RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 4 aprile 2017

METRO ART NAPOLI



Qualche giorno fa, sono tornato a Napoli. 
Non mi succede di frequente, ma almeno tre, quattro, volte all'anno, mi capita di passare per il capoluogo campano.

Città magnifica, piena di bellezza e contraddizioni. 
E forse sono proprio queste ultime a renderla così speciale.

Negli ultimi soggiorni mi ero sempre ripromesso di trovare il tempo per fare un tour in metropolitana ed andare a visitare le stazioni che rientrano nel progetto Metro Art Napoli.

Questa volta ci sono riuscito!

Un "viaggio" straordinario in una "città museo" che ha fatto delle proprie viscere un museo nel museo.
Anche solo per questo, Napoli merita un viaggio!

...dal sito del progetto:

"Le Stazioni dell’Arte nascono da un progetto promosso dall’amministrazione comunale per rendere i luoghi della mobilità più attraenti e offrire a tutti la possibilità di un incontro con l’arte contemporanea. Gli spazi interni ed esterni delle stazioni hanno accolto, con il coordinamento artistico di Achille Bonito Oliva, circa 200 opere di 100 tra i più prestigiosi autori contemporanei, costituendo uno degli esempi più interessanti di museo decentrato e distribuito sull’intera area urbana, un museo che non è spazio chiuso, luogo di concentrazione delle opere d’arte, ma percorso espositivo aperto, per una fruizione dinamica del manufatto artistico. La realizzazione delle stesse stazioni, affidata ad architetti di fama internazionale ha rappresentato un momento di forte riqualificazione di vaste aree del tessuto urbano."   










sabato 24 ottobre 2015

SCUSATE IL DISTURBO VI EDIZIONE



Volete acquistare un'opera di Thomas Berra e contestualmente aiutare qualcuno che di sicuro è più sfortunato di noi? O un lavoro di Bros, una foto di Ghirri, una litografia di Kounelliss, una bicicletta "customizzata" da Sfiggy e tanto altro?

Lunedì 26 ottobre 2015 si terrà al PAC di Milano la VI edizione di SCUSATE IL DISTURBO, asta benefica a favore dei progetta della Cooperativa IL VOLO Onlus.

Andate sul sito e sfogliate il catalogo...

martedì 12 maggio 2015

Jannis Kounellis

Si è inaugurata qualche settimana fa ma merita lo stesso la segnalazione anche perchè l'esposizione si protrarrà fino al prossimo 25 settembre... Jannis Kounellis alla Christian Stein
 
 

Comunicato Stampa: 
 
Christian Stein in collaborazione con Raussmüller Collection presenta l’opera di Jannis Kounellis nella galleria di corso Monforte a Milano e nei nuovi ampi spazi di Pero. Una selezione di alcuni lavori esemplari per porre l’accento sulle caratteristiche salienti di un’esperienza artistica che ha inciso profondamente e in modo originale sulla cultura visiva contemporanea.
Partigiano della cultura umanistica, Kounellis si è imposto sin dagli anni Sessanta con una lingua più densa e più ricca, fatta di presenze e assenze, di peso e leggerezza. Con lo sguardo spesso rivolto all’indietro, vagando tra le ombre della pittura rinascimentale e seicentesca di Masaccio, Piero della Francesca e Caravaggio, dei quali ammira la forza ideologica che diventa pittura, Kounellis ha elaborato il senso moderno del suo viaggio nell’arte. Da questo approdo in Italia nasce l’idea completamente nuova e insieme antichissima del quadro come struttura di pensiero che polarizza le tensioni culturali del proprio tempo.
Aperta all’incontro e allo scontro di reperti linguistici sempre reali, portatori di senso e di vita, l’opera di Kounellis non ha infatti mai indugiato nell’esposizione analitica e intellettualistica di un concetto o di una visione estetica e sentimentale. Aldilà della cornice, espandendosi nello spazio, immerse nella vita, come in un epos, le sue immagini accumulano e trascinano con sé tracce di altre vicende, lontane memorie e premonizioni.
Fuori dai confini intimisti delle pareti domestiche, tutto il mondo che si apre diventa la cornice dell’opera. Le cose con i lori volumi, odori, colori ne fanno la superficie, moltiplicandosi lungo una linea di proliferazione inarrestabile: ed è l’arte a portare ordine e misura, indicando una centralità della visione che dà sostegno e stabilità ma nessuna certezza. Il lavoro della pittura è in questo viaggio di ritorno che rifonda la centralità di ogni immagine nel teatro reale della comunità a cui apparteniamo insieme, artisti e spettatori. Dice Kounellis: “Bisogna incidere dentro la carne della pittura i problemi e i dolori, sussurrare all’orecchio della gente il canto antico che spinge a riconoscere nel nuovo estremo l’ultimo tratto di un millenario accumulo; e so anche che è puerile immaginare che si possa realizzare tutto questo nel silenzio di una stanza vuota”.

Kounellis è tra gli artisti italiani quello che ha esposto più frequentemente nei musei più importanti del mondo. Ha partecipato per sette edizioni alla Biennale di Venezia a partire dal 1972 (una sua opera sarà presentata al Padiglione Italiano nell’edizione di quest’anno) e a Documenta a Kassel nel 1972 e nel 1982. Tra le esposizioni più recenti, si ricordano quella al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1980, al Museum of Contemporary Art di Chicago, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1990, al Museo Nacional Centro Reina Sofia di Madrid nel 1996, al Ludwig Museum di Colonia nel 1997, al Museo Pecci di Prato nel 2002, al Museo Madre di Napoli nel 2006, al Neue National Galerie a Berlino nel 2007, al Museo Heart di Herning nel 2009, al Today Art Museum a Pechino nel 2011, al Museum of Cycladic Art di Atene nel 2012, al Musée d’art contemporain a Saint-Etienne nel 2014.
 
Dal 28 Aprile 2015 al 25 Settembre 2015
Pero | Milano
Luogo: Galleria Christian Stein
Telefono per informazioni: +39 02 76393301
 

giovedì 20 febbraio 2014

Mafai-Kounellis - La libertà del pittore



Mafai-Kounellis - La libertà del pittore
Museo Carlo Bilotti 
Roma
 21 febbraio - 1 giugno 2014

La mostra prende le mosse da quella rivoluzionaria svolta impressa da Mafai al proprio lavoro a partire dagli anni 1957-58 per offrire, con uno straordinario omaggio di Jannis Kounellis al più anziano Maestro, una diversa angolazione di lettura del protagonista di un’epica stagione dell’arte a Roma.
All’interno della mostra sarà allestita una sezione documentaria, curata da Giulia Mafai.

L’evento, unico per taglio critico e intento etico, si rivela come uno dei più importanti episodi espositivi dell’anno, destinato a far discutere per il suo avanzato e perentorio pronunciamento estetico che pone al centro del dibattito culturale e della ragione artistica le opere di un grande pittore del XX secolo e di una personalità artistica come Kounellis, punta riconosciuta dell’arte italiana e internazionale dagli anni Sessanta a oggi.

Curatore
Bruno Corà
Catalogo
Gli Ori Editori Contemporanei

Museo Carlo Bilotti 
Roma
 
Orario
dal 21 febbraio 2014 all'1 giugno 2014
da martedì a venerdì ore 10.00 -16.00
(ultimo ingresso 15.30)
sabato e domenica ore 10.00 - 19.00
 (ultimo ingresso 18.30)
chiuso lunedì, 1 maggio

Biglietto d'ingresso
Intero € 8,00; Ridotto € 7,00
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (su esibizione di valido documento che attesti la residenza)

Intero € 7,00; Ridotto € 6,00

Sconto del 10% sulle consumazioni presso la caffetteria della Casina del Lago presentando il biglietto del Museo, nel giorno di acquisto.
Informazioni
tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00-21.00
Altre informazioni
 
Promossa da:
Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Sito web
 
Organizzazione
Zètema Progetto Cultura

Con la collaborazione di
Centro Studi Mafai Raphaël

Con il contributo di:
Acea; Banche Tesoriere di Roma Capitale (BNL Gruppo BNP Paribas, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena); Vodafone

Con il contributo tecnico di
Atac; La Repubblica


giovedì 5 dicembre 2013

TESORI D’ARTE A VALENZA



TESORI D’ARTE A VALENZA

Un percorso espositivo unico, curato da Domenico Maria Papa, si snoda dai maestri dell'Ottocento, come Boldini, Induno, Fattori, De Nittis, Bistolfi agli artisti che hanno fatto l'arte del Novecento come Sironi, Carrà, Guttuso, Fontana, e ai nomi di spicco tra Novecento e nuovo millennio, come Baj, Tadini, Chia, Kounellis, Kats, Salle.

Dall’8 dicembre fino al 5 gennaio 2014, la mostra conferma come Valenza - nota come centro mondiale d'arte orafa - sia anche un vivace centro culturale e artistico che nel corso degli ultimi decenni ha saputo accogliere artisti italiani e stranieri con le loro opere più significative. Le collezioni spaziano lungo un ampio arco temporale ed esprimono il gusto sicuro di scelte che rivelano sensibilità, passione e competenza. Le raccolte private valenzane danno prova, dunque, di come il collezionismo possa esso stesso un atto creativo, assai prossimo a quello dell'artista, con una forte rilevanza nella storia culturale di un intero territorio.

“La mostra si articola in un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo d'arte europea – spiega il curatore Domenico Maria Papa - dalla seconda metà dell'Ottocento ai giorni nostri, evidenziando come si sia evoluto la stessa idea di collezionismo. Il disegno generale di ogni collezione risponde, infatti, a scelte culturali, affettive, di gusto e infine economiche, tanto da essere esso stesso un atto autenticamente creativo. La mostra intende evidenziare quanto intenso possa essere il rapporto tra autore, opera e collezionista.”



La mostra è allestita nelle sale di Villa Scalcabarozzi, destinata a diventare nel 2015 sede del Museo del Gioiello di Valenza.

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TESORI D’ARTE A VALENZA
Vernissage sabato 7 dicembre ore 18
8 dicembre 2013 – 5 gennaio 2014

Orari 15 -19 dal martedì al venerdì, 11 -19 sabato e domenica
Villa Scalcabarozzi, via Mazzini 42-44 Valenza (AL)
Informazioni: Centro Comunale di Cultura tel. 0131-949287
www.museodelgioiellovalenza.it

giovedì 14 novembre 2013

“ITALIAN BOOM: DESIDERIO E ASSENZA”




 “ITALIAN BOOM: DESIDERIO E ASSENZA”  
a cura di Gianluca Ranzi
in mostra gli esponenti
DELLA SCUOLA ITALIANA DELL’ARTE CONCETTUALE 


L’esposizione, ospitata nella nuova area dello spazio di Via Marco Polo 4 a Milano, verrà inaugurata martedì 19 novembre, dalle 19.00
Sarà possibile visitarla fino al 5 dicembre 

IFD GALLERY RESEARCH, lo spazio di IFD (International Fashion Diffusion) dedicato all’arte di Via Marco Polo 4 a Milano, tornerà ad aprire le sue porte con un’inaugurazione doppiamente importante. 

Martedì 19 novembre, dalle 19.00, infatti, verrà aperta la mostra “Italian boom: desiderio e assenza”, che, a cura di Gianluca Ranzi e realizzata da Carla Delia Piscitelli in collaborazione con Silvia Ranzi, verrà ospitata nella nuova area dello spazio IFD Gallery Research. 

Fino al 5 dicembre, si potranno ammirare le opere di alcuni dei più importanti esponenti della scuola italiana dell’arte concettuale, affermatasi nel nostro Paese nel secondo dopoguerra: Carla Accardi, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Enrico Castellani, Dadamaino, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Mario Merz e Gilberto Zorio. 

“Il fertilissimo percorso dell’arte italiana del secondo dopoguerra – spiega nel testo curatoriale Gianluca Ranzi - si snoda lungo due direttrici: da una parte attraverso il desiderio soggettivo di formalizzare l’opera come forma di interrogazione nei confronti della materia e dei suoi principi organici, dall’altra considerando l’arte come una pratica autonoma rispetto all’esistenza del suo creatore, coltivando così una neutralità espressiva ad alto ordine freddo da svolgere internamente al linguaggio dell’arte, dal Rinascimento fino alle Avanguardie Storiche.” 

Ranzi, descrivendo ognuno degli artisti in mostra, scrive:

“Per Lucio Fontana la tela, la terracotta, il bronzo, il vetro e la carta divengono i materiali vari e variabili dove imprimere volontà e gesto per oltrepassare la superficie e ricollegarsi a un altrove che dica della materia indeterminata, di uno spazio puro come apertura verso un essere non ancora definito in una forma specifica...” 


“L’opera di Alberto Burri descrive una parabola creativa fondata sulla sperimentazione continua dei materiali e delle proprietà della materia. Eppure lo specifico dell’arte di Burri, seppur intrinsecamente fondato sull’accentuazione degli stati materici, va rinvenuto nella logica evolutiva e nello svolgimento coerente da lui impresso a tutta la sua produzione, secondo quanto egli stesso affermava: «Il mio ultimo quadro è uguale al primo»...” 

“Enrico Castellani, prendendo le distanze dal gesto futurista di Fontana ancora impregnato di istanze soggettive e ideali, riarticola la sua grammatica di estroflessioni intorno a una sintassi monocroma ad alto grado di ordine freddo... Le sue opere mostrano un’assolutezza formale che trova la sua ragione nell’impersonalità della superficie e vedono nell’infinito seriale la possibilità di una variazione costante...” 

“Cresciuta nel vivace ambiente milanese degli anni Cinquanta, in cui la giovane generazione tenta vie diverse rispetto all’Informale, Dadamaino è da subito nell’avventura di Azimuth con Piero Manzoni ed Enrico Castellani, e guarda a Lucio Fontana come al proprio maestro. Le serie dei Volumi e dei Volumi a moduli sfasati, con i quali prende parte alle maggiori mostre europee del tempo, la afferma come una figura primaria della nuova scena italiana...” 

“La sistematica ricerca ed esaltazione del segno-colore connota da oltre mezzo secolo la personalità artistica di Carla Accardi che fu tra i protagonisti del gruppo Forma 1 (1947), con Sanfilippo, Dorazio, Perilli, Consagra, Turcato, Guerrini e Attardi...” 

“L’opera di Jannis Kounellis si inserisce invece in un quadro di impegno civile nel suo coniugare il ruolo sociale dell’arte all’evidenziazione del mondo dei fenomeni archetipi e antropologici che costituiscono il retaggio dell’uomo e del suo originale stato di natura unitario...” 

“Alighiero Boetti propone a se stesso dei sistemi operativi nei quali agire, spesso coinvolgendo altre persone che fungono da protesi di decentramento della creatività soggettiva ed autoriale. Altre volte sono la geografia, la matematica, la geometria, i servizi postali, l’enigmistica, a fornire la piattaforma delle proprie scelte e della propria abdicazione dal mito dell’artista pantocrator...” 

“Mario Merz opera a partire dall’agglomerazione di materiali diversi, industriali e naturali, che nella loro collisione producono un nuovo flusso energetico fisico e mentale. Vengono privilegiate le forme aperte, in espansione come la spirale o in progressione come suggerito dalla serie numerica di Fibonacci, sovente utilizzata come neon che ricoprono tele libere appese a parete o forme di igloo ricoperte da lastre di vetro o di pietra...” 

Italian Boom sarà anche la prima mostra ospitata nel nuovo spazio di IFD Gallery Research. Alla struttura inaugurata nel marzo scorso si è infatti aggiunta una seconda area comunicante e altrettanto ampia (circa 500 mq). Dotata di ingresso fronte strada, presenta una attenta cura dei dettagli architettonici. 

Italian Boom
Dal 19 novembre al 5 dicembre IFD Gallery Research
Via Marco Polo 4

20125 Milano
Orari: dalle 14.00 alle 20.00 tutti i giorni. Il mattino solo su appuntamento.

martedì 20 agosto 2013

A trieste arriva Kounellis!

A trieste arriva Kounellis...

Salone degli Incanti | Ex Pescheria
 

KOUNELLIS TRIESTE
Salone degli Incanti - Ex Pescheria
a cura di Davide Sarchioni e Marco Lorenzetti
7 settembre 2013 – 6 gennaio 2014
Inaugurazione:
venerdì 6 settembre 2013 | ore 18


La Città di Trieste ospita negli spazi del Salone degli Incanti | Ex Pescheria, a partire dal 7 settembre 2013, un nuovo progetto espositivo di Jannis Kounellis, a cura di Davide Sarchioni e Marco Lorenzetti.


Kounellis è un artista da sempre affettivamente legato alle città portuali.

Il suo linguaggio poetico ed espressivo, così come la sua specifica modalità operativa di utilizzare, accumulare ed assemblare oggetti e materiali poveri, riconducibili soprattutto alle attività dei cantieri, al mondo delle merci e del commercio, sono legati in primo luogo ai ricordi di un’infanzia trascorsa nel porto di Atene (Pireo).

Un particolare legame tra l’artista e Trieste risale proprio a quest’epoca della sua vita. Kounellis ha conservato una memoria così forte di questo luogo, visto per la prima volta da bambino in occasione di un viaggio con il padre ingegnere navale, da averlo spinto fin da subito ad accettare con grande entusiasmo l’invito a realizzare un grande progetto dedicato alla città.


Il magnifico spazio del Salone degli Incanti | Ex Pescheria di Trieste, per la sua conformazione a navate definita la basilica sull’acqua, cuore pulsante del commercio cittadino fin dai tempi dell’Impero austro-ungarico, luogo che per oltre un secolo ha svolto la funzione di dinamico punto d’incontro e confronto tra le differenti anime culturali e sociali della città, diventa nell’intervento di Kounellis, palcoscenico per un’epica messa in scena nella quale l’artista celebra l’epilogo di una grande storia di mare, coraggio e operosità.


Con un gesto pittorico unico, risolutore, l’artista affronta il grande spazio restituendo dall’abbandono frammenti e memorie di un passato di fervida laboriosità, dando così vita ad una suggestione che rimanda con forza all’immaginario dei luoghi e delle tradizioni del mare. Pietre e corde, come filze di grani di enormi rosari, raccontano allo spettatore il dramma e la sacralità delle storie dei naviganti.


Resti consunti di barche di legno, oggi inutilizzate, emarginate, rivivono nell’intervento di Kounellis come metafore dell’incapacità a navigare il mare del cambiamento che prelude alla fine. L’utilizzo di un gran numero di sedie mette infine in scena la tragedia restituendo l’antico valore teatrale alla rappresentazione dell’artista.


Dagli anni Sessanta il lavoro di Kounellis, testimone con la sua materialità poverista di un preciso impegno culturale ed etico, ha gradualmente modificato il modello arcaico della rappresentazione irrompendo nello spazio, oltre i confini bidimensionali della tela tradizionale. Si è proposto come interazione spaziale fra immagini ed oggetti, caricandosi di molteplici valenze e significati in costante riferimento all’uomo e al suo agire nella vita quotidiana e nella storia.


In ogni opera, l’uso di materiali antitetici - elementi organici e inorganici, pesanti e leggeri, robusti e fragili come pietre e vetro, carbone e sacchi di iuta, cotone e strutture di ferro, legno e cumuli di caffè, piante, animali e oggetti trovati – apre una dialettica problematica in relazione alla vita umana e alla società contemporanea come riflesso della civiltà urbana e industriale di massa che pur conserva un saldo legame con i valori tradizionali, individuali, storici e ancestrali.


Nell’occasione della mostra KOUNELLIS TRIESTE verrà pubblicato un libro edito da Skira (italiano, inglese, tedesco), distribuito nei bookshop dei principali Musei e nelle librerie nazionali ed internazionali.


La mostra rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2014.



KOUNELLIS TRIESTE

Salone degli Incanti | Ex Pescheria
7 settembre 2013 – 6 gennaio 2014

Riva Nazario Sauro, 1 - Trieste

Orario da lunedì a venerdì 11 | 13 . 17 | 20
sabato, domenica e festivi 10 | 20

info:
info_expescheria@comune.trieste.it
Ufficio stampa Comune Trieste: ufficio_stampa@comune.trieste.it

Ufficio stampa mostra:
Davis & Franceschini | Lea Codognato/ Caterina Briganti
Tel. +39 055 2347273 – Fax +39 055 2347361
davis.franceschini@dada.it
- www.davisefranceschini.it



sabato 27 ottobre 2012

PPP una polemica inversa arte contemporanea ispirata alla poesia di Pier Paolo PASOLINI

Molto, molto interessante....


PPP una polemica inversa
arte contemporanea ispirata alla poesia di Pier Paolo PASOLINI
 
martedì 30 ottobre, dalle ore 18, Palazzo Incontro (Via dei Prefetti, 22 – Roma)

Conferenza stampa ore 12

Inaugurazione ore 18

Ventidue artisti, undici poesie, una mostra. PPP. Una polemica inversa è il tentativo di rendere omaggio, attraverso la comunione fra poesia e arte, alla figura di uno fra i più grandi intellettuali del novecento europeo: Pier Paolo Pasolini.

Al centro del progetto l’opera poetica di Pasolini, undici componimenti in versi tratti da Le ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo, Poesia in forma di rosa, Trasumanar e organizzar, saranno rielaborati creativamente da due generazioni diverse di artisti, alcuni fra i più importanti pittori, scultori e fotografi operanti nel panorama italiano e internazionale: Claudio Abate, Carla Accardi, Gianfranco Baruchello, Matteo Basilé, Veronica Botticelli, Laura Canali, Giuseppe Capitano, Gianni Dessì, Mauro Di Silvestre, Rocco Dubbini, Giosetta Fioroni, Nino Giammarco, Franco Gulino, Jannis Kounellis, Elena Nonnis, Nunzio, Giuseppe Pietroniro, Michelangelo Pistoletto, Oliviero Rainaldi, Pietro Ruffo, Maurizio Savini, Sten & Lex.

L’obiettivo è quello di attivare, per il fruitore, uno spazio virtuoso intorno al cui asse ruoteranno l’ispirazione poetica e la creatività artistica in un continuo rimando di suggestioni, simboli, concetti e creazioni estetizzanti che si fanno impressione e visione.

“Abbiamo pensato questa manifestazione – scrive il Presidente della Provincia di Roma NICOLA ZINGARETTI nella prefazione in catalogo (Editore Fandango Libri, 2012, euro 20,00) – come un’occasione per mischiare – nel segno dei suoi versi – linguaggi e persone, artisti e generazioni. E credo davvero che questo approccio libero e aperto rispetti profondamente una delle caratteristiche più particolari di Pasolini: tra i grandi intellettuali italiani del Novecento, non ce n’è stato uno più eclettico, uno così affamato di libertà espressiva e varia umanità. Questa mostra è anche un riconoscimento non formale o retorico ad un uomo che con le istituzioni ebbe un rapporto coraggiosamente conflittuale”

Una conferenza stampa alle ore 18, a cui parteciperanno NICOLA ZINGARETTI, il critico d’arte ACHILLE BONITO OLIVA, lo scrittore e saggista GIANNI BORGNA e il curatore della mostra Flavio Alivernini, anticiperà l’apertura delle sale espositive (1° e 2° piano) di Palazzo Incontro ai visitatori, prevista per le ore 19. (La discussione verrà trasmessa in streaming sul sito di Radio Arte Mobile
http://www.radioartemobile.it/). In una delle sale espositive, inoltre, sarà possibile assistere alla proiezione del film “La rabbia di Pasolini”, ipotesi di ricostruzione del film originale di Pier Paolo Pasolini realizzato da Giuseppe Bertolucci (da un’idea di Tatti Sanguineti)

“In un’epoca come la nostra, – afferma ACHILLE BONITO OLIVA nel suo saggio critico contenuto in catalogo- in un momento così difficile del nostro vivere in cui la politica si è fatta espropriare dall’economia e l’economia dalla finanza, la comunione tra il verbo poetico di Pasolini ed il deposito iconografico degli artisti può indicare la speranza ed il sospetto di un futuro migliore”

L’iniziativa, che prevede durante il periodo espositivo due giornate di approfondimento sull’opera del poeta di Casarsa, si avvale del supporto di un comitato scientifico formato da CARLA BENEDETTI, ACHILLE BONITO OLIVA, GIANNI BORGNA e DACIA MARAINI. Ideata e organizzata dall’Associazione culturale Teorema in collaborazione con il Progetto ABC e con Civita è stata realizzata con il patrocinio della Provincia di Roma.

Per informazioni:

Associazione culturale Teorema
Tel. 392.2984.600 - info@teoremacultura.com - www.teoremacultura.com

Progetto ABC
Alberto Ferrigolo - alberto.ferrigolo@gmail.com - www.provincia.roma.it/percorsitematici/abc