RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 29 luglio 2013

Matteo Negri / IN LOVE - INAUGURAZIONE MOSTRA CERRUTI ARTE

 
 
Matteo Negri / IN LOVE - INAUGURAZIONE MOSTRA CERRUTI ARTE

installazione di opere per le vie di Santa Margherita Ligure

dal 23 luglio al 30 settembre 2013



Verranno inaugurate il 23 luglio 2013 le tre sculture pubbliche dell'artista Matteo Negri, posizionate in Largo

Amendola, via Torino e via Partigiani d'Italia a Santa Margherita Ligure.


L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Santa Margherita Ligure, organizzata da ABC-ARTE, comprenderà anche una personale dell'artista che si inaugurerà il giorno 02 agosto 2013 alle 18.30 presso gli spazi espositivi di Cerruti Arte a Santa Margherita Ligure.

Un evento di cultura e arte, nato come momento di sinergia tra pubblico e privato, tra istituzioni e società civile, per stimolare sul territorio il coinvolgimento e la partecipazione soprattutto dei più giovani. La nuova macroscultura cittadina A me gli occhi presenterà non più la forma del nodo, ma quella di un fiocco che si proporrà come elemento invasivo, quasi allarmante nella placida e armoniosa tranquillità di Santa Margherita Ligure. Un fiocco che come un drone d’assalto emergerà dalla base dell’opera sovrastando la località ligure non più traendo ispirazione da essa, ma volendola inquadrare. Il fiocco di Matteo Negri in modo antitetico a quello di Jeff Koons apparirà a tratti sgraziato e minaccioso.

Come operazione d’arte pubblica verranno inoltre proposti due macro nodi lego, Our Day Will Come e Space Dynamics che richiameranno quelli di dimensione inferiore presenti nella galleria Cerruti Arte: The Lover’s Loop, At The End of The Day. Nella personale si potranno anche ammirare sia opere in ceramica quali Yellow Unexploded, sia omaggi a Mondrian, come i L’Ego Mondrian cromati, che ad Alighiero Boetti dove sculture e stampe -L’Ego Maps- si porranno in un dialogo tra loro e con le altre forme sferiche e paraboliche
esposte in mostra.


Matteo Negri (San Donato Milanese, 1982) si diploma in scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.

Ha lavorato ed esposto in varie ed importanti gallerie, spazi pubblici e fiere d'arte in città come Bruxelles, Berlino, Hong Kong, Londra, Miami, Milano, Roma, Parigi.

L'artista, già avvezzo all'incursione urbana con le sue opere, come a Parigi, Londra e Genova, dove ha da poco concluso una personale intitolata Una cosa divertente che non faro mai più presso la galleria ABCARTE: la mostra, oltre agli spazi della galleria, ha interessato anche il centro cittadino ove, per mesi da P.za De Ferrari, fino a Via Roma e Via XX settembre le sculture di Matteo Negri hanno potuto così dialogare con lo spazio cittadino ed incuriosito i passanti.

Modulo e referente visivo dell'opera di Matteo Negri è l'iconico mattoncino LEGO, a partire dall'evidente consonanza fonetico-scritturale con l’Ego, struttura psichica deputata al rapporto con la realtà ed allo scambio con l’altro. L'aspetto ludico e costruttivo del noto gioco danese cambia segno nel progetto dell’artista, che ne ridefinisce i volumi, modellandoli e riannodandoli in un'inedita visione. In fase formativa, quelle che erano le possibilità di gioco, si trasformano nella sfida alla progettualità.


L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Santa Margherita Ligure, della sponsorizzazione del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure – Gruppo Banco Popolare e della sponsorizzazione tecnica di SIAT.

domenica 28 luglio 2013

Considerazioni sulla 64° edizione del Premio Michetti "LA BELLEZZA NECESSARIA"



Questa notte ho postato solamente la notizia relativa ai nomi dei vincitori di questa Edizione del Premio Michetti 



Erano le 2 passate ed avevamo appena finito di festeggiare. 
Ora è il momento delle considerazioni.
Il premio Michetti 2013 è, come sottolineato dal Presidente Centorame, 
una edizione straordinaria, per qualità, varietà e spessore. 
Una edizione ricca di avvenimenti nell'avvimento: 
una dedica a Gabriele D'Annunuzio, nel 150° anniversario della nascita, un omaggio ad Aligi Sassu, una collettiva dedicata all'opera di Italo Picini ed infine un Progetto per la Conservazione delle opere stesse del Premio a cura dell'Università dell'Aquila. 

Ed ovviamente il Premio 
(vedi anche il post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/07/e-ufficiale-ecco-il-comunicato-del-64.html).

Una edizione voluta e concepita senza un singolo curatore, come in molte edizioni passate, ma con una selezione degli artisti, fatta direttamente dal comitato tecnico scientifico della Fondazione, in collaborazione con alcune fra le Gallerie più importanti d'Italia:

- Studio d'arte Cannaviello - Milano
- Galleria Vincent - Napoli
- Galleria Forni - Bologna
- Galleria Giacomo Guidi - Roma
- Galleria Paola Verrengia - Salerno
- Galleria il Segno - Roma
- Casa d'Arte San Lorenzo - San Miniato




E già questo è per me, essendo uno dei fondatori della San Lorenzo, motivo di orgoglio.
Ma non basta...

Fra gli oltre 50 artisti presenti, aldilà di quelli presentati dalla Galleria San Lorenzo (ben 16!), trovano spazio alle pareti di questa Kermesse nomi come Irene Balia, già vincitrice dell'edizione 2011 del Premio Patrizia Barlettani Next_Generation, Giuseppe Modica, Silvia Mei e diversi altri, che già in passato hanno gravitato in area "San Lorenzo"...

Secondo motivo di orgoglio.
Ma ancora non basta!

Arriviamo ai vincitori.

Ad Armodio, il grande Armodio, viene attribuito il Premio Speciale alla Carriera!

le due opere di Armodio presenti in mostra


A Chistian Balzano, insieme a Giuseppe Modica e Agostino Arrivabene viene attribuito "Ex-Equo" il Premio Michetti 2013 

l'opera di Balzano vincitrice del Premio


ed infine al giovane talentuoso Matteo Tenardi, sempre proposto dalla San Lorenzo, viene riconosciuta una menzione Speciale!

Le oper di Tenardi presenti in mostra

Tre premi a disposizione, tre punti messi a segno!
Ora lo posso dire:
SONO ORGOGLIOSO 
e approfitto di questa pagina per ringraziare tutti coloro che hanno permesso che tutto ciò avvenisse!

con il Prof. Centorame


Gli altri artisti proposti dalla San Lorenzo presenti al premio


THOMAS BERRA

GIUSEPPE BOMBACI

KARINA CHECHIK

MARTINE DELLA CROCE

DOMENICO DI GENNI

STEFANO FIORESI

ANDREA GNOCCHI

FABIO GRASSI

IRENE LOPEZ DE CASTRO

GIUSEPPE LINARDI

VALERIO MELCHIOTTI

MARCO MEZZACAPPA

PIER TOFFOLETTI


ed ora un po' di immagini della mostra...
















'Michetti' ad Arrivabene, Balzano e Modica Riconoscimento alla carriera attribuito ad Armodio

Intanto il breve comunicato Ansa, poi, fra qualche ora, con un po' più di tempo e frescezza, tutte le info, le immagini di questa spledida edizione...



(ANSA) - PESCARA, 27 LUG - Il Premio Michetti 2013 è stato assegnato a Agostino Arrivabene per l'opera 'Eroico Furor', a Christian Balzano per ''... e se nell'attesa..'' e a Giuseppe Modica per il dittico ''Skyline -gasometro'' e ''La luce ed il buio''. Il premio Michetti alla carriera è stato assegnato ad Armodio per ''l'originalità del linguaggio pittorico che guarda la grande tradizione italiana portatrice di elementi di misura e raffinata eleganza''

mercoledì 24 luglio 2013

Open 16 - dal 28 agosto al Lido di Venezia

Open 16 



Ideatore e Curatore Paolo De Grandis

Co-curatore Carlotta Scarpa


I vessilli di OPEN - Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, tornano a popolare il territorio del Lido e di San Servolo dal 29 agosto al 29 settembre. Si inaugura infatti la sedicesima edizione come sempre parallelamente alla 70. Mostra d'Arte Cinematografica - La Biennale di Venezia e le selezioni sono aperte: negli stessi luoghi, Artisti di tutto il mondo regaleranno nuove emozioni e colpi d’occhio unici.


OPEN celebra la sua sedicesima edizione. La mostra, Ideata e curata da Paolo De Grandis, co-curata da Carlotta Scarpa, è organizzata da PDG Arte Communications con la preziosa collaborazione del Comune di Venezia, Assessorato alla Produzione Culturale.


La sedicesima edizione di OPEN vedrà nuovamente protagonista la leggerezza del tessuto delle bandiere, per dare spazio aperto e voce all’arte, senza scopi politici; nasce con un imprinting super-partes, svincolata da motivazioni religiose e razziali, per creare sinergie tra il Territorio Veneziano ed altri in tutto il Mondo, tramite l’azione dei rispettivi esponenti campo artistico. Vivrà però di contrasti ed alla “delicatezza” delle bandiere si contrapporrà la presenza “vigorosa” delle sculture istallate sull'Isola di San Servolo. Tra le novità di quest’anno la prima partecipazione della Repubblica dell’Azerbaigian, per la prima volta presente con i propri Artisti, che esporranno, tra gli altri, con Artisti di fama internazionale.


OPEN. Più di settanta Paesi, centocinquanta curatori di fama internazionale, quattrocento artisti: per ben dieci di loro un trampolino importante per la successiva partecipazione alla Biennale di Venezia. Anche il Leone d’Oro alla carriera di quest’anno Marisa Merz aveva partecipato nel 2002, e come lei in altre edizioni artisti del calibro di Marc Quinn, Yoko Ono, Otto Fischer, Enzo Cucchi, Yue Minjun, Fabrizio Plessi e molti ancora.


Dal suo esordio nel 1998 la rassegna OPEN si è affermata come uno dei principali eventi del calendario espositivo veneziano a livello nazionale ed internazionale: le ultime cinque edizioni di OPEN sono state insignite della Targa d'Argento del Presidente della Repubblica, onorificenza che attesta l'impegno degli organizzatori ed il valore della manifestazione.


Informazioni: T. +39 0415264546 F. +39 0412769056

www.artecommunications.com
pressoffice@artecommunications.com |CULTURAL EVENTS SINCE 1984

Immagine: Ye Fang, "Sails" - OPENAsia


Lido di Venezia, Isola di San Servolo

Lungomare Marconi - Venezia

Salvatore Settis attraverso Antonio Capitano "Formiche"



Trovo su http://www.formiche.net, una bella riflessione di Antonio Capitano, che analizza il pensiero del grande Salvatore Settis e rende omaggio al recentemente scomparso Cerami. Ovviamente condivido con voi... leggete gente, leggete...


Salvatore Settis: “Un Paese senza cultura è un Paese senza futuro”

Salvatore Settis archeologo e storico dell’arte di fama mondiale. Ha diretto il Getty Research Institute di Los Angeles e la Normale di Pisa. E’ presidente del Consiglio scientifico del Louvre e Accademico dei Lincei.
Le sue autorevoli idee sono, ogni volta, una bussola per trovare la giusta direzione, con esempi concreti di inversione di rotta, per restituire alla cultura la meritata attenzione e dignità.
L’insigne professore è da sempre attento alle sorti del nostro paese e della società civile che può compiersi anche attraverso un diritto inalienabile tra i principi fondamentali della costituzione: il diritto alla cultura. Un diritto che ha pieno esercizio se si realizza compiutamente la formazione della “cittadinanza attiva”...

trovi l'articolo originale su:

Live Performance body painting Alessio Bolognesi|Giò Lacedra

Questa sera a Como...



MAG Marsiglione Arts Gallery

Presenta


Live Performance

Body painting


Presso l'Hotel Metropole Suisse di Como piazza Cavour.

Giovedì 25 luglio alle ore 21.00


L'artista ferrarese, Alessio Bolognesi, si cimenterà in una performance di live body painting presso l'Hotel Metropole Suisse di piazza Cavour a Como alle ore 21.00 di giovedì 25 luglio.

Ad affiancarlo in questa azione artistica sarà l’artista performer Giò Lacedra.


Un evento unico nato dalla collaborazione fra un pittore, creatore dell’irriverente personaggio Sfiggy, e una nota performer che mette al centro dei suoi interventi il suo corpo e la profondità del suo essere.


I due artisti, grazie al sostegno della galleria d’arte MAG e dell'Hotel Metropole Suisse, offriranno così al pubblico l’occasione di potersi avvicinare al mondo della pittura ma anche al mondo dell’arte del body painting, eliminando barriere tra generi e consentendo agli spettatori di poter partecipare a questa originale creazione.


La partecipazione è gratuita.

"Michetti Off" in attesa della 64° edizione del Premio...

Nella attesa che la 64° edizione del Premio Michetti apra i battenti, a Francavilla a Mare, prende il via la prima edizione del Michetti Off..

vedi anche: 



Michetti Off
Liriche Urbane - Prima edizione. Un intervento di bellezza nel tessuto urbato della citta' con un gruppo di artisti che espongono le loro opere a cielo aperto.
A cura di Daniela Garofalo

Riqualificare attraverso l’Arte nelle sue svariate forme. Ecco il quid del Michetti Off. Un intervento ‘massivo’ di Bellezza sull’urbe ad opera di professionisti acclamati i quali, a partire dai giorni dell’evento, esporranno a cielo aperto le loro opere modificando l’aspetto della città.


Per ogni giornata dell'evento è previsto un concerto: BASSI MAESTRO+MARCO POLO il 24/7, AMIR il 25/7 e BABY K il 26/7.


GLI ARTISTI INVITATI E AREA ESPOSITIVA

Alessandro Falco
Viale Nettuno/ Largo Modesto della Porta
Bianconiglio Porto di Francavilla
Davide Barca
sottopasso S.Liberata
Gloria Sulli Palazzo Sirena
Idrami Animabili sottopasso S.Liberata/ Porto di Francavilla
Martina Frattura Porto di Francavilla
Massimo Manon Porto di Francavilla
Matteo Liberi sottopasso S.Liberata/ Porto di Francavilla
Mess 2 Porto di Francavilla
Sergio Camplone Palazzo Sirena

Inaugurazione 24 luglio ore 21.30


Diverse sedi di Francavilla al Mare (CH)

Piazza Sirena, Sottopasso S.Liberata, Largo Modesto della Porta, Porto

martedì 23 luglio 2013

“L'acqua, la luce, la pietra” a cura di Vittorio Sgarbi


Si è inaugurata il 20 luglio...


 
All'Officina della Memoria di Fiuggi, fino alla fine di agosto, la mostra “L'acqua, la luce, la pietra”

SGARBI “SORPRENDE” CON LA BELLEZZA DELLA NOSTRA ARTE CONTEMPORANEA

L'esposizione, promossa dall'Amministrazione del comune termale e da Acqua Fiuggi, prevede un percorso fra oltre sessanta opere di ventisette scultori e pittori italiani



Oltre sessanta opere di scultura, pittura, fotografia; ventisette interpreti della scena artistica italiana contemporanea coinvolti; oltre un mese di esposizione, dal 20 luglio al 31 agosto, nell'affascinante cornice dell'Officina della Memoria di Fiuggi. “L'acqua, la luce, la pietra” è la mostra ideata da Vittorio Sgarbi e promossa da Acqua di Fiuggi, presentata questo pomeriggio dal critico ferrarese a Roma, presso Palazzo Santa.

«Mai, come oggi, l’espressione artistica è stata così distante dagli uomini – ha detto Sgarbi durante la presentazione. Arte contemporanea appare un’espressione alternativa e opposta ad Arte. L’arte contemporanea non vuole piacere, anzi dispiace. Nega l’armonia, nega la misura, nega le regole e la norma della bellezza. Così, nel momento in cui potrebbe essere più universale, si restringe in uno spazio limitatissimo e in una dimensione elitaria. Per questo parlo oggi di sorpresa. Chi verrà a Fiuggi, per “acque, luce e pietre”, potrà verificare che l’arte esiste ancora e che può piacere e stupire. Gli artisti che abbiamo scelto sono una parte dei tanti che, senza essere scimmie del vero o accademici, dipingono e scolpiscono come ognuno vorrebbe e come ognuno vede l’integrità originaria della luce, dell’acqua, delle pietre».

La mostra è il principale appuntamento del programma culturale di Estate Fiuggi 2013, iniziativa dell'Amministrazione del comune termale promossa con il sostegno di Acqua Terme Fiuggi, e vuole rappresentare un'occasione per avvicinare anche un pubblico di non addetti ai lavori alle tendenze dell'arte contemporanea italiana: per questo al fianco della mostra, presso l'area termale, sarà allestito un laboratorio di scultura con giovani interpreti che daranno vita in “diretta” a creazioni originali, utilizzando diversi materiali; inoltre Vittorio Sgarbi sarà protagonista con alcuni artisti e critici di un dibattito pubblico sullo stato dell'arte italiana.

«La nostra città – ha detto il Sindaco di Fiuggi, Fabrizio Martini - è molto attenta all'aspetto culturale della vacanza. Riteniamo che coloro che scelgono Fiuggi per trascorrere le proprie ferie abbiano diritto a un'offerta culturale all'altezza e questa mostra è la ciliegina sulla torta della stagione 2013. Sono fermamente convinto che, attraverso la cultura, oltre a nutrire lo spirito si produca anche sviluppo e occupazione. per questo proseguiremo su questa strada, sperando di avere sempre Vittorio Sgarbi al nostro fianco»

“L'acqua, la luce e la pietra”, titolo che avvicina con semplicità gli elementi che costituiscono la bellezza unica di Fiuggi, la materia da cui nasce l'arte e l'ispirazione universale e personale degli artisti coinvolti, presenta un percorso denso, articolato, sorprendente. L'originalità e l'energia tracciata da Vittorio Sgarbi, fra opere di differente ispirazione ma legate da un comune segno del senso profondo dell'arte, saranno al centro di una pubblicazione realizzata in occasione della mostra.

Alla conferenza di presentazione, oltre a Vittorio Sgarbi e al Sindaco di Fiuggi Fabrizio Martini, è intervenuto l'Amministratore di Acqua Terme Fiuggi, Francesco Pannone e l'intellettuale anagnino Giovanni Stella. La mostra, con ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni (ore 10-12,30, ore 16-19,30 e ore 21-22,30).



Per informazioni: RS Thymos - ufficio stampa Acqua Fiuggi

Alessandro Fava 06.8440831 – 335.460735 – a.fava@rsthymos.it

Alessandra Ventimiglia 06.8440831 – 334.1051963 – a.ventimiglia@rsthymos.it









IMMUTABILI BELLEZZE

di Vittorio Sgarbi

La sorpresa. Davanti alla natura possiamo provare la sensazione di essere nel primo giorno del mondo. Vediamo la luce, nelle diverse ore, come la vide il primo uomo. Guardiamo il cielo, le nuvole, il loro variare, com’è sempre stato, benché sempre diverso. E davanti alle montagne avvertiamo i nostri limiti, sentiamo il sublime della natura. Quanti anni hanno le pietre? Ma più di ogni altro elemento, originaria, eterna, viva, è l’acqua. Così come, nel suo infinito scorrere, è sempre stata. Purifica e cura. Quando è nata l’acqua? L’umanità ha una sua essenza immutabile, è un’altra espressione della natura, e conserva istinti, desideri, passioni, anche nel suo svolgersi ed evolversi nella storia.

Ma da molti decenni, da più di un secolo, gli uomini si interrogano su quale sia stato il destino dell’arte. E mentre la scienza ha avuto un’evoluzione coerente e conseguente, l’arte ha, intellettualisticamente, tentato di mistificare il suo spirito originario risalendo al linguaggio primitivo, come per ritrovare un’innocenza perduta contro l’Accademia, che era il perfezionamento scolastico del mestiere e dell’esperienza dei grandi pittori. L’arte non poteva andare oltre Michelangelo e Raffaello. Poteva però, com’è stato, evolversi in ricerche che hanno il loro momento più sfrenato nel Barocco. E poi l’Accademia ritorna con lo spirito classico; ma, forse, il momento di più alta e consapevole considerazione dello spirito creativo è nei grandi romantici inglesi, in particolare Turner. Ma la massima, estrema, naturale gradevolezza, l’arte la esprime nel periodo dell’Impressionismo. E l’umanità lo intende e ne sente il richiamo, nel rispecchiamento dei suoi impulsi, dei suoi desideri, dei suoi piaceri.

Con Cézanne inizia la crisi. E l’arte tanto si innalza da non essere più vista e da perdere il suo pubblico. Mai, come oggi, l’espressione artistica è stata così distante dagli uomini. Arte contemporanea appare un’espressione alternativa e opposta ad Arte. L’arte contemporanea non vuole piacere, anzi dispiace. Nega l’armonia, nega la misura, nega le regole e la norma della bellezza. Così, nel momento in cui potrebbe essere più universale, si restringe in uno spazio limitatissimo e in una dimensione elitaria. Per questo parlo oggi di sorpresa.

Chi verrà a Fiuggi, per “acque, luce e pietre”, potrà verificare che l’arte esiste ancora e che può piacere e stupire. Gli artisti che abbiamo scelto sono una parte dei tanti che, senza essere scimmie del vero o accademici, dipingono e scolpiscono come ognuno vorrebbe e come ognuno vede l’integrità originaria della luce, dell’acqua, delle pietre. Abbiamo davanti alcuni dei giovani, e meno giovani, artisti italiani che non hanno paura di descrivere o di esprimere emozioni, che non temono di essere illustrativi. Sono genuini e insieme colti, curiosi, antagonisti, irriducibili, nemici per competizione, come Arrivabene e Ferri (parimenti amati da Pierluigi Pizzi). O simili nell’indole, benché l’uno pittore e l’altro scultore, come Lino Frongia e Giuseppe Bergomi. O virtuosi fino al delirio, all’ossessione, come Giovanni Gasparro e Livio Scarpella. O drammatici e taglienti, come Riccardo Mannelli e Andrea Martinelli, l’uno descrittivo l’altro assoluto. O ostentatamente neo-barocchi, come Bruno D’Arcevia e Vito Cipolla. Poi vi sono gli espressionisti, carichi di umore e di vita, anche di generazioni diverse, come Elio Waschimps, amato da Ferdinando Bologna, e Gaetano Giuffrè, amato da Raffaele La Capria; ma anche, fino alla deflagrazione della forma, Stefano Mosena. Ancora oltre si spingono a rielaborare un realismo magico, incantato come le fiere di campagna nel tempo dell’infanzia, Raimondo Lorenzetti; o un neoespressionismo, spinto fino al grottesco delle perversioni familiari inconfessabili, Enrico Robusti.

Poi ci sono i classici, i tranquilli, nell’equilibrio apparente, ma tormentati dentro, come Giovanni De Angelis e Tullio Cattaneo, di origine e formazione diverse ma disciplinati e severi, senza cercare scorciatoie o effetti speciali. Solitario sta, abituato com’è a inoltrarsi nel cuore della terra, come a cercare l’anima della pietra, Filippo Dobrilla. Virtuoso, virtuosissimo. E lui, più di altri, coltiva lo stupore, ma con naturalezza. Ciò che viene spontaneo, prevalentemente nella terracotta, a Claudia Marchetti e, per istinto nativo della bellezza, ad Adele Ceraudo. Ordine e rigore chiede a sé Pino Navedoro, che elegge ad arbitro del gusto Camillo Langone, scrittore sofisticatissimo e cavaliere della bellezza difficile. Ogni artista qui a Fiuggi ha voluto stupire. Così la coppia Tania Brassesco e Norberto Lazlo Passi, in competizione con il gusto dei preraffaelliti . Così Antonio Pasquale Prima, con le sue eloquenti “Persistenza” e “Immanenza”. Rielabora in forme barocche residui della civiltà industriale Patrick Alò, mentre semplifica, con rigore, Nedda Guidi. Una vera rivelazione , in dialogo con il grande spagnolo Dino Valls, è Federico Giampaolo.

Eccoli allora uno vicino all’altro, diversi e omogenei, ossequiosi all’arte come ricerca, armonia, mestiere. Ci sono dunque. E sono invisibili. E non se ne parla. Ma all’apparire, rinnovano lo stupore. Che è la ragione stessa dell’arte.

Fabiano Parisi su "Il Messagero"

Sull'edizione di oggi in edicola de "IL MESSAGGERO" una intera pagina dedicata all'amico Fabiano Parisi... da leggere!


"Contropaesaggio Prossimo"

 
 
"Contropaesaggio Prossimo"

Esposizione di Marco Useli
a cura di Fabrizio Brotzu.

presso Villa Ticca - Cala Gonone 25-30 Luglio 2013


Esiste un paesaggio. Ed esiste un contropaesaggio che non è il suo contrario, ma il suo complemento.
Esiste un paesaggio. Ed esiste un contropaesaggio che lo usa come matrice.
Esiste un paesaggio che richiede uno sforzo dello sguardo per essere visto. Ed esiste un contropaesaggio creato da uno sforzo per divenire visibile.
Esiste un contropaesaggio anche perché l'uomo rimane escluso, al di qua dello sguardo.
E se esiste, l'uomo, esiste come matrice d'interventi artificiali aggregati al paesaggio e derisi dal contropaesaggio.
Il contropaesaggio è prossimo in quanto futuro, venturo, successivo, compresso nell'incombenza di un tempo a venire.
È prossimo in quanto vicino, tangibile, trasposizione di una porzione di terra concretamente esistente appena oltre l'incidenza dello sguardo che osserva la pittura.
È prossimo nel senso bestiale di gravido, fecondato, pronto a riprodursi, intento a creare un suo simile stravolto da azioni di dilavamento, consunzione, erosione, deformazione, concrezione.
È l'elemento liquido dell'esistenza, il temporaleggiare della natura che ricrea sé stessa attraverso la trasformazione, ciò che fa di paesaggio e contropaesaggio sinonimi imperfetti del passaggio e del contro-passato."

LUCE SUL MARE La natura L’uomo L’ingegno navale a cura di Anna Caterina Bellati

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LUCE SUL MARE La natura L’uomo L’ingegno navale

Sede: Porto Mirabello, La Spezia
Organizzazione Generale: PoloDLTM e Bellati Editore

Inaugurazione: Giovedì 25 Luglio 2013, ore 19.00

Durata della mostra: 26 Luglio > 3 Novembre 2013

Orari: 26 luglio > 14 settembre. Tutti i giorni 18 > 22. Apertura anticipata alle 14 nei giorni di arrivo delle navi da crociera
15 settembre > 3 novembre. Tutti i giorni 10 > 18; venerdì e sabato 10 > 22
HOURS: 26th July > 14 th September. Everyday 6 pm > 10 pm Early opening at 2 pm during cruise ship arri val days
15th September > 3 rd November. Everyday 10 am > 6 pm F riday and Saturday 10 am > 10 pm

Ingresso libero


Curatore: Anna Caterina Bellati in collaborazione con Martina Rossi
Coordinamento fotografico: Marco Faimali

INFORMAZIONI
Distretto Ligure delle Tecnologie Marine
Via delle Pianazze, 74

COME ARRIVARE
Ufficio Porto / Harbour Office
Viale Italia · La Spezia · Italy
www.portomirabello.it
44°05’803N – 09°49’989E

Il Porto Mirabello è facilmente raggiungibile a piedi e con il servizio di trasporto pubblico ATC (fermata più vicina Via Chiodo Giardini), dalla stazione ferroviaria, dalla stazione marittima e dal centro città, tramite il nuovo ponte pedonale che parte dalla Banchina Revel (Passeggiata Morin) in corrispondenza di Via Diaz. Porto Mirabello è servito dalla rete autostradale (A12 / A15) con raccordo che porta in città, dalla rete ferroviaria con servizio Eurostar, dagli aeroporti internazionali di Genova (100 km), di Pisa (60 km) e per voli privati Luni – Sarzana (15 km); disponibile una piazzola di atterraggio per elicotteri direttamente sui moli del porto.

Ufficio Stampa: Bellati Editore, info@bellatieditore.com, www.bellatieditore.com
Informazioni: cell. 3332468331






LA MOSTRA

Natura e Tekne
Aleaform / Artescienza
Cmre / Cnr-Ieni
Cnr-Insean / Cnr-Ismar
Cssn / Enea
Evologics / Graaltech / Ingv
Intermarine / Invelare
Museo Civico G. Doria Genova
Sitep / Studio Faggioni / Unige

Arte
Antonio Abbatepaolo
Mauro Benatti
Rolf Bienentreu
Marco Bolognesi
Stefano Bombardieri
Donato Frisia jr
Rossana Gallo
Tobia Ravà
Ugo Riva
Daniela Spaletra
Marialuisa Tadei
Dania Zanotto



Il Mare è un ambiente singolare le cui leggi fisiche e chimiche prevedono condizioni esulanti dall’immediata percezione umana. Il sistema ecologico marino offre un inimmaginabile scenario di forme e movimenti in continuo divenire, pur nella propria millenaria stabilità. Chi interagisca con il mare sperimenta un ventaglio di sensazioni raramente prevedibili, non di rado vicine allo stupore.
La straordinarietà della parte sommersa del pianeta-terra affascina da sempre la nostra razza che nei secoli ha imitato la natura per fabbricare gli strumenti utili ad andare per mare, imparando a esplorarlo. L’avanzamento tecnologico non ha accantonato i rimandi alla natura impiegati in passato, a dimostrare l’equazione che il dialogo tra realtà e invenzione conduce a risultati armonici, equilibrati e durevoli, in linea con il pensiero aristotelico per cui tekne indica la sintesi tra mimesi, cioè imitazione (il processo creativo) e capacità di costruire (mettere nel mondo qualcosa che prima non c’era).
Il visitatore, sollecitato dalle opere d’arte esposte, sarà indotto a osservare con un nuovo sguardo l'ecosistema marino con cui ha già familiarità, avvicinandosi al mondo meno noto delle tecnologie marine. Scopo della mostra è accompagnare i fruitori dell’evento in un percorso visivo e cognitivo (scientifico-tecnologico-artistico) che chiarirà le correlazioni esistenti tra forma e movimento in acqua.
L’obiettivo è esaltare le illuminazioni prodotte dalla natura lungo il cammino dell’ingegno navale con una galleria di binomi arte/scienza che rendano più comprensibili alcune soluzioni tecnologiche attraverso la loro interpretazione artistica.






I TEMI DELLA MOSTRA

Vento. Vento portami via con te.
La vela è simbolo di libertà, strumento ancestrale per superare il mare.
Immaginiamo che la vela nasca dall’osservazione della Velella, una medusa planctonica dell’ordine degli Idrozoi. Vive in colonie nel Mediterraneo e nei mari caldi ed è caratterizzata dallo scheletro cartilagineo galleggiante a forma di disco oblungo e da una cresta longitudinale triangolare, simile a una vela, grazie alla quale può muoversi spinta dal vento. La vela latina (da vela alla trina, cioè triangolare) è il primo armo innovativo venuto a sostituire la vela quadrata, in uso fin dai tempi antichi. Il suo impiego permise di risalire il vento anziché assecondarne la direzione. La vela è oggi simbolo di sostenibilità e utilizzo di energia rinnovabile. Esistono prototipi di navi con grandi vele innovative, o aquiloni, in grado di ridurre i consumi.

Eliche: le ali rotanti sottomarine.
L’elica è l’immagine emblematica dell’ingegno navale. Riassume l’intuizione tutta umana di saper sfruttare le proprietà della natura per conseguire risultati incredibili, quali propulsione e movimento.
Nel XVII secolo, prima dell’utilizzo delle pale (ali rotanti), gli ingegneri navali utilizzavano elicoidi simili alla vite di una coclea, mentre oggi le eliche hanno forme specializzate secondo l’applicazione. Alla Vasca Navale di Roma (CNR-INSEAN) se ne contano oltre 1600, delle quali alcune qui esposte. Da questo nasce l’abbinamento tra eliche e conchiglie, il cui guscio, frutto della paziente attività di molluschi marini, è spesso elicoidale ed è il simbolo più entusiasmante della natura marina, al punto di contenerne la voce.

Onda: specchio infinito in cui contemplare l’avvolgersi della propria anima…
L’onda che frange incessante e assume forme a seconda degli ostacoli incontrati, plasma coste e fondali con enorme energia. L’idrodinamica, la disciplina che si occupa dei moti ondosi, studia come ridurre la resistenza degli scafi al moto, limitando la generazione di onde. Spesso i progettisti hanno imitato la natura con ispirazioni fuorvianti, come quella di creare carene a forma di pesce, producendo navi goffe come i galeoni senza comprendere il meccanismo del movimento sommerso delle creature marine. Oggi, la tensione verso l’efficienza energetica indirizza gli studi su soluzioni volte a ridurre le onde generate dagli scafi portando i progettisti a sviluppare forme idrodinamiche sempre più performanti, con soluzioni di grande discontinuità con il passato.

 “Volare” nel mare: dalla manta ai futuri mezzi sottomarini
La manta è il più noto dei myliobatoidei, il corpo piatto con pinne pettorali a forma di ali e due pinne cefaliche con funzioni direzionali, come si vede nella rappresentazione di Wurtz. Il movimento è dato dall’alternarsi di battiti d’ali e planate, grazie allo scheletro cartilagineo, che permette movimenti flessibili.
Questa caratteristica, oltre alla forma, è quella più interessante per gli studi di alta efficienza nell’ingegneria navale.
Il prototipo IDRA, qui esposto, è la realizzazione del desiderio di volare sott’acqua sfruttando la portanza dinamica delle ali per l’immersione. Grazie alla propulsione elettrica, concretizza l’idea di solcare il mare in simbiosi, sfruttando l’acqua che scorre sul mezzo, come accade per la manta.

…e il “navigar” m’è dolce in questo mare
L’onda è anche instabilità, è paura di trovarsi in balìa dei flutti… eppure gli animali marini nuotano tranquilli anche nei frangenti. Gli squali sono dotati di pinne evolute per mantenere l’assetto, in velocità o fermi, quello che vorremmo per le imbarcazioni, capaci di non rollare in velocità, stabili all’ancora. I tonni hanno coda e pinne rigide specializzate per le alte velocità, le balene hanno pinne pettorali remiganti capaci di dirigere le evoluzioni e stabilizzare la grande massa. I progettisti hanno imitato queste forme naturali per realizzare timoni, chiglie e derive efficienti, fino alle moderne pinne stabilizzatrici che ‘remando’ tengono dritta la nave, comandate da sistemi di controllo dinamico. Si tratta di un capitolo della tecnologia ancora aperto… nell’attesa patiremo ancora il mal di mare!

20.000 leghe sotto i mari
Il mare è ambito di scoperta per eccellenza, dove i nostri sensi e abilità fisiche non aiutano, ma intralciano. In passato, i letterati inventavano descrizioni immaginifiche del mondo sommerso, gli scienziati soluzioni per esplorarlo.
Molti pesci hanno sviluppato un organo, la vescica natatoria, capace di assicurare l’assetto alle diverse profondità, compensando la spinta al galleggiamento; si tratta di una sacca di aria che i muscoli comprimono o dilatano modificando il volume specifico del pesce.
I vecchi sommergibili erano dotati di un sistema simile, basato sulla possibilità di gonfiare palloni esterni alla carena, permettendo la riemersione veloce.

Per i delfini non è solo questione di naso!
I delfini ne hanno tanto, ma anche gli scienziati che hanno capito la funzione del ‘naso’ per fendere l’acqua, ridurre la resistenza e migliorarne la stabilità, riproducendolo sulla prua delle navi. I ricercatori hanno compreso la capacità dei cetacei di comunicare tra loro a distanza utilizzando onde acustiche, nonostante generino tante eco confondendo il segnale. Per orientarsi i delfini riescono a modulare di continuo la frequenza, in modo che l’eco non necessario risulti “stonato” e possa essere eliminato dal cervello.
L’uomo non è ancora riuscito a copiare i delfini e a realizzare modem di comunicazione subacquea capaci di non confondere l’eco con il segnale e insieme non disturbare i delfini. È dimostrato che il rumore delle navi rappresenta una minaccia per la salute dei mammiferi marini, disturbando le loro comunicazioni e percezioni. La sfida è quella di progettare navi silenziose, anche per proteggere questi meravigliosi animali.

Dal tronco ai rami, passando [con Pinocchio] nel ventre della balena
L’archeologia testimonia l’uso di tronchi per attraversare specchi d’acqua, di canoe costruite con tronchi scavati, corteccia o pelli. Gli uomini hanno di sicuro trovato ispirazione nella struttura della cassa toracica dei grandi mammiferi marini che, per dimensioni e forma, si avvicinano di più alla struttura delle barche di pelli e ossa.
La barca esposta in costruzione ci rammenta che da un punto di vista concettuale non è cambiato molto, infatti ancora oggi le imbarcazioni sono realizzate con struttura somigliante alle ossa di una balena. Il futuro vedrà certo un’inversione di rotta, ma dovremo chiederci ancora se non ci saremo fatti influenzare dalla natura.

Il “sesto senso” degli squali
Gli studi sul comportamento degli animali migratori marini hanno dimostrato la loro capacità di percepire il campo magnetico e costruire mappe mentali per determinare la propria posizione. Squali e razze posseggono le “Ampolle di Lorenzini”, sacche di gel elettro-conduttore collegate ai pori sulla pelle che permettono di percepire il segnale del campo magnetico e trasmetterlo al sistema nervoso individuando le prede, come un target sul radar. Partendo dalla bussola, l’uomo ha sviluppato solo tecnologie rudimentali per la navigazione magnetica; i ricercatori stanno cercando di sviluppare la tecnologia per comprendere il campo magnetico terrestre e le variazioni spaziali, con strumenti (es. SeaQuest) capaci di misurare il gradiente. Si deve “nuotare” molto per doppiare lo squalo!