RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 1 marzo 2017

Ultimi giorni per RUMORE DI FONDO



Inizia, purtroppo il conto alla rovescia. 
Manca infatti oramai poco alla chiusura della mostra personale di Giovanni Maranghi, RUMORE DI FONDO (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2017/01/inaugurata-treviso-rumore-di-fondo.html), curata da Ivan Quaroni per Casa d'Arte San Lorenzo a Treviso in Ca' dei Carraresi.
Rimango due fine settimana alla chiusura, prevista per il prossimo 12 marzo... 
Il consiglio che vi offro è quello di organizzarvi e fare un salto a Treviso...
Poi non dite che non vi avevo avvertito!
-------------------

Giovanni Maranghi


Di seguito il video realizzato dal regista e videomaker Viacheslav Slava Zakharov 
per la www.vzfilms.it in occasione dell'inaugurazione della mostra


giovedì 2 febbraio 2017

MARANGHI @ TREVISO di Antonio Leo

Come sempre quando l'amico Antonio Leo pubblica una sua riflessione sull'arte mi piace ospitarlo in questa stanza. In questa occasione ancora di più!



MARANGHI @ TREVISO di Antonio Leo

Katia mi dice che l’etichetta di questa bottiglia gli ricorda Maranghi, il suo tratto. E le cose non succedono mai a caso.
Siamo alla Vecia Hostaria dai Naneti. Siamo a Treviso, e ci si sta bene. Un panino con la soppressa e un prosecco. Una città incantevole. Si vive bene, si mangia benissimo, la gente è bella e sorride, è sabato sera. Appena usciti da Cà dei Carraresi che ospita due grandi mostre: Francis Bacon e Giovanni Maranghi.
A casa mi tengo stretto un piccolo ma prezioso dono di Giovanni, un tratto veloce, preciso, leggero, una dedica in occasione di una delle tante serate al CRA. In pochi secondi, sotto i miei occhi ammiranti, dietro un foglio bianco ripiegato -probabilmente il programma/locandina di qualche evento passato, tirato fuori dal caos delle nostre librerie- Giovanni disegnò il volto di una ragazza, attraversò la luce, dette vita e dette anima ad un profilo che subito diventò bello, intimo. Lo incorniciai, ed era come averlo sempre avuto. Mi riportava alla ragazza del 1974.
Lei era sulla vecchia etichetta di un vino che non so perché avevo da sempre, da prima di nascere. La storia racconta che era il 1967 e Tono Zancanaro, un artista del Triveneto “estraneo ai giochi dei clan, gruppi, estetiche, giri di mercato” come amava definirsi, disegnò su richiesta del Conte Piero Loredan l’etichetta per un suo vino, un Venegazzù del Montello, un poco valorizzato rosso, quasi eroico, tanto circondato in un territorio di prosecco. Una storia straordinaria. Una etichetta che voleva essere un omaggio ai complimenti ricevuti dal Presidente francese Charles De Gaulle e Signora, in visita alla Biennale di Venezia, che ad una cena avevano tanto apprezzato quel vino, chiedendo chi ne fosse il produttore. Nacquero così due etichette. Entrambe nere, tratto bianco, semplice, fine: una figura di uomo con la scritta “des roses pour madame” per la Signora Yvonne ed una figura di donna con la scritta “..et pour Monsieur la Bombe” dedicata a De Gaulle. Ecco la “Riserva Capo di Stato”. Zancanaro aveva espresso la sua arte come nelle opere a china e come nel mosaico a tecnica ravennate, il Kuman Siblia del 1970.
Ma questo è solo la cornice. Maranghi a me ha regalato (solo?) un’emozione, a Treviso un intero percorso di arte. Estetica. Bellezza. Volti sicuri di donne, ancora, e come sempre, impreziosite sia dalla loro naturale freschezza ed eleganza che da orpelli, visioni e ricami, in tecniche miste su carta e tecniche inusuali, che si concentrano tutte sullo sguardo: fiero e sicuro quello di Ischtar, lascivo e sorridente quello di una Estate romana, fino al quasi distaccato da tutto, come a volersi distinguere in un allontanamento da possibili contatti, per Tour d’Italy. E poi le resine su tavola, dove al tratto e alla sfumatura si aggiungono colori che mettono in sintonia il visitatore con lo spazio circostante ed il viaggio, la scoperta. L’emblematica posizione delle mani vicino agli occhi, mento appoggiato sui palmi, in una gentile attesa di Dietro ai miei occhi, quasi a dare il benvenuto, ad accogliere in un mondo che probabilmente non ci si aspetta, rassicurante, un ponte che vuole comunicare un chiaro io sono qui per te e tu qui per me, e lo sai. L’abbracciare ed il proteggere di un Ed ho in mente te. La resina morbida di una Chiné interrogativa, attenta. Un farti prigioniero di un monocromatismo che si spinge fuori da idee-tratti-storie finemente raccontate sotto, quasi a segreto, quasi un custodire. Il tratto si fa più duro, il rosso su bianco spicca dal bordo nero di Una storia inventata, dove la bellezza femminile ne è anche consapevolezza, autorevolezza, ne contraddistingue forza, personalità, fierezza. Fino ad arrivare alle guardie della sala, sagoma, metallo e plexiglass: Rue Jacob, Malá strana e Park 798 tre opere fronte/retro come colonne-torri a difesa dell’intera esposizione. Le mie opere preferite. Opere che cercano i tuoi occhi, ti accompagnano seguendo ogni tuo sguardo, per poi aspettarti mentre ti giri di nuovo alla loro ricerca, distaccandoti un attimo dalle altre per cercarle ancora. Un contatto innegabile, impossibilità di avere una azione libera da ora in poi, stregato, geloso. Il susseguirsi di discorsi che si fa sempre più distante, diviene brusio, e torna silenzio, concentrazione ormai persa, ormai nel quadrato rosso che spicca ora sul bianco ora sul verde, una richiesta di giudizio, una ammissione di colpa. Tanto ne è la semplicità, armonia, quiete del fronte quanto caos del retro -un caos ordinato- di domande senza risposta, a tratti inquietudine, in caratteri metropolitani, ricordi sfumati, cancellati, scritte, spray, collages, piegature, rammendi, cuori e vita. Con Neo exxxcess il ciclo si chiude, icona e sintesi, presenza, madre e musa di una magia concreta, tangibile, sentimentale, chiamata ARTE.
Superbo il catalogo, degno di Treviso, di questo ambiente, di tali opere pittoriche. Impareggiabile e inavvicinabile il testo critico di Ivan Quaroni, prezioso il contributo critico di Antonio Natali.
Il Rumore di Fondo ti avvolge in una sera che si fa fredda, fra luci di ristoranti, nebbia, locali, musica e sorrisi. Tutto da vivere. 
 
 

domenica 15 gennaio 2017

Inaugurata a Treviso RUMORE DI FONDO

 

Ieri, 14 gennaio, come già comunicato in un post precedente (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/12/a-treviso-rumore-di-fondo-personale-di.html), a Treviso in Ca' dei Carraresi, si è inaurguata la personale di Giovanni Maranghi "Rumore di Fondo", curata da Ivan Quaroni ed organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo in collaborazione con ArtiKa e C.R.A. Centro Raccolta Arte.

Mostra di altissimo livello, che ha attirato nella cittadina veneta collezionisti da tutta Italia...
Per non fosse riuscito ad intervenire c'è la pssibilità di poterla visitare fino al prossimo 12 marzo... Merita!










































martedì 20 dicembre 2016

A Treviso: RUMORE DI FONDO personale di Giovanni Maranghi a cura Ivan Quaroni

Vi avevo già accennato qualcosa in un post precedente (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/11/a-treviso-per-bacon-e-maranghi.html). Ora l'ufficialità: Giovanni Maranghi a Ca' dei Carraresi a Treviso... con la curatela di Ivan Quaroni...




RUMORE DI FONDO
personale di Giovanni Maranghi
a cura Ivan Quaroni
14 gennaio - 12 marzo 2017
Ca' dei Carraresi
Via Palestro, 33/35
31100 Treviso

COMUNICATO STAMPA

TREVISO. L’arte di Giovanni Maranghi approda, per la prima volta, in Veneto. E lo fa nella splendida cornice della prestigiosa Casa dei Carraresi, nella "città dipinta", in concomitanza con la grande mostra di Francis Bacon.
L’esposizione dal titolo “Rumore di fondo” si inaugurerà sabato 14 gennaio 2017, alle ore 17.00.
Una tappa fondamentale, quella dell’artista fiorentino Maranghi in terra veneta, dove si rappresenta attraverso il proprio universo stilistico fatto di “dame e regine, femmes fatale e moderne veneri”. Un percorso frutto di 12 mesi di lavoro dove tradizione e sperimentazione trovano qui il giusto equilibrio.
Sono circa 35 le opere esposte a Casa dei Carraresi e daranno al visitatore una visione d’insieme dell’intera opera dell’artista toscano: dalle preziose resine agli innovativi “kristall”, dalle eleganti tecniche miste su carta alle sculture in alluminio e plexiglass -qui esposte al grande pubblico per la prima volta- fino arrivare ai grandi tappetti, opere che negli ultimi mesi hanno riscosso grande successo nell’interesse dei collezionisti più raffinati.
Infine, due lavori ad olio, di grandi dimensioni, oramai “datati”, saranno a dare il benvenuto agli intervenuti quasi come fantomatici guardiani. In essi, due “pomone”, di indescrivibile leggerezza e felliniana memoria danno all’intera esposizione un piglio antologico.
Una intera mostra dedicata alle donne, muse ideali dell’intera cifra stilistica di Maranghi, tant’è vero che il Prof. Quaroni nel suo testo critico sottolinea: - “Quando si scrive delle donne”, sosteneva Denis Diderot, “bisogna intingere la penna nell’arcobaleno”. La donna è, infatti, la musa per eccellenza non solo dei poeti e dei letterati. Si potrebbe agilmente riassumere la storia dell’arte in una lunga pletora di ritratti femminili, riuscendo comunque a tracciare una fedele cronaca delle sue evoluzioni -.

All’interno della mostra verrà proiettato un video realizzato dal regista Viacheslav Zakharov, che attraverso il proprio lavoro guiderà il visitatore nello spirito di questa esposizione che sarà documentata anche da un prezioso catalogo, realizzato appositamente in occasione dell’evento, per i tipi della Bandecchi & Vivaldi di Pontedera, dove all’interno troverà visibilità oltre al contributo prezioso del curatore, Prof. Ivan Quaroni, anche un testo critico del Prof. Antonio Natali, già Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze.

La mostra resterà aperta ai visitatori fino al 12 marzo, dal martedì al giovedì 12.00 – 18.00 e dal venerdì alla domenica 10.00 – 20.00. Martedì 28 febbraio: 10.00 – 20.00. Chiuso il lunedì. Ingresso a pagamento.

Per info: Casa d’Arte San Lorenzo, 0571 43595, galleria@arte-sanlorenzo.it, www.arte-sanlorenzo.it.

 
Giovanni Maranghi nasce nel 1955 a Lastra a Signa (Fi) dove vive e lavora.


SCHEDA TECNICA

 
Genere:
mostra personale
Artista:

Giovanni Maranghi
Titolo:

“Rumore di fondo”
A cura di:

Ivan Quaroni
Coordinamento:

Casa d’Arte San Lorenzo – San Miniato (PI)
Inaugurazione:

sabato 14 gennaio 2017, ore 17.00 ad ingresso libero
Luogo:

Ca' dei Carraresi Via Palestro, 33/35 31100 Treviso
Periodo:

14 gennaio - 12 marzo 2017
Orari:

Dal martedì al giovedì 12.00 – 18.00 e dal venerdì alla domenica 10.00 – 20.00.
Martedì 28 febbraio: 10.00 – 20.00.
Chiuso il lunedì.
Ingresso a pagamento.
Organizzazione e allestimento:

Casa d'Arte San Lorenzo – San Miniato (PI)
In collaborazione con:

Casa Dei Carraresi; Fondazione Cassamarca; Artika Eventi; C.R.A. - Centro Raccolta Arte
Patrocini:

Comune di Treviso
Partner:

Cores Resine; Romano Zenoni
Ufficio stampa:

FuoriLuogo – servizi per l’Arte (Filippo Lotti filippolotti@interfree.it)
Apparato mediatico:

Viacheslav Zakharov
Info artista:

Casa d’Arte San Lorenzo, 0571 43595,
galleria@arte-sanlorenzo.it,
 www.arte-sanlorenzo.it
Info spazio espositivo:

Sig.ra Patrizia Verducci, 0422 513150 - casadeicarraresi@fondazionecassamarca.it 
 
Catalogo con il testo critico di Ivan Quaroni e Antonio Natali, 

edito per Bandecchi & Vivaldi - Pontedera

 
Come arrivare: 

 
AUTO
– Autostrada A27 Venezia-Belluno, con uscita allo svincolo di Treviso sud e da qui seguire le indicazioni per il centro città.
– “Passante di Mestre”, lungo l’autostrada A4, con uscita allo svincolo di Preganziol. Imboccare la SS13 “Terraglio” in direzione Treviso e seguire le indicazioni per il centro città.
TRENO
Dalla stazione ferroviaria è possibile raggiungere la sede espositiva a piedi in una decina di minuti, percorrendo via Roma e proseguendo poi su via Martiri della Libertà. In autobus le linee 1 e 7 hanno entrambe la fermata in Piazza San Leonardo, che è situata a pochi metri da Casa dei Carraresi.

 
L’ingresso principale di Casa dei Carraresi è ubicato in una zona a traffico limitato; l’accesso e la circolazione dei veicoli è limitata a determinate categorie di utenti.

sabato 5 novembre 2016

A Treviso per Bacon e Maranghi...



Ieri, ho trascorso l'intera giornata a Treviso.
Sono stato nella splendida città veneta per l'ennesimo sopraluogo a Casa dei Carraresi, dove è in corso la grande mostra di disegni del genio irlandese Francis Bacon: "Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno" (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/10/francis-bacon-un-viaggio-nei-mille.html); e che sarà la sede della prossima avventura insieme a Giovanni Maranghi.

La mostra delle opere di Bacon merita la visita, ma forse ancor di più, la visita è soddisfatta già solo per la città. Un esempio da seguire per bellezza intrinseca del luogo e della qualità della proposta culturale, l'ordine e la pulizia della città tutta.

Per quanto riguarda la mostra in programma con l'amico Giovanni Maranghi, come ho già avuto modo di scrivere,  sarà un evento nell'evento (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/10/anteprima-proposito-di-alcune-attivita.html). 

Collaterale a quella di Bacon, organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo, occuperà il 50% dell'intero edificio e sarà una esposizione che porterà l'opera dell'artista toscano a confrontarsi con il pubblico internazionale delle grandi occasioni. 

Una mostra complessa, curata da Ivan Quaroni, dove il visitatore potrà confrontarsi con "l'universo Maranghi" nella sua intera poetica. 

A breve tutte le informazioni... per ora le date: 14 gennaio - 28 febbraio 2017

mercoledì 26 ottobre 2016

Anteprima a proposito di alcune attività autunno/inverno by Casa d'Arte San Lorenzo



Della mostra personale di Roberto Braida a San Miniato, vi ho già dato tutte le anticipazioni proprio ieri (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/10/riverberi-personale-di-roberto-braida.html). 
Ora vi fornisco altre due grandi anteprime, relative alla attività di Casa d'Arte San Lorenzo per il prossimo inverno... 

A gennaio, Giovanni Maranghi, di ritorno dall'ennesimo successo ottenuto con l'ultima personale allestita in Germania, sarà il protagonista di una grande mostra disegnata per la prestigiosa sede di Ca' dei Carraresi, a Treviso, con la curatela di Ivan Quaroni, in concomitanza alla mostra "Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno"
(vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/10/francis-bacon-un-viaggio-nei-mille.html).



Sempre a gennaio, a distanza di un paio d'anni dall'ultima sua personale milanese, tenuta nei locali di Banca Sistema, arriva a Villa Vertua Masolo (in provincia di Milano), con la curatela di Simona Squadrito, la personale di Thomas Berra. 




Ma le novità non finiscono qui a breve altre news...

Stay Tuned

lunedì 24 ottobre 2016

Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno

Francis Bacon è arrivato a Treviso...

 

 

Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno

Casa dei Carraresi - Treviso

15 ottobre 2016 – 1 maggio 2017

a cura di Edward Lucie-Smith e Giulia Zandonadi

“Per me, il mistero attuale della pittura è come possa essere realizzata l’apparenza delle cose. So che può essere riprodotta in illustrazione. So che può essere fotografata. Ma riuscire a realizzarla vuol dire avere afferrato il mistero dell’esecuzione entro il mistero delle apparenze”

L’introspezione psicologica alla quale l’uomo viene destinato tra l’Ottocento ed il Novecento spinge l’arte ad indagare una dimensione della coscienza e dei demoni interiori dell’essere umano, facendo trasparire ancor di più l’urlo, il dolore, le emozioni lancinanti ed il disagio della società che si stava venendo a configurare con fatica e con contraddizioni sempre più evidenti.
Nella coscienza permangono frammenti di parole ed immagini che segnano l’uomo nella propria interiorità.
La mostra “Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” guiderà lo spettatore in un percorso alla ricerca di un senso, di una verità nel continuo mutare delle circostanze: verrà presentata la collezione dalla Francis Bacon Collection of the Drawings Donated to Cristiano Lovatelli Ravarino, insieme a citazioni, altre opere opere, riflessioni di grandi pensatori ed autori, che erano soprattutto uomini e, in quanto tali, accomunati dalle medesime questioni esistenziali.
Un’esperienza per comprendere una fase importante della produzione dell’artista irlandese Francis Bacon e per sentire in prima persona l’interiorità dell’uomo moderno, che si esternava in parole ed immagini dal valore universale.

“Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”, scriveva Luigi Pirandello. Il percorso che avrai modo di vivere visitando la mostra “Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” (Treviso, Casa dei Carraresi, 15 ottobre 2016 – 1 maggio 2017) sarà un’esperienza attraverso l’io deformato e dilaniato dell’essere umano, con particolare attenzione al punto di vista dell’artista irlandese. Figlio del Novecento e delle sue sofferenze, Bacon fu interprete della “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno.
L’esposizione, organizzata da Kornice e curata da Edward Lucie-Smith e Giulia Zandonadi, offrirà l’incredibile opportunità di entrare nella mente dell’artista, di comprenderne i dubbi, le angosce e le ragioni che lo spinsero a scegliere i suoi soggetti. 
Citazioni di pensatori, scrittori, poeti, artisti saranno i punti di riferimento di questo viaggio in un mondo incerto e sospeso, nel quale ogni forma d’arte prova a disvelare la realtà.
Suggestioni, riflessioni che accomunano l’individuo aiuteranno a comprendere la collezione italiana di un artista tanto discusso e al contempo tanto affascinante, delineata all’interno di relazioni e vita privata che si intrecciano nella storia. Diversi linguaggi avranno il medesimo fine, quello di indagare il mistero più affascinante di tutti: l’uomo. 

http://www.bacontreviso.it/ 

giovedì 13 giugno 2013

F4 - UN’IDEA DI FOTOGRAFIA | Sguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d’autore Francesco Jodice. Venezia / L’eredità dei precursori A cura di Carlo Sala



F4
UN’IDEA DI FOTOGRAFIA

Sguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d’autore
Francesco Jodice. Venezia / L’eredità dei precursori
A cura di Carlo Sala

Casa dei Carraresi, Treviso - Via Palestro, 33/35

15 giugno – 11 agosto
Inaugurazione: venerdì 14 giugno, ore 18.30

Evento promosso da Fondazione Francesco Fabbri e Fondazione Cassamarca.
Con il patrocinio di FIAF, Landscape Stories, TRA e Enzimi, con il supporto di Associazione Amici Fondazione Fabbri, FAST e Galleria Michela Rizzo, Venezia. Rassegna inserita in RetEventi Cultura Veneto realizzata da Provincia di Treviso e Regione del Veneto.

Orari di apertura: da lunedì a domenica, 10.00 – 21.00.
Ingresso: Intero euro 7,00. Ridotto euro 5,00 dai 12 ai 25 anni; over 65; studenti universitari; aderenti FIAF; gruppi di almeno 15 persone. Gratuito minori di 12; portatori di handicap con accompagnatore; giornalisti con tesserino.

Info mostra e prenotazioni:
segreteria@fondazionefrancescofabbri.it - www.fondazionefrancescofabbri.it
tel. 0422.513150 - casadeicarraresi@fondazionecassamarca.it

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F4
UN’IDEA DI FOTOGRAFIA

Sguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d’autore
Francesco Jodice. Venezia / L’eredità dei precursori


Parte la terza edizione di F4 / un’idea di Fotografia, il festival promosso da Fondazione Francesco Fabbri con un ampio programma di esposizioni, workshop e incontri con l’autore a Casa dei Carraresi a Treviso. Ad aprire il festival saranno le esposizioni Sguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d’autore e Venezia / L’eredità dei precursori, mostra personale di Francesco Jodice.
La prima rassegna, curata da Carlo Sala, proporrà oltre duecento lavori dalle origini del mezzo fino ai nostri giorni provenienti dalla collezione privata di Dionisio Gavagnin, finora rimasta inedita al pubblico. La selezione qui proposta è un percorso volto a raffigurare i cambiamenti culturali e sociali della storia tramite l’occhio privilegiato della fotografia con opere tra gli altri di Henri Cartier Bresson, Robert Capa, Candida Höfer, Robert Mapplethorpe, Félix Nadar, Man Ray, Thomas Ruff e Sebastião Salgado.
Ad aprire la prima esposizione un intenso dialogo tra alcuni dei maestri delle fotografia che in momenti differenti hanno raffigurato la condizione sociale dell’uomo: i ritratti l’alta borghesia di Félix Nadar si confronta con la volontà classificatoria che emerge nei volti della gente comune del tedesco August Sander, ma anche con le immagini patinate uscite dalle riviste di moda di Robert Mapplethorpe e Irving Penn.
Il novecento si apre con la carica dirompente e sovversiva della avanguardie storiche: l’inconscio surrealista è testimoniato dalle distorsioni di André Kertész, i graffiti di Brassaï, le bambole di Hans Bellmer o i celebri ritratti “solarizzati” di Man Ray; ma anche l’antiaccademismo del movimento Dada con i collage di Raoul Hausmann o le visioni razionali del Bauhaus.
A continuare questo ideale percorso un’ampia sezione è dedicata alla fotografia sociale e documentaria con alcuni dei grandi maestri europei e americani. Autori che hanno lavorato in contesti al limite, dalle scene del Bronx a New York di Weegee ai vari fronti di guerra come lo sbarco dei tanks in Cina raccontato da Robert Capa negli anni Trenta o la Cipro descritta da Donald McCullin.
La fotografia è anche specchio del proprio tempo che narra eventi epocali: ecco apparire gli scatti realizzati dalla NASA l’11 luglio 1969 per celebrare lo sbarco sulla luna; ma anche fatti che hanno segnato le coscienze collettive come l’attentato al presidente Ronald Reagan colto da Sebastião Salgado e le scene di mafia della palermitana Letizia Battaglia. Un nucleo di lavori che sanno anche tracciare i tratti identitari dei luoghi e delle genti che li popolano, dall’America di Walker Evans, all’Italia di Mario Giacomelli fino alla Francia narrata da Robert Doisneau e Henri Cartier-Bresson.
La fotografia italiana è documentata come un mosaico di varie esperienze, partendo da una delle immagini simbolo del dopoguerra, “Il Tuffatore” di Nino Migliori. Un’Italia dai tanti volti che alterna immagini rurali alla Dolce Vita colta dal “paparazzo” Tazio Secchiaroli. Ma anche la stagione della mutata coscienza del paesaggio con Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Guido Guidi, Franco Fontana e Walter Niedermayr.
Una parte cospicua della mostra racconta delle ricerche degli anni settanta, con un rinnovato impegno linguistico che per alcuni si traduce con l’uso delle immagini di archivio come per Franco Vaccari e Mario Cresci, con i celebri “Ritratti reali”. Ma anche l’uso del corpo come forma di emancipazione e scardinamento degli assetti sociali con Vito Acconci, gli azionisti viennesi Hermann Nitsch, Günter Brus, e Arnulf Rainer, l’intimità di Gina Pane, fino ai lavori di Cindy Sherman con uno dei celebri camuffamenti della serie “Murder Mystery”.
Le tensioni delle contemporaneità appaiono sotto una pluralità di declinazioni come le analisi rigorose degli autori della scuola di Düsseldorf con i lavori di Thomas Ruff e Candida Höfer; ma anche le tensioni grottesche di Joel Peter Witkin e la forza simbolica di Andres Serrano. A concludere, le prospettive più attuali sull’arte italiana, specchio di un ibridazione culturale e sociale, testimoniata tra gli altri dai lavori di Vanessa Beecroft, Stefano Cagol, Silvia Camporesi e Alessadra Tesi.

A concludere il percorso a Casa dei Carraresi è la mostra personale di Francesco Jodice. L’esposizione, presenta un corpus di lavori inediti legati al quarto film del ciclo Citytellers che l’autore sta realizzando proprio sulla città lagunare.
Francesco Jodice, ricognitore dei fenomeni sociali e urbanistici, non si è confrontato con l’aspetto esteriore della città, ma ha mosso la sua indagine da un peculiare interrogativo: perché oltre mille anni fa è stata edificata una città proprio in un luogo così ostile? L’autore non ha potuto non lasciarsi attrarre da questa impresa costruttiva e politica che sembra infrangere le normali logiche e cautele.
Le immagini che ne emergono parlano dell’essenza attuale della città attraverso i suoi caratteri archetipali negandone una iconicità strettamente contemporanea del presente. Con un giro di parole potrebbero essere definite un “film in costume”, per porre una analisi profonda senza alcun intento celebrativo o nostalgico.
Stupisce una fotografia sospesa tra realtà e finzione che mostra la facciata di un palazzo veneziano. E’ il ritratto di un modellino trovato al Museo Fortuny che diviene imponente e nella sua “pesante” monumentalità esalta la perizia di averlo costruito sopra una serie di palafitte in legno. Un atto di ingegno, ma anche una dimostrazione di potere e forza per un’impresa che appare quasi impossibile: riuscire dal nulla ad edificare una città che in alcuni secoli diverrà una delle più popolose d’Europa e uno dei centri culturali ed economici più floridi del continente.
Ogni immagine esposta costituisce una narrazione corale, quasi costituisse singolarmente uno storytelling complesso. Se dal punto di vista compositivo ha una apparente semplicità semiotica, dischiude in realtà una complessità narrativa che volutamente viene appena accennata. L’intento è di stimolare lo spettatore a rapportarsi con le opere quasi per completarne l’indagine. Il fruitore posto di fronte all’immagine e agli spunti che la accompagnano è quasi costretto ad assumere una presa di posizione e completarla così con le proprie risposte.
A concludere la rassegna i tre film precedenti del progetto Citytellers: Sao Paulo_Citytellers (2006), Aral_Citytellers, Dubai_Citytellers (2010). I tre lavori costituiscono un vero e proprio ciclo di indagine sulle città del presente sotto una lente geopolitica.