RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 8 gennaio 2013

Anche Salvatore D'Anna selezionato per la prima edizione della Biennale Internazionale d'Arte di Palermo

Anche l'amico nonché valido artista Salvatore D'Anna fra i selezionati!

Biennale Internazionale d'Arte di Palermo



10 Gennaio 2013

ore 16,00 - Loggiato S. Bartolomeo - Palermo (corso Vittorio Emanuele, 25) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 18,00 - Villa Malfitano Whitaker - Palermo (Via Dante, 167) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 20,00 - Teatro Politeama di Palermo  - Presentazione ufficiale dell’evento e inaugurazone dell’esposizione in “sala rossa” in presenza di Vittorio  Sgarbi, Paolo Levi e autorità politiche.

Nato da un’idea di Sandro Serradifalco, l’evento si avvale della collaborazione di professionisti del settore ed eminenti personalità del mondo della cultura. La direzione critica è affidata a Paolo Levi.
La Biennale Internazionale d’Arte di Palermo comprenderà varie sezioni dedicate al paesaggio, alla figura, alla scultura, all’acquerello e l’informale. Per ciascun sezione saranno selezionati alcuni dei più influenti interpreti contemporanei nazionali ed esteri.
Una sezione speciale sarà dedicata ai grandi artisti del ‘900. 
Al fine di realizzare una Biennale d’Arte rappresentativa delle varie espressioni artistiche contemporanee ma consolidante del forte legame presente con la tradizione, parte dell’esposizione sarà dedicata ai grandi maestri del passato. 
Il progetto godrà di una comunicazione di livello internazionale e sarà ancora una volta l’occasione per valorizzare le eccellenze di questa terra, mettendone il luce i maestri e i luoghi più affascinanti. L’alto livello della commissione selezionatrice, diretta da Paolo Levi, garantirà uno spaccato significativo della creatività attuale sollecitando, attraverso i numerosi eventi collaterali, uno scambio culturale qualificato.
    •    Una Biennale d’Arte, per gli artisti e degli artisti, priva di quegli estremismi stilistici e di vuote provocazioni visive che da tempo caratterizzano le manifestazioni analoghe.  Una Biennale della tradizione, capace di valorizzare le tecniche del passato ed esaltare i più innovativi mezzi espressivi.
    •    Una Biennale Internazionale, con artisti invitati da numerosi paesi esteri, capaci far confluire nel capoluogo siciliano, colori, tradizioni e costumi di altre etnie e culture.
    •    Una Biennale osservata dal Mercato, con tre importanti aziende del settore artistico che valuteranno le opere partecipanti per nuove proposte di diffusione.
    •    Una Biennale Interculturale, con in agenda nei giorni della manifestazione presentazioni editoriali, eventi teatrali, performance di ballo orientale.
    •    Una Biennale per gli Artisti, capace di mettere l’artista, in primo piano dando lustro non soltanto al suo operato, ma all’aspetto poetico dello stesso.
 

Comitato Scientifico

Presidente

PAOLO LEVI  - Torino
Critico d’arte, giornalista, saggista. Ha scritto per le riviste Capital, Bell’Italia, Architectural Digest, Europeo, Mondo, e con quotidiani come Il Sole 24 Ore e  La Repubblica. Dal 1969 dirige, prima per la Giulio Bolaffi Editore e, in seguito, per la Giorgio Mondadori Il Catalogo Nazionale d’Arte Moderna. Dal 2010 è direttore della rivista Effetto Arte.

Consiglio direttivo

FRANCESCA BIONDOLILLO – Palermo
Critico d'arte, da svariati anni si occupa dell'organizzazione di eventi artistici. Numerose le recensioni scritte per maestri contemporanei italiani ed esteri.
Collabora con il Centro Diffusione Arte e l'EA editore di Palermo, curando rubriche pubblicate nel periodico d'arte Boè, OverART ed Effetto Arte.
E’ presidente dell’Associazione Artistica Culturale “Il Tempio” di Palermo.

MEMBRI del Comitato Scientifico

RICCARDO BALDELLI – Stoccolma, Svezia
Dottore in Filosofia all Universitá di Pisa nel 1997, si specializza nel indirizzo di Estetica nel 1999. Dopo qualche  mese dalla specializzazione, viaggia in Africa per conoscere e apprendere l´arte contemporanea  africana.  Si traferisce in Svezia nel 2007 dove intraprende la collaborazione con i musei svedesi pubblici e privati come consulto e curatore per mostre archeologiche e di arte moderna e contemporane. Nel 2010 apre una propria azienda Maecenas Italy Art organizzando mostre  d'arte e  archeologiche soprattutto nel nord Europa.

LUCIANO LEPRI – Perugia
Luciano Lepri,  poeta, scrittore, saggista e critico d'arte e letterario. Ha scritto, sino ad oggi, testi per oltre 500 artisti italiani e stranieri, molti di caratura internazionale, e i suoi testi sono stati tradotti in molte lingue straniere. Ha collaborato con importanti Gallerie d’arte e Centri Culturali. Dal 2000 è Direttore artistico della Galleria Minerva di Perugia e dal 2003 cura la stagione espositiva della Fortezza Medicea Girifalco di Cortona.

CATERINA RANDAZZO – Palermo
Storico dell'arte, si è specializzata presso la facoltà di ingegneria dell’Università di Palermo in nanotecnologie per il restauro dei beni culturali. Collabora con giornali e periodici.

SALVATORE RUSSO – Roma
Critico d’arte, ha curato decine di mostre e ha scritto per centinaia di artisti. Collabora con giornali e periodici.

ORAZIO TANELLI – New Jersey – USA
Narratore, critico di fama internazionale, oltre che tra i migliori e più attivi promotori della cultura italiana all'estero sia nel ruolo di Direttore di due riviste diffuse anche in Italia (La Follia di New York e Il Ponte Italo-Americano) che di organizzatore di simposi, mostre e premi letterari.
Attualmente è docente universitario di lingue e letteratura straniera alla Monclair State University (New Jersey).

TATSUYA HIRATA – Tokyo – Giappone
Docente, critico e letterato, ha curato numerose pubblicazioni. Si dedica allo studio delle tradizioni e dei costumi. Esperto d’arte è stato direttore di varie gallerie nel mondo.10 Gennaio 2013

ore 16,00 - Loggiato S. Bartolomeo - Palermo (corso Vittorio Emanuele, 25) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 18,00 - Villa Malfitano Whitaker - Palermo (Via Dante, 167) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 20,00 - Teatro Politeama di Palermo  - Presentazione ufficiale dell’evento e inaugurazone dell’esposizione in “sala rossa” in presenza di Vittorio  Sgarbi, Paolo Levi e autorità politiche.
   

COMUNICAZIONE

La campagna di comunicazione degli eventi espositivi legati alla manifestazione si attuerà  con una conferenza di lancio e presentazione dell'iniziativa.
La diffusione dell'evento avverrà a mezzo stampa televisivo regionale e nazionale, via internet (siti di arte e cultura), giornali specializzati, quotidiani e radio. Stampa di totem pubblicitari, flyer, locandine, manifesti, brochure esplicative. 


TESTATE COINVOLTE

Arte Mondadori – Effetto Arte - Flash Art – Over Art


QUOTIDIANO

Giornale di Sicilia - La Stampa - Il Messaggero - La Sicilia


CATALOGO

Catalogo della Biennale a cura di Paolo Levi. Con pubblicazione di tutte le opere presenti e testi e immagini relativi a vari luoghi della Provincia di Palermo. Il volume, realizzato secondo i più alti canoni grafici/tipografici prevedrà un'ampia sezione dedicata alla Provincia di Palermo, con immagini e testi dei luoghi storicamente più rilevanti e paesaggisticamente suggestivi.

giovedì 4 ottobre 2012

A proposito di Armodio - La dimora delle verità silenti dalla rete...

Leggo sul blog 'TRE COSA CHE SO' (http://trecose.blogspot.it/ ) un bell'articolo, passionale, intelligente e ben scritto, sulla mostra di Armodio a Palermo ( vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/10/a-proposito-di-armodio-la-dimora-delle.html).

Un'analisi efficace, da una prospettiva da non addetto al settore,  vista con gli occhi di una appassionata collezionista... 

riporto:

giovedì 4 ottobre 2012

Armodio

(Tornata dalle emozioni di Palermo ho scritto, scritto, scritto. Ed atteso, perché visto che oggi 04 Ottobre è il compleanno del Maestro Armodio, volevo che il post ci cadesse dentro, come una torta con le candeline. Curioso poi, così vicino al compleanno di Scuffi – ed al mio, tra l’altro. Tutti nati sotto ad una ramata foglia d’autunno. Auguri!)
Sono estremamente in imbarazzo. Ho dunque partecipato all'inaugurazione della Mostra di Armodio "La dimora delle verità silenti", all'interno del Palazzo Reale di Palermo, e sono rimasta senza parole. Io, a bocca aperta.
Sono seduta qui a scrivere, tassativamente convinta di fare come al solito: far fluire le mie emozioni, leggere i quadri con l'occhio del fruitore-che-per-lavoro-fa-altro, raccontare l'esperienza della "persona normale". E non mi viene in mente niente di "pratico"!
Perchè Armodio altri non è che LA PERFEZIONE. Non ci puoi girare intorno, non puoi fare paragoni con nessuno, non puoi farlo scendere dall'Olimpo, dove per diritto divino la sua abilità risiede, e mescolarlo ai comuni mortali; credetemi, non sono impazzita, se volete vi parlo un pochino di R.C. Auto così vedete che sono sempre io. E' Armodio che sta una spanna sopra, e mi rende la cosa davvero molto, molto difficile. Finisci per impostare il discorso con termini da critico professionista, ma anche in quel caso ci esci perdente, basta guardare il catalogo: all'inizio quasi quattro pagine - figure escluse - scritte fitte fitte dalla Somma Acidini (mai viste così tante da lei), e poi da Daniela Brignone, Giovanni Faccenda, e pure Stefano Zecchi, mica quelli dell'ultimo banco. Ed alla fine l'antologia critica: venti riassunti di esegesi dal 1970 in poi, di quindici critici diversi. Hanno fatto davvero le cose in grande, per questa Mostra, a cominciare dall'ambientazione (le Sale Duca di Montalto) davvero spettacolare, che si sposa a meraviglia con la pittura del Maestro, con i suoi tratti senza tempo e le sue cromìe. Penso a molti pittori contemporanei, anche ottimi, che pur "stonerebbero" come una pianola scordata in quelle sale, perchè usano colori troppo accesi, perchè hanno gestualità violente, perchè non sanno camminare in punta di piedi  (ma non Scuffi, Scuffi no, anche lui ci starebbe gran bene).
Venti quadri più qualche pezzo già visto al Chiostro del Bramante l'anno scorso (visto da altri, non da me). Non moltissimi, quindi, ma me ne sarebbero bastati anche metà per capire che Armodio è un genio. Parlo solo delle tempere, neanche sono riuscita a soffermarmi troppo sui disegni e sulle carte anticate, sui quali lui schizza il bozzetto e fa la prima lavorazione (allora lo vedi che la Perfezione, il Genio, partono puntualmente dal saper disegnare bene "sotto", come affermo sempre anche io! Sarò un'assicuratrice che si occupa di cose non sue ed ogni tanto straparla, ma non sono del tutto scema!); già solo con le tempere avevo il nodo in gola. Ci siamo anche temporaneamente separati, io e mio marito, cosa che di solito non facciamo mai nei Musei, nelle Fiere, nelle Mostre, perchè leggiamo l'emozione l'una negli occhi dell'altro, per comprenderla e viverla meglio, io con più razionalità e spirito di osservazione, e lui tutto istinto e spirito di rinnovamento. Non so perchè, forse ci vergognavamo pensando al rischio di beccarci reciprocamente ad asciugare una furtiva lacrima, oppure con la bocca aperta, se non direttamente svenuti alla Stendhal.
Tra l'altro, c'è da dire che non siamo propriamente una coppia mondana, le nostre serate fuori sono da tempo ridotte al lumicino (io, poi, sono per natura un po' orsa, piuttosto che discoteca o roba simile firmo con il sangue per una serata di chiacchiere a quattro, con pizza e libri in casa); le emozioni che ci aveva riservato la serata al Chiostro del Bramante per Balsamo, giusto la settimana prima, non erano ancora sopite. Non posso assimilare tutto troppo in fretta, rischio davvero di star male per aver fatto indigestione di bellezza; una serata come quella di Roma mi dà una carica che dura per un mese, e sovrapporci così presto qualcosa di altrettanto forte dal punto di vista emotivo mi sballa. Deve essere qualcosa del genere la sensazione di chi fa uso di sostanze strane; praticamente mi sono fatta un sorta di trip d'arte!
E mi stringe il cuore se penso a coloro che vivono questi eventi come "la normalità", magari per timbrare il cartellino, o per dire "io c'ero", o peggio ancora "mi hanno visto anche lì" (il vestito, le scarpe, chi sta con chi): quante perle gettate, quante. Per mantenere nell'anima a vita anche una sola goccia di certe emozioni, io sarei pronta a dare un braccio, non c'è paragone, tanto mi resterebbe sempre l'altro (cosa ce ne facciamo di braccia, gambe, occhi, bocca, se dentro siamo inariditi, o peggio ancora svuotati?).
Piccola nota da sociologo, su una curiosa differenza che è saltata al mio occhio molto provinciale comparando queste due serate, entrambe profondissime, in due città entrambe ricche di storia, cultura ed intelligenze: Roma patisce molto la “notorietà” (la fama, il vip), Palermo invece il “potere” (dato dalla politica, dal ruolo, dal denaro). Buffo. Meglio non scavare più a fondo, e continuare a far da parete.
ARMODIO: è proprio vero che non sbaglia mai, ogni tavoletta è un miracolo di eccellenza, non c'è un millimetro quadrato fuori posto, non puoi aggiungere o togliere niente, sono tutte un unico equilibrio di purezza. I soggetti sono strani: pentole, caffettiere, mele secche, uova, ma com'è facilmente immaginabile sono fatti perchè lo sguardo vada oltre (anche se a dire il vero pure il fermarsi lì basterebbe a riempirlo di bellezza assoluta). A prima vista mi ha dato la sensazione di veder scorrere cartoline e fotografie d'altri tempi, mi sono immaginata il Maestro accovacciato in una qualche soffitta polverosa, mentre estrae dal classico baule magico (è tipico di tutte le soffitte polverose avere almeno un baule magico nascosto da qualche parte) tante piccole meraviglie avvolte dalle ragnatele del tempo, mentre le lucida, le prepara una ad una per la gioia dei nostri occhi, ma in fondo anche dei suoi.
Poi ne abbiamo parlato con lui in persona, chiedendogli il perchè di queste scelte così singolari e minuziose, e ci ha raccontato il suo percorso (è tutto nel suo Sito Internet, di cui va molto fiero, e parliamo di un uomo nato nel 1938... come mi sono sentita impedita...), quando abbandona le prime esperienze surrealiste alla Dalì, ed approda ai cicli dei ritratti immaginari perchè "voleva inventarsi le facce dei suoi avi che non aveva mai visto" (parole sue); e visto che Armodio sotto sotto è uno che ti fa l'occhiolino, che si diverte ad interagire con chi guarderà la sua creatura, secondo me anche quando dipinge il ciclo delle scarpe, o delle librerie, continua in realtà a studiare facce, bocche, sguardi, e lo stesso fa con queste caffettiere: sono tutte dei ritratti (io ci vedo il bambino, il notabile, la coppia scoppiata, il militare, la ragazza innamorata, la nonna che fa la maglia...). Oserei dire addirittura che possono essere autoritratti, tante smorfie buffe di Armodio che gioca a fare il camaleonte con chi lo guarda, lo legge, lo cerca dietro ogni più piccolo particolare: la vite arrugginita, il filo rosso, la venatura del marmo, la piega della stoffa, la polvere. Tutto perfetto, come quegli sfondi da antiche pareti, ora sabbiose ora spugnose, dove appunta come con uno spillo da sartoria d'alta moda il cartellino con il suo nome, lasciandoci il dubbio se lui sia il brillante stilista, o piuttosto il rigoroso sarto dalle mani d'oro, o ancora sia lui, e non noi, il Cliente per cui quella meraviglia è stata commissionata, in attesa di un ritiro o di un ritorno a casa.
Ho scoperto da questo catalogo (perchè io li leggo, i saggi di esegesi, scritti da quelli bravi, e ne vale la pena, sempre) che la Somma Acidini ama definire ogni arte con il suo specifico linguaggio d'espressione, quindi in teoria mai mischiare pittura e letteratura o poesia o musica, come faccio puntualmente io. Che figura (lei in realtà parla dei termini da usare, ma l'ho vissuta interiormente come una penna blu). Proprio non ci riesco, per me il sentire è immediato, è un unico binario: come faccio a guardare le tempere di Armodio e a non sentirmi risuonare nelle orecchie Pascoli ed il suo Fanciullino? Quel fanciullino che vive ancora di stupore e meraviglia, di intuizione e di ricordi, e che "scopre nelle cose le somiglianze e le relazioni più ingegnose". E' un furbacchione, Armodio, ci lancia sorridendo un'esca per vedere se sappiamo ancora "vedere", "guardare", "sognare"...
Gusto mio, assolutamente personale, ma già che ci sono assegno il mio podio, come Giovanni Faccenda quando fa gli Speciali da Orler: sono andata fuori di testa per i dipinti con lo sfondo scuro, rosso cupo, come di cuoio, sul quale le parti metalliche delle due caffettiere risaltano come venature nel pellame. Ergo, prendendo la copertina del catalogo come una ipotetica scacchiera, D1 e A2 a pari merito per l'oro (Re e Regina). L'argento alla D4, con la mela e la brocca accomunate dall'aleggiare della ruggine, con quel rametto che non sa da melo (ecco lo scherzo di Armodio) ma è più un tralcio di vite (o forse di vita?) che visto dal vivo e non sulla pagina patinata sembra sbucare fuori. E il bronzo in D2, un'opera talmente bianco latte che fa luce già sulla copertina rispetto alle altre, dal vivo è uno squarcio di meriggio, con quel ricciolo di metallo così solido che non puoi fare a meno di chiederti come l'abbia dipinto, se usando un pennello o spremendolo direttamente fuori dal cuore della tempera. Armodio muove e vince in quattro mosse!
Gli ho anche chiesto se potevo toccarle, le tavolette, perchè il polpastrello ha una sua voluttà che non sempre l'occhio soddisfa, e lui mi ha lasciato fare, spiegandomi come il suo uso tutto personale della tempera la fa sembrare come oli, con una densità che può ben rappresentare un gradino come un vero gradino, una piega come una vera piega, in rilievo addirittura. 
Una persona squisita, il Maestro Armodio, pensatore estremamente colto e raffinato con un aspetto da incredibile bonaccione, da locandiere che non diresti. Per me neanche lo immagina di essere un genio, quando glielo dici allarga le braccia come per dire "bravo forse, il resto chi lo sa". Bravo sa di esserlo, ad ogni modo, e con mio marito poi in hotel discutevamo di tanti artisti che si definiscono "concettuali" perchè sono in realtà vere frane a dipingere, e quindi è comodo buttare tutto sul significato, sull'"idea", per nascondere carenze tecniche paurose. Signore e Signori, esiste Armodio, scompaiono tutti: c'è l'idea, c'è il concetto, c'è il pensiero, c'è il messaggio (vogliamo prendere ad esempio la tavola con i due barattolini ciclopici, freschi di nozze, ancora con la mano nella mano, e già con una parte del loro "sì" che va a farsi benedire? Dice niente a nessuno?), e ci sono anche una perizia, una capacità, un risultato senza paragoni. Metafore umane dipinte da mani non umane.
Se usiamo il sistema più crudo ed antico, dividendo il mondo tra simpatici ed antipatici, è evidente che Armodio casca coi primi. Uno che scherza, che sorride, che se vai sul discorso quotazioni fa la battuta sul fatto di essere ancora "pittore vivente". E' ovvio ed immediato, per me, pensare a Marcello Scuffi e paragonare le due diverse forme di "umanità",  grande e fortissima in entrambi, in Marcello tutta toscana, in Armodio tipicamente emiliana fin dalla parlata. Che ne so, è come mettere in tavola il maialino di cinta (lo so che è senese, ma sempre Toscana è) ed i tortelli alla piacentina: son due portate totalmente diverse, ma entrambe ghiotte! Ti fai fuori primo e secondo, e lo vedi che parlare di locande non era poi così fuori luogo.
A dirla tutta il Maestro Armodio mi ha tanto ricordato una persona che vive dalle mie parti, un omone grande e grosso che è abbastanza conosciuto da noi indigeni perchè gestisce un agriturismo particolarissimo: ha un solo tavolo (mediamente per una decina di persone). Se vuoi andarci a mangiare devi prenotare anni prima; noi ci siamo riusciti una volta sola. La sua non è cucina: è passione, è follia, è arte. Ti porta in tavola i vari piatti spiegandoti come li prepara, cominciando dal tipo di pastone che fa mangiare all'oca, di come la vede crescere, fino a quando te la serve, con tutte le fasi intermedie. Lo stesso con la pasta, le verdure, tutta roba dei suoi orti, ed i vini. Lì non mangi: vivi un'esperienza sensoriale.
Armodio uguale: parla dei suoi dipinti e si illumina. Li conosce uno per uno come figli, e non sono moltissimi, te li spiega pennellata per pennellata, particolare per particolare. Ti fa capire la ricerca che ci sta dietro. E' immenso, non so trovare altro termine. Mi sarebbe piaciuto tanto stare seduta vicino a lui a cena solo per  ascoltarlo, perchè poi ci hanno anche invitato con loro - gentilissimi - i signori della Casa d'Arte San Lorenzo, ma giustamente se lo sono coccolato i due curatori, Daniela Brignone e Giovanni Faccenda, uno alla sua destra e una alla sua sinistra come con Gesù - e come li capisco. Che poi io a cena stavo anche male, sarà stata l'emozione ma avevo lo stomaco bloccato, avrò fatto la figura di quella carina e muta, cioè il mio esatto contrario in verità! (anche se devo dire che mi ero preparata davvero bene per la serata: mi sentivo, dentro e fuori, bellissima – anche in confronto alle “bellissime” per tacito accordo – infatti chi ha rivisto il giorno dopo la mia versione “diurna” senza un filo di trucco e con le MBT incorporate da passeggio praticamente non mi ha riconosciuto).
Oppure era l'effetto dell'overdose di prima, visto che ho ormai definitivamente accettato l'idea di essere drogata d'arte, di bello e di chi lo predica. Troppo in una volta sola.
Già che ho nominato Gesù, gli chiedo scusa per il paragone ma mi viene a fagiolo una citazione evangelica che mi ha ronzato nella testa per tutta la sera, perchè io e mio marito siamo collezionisti recenti ed impulsivi, tendiamo a comprare tante piccole cose piuttosto che accantonare la grossa cifra che ci permetterebbe di avere in casa il nome importante/storicizzato. Lo facciamo con nomi ed opere che ci piacciono, senza guardare al valore sia in termini di denaro che di fama, e difatti abbiamo preso qualche cantonata, opere che resteranno - seppur piacevoli - pura e semplice decorazione, ma ci sta, uno non può arrivare ad Armodio dal nulla, neanche lui fosse un casello autostradale che fagocita centinaia di vetture all'ora, una dopo l'altra e via. Armodio è un rifugio montano isolato, di quelli che raggiungi con la fronte imperlata di sudore dopo ore ed ore di camminata in salita, ora sotto spuntoni di roccia, ora su per sentieri umidi, finchè lo vedi apparire lì davanti, che si staglia sull'enormità del cielo terso ed azzurro, immenso e desiderato quanto il cielo stesso. E' per pochi eletti, gente che lo sappia capire. "Il Regno di Dio è simile ad un tesoro nascosto in un campo. Un uomo lo trova, lo nasconde di nuovo, poi pieno di gioia corre a vendere tutto ciò che ha e compera quel campo. Il Regno di Dio è simile ad un mercante che va in cerca di pietre preziose; quando ha trovato una perla di grande valore, egli va a vendere tutto quel che ha e compera quella perla" (Matteo 13,44-45). Ecco, direi che Armodio, dopo che hai smesso di balbettare, ti fa capire come fare un primo salto verso un collezionismo di bellezza e valore più consapevole (ma consci che i nostri otto adorati Scuffi resteranno dove sono). Amen.


martedì 2 ottobre 2012

A proposito di Armodio - La dimora delle verità silenti

Armodio - La dimora delle verità silenti
a cura della Dott.sa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda
Palazzo Reale -- Palermo 14 settembre -- 5 ottobre 2012
Catalogo Editoriale Mondadori
con Testi critici dei curatori e della Dott.sa Cristina Acidini e del Prof. Stefano Zecchi
Org. Casa d'Arte San Lorenzo

il video/report



vedi anche:

venerdì 14 settembre 2012

A proposito di "Armodio - La dimora delle verità silenti"

Come vi avevo già proposto più e più volte, oggi si è inaugurata a Palermo, a Palazzo Reale, la mostra personale di Armodio, 'La dimora delle verità silenti'  ( vedi : http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/07/armodio-la-dimora-delle-verita-silenti.html ). Ora qualche immagine in anteprima...





Paolo Bacchereti (Presidente di Casa d'Arte San Lorenzo), il Maestro Armodio



prof. Giovanni Faccenda

Paolo Bacchereti, Giovanni Faccenda e Daniela Brignone

mercoledì 5 settembre 2012

Manca veramente poco...

Visto che ormai manca veramente poco, anzi pochissimo, all'inaugurazione della mostra di Armodio a Palermo, "La dimora delle verità silenti", Palazzo Reale 14 settembre – 5 ottobre 2012, curata dalla Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda. ripropongo questa video intervista fatta per l'occasione, lo scorso maggio, all'artista nel suo studio, e alla Dott.sa Cristina Acidini ed al Prof. Zecchi



vedi anche: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/08/inizia-il-conto-alla-rovescia-per-la.html

giovedì 30 agosto 2012

Inizia il conto alla rovescia per la personale di Armodio a Palermo

Inizia il conto alla rovescia per la personale di Armodio a Palermo, "La dimora delle verità silenti", a Palazzo Reale 14 settembre – 5 ottobre 2012, curata dalla Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda.

Armodio


In anteprima ecco il testo, in catalogo (Editoriale Giorgio Mondadori), del Prof. Faccenda:

Prof. Giovanni Faccenda


La dimora delle verità silenti


«Tutto è sospeso come in un'attesa.
Non penso più. Sono contento e muto.
 Batte il mio cuore al ritmo del tuo passo.»
Camillo Sbarbaro, Io come un sonnambulo cammino


Dopo un affascinante tragitto durato almeno tre anni nel più impervio ed essenziale versante della metafisica, scandito da un ciclo di opere vertiginose e dagli apici difficilmente uguagliabili, Armodio pare ora tornare a una dimensione più narrativa, diresti persino confidenziale, della propria aristocratica opera pittorica.
Una maggiore eloquenza delle immagini germinate dalla sua fervida fantasia risalta infatti in questo frangente rispetto al diffuso ermetismo caratterizzante la stagione espressiva a questa immediatamente prossima: sono composizioni, quelle alle quali il maestro ha lavorato negli ultimi dodici mesi, pervase da una tale prodigiosa naturalezza che è facile cedere, per chiunque sappia guardarle – ergo vederle –, al consueto, irresistibile incanto.
È evidentemente tempo di riscoperte e di ritorni, l’attuale, per Armodio. Tra il farsi e il disfarsi di quella «sua» luce magica e peculiare, ove albergano innumerevoli fremiti immateriali e fascinazioni recondite, è dato fra l’altro di ritrovare antiche adesioni sentimentali: cose che non hanno mai conosciuto l’oblio nel sempre inedito – peraltro – e magistrale repertorio. Ora, però, come evocati nel loro aspetto meno tradizionale, i medesimi oggetti diventano deliziose presenze all’interno di luoghi che odorano di una nostalgica memoria, stanze pensate come un disadorno teatro nel quale si susseguono suggestivi accadimenti.
Armodio è l’ispirato regista che orchestra simili apparizioni: la maschera che occhieggia chissà cosa (Poco prima), dalla curiosa ubicazione nella quale si trova, ovvero una pentola di cui lei stessa ha appena sollevato il coperchio, induce a pensare l’avverarsi di qualche inatteso evento. Sia, dunque, una Prova di volo, il più improbabile dei matrimoni sancito con un subito precario Sì o un Vulcano di stoffa, cucito in quattro punti, che libra nell’aria piccole gemme preziose, qualcosa, ogni volta, finisce per succedere in tali, intriganti copioni. Ma è davvero tutto ciò che sembra oppure è bene limitarsi a semplici supposizioni?
L’argomento, nei più avvertiti, suscita al solito marginale interesse. Più che godere della consapevolezza data dall’aver risolto l’enigma occultato nei vari soggetti, vorremmo invero maggiormente saperne - per quanto naturalmente ci sia concesso - delle mille alchimie compenetrate dentro una così sbalorditiva pittura, addentrarci fra i segreti dei grigi che partoriscono bagliori zenitali, perdersi nei ricercati impasti e nelle stesure della tempera prima che essa raggiunga quella lievissima densità destinata a rabbrividire perpetua. Perché non ha sbagliato chi, per Armodio, anni fa ritenne di spendere la celebre definizione data da Giorgio Vasari ad Andrea del Sarto: «il pittore senza errori». Non ve ne sono, neanche se li voleste cercare per tutta l’eternità, in queste - piccole per dimensione, ma immense per qualità - tavole dipinte.
Un elemento di continuità con il periodo creativo vissuto da questo virtuosissimo artefice nel precedente arco di tempo è comunque testimoniato dal mantenimento di alcuni moduli architettonici di sapore quattrocentesco che certo impreziosiscono la cospicua identità della sua opera. Richiami, a Cosmè Tura (L’offerta, Forse) e più apertamente a Piero della Francesca (rimarchevole la sagacia con la quale Armodio ha trasfigurato la scena de La Madonna del parto ne L’ospite inatteso), ove è dato di scorgere l’affermazione dei propri mirabili modelli e, insieme, un inestinguibile desiderio di appartenenza ai valori autentici della pittura.
E allora, magari nell’inconscio dell’autore, altro è il significato delle lacerazioni, dei tagli (La fetta, Come mai) e dei buchi (Natura morta) con i quali, in ambito recente, egli ha deciso di raffigurare eleganti tovaglie di lino sistemate con cura su ignoti piani d’appoggio, e così certi spilli o minuscoli fermagli che simboleggiano senz’altro gli assilli e qualche remota ancora nella vita, ma, per chi ben conosce la vocazione e la capacità astrattiva di Armodio, da ritenere piuttosto invitanti quanto sibillini pretesti del suo agire.
Indizi, labili, altrimenti disseminati da un pittore impareggiabile, in grado di offrirci, a ogni attesa occasione, la percezione limpida di una realtà psichica abitata da entità mutevoli e silenti: oracoli invisibili che lui soltanto sa dove incontrare le rarissime volte in cui un pertugio mentale dischiude la soglia della più attraente e misteriosa dimora metafisica.

Firenze, giugno 2012.
 
la  copertina del catalogo della Mostra
 vedi anche:


mercoledì 18 luglio 2012

A proposito di: Armodio - La dimora delle verità silenti

Della futura mostra del Maestro Armodio, che si terrà a Palermo nel prossimo mese di settembre vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/07/armodio-la-dimora-delle-verita-silenti.html. Ora un nuovo comunicato stampa, quello "istituzionale"...

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Comunicato stampa



Armodio
La dimora delle verità silenti
 Palazzo dei Normanni, Palermo - Sale Duca di Montalto
Piazza del Parlamento, 1
Dal 14/09/2012 al 05/10/2012

Armodio, tra i maggiori interpreti dell’arte contemporanea, torna a esporre a Palermo nella splendida e suggestiva sede di Palazzo dei Normanni. L’iniziativa, promossa dall’Assemblea Regionale Siciliana, presenta circa 40 opere realizzate nell’ultimo anno.
Una mostra che ripropone i temi cari all’artista, la cui pittura unisce una raffinata vena umoristica e surreale ad una tecnica di esecuzione straordinaria.
Le pitture di Armodio, popolate da oggetti rivisitati ed interpretati in chiave beffarda e trasgressiva, ci proiettano in universi paralleli, costruiti intorno ad un’assenza. Una lettura del reale, che propone scansioni di oggetti di uso comune, trasfigurati in un contesto privo di sfondo; una tensione a riassumere e a cogliere l’essenza, riproposta in un tessuto enigmatico, in una dimensione cerebrale.
L’artista, definito uno dei più virtuosi talenti italiani e gran maestro dell’illusione, mostra l’anima recondita di esistenze segrete e nascoste.
Una mostra di grande impatto che analizza nella sua completezza l’indagine artistica del maestro e svela un gusto raffinato volto a riformulare in modo inedito l’esperienza sensibile, la memoria e le percezioni.
L’evento espositivo rappresenta una grande occasione non solo per la città di Palermo, ma anche per l’Italia stessa, poiché l’artista, ormai pienamente consacrato in ambito internazionale, è solito esporre all’estero.
La mostra è curata dagli storici e critici d'arte Daniela Brignone e Giovanni Faccenda.
L’esposizione è accompagnata da un’ampia monografia edita da Giorgio Mondadori e include testi di Cristina Acidini, Daniela Brignone, Giovanni Faccenda e Stefano Zecchi.


Cenni biografici
Armodio nasce a Piacenza il 04.10.1938. La sua formazione dipende in parte dalla frequentazione dell’Istituto d’Arte “Gazzola” della sua città, ma ancora di più dall’incontro con il pittore Luciano Spazzali, il cui studio costituisce il luogo propizio alle sperimentazioni ed alle contaminazioni. Qui conosce il pittore Gustavo Foppiani, prima maestro e poi compagno di strada; i due lavorano assieme ed in seguito si unisce il pittore Carlo Bertè che dividerà lo studio fino al 1980.
Si venne così formando quel libero raggruppamento animato da curiosità verso le più varie manifestazioni di cultura, intenzionato a leggere la realtà sotto il segno dell’ironia e propenso alla trasgressione giocosa. La prima personale piacentina è del 1963 alla Galleria Genocchi di Piacenza e nel 1964, per merito di Foppiani, approda alla galleria l’Obelisco di Roma. Negli anni sessanta il pittore soggiorna per un breve periodo a Londra e collabora con l’americana Lily Shepley ed in seguito con la Galleria Forni di Bologna.
Del 1972 è l’incontro con Philippe Guimiot, che apre all’artista la propria galleria di Bruxelles, avviando cosi una proficua collaborazione. Da quel momento la maggioranza dei suoi dipinti entrano in importanti collezioni private in Europa come negli U.S.A. Dopo un periodo con la Galleria Gian Ferrari di Milano, Armodio approda alla Galleria Braga di Piacenza; terminata quell’esperienza, lavora in esclusiva prima con la Galleria L’Immagine di Arezzo poi con la Galleria Marescalchi di Bologna.
Oggi la sua attività è trattata dalle maggiori gallerie italiane ed estere.


Scheda tecnica
La dimora delle verità silenti
A cura di: Daniela Brignone e Giovanni Faccenda
Artista: Armodio

La mostra sarà visitabile dal 14 settembre al 05 ottobre 2012

Orari e costi:
Lunedì - Sabato: 8.30 - 17.40 (ultimo biglietto emesso alle 17.00)
Domenica e festivi: 8.15 - 13.00 (ultimo biglietto emesso alle 12.15)
Costo del biglietto:
biglietto mostra € 3,00
biglietto mostra e Cappella Palatina € 9,00
biglietto mostra, Appartamenti Reali e Cappella Palatina € 10,00

Sede: Palazzo dei Normanni, Palermo - Sale Duca di Montalto
Piazza del Parlamento, 1

Vernissage: 14/09/2012 ore 19,00

Organizzazione: Nike s.r.l., Palermo

Promotore: Casa d'Arte San Lorenzo - Art Club s.r.l., San Miniato (PI)

Ufficio stampa: Nike s.r.l.
091/6119756 – nike.act@libero.it 

Catalogo a cura di: Daniela Brignone e Giovanni Faccenda
Testi di: Cristina Acidini, Daniela Brignone, Giovanni Faccenda, Stefano Zecchi con schede di Giulia Leporati

giovedì 12 luglio 2012

Armodio - La dimora delle verità silenti

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Armodio - La dimora delle verità silenti
comunicato stampa



Palazzo Reale di Palermo, oggi conosciuto come Palazzo dei Normanni, sarà la sede espositiva della prossima mostra personale del Maestro Armodio (al secolo Vilmore Schenardi - Piacenza – 1938), dal titolo "Armodio - La dimora delle verità silenti", curata della Dottoressa Daniela Brignone e del Professor Giovanni Faccenda.

Reduce dalle “fatiche” della recente mostra ospitata presso il Chiostro del Bramante in Roma, “Entità Incombenti” e dalla plurima partecipazione all’ultima edizione della Biennale di Venezia, Armodio ritrova il piacere dell’intimità dello studio e nell’assoluto silenzio e nella più totale armonia crea una serie di piccoli lavori di preziosità assoluta.

La mostra, infatti, è composta da venti piccoli “racconti”, rappresentati attraverso il lavoro dell’Artista, che propone al pubblico palermitano una serie di soggetti sviluppati secondo le tecniche tradizionali a lui più consone.
Ogni tema è sviluppato attraverso un disegno, una tecnica mista su carta anticata ed una preziosissima tempera su tavola. Per un totale di 60 lavori assolutamente inediti.
L’intero universo poetico, dell’artista Armodio, è qui ben rappresentato e trova, in questa serie di recenti lavori, la giusta collocazione senza nulla togliere al phatos e alla cifra pittorica caratterizzante l’opera dell’autore stesso. 

Poesia, oniricità, metafisica sono le sostaziali prerogative del lavoro tutto di Armodio ed in questa mostra tocca livelli emotivi di altissima caratura.
Scrive il Prof. Faccenda nel testo pubblicato sul volume che accompagna la mostra:
“…Dopo un affascinante tragitto durato almeno tre anni nel più impervio ed essenziale versante della metafisica, scandito da un ciclo di opere vertiginose e dagli apici difficilmente uguagliabili, Armodio pare ora tornare a una dimensione più narrativa, diresti persino confidenziale, della propria aristocratica opera pittorica.
Una maggiore eloquenza delle immagini germinate dalla sua fervida fantasia risalta infatti in questo frangente rispetto al diffuso ermetismo caratterizzante la stagione espressiva a questa immediatamente prossima: sono composizioni, quelle alle quali il maestro ha lavorato negli ultimi dodici mesi, pervase da una tale prodigiosa naturalezza che è facile cedere, per chiunque sappia guardarle – ergo vederle –, al consueto, irresistibile incanto…”

L’esposizione troverà un seguito espositivo presso la Fondazione della Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Mattalon di Milano nella primavera 2013





Scheda Mostra
Titolo:                                   Armodio - La dimora delle verità silenti

Artista:                                 Armodio (Vilmore Schenardi)

A cura di:                              Dott.ssa Daniela Brignone e del Prof. Giovanni Faccenda

Collaborazione:                    Dott.sa Giulia Leporatti

Sede mostra:                       Palazzo Reale – Palermo

Periodo:                               14 settembre – 5 ottobre 2012

Catalogo:                              Editoriale Giorgio Mondadori 

Contributi critici:                    Cristina Acidini – Daniela Brignone – Giovanni Faccenda – Stefano Zecchi
Organizzazione:                    Casa d’Arte San Lorenzo – Art Club 
                                              Via Gramsci 119/a Ponte a Egola – San Miniato

Info:                                      galleria@arte-sanlorenzo.it              tel. 0571- 43595
                   

martedì 31 gennaio 2012

2011- 2012? A tutta Transavanguardia...


Era il 1979 quando Achille Bonito Oliva, attraverso le pagine di Flash Art teorizzava la Transavanguardia (vedi l'articolo originale su: http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=articolo_det&id_art=847&det=ok&titolo=TRANS-AVANGUARDIA ).
Ora a cavallo fra il 2011 ed il 2012, con una serie di eventi, ABO, cerca di rilanciare, se mai ce ne fosse bisogno, questo movimento che tanto ha caratterizzato la nostra storia dell'arte recente e lo fa con una serie di mostre da non perdere!
Gli appuntamenti sono sei, dislocati in varie sedi lungo tutto lo stivale in altrettante sedi pubbliche e realizzate con la collaborazione, per lo sviluppo di questo ambizioso progetto di Marco Pierini, Marco Bazzini, Alberto Fiz, Francesco Gallo e Mario Codognato.

Le mostre:

- "La Transavanguardia italiana"      24 Nov. 2011 - 4 Mar. 2012  - Milano, Palazzo Reale;
- "Sandro Chia"      9 Dic. 2011- 29 Gen. 2012  - Modena, Foro Boario;
- "Nicola De Maria. I miei dipinti si inchinano a Dio"      11 Dic. 2011 - 4 Mar. 2012  - Prato, Centro Pecci per l'Arte Contemporanea;
- "Enzo Cucchi"      17 Dic. 2011 - 1 Apr. 2012  - Catanzaro, MARCA;
- "Francesco Clemente"      15 Mar. - 15 Apr. 2012  - Palermo, Palazzo Sant'Elia;
- "Mimmo Paladino"      1 Mar. - 1 Apr. 2012  - Roma, ex Gil di Luigi Moretti.

mercoledì 23 febbraio 2011

Matteo Bergamasco | limpidezza senza nome | a Palermo a cura di Andrea Bruciati

Ero presente la sera della proclamazione del vincitore del Premio Cairo, quando a vincerlo fu proprio Matteo Bergamasco, se non sbaglio era il 2003.
Il mio pensiero fu subito indirizzato al peso che questa vittoria potesse avere su di un ragazzo, allora solo ventunenne (se non ricordo male). 
Infatti se la memoria non mi inganna, una volta spenti i riflettori della kermesse, per un po' di tempo non si senti più parlare di lui. Maturando è cresciuto e pur mantenendo uno stile molto personale, oserei dire anche quasi imitato, ora con un po' più di maturità è diventato un ottimo pittore. Mille auguri per questa mostra "made in Sicily".



Il 25 Febbraio 2011 alle 18:30 la galleria Bianca Arte Contemporanea di Palermo è lieta di annunciare la prima personale palermitana dell’artista milanese Matteo Bergamasco, vincitore del premio Lissone 2002, del premio Cairo 2003 e reduce dalle ultime personali di San Francisco, Los Angeles e Amsterdam, dal titolo “Limpidezza senza nome”, a cura di Andrea Bruciati. Un percorso in immagini e sensazioni. Interni defraudati dall’anima di chi li ha vissuti, dove oggetti e luoghi abbandonati appena dall’esistenza, accolgono lo spettatore in un viaggio di ricordi e percezioni. Matteo Bergamasco dipinge per l’occasione dieci tele inedite, raffigurazioni intime di spazi privati, sguardi verso l’anima delle cose, spiragli visivi nelle realtà altrui. Una descrizione sensibile di ciò che resta della vita degli altri.


Il titolo della mostra "Limpidezza senza nome" tenta di indicare un sentire, uno stato dell'essere, un particolare modo di partecipare alla Vita inesprimibile a parole, inscindibile dall'esperienza e incomunicabile senza di essa ...per questo "senza nome". Perché nessuna parola e nessun concetto può bastare a circoscrivere ciò che è per sua natura non circoscrivibile e ineffabile. Saranno infatti i dipinti e il sacro silenzio che l'autentica fruizione di un dipinto crea a tentare di comunicare questa sensazione quasi tattile, questa emozione densa e sospesa ma imbevuta di chiarezza. I dipinti esposti raffigurano degli interni privi di presenze umane, costituiscono quindi uno spazio vuoto pronto ad accogliere, uno spazio che dona la possibilità di immergersi in esso quasi fosse un grembo per la percezione; così facendo lo spettatore potrà anche, dimentico di tutto e muovendosi con lo sguardo tra le forme: Sentire. Questo Sentimento una volta raggiunto è il bene più prezioso per l'uomo, un gioiello che può essere vissuto in ogni istante della vita nelle situazioni reali quotidiane, in quella infinita opera d'arte che è il Creato. Per sottolineare questo stretto legame tra il reale e il dipinto le situazioni raffigurate sono tra le più comuni: un letto abbandonato al mattino, una luce soffusa che entra dalla finestra, il riflesso del sole su un vaso di porcellana. Proprio ciò che è più vicino e più intimo è il velo che separa dalla comprensione ma qualsiasi cosa può divenire una meravigliosa porta d’accesso per chi ne ha ritrovata la chiave. Questa porta si apre su un sapere senza tempo e comune alle grandi civiltà che hanno profondamente indagato il mondo. Vari oggetti raffigurati nei dipinti in mostra quali utensili rituali, maschere o sculture di saggi e divinità sottolineano il ponte che unisce i molteplici saperi tradizionali. Oltre a ciò all’interno delle opere esposte compaiono spesso dei dipinti con soggetti canonici ( ritratti, paesaggi e nature morte). Il gioco degli specchi che si crea alla presenza "del dipinto nel dipinto" spinge a interrogarsi sulle leggi della realtà, della rappresentazione e dei loro livelli...profondi e sconfinati ben oltre la più fervida delle immaginazioni.

venerdì 9 aprile 2010

NUOVE"VISIONI


NUOVE"VISIONI
ANGELO CRAZYONE//GIULIO ROSK//MIRKO LOST
A CURA DI ALESSANDRO BAZAN
in collaborazione con Tiziana Pantaleo


All'inizio era la Street Art.. l’uso di spray, sticker art, stencil, proiezioni video .. L'Arte che si manifesta in luoghi pubblici, spesso illegalmente, come un atto di ribellione, contro tutto e tutti.
Sovvertire, criticare, abolire la proprietà privata, rivendicare strade e piazze; o semplicemente usare la città come un posto in cui poter esporre le proprie creazioni e in cui esprimere la propria arte.
Questo tipo di arte discende direttamente dalla Pop Art e dal graffitismo. Keith Haring, Basquiat, Warhol e la Pop Art sdoganarono l'idea di arte di strada e personalità come Tony Shafrazi la accolsero dentro le gallerie.
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Adesso lo Spazio Cannatella apre le porte ad un nuovo grande evento, e si prepara alla prima personale di CRAZYONE // ROSK // LOST. Al secolo Angelo, Giulio e Mirko, nati tra l'88 e il '90, cresciuti a Caltanissetta, si conoscono tra i banchi dell'Istituto d'arte, e nel 2005 danno vita allo Skinny Power team, la loro “crew”.
Si distinguono nel panorama siciliano per la tecnica dello aerosolart accoppiato al graffito. Importanti iniziative hanno coinvolto il gruppo di artisti nisseni, che hanno partecipato a svariate mostre, sia in italia sia all'estero. Il gruppo ha realizzato importanti progetti di arredo urbano nelle maggiori città della regione Sicilia con opere di alto pregio. Iniziative sociali ed estemporanee d'arte li han visti partecipi, creando un attitude positivo nei confronti dei graffti.
Sono giovanissimi, talentuosi e molto simpatici. Questa volta la loro pittura dal muro si sposta sulle tele, per dare origine ad una mostra che dalla strada e dall'improvvisazione veloce che a volte obbliga, passa alla preparazione in studio di alcuni pezzi dove qualità, talento e tecnica si mischiano per offrirci Nuove Visioni.
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OPENING 23 APRILE 2010 // h. 19:00

Dalle 22:00 ... //SWEET BIRTHDAY TIZIANA//

SPAZIO CANNATELLA
via Papireto 10
Palermo, Italy, 90134