RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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domenica 19 giugno 2016

La parte per il tutto - Un' indagine al femminile sul femminile

Si è inaugurata venerdì 17 a Colle Val d'Elsa la collettiva 
" La parte per il tutto - Un' indagine al femminile sul femminile"...
Da non perdere!



La parte per il tutto - Un' indagine al femminile sul femminile
SensiArte Galleria
Via Gracco del Secco 66, 53034 Colle di Val d'Elsa


Mearelli indaga l'osservazione del corpo umano attraverso lo strumento introspettivo dei test di Rorschach interpretazione psicologica del doppio e del simmetrico. Punteruoli e strumenti da taglio sostituiscono l'uso dei pennelli e dei colori sezionando con cura chirurgica i fogli di carta. Vengono restituiti immaginari intimi e muti con il linguaggio tattile della scrittura Brail.
Sirakova sceglie di mettere in mostra dei tatuaggi evocativi reinterpretando l'intricato mondo della tradizione e dell'innovazione, del classico e del contemporaneo, attraverso un virtuoso segno livido a matita. L'anatomia del corpo femminile diventa una tavolozza su cui mescolare efficaci citazioni artistiche che creano un disturbo emozionle tra il linguaggio poetico e la carne.
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In occasione della mostra verrà segnalato il progetto F.D.P. Femmine Difformi Project: un progetto di arte sociale ideato da Silva Masini nel 2011 e partecipato da più di 200 donne in diverse città italiane. Un'esperimento dedicato ad osservare, conoscere trasformare gli stereotipi femminili, che mira a favorire uno scambio e un dialogo tra donne libere e fuori dagli schemi.

giovedì 26 marzo 2015

Emila Sirakova al C.R.A.



Emila Sirakova al C.R.A.

SAN MINIATO. Emila Sirakova, la poliedrica artista di origine bulgara (Sofia, 1984), presenta le sue opere al C.R.A. di San Miniato (Torre degli stipendiari, Via A. Conti) sabato 28 marzo 2015 alle ore 18.00.
Da oltre vent’anni residente in Italia (vive fra Milano, dove si è laureata all'Accademia di Brera, e Pisa), è considerata una delle eccellenze della scena odierna. Una poetessa dell'immagine, che ha fatto del disegno contemporaneo il proprio "verbo essere". Raffinata esteta, unisce tradizione ed innovazione, interpretando, con gesto personale, l'universo femminile ponendo l'accento sulla fisicità dei soggetti da lei indagati.
Si aggiunge così un altro importante tassello al progetto culturale del C.R.A., che si prefigge, oltre a quello di creare e gestire la prima biblioteca tematica d'arte in Toscana, anche la divulgazione delle eccellenze del contemporaneo internazionale sul nostro territorio, attraverso la scoperta dell'opera dei protagonisti stessi.
In mostra saranno presenti alcuni lavori dell'ultima produzione dell'artista che sarà presente il giorno dell'inaugurazione per incontrare il pubblico.
Per l'occasione sarà prodotta un’edizione straordinaria di Carne da Macello, la Fanzine dell'Associazione.
La mostra sarà visitabile fino al 12 aprile, tutti i giorni dalle 18.30 alle 20; il sabato 15.30 – 18.30, la domenica 10.30 -12.30 e 15.30 18.30.
Per info: http://centroraccoltaarte.blogspot.it/, centroraccoltaarte@libero.it.

mercoledì 10 dicembre 2014

Nel segno dell'arte

La nobile arte dell'incisione... fra grandi nomi e giovani espressioni


 
Nel segno dell'arte
Grafica Sgroi
mostra di incisioni d'arte
(Barni, Minguzzi, Messina, Sirakova e tanti altri)
13 dicembre - 20 dicembre
Mulino Dugnani 
Via XXV Aprile - Sant'Agata - Cassina De' Pecchi (MI)
 

domenica 9 novembre 2014

Sii bella e stai zitta a cura di Vera Agosti

Dopo Reggio Calabria (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/search/label/Vera%20Agosti), "Sii bella e stai zitta", la rassegna ideata da Vera Agosti, arriva a Monza...
Da non perdere!!! 

un'opera di Emila Sirakova


Liberamente ispirata al saggio "Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne" della filosofa Michela Marzano (Mondadori, 2010), con il consenso e l’autorizzazione dell’autrice, l’omonima collettiva presenta il punto di vista e le riflessioni liriche di artisti figurativi contemporanei sulla condizione femminile.
La mostra, a cura di Vera Agosti, promossa dall’associazione Factory Art Zone in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Monza, è ospitata presso la Galleria Civica, dal 15 al 30 novembre 2014. Inaugurazione venerdì 14 novembre ore 18.

In mostra opere di NINNI DONATO, ANNA MADIA, LARA PACILIO, ANGELA PELLICANO', IACOPO RAUGEI, EMILA DIMITROVA SIRAKOVA
Ebook e catalogo Vanilla Edizioni



evento FB

giovedì 14 agosto 2014

Sii bella e stai zitta: Anna Madia - Emila Dimitrova Sirakova - Lara Pacilio - Iacopo Raugei a cura di Vera Agosti e Marta Toma

Nocturnal L14, triptych, 50x60cm, 2014, pastels, characoal and acrylic on double layers of paper


SII BELLA E STAI ZITTA


Liberamente ispirata al saggio Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne della filosofa Michela Marzano (Mondadori, 2010), con il consenso e l’autorizzazione dell’autrice, l’omonima collettiva presenta il punto di vista e le riflessioni liriche di artisti figurativi contemporanei sulla condizione femminile. La mostra, a cura di Vera Agosti e Marta Toma e promossa dall’associazione Factory Art Zone, è ospitata presso la Galleria Toma di Reggio Calabria, dal 30 agosto al 20 settembre 2014, ed è patrocinata dalla Regione Calabria. L’esposizione nel maggio scorso era stata ospitata presso lo Spazio Calabria di Milano con la presenza di due artisti calabresi: Angela Pellicanò e Ninni Donato. Un ebook e un catalogo di Vanilla Edizioni, realizzati con il gentile contributo di Banca Fineco, documentano l’iniziativa.

“Sii bella e stai zitta” suona come il monito di alcune nonne e altrettante mamme, che cercano di spiegare alle figlie e alle nipoti le strade comode per essere accettate e benvolute. E’ anche l’imperativo e il desiderio proibito di molti uomini che ancora oggi per se stessi e la propria casa sognano una donna remissiva, dolce e sempre bellissima, l’amato “angelo del focolare”. L’Italia, infatti, ancor più di altri Paesi europei, soffre di un tipo di educazione differente per maschi e femmine e di stereotipi difficili a morire, di cui le donne sono vittime e a volte anche carnefici, tanto questi convincimenti sono radicati nella mentalità corrente. Così, per esempio, una donna che fa carriera è spesso chiacchierata o si pensa che trascuri la famiglia. A parità di condizione lavorativa, il gentil sesso guadagna meno degli uomini; in politica sono necessarie le quote rosa, e le recenti cariche di prestigio in posizione di potere affidate a donne sono state annunciate come novità eccezionali e impensate fino a poco tempo fa, invece di essere ordinaria amministrazione. Tutto questo mentre la maggior parte del carico di lavoro domestico per occuparsi della casa, accudire i figli e i parenti anziani ricade quasi sempre sulla donna, con scarso aiuto da parte dell’uomo e dello Stato Sociale. Le eccezioni non fanno che confermare la regola, suscitando stupore e persino sciocche ironie sui “mammi” e sui “casalinghi” odierni.

Anna Madia (Torino, 1976) presenta raffinati disegni a matita e penna che indagano l’interiorità e la fragilità contemporanea. Le sue sonnambule (Sleepwalking, 2014) sono immagini delicate e oniriche, tra il sonno e la veglia, nelle quali i lunghi capelli, elemento per eccellenza della femminilità e della seduzione, raccolti, sciolti, o mossi a formare significative composizioni (Monologue, 2014) diventano simbolo della notte, il tramite tra il passato e il presente.

Iacopo Raugei (Firenze, 1975) cala nel nero le sue allegorie, dipingendo con minuzia di dettagli e precisione una giovane donna legata a un vecchio televisore tramite i cavi dello stesso, mentre viene trasmessa una scena di vita perfetta, come quegli spot a cui siamo abituati, in cui la madre, sempre in forma splendente, riesce a conciliare alla perfezione la vita lavorativa con quella familiare, senza affanni e difficoltà (Perfect Lie, 2014). Immagini illusorie di una realtà inesistente, lontana dall’effettiva quotidianità, che possono tuttavia essere fuorvianti e creare ansie e aspettative. In Exit (2008), un donna senza volto, nella quale è facile immedesimarsi, porta su un vassoio d’argento una preziosa pillola, mezzo suggerito per fuggire i dolori della propria esistenza.

Emila Dimitrova Sirakova (Sofia, 1984) nei suoi disegni compositi su strati di carta (Wall of Breath, 2013; I mille nomi, 2012) racconta l’antico mito di Kaliakra, una costa del Nord della Bulgaria. Secondo la leggenda, quaranta vergini, destinate a divenire schiave dell'imperatore ottomano, scelgono di perire nel Mar Nero, piuttosto che vivere l'umiliante esperienza dell'harem. Per questo si legano i capelli tra loro e tenendosi per mano si gettano dalla fortezza di Kaliakra, annegando. L’artista si concentra sulle ragazze, ormai cadute nel mare (Hypotermia, 2013): belle, snelle e slanciate al pari delle modelle dei giorni nostri, ripiegate su se stesse come boccioli indifesi.

Lara Pacilio (Roma, 1978) propone tre lavori della serie Padiglioni (2013), dedicati al rapporto tra la donna e la Madonna e due installazioni della serie Carousel (2012). Queste ultime sono piccole giostre (Pinkin’ Love, Flying Balloons), fatte di simboli della femminilità e seducenti stereotipi. In The Family Man, l’artista tocca il tema della pedofilia, raffigurando il pedofilo come vittima di abusi infantili. La dimensione del gioco intesa come momento di crescita e di formazione è stata spezzata in tenera età e ora il nuovo “gioco” dell’adulto assume connotati mostruosi. La musica, composta da Luca Nostro (chitarrista e compositore, prima chitarra elettrica del Parco della Musica Contemporanea Ensemble), accompagna le opere esposte.



Sii bella e stai zitta: Anna Madia - Emila Dimitrova Sirakova - Lara Pacilio - Iacopo Raugei

Con il Patrocinio della Presidenza della Regione Calabria

A cura di Vera Agosti e Marta Toma

Galleria Toma

Via Giudecca , 23-25-27-27/A - Reggio Calabria

Dal 30 agosto al 20 settembre 2014

Evento promosso da Factory Art Zone

Ingresso libero

Inaugurazione sabato 30 agosto ore 18:30

Orari: 9-13 e 16:30-21 chiuso la domenica e il lunedì pomeriggio

Ebook e catalogo: Vanilla Edizioni

Con il contributo di Banca Fineco

lunedì 19 maggio 2014

SII BELLA E STAI ZITTA a cura di Vera Agosti

N. Donato, Lucia, 201

 
SII BELLA E STAI ZITTA
a cura di Vera Agosti
 
Liberamente ispirata al saggio Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne della filosofa Michela Marzano (Mondadori, 2010), con il consenso e l’autorizzazione dell’autrice, l’omonima collettiva presenta il punto di vista e le riflessioni liriche di artisti figurativi contemporanei sulla condizione femminile. La mostra, a cura di Vera Agosti e promossa dall’associazione Factory Art Zone, è ospitata presso lo Spazio Calabria a Milano, dal 26 maggio al 7 giugno 2014, ed è patrocinata dalla Regione Calabria. Un ebook e un catalogo di Vanilla Edizioni, realizzati con il gentile contributo di Banca Fineco, documentano l’iniziativa.
 
“Sii bella e stai zitta” suona come il monito di alcune nonne e altrettante mamme, che cercano di spiegare alle figlie e alle nipoti le strade comode per essere accettate e benvolute. E’ anche l’imperativo e il desiderio proibito di molti uomini che ancora oggi per se stessi e la propria casa sognano una donna remissiva, dolce e sempre bellissima, l’amato “angelo del focolare”.  L’Italia, infatti, ancor più di altri Paesi europei, soffre di un tipo di educazione differente per maschi e femmine e di stereotipi difficili a morire, di cui le donne sono vittime e a volte anche carnefici, tanto questi convincimenti sono radicati nella mentalità corrente. Così, per esempio, una donna che fa carriera è spesso chiacchierata o si pensa che trascuri la famiglia. A parità di condizione lavorativa,  il gentil sesso guadagna meno degli uomini; in politica sono necessarie le quote rosa, e le recenti cariche di prestigio in posizione di potere affidate a donne sono state annunciate come novità eccezionali e impensate fino a poco tempo fa, invece di essere ordinaria amministrazione. Tutto questo mentre la maggior parte del carico di lavoro domestico per occuparsi della casa, accudire i figli e i parenti anziani ricade quasi sempre sulla donna, con scarso aiuto da parte dell’uomo e dello Stato Sociale. Le eccezioni non fanno che confermare la regola, suscitando stupore e persino sciocche ironie sui “mammi” e sui “casalinghi” odierni.
 
In mostra, 
Angela Pellicanò (Reggio Calabria, 1963) e Ninni Donato (Falcone, 1959) esplorano l’universo femminile attraverso intensi ritratti. Le donne della Pellicanò, affascinanti e drammatiche, si stagliano nel  rosso del sangue e nel nero del dolore (Dream Experience, 2011-2014), immobilizzate da lacci, ormai entrati dentro di loro (S.t., 2012). Sono figure che portano con sé lo spirito delle terre del Mediterraneo, lo spessore della storia e dei richiami al mondo classico, legando l’attualità all’inscindibile passato. Le acerbe fanciulle di Ninni Donato, in primissimo piano, immortalate in scatti in bianco e nero, inglobati nella resina (Lucia; Teresa, 2012), sembrano esplicitare quella componente maschile che è presente anche nell’animo femminile. L’androginia delle forme e dei volti rende queste giovani donne simili a ragazzi, quasi a significare la comune difficoltà della crescita in entrambi i sessi.
 
Anna Madia (Torino, 1976) presenta raffinati disegni a matita e penna che indagano l’interiorità e la fragilità contemporanea. Le sue sonnambule (Sleepwalking, 2014) sono immagini delicate e oniriche, tra il sonno e la veglia, nelle quali i lunghi capelli, elemento per eccellenza della femminilità e della seduzione, raccolti, sciolti, o mossi a formare significative composizioni (Monologue, 2014) diventano simbolo della notte, il tramite tra il passato e il presente.
 
Iacopo Raugei (Firenze, 1975) cala nel nero le sue allegorie, dipingendo con minuzia di dettagli e precisione una giovane donna legata a un vecchio televisore tramite i cavi dello stesso, mentre viene trasmessa una scena di vita perfetta, come quegli spot a cui siamo abituati, in cui la madre, sempre in forma splendente, riesce a conciliare alla perfezione la vita lavorativa con quella familiare, senza affanni e difficoltà (Perfect Lie, 2014). Immagini illusorie di una realtà inesistente, lontana dall’effettiva quotidianità, che possono tuttavia essere fuorvianti e creare ansie e aspettative. In Exit (2008), un donna senza volto, nella quale è facile immedesimarsi, porta su un vassoio d’argento una preziosa pillola, mezzo suggerito per fuggire i dolori della propria esistenza.
 
Emila Dimitrova Sirakova (Sofia, 1984) nei suoi  disegni compositi su strati di carta (Wall of Breath, 2013; I mille nomi, 2012) racconta l’antico mito di Kaliakra, una costa del Nord della Bulgaria. Secondo la leggenda, quaranta vergini, destinate a divenire schiave dell'imperatore ottomano, scelgono di perire nel Mar Nero, piuttosto che vivere l'umiliante esperienza dell'harem. Per questo si legano i capelli tra loro e tenendosi per mano si gettano dalla fortezza di Kaliakra, annegando. L’artista si concentra sulle ragazze, ormai cadute nel mare (Hypotermia, 2013): belle, snelle e slanciate al pari delle modelle dei giorni nostri, ripiegate su se stesse come boccioli indifesi.
 
Lara Pacilio (Roma, 1978) propone tre installazioni della serie Carousel (2012). Piccole giostre (Pinkin’ Love, Flying Balloons),fatte di simboli della femminilità e seducenti stereotipi. In The Family Man, l’artista tocca il tema della pedofilia, raffigurando il pedofilo come vittima di abusi infantili. La dimensione del gioco intesa come momento di crescita e di formazione è stata spezzata in tenera età e ora il nuovo “gioco” dell’adulto assume connotati mostruosi. La musica, composta da Luca Nostro (chitarrista e compositore, prima chitarra elettrica del Parco della Musica Contemporanea Ensemble), accompagna le opere esposte.
 
Sii bella e stai zitta: Anna Madia - Emila Dimitrova Sirakova - Ninni Donato - Lara Pacilio - Angela Pellicanò - Iacopo Raugei
Con il Patrocinio della Regione Calabria
A cura di Vera Agosti
Spazio Calabria - Via Broletto, 14 - Milano (Metro Cordusio)
Dal 26 maggio al 7 giugno 2014
Evento promosso da Factory Art Zone
Inaugurazione: lunedì 26 maggio ore 18:30
Orari: martedì-sabato: 14-20
Ingresso libero
Ebook e catalogo: Vanilla Edizioni
Con il contributo di Banca Fineco

martedì 10 dicembre 2013

XX x XX | ventiperventi



XX x XX | ventiperventi

Nuova trasformazione per lo Studio D’Ars, la galleria di Milano cambia di nuovo veste. Da Giovedì 12 Dicembre un mosaico di opere, rigorosamente 20 cm per 20 cm ricoprirà le pareti dello studio per l’inaugurazione della mostra XX x XX ventiperventi.
XX x XX è un progetto ambizioso che vede raccogliersi settantuno artisti che hanno risposto alla sfida proposta dal curatore Daniele Decia e hanno realizzato, per l’occasione, una tavola di piccole dimensioni rappresentativa della loro arte.
Settantuno opere differenti per tecnica e uso dei materiali, per settantuno artisti, uniti dall’appartenenza al contemporaneo, si incontrano a Studio D’Ars in un’unica grande mostra a dimostrare come l’arte sia unione anche nella diversità di stili e linguaggi. La lista degli artisti partecipanti vanta nomi di fama internazionale, personaggi già noti al pubblico di Milano, ma anche nuove segnalazioni da scoprire.

La grande collettiva di artisti sarà esposta dal 12 Dicembre fino al 7 Gennaio



Gli artisti che parteciperanno sono: 108, 9Periodico, Ak, Ale Senso, Nicola Alessandrini, Alice Pasquini, Aris, Awer, David Bacter, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Massimo Caccia, Camilla Falsini, Carmelo Cambareri, Chekos'Art, Corn 79, Crin, Ct, Giordano Curreri, Darkam, El Euro, Etnik, Fabrizio Fontana, FraBiancoshock, Frank Lucignolo, Gianmaria Giannetti, Gio Pistone, GLoois, Gosia Turzeniecka, Gue, Michele Guidarini, Halo Halo, Irwin, Kraser, Krio,Luca Ledda , Antonello Macs, Andrea Mangione, Marco Memeo, Mrfijodor, Mp5, Nevercrew, No Curves, Opiemme, Orticanoodles, Pao, Pier De Felice, Ale Puro, Ravo, ReFreshink , Denis Riva, Seacreative , Emila Sirakova, Cristian Sonda, Giacomo Spazio, Stencilnoire , Tellas, Tenia, Mattia Turco, U252, UFO5, Uno, Urbansolid, Urka , Giulio Vesprini, Vine, Vins Grosso, Emanuele Vittorioso, Fabio Weik, Zibe, Zorkmade.

Studio D'Ars
via sant’agnese 12/8, 20123 Milano

evento FB

lunedì 4 novembre 2013

Beluffi per NERO...

Della mostra colletiva NERO, curata da Emanuele Beluffi per la Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, e che vede tra gli altri, come artisti invitati anche Marco Fantini, Fabio Gianpietro, Svetlana Grebenyuk, Francesca Manetta ed Emila Sirakova, vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/10/nero-cura-di-emanuele-beluffi.html. Ora il testo integrale dello stesso Beluffi che accompagna la mostra...




"QUANDO È TUTTO NERO LA LUCE È AL SUO PIENO!" (detto di una fattucchiera)
Non è un paradosso che col nero c’entri la luce. Dev’essere un po’ come con la teologia negativa del monaco Duns Scoto che, per parlarci di Dio, ci diceva cosa Dio non fosse: prendi tutto quello che associ alla materia e toglilo, eccoti Dio. Il nero è assenza di luce. E, tanto per restare in tema e non farla fuori dal vasino, dev’essere un po’ anche come con la definizione dell’inferno secondo il teologo Ugo von Balthasar: l’inferno è vuoto.
Ecco, il nero è vuoto (di luce). Definito sempre per toglimento. Ma è brutto - e furbetto - definire una cosa dicendo cosa essa non è, a meno che tu non sia Wittgenstein che alla fine del suo Tractatus logico-philosophicus ci disse «vi ho pigliati per il culo, perché quel che avete letto fin qui non è affatto importante, ciò che conta veramente non ve l’ho detto perché è ineffabile». E nemmeno puoi corteggiare una donzella presentandole da subito le qualità che non hai: non è affatto rassicurante.
Il nero non riflette la luce, ma anzi l’assorbe totalmente: ecco perché tutti i buchi sono neri.
Il nero non è propriamente un colore e anzi, come tutti gli altri colori (e quindi, per la proprietà transitiva, come lo stesso mondo là fuori), non è altro che un’impressione. Nella fattispecie, un’impressione visiva (noi e il mondo là fuori altro non siamo che impressioni e idee e rappresentazioni, ma questa è un’altra storia, andatevi a riguardare Matrix).
Il nero viene, da tempi immemori, associato a determinazioni negative, brutture, miserie, paura, mistero, sporcizia, incertezza (“la polizia brancola nel buio”, tanto per citare il luogocomunismo dei più frequentati), ma vi sono anche non indifferenti determinazioni positive: il nero snellisce. E in fin del conto Black Dahlia è uno dei meglio riusciti romanzi di James Ellroy (e come non citare il lungometraggio Il profumo della signora in nero, che tutti avrete sicuramente visto?).
Questo è il tempo per le streghe. E per gli artisti. Proprio perché buio, mediocre, pericoloso e precario, il medioevo contemporaneo necessita di una spallata: dev’essere mascariato, denunciato, stigmatizzato da chi sa che il re è nudo. E chi, in tempi di assuefazione alla scontatezza, di omologazione al belvedere, all’igiene mentale e all’attitudine politicamente
corretta (ma perché?, perché adesso le sigarette si devono spegnere da sole?), chi meglio del deviante (e quindi la strega, il diavolo, lo zingaro, il tossico, il matto, il marxista, l’anarchico individualista e l’uomo nero) può porsi chiaramente in antitesi all’attuale edu- castrazione di massa? Ma su tutti può l’artista: perché, se l’arte contemporanea è (anche) fedeltà al presente, allora nessuno meglio dell’artista (che è sempre un cretino, Duchamp ce l’insegna) può funzionare da detonatore culturale e vettore della glikoclastìa (glikoclastìa è un termine che mi sono inventato adesso e nasce dall’unione delle parole di origine greca glykys (γλυκύς) = delizioso e klázo (κλάζω) = distruggo), di cui il gusto corrente ha tanto bisogno.
Ecco allora il senso di quest’opera al nero. Nero in riferimento all’immediatezza visuale ma non solo e non necessariamente. Ventitre artisti diversi per età, ricerca visiva e mezzo espressivo - pittura, scultura, video, disegno e fotografia, accomunati da una black attitude: cattive ragazze e cattivi ragazzi, oscuri, tortuosi, drammatici, ironici, visionari, profondi, raffinati, metafisici, affatto rassicuranti e deliziosi. Neri, per fattura artigianale e / o visuale. I soggetti oggetti sono il volto, la metamorfosi e la metromorfosi (la mappa dell’urbe è quella del derma e quella del soma!), lo scherzo, il perturbante, l’organico e l’inorganico, il canto del corpo e il suo svuotamento, il reale e l’irreale quotidiano, la perversione, il sogno e le creature della notte senza fine. Per un’estetica dell’eccesso.
Perché è novembre e s’ode e si scorge da lungi la slitta con le renne, ma col cazzo che NERO è la mostra di Natale. 

Emanuele Beluffi 

evento fb
https://www.facebook.com/events/1384362918470716/?ref_dashboard_filter=upcoming 

lunedì 28 ottobre 2013

NERO. a cura di Emanuele Beluffi

Grande mostra, grandi artisti, grande evento!
Bravo Beluffi!
Ci sono, fra gli altri:
Marco Fantini, Fabio Gianpietro, Svetlana Grebenyuk, Francesca Manetta, Emila Sirakova... insomma da non perdere!!!
 


Venticinque artisti diversi per età, ricerca visiva e mezzo espressivo - pittura, scultura, video, disegno e fotografia. Accomunati da una black attitude. Cattive ragazze e cattivi ragazzi, oscuri, tortuosi, drammatici, ironici, visionari, profondi, raffinati, metafisici. Il volto, la metamorfosi, lo scherzo, il perturbante, l’organico e l’inorganico, il canto del corpo e il suo svuotamento, il mondo là fuori e l’irreale quotidiano, la perversione, il sogno e le creature della notte senza fine. Per un’estetica dell’eccesso.

Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter
via Cadolini, 27
20137 Milano
M 347 3100 295
www.galleriabiancamariarizzi.com
info@galleriabiancamariarizzi.com

martedì 21 maggio 2013

L'alchimia dell'albero. La natura verde dell'arte a cura di Claudia Bernareggi e Paola Ubiali




L'alchimia dell'albero. La natura verde dell'arte
a cura di Claudia Bernareggi, Paola Ubiali

Nila Shabam Bonetti | Giovanni Bonaldi | Gianni Cuomo | Claudio Destito Nicoletta Freti | Pina Inferrera | Margherita Leoni | Mya Lurgo
Danilo Marchi | Emila Sirakova | Arianna Tinulla | Angela Viola 

Programma 

giovedì 6 giugno 2013
ore 21.00, presso Salone Visconteo (Passaggio Torre di Adalberto) apertura mostra con performance “TreE” a cura di Nila Shabam Bonetti;
ore 22.00 presso Orto botanico (Scaletta di Colle aperto) performance iniziale con installazione interattiva “Muco I” a cura di Arianna Tinulla con musiche di Deen Llüks e Berlikete.
Cocktail inaugurale a cura di Azienda Agricola Savoldi, Scanzorosciate e Chez Richard Paris, Bergamo 



venerdì 21 giugno 2013
ore 21.00 presso Orto botanico (Scaletta di Colle aperto) performance “TreE” a cura di Nila Shabam Bonetti e performance con installazione interattiva “Muco II” a cura di Arianna Tinulla con musiche di Deen Llüks e Berlikete. Cocktail a cura di Società Agricola Locatelli e Caffi, Chiuduno e Bio Pasticceria Anita, Bergamo



giovedì 20 e 27 giugno, ore 14.30, a cura di Gianni Cuomo, presso Orto Botanico (in caso di pioggia, presso il Salone Visconteo)


7 giugno- 31 agosto 2013

La mostra nasce dalla collaborazione tra differenti realtà del territorio bergamasco, sinergie e competenze che si incrociano trasversalmente con l’obiettivo di presentare, durante il periodo estivo, una visita all’Orto botanico “Lorenzo Rota” inconsueta e rinnovata, che contribuisca alla sensibilizzazione verso le tematiche green in vista dell’Expo 2015 che vedrà Milano e il suo hinterland quale polo internazionale dell’ecologia e della corretta alimentazione.
La straordianaria ricchezza di questo luogo nel quale convivono oltre 900 specie di piante, il suggestivo paesaggio che lo incornicia e l’inaspettata presenza di installazioni interattive, opere di arte contemporanea open air e la possibilità di assistere a performances artistiche, rendono affascinante il percorso ai sensi del visitatore. L’esperienza si completa con la visita al Salone Visconteo dove è allestita una “mostra nella mostra”: la pre-esistente esposizione di parte del patrimonio appartenenente alle collezioni dell’orto quali l’Hortus Pictus Bergomensis e la collezione ceroplastica vengono difatti affiancate ad opere di videoarte e light art che colloquiano le une con le altre in un dialogo tra i secoli.
Presentare l'arte in un orto botanico è per noi occasione di trattare consapevolmente l'argomento alchemico della trasformazione, visto nel rapporto dell'uomo con la natura che lo ospita. Cosa, più dell'arte, riesce a coinvolgere il maggior numero di aspetti della vita dell'uomo focalizzati sul cambiamento, sul percorso di ricerca intima dell'essere umano? L'alchimia, o scienza della trasformazione interiore, nella sua costante ricerca della conoscenza intesa come culmine dell'esperienza umana, viene anche chiamata "Agricoltura celeste", le sue fasi e le sue teorie tutte ricalcano l'arte agricola. L'arte sarebbe dunque la manifestazione estetica delle fasi di crescita dell'uomo, l'alchimia, la scienza e la natura, con i suoi cicli, diverrebbe in questo senso la base universale da cui tale studio trarrebbe spunto. Fiori e piante non sarebbero altro che il linguaggio della natura, simbolo delle fasi della vita che nasce e muore, così come l'uomo, nella sua esperienza di vita, esprime passioni, dolori e gioie, spirando, infine, nella sua fase invernale.
Le opere presenti in mostra rievocano stati dell'esperienza umana strettamente connessi ai cicli naturali, ambientazioni in cui il dualismo uomo-natura diviene atmosfera di fondo della narrazione estetica e metafora di un percorso di evoluzione e trasformazione che accomuna entrambi gli universi.

martedì 7 maggio 2013

Emila Sirakova firma la copertina dell'ultimo CD di Pico Rama in uscita il prossimo 21 maggio...

il prossimo 21 maggio uscirà l'ultimo progetto musicale di Pico Rama, " il secchio e il mare".
La copertina del CD, è stata affidata ad una delle artiste più interessanti di tutto il sistema Arte-Italia: Emila Sirakova.

Ecco in anteprima l'immagine



per chi ancora non conoscesse Pico Rama, ecco alcune info

Pico Rama


Pico Rama
Coscienza cosmopolita nata e cresciuta tra le nebbie tossiche di Milano, con il fermo desiderio di creare ossigeno.
Adoratore d’ogni forma d’arte e di bellezza sin dalle elementari, quando la nobile volontà di divenire guardia forestale fu cauterizzata dai miei primi passi nel catartico mondo della recitazione – che seguitò a cullarmi nel suo morbido velo per una decade e mezza. Parallelamente la mia anima di fanciullino comprendeva le scosse dell’impulso all’espressione, riservando un’importanza primaria alle facoltà immaginative che sublimava nella precoce creazione di valide opere in prosa (ricordiamo “Se fossi un pesce…” e “I genitori dovrebbero”) e a fumetti (“Hunter: gli attacchi dei Samors” è senza dubbio il più celebre). Il senso di potenza fu compensato dalla scintilla della consapevolezza dell’ignoranza socratica, che mi condusse volenteroso alla lettura e all’ammirazione dell’opera dei grandi.
La musica dal canto suo, assumendo molteplici forme che andavano cangiando di ciclo in ciclo, m’accompagnava benevola nella scoperta del sublime: in principio furono i Beatles, grazie ai quali cominciai molto piccolo ad approfondire la lingua inglese; dischi su dischi si sovrapposero progressivamente alle musicassette dello Zecchino d’Oro (che mai rinnegherò!): il primo cd che acquistai coi miei soldini, alla tenera età di undici anni, fu un best dei Black Sabbath. Conobbi dunque, in concomitanza col progredire della rabbia adolescenziale, tutta la potenza dell’hard rock e l’energia del punk, gettando le solide radici d’una situazione che vede oggi il mio bagaglio musicale pregno nella sua maggior parte di composizioni che precedono la mia nascita.
Alice Cooper! Jimi Hendrix, Who, Led Zeppelin, Doors, Sex Pistols, Ramones, Clash, Stranglers, Tom Waits, David Bowie, AC/DC, Iron Maiden, Kiss, Queen, Metallica, Steve Vai… Solo alcuni fra i tanti nomi che si sono imposti in me al punto da creare molteplici microdogmi dell’orecchio.
Ciononostante la mia curiosità congenità mi riservò la facoltà di esplorare quasi tutti gli universi paralleli, dal jazz al reggae, dal blues alla classica, finchè inciampai nel gradino marmoreo del tempio pagano dell’hip-hop. N.W.A., Wu Tang Clan, Tupac e Notorious B.I.G., anche Eminem, dai… In alcuni trovavo una forza espressiva unica e spontanea, un’acutezza distruttiva paragonabile in un certo senso alle bottiglie che si prendeva in faccia Johnny Rotten ai concerti. In altri, ora in quasi tutti, prevaleva invece l’infantile buffonaggine autocelebrativa, con tanto di spot alla società dei consumi e delle apparenze, belle fighe, belle auto, belle catenazze. Li ho attraversati, fuoriuscendone illeso ed arricchito. Contro ogni mia previsione, la somiglianza alle competizioni aediche dei moderni contest di rime improvvisate m’affascino a tal punto che ne appresi le tecniche e la pignoleria metrica, sorvolando sulla zarraggine che pare intrinseca all’hip-hop; benchè anche la scena italiana m’abbia elargito delle soddisfazioni… Tre più uno, come in ogni numerologia religiosa; le mie fasi del gusto: Raige e Zonta in Tora-Ki, Kaos, Ghemon Scienz e, diverso e superiore, Caparezza (quest’ultimo, con Frank Zappa ed Elio e le Storie Tese, insegna qualcos’altro di fondamentale: il valore purificatorio di ironia e goliardia).
Finchè la rabbia adolescenziale si esaurì con l’adolescenza, e proprio quando iniziai ad avvertire maggiormente la necessità di dedicarmi al mio Dio interiore, alla mia crescita spirituale, tolsi le bende dagli occhi rendendomi conto che i meravigliosi slogan di Bob Marley contenevano ben più di quello che avevo inteso precedentemente, che il reggae è un canto spirituale, veicolo d’una religione senza chiesa: dopo essermi dedicato per qualche anno al suo studio feci mia la morale Rastafarai, rendendola il perno del mio personalissimo sincretismo, profondamente influenzato dalla saggezza di tutte le culture mistiche.
Oggi considero l’arte un sublime strumento di catarsi, alambicco dell’opera alchemica collettiva.
A mia volta sarò strumento dell’arte, sempre più specchio e sempre meno filtro.


lunedì 6 maggio 2013

HAND JOB di Lorenzo Zavatta a cura di Nila Shabnma Bonetti




HAND JOB

DOMENICA 12 Maggio 2013
Orario: 17.00 – 24.00
Luogo: via Pietra Ligure 20, Milano (MM1 QT8)
Ideazione: Lorenzo Zavatta
Curatela: Nila Shabnma Bonetti
Documentazione fotografica: Riccardo Molino
 
COMUNICATO STAMPA
HAND JOB è un progetto di mostra collettiva ospitata nell’abitazione milanese dell’artista Lorenzo Zavatta. L’evento si pone a metà strada tra intrattenimento festoso e happening artistico. Vede coinvolti giovani artisti contemporanei invitati ad esporre un’opera d’arte. Unica condizione imposta è che il lavoro presentato stia sul palmo di una mano.  Sarà possibile seguire l’evento in tempo reale sulla pagina face book (http://www.facebook.com/events/374671782649242/?fref=ts), dove verranno immortalati gli artisti con la propria opera in mano, le persone invitate e dove verranno pubblicati testi critici , scritti nel corso della giornata, sui lavori presenti.

ecco un primo elenco di artisti che hanno aderito
Luca Beolchi, Patrizia Bonardi, Maria Elena Borsato, Giuseppe Buffoli, Giulio Crosara, Simona da Pozzo, Ylbert Durishti, Silvio Giordano, Francesca Longhini, Isabella Mara, Olivia Marani, Matteo Mottin, Emila Sirakova, Nicola Torcoli, Angela Trapani, Angela Viola

sabato 13 aprile 2013

Da AAM 2013

Si è da poco conclusa la prima giornata di AAM (per info http://www.arteaccessibile.com/) ed è quindi doveroso pubblicare alcune immagini che sicuramente parlano più di molte parole. 
Primo consuntivo: senza ombra di dubbio un successo.

Elio Fiorucci Photo by Frattura Scomposta

Elio Fiorucci Photo by Frattura Scomposta
l'ingresso...

L' "icona " della fiera: Marco Chiurato

L'omaggio di Marco Chiurato a Sottsass (opera realizzata in zucchero)

l'opera di Daniele Alonge prima della censura,,,

una panoramica...

Omaggio a Fiorucci

Marco Pirovano e Marta Fumagalli

l'opera di Daniele Alonge dopo della censura,,,
Lo stand Casa d'Arte San Lorenzo

Lo stand Casa d'Arte San Lorenzo
la sal collina...

un'altra veduta...

di tutto un po'...

Premio d'arte AOP academy

l'installazione di Cazzaniga...
un po' di gente...

Anna Maria Brizzi e Fabrizio Grigolo

Patrizia Milani e Angela Loveday

Con Marco Chiurato

Con Pao

Con Rossella Faarinotti

Con Fortunato D'Amico

Con Emila Sirakova

Con Gio Lacedra

Gio Lacedra con Emanuele Beluffi

giovedì 4 aprile 2013

Per Emila Sirakova: un testo un po' così

Emila Sirakova - Photo by Marco Besana


Questo testo l'ho scritto qualche mese fa, per Emila Sirakova. E' rimasto lì, fermo a decantare. Non mi ha mai convinto. Forse perchè è troppo difficile tradurre in parole ciò che provo davanti alla sua arte... 

Nota importante, è la prima stesura non l'ho mai "toccato" e così lo posto... 




Ascolto alt-J e penso...
Penso che l'arte e nello specifico la pittura, non sia solo questione di idee, tecnica, pensiero, ma solo magia. 
Sì, esiste una magia nell'arte che ha del miralocoso. 

Mi spiego:
io posso esprimermi, come ora, scrivendo, a volte parlando, altre gesticolando. Ci sono volte che parlo e gesticolo contemporaneamente, come la maggior parte degli esseri umani. Oppure, posso utilizzare la mimica del corpo e dell'espressione. E altri cento modi.
Poi ci sono gli attori che recitano, i cantanti che cantano, i poeti che declinano e tanti altri... ma i pittori? I pittori, quando sono artisti, rendono magico ogni loro gesto, creazione o semplice idea. 

Fra questi, ho conosciuto una Artista - vi prego, notate la maiuscola come segno di rispetto - che riesce a trasferire questo concetto con straordinaria efficacia: Emila Sirakova.

Avete mai provato ad accarezzare un opera di Emila Sirakowa? Fatelo! 
Fatelo appena vi sarà possibile. Non soffermatevi a leggere l'opera, non cercate cose che difficilmente riuscirete a comprendere. 
Ammiratene la bellezza, la composizione, la poetica, e trattenete il fiato. 
Siete davanti all'Arte! 
Ma non fermatevi, fate ciò che l'istinto comanda: toccatela. 
Sì toccatela, sfioratela.
Grazie al suo fare arte, se passerete la vostra mano sulla superficie dipinta, apparira un'altra immagine, un'altra opera. 

Ancora un particolare e poi un altro, e ancora uno. 
Fino ad allora rimasto celato ai vostri occhi. 
E solo voi, te, con il singolo gesto, al pari di una carezza, lo hai svelato.

Sono corpi, danze, evoluzioni, torsioni. Sono immagini che vengono dall'intimo. Un'intimità svelata: a volte spigolosa, altre fragile, ma sempre vera. Vera come solo i sogni e le apparizioni lo sanno essere. 

E' questa l'arte di Emila, un arte che viene dal passato, un passato ormai talmente tanto lontano che è quasi dimenticato. 
Passato a tal punto che riscoprirlo sembra una tale novità che alcuni si sentono obbligati di gridare al contemporaneo. Ma la belleza può mai essere stata altro? La belleza oltre ad essere anti-democratica è sempre stata contemporanea. Emila lo sa. 

Un po' di tempo, in occasione della sua "prima" milanese, scrissi a proposito della sua arte:

"La qualità non è messa in discussione. L'efficacia del gesto, in questo caso, non è solo teoria. La bellezza è assoluta protagonista. Così potrei riassumere la personale di Emila Sirakova che si accinge a vivere e condividere l'emozione di una "prima". La sua prima personale milanese, in una nuova Galleria, sotto la guida preziosa di Emanuele Beluffi. 
Tratto deciso e femminile per una serie di disegni di rara qualità. Per lei, la Sirakova, che naviga a vista nelle acque dell'arte contemporanea, spaziando dalla performance alla pièce teatrale, dal costume di scena al lavoro a quattro mani con Giovanni Piazzalunga, un passo decisivo: mostrare una sorta di rinascimento-avanguardistico, dove la riscoperta del segno sta alla base di tutto. Lei ora è pronta e voi?"
Ed in effetti lo era pronta. Ora ancora di più! 
A volte è misteriosa, altre volte esplicita. sempre toccante.

Io questa la chiamo magia. La magia dell'innocenza, della fiaba, della sensualità, della femminilità. La magia della storia, del sapere, dello scoprire... la magia di un momento... come una nota, una melodia... alt-J continua a suonare...