RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






Vota questo blog

Siti

martedì 7 gennaio 2014

Da Circoloquadro... Appunti di un curatore Come organizzare una mostra dalla A alla Z

Da Circoloquadro...



Appunti di un curatore
Come organizzare una mostra dalla A alla Z
con Flavio Arensi

da gennaio a marzo 2014

Parte il 18 gennaio 2014 Appunti di un curatore. Come organizzare una mostra dalla a alla z, tenuto da Flavio Arensi.

Il corso si propone di trasmettere ai partecipanti un reale "saper fare": un carattere assolutamente pratico contraddistingue dunque la nuova proposta formativa di Circoloquadro.

Il corso si rivolge non solo a giovani critici e curatori che desiderano imparare il "mestiere", ma anche agli artisti che sempre più spesso si riuniscono per produrre e realizzare in autonomia mostre ed eventi culturali e agli amministratori pubblici, o ai loro collaboratori, che vogliono comprendere come si organizza un evento espositivo.

Il contenuto delle lezioni andrà ad analizzare e approfondire tutte le fasi della costruzione di una mostra: dall’ideazione, alla progettazione, alla realizzazione con approfondimenti relativi all’allestimento, alla illuminotecnica, alla composizione di un catalogo e dei testi di accompagnamento fino alla comunicazione.

Il corso prevede che i partecipanti lavorino ad un progetto di mostra così da mettere in pratica di volta in volta gli insegnamenti ricevuti e capire quali sono le difficoltà nell’organizzare una mostra. Verranno inoltre organizzate delle uscite per visitare insieme – e analizzare – alcuni spazi milanesi.

L’attività in classe e il tutoring verranno seguiti da Flavio Arensi; ci saranno degli incontri che vedranno la presenza di professionisti del settore per approfondire alcuni argomenti. Tra gli ospiti, Luca Melloni (CLP Relazioni Pubbliche), Francesco Sala (giornalista - Artribune), Claudio Martino (Dirigente Provincia di Milano), Giambattista Bongiorno (Volume), Ivan Quaroni (curatore indipendente).

Contenuti degli incontri: 1) Introduzione al corso; 2) Ideazione e programmazione di una mostra, reperimento delle opere; 3) Pianificazione dei costi, budgeting, fund raising; 4) Rapporti con la pubblica amministrazione; 5) Prestiti, trasporti, assicurazioni; 6) Allestimento\illuminazione; 7) Comunicazione e ufficio stampa; 8) Giornalismo d’arte; 9) Il catalogo: scrivere d’arte; 10) Il catalogo: elementi editoriali e tecnici; 11) Elementi di legislazione per l’arte.


Calendario e costi
Sabato 18 gennaio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 19 gennaio 2014, ore 9.30 – 13.30

Sabato 1 febbraio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 2 febbraio 2014, ore 9.30 – 13.30

Sabato 15 febbraio 2014, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 16 febbraio, ore 9.30 - 15.30 (pausa pranzo 13.00 – 14.00)

Sabato 1 marzo, ore 10.30– 17.30 (pausa pranzo 13.30 – 14.30)
Domenica 2 marzo, ore 9.30 - 15.30 (pausa pranzo 13.00 – 14.00)

Costo: €550 (42 ore) comprensivo di tessera associativa per l’anno 2014.
È possibile acquistare moduli singoli (per info, contattare Circoloquadro).
* * *

Flavio Arensi (Milano 1975), è giornalista e critico d'arte. Dal 2003 ha curato l'attività espositiva della città di Legnano dove ha realizzato numerose mostre monografiche. Collabora con musei e istituzioni pubbliche per la realizzazione di eventi espositivi. Ha curato volumi d'arte per Silvana Editoriale, Mazzotta, Skira, Electa, Allemandi, Arte'm. Scrive per il mensile Arte e ha collaborato con la pagina culturale di diverse testate nazionali. Fra le sue mostre, le monografiche di Goya, Carol Rama, Matta, Zoran Music, Leonardo Cremonini, Gianfranco Ferroni, Kathe Kollwitz, James Ensor, Ipousteguy, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Paladino e l’ultima di Auguste Rodin a Palazzo Reale di Milano.

Circoloquadro
Via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano
info@circoloquadro.com - www.circoloquadro.com
Tel. 339 3521391 - 348 5340662

"IL LAVORO DIPINTO"

Dell'opera di Marcello Scarselli ho già avuto modo di parlare in diverse occasioni. Ora arriva il momento di ricordare questo appuntamento, decisamente importante e di "taglio" internazionale, che lo vedrà protagonista in quel del Potogallo....



"IL LAVORO DIPINTO"
18 gennanio - 15 febbraio 2014
Câmara Municipal de Ponte de Sor
Ponte De Sor
Portogallo



lunedì 6 gennaio 2014

Milano in Arte 1945 – 2015 allo Spazio Tadini

Un grande mostra per Milano, una mostra della memoria, una mostra che offre uno spunto di riflessione da approfondire per vivere meglio il futuro in attesa dell'Expo!


Milano in Arte 1945 – 2015
Spazio Tadini
a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli

Mostra 1: 1945 / 1956 Il dopoguerra. A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli. Con la collaborazione di Fondazione Marconi. Artisti: Lucio Fontana, Enrico Baj, Ercole Pignatelli, Giò Pomodoro, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli, Gianni Bertini, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Galliano Mazzon, Francesco de Rocchi, Gustavo Bonora. --I protagonisti dell'arte, dell'architettura, della fotografia, del design e della moda che hanno fatto grande Milano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a Expo 2015 rappresentati e raccontati con una serie di mostre e incontri a Spazio Tadini a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli, con la collaborazione di Fondazione Marconi di Milano.

La prima tappa – che inaugura mercoledì 15 gennaio 2014 - prende in considerazione il periodo 1945 / 1956. Al culmine della crisi economica globale che stiamo attraversando, la scelta è di ripartire proprio dall'epoca della ricostruzione e della rinascita di quel complesso e vasto tessuto culturale che ridiede slancio e centralità alla metropoli lombarda. La data di conclusione di questo primo capitolo coincide, simbolicamente, con l'inizio della costruzione del Grattacielo Pirelli e della Torre Velasca: grandi monumenti rappresentativi di quella transizione.

Il destino di una grande metropoli deriva dalla storia delle idee e della bellezza non meno che dalle mutevoli fortune economiche.
Milano di Expo 2015 è anche frutto di settant'anni di idee, di interconnessioni tra fatti e protagonisti non sempre riconosciuti dal grande pubblico e dal mercato, di movimenti di pensiero organizzati e teorizzati che hanno dato vita a una grande avventura culturale del tutto peculiare e, in più di una occasione, al centro dell'attenzione mondiale.

Le mostre non costituiranno un percorso completo o esaustivo dei periodi artistici in questione, ma metteranno in rilievo, oltre ad alcuni indiscussi protagonisti, l'emersione di figure importanti – e a volte fondamentali – della cultura milanese.

Artisti della prima mostra:
“1945 / 1956 - Il dopoguerra”

Lucio Fontana, Enrico Baj, Ercole Pignatelli, Giò Pomodoro, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli, Gianni Bertini, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Galliano Mazzon, Francesco de Rocchi, Gustavo Bonora

SCHEDA DELLA MOSTRA:

Milano in Arte 1945 – 2015
Mostra 1: 1945 / 1956 Il dopoguerra
A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli
Con la collaborazione di Fondazione Marconi

Spazio Tadini
15 – 31 gennaio 2014
inaugurazione: mercoledì 15 gennaio 2014 dalle 18.00 alle 21.30
Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano

Per informazioni:
Francesco Tadini mob. 366.2632523 - milanoartexpo@gmail.com
Melina Scalise mob. 366 4584532 - ms@spaziotadini.it

"LO SGUARDO DI MICHELANGELO"

 
Michelangelo Buonarroti - Mosè 1513 - 1516

Visto che il 2014 sarà l'anno dei 450 anni dalla scomparsa di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), voglio iniziare a ricordarlo così, con un cortometraggio di Michelangelo Antonioni, che nel 2004 celebrò il grande genio rinascimentale, con "LO SGUARDO DI MICHELANGELO"... che luce, che magia... straordinario!


Michelangelo Antonioni (1912 - 2007)

domenica 5 gennaio 2014

752 milioni di dollari... Alla faccia della crisi!

752 milioni di dollari (pari a 549 milioni di euro)  è la cifra totale delle 10 aggiudicazioni più importanti del 2013. 
Il 27 % in più rispetto al 2012 e il 87 % in più rispetto al 2011, che, a dirla tutta, non sono stati anni particolarmente "neri" per il mercato del collezionismo internazionale. 
Alla faccia della crisi?
Aste che hanno raggiunto il picco nel mese di novembre, quando Christies ha battuto 692 milioni dollari in opere d'arte in tre ore. Una corsa verso l'investimento in arte, spinta da miliardari emergenti provenienti da Cina, Russia e Medio Oriente. 
Ecco la lista delle dieci opere più costose messe all'asta nel 2013.


 1 - FRANCIS BACON | Three Studies of Lucian Freud (1969) | 142,4 milioni $


2 - ANDY WARHOL | Silver Car Crash (Double Diaster) | 105 milioni $


3 - PINK STAR Diamond | 83,2 milioni $ (l'unico dei dieci a non essere un'opera d'arte)


4 - JEFF KOONS | Ballon Dog (Orange) | 58,4 milioni $

 
5 - JACKSON POLLOCK | Number 19 | 58,36 milioni $
 

6 - ANDY WARHOL | Coca-Cola '83| 57,3 milioni $

7 - ROY LICHTENSTEIN | Woman with Flowered Hat | 56,1 milioni $


8 - ALBERTO GIACOMETTI | Grande tete mince (Grande testa di Diego) | 50 milioni $

9 - JEAN-MICHELE BASQUIAT | Dustheads | 48,8 milioni $


10 - MARK ROTHKO | No.11 (Untitled) | 46,1 milioni $

note:

1) Francis Bacon, 'Tre studi di Lucian Freud' (1969), 142,4 milioni dollari
€ 104.000.000 pagato per un dipinto di Bacon nel 1969. Cifra sufficiente a guidare la classifica dell'anno ... e di tutti i tempi.  
Il 12 novembre 2013, data da ricordare, la sede di New York di Christie ha visto l'opera di Francis Bacon superare il record storico de il "GRIDO" di Edward Much (maggio 2012 119,922,500 $).

2) Andy Warhol, 'Silver Car Crash (Double diaster)', 105 milioni di dollari.
Andy Warhol, nome fra i più presenti nelle aste di arte contemporanea negli ultimi 20 anni. Nel 2013 ha rotto la barriera dei 100 milioni. Il precedente record per un'opera di artista americano 71,7 milioni dollari pagati da Green Car Crash (verde brucia Car I) nel 2007.

3) 'Pink Star' diamante, 83,2 milioni di dollari.
Sicuramente i diamanti non sono opere d'arte, ma è inevitabile includere questo pezzo in classifica, anche se solo come una curiosità.  Mai è stato pagato così tanto per un gioiello in asta. Forse perché non è mai stato prima offerto un diamante rosa di queste dimensioni: 59,60 carati.

4) 'Ballon Dog (arancione)' Jeff Koons, 58,4 milioni dollari
Prima scultura dalla lista e record per un artista vivente, battendo il precedente record del pittore tedesco Gerhard Richter (37'000'000 di dollari, maggio 2013).

 5) Jackson Pollock, "Number 19", 58,36 milioni di dollari
Un altro record! Il prezzo di Pollock, icona di espressionismo astratto, continua a salire nel XXI secolo. Finora ha superato entrambi i suoi monumenti storici come il movimento artistico che lo ha reso popolare negli anni Cinquanta.

6) Andy Warhol, 'Coca-Cola (83)', 57,3 milioni dollari
Non è una novità per l'icona della pop-art posizionare due opere tra le dieci best-seller.
La cosa strana è che la sua bottiglia di Coca Cola non ha superato la stima fornita, nonostante i 57,3 milioni dollari raggiunti! Che ci crediate o no, si aspettavano di più!

7) Roy Lichtenstein, 'Donna con cappello fiorito', 56,1 milioni dollari.
Nuova dimostrazione che i milionari amano la pop-art. Il gioielliere Laurence Graff si è aggiudicato a  56,1 milioni dollari per il lavoro di Lichtenstein, perché voleva farne "un dono".

8) Alberto Giacometti, 'Grande testa di Diego' 50 milioni dollari
Le sculture in bronzo di Giacometti si vendono così bene che 50 milioni di dollari si può pensare che siano pochi. Due anni fa un analogo Giacometti fece 53,3 milioni.

9) Jean-Michel Basquiat, 'Dustheads' 48,8 milioni dollari
Un altro dei beniamini dell'arte della fine del XX secolo. Nonostante muore all'età di soli 27 anni (1988), Basquiat ha avuto il tempo per dipingere più di 800 tele nella sua vita. Alcuni si staranno sfregando le mani ammirando la rivalutazione permanente del pittore di New York.

10) Mark Rothko, 'n.11 (Senza titolo)', 46,1 milioni dollari
Nel 1992 qualcuno ha pagato "solamente" 1,1 milioni di dollari per questa opera di Rothko. Quest'anno è stato venduto per 46,1 milioni di dollari. Alla faccia dell'investimento!

preso in "prestito dal profilo fb di Jorge Martorell

Roberto Fanari a Torino... da vedere!

-->



-->
ROBERTO FANARI


30 gennaio  – 15 marzo 2014


La galleria Opere Scelte inaugura, giovedì 30 gennaio alle ore 18.30 in via Matteo Pescatore 11/D, Torino, la mostra personale di Roberto Fanari.
Il lavoro di Fanari si colloca a metà tra mondo reale e mondo immaginario. Propone soggetti ed elementi della vita quotidiana, estratti dal loro contesto originale e alleggeriti nella struttura. È come se l’artista disegnasse nell’aria e le sue linee acquisissero spontaneamente tridimensionalità.
Le sculture prendono forma nella fitta intelaiatura di fili di ferro e si intensificano laddove l’artista decide di creare dei dettagli che offrono riconoscibilità e caratterizzazione ai soggetti esposti.
In mostra opere inedite che da un lato conducono il visitatore in una Stanza delle meraviglie che, con una raccolta di oggetti straordinari, fa rivivere epoche passate. Dall’altro l’atmosfera è di una straniante classe di scolaretti sospesi nel tempo.
Ogni scultura domina lo spazio e, tra pieni e vuoti, si amalgama ad esso. Si crea così un perfetto equilibrio tra i pieni, i vuoti e le loro ombre che sono protagoniste tanto quanto la materia stessa. Le sculture, immerse in uno spazio sgombro, danno vita a contesti immaginari dove  l’assenza assume un significato importante e quasi tangibile.
Roberto Fanari nasce a Cagliari nel 1984. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Sassari e inizia ad esporre tra la sua terra d’origine e Milano, dove adesso vive e lavora.
Ha partecipato a diverse collettive importanti e si è classificato terzo al Premio Art Gallery 2013.
L’esposizione rimarrà allestita fino al 15 marzo 2014.

Il catalogo per FiorGen...

 

FiorGen ARTE PER LA RICERCA 2013 Museo Archeologico Firenze

Della grande asta a favore di FiorGen, curata da Filippo Lotti, che condurrò il prossimo 11 gennaio al Museo Archeologico di Firenze, Vi ho già parlato nei post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/01/attesa-per-lasta-fiorgen-artisti.html e http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/12/fiorgenarte-per-la-ricerca-2013museo.html.
Ora la possibilità di sfogliare il prezioso catalogo edito per l'occasione, andando al link

www.fiorgen.net
www.fiorgen.blogspot.it
www.facebook.com/Fondazione.FiorGen

a cura di Filippo Lotti

per info: 349 58 62 011, catia.giaccherini@gmail.com


evento FB

"Quasi Amore" personale di Tommaso Santucci a cura di Carlo Polvara e Paola de Riva

 
 
77 ART GALLERY in Corso di Porta Ticinese 77 Milano
ospita dal 8 gennaio 2014 al 14 gennaio 2014
la personale di Tommaso Santucci “QUASI AMORE”
a cura di Carlo Polvara e Paola de Riva


Vernissage con art performance dell’artista
mercoledì 08 gennaio 2014 dalle ore 19.00 alle ore 00.00

in mostra tutti i giorni dalle 15.00 alle 00.00

In occasione dell’inaugurazione della personale “QUASI AMORE” 100 frammenti originali di un’opera realizzata ad hoc dall'artista Tommaso Santucci verranno regalati ai primi 100 ospiti della serata.


Tommaso Santucci segna, scrive, incide.
Certo guardando fuggevolmente il suo fare potrebbe apparire una cosa tutta sua, assolutamente autoreferenziale come si usa dire.
Diario di vita, cronaca di una personalissima quotidianità.
Che può essere interessante per ciò che testimonia (non solo aneddotistica del vivere, sia chiaro) e quindi rimanere nel palato e in qualche parte della memoria di superficie di tutti noi.
Santucci fa altro. Scardina il sentire. Con il suo fare svelle cortecce per dar respiro ai tronchi, non toglie ruggine dalle armature che tutti noi indossiamo, le smonta pezzo per pezzo.
In sintesi taglia la coltre d’omertà che molti di noi, spesso inconsapevolmente, poniamo tra noi e il se’. Santucci non è omertoso. Tutt’altro.
Urla, e per usar il suo dire, va a dritto, nel senso che disarciona se stesso per rialzarsi sporco e aver conoscenza di cosa e da cosa si deve pulire.
Santucci usa i suoi strumenti con fare deciso e sa portarsi fuori da se’, come una marea montante, come parola/azione che in una qualsiasi notte delle nostre notti, dona inaspettata energia, come persona che conosce il lavoro che si deve fare con la terra e con l’acqua.
E non teme di dare, di segnare, scrivere e guardare. Sempre.
Certo Santucci non è semplice ma il silenzio, quel silenzio che spesso costringe a prender distanza da noi, a lui proprio non appartiene. Santucci urla.
Santucci è toscano, ma le sue parole non appartengono al dolce stil novo dell’entroterra, non ci sono ricercate metafore o virtuosi simbolismi, il suo dire non ha duplici significati. Santucci è pisano, usa le parole in modo deciso, orgoglioso, emotivamente schietto e diretto, come il mare. Nessun formalismo e nessuna ipocrisia si può ritrovare nei suoi lavori, ma solo la continua ricerca arguta ed irriverente del perfetto punto di rottura tra il dire pensato, strutturato e viziato, e il pensare schietto, emotivo, passionale ed irrazionale. Sono onde che arrivano una dietro l’altra regolari, ma mai uguali le une alle altre, figlie uniche della stessa onda perfetta e dello stesso mare.
 
evento FB

Matisse, la figura La forza della linea, l'emozione del colore Ferrara, Palazzo dei Diamanti

 
 
Matisse, la figura
La forza della linea, l'emozione del colore

Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 
22 febbraio - 15 giugno 2014

Mostra a cura di Isabelle Monod-Fontaine, organizzata da Fondazione Ferrara Arte

 

 
Matisse, la figura. La forza della linea, l'emozione del colore
Il genio di Matisse si è espresso in ogni genere artistico, ma nessuno lo ha interessato quanto la rappresentazione della figura, da lui indagata attraverso tutte le tecniche sperimentate nell’intero arco della sua carriera. È questo il tema attorno a cui è incentrata la mostra che Palazzo dei Diamanti dedica ad un gigante della storia dell’arte moderna, evocando tutto il suo percorso creativo e, al tempo stesso, mettendo in luce le strette relazioni tra la sua produzione pittorica, scultorea e disegnativa.

Con questa rassegna, curata da Isabelle Monod-Fontaine, già vicedirettrice del Centre Pompidou e studiosa di Matisse riconosciuta in ambito internazionale, la Fondazione Ferrara Arte intende proporre un ritratto a tuttotondo e non scontato del maestro francese, che metta in risalto le sue doti di alchimista del colore, ma anche il suo grande talento grafico e scultoreo, attraverso un’ampia selezione di dipinti, sculture, disegni e incisioni, generosamente concessi in prestito da musei e collezioni private di ogni parte del mondo.


Ad accogliere il visitatore sarà il magnetico
Autoritratto del 1900 (Parigi, Centre Pompidou) assieme a giovanili e potenti prove di studio sul modello. La rivoluzionaria stagione fauve (1905-08) verrà poi documentata da abbaglianti dipinti a tocchi di colore puro che sprigionano l’energia della luce mediterranea (Ritratto di André Derain, 1905, Londra, Tate), ma anche dalle creazioni nate sotto la suggestione dell’arte tribale e della pittura di Cézanne, come il fondamentale bronzo Nudo disteso (1906-07, Centre Pompidou) e la tela Nudo in piedi (1907, Tate), entrambe sorprendenti per la scansione delle forme e il potenziale espressivo.

La sezione che segue metterà il visitatore di fronte a tre pietre miliari del 1909, quali il bronzo
La Serpentina, la tela Nudo con la sciarpa bianca, provenienti dallo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, e la Bagnante del MoMA, opere plasmate da linee fluttuanti nell’aria o su astratti fondi smaltati che evocano uno dei più alti raggiungimenti della ricerca matissiana: la conquista di una visione in grado di produrre un effetto di assoluta pienezza visiva ed emotiva.

La mostra dedicherà poi una sezione al ritratto e, in particolare, a una fase della ricerca di Matisse, durante la prima guerra mondiale, in cui il lavoro davanti al modello diviene quasi ossessivo. In queste opere egli cerca di mettere a nudo l’essenza del soggetto, con esiti sorprendenti. Lo dimostrano la serie bronzea delle
Jeannette (1910-13), dove l’elegante fisionomia della donna è progressivamente trasfigurata in un idolo primitivo, così come le effigi di Lorette, in cui l’artista ha fissato sulla tela il fascino misterioso della modella di origine italiana ritratta assiduamente nel 1916-17 (ad esempio Le due sorelle, 1917, Denver Art Museum e Nudo seduto di spalle, c. 1917, Philadelphia Museum of Art).

Una svolta radicale è segnata dalle figure sdraiate, dai sensuali nudi e dalle odalische del dopoguerra, ambientate all’aperto (
Giovani ragazze in giardino, 1919, La Chaux-de-Fonds, Musée des Beaux-Arts) o in esotiche messe in scena, che riflettono l’incantesimo della luce della Costa Azzurra e la riscoperta di Ingres e Renoir. Straordinarie due opere di cui è protagonista l’ex ballerina e modella Henriette Darricarrère: il bronzo Grande nudo seduto (1925, Philadelphia Museum of Art), in cui la maestosa figura dispiega le sue forme nello spazio, o l’Odalisca dai pantaloni grigi (1927, Parigi, Musée de l’Orangerie), in cui appare immersa in un sontuoso mosaico di motivi decorativi.

La monumentale
Ninfa nella foresta (1935, Nizza, Musée Matisse), un capolavoro come Natura morta con donna addormentata (1940, Washington, National Gallery of Art) e magnifici disegni (Nudo allungato, 1938, MoMA; Giovane donna con vestito a rete, 1939, Basilea, Fondation Beyeler) incarnano il nuovo cambiamento di rotta seguito al prestigioso incarico decorativo per la Barnes Foundation negli Stati Uniti e alle illustrazioni delle poesie di Mallarmé. La nuova musa, la russa Lydia Delectorskaya, è richiamata con pochi segni in uno spazio intriso di luce dove il suo corpo, la vegetazione e gli arredi compongono un arabesco essenziale e sublimato.

A chiudere la mostra, nell’ultimo capitolo di questa avventura, saranno le testimonianze della stupefacente vitalità creativa e dell’inesauribile forza d’immaginazione dell’anziano maestro: gli interni d’atelier inondati di colori puri (tra cui
Giovane donna in bianco su sfondo rosso, 1946, Lione, Musée des Beaux-Arts; Interno blu con due ragazze, 1947, University of Iowa Museum of Art), acrobati e maschere evocati da linee danzanti su sfondi bianchi e le prime sperimentazioni con la rivoluzionaria tecnica delle gouaches découpées nelle tavole di Jazz. In questo spettacolare libro d’artista, destinato a segnare la storia dell’arte, le silhouette multicolori delle forme in movimento danno vita a un caleidoscopio di «improvvisazioni cromatiche e ritmiche». 

Matisse, la figura
La forza della linea, l'emozione del colore

Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 22 febbraio - 15 giugno 2014

Mostra a cura di Isabelle Monod-Fontaine, organizzata da Fondazione Ferrara Arte


Info

Ufficio Informazioni e prenotazioni Mostre e Musei
tel. 0532.244949 fax 0532.203064 e-mail diamanti@comune.fe.it
http://www.palazzodiamanti.it/

Orari di apertura

Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso:
9.00-19.00 orario continuato
Aperto anche: Pasqua, Lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)

Ufficio stampa

Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 fax 049.655098
e-mail: info@studioesseci.net
www.studioesseci.net

Anni '70. Arte a Roma - a cura di Daniela Lancioni - Palazzo delle Esposizioni




Anni '70. Arte a Roma

Palazzo delle Esposizioni
17 dicembre 2013 - 2 marzo 2014
a cura di Daniela Lancioni



Quasi 200 opere, di 100 autori italiani e internazionali, per raccontare l'arte di un decennio e di una città, una realtà vitale  per l'intreccio di linguaggi differenti, teatro di sperimentazioni, accogliente bacino di culture visive diverse, nutrice di una propria identità e, allo stesso tempo, specchio di quanto accadeva ovunque nel mondo. Il Palazzo delle Esposizioni prosegue, con questa mostra, l'indagine avviata negli anni novanta con la serie di iniziative dedicate a Roma, e al periodo che va dal secondo dopoguerra agli anni sessanta, e offre al pubblico un'esposizione che si propone anche come verifica di una precedente fase di studio e di ricerca.

Con sempre maggiore chiarezza, gli anni settanta del secolo scorso appaiono agli storici come una sorta di spartiacque: molti dei processi di cambiamento allora avviati, o che ebbero in quegli anni una notevole accelerazione, impegnano ora prepotentemente l'attualità ed è più che mai interessante indagarli e interrogarli. E' stato quello un decennio controverso, generalmente identificato per i suoi conflitti, ma che oggi potrebbe, invece, essere interpretato come sommamente fertile e costruttivo. Nelle arti visive, soprattutto a Roma, gli anni settanta si sono distinti per una pluralità di linguaggi e attitudini, pluralità che questa mostra vuole testimoniare bilanciando indagine storica e interpretazione.

L'importanza di Roma negli anni settanta si deve all'attività di gallerie e associazioni culturali che hanno svolto un ruolo decisivo nel promuovere e accogliere l'arte contemporanea italiana e internazionale, L'Attico di Fabio Sargentini, La Tartaruga di Plinio De Martiis, La Salita di Gian Tomaso Liverani, gli Incontri Internazionali d'Arte fondati nel 1970 da Graziella Lonardi Buontempo e diretti da Achille Bonito Oliva, Gian Enzo Sperone e Konrad Fischer, Massimo D'Alessandro e Ugo Ferranti e molte altre. Un novero di gallerie e di associazioni culturali a cui si somma l'attività della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e dello stesso Palazzo delle Esposizioni oltre a quella, emersa alla fine del decennio, di alcuni spazi "autogestiti" dagli artisti, Gap, Jartrakor, La Stanza, S. Agata dei Goti, Lavatoio Contumaciale, o da gruppi femministi come la Cooperativa del Beato Angelico. Protagonisti e istituzioni che hanno offerto alla Città un frenetico calendario di mostre, performance, dibattiti, in un rapido succedersi di eventi che dava l'opportunità agli autori di verificare con immediatezza l'impatto della loro opera sul pubblico e garantiva un'assidua presenza internazionale.

Ma l'importanza dell'arte a Roma negli anni settanta si deve soprattutto a un eccezionale novero di artisti, molti romani, altrettanti non romani che scelsero questa città come loro residenza, tanti stranieri che, ripetutamente, nel corso del decennio soggiornarono ed esposero a Roma. Saranno le loro opere le protagoniste indiscusse dell'intero percorso espositivo, tutte realizzate o mostrate negli anni settanta a Roma e provenienti da collezioni pubbliche e private e in parte conservate dagli stessi artisti.
La mostra accoglierà una polifonia di voci: dall'Arte Povera agli artisti della cosiddetta scuola romana, dall'Arte Concettuale alla Anarchitecture e all'arte intesa come partecipazione collettiva o militanza politica, dalla Narrative Art alle opere che hanno condotto alla planetaria rivalutazione della pittura che ebbe come fulcro la Transavanguardia ed epicentro Roma.

Ogni sala della mostra è stata composta rintracciando un fil rouge, non un tema, ma di volta in volta un'attitudine, una disciplina, un pensiero, una parola chiave, un'intuizione presa a prestito da un critico o il titolo di un lavoro. Il loro succedersi comporta una scansione temporale che divide la mostra approssimativamente in due parti corrispondenti alla prima e alla seconda metà del decennio. Ai visitatori rivolgiamo l'invito a prendere le nostre indicazioni come meri suggerimenti ricordando che ogni opera è portatrice di un'insondabile complessità e che gli argomenti di volta in volta selezionati per la trama del racconto, possono "viaggiare", con gli occhi e la mente di chi le osserva, da una sala all'altra, da un'opera all'altra.



venerdì 3 gennaio 2014

Attesa per l'asta FiorGen. Artisti a sostegno della Ricerca Le opere in mostra al Museo archeologico di Firenze fino all'11 gennaio 2014

Prendo in "prestito" da ARTE E CULTURA (http://arteculturaok.blogspot.it)

 

Attesa per l'asta FiorGen. Artisti a sostegno della Ricerca Le opere in mostra al Museo archeologico di Firenze fino all'11 gennaio 2014

Torna anche quest'anno "Arte per la Ricerca FiorGen” (IX edizione) l'iniziativa promossa a Firenze dalla Fondazione di Farmacogenomica FiorGen Onlus.
Sono 81 opere d'arte di altrettanti artisti per sostenere e promuovere la ricerca scientifica d'eccellenza. Pittori, scultori e fotografi tra i nomi più noti del panorama artistico toscano (ma non solo!) unitamente ad alcuni giovani “talenti” e a nomi meno noti ma non per questo con doti artistiche meno rilevanti: 
Luca Alinari, Riccardo Antonelli, Enzo Archetti, Rossella Baldecchi, Ademaro Bardelli, Massimo Barlettani, Olivia Barradas, Gianni Bellini, Maurizio Biagini, Antonio Biancalani, Antonio Bobò, Marco Borgianni, Roberto Braida, Fabrizio Breschi, Vincenzo Calli, Fabio Calvetti, Luca Canavicchio, Massimo Cantin, Mauro Capitani, Giuliano Caporali, Myriam Cappelletti, Andrea Casalini, Stefania Catastini, Claudia Chianucci, Paola Chiesi, Giovanni Chilleri, Osvaldo Celso Chiquesi, Giuseppe Ciccia, Nicola Cirillo, Teresa Condito, Antonio De Chiara, Elio De Luca, Gloria De Marco, Gianni Dorigo, Monica Fossi Giannozzi, Franco Mauro Franchi, Danilo Fusi, Antoine Gaber, Caroline Gallois, Giuliano Ghelli, Lorenzo Lazzeri, Massimo Lomi, Riccardo Luchini, Carolina Luzón, Riccardo Macinai, Salvatore Magazzini, Andrea Mancini, Giovanni Maranghi, Franco Margari, Donatella Marraoni, Gianfalco Masini, Fabrizio Michelucci, Sergio Nardoni, Beatrice Nencini, Elisa Nesi, Francesco Nesi, Alessandro Nocentini, Armando Orfeo, Gabriele “Erno” Palandri, Luciano Pasquini, Antonio Possenti, Franco Rosselli, Fabrizio Ruggiero, Giovanni Sanesi, Piero Sani, Gabriele Savanelli, Marcello Scarselli, Lelia Secci, Silvia Serafini, Andrea Simoncini, Skim, Milvio Sodi, Andrea Sole Costa, Massimo Sonnini, Paolo Staccioli, Andrea Stella, Serena Tani, Fulvio Maurizio Tronconi, Stefania Valentini, Paola Vallini, Laura Venturi.
Le opere donate, in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, saranno messe all'asta l'11 gennaio 2014 a partire dalle ore 15.00 nella loggia Luni del museo stesso (ingresso via della Pergola 65).
Come dichiarato dal Prof. Gianfranco Gensini, presidente della Fondazione, "riflettete sul valore ulteriore di queste pitture, di queste sculture: hanno la natura del dono, del gesto solidale, dell’offerta generosa” e aggiunge ancora “La creatività diventa così un appello: all’attenzione, alla partecipazione, alla sensibilità, perché sia possibile – per FiorGen – proseguire il proprio impegno, il proprio studio, le proprie ricerche.”
FiorGen nasce dalla volontà della Camera di Commercio di Firenze e dall'Università degli Studi di Firenze ed è finanziata dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze oltre che dalle libere donazioni. Molte sono le attività di ricerca sostenute da FiorGen in particolare, come spiega il Prof. Luchinat, "Fiorgen e' impegnata a sviluppare nuovi approcci e metodologie per la diagnosi precoce di malattie, come cancro, insorgenza di metastasi, diabete e patologie cardiache. Queste ricerche hanno gettato le basi per studi mirati alla comprensione dei fattori che determinano l'insorgenza di molte patologie degenerative e genetiche."
La manifestazione è realizzata grazie alla generosa partecipazione del curatore Filippo Lotti a cui è stata affidata la selezione degli artisti e di Roberto Milani, battitore dell'asta che ci ricorda: "Ognuno è artefice del proprio destino, ma, spesso, potrebbe esserlo anche per quello degli altri."

Le opere sono già opzionabili e il catalogo è scaricabile dal sito www.fiorgen.net.

Per maggiori informazioni è possibile contattare Catia Giaccherini 349 5862011 oppure all'indirizzo mail: catia.giaccherini@gmail.com.