende omaggio alla cultura e alla storia millenaria della Cina, creando un ponte ideale tra Oriente e Occidente. Sono certa che questa proposta culturale appassionerà il pubblico di residenti e di turisti che frequentano la Valle d’Aosta nel corso della stagione invernale, consentendo loro un tuffo nell’arte internazionale nella storica cornice del Centro Saint-Bénin.»

Sandro Chia è nato a Firenze nel 1946, dove si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti nel 1969. Ha visitato l’India, la Turchia e gran parte dell’Europa prima di fermarsi a Roma nel 1970. Il suo lavoro ha cominciato ad allontanarsi dall’arte concettuale in favore di una riscoperta del linguaggio pittorico, suscitando l’attenzione di critici italiani ed europei. Tra il 1980 e il 1981 si è recato a Mönchengladbach in Germania dove, ottenuta una cattedra, ha vissuto e lavorato prima di andare a New York, dove ha dimorato per più di due decenni, pur continuando a spostarsi tra New York, Roma e più tardi Montalcino. Ha fatto parte del gruppo degli artisti della Transavanguardia che ha organizzato mostre in alcuni dei più importanti musei e gallerie del mondo. Ha esposto alle Biennali di Parigi e San Paolo e più volte alla Biennale di Venezia.
Ha partecipato a prestigiose collettive nei più grandi musei del mondo. Ha tenuto mostre personali nelle più importanti Istituzioni museali internazionali, tra cui lo Stedelijk Museum di Amsterdam (1983), il Metropolitan Museum di New York (1984), Nationalgalerie di Berlino (1984, 1992), il Museo d’Arte Moderna di Parigi (1984); i musei di Dusseldorf (1984), Antwerp (1989), Città del Messico (1989); Palazzo Medici Riccardi di Firenze (1991), i musei di Karlsruhe (1992), Palm Springs (1993), Villa Medici a Roma (1995); Palazzo Reale a Milano (1997), il MOMA di Boca Raton, Florida (1997), la Galleria Civica di Siena (1997), la Galleria Civica di Trento (2000) e il Museo d’Arte della città di Ravenna (2000).
Nel 2002 una collezione di sue opere è stata esposta al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, mentre nel 2005 ha realizzato un’importante installazione sulla piazza e nella Cattedrale di Sant’Agostino in Pietrasanta. Si ricordano anche le personali al Museo Boca Raton in Florida (2007) e al Gemeentemuseum dell’Aja, Olanda (2008), la sua partecipazione al Padiglione Italia della LIII Biennale di Venezia nel 2009 e la grande esposizione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, 2009-2010.
Nel 2009 ha esposto con mostre personali alla Triennale di Milano, all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e negli spazi della storica Scuola dei Mercanti a Venezia. Nel 2010 sue mostre sono state allestite nella Obalne Galerie di Portorose e Capodistria in Slovenia, alla Akira Ikeda Gallery di Berlino e Tokyo, nella Chiesa della Maddalena di Alba con 20 opere realizzate per l’edizione originale de La Malora di Beppe Fenoglio riproposte al Bangkok Art and Cultural Centre.
Nel 2011 ha esposto nel Foro Boario di Modena e nel Museo della Ceramica di Faenza. L’anno dopo una sua mostra è stata presentata nella Galleria d’Arte Maggiore di Bologna, mentre nel 2013 ha esposto alla Galleria Gianpietro Biasutti di Torino e alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo. Nel 2015 ha esposto nella ex Chiesa di San Pietro in Atrio a Como mentre Villa Manin di Passariano ha presentato, nell’ambito della Triennale Europea dell’Incisione, una grande mostra antologica della sua opera grafica a cura di Enzo Di Martino.
Nel 2003 il governo italiano ha acquistato tre sue opere per la collezione permanente del Senato della Repubblica a Palazzo Madama e nel 2005 due monumentali sculture sono state collocate di fronte al Palazzo della Provincia di Roma. Attualmente vive e lavora a Miami, Roma e Montalcino dove, nella sua azienda vinicola del Castello Romitorio, produce vini pregiati tra cui il famoso Brunello.

La mostra Sandro Chia. I guerrieri di Xi’an è corredata da un catalogo trilingue, italiano, francese e inglese, curato da Daria Jorioz ed Enzo di Martino, riccamente illustrato e contenente l’immagine di tutte le opere esposte, pubblicato da Papiro Art e posto in vendita al prezzo di 20 euro.
L’esposizione resterà aperta sino all’8 maggio 2016. Il costo del biglietto d’ingresso è di 8 euro intero, 5 euro ridotto; 4 euro per i soci del Touring Club Italiano; entrata gratuita per i minori di 18 anni.

Per informazioni:
Regione autonoma Valle d’Aosta
Assessorato Istruzione e Cultura
Attività espositive: tel. 0165.274401
u-mostre@regione.vda.it
Centro Saint-Bénin: tel. 0165.272687
www.regione.vda.it

Ufficio stampa per Papiro Art:
Michele De Luca
Cell. 333.8264292



venerdì 29 maggio 2015

VANITAS vs VERITAS LAVORI SU CARTA DI SANDRO CHIA

Oggi succede...

 

Sandro Chia lavori su carta

MAG

presenta

VANITAS vs VERITAS LAVORI SU CARTA DI

SANDRO CHIA

a cura di Salvatore Marsiglione
Inaugurazione Venerdì 29 maggio ore 18:00

dal 29 maggio al 28 giugno 2015 SAN PIETRO IN ATRIO Via Odescalchi, 3 Como
info: +39 3287521463
info@marsiglioneartsgallery.com
www.magcomo.it

orari apertura: tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:30, martedì, giovedì e sabato fino alle 23:00

La MAG – Marsiglione Arts Gallery, con il Patrocinio e il sostegno del Comune di Como, con il Patrocinio del Padiglione Italia EXPO Milano 2015, con il Patrocinio di SistemaComo 2015, con il Patrocinio del Canto della Terra, Como Culture Capital 2015, e con il Patrocinio dell’Associazione Archivio Luigi Russolo, presenta la prima mostra personale a Como di Sandro Chia nello spazio Istituzionale di San Pietro in Atrio, dal titolo Vanitas vs Veritas.
Nel giorno del suo sesto anniversario la MAG, Vi vuole, e Si vuole regalare la mostra più importante della stagione comasca. In linea con l’evento dell’anno, l’EXPO di Milano, il curatore e direttore della MAG, Salvatore Marsiglione, ha fortemente voluto un artista italiano tra i più ambiti e richiesti al mondo, e il nome di quell’artista non poteva essere altro che quello di Sandro Chia. L’occasione di EXPO Milano 2015 è quella giusta per far ammirare al pubblico locale, nazionale e internazionale che si affacceranno nella città lariana, un artista di confermata e indubbia fama che da oltre trent’anni è sulla cima della scena artistica mondiale con la presenza delle sue opere in oltre 30 musei tra i più importanti del mondo, tra i quali citiamo solo il MOMA di New York, il Museum of Fine Art di Boston, il Museum of Fine Art di Chicago, il Museum of Fine Art di New Orleans, la TATE Gallery di Londra, il Kunstmuseum di Basilea, la Nationalgallerie di Berlino, il Museum of Art di Tel Aviv, il Castello di Rivoli, il MART di Rovereto, Palazzo Madama e moltissimi altri.
La mostra concepita appositamente per i magici spazi della ex-chiesa di San Pietro in Atrio a Como, si caratterizza per un allestimento esclusivamente con solo opere su carta, due grandi opere con un forte impatto e 30 di dimensioni più ridotte, ma della medesima forza e surreale immaginazione, il tutto ha una linea concettuale unica, dove ogni opera è un tassello di una grande istallazione. Come nella sua personalità, anche nelle sue Opere, Sandro Chia non si prende troppo sul serio, anzi con una dose marcata d’ironia, spiega l’uomo e le sue emozioni rivisitando il quotidiano attraverso pittura e filosofia, passato e presente, inserendo parte di se in ogni dipinto. Tutte insieme vogliono gridare al mondo il desiderio di verità sulla pittura con un espresso e dichiarato equilibrio con l’estetica. Il dualismo tra i soggetti classicheggianti e le figure ironiche, tra il colore acceso e la materia che appiattita si espande quasi a sembrare non dipinta.
Protagonista indiscusso sin dagli anni ’80, Sandro Chia persegue da sempre l’importanza della pittura, ne valorizza tutti gli aspetti della comunicazione e del piacere estetico con le sue citazioni tecniche che rimarcano i colori dei futuristi Boccioni, Balla e Depero, senza tralasciare mai la poesia estetica fatta di uomini in azione o contemplazione.
Salvatore Marsiglione

giovedì 23 gennaio 2014

C A O S - mostra collettiva



C A O S - mostra collettiva

Artisti:
ARMAN, ATTARDI M., ATTARDI U., BAECHLER, BIANCHI, BONALUMI, CAESAR, CHIA, DELLE SITE, DONAGGIO, GALLIANI, GONZALES, GUAITAMACCHI, LUCCHI, OTTIERI, PIGNATELLI, PUGLIESE, RABARAMA, TROILO, TURCATO.

Una selezione di altissimo livello qualitativo di ognuno degli artisti esposti con alcune rarità ed eccellenze come uno straordinario Agostino Bonalumi del 1957, una rara composizione futurista del '32 di Delle Site, una splendida compressione di Caesar del 1975, un olio su tela degli anni 50 -unico- di Turcato, tre suggestive opere degli anni 60/70 di Arman, una romantica tela di Chia, una grande e raffinatissima opera di Domenico Bianchi e tanto altro ancora.

PER LA PARTECIPAZIONE ALL'INAUGURAZIONE RISERVATA E' NECESSARIA LA PRENOTAZIONE.

Inaugurazione riservata venerdì 7 febbraio 2014 ore 20
Apertura al pubblico dal 10 febbraio al 14 marzo 2014
(entrata libera previo appuntamento)

ARTRIBU' - CONTEMPORARY ART GALLERY
Via Agostino Depretis, 86
(piazza del viminale) 00184 Roma

dal 10 febbraio al 14 marzo 2014
apertura al pubblico su appuntamento
info@artribu.it - 064880285

giovedì 5 dicembre 2013

TESORI D’ARTE A VALENZA



TESORI D’ARTE A VALENZA

Un percorso espositivo unico, curato da Domenico Maria Papa, si snoda dai maestri dell'Ottocento, come Boldini, Induno, Fattori, De Nittis, Bistolfi agli artisti che hanno fatto l'arte del Novecento come Sironi, Carrà, Guttuso, Fontana, e ai nomi di spicco tra Novecento e nuovo millennio, come Baj, Tadini, Chia, Kounellis, Kats, Salle.

Dall’8 dicembre fino al 5 gennaio 2014, la mostra conferma come Valenza - nota come centro mondiale d'arte orafa - sia anche un vivace centro culturale e artistico che nel corso degli ultimi decenni ha saputo accogliere artisti italiani e stranieri con le loro opere più significative. Le collezioni spaziano lungo un ampio arco temporale ed esprimono il gusto sicuro di scelte che rivelano sensibilità, passione e competenza. Le raccolte private valenzane danno prova, dunque, di come il collezionismo possa esso stesso un atto creativo, assai prossimo a quello dell'artista, con una forte rilevanza nella storia culturale di un intero territorio.

“La mostra si articola in un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo d'arte europea – spiega il curatore Domenico Maria Papa - dalla seconda metà dell'Ottocento ai giorni nostri, evidenziando come si sia evoluto la stessa idea di collezionismo. Il disegno generale di ogni collezione risponde, infatti, a scelte culturali, affettive, di gusto e infine economiche, tanto da essere esso stesso un atto autenticamente creativo. La mostra intende evidenziare quanto intenso possa essere il rapporto tra autore, opera e collezionista.”



La mostra è allestita nelle sale di Villa Scalcabarozzi, destinata a diventare nel 2015 sede del Museo del Gioiello di Valenza.

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TESORI D’ARTE A VALENZA
Vernissage sabato 7 dicembre ore 18
8 dicembre 2013 – 5 gennaio 2014

Orari 15 -19 dal martedì al venerdì, 11 -19 sabato e domenica
Villa Scalcabarozzi, via Mazzini 42-44 Valenza (AL)
Informazioni: Centro Comunale di Cultura tel. 0131-949287
www.museodelgioiellovalenza.it

sabato 13 luglio 2013

Noto Contemporary Art



Noto Contemporary Art

Mostra d'Arte Contemporanea.
Opening 19 Luglio h.19

ex Convitto Ragusa
Noto, corso Vittorio Emanuele 31


La mostra resterà aperta sino al 30 Settembre
 
Artisti in mostra: 
Mario Schifano, Inez Van Lamsweerde, Cindy Sherman, Andres Serrano, Davide Bramante, Achille Perilli, Gino De Dominicis, Giulio Turcato, James Brown, Francesco Clemente, Sandro Chia, Marco Gastini, Ettore Spalletti, Antonio Sanfilippo, Roberto Crippa, Bruia, Candice Breitz.........

Pittura e fotografia in un palazzo storico della Capitale del barocco a cura della NAI Arte Contemporanea.

lunedì 22 aprile 2013

DISLESSICA a cura di Alessandro Cucchi

Enzo Cucchi, Prisca, 2013


DISLESSICA


Sandro Chia
Fausto Delle Chiaie
Enzo Cucchi
Victor Man
Gianni Ruggeri
Salvo
Wilhelm Sasnal


a cura di Alessandro Cucchi


Bianca è lieta di presentare la mostra "DISLESSICA" un progetto inedito di Alessandro Cucchi.

Dislessica è la mostra che si fa quando il tempo è troppo misurato, troppi orologi sono in funzione, non si fermano più - a guardare -, non vanno indietro - per sapere - e non vanno avanti - per cercare -.

La mostra è dislessica come l'economia che ormai impregna tutti i campi, una malattia che non esiste.

La patologia - letteralmente "Discorso sui Sentimenti" - è K.O. e non da segni di ripresa.

Smorti ma non mostri, in mostra.


Opening Venerdì 10 MAGGIO 2013 | 19:00

BIANCA ARTE CONTEMPORANEA
NUOVA SEDE VIA NICOLO' GARZILLI 26


Bianca Arte Contemporanea
Via Nicolò Garzilli 26
90141 Palermo

dal mer. al sab. dalle 16:00 alle 19:30

tel: 091.5084918
mob: +39.3383032422
mail to: info@galleriabianca.com

www.galleriabianca.co

mercoledì 3 aprile 2013

Presentazione della nuova collezione Moret e del libro a questa dedicato, curato da Marco Fazzini e pubblicato da Skira Editore



Salone Internazionale del Mobile e Fuori Salone 2013

Milano 9 - 14 aprile 2013

Presentazione della nuova collezione Moret e del libro a questa dedicato, curato da Marco Fazzini e pubblicato da Skira Editore

Art Carpets 
Cleto Munari and Friends

Tappeti disegnati da:
Lawrence Ferlinghetti, Dario Fo, Cleto Munari, Alessandro Mendini, Ettore Mocchetti, Mario Botta, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Javier Mariscal, Deisa Centazzo
Fiera Milano Rho
9 - 14 aprile 2013
h. 9.30 - 18.30
Padiglione 10
Stand D 05

Fuorisalone Zona Ventura Lambrate
9 - 14 aprile 2013
h.10.00 - 21.00

Showroom Moret
Via Ventura 15
Milano

Press day
Mercoledì 10 aprile h.12.00 - 15.00

Opening
Mercoledì 10 aprile h.19.00 - 21.00

Comunicato stampa: 
Art Carpets - Cleto Munari and Friends è il titolo della nuova collezione Moret che corona tre anni di ricerca e lavoro.

Dopo la giocosa felicità degli Happy Carpets di Aldo Cibic dedicati all’iconografia naturale e presentati durante l’edizione del Salone Internazionale del Mobile 2012, quest’anno Moret ha affidato a Cleto Munari, icona storica del design italiano, la scelta dei protagonisti e la regia della sua nuova collezione.

I nomi degli autori dei nuovi tappeti - realizzati in edizione limitata a 29 esemplari per ciascun modello - da soli bastano a comunicare la qualità e l’intensità di significati di cui Art Carpets sono portatori.

Firmano la nuova collezione, infatti, Cleto Munari stesso; il poeta e pittore statunitense Lawrence Ferlinghetti; Dario Fo, drammaturgo, attore, scenografo nonché premio Nobel per la letteratura nel 1997; Alessandro Mendini, riferimento del design italiano dagli anni Settanta, vincitore del premio Compasso d’Oro negli anni 1979 e 1981, direttore, tra le altre, delle riviste Domus e Casabella; Mario Botta, star dell’architettura internazionale; Sandro Chia e Mimmo Paladino, entrambi esponenti della Transavanguardia italiana, le cui opere sono le entrate a far parte delle collezioni dei maggiori musei internazionali come il MoMA di New York, la Tate Gallery di Londra e il Castello di Rivoli a Torino; il poliedrico grafico e designer spagnolo Javier Mariscal; l’architetto, designer e urbanista Ettore Mocchetti che affianca all’attività professionale la direzione della rivista AD Architectural Digest dal 1980 e infine, a rappresentare l’apertura al futuro, Deisa Centazzo, giovane artista/designer impegnata in progetti ecosostenibili.

“Quando Cleto Munari ha deciso di mettere a nostra disposizione la sua quarantennale esperienza nel campo del design e del Bello, – spiega Moret – una nuova linea di tappeti e di protagonisti è uscita allo scoperto come per incanto. Questi oggetti riescono a unire artigianalità, tecniche avanzate di lavorazione e toccanti varietà cromatiche. L’estetica del risultato finale, ovviamente, si avvale delle competenze da noi acquisite nel campo dell’interior design, delle tecniche di lavorazione/colorazione, ma anche della forza dei motivi che ogni designer/artista ha scelto di mettere in campo nei nostri tappeti. L’anima di questo lavoro non è mai stata di natura commerciale, ma si è ispirata al desiderio e all’ambizione di realizzare oggetti unici legati ad autori unici, i singolari inventori del Bello, coloro che sanno, ogni volta, stupirci per idee e innovazione. La collaborazione tra l’esperienza di Moret e la ricerca e la capacità attrattiva di una figura come Cleto Munari ha puntato su un progetto tutto italiano, che nell’inventiva e nel gusto di questo paese scommette per conquistare il mondo. Nel corso degli ultimi tre anni le idee si sono avvicendate con l’entusiasmo dell’ideatore, degli artisti e designer man mano coinvolti e di tutti i protagonisti di cui la nostra artigianalità si è avvalsa nel tempo”.

“In questi tappeti, come in un quadro, la cromaticità invoca il suo ruolo principe. Anche se la tattilità del tappeto dona a questo un pregio speciale e ne fa un oggetto appetibile e ambito, è l’impatto visivo ciò su cui abbiamo scommesso fin dall’inizio di questo progetto. L’arte doveva stare, potentemente, in primo piano, sia quella di artisti innovatori come Chia e Paladino, sia quella “poetica” di Ferlinghetti e Fo, o quella più razionale e progettistica di Botta, postmoderna di Mendini, surreale e provocatoria di Mariscal e Mocchetti, naive di Centazzo, e singolarmente giocosa di Cleto Munari”.

Il libro

È affascinante ripercorrere, nel libro edito da Skira e dedicato agli Art Carpets, parte della storia di Cleto Munari attraverso le parole di Marco Fazzini: “... di come, nei primissimi anni Settanta, avesse frequentato a lungo la villa Valmarana (Ai Nani) a Vicenza grazie all’amicizia con l’architetto più blasonato del tempo, quel Carlo Scarpa che giornalmente nelle scuderie della villa progettava, disegnava, riceveva conoscenti e professionisti, creando un piccolo cenacolo di fedeli e durature amicizie che l’hanno accompagnato fino all’anno della sua scomparsa, il 1978”.

Giuseppe Mazzariol, loro amico da sempre, ci racconta poi che Munari “l’idea di commissionare un oggetto a un artista l’ha avuta dopo l’incontro a Vicenza con Carlo Scarpa. Vederlo vivere a Villa Valmarana, muoversi e disegnare gli ha fatto intuire quanto fosse straordinaria e bellissima quell’esistenza e come forse sarebbe stato possibile fermare per sempre uno dei suoi gesti, farne un oggetto prezioso e utile per tutti”.

Ed è stato proprio questo l’inizio del lungo e fertilissimo percorso di Cleto Munari, dei designer e degli artisti che hanno disegnato per lui numerosi oggetti che oggi costituiscono tappe fondamentali della storia del design, esposti nei musei di tutto il mondo: come ad esempio Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Marco Zanuso, Norman Foster, Paolo Portoghesi, Hans Hollein, Arata Isozaki, Toyo Ito, Michele De Lucchi oltre agli autori degli Art Carpets e molti altri ancora.

“Cleto Munari stesso dice a clienti e collaboratori che continua non a fare business, ma semplicemente “poesia”. Forse questa è la traccia che dovremmo tenere a mente se vogliamo davvero cogliere l’essenza del personaggio, ricordandoci che in Scozia i grandi poeti sono da sempre chiamati “makar”, una definizione che viene dalla stessa radice del verbo “to make” (fare), per ribadire la sostanza artigianale di quest’arte, la fattiva volontà di produrre qualcosa, non qualcosa di fumoso e sfuggente come tanti intendono la poesia, ma un vero e proprio oggetto che possa rimanere nel tempo, solido e significativo per le generazioni a venire”. 

Cleto Munari e Moret hanno condiviso questo comune obiettivo. Con questo intento Cleto Munari ha scelto gli autori dei tappeti, amici compagni di vita e lavoro, uomini e donne “makar” capaci di trasferire la propria poesia in un oggetto, in un tappeto in questo caso, fatto per durare nel tempo.

Il risultato è una molteplicità di visioni, sogni, armonie tanto intense da richiedere, all’interno del libro dedicato agli Art Carpets, un capitolo riservato a ogni autore e l’interpretazione di autorevoli critici, come Achille Bonito Oliva, Flavio Arensi, Francesco Scarabicchi, Alessandra Morelli, Roberto Cresti, e vari altri.

Design, tecnologia e artigianato

Se oggi possiamo ammirare tutte le poesie degli Art Carpets è grazie alla maestria di Moret che realizza una felice contaminazione d’idee, tradizione, design e avanzata tecnologia “capace di trasformare un originale pittorico prodotto dal designer artista in una riproduzione digitale”. “È una sorta di vagireh digitale – spiega Moret – che sostituisce il campione tessile di una volta con un modello in cui si calcola la quantità esatta dei nodi e dei colori da impiegare. Si procede dai colori più vivi fino alle sfumature, per creare macchie colorate che siano praticabili per la tessitura e appetibili per l’occhio. Ci serviamo, a Istanbul, di esperti Rug Designer, usciti dall’Accademia delle Belle Arti. La gioia più grande è vedere le tessitrici lavorare con questi modelli appesi ai telai, mentre seguono precisamente cosa è già stato programmato nei nostri uffici di Istanbul.

Si tratta di una perfetta combinazione di tecnologia e artigianato. Da oltre tre decenni compriamo lane selezionate direttamente dai produttori. Viaggiamo nei villaggi delle province di Antalya e Siverek. Si tratta ancora di un viaggio affascinante, proprio all’interno dell’Urfa.

Amiamo toccare i materiali che serviranno per le varie produzioni – prosegue Moret – La lana grezza, come anche il lino e la seta, sono così imbarcati per lo stoccaggio nella nostra azienda di Usciak. Per la filatura, commissionata ad hoc, la torsione delle fibre avviene strettamente in senso antiorario, secondo le tecniche della filatura a S. I materiali prescelti arrivano ai villaggi delle tessitrici nell’Anatolia centro-occidentale, nelle province di Ghiordes, Simav, Demirci, dove abbiamo circa duecento telai dislocati tra gli altipiani a est di Smirne. Ogni sacco numerato che facciamo partire contiene il necessario per un singolo tappeto: la trama e l’ordito, il modello – il vagireh digitale – la lana, l’eventuale lino, o la seta.

Il ritmo che due, tre e, a volte, anche quattro tessitrici devono tenere durante la tessitura di un grande tappeto è essenziale per il risultato finale: è per questo che scegliamo i nostri collaboratori come si usava una volta, privilegiando i conoscenti, e spesso i parenti stretti, persone che oltre a vivere la quotidianità del villaggio si ritrovano fianco a fianco di fronte al tappeto in lavorazione e, con cadenza perfetta, ne costruiscono il completamento.

È necessaria una tessitrice ogni 60-70 centimetri di telaio. Non si può essere casuali in questo lavoro: le nostre collaboratrici producono da seimila a ottomila nodi al giorno, con la tecnica del nodo turco o asimmetrico, detto anche ghiordes.

Questo è forse uno degli ultimi lavori artigianali sopravvissuti al mondo, e qui non è permesso barare, o diventare tecnologici: un metro quadrato di tappeto contiene circa 84.000 nodi, e tutto questo avviene grazie all’opera delle mani delle tessitrici, dell’attenzione dei loro occhi, di un ritmo assolutamente orchestrale”.

Ed è così che ancora una volta Moret riesce a creare un ponte tra passato e futuro, tra tradizione e tecnologia per proporre tappeti che sono opere d’arte, portatori di armonia e poesia.

Moret è un marchio italiano attivo dal 2000 nel settore del tappeto contemporaneo con sedi a Vicenza, Milano e Istanbul.

Sviluppa e rinnova la solida tradizione costruita in oltre vent’anni d’attività dalla Galleria Pashà di Vicenza che, fondata da Hasan Pashamoglu, ospita pregiati tappeti antichi e moderni provenienti, oltre che dalla Turchia, da quelle parti del mondo in cui l’arte del tappeto costituisce un’eccellenza come, ad esempio, Cina, India e Francia.

Anni di ricerca e la continua collaborazione con architetti e designer italiani nel creare tappeti ad hoc adatti a esigenze e spazi particolari in abitazioni, hotel, yacht e centri congressi in tutto il mondo hanno stimolato la nascita della nuova concezione di tappeto che oggi Moret propone al pubblico internazionale. Se tradizionalmente esprimeva l’evolvere e il mutare di sentimenti nel complesso mondo femminile delle tessitrici, oggi il tappeto contemporaneo secondo Moret può ampliare i propri orizzonti e farsi portatore d’idee e sogni, universali e condivisi, trasformandosi così da complemento d’arredo in oggetto di design e d’arte.

Ufficio stampa Moret
Monica Racic
Via Giambologna, 23/1
20136 Milano
Tel. +39 0287070622
Mob. +39 335256797
monica@monicaracic.com
 

sabato 27 ottobre 2012

Sandro Chia - Enigma a Torino

Sandro Chia a Torino... da vedere



Sandro Chia - Enigma
30 ottobre 2012 - 31 gennaio 2013

Inaugurazione martedì 30 ottobre ore 18,00

catalogo in galleria - testo critico di Francesco Poli

GIAMPIERO BIASUTTI Arte Moderna e Contemporanea
via della Rocca , 6/B, Torino
tel . 011 8141099 fax 011 8158776
e-mail : info@galleriabiasutti.it

Orario: da martedì a sabato,
ore 10,30-12,30; 15,30-19,30


 
Questa mostra personale di Sandro Chia alla Giampiero Biasutti, Arte Moderna e Contemporanea, è un evento di particolare interesse perchè è la prima a Torino dopo quelle ormai lontane del 1976 e 1978 da Tucci Russo. E’ un’esposizione che mette a fuoco gli sviluppi attuali della ricerca dell’artista fiorentino attraverso una accurata selezione di una trentina di dipinti, incentrati in particolare su uno dei suoi temi più tipici, quello che mette in scena con valenze ironiche, melanconiche, poetiche, bizzarre, la figura del pittore e l’enigmatico destino della pittura stessa.

Grande protagonista,insieme agli altri esponenti della Transavanguardia, del ritorno postmoderno alla pittura e alla scultura (a partire dalla fine degli anni’70) Sandro Chia è uno dei pochi artisti italiani di consolidata fama internazionale. Ha esposto in tutto il mondo nelle più importanti gallerie, nei grandi musei e nelle manifestazioni espositive di punta come Documenta di Kassel e la Biennale di Venezia. le sue opere si trovano nelle collezioni pubbliche e private di maggior prestigio.

Chia è rimasto sempre vitalmente coerente con i presupposti di fondo della sua sperimentazione pittorica e plastica, caratterizzata da un particolare gusto per gli spiazzanti attraversamenti stilistici, per gli slittamenti letterari, per le ibridazioni fra livelli linguistici e generi figurativi alti e bassi, e per ironici cortocircuiti temporali. Ma in questa sua ultima fase, si puo’ dire che entra in giuoco una visione forse più meditata e profonda, e diventa sempre più marcata l’originale e inconfondibile identità del suo stile personale. 

giovedì 22 marzo 2012

THE CROSS SHOWN

Bella l'idea, nutrito ed interessante il gruppo di artisti presenti. 

La Nuova Galleria Morone di Milano presenta The Cross Shown, una mostra collettiva dedicata al tema della croce

Una croce è un segno geometrico composto da due rette che si intersecano fra loro ed è uno dei simboli più ricorrenti e più antichi attestati nella storia dell'umanità.
Le prime croci che l'archeologia menziona risalgono infatti all'antica Mesopotamia.
Come figura geometrica la Croce ha una funzione di sintesi, di misura, di mediazione, di comunicazione. Essa infatti stabilisce relazioni con gli altri simboli: il centro, nell'intersezione fra le due rette; il cerchio, in quanto può esserevi inscritta; il quadrato e il triangolo in quanto forme variamente generate dalla congiunzione delle estremità attraverso segmenti di linee. La stessa intersezione delle due rette in un punto definisce anche l'idea di diversi moti opposti, centrifugo e centripeto.
Simbolicamente la Croce rappresenta la congiunzione fra Terra e Cielo, Spazio e Tempo. La sua forma è infatti assimilabile alle figure emblematiche del Ponte e della Scala, indicando un passaggio, un percorso verso qualcosa. Ed è qui che interviene la simbologia cristiana, della Croce come simbolo del martirio di Cristo e della sofferenza umana, un momento sospeso tra la vita e la morte, ma anche la speranza nella resurrezione presupponendo un radicale cambiamento.

Il progetto espositivo vuole proporre un ventaglio di possibilità che sia il più ampio possibile in relazione al tema, aperto ad ogni tipo di linguaggio, per creare una commistione efficace di idee e di visioni, di scambio fra generazioni diverse di artisti italiani e internazionali.

Come si trattasse di un’unica installazione, l’intera galleria sarà invasa dalle opere degli artisti invitati al progetto:
Wolfgang Betke | Giovanna Bolognini | Gabriele Bonato | Bruno Ceccobelli | Sandro Chia | Daniela Comani | Jeff Cowen | Felix Curto |Agenore Fabbri | Marco Grimaldi | Bertram Hasenauer |Pipo Hernandrez Rivero | Jannis Kounellis | Thomas Lange | Gianluca Malgeri | Giuseppe Maraniello | Jonathan Meese | Mimmo Paladino | Arnaldo Pomodoro | Mario Raciti |Arnulf Rainer | Giovanni Sesia| Sadegh Tirafkan | Marco Tirelli | Valentino Vago | Alec Von Bargen

martedì 31 gennaio 2012

2011- 2012? A tutta Transavanguardia...


Era il 1979 quando Achille Bonito Oliva, attraverso le pagine di Flash Art teorizzava la Transavanguardia (vedi l'articolo originale su: http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=articolo_det&id_art=847&det=ok&titolo=TRANS-AVANGUARDIA ).
Ora a cavallo fra il 2011 ed il 2012, con una serie di eventi, ABO, cerca di rilanciare, se mai ce ne fosse bisogno, questo movimento che tanto ha caratterizzato la nostra storia dell'arte recente e lo fa con una serie di mostre da non perdere!
Gli appuntamenti sono sei, dislocati in varie sedi lungo tutto lo stivale in altrettante sedi pubbliche e realizzate con la collaborazione, per lo sviluppo di questo ambizioso progetto di Marco Pierini, Marco Bazzini, Alberto Fiz, Francesco Gallo e Mario Codognato.

Le mostre:

- "La Transavanguardia italiana"      24 Nov. 2011 - 4 Mar. 2012  - Milano, Palazzo Reale;
- "Sandro Chia"      9 Dic. 2011- 29 Gen. 2012  - Modena, Foro Boario;
- "Nicola De Maria. I miei dipinti si inchinano a Dio"      11 Dic. 2011 - 4 Mar. 2012  - Prato, Centro Pecci per l'Arte Contemporanea;
- "Enzo Cucchi"      17 Dic. 2011 - 1 Apr. 2012  - Catanzaro, MARCA;
- "Francesco Clemente"      15 Mar. - 15 Apr. 2012  - Palermo, Palazzo Sant'Elia;
- "Mimmo Paladino"      1 Mar. - 1 Apr. 2012  - Roma, ex Gil di Luigi Moretti.

lunedì 25 luglio 2011

Questa sera alla Versiliana... c'è anche Christian Balzano...



La vista e la ricerca dell'oltre
ore 21.30
il Caffè de La Versiliana

Christian Balzano - pittore e performer
Sandro Chia - pittore e scultore
Silvia Cosentino - attrice
Giovanna Gemignani - scrittrice
Domenico Lombardi - psichiatra infantile e sindaco di Pietrasanta
Paolo Martinelli - oculista
David Riondino - cantautore, attore, regista, scrittore e comico


La Versiliana
Viale Morin,16 - 55044 Marina di Pietrasanta (LU) 

domenica 17 luglio 2011

Tra il sublime e l'idiota. L'umorismo nell'arte contemporanea italiana

Se il risultato è solamente simile alla mostra "LIVE-l'arte incontra il Rock" del Pecci allora tutti a Tolentino, in provincia di Macerata, dove l'arte diventa puro divertimento. A cura di Luca Beatrice con le preziose presenze di Sandro Chia, Vanni Cuoghi, Giuseppe Veneziano e tanti altri...

Tra il sublime e l'idiota. L'umorismo nell'arte contemporanea italiana
A cura di Luca Beatrice.

Giovedì 21 luglio, in occasione del suo 50° anniversario, la Biennale Internazionale dell’Umorismo di Tolentino inaugura la mostra TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA, l’umorismo nell’arte contemporanea italiana.

Una nuova sfida “Biennale” per il curatore Luca Beatrice, che sceglie con uno sguardo non convenzionale le opere di 28 artisti che nella loro carriera hanno saputo usare il linguaggio dell’ironia per affron
tare in chiave critica il reale. A volte amplificandone gli aspetti tragicomici, altre diventando voce di denuncia sociale e offrendo un sorriso amaro, altre ancora dissacrandone i miti e regalando al pubblico l’occasione di riderci sopra.

Video, installazioni, sculture, disegni, dipinti dialogano tra loro e con le sale settecentesche di Palazzo Parisani Bezzi che li ospitano tra affreschi, arazzi, quadri, mobili e arredi d’epoca dando vita a un allestimento originale, in perfetta linea con lo spirito curatoriale.

In un momento storico nel quale spesso la realtà assume contorni grotteschi, “non ci resta che ridere” si potrebbe dire parafrasando il celebre film, anche l’arte contemporanea decide di non prendersi troppo sul serio e di “divertire divertendosi”. In risposta a chi la considera un mondo riservato a una stretta elite di seriosi intellettuali TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA ne propone una lettura attraverso il mezzo dell’ironia dimostrando come sia possibile apprezzarla e goderne.
Questo il gioco proposto al vasto pubblico internazionale che visiterà la Biennale dell’Umorismo di Tolentino.

In mostra ibridazioni di linguaggi e media, metafore, simboli, allegorie, icone caricate di un particolare humour con un atteggiamento al tempo stesso derisorio e provocatorio, talvolta ingenuo e naif, altre più critico, paradossale e concettuale.

Cosi, ad esempio, la scultura di Alex Pinna Fucked Bird propone un inaspettato finale per l’infinita rincorsa tra Will. Coyote e Beep Beep schiacciando quest’ultimo sotto un’incudine. Francesco de Molfetta fa ingrassare il super eroe pipistrello trasformandolo in Fatman. Sandro Chia rilegge la mitologia classica dipingendo un cigno spudorato che importuna Leda (Leda and the Swan). E’ di Lorenzo Scotto di Luzio l’installazione nella quale un pollo viene massaggiato al ritmo incalzante delle frasi che si sentono durante i vernissage: “Bella mostra, complimenti, ecc…”.

Una sala è interamente dedicata a Aldo Mondino, uno degli artisti italiani che più hanno saputo usare l’ironia per dare vita a un’arte originale, ricca di rimandi storici e provocazioni contemporanee. In particolare saranno in mostra i lavori appartenenti alla sua “fase ludica”. Tra gli altri, la scultura Mamma di Boccioni e il lampadario Jugend Stilo.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testo critico di Luca Beatrice, edito da Silvana Editoriale.

In mostra opere di 

GABRIELE ARRUZZO 
BERTOZZI&CASONI 
NICOLA BOLLA 
ANGELO BUCARELLI 
SERGIO CASCAVILLA 
SANDRO CHIA 
VANNI CUOGHI 
FRANCESCO DE MOLFETTA 
PASQUALE DI DONATO 
FAUSTO GILBERTI 
ROBERT GLIGOROV 
THORSTEN KIRCHHOFF 
LOREDANA LONGO 
DOMENICO MANGANO 
PAOLO MAIONE 
PLINIO MARTELLI 
ALDO MONDINO 
GIANNI MOTTI 
LUIGI ONTANI 
LAURINA PAPERINA 
LUANA PERILLI 
GABRIELE PICCO 
ALEX PINNA 
LEONARDO PIVI 
MAYA QUATTROPANI 
LORENZO SCOTTO DI LUZIO 
GIUSEPPE STAMPONE 
GIUSEPPE VENEZIANO