RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 7 febbraio 2017

E bravo Vittorio!



"Riportare al centro dell'azione politica il primato della bellezza. Abbiamo un patrimonio immenso che racchiude un'economia ignota. C' è qualcosa di alterato nella percezione di ciò che l'Italia è. E di questo la politica non si occupa.


Questo è lo slogan con cui Vittorio Sgarbi presenta il suo nuovo movimento politico:
RINASCIMENTO.

Per carità, non è questo post un invito a votare per lui al prossimo appuntamento con le urne ma una sottolineatura a quello che sostengo e cerco di divulgare da tempo.

Il nostro petrolio è davvero il nostro territorio!

Pensate solamente alle nostre bellezze storico architettoniche e a quelle archeologiche.
Alla nostra tradizione enogastronomica. Alle biodiversità  e ai chilometri di costa.
Alle montagne, ai laghi.
All'artigianato...
All'arte!
Veramente non avremmo bisogno di nulla!
Se solo sapessimo gestirlo, valorizzarlo e promuoverlo.

La politica, da sola non ci riuscirà mai.
Ha bisogno di tutti noi.
Anche solo con pochi gesti quotidiani: dalla spesa alla raccolta differenziata.


Rifletti su questo.
Consuma italiano, vai in vacanza in Italia, mangia prodotti locali.

Valorizza quello che hai, difendilo, proteggilo.





giovedì 17 dicembre 2015

Sgarbi...

in uno scatto con Vittorio del febbraio 2014 a Firenze davanti agli Uffizi...


Ho letto e sentito che Vittorio Sgarbi si trova in ricoverato in terapia intensiva presso l'ospedale di Modena a seguito di un malore accusato nella notte...

I miei migliori auguri al Prof...
Rimettiti presto!

sabato 20 giugno 2015

'ExpoArteitaliana' a Villa Bagatti Valsecchi

Tanti gli amici artisti presenti... da visitare



Si è inaugurata ieri, a Villa Bagatti Valsecchi
a Varedo (Monza e Brianza), 'ExpoArteitaliana', uno dei Padiglioni delle Belle Arti per Expo, iniziativa curata dal critico d'arte e ambasciatore delle Belle Arti di Regione Lombardia per Expo Vittorio Sgarbi. 
L'iniziativa durerà sino al 31 ottobre 2015




Il Padiglione, che ha il supporto di GiGroup, trova collocazione in Villa Bagatti Valsecchi a Varedo (Monza e Brianza).
Si aggiunge ai Padiglioni già inaugurati alla Villa Reale di Monza ('La bella principessa di Leonardo') e a Mantova ('Museo della Follia'), che da subito hanno riscosso un grande successo di pubblico, e a quello di Milano, alla Chiesa di San Gottardo in corte ('Giovanni e Nicola Pisano - Le origini della scultura moderna').




In mostra ci sono oltre 400 opere, 250 maestri dell'arte italiana e 150 artisti esordienti nei campi della pittura, scultura, ceramica e fotografia.
Si tratta di una mostra-concorso, che si terrà a cadenza biennale che ha come obiettivi il finanziamento del restauro architettonico e conservativo della Villa, la sua valorizzazione artistica e culturale e la promozione dell'arte contemporanea attraverso le opere di artisti emergenti che avranno la possibilità di esporre le loro opere fino a novembre 2015.

photo by Filippo Lotti

domenica 19 ottobre 2014

In principio fu Eva...e poi? - Mostra di scultura di Lea Monetti



In principio fu Eva...e poi?
Mostra di scultura di Lea Monetti

Inaugurazione: sabato 8 novembre alle ore 17.00
Con la partecipazione di
VITTORIO SGARBI

Luogo: Pontassieve (Fi), Sala delle Colonne (Palazzo Comunale, via Tanzini 32)

Durata: 8 novembre - 14 dicembre 2014

Orario apertura mostra: martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica 16.00 - 19.00; venerdì 09.30 - 12.30. Chiuso il lunedì. Ingresso libero.

Info: Comune di Pontassieve - Dipartimento Cultura 055 83 60 343/344
www.comune.pontassieve.fi.it/cultura - cultura@comune.pontassieve.fi.it

Mostra organizzata da: Comune di Pontassieve
Con il patrocinio di: Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze

In collaborazione con: Soprintendenza Speciale per i Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze; Accademia di Belle Arti di Firenze

lunedì 29 settembre 2014

KIMA A Site-Specific Performance by Marco Lodola, Umberto Ciceri, Chiara Coccorese Gianluca Capozzi, Vanni Cuoghi, Francesco De Molfetta

Comunico con grande piacere...


Vanni Cuoghi - La caduta, 2014, collage,chine e acquerello su carta, cm33x58x38


KIMA
A Site-Specific Performance by
Marco Lodola, Umberto Ciceri, Chiara Coccorese
Gianluca Capozzi, Vanni Cuoghi, Francesco De Molfetta


Opening: Martedì 7 Ottobre  ore 18,45


Martedì 7 Ottobre 2014 alle ore 18,45 Rossella Rocciola in occasione di More Dance Studios, in via Bernini, 16 (Caserta) per una serata di arte e danza, con la partecipazione speciale di Carla Fracci (madrina dell’evento) e con l’analisi critica di Vittorio Sgarbi, sotto la Direzione Artistica di Nicola Pedana arte contemporanea, presenta “Kima. A Site-Specific Performance by Marco Lodola, Umberto Ciceri, Chiara Coccorese, Gianluca Capozzi, Vanni Cuoghi e Francesco De Molfetta”


Vanni Cuoghi. Sensibile pittore, non per rivelare il proprio animo, ma per raccontare favole con il piacere dello scenografo, Vanni Cuoghi lavora a Milano, dalla quale evade con la pittura. Nelle sue opere è evidente il ricordo per le miniature dei codici rinascimentali, che egli traduce con sensibilità contemporanea. Cuoghi racconta favole con una leggerezza ariostesca: «Le dame, i cavalier, l’armi, gli amori, io canto…». Così egli dipinge. Una sottile chiave paradossale rende inquietanti i suo racconti, come sogni indecifrabili.

Umberto Ciceri è artista e illusionista. Lavora a Bologna, di cui intercetta la discontinua allegria nelle lunghe notti di studenti che rivivono e riproducono e rivivono i miti delle avanguardie. Così Ciceri si muove con le convinzioni e le esaltazioni di un futurista, e ripensa all’esperienza unica ed esemplare di Marcel Duchamp. Scompone e ricompone sequenze di scatti fotografici, e le deforma con lenti perpendicolari. L’immagine arriva sfocata, immersa nella luce e mobile, fluttuante. Una musica muta e fatale sembra avvolgere e trasportare le immagini e chi le guarda.

Marco Lodola. Luce, colore , vitalità, sono gli ingredienti delle sue statue luminose. Non vuole concorrere con i grandi maestri, ma tradurre le loro forme in pura luce, andando ben oltre i soggetti più frequenti della pop art. Le sue opere trasformano lo spazio, non aggravandolo di simboli. Così, attraverso sagome di plexiglass, luci al neon e uniformi campiture cromatiche, Lodola si pone al centro del dibattito artistico contemporaneo, indicando la sua strada solitaria. Le sue opere trasferiscono la forma nella luce.

Chiara Coccorese ci conduce in universi di fantasia, dove sacro e profano, realtà e finzione, vita e morte convivono in armonia, e dove il piccolo può diventare immenso. Dopo un esordio nella pittura, la giovane artista napoletana si è avvicinata alla fotografia fino a farne il suo principale mezzo espressivo. Ma, mentre costruisce le sue situazioni, non può rinunciare al richiamo dell’antica passione, dai maestri fiamminghi ai surrealisti, passando per la leggerezza di Matisse.

Gianluca Capozzi. Nessun disegno e nessuna certezza. Gianluca Capozzi, di Avellino, dove ancora oggi vive e lavora, come in un diario, segue il flusso continuo e intricato dei pensieri. Alternandosi tra fotografia, disegno e pittura, egli rivela il suo mondo interiore con molta puntualità, evocando volti e luoghi, anche non definiti: ne esce un’antologia dinamica e vivace d’immagini e segni, di paesaggi sovrapposti e volti appena accennati, di frammenti di ricordi e sensazioni che si incontrano, si intrecciano, fino a unirsi inscindibilmente.

Francesco De Molfetta, in arte Demo, è un audace provocatore. L’artista è nato nel 1973 a Garbagnate Milanese, e  oggi vive e lavora a Milano. Si applica con molta convinzione a sculture piccole nelle dimensioni e intimistiche, con molta attenzione per i dettagli, e colori brillanti e freddi. Ma non è solo un omaggio alla pittura romantica, ma un transfert informale che lo trasferisce in continui non luoghi, sempre possibili. L’ironia di De Molfetta tocca, beffarda, i temi più vari, dalla religione alla storia, dall’arte ai fast food, dai disegni antichi alle cronache contemporanee. Tutto diventa gioco e paradosso, un rebus di immagini e parole che ci restituisce la felicità senza avere avvertito di perderla

(Vittorio Sgarbi)


R.S.V.P. Segreteria “More Dance Studios”  0823.322967 kyma@moredancestudios.it
Eventi Mary Farina 339.3976989


             

martedì 8 aprile 2014

"Uffizi solo per Noi" il video....



Vi ho già parlato della grande iniziativa "Uffizi solo per Noi" organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo, lo scorso 22 febbraio? 
Certo!
Ora per chi c'era e per chi non c'era, un breve video report di quello che è stata per noi e per i nostri ospiti, una esperienza unica e forse irripetibile... La Galleria degli Uffizi, in esclusiva, fuori dal normale orario di apertura, in compagnia di Vittorio Sgarbi...


sabato 15 marzo 2014

Da Artribune: Il Pecci ha una paternità, forse...



Leggo su Artribune (http://www.artribune.com), questa notizia relativa al futuro del Museo Pecci di Prato... i "rumors" che giravano nei mesi scorsi troveranno conferma?

Fabio Cavallucci
 
 
di Helga Marsala 

Fabio Cavallucci nuovo Direttore del Pecci e Vittorio Sgarbi Alto Commissario per le Arti del Comune di Prato. Questo lo scenario che dovremmo avere tra circa una settimana. Al netto di nuovi colpi di scena

Giochi praticamente fatti per il Pecci di Prato. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma tra indiscrezioni e interviste a sorpresa, il quadro è ormai chiaro. Il tutto si sarebbe concluso lo scorso 10 marzo, con una decisiva stretta sul nome del direttore durante un rovente Cda: nome ancora non annunciato, ma da nostre fonti interne – che in sostanza possiamo dare per certe – corrispondente a quello di Fabio Cavallucci, tra i super preferiti insieme ad Alberto Salvadori, come da noi preannunciato giorni addietro. Sarebbe dunque l’ex direttore della Civica di Trento e attuale direttore del Castello Ujazdowski di Varsavia, il prescelto tra i 36 candidati, in attesa della proclamazione ufficiale.
 
Tutto perduto dunque per Vittorio Sgarbi? Affatto. Un altro incarico sarebbe infatti in arrivo per lui, e non certo una roba di second’ordine. Il contratto che l’amministrazione comunale starebbe per sottoporgli, come emerso dall’intervista rilasciata oggi dal critico ferrarese a Controradio, è infatti ancora più di peso e di prestigio. La definizione, addirittura, se la sarebbe scelta lui stesso: “Alto Commissario per le Arti”, con delega alla gestione di tutti i musei e tutte le attività culturali di Prato.

continua a leggere questo articolo su:

domenica 23 febbraio 2014

Uffizi solo per noi!



Come promesso tempo fa, Casa d'Arte San Lorenzo, ieri, 22 febbraio, ha offerto a circa 70 suoi collezionisti, l'opportunità di vivere un fine settimana a dir poco "Speciale". 
Ospitati all'Art Hotel, a due passi da Ponte Vecchio, alle 19'00 si è data l'opportunità di entrare all'interno del Museo più importante d'Italia: la Galleria degli Uffizi; in esclusiva e dopo il normale orario di apertura. 
Oltre a questo fatto, già di per sè eccezionale, ha farci da guida, c'era il Prof. Sgarbi, che con grande generosità si è concesso per circa tre ore e più. 
In grandissima forma e con l'assoluta capacità che lo contraddistingue, quando parla dei "classici", ha incantato tutti i nostri ospiti raccontando i capolavori presenti in questo spazio, orgoglio dell'arte a livello internazionale! 

Da Giotto a Cimabue, da Leonardo a Michelangelo, da Botticelli a Caravaggio, passando per il Bronzino, Raffaello, Paolo Uccello e tutto il meglio dell'arte del nostro patrimonio.

















altre immagini e info sul progetto al link
http://www.arte-sanlorenzo.it/news_focus.php?id=203

sabato 1 febbraio 2014

Sgarbi al Pecci?

Sulla candidatura di Vittorio Sgarbi alla Direzione del Museo Pecci di Prato si è letto tutto e di più. Ovviamente ognuno si sarà fatto una propria opinione ed avrà espresso i propri giudizi più o meno giustificati. Fatto sta che la sua esclusione, annunciata nei giorni scorsi ha fatto notizia tanto quanto la stessa candidatura. 
Nella conferenza stampa indetta dallo stesso Sgarbi per commentare la sua esclusione però, emerge un fatto indiscutibile: ha ragione. 
Se avrete voglia e tempo di seguire il video dell'incontro con i giornalisti capirete il perchè. Aldilà del fatto che il Vittorione Nazionale sia la persona indicata oppure no a ricoprire questo incarico!


domenica 8 dicembre 2013

Terza puntata di Casa d'Arte San Lorenzo inTV: Uffizi solo per noi"



Come immagino ben saprete, venerdì sera è andata in onda, sul canale 135 del Digitale terrestre, la terza puntata di -Casa d'Arte San Lorenzo inTV: Uffizi solo per noi"- (vedi http://www.arte-sanlorenzo.it/news_focus.php?id=203).
Ciclo di trasmissioni legate alla straordinaria opportunità di visitare gli Uffizi a porte chiuse, in esclusiva per noi, il prossimo 22 febbraio, in compagnia di Vittorio Sgarbi.

Per l'avesse persa, può tranquillamente vederla, insieme alle altre due precedenti sul sito di Casa d'Arte, al seguente indirizzo: http://www.arte-sanlorenzo.it/webtv06122013.php 

Presento opere di Armodio, Balzano, Berra, Borghese, Chechik, Di Genni, Gnocchi, Tadini,

Quarto e penultimo appuntamento venerdi 13 dicembre...

Vi aspetto!!!

mercoledì 31 luglio 2013

Chiude il Mandralisca...

Il 28 luglio scorso, Vittorio Sgarbi dalle pagine de 'Il Giornale' (http://www.ilgiornale.it), annucia l'imminente chiusura del Museo della Mandralisca di Cefalù... Un altro pezzo della già cadente a pezzi Italia, scompare...


L'Italia dell'arte muore. Chiude il museo di Antonello da Messina

"Tagliato" il Mandralisca di Cefalù, simbolo della civiltà siciliana. Non si vedrà più l'Ignoto marinaio. E Crocetta, cosa fa?

 

Nell'ignoranza generale, che rappresenta la vera decadenza dell'Italia del nostro tempo, può capitare che un meraviglioso ciclo di affreschi di un grande maestro del '400, che prende il nome dal suo paese - maestro di Cercenasco - sia lasciato deperire con infiltrazioni d'acqua e vistosi sollevamenti dell'intonaco, mentre a poche decine di metri si progetta e realizza una rotatoria con una orripilante scultura alta 5 metri, e si affida a un artista alla moda, Paolo Grassino, il disegno dei tombini, delle fogne, con una spesa superiore a quella che occorrerebbe a conservare gli affreschi.

Ignoto marinaio - Antonello da Messina

 

Non c'è niente da fare, l'ignoranza è la madre della cattiva politica. Quello che abbiamo davanti agli occhi non si vorrebbe credere, eppure accade in molti luoghi d'Italia. E, naturalmente, anche in Sicilia. Nell'indifferenza totale delle istituzioni e, in particolare, delle autorità regionali, uno dei luoghi simbolici dell'arte siciliana, il Museo Mandralisca, si avvia, entro pochi giorni, malinconicamente, a chiudere...

 Per leggere l'intero articolo, vai su:

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/939374.html 

 

martedì 23 luglio 2013

“L'acqua, la luce, la pietra” a cura di Vittorio Sgarbi


Si è inaugurata il 20 luglio...


 
All'Officina della Memoria di Fiuggi, fino alla fine di agosto, la mostra “L'acqua, la luce, la pietra”

SGARBI “SORPRENDE” CON LA BELLEZZA DELLA NOSTRA ARTE CONTEMPORANEA

L'esposizione, promossa dall'Amministrazione del comune termale e da Acqua Fiuggi, prevede un percorso fra oltre sessanta opere di ventisette scultori e pittori italiani



Oltre sessanta opere di scultura, pittura, fotografia; ventisette interpreti della scena artistica italiana contemporanea coinvolti; oltre un mese di esposizione, dal 20 luglio al 31 agosto, nell'affascinante cornice dell'Officina della Memoria di Fiuggi. “L'acqua, la luce, la pietra” è la mostra ideata da Vittorio Sgarbi e promossa da Acqua di Fiuggi, presentata questo pomeriggio dal critico ferrarese a Roma, presso Palazzo Santa.

«Mai, come oggi, l’espressione artistica è stata così distante dagli uomini – ha detto Sgarbi durante la presentazione. Arte contemporanea appare un’espressione alternativa e opposta ad Arte. L’arte contemporanea non vuole piacere, anzi dispiace. Nega l’armonia, nega la misura, nega le regole e la norma della bellezza. Così, nel momento in cui potrebbe essere più universale, si restringe in uno spazio limitatissimo e in una dimensione elitaria. Per questo parlo oggi di sorpresa. Chi verrà a Fiuggi, per “acque, luce e pietre”, potrà verificare che l’arte esiste ancora e che può piacere e stupire. Gli artisti che abbiamo scelto sono una parte dei tanti che, senza essere scimmie del vero o accademici, dipingono e scolpiscono come ognuno vorrebbe e come ognuno vede l’integrità originaria della luce, dell’acqua, delle pietre».

La mostra è il principale appuntamento del programma culturale di Estate Fiuggi 2013, iniziativa dell'Amministrazione del comune termale promossa con il sostegno di Acqua Terme Fiuggi, e vuole rappresentare un'occasione per avvicinare anche un pubblico di non addetti ai lavori alle tendenze dell'arte contemporanea italiana: per questo al fianco della mostra, presso l'area termale, sarà allestito un laboratorio di scultura con giovani interpreti che daranno vita in “diretta” a creazioni originali, utilizzando diversi materiali; inoltre Vittorio Sgarbi sarà protagonista con alcuni artisti e critici di un dibattito pubblico sullo stato dell'arte italiana.

«La nostra città – ha detto il Sindaco di Fiuggi, Fabrizio Martini - è molto attenta all'aspetto culturale della vacanza. Riteniamo che coloro che scelgono Fiuggi per trascorrere le proprie ferie abbiano diritto a un'offerta culturale all'altezza e questa mostra è la ciliegina sulla torta della stagione 2013. Sono fermamente convinto che, attraverso la cultura, oltre a nutrire lo spirito si produca anche sviluppo e occupazione. per questo proseguiremo su questa strada, sperando di avere sempre Vittorio Sgarbi al nostro fianco»

“L'acqua, la luce e la pietra”, titolo che avvicina con semplicità gli elementi che costituiscono la bellezza unica di Fiuggi, la materia da cui nasce l'arte e l'ispirazione universale e personale degli artisti coinvolti, presenta un percorso denso, articolato, sorprendente. L'originalità e l'energia tracciata da Vittorio Sgarbi, fra opere di differente ispirazione ma legate da un comune segno del senso profondo dell'arte, saranno al centro di una pubblicazione realizzata in occasione della mostra.

Alla conferenza di presentazione, oltre a Vittorio Sgarbi e al Sindaco di Fiuggi Fabrizio Martini, è intervenuto l'Amministratore di Acqua Terme Fiuggi, Francesco Pannone e l'intellettuale anagnino Giovanni Stella. La mostra, con ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni (ore 10-12,30, ore 16-19,30 e ore 21-22,30).



Per informazioni: RS Thymos - ufficio stampa Acqua Fiuggi

Alessandro Fava 06.8440831 – 335.460735 – a.fava@rsthymos.it

Alessandra Ventimiglia 06.8440831 – 334.1051963 – a.ventimiglia@rsthymos.it









IMMUTABILI BELLEZZE

di Vittorio Sgarbi

La sorpresa. Davanti alla natura possiamo provare la sensazione di essere nel primo giorno del mondo. Vediamo la luce, nelle diverse ore, come la vide il primo uomo. Guardiamo il cielo, le nuvole, il loro variare, com’è sempre stato, benché sempre diverso. E davanti alle montagne avvertiamo i nostri limiti, sentiamo il sublime della natura. Quanti anni hanno le pietre? Ma più di ogni altro elemento, originaria, eterna, viva, è l’acqua. Così come, nel suo infinito scorrere, è sempre stata. Purifica e cura. Quando è nata l’acqua? L’umanità ha una sua essenza immutabile, è un’altra espressione della natura, e conserva istinti, desideri, passioni, anche nel suo svolgersi ed evolversi nella storia.

Ma da molti decenni, da più di un secolo, gli uomini si interrogano su quale sia stato il destino dell’arte. E mentre la scienza ha avuto un’evoluzione coerente e conseguente, l’arte ha, intellettualisticamente, tentato di mistificare il suo spirito originario risalendo al linguaggio primitivo, come per ritrovare un’innocenza perduta contro l’Accademia, che era il perfezionamento scolastico del mestiere e dell’esperienza dei grandi pittori. L’arte non poteva andare oltre Michelangelo e Raffaello. Poteva però, com’è stato, evolversi in ricerche che hanno il loro momento più sfrenato nel Barocco. E poi l’Accademia ritorna con lo spirito classico; ma, forse, il momento di più alta e consapevole considerazione dello spirito creativo è nei grandi romantici inglesi, in particolare Turner. Ma la massima, estrema, naturale gradevolezza, l’arte la esprime nel periodo dell’Impressionismo. E l’umanità lo intende e ne sente il richiamo, nel rispecchiamento dei suoi impulsi, dei suoi desideri, dei suoi piaceri.

Con Cézanne inizia la crisi. E l’arte tanto si innalza da non essere più vista e da perdere il suo pubblico. Mai, come oggi, l’espressione artistica è stata così distante dagli uomini. Arte contemporanea appare un’espressione alternativa e opposta ad Arte. L’arte contemporanea non vuole piacere, anzi dispiace. Nega l’armonia, nega la misura, nega le regole e la norma della bellezza. Così, nel momento in cui potrebbe essere più universale, si restringe in uno spazio limitatissimo e in una dimensione elitaria. Per questo parlo oggi di sorpresa.

Chi verrà a Fiuggi, per “acque, luce e pietre”, potrà verificare che l’arte esiste ancora e che può piacere e stupire. Gli artisti che abbiamo scelto sono una parte dei tanti che, senza essere scimmie del vero o accademici, dipingono e scolpiscono come ognuno vorrebbe e come ognuno vede l’integrità originaria della luce, dell’acqua, delle pietre. Abbiamo davanti alcuni dei giovani, e meno giovani, artisti italiani che non hanno paura di descrivere o di esprimere emozioni, che non temono di essere illustrativi. Sono genuini e insieme colti, curiosi, antagonisti, irriducibili, nemici per competizione, come Arrivabene e Ferri (parimenti amati da Pierluigi Pizzi). O simili nell’indole, benché l’uno pittore e l’altro scultore, come Lino Frongia e Giuseppe Bergomi. O virtuosi fino al delirio, all’ossessione, come Giovanni Gasparro e Livio Scarpella. O drammatici e taglienti, come Riccardo Mannelli e Andrea Martinelli, l’uno descrittivo l’altro assoluto. O ostentatamente neo-barocchi, come Bruno D’Arcevia e Vito Cipolla. Poi vi sono gli espressionisti, carichi di umore e di vita, anche di generazioni diverse, come Elio Waschimps, amato da Ferdinando Bologna, e Gaetano Giuffrè, amato da Raffaele La Capria; ma anche, fino alla deflagrazione della forma, Stefano Mosena. Ancora oltre si spingono a rielaborare un realismo magico, incantato come le fiere di campagna nel tempo dell’infanzia, Raimondo Lorenzetti; o un neoespressionismo, spinto fino al grottesco delle perversioni familiari inconfessabili, Enrico Robusti.

Poi ci sono i classici, i tranquilli, nell’equilibrio apparente, ma tormentati dentro, come Giovanni De Angelis e Tullio Cattaneo, di origine e formazione diverse ma disciplinati e severi, senza cercare scorciatoie o effetti speciali. Solitario sta, abituato com’è a inoltrarsi nel cuore della terra, come a cercare l’anima della pietra, Filippo Dobrilla. Virtuoso, virtuosissimo. E lui, più di altri, coltiva lo stupore, ma con naturalezza. Ciò che viene spontaneo, prevalentemente nella terracotta, a Claudia Marchetti e, per istinto nativo della bellezza, ad Adele Ceraudo. Ordine e rigore chiede a sé Pino Navedoro, che elegge ad arbitro del gusto Camillo Langone, scrittore sofisticatissimo e cavaliere della bellezza difficile. Ogni artista qui a Fiuggi ha voluto stupire. Così la coppia Tania Brassesco e Norberto Lazlo Passi, in competizione con il gusto dei preraffaelliti . Così Antonio Pasquale Prima, con le sue eloquenti “Persistenza” e “Immanenza”. Rielabora in forme barocche residui della civiltà industriale Patrick Alò, mentre semplifica, con rigore, Nedda Guidi. Una vera rivelazione , in dialogo con il grande spagnolo Dino Valls, è Federico Giampaolo.

Eccoli allora uno vicino all’altro, diversi e omogenei, ossequiosi all’arte come ricerca, armonia, mestiere. Ci sono dunque. E sono invisibili. E non se ne parla. Ma all’apparire, rinnovano lo stupore. Che è la ragione stessa dell’arte.

sabato 1 giugno 2013

SPECIALE 55° BIENNALE INTERNAZIONALE D'ARTE DI VENEZIA

SPECIALE 55° BIENNALE INTERNAZIONALE D'ARTE DI VENEZIA

Mentre la Giuria ha assegnato il Leone d'oro per il miglior artista a Tino Sehgal (Gran Bretagna, 1979; Padiglione Centrale, Giardini) 
Il Leone d'argento a Camille Henrot (Francia, 1978; Corderie, Arsenale), mentre il Leone d'oro per la migliore Partecipazione nazionale va all'Angola con Luanda, Encyclopedic City, 
Ed ora ecco un po' di interviste... 
Paolo Baratta
Massimiliano Gioni
Luca Beatrice
Aldo Cazzullo
Bice Curiger

Achille Bonito Oliva


Beatrice Trussardi


Francesco Bonami
Vittorio Sgarbi

martedì 8 gennaio 2013

Anche Salvatore D'Anna selezionato per la prima edizione della Biennale Internazionale d'Arte di Palermo

Anche l'amico nonché valido artista Salvatore D'Anna fra i selezionati!

Biennale Internazionale d'Arte di Palermo



10 Gennaio 2013

ore 16,00 - Loggiato S. Bartolomeo - Palermo (corso Vittorio Emanuele, 25) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 18,00 - Villa Malfitano Whitaker - Palermo (Via Dante, 167) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 20,00 - Teatro Politeama di Palermo  - Presentazione ufficiale dell’evento e inaugurazone dell’esposizione in “sala rossa” in presenza di Vittorio  Sgarbi, Paolo Levi e autorità politiche.

Nato da un’idea di Sandro Serradifalco, l’evento si avvale della collaborazione di professionisti del settore ed eminenti personalità del mondo della cultura. La direzione critica è affidata a Paolo Levi.
La Biennale Internazionale d’Arte di Palermo comprenderà varie sezioni dedicate al paesaggio, alla figura, alla scultura, all’acquerello e l’informale. Per ciascun sezione saranno selezionati alcuni dei più influenti interpreti contemporanei nazionali ed esteri.
Una sezione speciale sarà dedicata ai grandi artisti del ‘900. 
Al fine di realizzare una Biennale d’Arte rappresentativa delle varie espressioni artistiche contemporanee ma consolidante del forte legame presente con la tradizione, parte dell’esposizione sarà dedicata ai grandi maestri del passato. 
Il progetto godrà di una comunicazione di livello internazionale e sarà ancora una volta l’occasione per valorizzare le eccellenze di questa terra, mettendone il luce i maestri e i luoghi più affascinanti. L’alto livello della commissione selezionatrice, diretta da Paolo Levi, garantirà uno spaccato significativo della creatività attuale sollecitando, attraverso i numerosi eventi collaterali, uno scambio culturale qualificato.
    •    Una Biennale d’Arte, per gli artisti e degli artisti, priva di quegli estremismi stilistici e di vuote provocazioni visive che da tempo caratterizzano le manifestazioni analoghe.  Una Biennale della tradizione, capace di valorizzare le tecniche del passato ed esaltare i più innovativi mezzi espressivi.
    •    Una Biennale Internazionale, con artisti invitati da numerosi paesi esteri, capaci far confluire nel capoluogo siciliano, colori, tradizioni e costumi di altre etnie e culture.
    •    Una Biennale osservata dal Mercato, con tre importanti aziende del settore artistico che valuteranno le opere partecipanti per nuove proposte di diffusione.
    •    Una Biennale Interculturale, con in agenda nei giorni della manifestazione presentazioni editoriali, eventi teatrali, performance di ballo orientale.
    •    Una Biennale per gli Artisti, capace di mettere l’artista, in primo piano dando lustro non soltanto al suo operato, ma all’aspetto poetico dello stesso.
 

Comitato Scientifico

Presidente

PAOLO LEVI  - Torino
Critico d’arte, giornalista, saggista. Ha scritto per le riviste Capital, Bell’Italia, Architectural Digest, Europeo, Mondo, e con quotidiani come Il Sole 24 Ore e  La Repubblica. Dal 1969 dirige, prima per la Giulio Bolaffi Editore e, in seguito, per la Giorgio Mondadori Il Catalogo Nazionale d’Arte Moderna. Dal 2010 è direttore della rivista Effetto Arte.

Consiglio direttivo

FRANCESCA BIONDOLILLO – Palermo
Critico d'arte, da svariati anni si occupa dell'organizzazione di eventi artistici. Numerose le recensioni scritte per maestri contemporanei italiani ed esteri.
Collabora con il Centro Diffusione Arte e l'EA editore di Palermo, curando rubriche pubblicate nel periodico d'arte Boè, OverART ed Effetto Arte.
E’ presidente dell’Associazione Artistica Culturale “Il Tempio” di Palermo.

MEMBRI del Comitato Scientifico

RICCARDO BALDELLI – Stoccolma, Svezia
Dottore in Filosofia all Universitá di Pisa nel 1997, si specializza nel indirizzo di Estetica nel 1999. Dopo qualche  mese dalla specializzazione, viaggia in Africa per conoscere e apprendere l´arte contemporanea  africana.  Si traferisce in Svezia nel 2007 dove intraprende la collaborazione con i musei svedesi pubblici e privati come consulto e curatore per mostre archeologiche e di arte moderna e contemporane. Nel 2010 apre una propria azienda Maecenas Italy Art organizzando mostre  d'arte e  archeologiche soprattutto nel nord Europa.

LUCIANO LEPRI – Perugia
Luciano Lepri,  poeta, scrittore, saggista e critico d'arte e letterario. Ha scritto, sino ad oggi, testi per oltre 500 artisti italiani e stranieri, molti di caratura internazionale, e i suoi testi sono stati tradotti in molte lingue straniere. Ha collaborato con importanti Gallerie d’arte e Centri Culturali. Dal 2000 è Direttore artistico della Galleria Minerva di Perugia e dal 2003 cura la stagione espositiva della Fortezza Medicea Girifalco di Cortona.

CATERINA RANDAZZO – Palermo
Storico dell'arte, si è specializzata presso la facoltà di ingegneria dell’Università di Palermo in nanotecnologie per il restauro dei beni culturali. Collabora con giornali e periodici.

SALVATORE RUSSO – Roma
Critico d’arte, ha curato decine di mostre e ha scritto per centinaia di artisti. Collabora con giornali e periodici.

ORAZIO TANELLI – New Jersey – USA
Narratore, critico di fama internazionale, oltre che tra i migliori e più attivi promotori della cultura italiana all'estero sia nel ruolo di Direttore di due riviste diffuse anche in Italia (La Follia di New York e Il Ponte Italo-Americano) che di organizzatore di simposi, mostre e premi letterari.
Attualmente è docente universitario di lingue e letteratura straniera alla Monclair State University (New Jersey).

TATSUYA HIRATA – Tokyo – Giappone
Docente, critico e letterato, ha curato numerose pubblicazioni. Si dedica allo studio delle tradizioni e dei costumi. Esperto d’arte è stato direttore di varie gallerie nel mondo.10 Gennaio 2013

ore 16,00 - Loggiato S. Bartolomeo - Palermo (corso Vittorio Emanuele, 25) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 18,00 - Villa Malfitano Whitaker - Palermo (Via Dante, 167) - Inaugurazione dell'esposizione.

ore 20,00 - Teatro Politeama di Palermo  - Presentazione ufficiale dell’evento e inaugurazone dell’esposizione in “sala rossa” in presenza di Vittorio  Sgarbi, Paolo Levi e autorità politiche.
   

COMUNICAZIONE

La campagna di comunicazione degli eventi espositivi legati alla manifestazione si attuerà  con una conferenza di lancio e presentazione dell'iniziativa.
La diffusione dell'evento avverrà a mezzo stampa televisivo regionale e nazionale, via internet (siti di arte e cultura), giornali specializzati, quotidiani e radio. Stampa di totem pubblicitari, flyer, locandine, manifesti, brochure esplicative. 


TESTATE COINVOLTE

Arte Mondadori – Effetto Arte - Flash Art – Over Art


QUOTIDIANO

Giornale di Sicilia - La Stampa - Il Messaggero - La Sicilia


CATALOGO

Catalogo della Biennale a cura di Paolo Levi. Con pubblicazione di tutte le opere presenti e testi e immagini relativi a vari luoghi della Provincia di Palermo. Il volume, realizzato secondo i più alti canoni grafici/tipografici prevedrà un'ampia sezione dedicata alla Provincia di Palermo, con immagini e testi dei luoghi storicamente più rilevanti e paesaggisticamente suggestivi.

lunedì 20 agosto 2012

Francesco Attolini al Museo della Follia

Francesco Attolini è oramai una realtà consolidata, in Italia ed all'estero. Non c'è da aggiungere altro...


Francesco Attolini al Museo della Follia

Self portraits of my insanity.

L’autofiction per immagini, dall’io al mondo.

Autofiction è il termine con cui solitamente si indica l’ultimo nato dei generi letterari, dopo il romanzo storico, realistico, di fantascienza, psicologico… . A tenerlo a battesimo è stato lo scrittore e critico francese Serge Doubrovsky, nel suo romanzo del 1977, Fils. Questo non esclude che esempi di autofiction siano presenti anche in testi anteriori, ma di certo il genere è stato teorizzato solo allora, e da allora è stato assunto più o meno consapevolmente come cifra d’uno scrivere ambivalente, oscillante tra l’autoriferimento del sé e l’interpretazione filtrata d’una realtà, che non esisterebbe senza un io a guardarla e a interpretarla. A rigore, all’origine dell’autofiction v’è un patto contraddittorio, un triplice ossimoro dell’identità: chi scrive, ovvero l’autore, è anche narratore e protagonista sulla scena. In Italia, hanno lavorato a questo genere letterario, tra gli altri,Walter Siti, Tiziano Scarpa, Giuseppe Genna, Antonio Moresco, Francesco Pecoraro, Emanuele Trevi, l’Aldo Nove de La vita oscena.
Un’autofiction per immagini non è stata tuttavia così ostinatamente indagata come dal videoartista barese Francesco Attolini, premiato in Italia e all’estero, e da qualche anno di stanza a San Pietroburgo. Il lavoro di Attolini sull’autoritratto e su un sorprendente e inedito auto-mondo, ha preso le mosse dalla personale presso la Galleria San Lorenzo di Milano, ove era stata allestita la mostra Io sono tutte le persone che ho incontrato, e da lì la ricerca e la tecnica dell’artista, formatosi a Bruxelles, hanno raggiunto la Russia, inclusa Mosca (fino alla Biennale), per tornare in Italia dall’ingresso principale del Padiglione Italia all’Arsenale di Venezia nel 2011.
I video selfportrait di Attolini non hanno affatto come tema la figura dell’artista, è questo è già di per sé indice d’una novità non di poco conto: com’è possibile un autoritratto senza che vi venga proiettata l’immagine di colui che esegue l’autoritratto stesso? Attolini, d’altra parte, prende sul serio l’elemento identitario del fare arte – a San Pietroburgo è tra gli estensori del manifesto del significativismo – e per lui identità e significato si danno in un rapporto dialettico, mai cristallizzato, di costante passaggio tra l’esterno e l’interno.
Il self del portrait di Attolini è ab origine estroflesso, la sua interiorità è già da sempre esteriorizzata negli sguardi, nei volti, nei gesti degli altri: io sono tutte le persone che ho incontrato. Ecco dunque che diventa possibile una autofiction in cui il sé dell’artista paradossalmente non figuri sullo schermo, e questo, tuttavia, non perché egli sia invisibile come un demiurgo onnisciente, bensì perché lui è già lì, sotto gli occhi di tutti, ma in altra forma, con altri sembianti.
In tal modo Attolini sfonda dal lato del soggetto quello sperimentalismo a cui l’arte e le letteratura sono avvezzi da decenni, e che Italo Calvino chiamava «il mare dell’oggettività». Qui abbiamo sì un sé abnorme che occupa per intero l’immagine, eppure sarebbe scorretto parlare di narcisismo autoreferenziale dell’artista, poiché questi diviene se stesso solamente nell’incontro con un’ulteriorità di significato, con un’altra coscienza, con un altro volto, che non sono decisamente i suoi.
All’artista, semmai, è data la possibilità d’intervenire ex post sulla resa delle immagini in movimento, modificandone la grana, rallentandone o accelerandone il dinamismo, agendo in sostanza sul montaggio, come accade nelle opere cinematografiche vere e proprie. Egli, come l’hegeliana nottola di Minerva che giunge sul fare della sera, a cose fatte, a identità giocate, ha il compito di apprendere nel pensiero – con la tecnica dello strumento – ciò che è accaduto, quel che si è dato.
L’opera d’arte, come diceva Martin Heidegger – al pari del linguaggio, secondo l’ermeneutica di Hans Georg Gadamer – non è qualcosa di cui propriamente l’uomo può disporre a suo piacimento. Un aspetto tecnico, produttivo, sicuramente c’è, ma anch’esso è governato dal darsi dell’opera stessa, al di là delle intenzioni di chi la vuole, la desidera, s’illude di crearla.
Attolini di questo è consapevole, poiché lavora sull’identità e sa bene che essa non è manipolabile a piacimento, all’infinito. Se ci si rapporta all’identità, se ne è piuttosto posseduti, anziché esserne i possessori. Un’identità si abita, si vive, si attraversa, la si può certamente anche elaborare, ma le traiettorie dei riconoscimenti e dei disvelamenti reciproci è incatturabile, non è mai interamente una prerogativa del soggetto che va alla ricerca di sé.
Ecco, allora, che il selfportrait si fa selfworld: il discorso dell’io sull’io è ipso facto discorso del mondo sul mondo, rincorsa di un altrove, fuoriuscita dal chiuso del tabernacolo identitario, ad-ventura culturale. Già Aristotele, d’altra parte, si chiedeva se, tolta l’anima, potesse darsi il mondo. Che senso avrebbe, anzi, di quale tipo di esistenza godrebbe la realtà, se non fosse possibile a qualcuno di farne l’esperienza?
Secondo Kant, e per certi versi anche secondo la più fosca autofiction letteraria italiana, l’esperienza del mondo pone l’io, a un certo punto, di fronte a un buco nero, a una cosa in sé indecifrabile, a un perturbante indistinto in cui non può esserci gioia, né sentimento, ma solo mistero, enigma dell’inquietudine. Questi tratti sono del tutto assenti nel lavoro di Attolini, per il quale la vicenda identitaria, il suo carattere avventuroso e sorprendente, sono oggetto d’entusiasmo e non di timore, di scoperta e non d’effrazione.
Anche da questo punto di vista, la videoarte dell’esule italiano a Pietroburgo è anomala: un gesto, il suo, singolarmente felice, tanto negli esiti quanto nel trasporto soggettivo. Una promessa, dunque, e un atto di fiducia nei confronti dell’altro che io sono. (Testo di Andrea Sartori)

Matera. Vittorio Sgarbi ha accompagnato i giornalisti e le tv lungo il percorso del museo, illustrando le opere esposte nelle varie sale dedicate al tema della follia.Ospite d’eccezione l’attore e regista lucano Rocco Papaleo che il critico ha invitato nei giorni scorsi durante la premiazione del San Fele d’Oro., insieme Marco Vallora, critico d’arte de La Stampa, Giuseppe Roveredo, poeta e scrittore, Guido Barlozzetti, giornalista di Rai 1, intervenuti nel corso della conferenza di presentazione svoltasi il 18 agosto 2012 presso il Convicinio di Sant'Antonio e avrà inizio alle ore 19:30. La mostra curata da Sgarbi resterà aperta fino al 30 settembre 2012.


Approfondimenti:

La Fondazione Sgarbi, dopo il Museo della Mafia, inaugurato a Salemi nel 2010 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e riprodotto in occasione della 54° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, ha realizzato il Museo della Follia a Matera, città candidata al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Il Museo si articola in sezioni:
Tutti i Santi - Le sculture di Cesare Inzerillo: pazienti, dottori e infermieri, distinguibili solo dai dettagli dell’abbigliamento, ridotti a mummie, uniti dalla improba lotta contro la sofferenza e la morte;
La griglia - Fotografie, dipinti e neon: novanta ritratti di pazienti selezionati tra le diverse cartelle cliniche negli ex manicomi d’Italia compongono una griglia di oltre 12 metri dove un neon luminoso, seguendo il contorno di ciascun ritratto, dona luce e rumore ai pensieri di ciascun volto;
Sala dei Ricordi - Oggetti abbandonati: decine e decine di teche contengono libri di letteratura in lingua originale che hanno trattato il tema della follia nel corso dei secoli, farmaci ritrovati nei manicomi, effetti personali dei pazienti, giocattoli e disegni dal passato inquietante;
Franco Basaglia: su gentile concessione di Rai Teche, la proiezione dei video: «Linea Diretta - Discussione su “Legge 180” » e «X Day - I grandi della Scienza “Franco Basaglia”»;
O.P.G.: grazie al contributo del Senatore Francesco Marino, sarà proiettato un altro video-denuncia sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari realizzato dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sull’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale – Senato della Repubblica.
Mostra sul tema della Follia con gli artisti: Mimmo Centonze, Grazia Cucco, Gino Sandri, Carlo Zinelli, Raimondo Lorenzetti, Francesco Attolini, Agostino Arrivabene, Fabrizio Sclocchini, Gaetano Giuffrè, Giordano Morganti, Lorenzo Alessandri, Vincenzo Baldini, Roberta Fossati, Marilena Manzella, Gaspare Palazzolo e Sandro Bettin.

venerdì 24 giugno 2011

In giro per l'Italia... e della Biennale romana

Due giorni di grande tour lavorativo: dalla toscana a Milano per poi arrivare a Roma per tornare di nuovo in toscana...
Marta Marzotto
Due giorni fatti di incontri alcuni interessanti altri meno. Fra questi, è ovvio sottolineare, l'inaugurazione della Biennale romana. Evento più glamour che artistico, dove fra uno Sgarbi in grande forma e una brillante Marta Marzotto, sembrava di essere alla "sagra delle labbra siliconate"...
Di arte ce ne era. Ma non troppa...
Più che una mostra legata alla Biennale sembrava di essere ad una fiera d'arte, mancavano (le cosiddette bandierine con il nome dello stand), ma nel complesso di grande impatto.
Consoli onorari, politici e politicanti, artisti e artistucoli, curiosi e collezionisti, c'erano un po' tutti, ognuno a tirare per la manica Vittorione e portarselo davanti all'opera dell'artista sostenuto... Insomma un momento "social" per bisognosi di visibilità.
Oggettivamente parlando, però, in esposizione c'erano anche dei lavori di livello: da Guaitamacchi a Basilè, da Abate a Ceccobelli fino all'interessantissimo Maurizio Savini.
Fabiano Parisi
E' ovvio, nonchè scontato, che fra tutti, mi piace porre l'accento sulla presenza di due artisti che sento vicini: Andrea Simoncini e Fabiano Parisi. Ambedue fotografi, ambedue originali e meritevoli della visibilità di tutti e ambedue, cosa non da poco, dotati di quel talento quasi naturale che ne determina in maniera indiscutibile l'essere artisti.