RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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sabato 22 ottobre 2016

ECCE HOMO - Ad Ancona, una importante rassegna di scultura

Ad Ancona, una importante rassegna di scultura!...


ECCE HOMO
Da Marino Marini a Mimmo Paladino.
La scultura di figura nell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi
a cura di Flavio Arensi
 
La Mole – Magazzino Tabacchi || 28 ottobre 2016 – 7 maggio 2017

INAUGURAZIONE AL PUBBLICO 27 OTTOBRE ORE 18.30

Pensata e costruita per il luogo che la ospita, spogliato degli apparati che lo occultavano ma nel mantenimento dei materiali usurati incorporati nel tempo, la mostra ECCE HOMO si snoda in ambienti che risultano magnificamente ambigui e che consentono un’esperienza fisica forte tra la vita solida delle sculture e la spazialità vanvitelliana.

E’ una grande esposizione, con più di 40 opere, collocate in 1500 mq all’interno della Mole, che segna il capitolo fondamentale di un progetto più ampio, destinato a farne un sistema culturale capace di ospitare produzione, formazione, programmazione ed esposizione culturale ed artistica.

Il progetto che nasce dal Comune di Ancona e dalla Fondazione Cariverona trova in Ecce Homo il suo momento di concreto ed importante avvio, con un focus di grande interesse sul ruolo della scultura oggi e, più estesamente, sul rapporto creativo tra l’uomo e la materia. Insieme a Civita Mostre e al Fondo Mole Vanvitelliana, nell’organizzazione anche il Museo Tattile Statale Omero ad indicare nuovi linguaggi e nuove prassi nell’accessibilità e nella fruizione.

La mostra, a cura di Flavio Arensi, intende organizzare un itinerario all’interno dell’ampio scenario della scultura italiana, proponendo alcuni dei protagonisti salienti che ne hanno caratterizzato lo sviluppo, con particolare riferimento all’indagine sull’uomo, più che sulla figurazione. Si tratta di una mostra che, a partire da Marino Marini (come eco di una svolta fondativa di un nuovo linguaggio segnato da Arturo Martini) fino a Mimmo Paladino e ai più recenti autori, vuole mettere in relazione la scultura con il rinnovato spazio della Mole, dove l’allestimento di Andrea Mangialardo cerca di creare dei piccoli cortocircuiti visivi e di relazione fra le opere, installate non per periodo storico ma affinità di soggetto. Ne risulta un viaggio fra differenti stili, materiali e visioni che chiedono al visitatore di concentrarsi non tanto sul singolo autore o sulla situazione culturale ma di cogliere il senso dell’essere umano nel tempo presente. Che siano i Savi in pietra di Fausto Melotti (La disputa dei sette savi di Atene), per la prima volta esposti al di fuori della città di Milano dove sono stati concepiti e collocati, o la classicità di Francesco Messina (Ritratto di Alfonso Gatto, Nudo), fino agli interventi dei più giovani Pietro Ruffo, Donato Piccolo e Fabio Viale, quello che emerge come il senso di una presenza nel mondo, ma persino una sua assenza. Nelle due importanti installazioni di Gino Marotta (Mare Artificiale e Pioggia Artificiale) è infatti il visitatore che diventa protagonista di una esperienza emotiva, che si prolunga nella metamorfosi di Apollo e Dafne di Alik Cavalieri, per la prima volta presentata al pubblico dopo il restauro. Sono tante le curiosità che caratterizzano la mostra, come il recupero di alcune sculture e autori che qui tornano a ritrovare un centro critico nel panorama dell’arte italiana ed europea, tra cui Augusto Perez (Testa d’uomo), presente con un’opera del 1960 già alla Biennale di Venezia, e raramente visibile, e i due piccoli bronzi di Marino Marini, resi disponibili per la prima volta dai collezionisti dopo le importanti mostre degli anni sessanta. Anche l’anconetano Valeriano Trubbiani si ripresenta con due delle sue installazioni più intense e poco visibili (Le morte stagioni e Ractus ractus) qui ricollocate, ma ci sono anche le ceramiche di Giosetta Fioroni, Aldo Mondino, Luigi Ontani che raccontano – insieme a quelle di Lucio Fontana, Aligi Sassu e Agenore Fabbri – della centralità di questo materiale nel sistema linguistico delle arti. Alcune opere della collezione della Fondazione Domus, completano la visita con capolavori come Geremia e Profeta di Mirko Basaldella, la Tebe distesa nell’ovale di Giacomo Manzù o il grande quadro scultura dedicato a Van Gogh di Enzo Cucchi, Van Gogh respira.

ORARI
Martedì e Mercoledì su prenotazione per scuole e gruppi
Giovedì, Venerdì e Sabato: 16 – 19 / Venerdì fino alle 22
Domenica: 10 – 13 / 16 – 19
Lunedì chiuso

INGRESSO
intero: 8 euro
ridotto: 6 euro

Convenzioni: www.anconaticket.it

INFORMAZIONI
Museo Tattile Statale Omero 071 2811035
www.lamoleancona.it
info@lamoleancona.it
www.anconaticket.it

venerdì 29 agosto 2014

MANZÙ / MARINO. Gli ultimi moderni



MANZÙ / MARINO. Gli ultimi moderni
Fondazione Magnani Rocca
13 settembre - 8 dicembre
a cura di Laura D’Angelo e Stefano Roffi

La scultura nella Villa dei Capolavori

Per la prima volta la scultura è protagonista nella Villa dei Capolavori sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, presso Parma. La Fondazione, che già ospita nella collezione permanente capolavori marmorei dei più grandi scultori italiani dell’Ottocento, Antonio Canova e Lorenzo Bartolini, espone ora la grande scultura del Novecento, rappresentata da Giacomo Manzù e Marino Marini che negli anni cinquanta e sessanta, dopo i riconoscimenti nazionali, diventano anche i campioni dell’arte italiana all’estero. Offrendo un’interpretazione della scultura figurativa classica in una chiave stilistica del tutto personale, dagli esiti affascinanti e sorprendenti, dimostrano come essa fosse ben lontana dall’obsolescenza e dalla chiusura alla storia, bensì perfettamente in grado di esprimere il dramma e il senso dell’uomo dopo le dissoluzioni del conflitto planetario. Le loro opere entrano così a far parte dei maggiori musei di tutto il mondo e i due artisti conquistano l’attenzione del collezionismo e del pubblico.

A cura di Laura D’Angelo e Stefano Roffi, la mostra, aperta dal 13 settembre all’8 dicembre 2014, intende approfondire questa vicenda, sinora poco indagata dagli studi, proponendosi di individuare gli elementi che favorirono il grande successo di Manzù e di Marino. Una selezione di circa novanta fra sculture, anche gigantesche, dipinti e lavori grafici realizzati dai due artisti negli anni tra il 1945 e il 1970 documenta la loro fiduciosa apertura verso le molteplici lingue della modernità e la capacità dimostrata nell’incontrare il gusto di un colto e sofisticato mercato internazionale.

In una successione che tiene conto dei temi maggiormente praticati da entrambi nei decenni presi in esame, oltre al tema della danza che li accomuna, oltre ai celeberrimi Cardinali di Manzù – presentati accanto ai lavori preparatori per la Porta della Morte per la Basilica di San Pietro in Vaticano - e ai Cavalli con Cavaliere di Marino – in una parabola che si apre con un gruppo equestre del 1945 e si conclude col Grido del 1962 - una speciale attenzione viene dedicata ai ritratti; non soltanto per sottolineare l’interesse che essi nutrirono nei confronti di questo genere artistico, ma anche per fornire una chiave di lettura della loro personalità attraverso i nomi degli artisti, dei galleristi, dei collezionisti e delle personalità che ne sostennero e accompagnarono l’attività lungo gli anni cinquanta e sessanta, fra i quali papa Giovanni XXIII, il compositore Igor Stravinskij, gli artisti Marc Chagall, Oskar Kokoschka e Jean Arp, l’architetto Ludwig Mies van der Rohe, il regista John Huston, il cardiochirurgo Christiaan Barnard, oltre alle mogli amatissime, Inge Manzù e Marina Marini.

La vita e l’originale percorso artistico di Manzù e Marino sembrano a tratti rincorrersi e scorrere paralleli. Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980) si iscrive nel 1917 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove frequenta i corsi di pittura e di scultura. Giacomo Manzù (Bergamo 1908 – Roma 1991), al contrario, non può vantare un’educazione accademica; figlio di un calzolaio, egli si forma all’interno delle botteghe bergamasche specializzate nell’intaglio e nella doratura.
Tra la fine degli anni venti e l’inizio dei trenta Marino e Manzù si trasferiscono a Milano, dove ha inizio una stagione di riflessione e di ricerca che condurrà entrambi, nel giro di pochi anni, a imporsi nel contesto artistico nazionale. Nel 1935 Marino si aggiudica il premio di scultura alla II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma; all’edizione successiva dell’esposizione, nel 1939, il premio di scultura è assegnato a Manzù. La carriera dei due artisti prosegue con intensità lungo gli anni quaranta e alle mostre si succedono nuovi riconoscimenti. Nel 1948 Manzù allestisce una sala personale alla Biennale di Venezia e si aggiudica il Premio Internazionale per la scultura, ex aequo con Henry Moore; nel 1952 il medesimo premio è assegnato a Marino.
È all’indomani di questi riconoscimenti che per i due scultori si inaugura la fase di maggior impegno sul fronte internazionale: le loro opere figurano nelle più importanti esposizioni allestite in Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti e, mentre dagli anni cinquanta l’attività di Marino si sposta principalmente all’estero, Manzù inizia a lavorare alla realizzazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, la cui inaugurazione, nel 1964, segna il punto di massima popolarità raggiunto dall’artista.
La mostra presso la Fondazione Magnani Rocca riunisce opere altamente significative di Marino e di Manzù e si propone di rileggere l’attività di questi due scultori proprio in relazione agli stimoli derivanti dal dibattito critico nazionale, alle novità avanzate dalle Biennali di Venezia e alla conoscenza dei contesti artistici internazionali.

La collaborazione da parte della Fondazione Marino Marini di Pistoia, del Museo Marino Marini di Firenze, della Fondazione Giacomo Manzù e del Museo Manzù di Ardea, di altri musei e di importanti collezioni private, ha consentito lo spostamento di opere viste raramente al di fuori dei singoli contesti museali o di dimore riservate, permettendo un confronto diretto - visivo e critico - tra Marino e Manzù che rappresenta la decisiva novità dell’esposizione.

Il ricco catalogo della mostra riunisce contributi di Barbara Cinelli, Marcella Cossu, Laura D’Angelo, Flavio Fergonzi, Inge Manzù, Teresa Meucci, Stefano Roffi, Maria Teresa Tosi e affronta problemi nuovi secondo nuove prospettive di studio. All’approfondimento su questioni di contesto si aggiungono riflessioni sul genere del ritratto, sul significato della serialità in scultura, sulle fonti visive della scultura di Marino e di Manzù, sui modi in cui sono state fotografate le loro sculture e sulla ideologia scultorea che ne è sottesa.

MANZÙ / MARINO. Gli ultimi moderni.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 13 settembre all’8 dicembre 2014. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso, aperto lunedì 8 dicembre.
Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30 e la domenica ore 16, visita alla mostra con guida specializzata; non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria; costo € 12,00 (ingresso e guida).
Ristorante nella corte del museo tel. 0521 848135.
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Laura D’Angelo e Stefano Roffi.

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net tel. 049 663499

La mostra è realizzata grazie a: FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE.
Sponsor tecnici: Angeli Cornici, Aon Artscope Fine Art Insurance Brokers, Butterfly Transport,
Gazzetta di Parma, Kreativehouse, Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels,
TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.

sabato 18 gennaio 2014

Una grande scoperta: la Biblioteca San Giorgio di Pistoia



 
Oggi ho fatto una grande scoperta! 
Un luogo fantastico. 
Pieno di umanità e di cultura. 
Giovani studenti che ridono e scherzano con anziani pensionati. Centinaia di scaffali ricolmi di libri, pubblicazioni, cataloghi. Una videoteca ricchissima, decine di postazioni internet, auditoriom, sala conferenze e poi tanti spazi. Spazi per conferenze, per studiare, comunicare...


E' la Biblioteca San Giorgio di Pistoia. La città di Marino Marini, di Agenore Fabbri, di Giovanni Michelucci.


"Una delle maggiori biblioteche pubbliche della Toscana. In contrapposizione alle biblioteche di ricerca e conservazione una biblioteca pubblica, secondo un aggiornato concetto, viene pensata come una biblioteca a scaffale aperto in cui i frequentatori possono direttamente accedere agli scaffali dei libri."


WikiPedia



giovedì 21 marzo 2013

"Mirò & Friends"

Succede a Montecatini....



*Joan Mirò 1893-1983. *

A 120 anni dalla nascita e 30 dalla scomparsa, poteva la Città di Montecatini non celebrare le ricorrenze dell'artista catalano "ospite" da oltre 30 anni nelle splendide sale del Palazzo Comunale?

Ecco allora "Mirò & Friends", la nuova mostra allestita nella neo Galleria di arte contemporanea Mo.c.a., dove tutte le nuove opere esposte ruoteranno intorno a quella del festeggiato, la grande tela "Donna avvolta in un volo d'uccelli" regalata appunto da Mirò a Montecatini nel 1980.

*Sabato 23 marzo dalle ore 17,30 vi aspettiamo al Moca!*


MO.C.A.  (MOntecatini Contemporary Art)
Viale Verdi
51016 Montecatini Terme (PT)


infomcterme@gmail.com
393388651601

martedì 4 dicembre 2012

Marino Marini al Man

Al Man di Nuoro arriva la "Cavalleria". 
Una mostra dedicata a Marino Marini sul tema cavalli e cavalieri, dal titolo "Post scriptum" a cura di Lorenzo Giusti (direttore del Man) e Alberto Salvadori (direttore del Museo Marino Marini). Da non perdere!

MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro
via S.Satta 27, 08100 Nuoro
14 dicembre 2012 - 24 febbraio 2013 


Il tema “Cavalli e cavalieri” è oggetto di due mostre parallele curate da Lorenzo Giusti, direttore del Museo MAN, e da Alberto Salvadori, direttore del Museo Marino Marini. Un tema profondamente sardo declinato, da un lato, dall’artista del nostro Novecento che più di ogni altro lo ha rappresentato, Marino Marini, e dall’altro attraverso lo sguardo di alcuni artisti contemporanei, autori di opere in video in cui la tematica del cavaliere è riletta in chiave attuale, secondo punti di vista e prospettive diverse e che, nell’insieme del progetto, costituiscono una sorta di testo critico per immagini. Tania Bruguera (Cuba, 1968), Alberto De Michele (Italia, 1980), Pietro Mele (Italia, 1976), Anri Sala (Albania, 1974), Carolina Saquel (Chile, 1970), Nedko Solakov (Bulgaria, 1957), Salla Tykkä (Finlandia, 1973).

giovedì 25 ottobre 2012

Marino Marini al MAN di Nuoro

 

 Marino Marini al MAN di Nuoro

 

Il tema “Cavalli e cavalieri” sarà oggetto di due mostre parallele, dal 15 dicembre al 24 febbraio prossimi al MAN di Nuoro.

Il progetto di Lorenzo Giusti, neo direttore dell’istituzione nuorese, anticipa una delle linee del nuovo MAN: la contemporanea e contestuale presenza di importanti mostre sul Novecento italiano ed internazionale affiancate da ampie finestre sugli artisti contemporanei.

Per questo primo test del suo progetto Lorenzo Giusti ha scelto un tema profondamente sardo, quello dei cavalli e dei cavalieri, declinato, da un lato, dall’artista del nostro Novecento che certo più di ogni altro lo ha rappresentato, ovvero Marino Marini.

All’ampia mostra di Marini (oltre un centinaio le opere esposte) viene affiancato, come progetto parallelo ma indipendente, uno sguardo sulla produzione artistica contemporanea sul medesimo tema (Cavalli e Cavalieri. Post Scriptum). Attraverso la presentazione di alcuni lavori realizzati negli ultimi anni da artisti di rilievo internazionale, di diversa generazione e provenienza, tra i quali Alberto De Michele, Tue Greenfort, Pietro Mele, Anri Sala, Carolina Saquel, Nedko Solakov, Salla Tykka. I lavori selezionati, per quanto diversi gli uni dagli altri per modalità operative, sensibilità e finalità, condividono il riferimento alle figure del cavallo e del cavaliere, soggetti ancora capaci di evocare specifiche suggestioni e di farsi interpreti privilegiati della realtà presente.

“La mostra Cavalli e cavalieri – afferma Giusti, che ne è curatore insieme a Alberto Salvadori – è la prima personale dedicata al lavoro di Marino Marini realizzata in Sardegna. Il progetto espositivo, che si avvale della collaborazione della Fondazione Marino Marini di Pistoia e del Museo Marino Marini di Firenze, nasce dalla constatazione di un diffuso ritorno di interesse, a livello internazionale, per l’opera dell’artista e da una riflessione condivisa sull’importanza cruciale del motivo del cavallo con cavaliere nella vicenda dello scultore toscano, maestro conclamato dell’arte italiana del Novecento. Un tema che, nelle sue diverse declinazioni, tocca tradizioni profondamente radicate in tutto il territorio sardo, dove, seppure indirettamente – non avendo Marini operato sull’isola – l’esperienza artistica dello scultore costituisce uno dei maggiori riferimenti, non soltanto per la celebrità del suo percorso, ma anche in virtù del suo ruolo di insegnante all’ISIA di Monza, frequentata, all’inizio degli anni Trenta, dai sardi Salvatore Fancello, Costantino Nivola e Giovanni Pintori.

Al MAN saranno presentate quindici sculture tra le più importanti del percorso di Marino Marini e oltre cento tra disegni e opere grafiche, eseguite dall’artista tra il 1937 e il 1979 (anno che precede la morte dell’autore) e che raccontano il dispiegarsi nel tempo di un percorso creativo di grande originalità e coerenza”.

Le due mostre saranno accompagnate da altrettanti cataloghi bilingue (italiano ed inglese) editi da Silvana.

Informazioni e prenotazioni:
MAN_Museo d’arte della Provincia di Nuoro
Via s. Satta 27 – 08100 Nuoro – tel +390784252110
Orari: 10:00 – 13:00 15:00 – 19:00 (Lunedì chiuso)
Biglietteria:
Intero 3,00 euro
Ridotto 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni)
Gratuito under 18 e over 60
Gratuito ultime domeniche del mese

 

giovedì 10 febbraio 2011

Da Exibart: buone notizie dal mercato...

Rubo la notizia da Exibart (http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=204&IDNotizia=34515 ). E' un'ottima notizia,!




AA-artauction: Sotheby's Londra, volano Picasso e Marini. Ma è il trend a rassicurare…

La Natura Morta di Giorgio Morandi battuta a Londra
Una sessione con ottimi risultati ma senza record stellari, che forse è la migliore cartina di tornasole per un mercato nel quale il vento in poppa sia la normalità, non un’eccezione. Questo è stata l’asta
 Impressionist & Modern Evening sale che martedì ha movimentato Sotheby's Londra, portando comunque un 85% di venduto in valore, con oltre 80 milioni di euro per i 32 lotti esitati.
Stella della serata La Lecture di Pablo Picasso, del 1932, ritratto di Marie-Thérèse Walter, venduto - dopo una fitta serie di rilanci che ha coinvolto sette pretendenti - ad un anonimo compratore telefonico per quasi 30 milioni di euro, circa raddoppiando la stima iniziale. Ottimi risultati anche per Raddampfer am Landungssteg, tela del 1912 diLyonel Feininger, aggiudicata a 3milioni 744mila euro, stima quasi triplicata, e perRené Magritte, il cui Le Maître d'école ha spuntato quasi tremilioni di euro, attestandosi sulla stima più alta e stabilendo il nuovo record per un’opera su carta dell’artista belga.
Buono notizie anche per gli italiani: L'idea del Cavaliere di Marino Marini è andata aggiudicata a quasi 5 milioni di euro, mentre una Natura Morta di Giorgio Morandi, venduta per oltre un milione 600mila euro, ha stabilito il nuovo record in sterline per l’autore.

[exibart]

sabato 16 ottobre 2010

Inaugurata a Firenze, agli Uffizi la mostra "Laboratorio Novecento" ...da: La Nazione"

Assolutamente da vedere!!!

Inaugurata agli Uffizi la mostra

'Laboratorio Novecento'

L'esposizione si terrà nella nella Sala delle Reali Poste fino al 14 novembre 2010
Firenze, 12 ottobre 2010 - La mostra, realizzata dalla Galleria degli Uffizi, intende proporre un percorso educativo sulle correnti artistiche dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento fino ai nostri giorni. Il pubblico al quale è dedicato tale percorso comprendescuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, oltre a famiglie con bambini ai quali è riservata l'apertura domenicale. L’intento è quello di far avvicinare il visitatore al linguaggio della più stringente contemporaneità – non sempre facilmente accessibile – attraverso un approccio ludico-creativo.

Le trenta opere del percorso sono state selezionate dalla Collezione degli Autoritratti – sia tra quelli giunti in dono nel corso degli anni, sia tra quelli acquisiti con la raccolta Raimondo Rezzonico – e dalla Donazione Risarcimento, oggi in deposito presso il Gabinetto Disegni e Stampe, pervenuta alla Galleria come 'risarcimento' dopo l'attentato di via dei Georgofili del 1993. Le stesse opere sono state suddivise in sezioni, tematiche e cronologiche, che ripercorrono i principali movimenti dell'arte della seconda metà del XX secolo.

La partecipazione a Laboratorio Novecento prevede due momenti distinti, ma complementari: alla visita guidata che introdurrà la conoscenza delle opere in mostra con un linguaggio semplice e coinvolgente, seguirà infatti l’esperienza laboratoriale che rappresenta certamente l’aspetto più innovativo del progetto e costituisce un momento di sperimentazione importante per una metodologia didattica poco radicata in Italia, ma assai diffusa in ambito internazionale.

L’attività manuale costituisce infatti un modo naturale per il ragazzo di fissare nella mente di concetti teorici che spesso nella visita tradizionale al museo si perdono in mezzo a mille sollecitazioni. Gli insegnanti stessi hanno d’altra parte espresso più volte la necessità di un approccio 'pratico' all’arte, soprattutto a fronte di un sempre minore spazio dedicato dalla scuola a questo tipo di attività.

Anche l'allestimento sottolinea in modo efficace la duplice natura, didattica e creativa, del progetto. “Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima”; con questa frase di Munari, stampata su dei grandi cubi di legno, si apre infatti al visitatore la vasta sala delle Reali Poste dove convivono nello stesso ambiente l’allestimento delle opere e lo spazio laboratoriale approntato, al centro, con tavoli e sedie su di una pedana. I ragazzi potranno così cimentarsi nella creazione di un loro elaborato restando in contatto visivo con le grandi opere dei maestri del Novecento.

La partecipazione a Laboratorio Novecento è offerta, da lunedì a venerdì, solo su prenotazione, alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. La domenica mattina è invece aperto a tutti dalle ore 9 alle 13. Alle 10,30 si terrà un laboratorio riservato a famiglie con bambini dai 6 anni in su. In questo caso la prenotazione è consigliata per disponibilità di posti limitata.


Direzione della mostra: Antonio Natali
Mostra e catalogo a cura: Federica Chezzi e Chiara Toti, con Claudia Tognaccini
In collaborazione con: Sezione Didattica della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
Ente prestatore: Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
Progetto allestimento: Matteo Salvadori (FREeSCO équipe creativa) Installazione: Paesaggio di passaggio di Simone Alessandrini

Elenco degli artisti in mostra:Afro, Luca Alinari, Karel Appel, Arman, Enrico Baj, Joseph Beuys, Ary Brizzi, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Christo e Jeanne Claude, Francesco Clemente, Jim Dine, Sam Francis, Michel Gerard, Jenny Holzer, Sivert Lindblom, Marino Marini, Newton Mesquita, Mattia Moreni, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Antonio Possenti, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Antonio Saura, Daniel Spoerri, Victor Vasarely, Raymond-Emile Waydelich, Lawrence Weiner, Gilberto Zorio.

sabato 22 maggio 2010

MARINO MARINI. SEGNO E COLORE NELL'OPERA GRAFICA - Grattacielo Pirelli Milano


Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea

presenta

MARINO MARINI. SEGNO E COLORE NELL'OPERA GRAFICA

Vernissage Martedì 25 maggio ore 18.30
Grattacielo Pirelli – Palazzo della Regione
Piazza Duca d’Aosta, 3 – Milano

La mostra è organizzata in collaborazione con
Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, Milano
Catalogo Edizioni Graphis Arte, Livorno – Milano

La mostra sarà aperta dal 26 maggio all’8 agosto 2010
Orari: martedì-venerdì 15-19, sabato e domenica 10-19 (lunedì chiuso)
Ingresso libero
Milano, Grattacielo Pirelli, Via Fabio Filzi 22, Spazio eventi 1° piano