RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 26 settembre 2017

Casa Sponge 10.

Casa Sponge festeggia il 10°anno di attività... e lo fa alla grande, ricordandosi del passato, celebrando il presente, aspettando il futuro...

 

Casa Sponge 10.
Arte e sperimentazione nel segno della collettività

Un secondo spazio, un libro e 25 artisti per festeggiare
la decima stagione di Casa Sponge


Casa Sponge si appresta a festeggiare la sua decima stagione espositiva, dopo aver vissuto un periodo intenso che ha visto gettare le basi di una realtà consolidatasi negli anni. È una casa che nasce come luogo di accoglienza, come rifugio per artisti, critici e curatori transfughi da un sistema in crisi. È uno spazio radicatosi nella realtà in cui è nato, e lungi dall'essere autoreferenziale, è diventato un laboratorio d’idee che ha cercato negli anni, e cerca tuttora, di dare il proprio contributo culturale alla comunità in cui agisce. Il senso di collettività, di condivisione e di appartenenza a un territorio, è ciò che ha portato Casa Sponge ad ospitare decine di artisti di caratura nazionale ed internazionale, a partecipare a rilevanti kermesse in Italia ed all'estero, fino ad arrivare a concepire la rassegna a,m,o - arte Marche oltre che, avviata nel 2016, rappresenta una sorta di sunto dei semi fino a qui piantati, vitali al radicarsi del lavoro futuro.

Con la realizzazione della nuova insegna di Casa Sponge oggi comincia un nuovo cammino. Si tratta di un nuovo logo, un’opera disegnata ed eseguita da Jasmine Pignatelli, formata da una sequenza di punti e linee in ceramica nera, un codice, il Morse, storicamente utilizzato per la trasmissione e l’invio di lettere e numeri. Sponge è diventato segno-segnale d’Arte, un’Antenna che comunica a tutti un invito alla presenza, alla scoperta, all’interazione e alla condivisione, scrive la Pignatelli.

Il decimo anno rappresenta quindi il punto di svolta, il giro di boa, il momento in cui si fanno i conti con il passato e si progetta l'avvenire, sempre con lo stesso spirito, con le radici piantate sul territorio e uno sguardo nomade proteso verso il mondo. La storia è il racconto, è la raccolta di testimonianze di chi, su questa linea tesa da zero e a dieci dal suo primo tracciato, ha deciso di incrociare questo percorso, la casa e chi la frequenta, di chi ha scelto di conoscerla e lavorarci, implementando reti.

Questo è lo spirito di Sponge, un sogno che a,m,o. 10 anni di arte contemporanea nelle Marche, che è anche il titolo che accompagna il volume edito nei Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, il cui significato è sinossi di un racconto tanto del passato quanto seme del futuro.


Il libro, con prefazione di Cristiana Colli, due introduzioni di Giovanni Gaggia e Davide Quadrio, rispettivamente Direttore artistico e Presidente onorario di Casa Sponge, e testi di Milena Becci, Filippo Berta, Max Bottino, Francesco Castellani, Tiziana Cera Rosco, Paola Clerico, Antonio Mastrovincenzo (Presidente del Consiglio Regionale delle Marche), Massimo Mattioli, Cristina Nuñez, Maria Letizia Paiato, Sandro Pascucci, Jasmine Pignatelli, Roberto Ratti, Serena Ribaudo, Mona Lisa Tina, Saverio Verini e Stefano Verri, racconta dieci anni di stagioni espositive attraverso la penna di chi a Casa Sponge ha transitato, di chi ci è rimasto o di chi vi ha semplicemente vissuto una giornata “diversa dalle altre”. All’interno anche il racconto di a,m,o arte Marche oltre, kermesse – 1° edizione luglio 2016 – tra Pergola, Cagli, Pesaro, Fano e Senigallia, e una ricca galleria fotografica con le immagini più significative di dieci anni di attività di Casa Sponge.

Ma il decimo anno significa anche consapevolezza, significa espandersi sul territorio, aprire e far aprire altre porte, celebrare un anniversario con chi ha condiviso il percorso. Così nasce Sponge 2, con la collaborazione di Roberto Coda Zabetta che ha messo a disposizione la propria casa-studio di Loretello di Arcevia (AN) presso l’ex sede del Consorzio. Sponge 2 inaugura il 23 settembre 2017 alle ore 19. Cristina Núñez è protagonista dell’opening con una performance in collaborazione con il CAS ( Centro di Accoglienza Straordinaria ) “Alle Terrazze” - Arcevia, il cui focus è la presenza di una donna vulnerabile di mezza età. Un’artista che esprime emozioni scomode nella sua preghiera ad Apollo, dio dell’arte e dell’amore, con la frustrazione della ricerca del suo posto nel mondo dell’arte contemporanea e dell’amore.
Il 24 settembre dalle ore 12 la storica sede dell’associazione apre Casa Sponge 10. Arte e sperimentazione nel segno della collettività a cura di Serena Ribaudo, una mostra che celebra e ridiscute dieci anni di Casa Sponge, un decennio d’intense stagioni d’arte contraddistintesi nel tempo per sensibilità e vivacità d’intenti. Una mostra che vuole soprattutto concretare i principi moventi sottesi a tutto il “fare” di Sponge: la volontà di deflagrazione delle rigide maglie del sistema dell’arte contemporanea, l’esigenza di un’agorà dove gli interlocutori possano esprimersi attraverso la parola concettuale e l’atto poietico, la consapevolezza di un dialogo sincero e cristallinamente orizzontale tra artista e curatore, lo slancio all’attivismo e la coscienza del ruolo che oggi l’artista riveste.
Una prima sezione della mostra annovera alcuni degli artisti già protagonisti delle passate stagioni di Casa Sponge e che ritornano per quest’occasione in rinnovata veste: Antonio Bardino, Max Bottino, Tiziana Cera Rosco, Pierluca Cetera, Rocco Dubbini, Vincenzo Marsiglia, Roberto Paci Dalò, Francesca Romana Pinzari, Filippo Riniolo, Piero Roi, Cristina Treppo, Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi.
A questi nomi si aggiungono quelli di Jasmine Pignatelli e Giorgia Severi, consustanziale filo rosso che si dispiega verso la programmazione 2017-2018 anticipandone i contributi.

Una seconda sezione vede, invece, la presenza di alcuni artisti che, pur non essendo mai stati fisicamente con la propria opera presenti a Casa Sponge, ne condividono geneticamente i moventi, le finalità intrinseche, i presupposti artistici, antropologici, sociali, politici. Questi sono: Angelo Bellobono, Filippo Berta, Bianco-Valente, Roberto Coda Zabetta, Stefania Galegati Shines, Andrea Nacciarriti, Isabella Pers, Tiziana Pers, Giuseppe Stampone.
Un’ultima sezione è infine dedicata alla performance: quasi un hommage al padrone di casa, Giovanni Gaggia, artista e performer egli stesso, che ha fatto di Casa Sponge un ampliamento della propria visione artistica in una dimensione di compartecipazione animica ed intellettuale. Mona Lisa Tina è la protagonista di questa sezione, in dialogo con lo stesso Gaggia.

Casa Sponge decide di festeggiare il proprio decimo anniversario con la produzione, in edizione limitata, di un taccuino con la rainbow flag, simbolo di pace, armonia e libertà e adottata per la lotta per la parità dei diritti civili della popolazione GBLTQ. La rainbow flag, creata da Gilbert Baker a San Francisco nel 1978, è stata acquistata nel 2015 dal MOMA di New York.
La mostra, in collaborazione con l’azienda vinicola Tomassetti e WhyNotMerchandising TOUR&WEB STORE, sarà visitabile su appuntamento fino al 26 novembre 2017.
L'accesso a Casa Sponge e Sponge 2 è consentito solo previo tesseramento, valido per l'intera stagione in corso, al costo di 8 euro.

Titolo: Sponge 10. Arte e sperimentazione nel segno della collettività
Artisti: Antonio Bardino, Angelo Bellobono, Filippo Berta, Bianco-Valente, Max Bottino, Tiziana Cera Rosco, Pierluca Cetera, Roberto Coda Zabetta, Rocco Dubbini, Stefania Galegati Shines, Vincenzo Marsiglia, Andrea Nacciarriti, Cristina Núñez, Roberto Paci Dalò, Isabella Pers, Tiziana Pers, Jasmine Pignatelli, Francesca Romana Pinzari, Piero Roi, Filippo Riniolo, Giorgia Severi, Giuseppe Stampone, Mona Lisa Tina, Cristina Treppo, Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi
Curatore: Serena Ribaudo
Inaugurazione Sponge 2: sabato 23 settembre, ore 19
Luogo: Consorzio Loretello, Frazione Loretello, 60011 (AN)
Inaugurazione Casa Sponge: domenica 24 settembre, ore 12
Luogo: Casa Sponge, Via Mezzanotte 84 - 61045, Pergola (PU)
Partner: Azienda Agricola Tomassetti | Cantine Politi | CAS ( Centro di Accoglienza Straordinaria ) “Alle Terrazze” Arcevia | Mangiamarche | WhyNotMerchandising TOUR&WEB STORE
Periodo: 23 settembre – 26 novembre 2017
Orario: su appuntamento
Info: +39 339 4918011 | spongecomunicazione@gmail.com
www.spongeartecontemporanea.net

martedì 5 maggio 2015

Italia Docet | Laboraturium. a Venezia



Fra i tanti, anzi, tantissimi eventi che offrirà questa edizione della Biennale di Venezia, voglio far cadere la vostra attenzione su di uno in particolare: Italia Docet | Laboraturium.
In questo evento, faranno mostra di sè, alcuni lavori degli artisti che ritengo fra i più interessanti della scena contemporanea...
da Vanni Cuoghi a Ilaria del Monte, da Roberto Coda Zabetta a Federico Guida passando per Alessandro Papetti fino ad arrivare a Dany Vescosvi... e poi incontrare Fulvio di Piazza, Tamara Ferioli e tanti altri...

un motivo in più per organizzare nei prossimi mesi un bel fine settimana nella città lagunare!

giovedì 19 febbraio 2015

ROBERTO CODA ZABETTA FILM# 00 – 56 alla Fondazione Mudima - Milano

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ROBERTO CODA ZABETTA
FILM# 00 – 56
Con testo critico di Ilaria Bonacossa

11 marzo – 8 aprile 2015
Inaugura martedì 10 marzo, ore 18

Fondazione Mudima presenta, dall’11 marzo all’8 aprile 2015, negli spazi di via Tadino a Milano, la mostra personale di Roberto Coda Zabetta FILM# 00-56: venti tele inedite di grande formato che costituiscono l’anteprima di un progetto più ampio composto da cinquantasei lavori.

Il titolo dell’esposizione, FILM# 00-56, introduce alla nuova ricerca artistica di Coda Zabetta: una pittura che, oltre a non essere più figurativa, procede per stratificazioni sottili di materia, impalpabili pellicole, film appunto, di colore. Una materia non più densa, ma fluida e trasparente.
Ma anche “film” inteso come sequenza di 56 frame che raccontano la storia del cambiamento di un linguaggio.

Le opere in mostra contengono forme, luci, ombre e colori della natura che si condensano in un flusso atemporale e non figurativo di infinite informazioni. L’occhio scorre veloce, seguendo movimenti orizzontali, concentrici, verticali, emerge in superficie e velocemente si immerge in profondità. La visione è immediata, ma innesca un lento flusso di riconoscimento, di scoperta del processo pittorico, dei riferimenti, delle citazioni, delle fonti. Si produce un inconscio corto circuito: immagini mentali che non svelano, ma ri-velano (velano nuovamente), nel senso che mostrano e insieme nascondono quell’invisibile cui l’immagine rimanda. La ricerca di ciò che è ‘irrappresentabile’ dell’altro del mondo, un movimento verso l’alto o il basso legato alla necessità di trascendere le condizioni emotive dell’esperienza.

Nelle parole di Ilaria Bonacossa, autrice del testo in catalogo: "I nuovi lavori di Roberto Coda Zabetta sembrano giocare con i limiti dell'astrazione contemporanea attraverso un rapporto tattile e viscerale con i materiali pittorici classici che vengono 'forzati' in futuristiche trame. Queste grandi tele evocano sintetiche immagini digitali della nanotecnologia così come spazi siderali a milioni di anni luce da noi che nelle loro trasparenze sembrano omaggiare una tradizione nipponica millenaria di opere a china e acquarello su carta".

Per Roberto Coda Zabetta la pittura astratta è uno stato della mente che contiene forti limitazioni e infinite libertà: l’astrazione è, insieme, il luogo intimo dove si dimentica la ‘mente’, si scava negli strati del vissuto, degli insegnamenti, dei riferimenti, dove l’accumulazione dell’informazione si libera nel movimento dell’animo, nella visione, nella somma dei contrari e di tutto ciò che si sottrae alla compiutezza della percezione e della temporalità. E, contestualmente, è il luogo dove agire con infinita libertà riguardo a quei riferimenti, sapendo che, ciascun gesto è denso di riferimenti storici, ma che può essere usato, consapevolmente, al di fuori di ogni classificazione cronologica.

Corredano la mostra un catalogo, edito da Allemandi & Co., con testo critico e intervista all’artista a cura di Ilaria Bonacossa, e un video biografico, diretto da Jansen & Rodriguez e ArtAtWork, visibile sul nuovo sito www.robertocodazabetta.com.

Coordinate 

Titolo
 Roberto Coda Zabetta. FILM# 00-56
Con testo critico di
Ilaria Bonacossa
Date
11 marzo – 8 aprile 2015
Inaugura
martedì 10 marzo, ore 18
Sede
Fondazione Mudima, Via Tadino 26 – 20124 Milano
Orari
 lunedì - venerdì ore 11-13 / 15- 19.30. Sabato e domenica chiuso.
Ingresso
libero
Catalogo
 edito da Allemandi, con testo e intervista all’artista a cura di Ilaria Bonacossa
Progetto grafico
Katrin Schmitt-Tegge, Berlino
Video
prodotto da Black Mamba e diretto da Jansen & Rodriguez e ArtAtwork
Project Manager
 Cristina Merla cristinamerla@monaco.mc

Info al pubblico
Fondazione Mudima | t. 02.29409633 | info@mudima.net

Ufficio Stampa
NORA comunicazione - Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via Roggia Scagna 10, Milano

mercoledì 4 febbraio 2015

ROBERTO CODA ZABETTA / CARLO VALSECCHI - CASE CHiUSE_01 by Paola Clerico

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CASE CHiUSE_01
by Paola Clerico _ www.casechiuse.net


ROBERTO CODA ZABETTA / CARLO VALSECCHI
Garage Soccol
Via Procaccini
Milano


20 febbraio – 7 marzo
su appuntamento + 39 348 7353 469

Opening: 19 febbraio 2015 – ore 18.00 – 23.00





La nostra mostra non ha titolo, ne ho pensati molti, ma li ho esclusi tutti. Quello che ho abbandonato più a malincuore è stato “pas de deux”: un termine a me caro, che nel balletto definisce l’esecuzione di una sequenza di passi a due. L’immagine di due danzatori che procedono con sincronicità avrebbe potuto raffigurare e sintetizzare con precisione la reciprocità di metodo e di ricerca artistica nell’incontro tra Roberto Coda Zabetta e Carlo Valsecchi, ma immediatamente mi si è rivelata come infinitamente banale e scontata. Essendo consapevole che l’immagine evocata dal passo a due era densa di ovvietà, cercavo di allontanarla, ma non trovavo via di uscita perché si ripresentava sempre con maggiore insistenza. Il disagio non si è placato finché non ho capito che quella banale metafora, aveva innescato una sorta di corto circuito nel flusso dei miei pensieri facendo riaffiorare ricordi, immagini e scritti sulla danza dell’ultimo secolo. La danza moderna e contemporanea che si afferma come arte autonoma impegnata a trovare la sua identità. La danza come forma di pensiero sullo spazio, sul corpo, sull’uomo, sul mondo e sul loro reciproco rapporto; la danza come arte anti-dualistica, come esperienza di trascendimento capace di decostruire il reale giungendo nelle zone mobili dell’essere e capace di dare visibilità all’invisibile. Dal Novecento nella danza e nell’arte la pratica all’autoriferimento diventa centrale e l’opera si pone il problema stesso dell’arte, diventa la ricerca della propria essenza.
Tutto ciò si presentava come un’occasione per guardare con un’altra logica e un altro punto di vista i nuovi lavori di Coda Zabetta e Valsecchi che presentiamo al Garage Soccol.

Come la danza queste opere sono atemporali e a-spaziali, ma al contempo evocano tempo e spazio. Rimandano a un tempo fluido, non determinato e raccontano di uno spazio non definibile, ordinato non solo su parallele e ascisse, ma fortemente connotato tridimensionalmente da spostamenti circolari, centrifughi e centripeti.
Come la coreografia di un balletto, queste opere sono una sequenza di finestre sfumate, aperture sul movimento e sulla trasformazione della materia oltre la materia; multiple visioni non definite di mondi e di particelle di mondi possibili per dare visibilità all’invisibile. Qui tornano alla mente le parole di Calvino sulle Metamorfosi di Ovidio nelle Lezioni Americane: “la conoscenza del mondo passa attraverso la dissoluzione della compattezza del mondo”.

Così come per un danzatore la perfezione tecnica è solo un mezzo per elevarsi oltre ad essa e comunicare oltre al corpo, in questi lavori la tecnica, sempre maneggiata con estrema precisione e spinta all’estrema forzatura, scompare. La visione evocata nello spazio della mente è intensamente forzata nella sottrazione, ma infine si rivela con una naturalezza intrinseca, oltre la fatica del gesto. Si sottrarre tutto, per ritrovare tutto.

Roberto Coda Zabetta e Carlo Valsecchi, attraverso la sottrazione, alleggeriscono la struttura del linguaggio e creano spazio. Liberando lo spazio generano la possibilità di lasciar sorgere un che di aperto, di creare un vuoto in cui possa accadere qualcosa. Non ricercano la presenza, ma evocano un’atmosfera, un concorrere e convenire di occasioni.


venerdì 21 marzo 2014

THEATRALIA - da un’idea di Davide Bramante

Da non perdere!



THEATRALIA
da un’idea di Davide Bramante
9 maggio - 15 agosto
Ortigia - Siracusa


A Siracusa dieci artisti italiani interpretano con le loro opere la scena teatrale: DAVIDE BRAMANTE - ENZO CUCCHI – ROBERTO CODA ZABETTA - MARCO FANTINI - GIOVANNI FRANGI – J&PEG - ALESSANDRO PAPETTI - LUCA PIGNATELLI - PIERO PIZZI CANNELLA - TURI RAPISARDA.

In occasione e in concomitanza con l’apertura delle Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa, che quest’anno celebrano il Centenario, due suggestivi luoghi nel cuore dell’isola di Ortigia ospiteranno “Theatralia”, una grande mostra collettiva che mette insieme 10 artisti italiani contemporanei [Davide Bramante - Enzo Cucchi – Roberto Coda Zabetta - Marco Fantini - Giovanni Frangi – J&Peg - Alessandro Papetti - Luca Pignatelli - Piero Pizzi Cannella - Turi Rapisarda] chiamati a interpretare attraverso le loro opere la scena teatrale e la dimensione scenografica.

L’evento espositivo si dividerà tra gli spazi dell’Ex Convento di S. Agostino e l’Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, rispettivamente messi a disposizione dalla Regione Siciliana e dal Comune di Siracusa, e prevede due serate inaugurali che avranno luogo il 9 e il 10 maggio a partire dalle ore 22:00, al termine delle prime teatrali presso il Teatro Greco.

_ Venerdì 9 maggio sarà inaugurata la prima parte della mostra presso l’ex Convento di S. Agostino, e resterà visitabile sino al 1° luglio.
_ Sabato 10 maggio verrà aperta la seconda sezione della mostra presso l’ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, e si protrarrà fino al 15 Agosto.

Di ciascun artista saranno esposte due o più opere di formato medio e medio-grande, per esprimere - anche con la dimensione - il senso “teatrale” e “scenografico” dell’iniziativa.

L’ingresso ai vernissage sarà su invito, e libero sino alla capienza degli spazi espositivi.
Le mostre saranno poi visitabili tutti i giorni dalle 10.00 del mattino fino alle 23.00.

L’evento artistico-culturale, nato da una idea di Davide Bramante e organizzato in collaborazione con la Associazione Fotosintesi Liquida, è interamente finanziato dal Comune di Siracusa.


Theatralia – da una idea di Davide Bramante.
Dieci artisti italiani interpretano con le loro opere la scena teatrale.
Artisti: Davide Bramante, Enzo Cucchi, Roberto Coda Zabetta, Marco Fantini, Giovanni Frangi, J&Peg, Alessandro Papetti, Luca Pignatelli, Piero Pizzi Cannella, Turi Rapisarda.
Ex Convento di S. Agostino | viale Teocrito, 66 – Ortigia (SR)
inaugurazione: venerdì 9 maggio 2014, ore 22.00
apertura al pubblico: fino al 1 luglio, tutti i giorni dalle 10:30 alle 23:00
Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta | piazzetta dei Cavalieri di Malta - Ortigia (SR)
inaugurazione: sabato 10 maggio 2014, ore 22.00
apertura al pubblico: fino al 15 agosto, tutti i giorni dalle 10:30 alle 23:00

Per info e contatti in Siracusa:
Davide Bramante
photografikamente@libero.it
davbramante@gmail.com
+39 3396922437

Associazione Culturale Fotosintesi Liquida
presidente Enzo Bauso, +39 338 3971459


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Comunicazione Stampa
Eva Oliveri +39 348.3622577
evaoliveri@rizzutoarte.com
Tiziana Pantaleo +39 091 526843
tizianapantaleo@rizzutoarte.com

martedì 22 ottobre 2013

Battuta d'arte#2 con Sim-patia 50 sedie d'artista all'asta




Tra i molti amici artisti, che si sono cimentati in questa nobile "avventura" trovo volentieri Ester Negretti, Roberto Coda Zabetta, Giovanni Frangi, Omar Galliani e tanti, tanti, altri... 
da non perdere!

Triennale Design Museum e Sim-patia
hanno il piacere di invitarla all'inaugurazione della mostra

Battuta d'arte#2 con Sim-patia
50 sedie d'artista all'asta

giovedì 24 ottobre 2013, ore 19.00, Triennale di Milano

Triennale di Milano, 24 ottobre-4 novembre 2013
martedì-domenica 10.30-20.30 giovedì 10.30-23.00

L'asta si terrà il 10 novembre a Palazzo Terragni - Como alle ore 10.30

Catalogo online www.sim-patia.it 
asta sedie
il ricavato sarà devoluto a Sim-patia

Triennale di Milano
viale Alemagna 6, Milano
triennale.org

sabato 8 giugno 2013

ROBERTO CODA ZABETTA | SCUDO a cura di Tony Godfrey



ROBERTO CODA ZABETTA 
SCUDO 
a cura di Tony Godfrey



Complesso post-industriale Ex – Marmi, Pietrasanta (Lu)

7 luglio – 8 agosto 2013
Inaugura sabato 6 luglio, ore 19

24 nuovi lavori su tessuto e alcuni disegni progettuali riportano in Italia Roberto Coda Zabetta, dopo un intenso anno di mostre in giro per il mondo.

Al Complesso post-industriale EX-MARMI di Pietrasanta dal 7 luglio all’8 agosto è esposta la mostra Scudo a cura di Tony Godfrey: appositamente concepite per l’occasione, le opere presentano un approfondimento e un superamento della tematica affrontata nell’ottobre scorso a Rio de Janeiro, al MAC - Museo di Arte Contemporanea di Niteroi, sulla vicenda dei desaparecidos.

A partire da questa, infatti, Coda Zabetta si addentra in se stesso e produce, per la prima volta, una serie di lavori introspettivi, che non nascono da un fatto di cronaca.

I grandi volti dipinti su vecchi tessuti (200x150 cm) sono come scudi, maschere di guardiani incorruttibili, depositari e protettori di una conoscenza –e di una verità– che nasce da una riflessione sul passato e che genera una bellezza nuova.

Questi volti sono una porta, segnano un confine: da un lato la Storia, personale e universale, che non si può e non si deve dimenticare, dall’altro il futuro che, consapevole della propria memoria, procede con passo animato dalla speranza.

“Vuole essere una riflessione sul Novecento trascorso –afferma l’artista– su tutte le sofferenze che esso ha generato, un monito a non dimenticare e a trasformare il passato in uno scudo che ci protegge dagli errori già commessi. Un lavoro che nasce sì dall’amarezza, ma che la supera e guarda oltre con nuova fiducia. Oggi ho bisogno di immagini e pensieri esterni che, con una lettura diversa, mi permettano di sentirmi migliore e ancora una volta padrone di qualcosa da esprimere”.
 
Lo scudo diventa il protettore e il protetto, dove possiamo riconoscerci e riconquistarci.

Coda Zabetta propone la gestualità della sua cifra stilistica come un punto di partenza in difesa della singolarità dell’individuo contro la massificazione del mondo contemporaneo. Il gesto corrisponde all’affermazione dell’esistenza che è per antonomasia l’atto fondatore della coscienza di sé. Un gesto, dunque, che si fa costruttivo e non più distruttivo.

Ma limitare l’idea del suo lavoro ad un mero linguaggio espressionista non è sufficiente a delineare un’analisi corretta dei temi presenti nei suoi dipinti: in primo luogo, c’è la predominanza dei “segni del pennello”, della materia che rendono la pittura carne. In secondo luogo, immediata è l’analogia con l’idea del sudario, dell’immagine impressa che rimane l’ultima possibilità di permanere in un corpo. È questo dilemma tra materia e immagine che caratterizza le opere dell’artista qui presentate. I colpi di pennello di Coda Zabetta non producono cicatrici, sono cicatrici che generano però consapevolezza e forza nuove.

Tutte le opere sono raccolte in un catalogo, con testo critico di Tony Godfrey.

Cenni biografici di Roberto Coda Zabetta

Roberto Coda Zabetta nasce a Biella nel gennaio del 1975. Nel 1995, conosce Aldo Mondino, di cui dal 1996 al 2000 è assistente di studio. Identità anonime (2000) è il suo primo catalogo, dedicato ai bambini morti nel genocidio in Ruanda. Nel 2001 si stabilisce a Milano. Nel 2006 le prime due mostre pubbliche: a Palazzo Venezia e al Teatro India, a Roma. Seguono mostre personali e partecipazioni a mostre collettive in spazi pubblici e privati, da cui scaturisce un forte movimento di critica attorno al suo lavoro. Esce in questi anni il catalogo curato da Robert C. Morgan: Psychic Persona. Subito dopo parte per Parigi e Londra dove vivrà per un anno e dove frequenterà alcuni corsi alla Saint Martin School. Fondamentale in questo soggiorno è la conoscenza di David Roberts e Martin Holman.

Inizia la serie dedicata all’Oriente. Nell’aprile 2008 la Indonesian National Gallery gli dedica una personale che verrà seguita da mostre a Singapore, Hong Kong e Beijing. Viene pubblicato Koi Dan Trinacria.

Nel 2010 Milano gli dedica una personale a Palazzo Reale, Nuvole Sacre. Successivamente verrà spostata al Pan – Palazzo delle Arti di Napoli. Subito dopo la personale al MAC Museo di Arte Contemporanea di Niteroi a Rio de Janeiro, viene invitato alla mostra Under The Influence che si tiene ogni anno a Londra presso la casa d’aste Phillips (ex Phillips De Pury).

Roberto Coda Zabetta è stato insignito dei più significativi premi italiani - Premio Passaggi a Nord-Ovest Fondazione Pistoletto, Premio Arte-Fiera di Bologna, Premio Giovani Artisti Miart 2003 e 2004, finalista Premio Cairo Communications - e selezionato per la Dena Foundation al Centre International d'Accueil et d'Echanges des Récollets di Parigi e per il BP Portrait Award 2006 di Londra.

Vive a Milano.



Cenni biografici di Tony Godfrey


Tony Godfrey è Director of Research al Sotheby’s Institute of Art. Dopo aver completato gli studi all’Università di Leeds, ha insegnato in vari istituti d’arte inglesi. Dal 1989 lavora per il Sotheby’s Institute e dal 2006 è professore di Belle Arti all’Università di Plymouth. È un esperto d’arte contemporanea e autore di numerose pubblicazioni, tra le quali The New Image: Painting in the Eighties (1986), Drawing Today (1990) e Conceptual Art (1998, Phaidon).

La sua opera più importante è Painting Today (2009) edito da Phaidon. Il volume presenta una panoramica completa sulla pittura degli ultimi trent'anni e raccoglie opere di nomi celebri come Gerard Richter e Neo Rauch e di artisti emergenti come Jumaldi Alfi e Ingrid Calame. Painting Today raccoglie innumerevoli esempi di stili, materiali e tecniche proprie della pittura contemporanea, suddivisi in capitoli tematici.

Oggi lavora tra Londra e Singapore.



Scheda mostra

Titolo Roberto Coda Zabetta – “Scudo”
A cura di Tony Godfrey
Sede Complesso post-industriale Ex – Marmi
Via Nazario Sauro 52, Pietrasanta (LU)
Date 7 luglio – 8 agosto 2013
Inaugurazione sabato 6 luglio, ore 19
Orari da martedì a domenica h. 18 - 24. Chiuso lunedì.
Catalogo con testo di Tony Godfrey

Info al pubblico Complesso post-industriale EX-MARMI
t. +39 333 80 73 318

martedì 4 giugno 2013

LO STATO DELL’ARTE nel 2013 | Obraz



LO STATO DELL’ARTE
nel 2013
Obraz – art kitchen and wine – la cantina di manuela
Dal 11 giugno al 31 luglio 2013
Via Procaccini 41 Milano
Tel 02 3452034 cell.339 6312241
www.obraz.it – www.lacantinadimanuela.it
orari : tutti i giorni dalle 10 alle 15 e dalle 16,30 alle 19,30
inaugurazione martedì 11 giugno ore 18,30.


Lo stato dell'arte
nel 2013
Era il 2003 quando Obraz propose per la prima volta “Lo stato dell’arte” , mostra di fine stagione che ha l’intento di censire il lavoro che si svolge intorno alla galleria. Quest’anno l’evento si terrà presso le cantine di manuela di Via Procaccini, un’enoteca con cucina con la quale la galleria Obraz continua la collaborazione dopo la personale di Giuseppe Bombaci. La location esalta lo spirito di festa di fine stagione della mostra, oltre al rinfresco vi è il ristorante per chi vorrà fermarsi a cena, un’opportunità di salutarci in allegria prima delle vacanze. Come sempre lo spirito festante della mostra non pregiudica la qualità delle opere proposte, quasi tutte di piccolo formato, ma quest’anno particolarmente di alto livello. .
Artisti :
Piero Addis
Dario Arcidiacono
Sophie Ammerich
Agostino Arrivabene
David Bowes
Davide Bramante
Felipe Cardena
Linda Carrara
Marco Casentini
Roberto Coda Zabetta
Francesco De Grandi
Loris Di Falco
Mimmo Di Marzio
Marco Fantini
Giovanni Frangi
Massimo Kaufmann
Davide La Rocca
Cristina Lefter
L'orMa
Madre
Paolo Maggis
Paolo Manazza
Claudia Marini
Fulvia Mendini
Elena Monzo
Anna Muzi
Davide Nido
Guido Nosari
Michela Pomaro
Melissa Provezza
Pierluigi Pusole
Rossella Roli
Angela Trapani
Giovanni Vitali
Andrea Zucchi
Claudia Zuriato

martedì 14 maggio 2013

Contrasti Dialoghi dal Figurativo al Concettuale



Contrasti Dialoghi dal Figurativo al Concettuale
A cura di: Armando Audoli e Umberto Benappi

Artisti: Luisa Albert, Santo Alligo, Agostino Arrivabene, Andrea Barin, Luigi Benedicenti, Bertozzi & Casoni, Nicola Bolla, Maurizio Bottoni, Roberto Coda Zabetta, Gianluca Corona, Carlo D’Oria, Jan Fabre, Titti Garelli, Plinio Martelli, Ugo Nespolo, Paolo Schmidlin, Francesco Sena, Giorgio Tonelli, Fabio Viale, Virgilio, Joel Peter Witkin, Daniele Zenari.

Inaugurazione: giovedi 16 maggio ore 18
Periodo: 16/05/13 - 29/06/13

GALLERIA BENAPPI

Via Andrea Doria, 10
Torino 

La mostra esplora il cosiddetto conflitto che esisterebbe tra l'arte figurativa e l'arte concettuale attraverso il lavoro di 23 artisti contemporanei e un omaggio a Ottavio Mazzonis.
Un incontro / scontro tra i portatori del verbo figurativo e i fautori dell'opera concettuale che si disputa su di un soggetto ben definito: la vanitas o natura morta con elementi che ci ricordano la caducità della vita, rappresentata attraverso quadri, fotografie, sculture, disegni e installazioni. Scelta non casuale, ma spinta dalla consapevolezza che il silenzio delle cose è probabilmente lo scenario ideale per l'ipotetico attraversamento dei linguaggi visivi e il loro superamento.

Con le parole di Armando Audoli: "La divisione manichea tra figurativo e concettuale, che nuoce in primis all'arte stessa, soffre dell'impostazione rigidamente dualistica su cui poggia da sempre l'intero sistema culturale d'occidente. Oltretutto l'estremizzazione di entrambi i discorsi ha trascinato gli artisti in un vero e proprio cul de sac espressivo, dal quale sembra sempre più difficile trovare una scappatoia. In fin dei conti, perché l'alta qualità manufattoriale di un'opera figurativa non dovrebbe essere conciliabile con un'altrettanto alta portata concettuale?"

Le opere in mostra testimoniano invece come una terza via sia possibile laddove un grande virtuosismo va di pari passo con una marcata sensibilità concettuale superando l'ipotetico conflitto tra due linguaggi visivi all'apparenza inconciliabili.

Vanità, silenzio, memoria del vuoto.

La mostra si chiude con un omaggio al pittore torinese Ottavio Mazzonis (1921-2010) e alle sue raffinatissime "nature silenti", figlie di un amore infinito per il trasparente lirismo di Chardin ("Ci si serve dei colori, ma si dipinge con il sentimento" diceva, appunto, il genio settecentista). Artista sommo e ingiustamente relegato nel ghetto degli anacronistici perpetuatori del linguaggio pittorico, unico autore non più vivente incluso nella rassegna, Mazzonis si è tormentato per una vita intera, arrovellandosi proprio sul contrasto insanabile tra passatismo e modernismo: sull'inaccettabilità di quel vessatorio aut aut ideologico, che alle sue orecchie di poeta suonava come un violento e intollerabile ultimatum. 

venerdì 19 aprile 2013

Verità | Ultimo atto. Mostra personale di Roberto Coda Zabetta



Verità | Ultimo atto.

Mostra personale di Roberto Coda Zabetta
Guidi&Schoen
VIco Casana 31r, 16123 Genova

Venerdì 19 aprile 2013, la galleria Guidi&Schoen è lieta di presentare Verità|Ultimo atto, tappa conclusiva di Verdade, l’ultimo progetto espositivo di Roberto Coda Zabetta.
Verdade è la mostra a cura di Guilherme Bueno (direttore Mac Brasile), Maria Savarese (curatrice indipendente) e Maurizio Siniscalco (curatore Certosa di Capri) inaugurata nella primavera del 2012 al Museo della Certosa di San Giacomo a Capri per poi spostarsi in autunno al MAC di Niterói, Rio De Janeiro.
La mostra col nome di Vérité è stata presentata nel dicembre dello scorso anno anche a Montecarlo nello spazio di Clara Pacifico Natoli & Stephane Mescarenhas.
Il progetto di Roberto Coda Zabetta nasce da un fatto di cronaca recente con radici profonde.
Dal 1964 al 1985, il Brasile è stato governato da una dittatura militare, particolarmente dura nella repressione dell’opposizione fino alla metà degli anni settanta. Bambini, giovani e donne sparirono senza lasciare traccia, se non quella indelebile nei ricordi di tutti coloro che indirettamente vissero quella tragica esperienza. Dopo due anni di polemiche e dibattiti, il 21 settembre scorso, la Camera dei Deputati brasiliana ha approvato l’istituzione della "Comissao da Verdade" con lo scopo di “esaminare e chiarire le gravi violazioni dei diritti umani” avvenute tra il 1964 e il 1988 e di “rendere effettivo il diritto alla memoria e alla verità storica e permettere la riconciliazione nazionale”.
Verità, ultimo atto del progetto dell’artista, presenta una ventina di smalti su tavola di piccolo formato. Macchie di colore liquido diventano volti senza contorni quasi scivolassero via tra i ricordi. Sono i ritratti di quei desaparecidos. In cornici settecentesche in cui sono incastonati oggetti di uso comune e amuleti sono, a ben guardare, tragicamente presenti. La mostra si sviluppa come una grande installazione. In un connubio tra opere d’arte e oggetti presi dal quotidiano, Coda Zabetta ricrea l’atmosfera di certe chiese in centro America in cui simboli i pagani si mescolano a quelli cristiani, dove i riti indigeni incontrano la globalizzazione, dove passato è ancora presente e il futuro una lontana proiezione.

mercoledì 3 ottobre 2012

“Verdade” Roberto Coda Zabetta A cura di Guilherme Bueno, Maria Savarese, Maurizio Siniscalco

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Arriva al MAC di Rio de Janeiro l'arte di Roberto Coda Zabetta... se passate da quelle parti... beati voi!



ROBERTO CODA ZABETTA
VERDADE

“Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti”
Art. 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, 10 Dicembre 1948

a cura di Guilherme Bueno | Maria Savarese | Maurizio Siniscalco

MAC - Museu de Arte Contemporânea de Niterói a Rio de Janeiro
6 ottobre – 3 novembre 2012

Dopo il grande successo di critica e di pubblico riscosso alla Certosa di San Giacomo a Capri, la mostra personale di Roberto Coda Zabetta “VERDADE” - a cura di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco - si sposta dal 6 ottobre al 3 novembre nei prestigiosi spazi del MAC Museu de Arte Contemporânea de Niterói a Rio de Janeiro.
L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli e dall’Associazione Culturale ArteAs di Maurizio Siniscalco.
La mostra, con il Patrocinio della Città di Paraty gemellata con la Città di Capri, dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro e della UERJ - Universidade do Estado do Rio de Janiero, presenta una ventina di lavori sull'intensa vicenda dei desaparecidos brasiliani.
“VERDADE” (“VERITÁ”) prende infatti spunto dalla memoria di quanti hanno sofferto la detenzione in uno dei più spietati sistemi di prigionia del mondo: quello delle carceri brasiliane, durante il periodo di dittatura dal 1964 al 1984. Bambini, giovani e donne sparirono senza lasciare traccia, se non quella indelebile nei ricordi di tutti coloro che indirettamente vissero quella tragica esperienza.
Dopo due anni di polemiche e dibattiti, il 21 settembre scorso, la Camera dei Deputati brasiliana ha approvato l’istituzione della "Comissão da Verdade" con lo scopo di “esaminare e chiarire le gravi violazioni dei diritti umani” avvenute tra il 1964 e il 1988 e di “rendere effettivo il diritto alla memoria e alla verità storica e permettere la riconciliazione nazionale”.
Le opere sono divise in due sezioni: Tables, alcune opere di piccolo formato, con cornici settecentesche in cui sono incastonati oggetti di uso comune o religiosi, piccoli bronzi e preziose terrecotte, reliquie appartenute agli stessi desaparecidos ed, all'interno, ritratti dipinti velocemente con ancora i segni della matita a fare da sfondo.
Accanto ad essi, Escudos, quindici dipinti di grande formato, realizzati su vecchi tessuti, raffiguranti volti quasi uguali, un ripetersi di immagini con una storia piena di materia: in tutte queste opere Roberto Coda Zabetta non racconta mai la morte, ma una verità contemporanea con la speranza di poter trovare un dialogo sincero.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Ad Est dell’Equatore con testi di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco e foto di Salvino Campos.

Cenni biografici
Roberto Coda Zabetta nasce a Biella nel gennaio del 1975. Qui frequenta inizialmente l’Istituto Tecnico Sperimentale, per poi completare gli studi presso l’Istituto d’Arte di Roma. Nel 1995, conosce Aldo Mondino, di cui dal 1996 al 2000 è assistente di studio. Dal 1997 inizia a partecipare a mostre e ad alcuni concorsi per giovani artisti, sia in Italia che all’estero. Identità anonime (2000) è il suo primo catalogo, dedicato ai bambini morti nel genocidio in Ruanda. Nel 2001 si stabilisce a Milano. In questi anni vengono pubblicati: In Coda (2003), PPP e Colors (entrambi nel 2004).
Tra il 2005 e il 2006 si ricordano due importanti mostre: a Palazzo Venezia e al Teatro India, a Roma.
Seguono mostre personali e partecipazioni a mostre collettive in spazi pubblici e privati, da cui scaturisce un forte movimento di critica attorno al suo lavoro. Esce in questi anni il catalogo curato da Robert C. Morgan: Psichic Persona. Subito dopo parte per Parigi e Londra dove vivrà per un anno e dove frequenterà alcuni corsi alla Saint Martin School. Fondamentale in questo soggiorno è la conoscenza di David Roberts, Martin Holman e Laura Petrillo.
Inizia la serie dedicata all’Oriente. Nell’aprile 2008 la Indonesian National Gallery gli dedica una personale che verrà seguita da mostre a Singapore, Hong Kong e Beijing. Viene pubblicato Koi Dan Trinacria.
Torna in Italia e si stabilisce nel suo nuovo studio in un piccolo borgo marchigiano.
Nel 2009 inaugura con una personale il Festival Dei Due Mondi di Spoleto a Palazzo Collicola.
Nel 2010 Milano gli dedica una personale molto importante a Palazzo Reale, Nuvole Sacre. Successivamente verrà spostata al Pan – Palazzo delle Arti di Napoli. Nel 2011 si svolgono, nei primi mesi dell’anno, due mostre: Proibito, alla Langgang Art Foundation a Jakarta e ex voto, presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti/Ex Chiesa di San Francesco a Como.
Roberto Coda Zabetta è stato insignito dei più significativi premi italiani - Premio Passaggi a Nord-Ovest Fondazione Pistoletto, Premio Arte-Fiera di Bologna, Premio Giovani Artisti Miart 2003 e 2004, finalista Premio Cairo Communications - e selezionato per la Dena Foundation al Centre International d'Accueil et d'Echanges des Récollets di Parigi e per il BP Portrait Award 2006 di Londra. 

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sabato 21 luglio 2012

Roberto Coda Zabetta, VERDADE a Capri

Roberto Coda Zabetta non ha certo bisogno di alcuna presentazione. Ora in mostra a Capri con una personale dai forti connotati sociali a cura di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco

Roberto Coda Zabetta, VERDADE

“Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti”
Art. 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, 10 Dicembre 1948

a cura di Guilherme Bueno | Maria Savarese | Maurizio Siniscalco
Certosa e Museo di San Giacomo, Capri
28 luglio – 2 settembre 2012

Sabato 28 luglio alle ore 19.00 negli spazi della Canonica della Certosa di San Giacomo a Capri con la direzione di Rossana Muzii, l’Associazione Culturale ArteAs presenterà la mostra personale di Roberto Coda Zabetta dal titolo “VERDADE” a cura di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco.
L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli e dall’Associazione Culturale ArteAs di
Maurizio Siniscalco.
La mostra, con il Patrocinio della Città di Paraty gemellata con la Città di Capri, dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro e della UERJ - Universidade do Estado do Rio de Janiero, presenta 27 lavori inediti, in anteprima assoluta italiana, che verranno successivamente presentati al MAC - Museu de Arte Contemporânea de Niterói a Rio de Janeiro dal 29 settembre al 3 novembre 2012.
“VERDADE” (“VERITÁ”) prende spunto dalla memoria di quanti hanno sofferto la detenzione in uno dei più spietati sistemi di prigionia del mondo: quello delle carceri brasiliane, durante il periodo di dittatura dal 1964 al 1984. Bambini, giovani e donne sparirono senza lasciare traccia, se non quella indelebile nei ricordi di tutti
coloro che indirettamente vissero quella tragica esperienza.
Dopo due anni di polemiche e dibattiti, il 21 settembre scorso, la Camera dei Deputati brasiliana ha approvato l’istituzione della "Comissão da Verdade" con lo scopo di “esaminare e chiarire le gravi violazioni dei diritti umani” avvenute tra il 1964 e il 1988 e di “rendere effettivo il diritto alla memoria e alla verità storica e
permettere la riconciliazione nazionale”.
Le opere sono divise in due sezioni: Tables, dodici opere di piccolo formato, con cornici settecentesche in cui sono incastonati oggetti di uso comune o religiosi, piccoli bronzi e preziose terrecotte, reliquie appartenute agli stessi desaparecidos ed, all'interno, ritratti dipinti velocemente con ancora i segni della matita a fare da
sfondo.
Accanto ad essi, Escudos, quindici dipinti di grande formato, realizzati su vecchi tessuti, raffiguranti volti quasi uguali, un ripetersi di immagini con una storia piena di materia: in tutte queste opere Roberto Coda Zabetta non racconta mai la morte, ma una verità contemporanea con la speranza di poter trovare un dialogo sincero.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Ad Est dell’Equatore con testi di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco e foto di Salvino Campos.

venerdì 29 giugno 2012

BRAMANTE & FRIENDS AN INTERNATIONAL GOLDEN GENERATION OF CONTEMPORARY ART

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Anche il grande Giuseppe Bombaci in questa prestigiosa collettiva a Bologna...
Da vedere!!!



RAIMONDA Z.BONGIOVANNI CURATRICE


OPENING DEL

GALLERIA CAVOUR

INTERNATIONAL ART CENTER & GALLERY

CON LA MOSTRA PRESTIGIOSA


 

BRAMANTE & FRIENDS

AN INTERNATIONAL GOLDEN GENERATION OF CONTEMPORARY ART

Vernice  VENERDì 29 GIUGNO ORE 19.00

in occasione di
 CAVALCADE 2012 EVENTO FERRARI IN GALLERIA CAVOUR
GALLERIA CAVOUR 3C – 3D
 AMMEZZATO / ACCESSO DA VIA DE’FOSCERARI

Periodo mostra: DAL 29 GIUGNO 2012
INFOLINE: 051.264681 / INFO@GALLERIABONGIOVANNI.COM

(Bologna, giugno 2012) Inaugura venerdì 29 giugno alle ore 19.00 GALLERIA CAVOUR INTERNATIONAL ART CENTER & EXHIBIT con una mostra a livello internazionale dal titolo BRAMANTE & FRIENDS – AN INTERNATIONAL GOLDEN GENERATION OF CONTEMPORARY ART, IN OCCASIONE DI CAVALCADE 2012 EVENTO FERRARI 2012 NELLA PRESTIGIOSA GALLERIA CAVOUR, NEL CUORE DELLA CITTA’, LA MAGGIORE CONCENTRAZIONE DI MARCHI DI ALTA GAMMA IN EUROPA. 

BRAMANTE & FRIENDS con BOMBACI, BRAMANTE , CODA ZABETTA, DI SILVESTRE,GRASSINO, GRELO, MARCHISIO, MONTICELLI & PAGONE, PELLEGRINI, PETRACCHI PUGLISI,  apre la stagione del GALLERIA CAVOUR INTERNATIONAL ART CENTER & GALLERY, con artisti dell’arte contemporanea di fama internazionale, con tecniche come : pittura, fotografia, scultura, light art.
Ed ecco le incredibili visioni straordinarie di Bramante dove saltano le categorie temporali in nome di un’affilata analisi del mondo contemporaneo; i ritratti dall’atmosfera magica e affascinante di Bombaci, i magnifici visi di Coda Zabetta white on white e black on black,le stupende immagini scenografiche di Di Silvestre,la sedia scultura di Grassino, le porte di luce di Grelo, due opere monumentali di Marchisio,  le storiche figure di Monticelli e Pagone; una storicizzata carta di Pellegrini,   le delicate e fortissime creazioni di Petracchi con un'unica torre sospesa a soffitto, i ritratti fortemente definiti di Puglisi.

Accompagnerà il vernissage della mostra un cocktail con degustazioni dei VINI DI DAVIDE BRAMANTE.