RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 21 novembre 2017

ZONA 41 artisti e una poesia

Grande collettiva, grandi artisti...
A Milano!

 

ZONA
41 artisti e una poesia

UN LIBRO E UNA MOSTRA-EVENTO
PER RENDERE OMAGGIO A GUILLAUME APOLLINAIRE

Al via il primo appuntamento del 2017 firmato EMMEGI CONTEMPORARY

Un libro e una mostra curati da Loris Di Falco,
con testi di Sergio Mandelli e Marco Meneguzzo

Opere di: Massimiliano Alioto, Arcangelo, Dario Arcidiacono, Agostino Arrivabene, Mirko Baricchi, Matteo Bergamasco, Francesco Bertola, Andrea Bianconi, Giuseppe Bombaci, Davide Bramante, Pietro Capogrosso, Linda Carrara, Anna Caruso, Tiziana Cera Rosco, Michele Chiossi, Marco Cingolani, Alice Colombo, Kalina Danailova, Loris Di Falco, Lorenzo Di Lucido, Marco Fantini, Tamara Ferioli, Giovanni Frangi, Gian Piero Gasparini, Julia Krahn, Cristina Lefter, Paolo Maggis, Elena Monzo, Matteo Negri, Alessandro Papetti, Simone Pellegrini, Luca Pignatelli, Giusto Pilan, Annalisa Pirovano, Michael Rotondi, Nicola Samorì, Milena Sgambato, Giuseppe Veneziano, Dany Vescovi, Giulio Zanet, Claudia Zuriato

Spazio Bigli
Via Bigli 11/A, 20121 Milano

martedì 5 aprile 2016

Ugo la Pietra. Abitare è essere ovunque a casa propria

Da non perdere...

 

Ugo la Pietra. Abitare è essere ovunque a casa propria 

a cura di Marco Meneguzzo

MAGA - Museo Arte Gallarate
via De Magri 1, 21013 Gallarate

Dal 16 aprile al 18 settembre 2016, il Museo MA*GA di Gallarate e l’Aeroporto di Milano Malpensa ospiteranno un'ampia ed esauriente selezione di opere e ricerche dedicate allo spazio urbano di Ugo La Pietra (1938).

La mostra, dal titolo "ABITARE è essere ovunque a casa propria. Opere e ricerche nell’ambiente urbano 1962-2016", a cura di Marco Meneguzzo, ripercorre i molteplici ambiti di indagine di La Pietra per nuclei e tematiche, con i suoi lavori più significativi e i documenti correlati.

Il punto di partenza è la ricerca, iniziata nel 1967, che La Pietra chiama “Sistema disequilibrante”. Si tratta di una vera e propria teoria e metodo d’analisi dei segni e delle strutture che accompagnano la vita quotidiana e che sono alla base di tutta la parabola artistica di La Pietra. Lo spazio urbano viene infatti costantemente preso in considerazione come struttura organizzata e luogo da cui germinano le sue pratiche progettuali artistiche e provocatorie. Al MA*GA si avrà occasione di vedere la molteplicità degli esiti della sua creatività, la cui produzione si sposta tra diversi media, dal cinema, alla pittura, alla scultura, al design, alla fotografia, alla performance, alla musica.

In occasione della mostra verrà presentato il libro di Ugo La Pietra "Il segno randomico", una raccolta dell'attività artistica dell'autore, a cura di Marco Meneguzzo (Silvana Editoriale).

Anche la città di Gallarate sarà coinvolta nel percorso espositivo, ospitando l’installazione in pietra leccese "Soggiorno urbano", realizzata per l’occasione.

In contemporanea con l’iniziativa del MA*GA, l’Aeroporto di Milano Malpensa accoglierà, nell’area adiacente la Porta di Milano, l’installazione "Interno/Esterno. Interno/Esterno" che riprodurrà un ambiente apparentemente domestico - la stanza di una casa - salvo poi far accedere lo spettatore direttamente in un orizzonte prospettico di una via di Milano, al centro del quale si collocano i binari dello storico tram. L’ambiente si presterà perfettamente per la fotografia e per la condivisione, tramite i social network, i selfie, divenuti ormai uno dei fenomeni globali per la comunicazione interattiva. Proprio l’utilizzo dello spazio da parte del pubblico come luogo di esperienza e set fotografico attiverà un sistema di comunicazione dell’opera all’esterno, rendendo visibile “fuori” ciò che accade all’interno dell’aeroporto. Inoltre, nelle Sale Vip del Terminal 1, la mostra Nuova territorialità proporrà venti opere pittoriche dell’artista tutte attraversate da un elevato indice di ‘randomità’, componente caratterizzante di tutta la creatività di La Pietra che usa il segno come elemento di rottura in una struttura ben programmata, in un ambiente urbano con un ordinato sistema strutturale.

mercoledì 14 ottobre 2015

IDEO PANTALEONI Un percorso verso l’astrazione



IDEO PANTALEONI
Un percorso verso l’astrazione

a cura di Susanne Capolongo e Stefano Cortina
testo di Marco Meneguzzo


Dal 3 al 28 novembre2015
Inaugurazione: martedì 3 novembre, ore 18.30

Associazione Culturale Renzo Cortina, Via Mac Mahon 14/7, Milano
Tel: 0233607236    e-mail: artecortina@artecortina.it    www.cortinaarte.it

L'arte di Ideo Pantaleoni torna a Milano grazie alla collaborazione tra la Galleria Cortina e l'Archivio Ideo Pantaleoni, torna perché è forte il legame con la città che l'ha accolto nel 1923, nonostante le lunghe permanenze a Parigi, dove per quasi due decenni ha lavorato ed esposto, è sempre tornato nella città meneghina ove, insieme ai grandi artisti, ha contribuito a creare la storia dell'arte del novecento, di rilievo la sua partecipazione al movimento M.A.C. - Movimento Arte Concreta - insieme a Atanasio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari e Gianni Monnet.
E’ peraltro il concretizzarsi di un’ipotesi espositiva sulla quale Renzo Cortina, fondatore della Galleria Cortina, e Ideo Pantaleoni discutevano sin dagli anni ’70 e che mai si concretizzò a causa della prematura scomparsa di Cortina.
L'esposizione propone un importante corpus di opere, di cui molte inedite, legate al periodo del M.A.C., dei Rilievi e delle Composizioni, testimonianza della ricca attività artistica di Ideo Pantaleoni tra gli anni '40 e '70, un lungo periodo dedicato all'astrattismo, divergendo nettamente da ogni possibile e precedente riferimento figurativo, rivelandosi così puramente geometrico, rigoroso, quasi aniconico.
Il percorso dell’artista e durato quasi un secolo, una ricerca continua e costante, a volte dettata da scelte apparentemente lontane e divergenti, ma caratterizzate dal comune denominatore: la luce.

Ideo Pantaleoni nasce a Legnago (Vr) il 12 ottobre 1904, sin da bambino è interessato alla pittura, nel 1923 si trasferisce a Milano dove diviene amico di Carrà, Sironi e De Pisis, nel corso della Seconda Guerra Mondiale il suo studio di Milano viene distrutto da un bombardamento con tutte le opere dipinte fino al 1943. Nel 1948 si trasferisce a Parigi dove inizia una lunga e proficua collaborazione con la Galerie La Roue di Monsieur  Guy Resse, nel 1958 il Musée de la Ville de Paris acquista una sua opera; partecipa alle mostre del gruppo Realités Nouvelles. I suoi soggiorni a Parigi si alternano con la presenza a Milano dove nel 1950/51 entra a far parte del Movimento Arte Concreta. Partecipa a importanti esposizioni : Biennale di Venezia del 1948, Triennale del 1954 e Quadriennale di Roma del 1965, citiamo solo alcune gallerie dove ha esposto come Galleria Annunciata, Galleria Gian Ferrari e Galleria Vismara. Si spegne all’età di 89 anni a  Milano il 25 dicembre del 1993.

Catalogo in galleria con testi di Marco Meneguzzo, Stefano Cortina e interviste di Susanne Capolongo. Cortina Arte Edizioni.

La mostra proseguirà fino al 28 novembre con i seguenti orari:
10.00-12.30 / 16.30-19.30
Chiuso lunedì mattina e domenica.

martedì 30 settembre 2014

IDEO PANTALEONI Gli anni 50 e 70



 IDEO PANTALEONI

Gli anni 50 e 70

Dall’11 ottobre al 15 novembre 2014

Inaugurazione: sabato 11 ottobre 2014, alle ore 18.00

 La Galleria Ferrarin, in collaborazione con L'Archivio Pantaleoni, è lieta di presentare una selezione di opere inedite provenienti direttamente dal lascito dell'artista.

La galleria omaggia l'artista nell'anno della commemorazione dei 110 anni dalla nascita nella sua cittadina natia coinvolgendo le istituzioni e la cittadinanza.

La proposta artistica è focalizzata sulle opere del periodo M.A.C. (1948 – 1958) e prosegue con le opere degli anni '50 e '70 i "Rilievi", sculture bidimensionali realizzate in alluminio o legno, rimandi dell'arte programmata e costruttivista.

Opere inedite per il mercato attuale, in particolare le opere in anticorodal anticipano di almeno dieci anni quei movimenti artistici che si sono venuti a formare sul finire degli anni '50, inizio anni '60.

Ideo Pantaleoni è stato un artista che ha attraversato tutto il novecento artistico, passando dal periodo figurativo all'astrattismo al costruttivismo. La sua pratica si è sempre contraddistinta per la costante e parsimoniosa ricerca, per la sua maestria compositiva e cromatica, arte rigorosa e raffinata.

Nato a Legnago nel 1904 si trasferisce prima a Ferrara poi a Bologna ed in fine a Milano, città di adozione, che in alternanza con Parigi saranno luoghi professionali e affettivi per tutta un'esistenza.

Ha costantemente partecipato a eventi pubblici, ha esposto in gallerie private sia in Italia che all'estero, è stato insignito di innumerevoli riconoscimenti e premi alla carriera.

Viene a mancare la notte di Natale del 1993.

Per l’occasione è stato editato dalla galleria FerrarinArte un catalogo che raccoglie, oltre alle opere esposte, i testi critici di Marco Meneguzzo e Luigi Cavadini e le interviste di Susanne Capolongo a Paolo Berra e Marco Parini.


Con il Patrocinio del Comune di Legnago e della Provincia di Verona e della Regione Veneto.

Via Davide de Massari, 10, 37045 Legnago Verona

lunedì 27 gennaio 2014

Presentazione Il Quadro che visse due volte



Presentazione Il Quadro che visse due volte

di Rossella Farinotti


Mercoledì 5 febbraio
ore 19'00

Charly Lioce | gallerista (Room Galleria)
Fabrizio Ferrini | editore indipendente (Hunter Magazine)
Marco Meneguzzo | critico e storico dell'arte
presentano il Quadro che visse due volte, di Rossella Farinotti (Morellini editore)

"Hitchcock, Visconti, Ford, Dreyer, Saura, Scott, Minnelli, Kubrick. Sono registi, maestri assoluti. La loro estetica è riconoscibile e magica. E’ un incanto perenne. Fotogrammi che si assestano nella memoria di chi li ha visti, e lì rimangono. E poi la cultura di oggi, da Mario Schifano a Andy Warhol, da Kim Ki Duk a James Bond.

Perché questi autori si sono affidati ad altri maestri, quelli della pittura, hanno riconosciuto la prevalenza di quell’arte nobile e hanno portato, nei loro film, quel grande valore aggiunto.
Hitchcock ha esplorato Hopper: l’inquietante casa di Psyco. Visconti ha attinto da Hayez: il famoso bacio in Senso. Il gladiatore di Ridley Scott è semplicemente un dipinto di Gerome. Kubrick ha “ricostruito” gli inglesi del settecento, come Hogarth, in Barry Lindon e mostrato opere contemporanee (Brancusi) in Arancia meccanica. John Ford ha “rifatto” Remington, gran pittore del west in Sentieri selvaggi. Saura anima Goya (La fucilazione sulla montagna) nel suo Goya. I personaggi di Dreyer in Dies irae, scendono letteralmente dai quadri di Rembrandt. Artisti come quelli citati, applicati ai film: dunque "scenografi" strepitosi, irripetibili, non più rintracciabili. Non sarebbero bastati… gli Oscar.
Il quadro che visse due volte offre la chiave di lettura di questa straordinaria reciprocità fra la grande pittura e il grande cinema. "

Con le prefazioni di Marco Meneguzzo e Giancarlo Zappoli.



Room Galleria
via Francesco Hayez n. 4 Milano

martedì 5 novembre 2013

ALDO MONDINO. MILANO, VENEZIA, CALCUTTA

 
 
ALDO MONDINO. MILANO, VENEZIA, CALCUTTA
OPENING giovedì 21 novembre ore 18.30

22 novembre 2013 – 1 febbraio 2014
 
Finissage e presentazione catalogo sabato 1 febbraio 2014 ore 18.30
 
COMUNICATO STAMPA
 
Sono le sale della Galleria Giovanni Bonelli e della Galleria Giuseppe Pero ad offrire, dal 21 novembre al 1° febbraio, un nuovo spaccato dell’arte eclettica di Aldo Mondino.
I due spazi espositivi –collocati l’uno di fronte all’altro nel cuore del quartiere milanese Isola– si uniscono per trasportare il pubblico in un itinerario che conduce dal Mediterraneo all’India, ed approdare appunto a Milano, dove con questa mostra l’artista torinese viene celebrato.
L’esposizione restituisce la passione di Mondino per il viaggio e per l’Oriente, temi che da sempre hanno caratterizzato il suo lavoro.

Il percorso ideale parte da Venezia, precisamente dalla Biennale del 1993, dove Mondino è protagonista con una memorabile performance che vede coinvolti un gruppo di dervisci rotanti fatti venire direttamente dalla Turchia. Nella galleria di Giuseppe Pero viene riprodotta, nel modo più fedele possibile, persino nei colori delle pareti, la sala che fu teatro dell’evento, con i Tappeti Stesi, il lampadario con le penne Bic e uno dei grandi quadri con dervisci di quella Biennale.
Sono questi ultimi ad accompagnare il visitatore verso le tappe successive del viaggio, la Turchia e l’Africa. Mete che vengono raccontate attraverso il fil rouge delle danze folkloristiche, come nella Danza dei Turchi e Les dances des jares.
Alcune sculture di grandi dimensioni, quali Scultura un corno ed Eiffel, completano la mostra alla Galleria Giuseppe Pero che si chiude idealmente con Autoritratto a Williamsburg dove un Mondino dai pantaloni rossi si allontana, mostrandoci le spalle, con un rabbino.

Attraversare la strada per entrare nella Galleria Giovanni Bonelli equivale, in questa occasione, a compiere un volo intercontinentale. Sono le atmosfere di Calcutta, infatti, che vengono qui riportate: in una sala rivestita di petali di fiori profumati, si proietta il video Flover che documenta il viaggio di Mondino in India e, come in un cammino spirituale, si viene accompagnati fino alla Serra di orchidee, custodita dal dipinto Gibson Cacciatore di orchidee.
Altri lavori riportano infine sulla via del ritorno, di nuovo verso il Mediterraneo, come Essiccatore di pesci, Ittiodromo in bronzo e lo splendido Capi e copricapi.
Il progetto si completa con alcuni video, numerosi cataloghi e monografie sull'autore, oltre che con una significativa selezione di cahiers de voyages e libri su danza, ebraismo, viaggio, arti decorative, segreti del cioccolato e molto altro.

La mostra “Aldo Mondino. Milano, Venezia, Calcutta” è realizzata in collaborazione con l'Archivio Mondino.

In occasione del finissage, sabato 1° febbraio 2014 alle ore 18.30 verrà presentato il catalogo dell’esposizione.


Aldo Mondino. Milano, Venezia, Calcutta

Galleria Giovanni Bonelli
Via Luigi Porro Lambertenghi 6 – 20159 Milano

Galleria Giuseppe Pero
Via Luigi Porro Lambertenghi 3 – 20159 Milano

OPENING:giovedì 21 novembre, ore 18.30
22 novembre 2013 – 1 febbraio 2014

martedì - sabato h. 11-19. Lunedì su appuntamento.

Ingresso libero

Catalogo con testo di Marco Meneguzzo

Informazioni al pubblico
Galleria Giovanni Bonelli info@galleriagiovannibonelli.it – t. 02.87246945
Galleria Giuseppe Pero info@giuseppepero.it – t. 02.66823916
Ufficio stampa NORA comunicazione - Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 – 20136 Milano
t. +39 339 89 59 372 – info@noracomunicazione.it - www.noracomunicazione.it

martedì 26 marzo 2013

Presentazione del Catalogo Ragionato di Enrico Castellani

Mercoledì 3 aprile 2013 - Milano - Palazzo Reale ore 18'30
presentazione del Catalogo Ragionato di
ENRICO CASTELLANI
a cura di
Renata Wirz e Federico Sardella

intervengono:

Filippo Del Corno
Ass.re alla Cultura del Comune di Milano

Bruno Corà e Marco Meneguzzo 

Lea Vergine e Paolo Nicolin

Enrico Castellani



Archivi dell’arte moderna

Enrico Castellani

Catalogo Ragionato

a cura di Renata Wirz con Federico Sardella 
testi di Bruno Corà e Marco Meneguzzo

Curato in ogni sua parte da Renata Wirz con Federico Sardella ed edito da Skira, il Catalogo Ragionato di Enrico Castellani rappresenta la maggiore pubblicazione dedicata al lavoro del-l’artista sino a ora realizzata; articolato in due tomi, si propone di offrire un resoconto inedi- to sui primi cinquant’anni di lavoro di uno dei massimi protagonisti della vicenda artistica mondiale del dopoguerra.

Il primo volume, che si configura come un’ampia e completa monografia, comprende oltre 200 immagini di opere realizzate a partire dal 1958 sino a oggi, molte delle quali inedite. Le pittu- re iniziali, la sua prima superficie a rilievo e alcune delle successive, i dittici, i trittici, i baldac-chini e gli angolari, le opere atipiche, gli ambienti e le installazioni una selezione di immagi- ni che permette di accedere all’universo creativo dell’artista, la cui coerenza libera da mode è, da sempre, animatrice di un lavoro tanto attuale quanto fuori dal tempo che, con i “tagli” di Lucio Fontana, i “sacchi” di Alberto Burri e gli “achrome” di Piero Manzoni, si offre come una tra le elaborazioni linguistiche più originali e dense di significato dell’epoca e di oggi. Introdotto da un saggio di Bruno Corà, che analizza la totalità del percorso creativo di Castellani e svela alcuni degli aspetti più intimi e seducenti che lo caratterizzano, e da uno scritto di Marco Meneguzzo che inquadra l’importanza e il carattere internazionale dell’ope- ra, contiene anche i principali scritti redatti da Castellani e una selezione di scatti che costi-tuiscono una sorta di insolito racconto per immagini.

Il secondo volume, ordinato cronologicamente, costituisce il catalogo ragionato delle opere e ripercorre i primi cinque decenni di lavoro di Castellani che, coinvolto in prima persona in questa fondamentale ricognizione con Renata Wirz, ha preso in esame tutti i documenti e le immagini pubblicati.

Complessivamente, il catalogo comprende oltre mille opere realizzate tra il 1955 e il 2005, organizzate sulla base di un’accurata selezione e accompagnate da puntuali schede che offro- no un’aggiornata analisi bibliografica ed espositiva.

edizione bilingue (italiano-inglese) 
2 tomi, 24 x 28 cm, 656 pagine 
178 colori e 1121 b/n 
cartonato con cofanetto 
ISBN 978-88-572-1168-8 
€ 300,00 



domenica 2 dicembre 2012

LO SGUARDO ESPANSO a cura di Bruno Di Marino, Marco Meneguzzo e Andrea La Porta

 
LO SGUARDO ESPANSO
Dal 30 Novembre 2012 al 3 Marzo 2013
Complesso Monumentale del S. Giovanni, Catanzaro.
E' stata inaugurata lo scorso 30 Novembre, e sarà visitabile sino al 3 Marzo 2013 presso il Complesso Monumentale del S. Giovanni, la mostra dal titolo "Lo sguardo Espanso". Organizzata dal Comune di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo, la retrospettiva avrà come obiettivo la ricostruzione della storia del cinema d’artista italiano. Ciò verrà fatto attraverso l'indagine del lavoro di oltre cinquanta artisti selezionati dai curatori Bruno Di Marino, Andrea La Porta e Marco Meneguzzo.
La ricostruzione storica partirà dai pionieristici lavori di Ginna e Corra, co-firmatari del Manifesto della cinematografia futurista del 1916, e arriverà alle opere più recenti di giovani autori contemporanei. Di mezzo le sperimentazioni di artisti oramai storicizzati come Angeli, Depero, Munari, Pascali, Patella, Schifano e altri. La mostra renderà omaggio anche a Mimmo Rotella. Al Maestro catanzarese, idealmente legato all’immaginario cinematografico, verrà dedicata una sala in cui saranno esposti alcuni suoi décollages.
Le opere audiovisive degli artisti presenti in mostra verranno poste a confronto con fotografie, installazioni, disegni, dipinti, serigrafie, ecc., in un percorso dalle ambiziose finalità didattiche. Il progetto espositivo verrà infatti integrato da una rassegna di film, una serie di workshop, incontri con gli autori e da una giornata di studi. Queste attività si svolgeranno tra Catanzaro, Soverato e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio.

GLI ARTISTI

Franco Angeli – Rosa Barba – Gianfranco Baruchello – Carmelo Bene - Umberto Bignardi – Salvatore Brancato – Anton Giulio Bragaglia – Sylvano Bussotti – Francesco Cangiullo - Cioni Carpi – Leonardo Carrano – Claudio Cintoli – Fortunato Depero – Francesco Di Cocco – Ra Di Martino – Giosetta Fioroni – Flatform – Rosa Foschi – Nato Frascà – Gianini e Luzzati – Arnaldo Ginna – Paolo Gioli - Andrea Granchi – Thorsten Kirchhoff – Ugo La Pietra – Silvio e Vittorio Loffredo – Virgilio Marchi – Fabio Mauri – Arcangelo Mazzoleni – Davide Mosconi – Bruno Munari e Marcello Piccardo – Magdalo Mussio – Ugo Nespolo – Pippo Oriani – Pino Pascali – Luca M. Patella – Gianni Pettena – Daniele Puppi – Enrico Prampolini – Paola Salerno – Michele Sambin – Mario Schifano – Roberto Lucca Taroni – Gianluigi Toccafondo – Danilo Torre - Franco Vaccari – Luigi Veronesi – Virgilio Villoresi – Debora Vrizzi – Zapruder.
Con un omaggio a Mimmo Rotella.


INFO E ORARI

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00 – ingresso gratuito
Complesso Monumentale del San Giovanni
Piazza Giuseppe Garibaldi, Catanzaro

catalogo: Silvana Editoriale, 300 pagine (ca.) in italiano e in inglese


PROGETTO E SOGGETTI
Progetto integrato di sviluppo regionale "Arte contemporanea in Calabria"
Primati italiani. Dal Futurismo a Fontana, da Rotella ai giorni nostri: due progetti per Catanzaro 2012-2013.

Realizzato con il finanziamento di eventi di arte contemporanea:
POR CALABRIA FESR 2007/2013 "L I 5.2.2.4 - Azioni per lo sviluppo dell'arte contemporanea in Calabria.

Capofila: COMUNE DI CATANZARO

Ente Attuatore: FONDAZIONE ROCCO GUGLIELMO

Soggetti firmatari: Fondazione Imes di Catanzaro, Università degli Studi Magna Grecia, Istituto d'Arte di Squillace, Comune di Soverato, Comune di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Fondazione Cefaly, Fondazione Mimmo Rotella e Cineteca della Calabria.

Partner Culturali: la Cineteca Nazionale di Roma, la Cineteca di Bologna,la Cineteca Italiana di Milano e la Fondazione Mimmo Rotella.

lunedì 15 ottobre 2012

Davide Bramante – Compressioni a cura di Marco Meneguzzo

Davide Branante mi piace!
Davide Bramante – Compressioni
a cura di Marco Meneguzzo

Sarà inaugurata giovedì 15 novembre, alle ore 19.00, presso la Galleria RizzutoArte (Palermo, via Monte Cuccio 30) la nuova mostra personale di Davide Bramante, apprezzato talento della scena artistica contemporanea. In esposizione dieci opere fotografiche della serie dedicata alle città (New York, Londra, Berlino, Shanghai, Pechino, Roma) e dodici acquarelli inediti, ultima novità della sua raffinata ricerca artistica. La mostra, curata dal critico
Marco Meneguzzo, promette di essere una occasione privilegiata per sperimentare l’energia enigmatica di Davide Bramante e delle sue opere. Sarà visitabile fino al 22 dicembre, da mercoledì a sabato (ore 16.00-20.00).

Davide Bramante, nato a Siracusa nel 1970, si è formato a Torino, alla prestigiosa Accademia Albertina di Belle Arti. Oggi, a 42 anni, il suo curriculum artistico annovera esperienze a livello internazionale. Ha all’attivo oltre sessanta mostre tra personali e collettive in Musei, Fondazioni e Gallerie nazionali ed estere, tra cui il MoMA New York Museum, il MACI di Isernia, il Palazzo delle Papesse di Siena e il Kunsthaus Tacheles di Berlino.
Le sue opere fotografiche, rigorosamente non digitali, sono realizzate con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da due a nove) sulla stessa porzione di pellicola. Caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. Ne risultano visioni simultanee di grandi città, porzioni assemblate dei suoi tanti viaggi e dei suoi pensieri, opere d’arte suggestive e seducenti.
Alla Galleria RizzutoArte saranno esposte le photos dedicate alle indagini sulle città, da Roma a New York, fino alle metropoli d’Oriente, emblema della società convulsa in cui viviamo e magico richiamo ad una realtà “altra” che, come rivela l’autore stesso, corrisponde al suo modo di ricordare, di pensare e di sognare.
Il titolo della mostra - Compressioni - allude ad un parallelismo concettuale tra la tecnica fotografica di Bramante e quella informatica utilizzata per ridurre le dimensioni dei files. Come documenti compressi, ogni fotografia contiene più immagini, più prospettive, più proiezioni mentali della stessa città, e si rivela così un’efficace tecnica visiva di riduzione dello spazio necessario alla memorizzazione dei dati.

“Le fotografie di Davide Bramante – spiega il curatore Marco Meneguzzo – diventano così l’occasione non tanto di vedere e di “decomprimere” le immagini per ritornare a una visione singola, quanto quella di stabilire relazioni nuove tra gli oggetti, le persone, le vedute che la compressione ha casualmente accostato, creando così nuove città, nuovi modi di vedere il nostro orizzonte quotidiano.”

Davide Bramante – Compressioni
a cura di Marco Meneguzzo
15 novembre/22 dicembre 2012
Galleria RizzutoArte
Via Monte Cuccio 30, Palermo
Visitabile da mercoledì a sabato ore 16.00 – 20.00
Ingresso libero



venerdì 29 giugno 2012

Zibaldone | Davide Bramante con la cura di Marco Meneguzzo

 Bella mostra curata da Marco Meneguzzo di Davide Bramante in uno dei luoghi più belli al mondo: Agrigento. Da vedere!

AGRIGENTO, 14 giugno 2012 – Un po’ raccolta, un po’ collezione, mescolanza, combinazione, fusione. Reminiscenze leopardiane per Zibaldone |Davide Bramante (29 giugno – 26 agosto), la prima retrospettiva in Sicilia dedicata all’artista di origine siracusana e alle sue grandi fotografie, photos, in programma alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento dall’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento con la cura di Marco Meneguzzo. S’inaugura il 29 giugno, ore 18.30. Ingresso gratuito.
Sessanta immagini - ognuna capace di moltiplicare, isolare, comporre e dissolvere se stessa - visioni e suggestioni che documentano l’attività del fotografo-globetrotter che dal 2000 gira il mondo per dar vita al suo personale stile di racconto: la sovrapposizione di diversi fotogrammi sulla stessa pellicola, tecnica che Davide Bramante ha portato a livelli estremi di raffinatezza, anche concettuale. “Da quattro a nove scatti sovrapposti. E senza l’intervento digitale”, racconta l’artista.
Spiega il critico e curatore Marco Meneguzzo: “Quando Davide Bramante fotografa una città, un paesaggio o anche più città, trasferisce in una specie di melting pot visivo certe impressioni e dati singoli che vanno a comporre una sorta di puzzle zeppo di informazioni visive. Lo sguardo prima cerca di isolare le immagini, poi le accetta per la loro ibridazione con le altre (…) una stratificazione che richiama il sedimentarsi del tempo, il depositarsi della memoria. Un moto di concepire la fotografia che ne aumenta il grado di “marginalità” della percezione dell’immagine: a una prima vista vertiginosa, ubriacante, sull’insieme di cui non si scorge che una confusa totalità, segue uno sguardo più analitico, che si concentra su qualcosa – o qualcuno – che è assolutamente marginale rispetto all’insieme, ma che costituisce per un momento un punto focale, per un attimo diventa protagonista dell’opera, per poi ritornare nella sconnessa molteplicità del tutto”.
Il catalogo di Zibaldone è di Silvana Editoriale. La mostra sarà visitabile tutti i pomeriggi da martedì a domenica, dalle 16.30 alle 20.30. Chiusa i lunedì e a Ferragosto.


Davide Bramante, biografia
Nasce a Siracusa nel 1970, dopo l’Istituto d’Arte si laurea a Torino all’Accademia Albertina di Belle Arti. Quindi si trasferisce negli USA, vincitore di due borse di studio (unico artista italiano dal 1969) presso la prestigiosa Franklin Fournace Foundation e partecipa ad una mostra collettiva al MoMA di New York. Dopo un breve soggiorno a Londra, rientra definitivamente a Siracusa nel 2000. E’ riconosciuto a livello internazionale per aver esposto in Cina, Corea del Sud, Stati Uniti, Spagna. Oggetto di ammirazione sono le sue photos di grosso formato dedicate alle metropoli del mondo e realizzate con un’originalissima e personale tecnica fotografica risultato di esposizioni multiple, non digitali, realizzate in fase di ripresa. Ha sperimentato i linguaggi video - realizzando con il Gruppo ANDA video istallazioni interattive e oltre 20 opere esposte in Italia e all’estero - istallazioni materiche e istallazioni ambientali.


Zibaldone | Davide Bramante
29 giugno - 26 agosto 2012

FAM - Fabbriche Chiaramontane
Agrigento, Piazza San Francesco 1 Tel. 0922-277.29
www.ottocentosiciliano.it

ORARI
da martedì a domenica ore 16.30 – 20.30
Chiuso lunedì e Ferragosto
Ingresso libero

giovedì 3 marzo 2011

Opening Last New York Davide Bramante

Davide Bramante è bravo! Mi piace. E Marco Meneguzzo, il curatore, è una penna che mi piace molto leggere. 

Galleria Poggiali e Forconi
Last New York
Davide Bramante
A cura di Marco Meneguzzo
FIRENZE
6 marzo – 8 maggio 2011
Inaugurazione
Sabato 5 marzo ore 18

Sabato 5 marzo inaugurerà negli spazi della Galleria Poggiali e Forconi di Firenze Last New York, personale dell’artista Davide Bramante a cura di Marco Meneguzzo.

In mostra oltre venti fotografie originali e realizzate appositamente per questa mostra, con la tecnica delle doppie e più esposizioni ottenute in fase di ripresa, rigorosamente non digitali e fatte sulla stessa porzione di pellicola. I lavori di Last New York si inseriscono nel filone della produzione di Bramante dedicata alle indagini sulle città, come la stessa New York, Parigi, Zurigo, Madrid, Los Angeles, L’Avana, Berlino, Mosca, Shanghai.

La mostra vuole essere una celebrazione dello stretto legame che unisce Bramante alla città di New York. Lo stesso titolo, Last New York, si riferisce sia alla decisione dell’artista di ritrarre la metropoli per l’ultima volta, dopo le tredici precedenti esperienze, sia all’ultimo volto che la multiforme città gli ha presentato. Il fascino di New York, infatti, è nella sua capacità di ridisegnarsi continuamente: «Time Square è la piazza del tempo: cento volte la visiti in un anno, e cento volte la trovi che si è rifatta il look» afferma Bramante. Un altro aspetto interessante di questa nuova e continua “RidesignAzione” - per usare il termine con cui la definisce l’artista – sta nel fatto che ciclicamente la città recupera zone già esistenti e le ridisegna, trasformandole in qualcosa di completamente diverso e funzionale. Dagli anni Sessanta ai primi anni Novanta, ad esempio, SOHO era il quartiere degli artisti, ma negli anni Novanta le gallerie e gli studi d’artista si sono spostati a Chelsea – in una zona prima dominata dai magazzini e adibita allo stoccaggio merci – e, al loro posto, sono sorti showroom di stilisti blasonati. Così il Lower East Side, da dormitorio di Manhattan, si è trasformato in sede privilegiata per una trentina di gallerie d’arte che lo hanno eletto a loro location per la centralità, il fascino e la vitalità.

«Prima di scegliere il titolo Last New York desideravo intitolare la mostra “Odissea Time Square” o “Odissea New York”, rifacendomi al film di Wong Kar-Way 2046, che per me è il film più bello degli ultimi dieci anni» dichiara Bramante «Il protagonista del film si trova proiettato nel 2046 per cercare una donna che tanto aveva amato: non la trova ma resta intrappolato nel futuro. Ecco, questa metafora è giusta per me, per il mio amore per New York e per tutto ciò che è avvenuto lì e che è riuscito ad imprigionarmi»

«Non è facile prendere a soggetto New York. Anzi, è una sfida» sostiene il curatore Marco Meneguzzo. «Pochi luoghi sono stati così indagati, visitati, ripresi, narrati, mitizzati, come Quella città. Eppure ci si sente irresistibilmente attratti, sino a rischiare lo stereotipo, come fa Davide Bramante. Solo che l’abilità dell’artista sta nello sfiorare lo stereotipo, senza toccarlo, senza cadervi dentro. Grattacieli, traffico, gli immancabili taxi gialli: tutto congiura in questo senso, eppure è diverso…perché? Perché Bramante gioca sull’intelligenza dei particolari, su quelle varianti quasi invisibili che distinguono il “già visto nuovo” dal “già visto stereotipato”»

Di Davide Bramante sono particolarmente noti i lavori fotografici sulle città (Parigi e New York) e sul cinema (Shining, Uma Thurman e Nicole Kidman). Nel 2000 espone alla collettiva “The Present of Future” al MOMA di New York, seguono le collettive al Palazzo delle Papesse di Siena, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alla galleria di Arte Moderna di Bologna e a quella di Sarajevo, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, alla galleria Studio la Città di Verona. Nel 2007 espone da Poggiali e Forconi a Firenze la personale Around the World a cura di Lorand Heghyi, il quale osserva che la relazione fra le immagini o i frammenti stratificati delle immagini e l’effetto di sovrapposizione delle informazioni figurate e scritte producono un network di referenze aperto, complesso e sovraffollato, in cui testo e immagine godono di un trattamento paritario. Durante la Fiera di Bologna del 2011 è coinvolto in un progetto istituzionale con Giacomo Costa. E’ stato presentato nelle maggiori Manifestazioni Fieristiche internazionali: Art Basel, Art Cologne, Artissima (To), MiArt (Mi), Artefiera (Bo), ArtVerona, ARCO (Madrid), Palm Beach 3 (Florida), FIAC Parigi, SH Shanghai, CIGE Pechino, Art Lisboa, Scope Miami, MINT Milano, Paris photò, Scope Basilea.


FIRENZE
Last New York
Davide Bramante
Galleria Poggiali e Forconi
6 marzo – 8 maggio 2011
Via della Scala, 35/A
Project Room
Via Benedetta, 3 /rosso
50123 Firenze
orari: martedì - sabato 10 -13 / 15.30-19 domenica e lunedì chiuso

venerdì 24 settembre 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Penso che una mostra di questa importanza non necessiti di qualsiasi mio intervento. Qualsiasi parola o pensiero servirebbe a poco. L'unico consiglio che mi permetto di dare è quello di andarla a visitare!


L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, da Vedovamazzei ad Abbate, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.
A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati agli esponenti delle generazioni più recenti, quali, Nunzio, Dessì, Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, Abbate, Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari, Dynys, Airò, Bertozzi & Casoni, La Vaccara, Lodola, Tuttofuoco, Favelli, Cattaneo, Bonvicini, Esposito, Gabellone, Vedovamazzei, ecc...

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
c.montebello@fondazionearnaldopomodoro.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Ufficio Stampa
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martedì 18 maggio 2010

Dal web: su "mondorosashocking.com"... "una mano per l'AIL


Nicoletta Pecile su "mondorosashocking.com" a proposito dell'iniziativa "Una Mano per L'Arte" organizzata da AIL e Christie's

http://www.mondorosashokking.com/L-arte-di-vista-da/“UNA-MANO-PER-L-AIL”--Quando-l--Arte-si-mette-al-servizio-delle-buone-cause


“UNA MANO PER L'AIL”. Quando l' Arte si mette al servizio delle buone cause

“Il donare fa parte del lavoro dell’artista, perché diventa una testimonianza della comprensione del mondo che ci circonda” sostiene Marco Meneguzzo, curatore del catalogo dell' evento. All' AIL 57 artisti hanno dato la loro “mano”. Ora aspettano la vostra

Avrà luogo il 26 Maggio, alle h. 20:30 presso Palazzo Clerici di Milano, la VI edizione di “Una Mano per l' AIL”, l'evento di beneficenza organizzato dall'Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma in collaborazione con Christie's.

Nel corso della serata verranno battute all'asta 57 opere donate da artisti del panorama contemporaneo nazionale con l'intento di fornire un personale e reale contributo al progetto “AIL accoglie. Un sostegno economico ai malati e alle famiglie”. Nel dettaglio si tratterà di raccogliere fondi preziosi per supportare i malati e le loro famiglie nella trasferta per le cure nei Centri Ematologici d'avanguardia cittadini.

Il problema del pendolarismo sanitario, infatti, è particolarmente sentito per tutti quei pazienti che sono obbligati dal percorso terapeutico a soggiornare per lungo tempo lontano casa. L'obbiettivo di questa iniziativa è quello di aiutare con strutture ad hoc le famiglie che in questo modo possono restare vicine al degente, garantendogli, per quanto possibile, la normalità del quotidiano.

Per renderci conto dell' effettiva importanza del progetto, è utile dire che 3 ricoveri su 4 sono a favore di persone residenti fuori dalla provincia, che il tempo medio di permanza per usufruire delle cure specifiche necessarie è di circa 7 mesi e che questo comporta una spesa per l'intero nucleo familiare di circa 4000,00 euro mensili. Diventa evidente l'utilità di questa iniziativa per i pazienti: la garanzia di un supporto psicologico da parte dei propri cari e un aiuto economico indispensabili per affrontare con maggior serenità l'esperienza delicata della malattia.

Le opere messe a disposizione per l'asta appartengono a dieci promettenti allievi dell'Accademia di Belle Arti di Brera e a 42 tra pittori e scultori affermati, i quali hanno interpretato altrettante impronte di personaggi del mondo della Cultura, dello Sport, della Scienza e dello Spettacolo. Volti noti come Cesare Cremonini, Rosita Celentano, Rino Gattuso, Giorgio Bocca, fino agli allenatori di calcio Mourinho e Leonardo, tutti prestatisi con entusiasmo a dare insieme “Una mano per l'AIL”. E non solo in senso metaforico. A questi si aggiungono 5 illustratori di successo come Silver (“padre” di Lupo Alberto) o il corrosivo Altan, anch'essi pronti a utilizzare la propria creatività e i propri lavori per combattere l'unico vero male incurabile di questo tempo: l'indifferenza.
Non mancate!

Per tutte le informazioni relative all'evento e alle modalità di acquisto contattare:

AIL - Corso Matteotti, 1 - 20121 Milano
tel. 02 76015897 - fax 02 76015898
info@ailmilano.it - www.ailmilano.it


vedi anche:
http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2010/04/una-mano-per-ail.html