RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 5 febbraio 2014

HO FAME di Elisabetta Falqui a cura di Roberta Vanali



HO FAME 
ExMà
via San Lucifero, Cagliari

21 febbraio - 16 marzo 2014

di Elisabetta Falqui 
a cura di Roberta Vanali

Dopo La Corte ArteContemporanea a Firenze (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/10/ho-fame-di-elisabetta-falqui-cura-di.html), la mostra di Elisabetta Falqui "Ho fame" si sposta all'Exmà (Sala della Torretta) a Cagliari per un nuovo allestimento. Dal 21 febbraio al 16 marzo 2014.

“L'entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo.”
(Bertrand Russell)

Dagli affreschi di Pompei alle innumerevoli versioni dell’Ultima cena, dalle nature morte tra ‘500 e ‘700 alle osterie di Carracci, ma anche i banchetti di Bruegel, i ritratti surreali di Arcimboldo e le scene di vita contadina di Van Gogh, fino ad arrivare agli accumuli di caramelle di Felix Gonzales-Torres passando per i cibi griffati di Warhol e l’artificazione del cibo nelle performance Fluxus. Arte-Cibo è un binomio inscindibile ed è interminabile l’elenco delle opere in cui lo si contempla come mezzo espressivo che diviene metafora della realtà. Potente veicolo di comunicazione, il cibo come fonte creativa, come rituale ma sopratutto come metafora dell’esistenza è anche oggetto cinematografico: magnificamente opulento per Bunuel, grottesco strumento di morte per Ferreri, sotto forma di cultura da mangiare per Pasolini.
In un’epoca in cui non si può prescindere dalle diete e dall’ossessione per i cibi sani, in tempi in cui gli chef s’impongono come star e il culto del corpo arriva a esasperata e morbosa ricerca della perfezione, per Elisabetta Falqui il cibo è una necessità per decodificare e interpretare significati simbolici partendo da esso come fonte di nutrimento e strumento di aggregazione sociale e confluire nel concetto che ruota intorno all’impossibilità di soddisfare il desiderio. Desiderio che rispecchia anche il piacere sensuale del cibo - non a caso cibo e sesso vengono tenuti sotto controllo dagli stessi ormoni -, per dirla con il marchese De Sade: “Non conosco nulla che vellichi così voluttuosamente lo stomaco e la testa quanto i vapori di quei piatti saporiti che vanno ad accarezzare la mente preparandola alla lussuria.” Ecco che il cibo diventa ossessione poiché unico appagamento delle frustrazioni più recondite e la magrezza, sinonimo di bellezza nella società occidentale, è associata all’illusione della felicità. Identificabile in un preciso stile di vita alimentare e quindi sociale, per l’artista l’ossessione del cibo rappresenta la crisi e il fallimento dell’uomo contemporaneo immerso in un’esistenza alienante. Il corpo come luogo di riflessione diventa quindi racconto di una patologia e il cibo da nutrimento si trasforma in disturbo compulsivo. “Detesto l’uomo che manda giù il suo cibo non sapendo che cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose più importanti”, non a caso sosteneva Charles Lamb.
Il tramite espressivo per Elisabetta Falqui è la fotografia e in questa il corpo riveste un ruolo centrale. Dalle immagini patinate attinte dall’universo mediatico passa in questo frangente a un rigoroso bianco e nero che rivela una realtà più tormentata. Le intime sofferenze di una percezione distorta della fisicità, di un rapporto perverso con il proprio corpo. La fame d’amore e il senso di inadeguatezza sono il risultato delle installazioni al neon associate alla costante che contraddistingue la sua dimensione concettuale, ovvero il susseguirsi forsennato di pensieri contraddittori, a tratti deliranti che profilano la complessa e inquietante relazione tra donne e cibo, un mantra che diventa assillo, tormento, incubo: “ho fame, mangio non mangio, mangio questo e basta, poi inizio la dieta, da lunedì sarò a dieta, sono grassa non posso guardarmi allo specchio, mangio, ho fame non ho fame, non mi piaccio, ma se lo mangio non sarà questo a farmi ingrassare, poi vado a correre, devo dimagrire ma ho fame, ho sempre fame, non voglio ingrassare, mangio meno, mangio questo e basta...”

Roberta Vanali 

ARCO 2014



Dal prossimo 19 febbraio, fino al 23, il popolo dell'arte migrerà nella capitale spagnola.
Madrid diventerà la capitale del contemporaneo, ma non solo, grazie alla grande manifestazione fieristica ARCO Madrid.
Oltre 200 gallerie pronte a mostrare il meglio delle loro proposte. 
Se non ci siete mai stati merita il viaggio. Tutta la città sarà catalizzata da questo evento!

più info su

I DISEGNI DI FEDERICO FELLINI DAL "LIBRO DEI SOGNI"


I DISEGNI DI FEDERICO FELLINI DAL "LIBRO DEI SOGNI"

PALAZZO DUCALE. SALONE DEGLI SVIZZERI. MASSA (MS)

da venerdì 7 a mercoledì 26 febbraio 2014


Nata da un’idea di Felice Laudadio, direttore artistico del Bif&st, curata da Francesca Fabbri Fellini, nipote di Federico Fellini, pensata per la città di Massa da Giancarlo Alviani con la collaborazione di Maria Vittoria Della Pina e Daniele Lucchesi la mostra “I disegni di Federico Fellini dal Libro dei sogni” propone cento tavole tratte dal “Libro dei sogni”, pubblicato nel 2007 a cura di Tullio Kezich, una sorta di Grande Album che rappresenta l’inconscio felliniano, un diario onirico che lui stesso definiva: “un’insieme di segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”. Un’opera che Fellini ha elaborato con impegno scrupoloso per circa un trentennio, dagli Anni ‘60 agli Anni ‘90, sotto consiglio dello psicanalista junghiano Ernst Bernhard, con il quale è stato in analisi dal ‘60 al ‘65. Nelle opere di Fellini, straordinario disegnatore, sono immortalati personaggi della sua vita pubblica e privata come Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Anita Ekberg, Sophia Loren, Herst Bernhard (il suo analista) e sua moglie Giulietta Masina, alla quale dedica un’intera sezione. Ma è anche pieno di incubi, di riferimenti alla famiglia e ai luoghi d’origine (“Amarcord”, Rimini e Romagna) e “sognare e filmare”, tavole in cui si riconoscono alcune ispirazioni per i suoi indimenticabili capolavori cinematografici. Ogni disegno è contenuto in quadri di dimensioni 37 cm X 50 cm e relative didascalie, divisi secondo tematiche quali: “Giulietta Masina”, “Personaggi famosi”, “La famiglia Fellini”, “Incubi”, “Sognare e filmare”, “Amarcord”, “Rimini” e “La Romagna”.

MAMBOR CAMPIONATORE a Mantova


 

MAMBOR CAMPIONATORE


Mantova | Fruttiere di Palazzo Te
9 febbraio - 23 marzo 2014
a cura di Gianluca Marziani



Comunicato stampa

“Osservo la divisione, la separazione, la solitudine, e non rappresento la sofferenza, il dolore. Non vedo attraverso il mio corpo ma vedo il mio corpo nello spazio”.
                                                                                                                      Renato Mambor


Palazzo Te, a Mantova, ospita un’ importante rassegna dedicata a Renato Mambor (Roma, 1936), autorevole esponente della cultura figurativa italiana della seconda metà del ‘900.
Curata da Gianluca Marziani la mostra è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e da Marzia Spatafora Spazio Culturale, con il Patrocinio di Regione Lombardia, del Comune di Mantova e del Museo Civico di Palazzo Te.

“L’occasione è giusta - afferma Angelo Crespi, presidente del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te -  per ragionare sulla produzione di cinquanta anni di uno dei protagonisti di quel particolare filone creativo, sviluppatosi negli anni Sessanta in ambito romano, passato alla storia come Scuola di Piazza del Popolo. Una sorta di seconda avanguardia per la quale l’arte deve innanzitutto scardinare codici linguistici precostituiti, e porsi al confine tra varie forme espressive”.

Sarà quindi esposta nelle Fruttiere di Palazzo Te una selezione della coerente e insieme variegata opera del pittore romano, raccolta in cinque significativi capitoli che intendono percorrere - riproponendo le parole del curatore Gianluca Marziani - un excursus a ritroso fino alle fotografie del 1969, passando per le celebri sagome tridimensionali, i famosi “Separè”del 2007, quindi “Diario 2007”, spunto per una serie di trittici riepilogativi, e “Quadreria”, un insieme organico di tele senza legami apparenti, riunite con libertà compositiva e spirito narrativo. Infine un lavoro esclusivo presentato qui in anteprima, pensato da Mambor appositamente per Mantova: “Quadreria Infinita”, una sorta di esercito pittorico in cui la sagoma ripetuta crea un ritmo sintattico, forte ritorno alla bidimensionalità degli anni Sessanta.

MAMBOR CAMPIONATORE è il titolo che il curatore ha voluto assegnare alla mostra di Palazzo Te, per sottolineare l’opera di un artista che sulla ripetizione, sulla moltiplicazione iconica, sullo stretto legame tra segni e codici mediatici, ha definito la propria cifra, consegnata nei decenni a un peculiare modo di campionare il corpo umano, gli oggetti, le materie e i segni del presente.
E’ alla musica elettronica concettuale che Marziani associa l’arte di Mambor, l’accezione più “liquida” di una pratica campionatoria dove una porzione di suono viene estratta da una massa primaria per essere poi immessa in un flusso sintetico “definito su una matrice che forma e trasforma, slitta e definisce, amplifica e comprime”.
Non solo, l’immagine sintetica di Mambor, a tratti, può essere ulteriormente compresa gettando uno sguardo alla poetica di Andy Warhol - e d’altra parte è documentato il suo trasferimento negli Stati Uniti a metà degli anni ’60, con Ceroli e Tacchi, per un contatto diretto con le radiazioni della Pop Art – fondata su un’estetica essenziale, limpida e chiaramente basata sulla ripetizione. Ma, contrariamente agli intenti di Warhol, “archetipo estetico di un’immagine automatica, industriale nel suo americanismo ma classica nelle sue radici, Mambor incarna un approccio caldo in cui scompaiono l’io espressionista e la narrazione autografa, senza che si rinunci alla carne viva del colore, alle materie pulsanti, alle alchimie tattili del quotidiano”.

Forte di una produzione artistica estesa nel tempo e ricca, nel suo stile ripetitivo e ripetuto, di varianti espressive e tecniche - fotografia, pittura, serigrafia, scultura e installazioni - Renato Mambor ha trovato in Achille Bonito Oliva una critica fedele e puntuale, che dalla sua prima presentazione nel ’66 lo ha accompagnato fino al 2009, con la grande antologica napoletana In prestito dall’infinito, senza dimenticare l’incontro nel ’96 a Roma con Maurizio Calvesi di cui, in occasione della mostra Relazioni, si legge l’importante testimonianza nel relativo catalogo.  
Ma la grandezza di Mambor non può essere colta fino in fondo escludendo il suo percorso parallelo in ambito teatrale, attivo nella sua esistenza fin dagli anni Cinquanta e intrapreso con passione e apprezzabili riscontri fino alla fine degli anni ’80 quando l’artista – nella più intera accezione del termine – sceglie di tornare alla pittura, comunque mai completamente abbandonata.

E’ quindi imperdibile l’occasione mantovana di varcare le magnifiche soglie cinquecentesche di Palazzo Te e ritrovare negli spazi delle Fruttiere la rappresentazione di un linguaggio artistico firmato da Renato Mambor, un maestro del contemporaneo che ha saputo affermare la propria grandezza nel rapporto con il dato reale filtrato dall’immagine di un’immagine.



CENTRO INTERNAZIONALE D’ARTE
E DI CULTURA DI PALAZZO TE
Ufficio Stampa
+39 0376 369198
www.centropalazzote.it


Un vergogna solo italiana: ADDIO MACRO! dal sito di Repubblica...

Leggo sul sito di Repubblica (http://roma.repubblica.it) questo articolo a firma Carlo Alberto Bucci, che sottoliena ancora una volta l'inettitudine e l'incapacità tutta italiana. L'ennesimo esempio di cattiva gestione che porta sempre più in basso la povera e martoriata Italia dell'arte e della cultura!

 

Addio Macro: la caduta di un museo
senza contratti né mostre

Sono quindici i lavoratori che lasciano in queste ore gli uffici di via Reggio Emilia. Intanto, la direzione artistica resta vacante

"Cari amici, il mio incarico al Macro è chiuso. Ho mandato una mail con indicato chi rimane". Questo l'sms spedito ieri da Maria Bonmassar che priva il Museo d'arte contemporanea di Roma del suo capo ufficio stampa. E che straccia il velo sul futuro del museo bifronte, diviso tra le sedi di Nomentana e Testaccio. Un domani nero, con poche centinaia di migliaia di euro in cassa dal 2013. E con un 2014 senza certezze se non quella che "a giorni dovrebbe essere pubblicato il bando, pronto da tempo, che ci darà il nuovo direttore", assicura l'assessore alla Cultura, Flavia Barca. Il bando era stato annunciato dal sindaco il 3 novembre. Ora si spera che presto arrivino i curricula... 

per leggere l'articolo nella sua completezza, vai su:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/02/05/news/addio_macro_la_caduta_di_un_museo_senza_contratti_n_mostre-77715133/ 


martedì 4 febbraio 2014

Mostra dei finalisti del Premio RezArte



Reggio Emilia | KM129 | Mostra dei finalisti inaugurazione 8 Febbraio 2014 ore 17.00 

 A Reggio Emilia, nello spazio espositivo Km129 in collaborazione con Il Comune, nel cuore della città, verranno esposte le opere dei 60 finalisti della prima edizione del RezArte PremioTricolore.
Nel corso dell'inaugurazione la Giuria determinerà i nomi dei vincitori assoluti, del secondo e del terzo classificato all'interno di ogni sezione (pittura, fotografia,scultura).
Giuria:
Antonio Miozzi (direttore RezArte Contemporanea)
Francesca Baboni (critico d’arte e curatore)
Boris Brollo (critico d’arte e curatore)
Valerio Dehò (direttore artistico di Merano Arte)
Stefano Taddei (critico d’arte e curatore)

Finalisti


PITTURA:
Adani Fabio
Azzolini Enrico
Bandini Claudio
Biasetti Martina
Biasetti Valentina
Bonfilio Barbara
Contavalli Daniele
Fontana Simone
Forghieri Laura
Granchi Andrea
Grisendi Fosco
Goldoni Roberto
Lorandi Tania
Merola Vincenzo
Padovani Alice
Portioli Manuel
Sottini Giovanna
Skizzo (Francesco Marchetti)
Vianello Toni
Zampiron Filippo

FOTOGRAFIA:
Ascani Achille
Baccaro Thomas
Baccolini Oreste
Bonciani Isabella
Boretti Paolo
Canotti Stefano
D'Avino Mariangela
Grandi Marianna
Greci Giovanni
Lombardo Marco
Lucas Hermes
Magrin Alberto
Mori Tommaso
Noferi Silvia
Orsi Fabrizio
Palombini Lorenzo
Radighieri Daniela
Rizzo Marco
Trascinelli Luca
Vecchi Giovanni

SCULTURA:
Balducci Maurizio
Barillà Pino
Bohr Kika
Brera Mara
Corradi Maurizio
De Paoli Gianni
Feldmann Patrick
Fornasari Fabio
Franzoni Umberto
Giancotti Giuliano Cataldo
Hackatao
Iodice Annamaria

Levo Rosemberg Margherita
Marmiroli Luigi
Martinazzo Davide
Ketra (Pizzato Elena)
Pappalardo Gilda
Sardano Vito
Scarduzio Antonio
Sgrò Monica
























Le fasi successive del RezArte PremioTricolore saranno la consegna dei premi in palio, per un totale di Euro 9.000,00 agli artisti vincitori, la presentazione del catalogo della mostra e le due esposizioni in Germania, alla galleria ROSEMARIE BASSI (MarkStrasse 109 - 53424 Remagen www.galerie-rosemarie-bassi.eu) e in Francia, nella galleria INVISIBLE ( 2 Rue du petit Puits 13002 Marseille). 

SCHEDA TECNICA:
Titolo: Finalisti RezArte PremioTricolore 
Organizzatore: RezArte Contemporanea
In collaborazione con: Comune di Reggio Emilia 

Inaugurazione: sabato 8 febbraio 2014, ore 17.00 
Luogo: Reggio Emilia, KM12, piazza Prampolini 1/D 
Date: 8 22 febbraio 2014
Orari:
lunedì e giovedì 16 - 19.30
martedì e venerdì 9.30 - 12.30 e 16 - 19.30
sabato ore 9.30 - 12.30 e 15.30 - 19.30
domenica ore 16 - 19.30, oppure su appuntamento.

Per informazioni:
RezArte Contemporanea
Condominio Liberty
Via Emilia Ospizio, 34/D 42122 Reggio Emilia Tel. 0522 333351

www.galleriarezarte.it
rezartegalleria@gmail.com

OMAGGIO ALL'ARIA a Genova...



Giovedì 6 Febbraio CerrutiArte presenterà OMAGGIO ALL’ARIA di Franco Mazzucchelli, esposizione che vuole ripercorrere l’opera artistica del maestro proponendo lavori dagli anni ‘60 ad oggi, svelando una ricerca che va ad indagare lo spazio e ne mostra la sua leggerezza attraverso l’uso di materiali che negli anni sessanta erano considerati alternativi, ma che oggi risultano al centro delle ricerche di diversi artisti di fama internazionale. La sua vocazione di artista è quella di essere uno scultore, seppure il materiale scelto lo rendeva unico nel suo genere. Nel corso della sua carriera, in una prima fase, l’artista ha creato lavori di notevoli dimensioni ed impatto, altissime sculture d’aria, con forme geometriche come la spirale e il cubo, oppure ancora immensi tubi dentro cui poter camminare. Queste innumerevoli creazioni gonfiabili, che in alcuni casi raggiungevano anche quaranta metri, diventano lo strumento per una nuova relazione tra spazio e arte e tra spazio e spettatore. Nascono così gli abbandoni: (A.TO A, ovvero, Art to abandon) gonfiabili che vengono si abbandonati, ma accompagnati da una complessa documentazione legata alle reazioni del pubblico che si relazionava con l’opera. In un secondo momento l’artista ha invece voluto dialogare con il pubblico attraverso una serie di opere di misure contenute, riconducibili alla dimensione del quadro: nascono quindi lavori caratterizzati da accese cromie costruite attraverso linee morbide o figure geometriche “fatte d’aria”. Trasparenze ed estroflessioni sono il linguaggio odierno dell’artista che prosegue la sua indagine sullo spazio.
«La ricerca sui materiali non tradizionali della scultura si accompagna nel mio lavoro alla ricerca sulla relazione tra opera e luogo espositivo, inteso come ambito sociale, contesto architettonico o spazio urbano […] nella multiforme area del concettuale degli anni sessanta, in cui mi sono formato come artista […]. Materiali, dimensioni, luoghi di fruizione dell'arte sono diventati oggetto di ricerca e sperimentazione, estendendo così la rivoluzione formale delle prime avanguardie ad ambiti estetici e sociali più estesi.I materiali sintetici che caratterizzano l'inizio del mio operare sono: resina poliestere / poliuretano espanso / termoretraibili / p.v.c. gonfiabile usati prevalentemente dall'industria e la loro conoscenza passa attraverso oggetti di uso comune […].Con gli A.TO A. (sigla di valore doppio: Art to Abandon/Arte da abbandonare, o, leggendo letteralmente, a toi/ per te), ho iniziato negli anni sessanta ad usare materiali sintetici, gonfiabili, in grande scala ed in luoghi pubblici all'aperto, lasciandoli al loro destino: esempi di "sperpero", esposti alla distruzione, rimozione o appropriazione da parte di chi li voleva (a toi/ per te). Non ho mai pensato di ridurre questi oggetti a dimensioni più "maneggevoli" e ho rielaborato quelle strutture assecondando la vocazione d'uso dei materiali industriali, indirizzandole ad esempio verso il design, l'architettura o l'arredo urbano con l'unica eccezione della scenografia.Da tale irriducibilità a merce e dall'inestricabile rapporto di questi oggetti con il "qui e ora", con gli spazi per i quali erano pensati (negli anni settanta piazze, parcheggi, fabbriche; di recente, luoghi storici e monumentali) scaturisce il loro carattere ludico e "dilettantesco" […]. Così la sperimentazione ludica con i materiali propri della produzione industriale vuole infiltrarsi nelle smagliature del sistema di produzione delle merci anche artistiche, mettendone in discussione i principi di consumo e rivalutandone la natura estetica e speculativa» (Franco Mazzucchelli).

Franco Mazzucchelli nasce a Milano nel 1939 e si diploma in scultura all’Accademia di Brera. I suoi lavori sono esposti in importanti contesti e raccolte d’arte. Tra i luoghi che hanno accolto le sue più recenti installazioni ricordiamo: il Museo del 900 a Milano, Artissima 18 aTorino, il BAG Bocconi Art Gallery a Milano, i giardini della Triennale di Milano, il Maga di Gallarate e l’Accademia di Brera a Milano.



Cerruti Arte
Piazza dei garibaldi 18r, 16123 Genova

ATELIER 2013. Mostra Finale



ATELIER 2013. Mostra Finale
Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia

6 febbraio – 9 marzo 2014
Inaugurazione 5 febbraio 2014 ore 18


La Fondazione Bevilacqua La Masa apre il nuovo anno confermando la propria attenzione a supporto dei giovani artisti. La mostra dedicata agli assegnatari dei 12 studi d'artista, a cura di Rachele D'Osualdo, conclude il programma di residenze che l'Istituzione ha rivitalizzato durante gli anni duemila.
Gli atelier, assegnati tramite bando di concorso, sono collocati a Palazzo Carminati a San Stae e nel Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca: qui per 12 mesi gli artisti vivono in un confronto diretto con colleghi, curatori, galleristi e giornalisti provenienti dall'Italia e dall'estero, grazie ad un programma di studio visit loro dedicato, di incontri con il pubblico, di appuntamenti e occasioni espositive realizzate anche in collaborazione con importanti istituzioni cittadine e nazionali.
A partire dal 5 febbraio 2014 saranno visibili, nelle sale della Galleria di Piazza San Marco, i lavori di Amedeo Abello, Thomas Braida e Valerio Nicolai, il collettivo Cake Away, Lorenzo Commisso, Marco Gobbi, Andrea Grotto, Cristiano Menchini e Adriano Valeri, Dritan Hyska, Rachele Maistrello, Elena Mazzi, Corinne Mazzoli, Martin Romeo, Claudia Rossini, Špela Volčič.

La mostra è accompagnata, per il quinto anno consecutivo, da una preziosa edizione speciale Moleskine, azienda di Milano che produce i noti taccuini e partner sostenitore del programma degli Atelier dal 2008. Un particolare ringraziamento a Stonefly, che da quattro anni supporta con un prezioso contributo l'attività degli Atelier BLM.

Per maggiori informazioni sulla mostra:
www.bevilacqualamasa.it/mostrafinaleatelier2013

lunedì 3 febbraio 2014

REMAKE interpretazioni contemporanee de “La Ragazza con l’orecchino di Perla”




REMAKE interpretazioni contemporanee de “La Ragazza con l’orecchino di Perla”

Domenica 09 Febbraio 2014, dalle 16 alle 20, la Galleria SPAZIO TESTONI in Via D’Azeglio 50 a Bologna, inaugura la mostra collettiva REMAKE interpretazioni contemporanee de “La Ragazza con l’orecchino di Perla”.

24 Artisti invitati dalla galleria, molti dei quali saranno presenti all’inaugurazione, presentano altrettante opere liberamente ispirate al famoso dipinto di Jan Vermeer (Delft, 1632 – Delft, 15 dicembre 1675), dal titolo originale “La ragazza col turbante”:

Omar Galliani e gli artisti della residenza a Canossa: Antonio Sidibè, Caterina Sbrana, Dellaclà e Matteo Tenardi

con gli artisti di Spazio Testoni: Albano Morandi, Andrea Francolino, Andrea Mazzola, Caroline Le Méhauté, Ester Grossi, Fabio Giampietro, Federico Galli, Giovanni De Gara, Giovanni Sesia, Ivan Tresoldi, L’orMa, Luca Guenci, Mataro da Vergato, Maurizio Osti, Melissa Provezza, Paolo Troilo, Ulrich Egger

e due nuove proposte: Eldi Veizaj e Gruppo Aris

L’esposizione resterà visibile fino al 29 Marzo 2014.
http://www.spaziotestoni.it/

This is an exile? L.E.M. Sassari - Un progetto di Valerio Melchiotti a cura di Giovanni Manunta Pastorello

Gli altri non li conosco e quindi non mi esprimo ma Valerio Melchiotti e Giuseppe Bombaci, li considero due eccellenze dell' arte italiana. Se poi alla guida di tutto c'è un garante della guisa di Pastorello... 



This is an exile?
L.E.M. Sassari
 
Cesare Baracca
Giuseppe Bombaci
Nicola Caredda
Riccardo Cavallini
Maurizio L'Altrella
Valerio Melchiotti


Un progetto di Valerio Melchiotti
a cura di Giovanni Manunta Pastorello.

dal 21 marzo al 21 aprile

http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/27/Arte_sfida_degli_apocalittici_avanguardia_co_9_091127077.shtml

Quando uscì questo articolo stava nascendo il LEM.
Ci sentimmo incoraggiati a seguire una strada parallela. Incoraggiati a sostenere progetti come questo:
Sai artisti, Sei pittori che non rifiutano il sistema dell'arte ma considerano al centro del discorso loro stessi, l'artista. L'artista, il protagonista, l'unico dal quale non si può prescindere. Non c'è un filo che li unisce se non quello che questo spazio segue, la ricerca dell'autenticità al posto della originalità evitando la dilettantesca fantasia.

Cesare Baracca guarda dall'alto le città deserte abitate da luci, ne osserva gli incroci, le arterie d'asfalto nero nel buio della notte. Teorie, equazioni di non esistenza.

Giuseppe Bombaci col suo tratto veloce e deciso è spinto ad indagare la forma che nasce dall'archetipo dell'io storico della pittura e osserva l'evoluzione o la devoluzione che questa potrebbe subire e che subisce.

Nicola Caredda col suo lavoro vive nel suo paesaggio che arreda di volta in volta, minuziosamente, con oggetti che creano un alibi per la sua ironia e alimentano il suo desiderio di sberleffo,

Riccardo Cavallini ci fa osservare il suo paesaggio lasciandoci lo spazio, quel vuoto necessario ed ospitale che ci accoglie in una atmosfera incantata e metafisica, un luogo sconosciuto che ci appartiene.

Maurizio L'Altrella. I suoi animali sono indefiniti, in movimento o in tensione. Pennellate che diventano aloni, e che si concentrano in uno sguardo, con un gesto in uno scatto.

Valerio Melchiotti. Lo sguardo ormai fugge ma la pittura è carne, sostanza pittorica; anche quando esce dalla forma il corpo rimane incorrotto come una pelle rigenerata.

Giovanni Manunta Pastorello.

scatolabianca updates 2014: in arrivo un programma carico di incontri, corsi, eventi e nuove iniziative!



scatolabianca updates 2014:
in arrivo un programma carico di incontri, corsi, eventi e nuove iniziative!

Il 2 dicembre 2013 ha preso avvio, presso la Fabbrica del Vapore, PROGETTO IRIS, un’iniziativa del Comune di Milano e scatolabianca. Il 17 gennaio 2014 abbiamo terminato l’esperienza alla Fabbrica e ora l’attività dell’associazione prosegue nella sede di scatolabianca(etc.). Qui stiamo mettendo a punto il materiale incamerato e prodotto negli scorsi mesi e, dopo tanta documentazione, è cominciata la fase di archiviazione di PROGETTO IRIS in collaborazione con l'Accademia di Brera.
I LABORATORI IRIS, gratuiti, svolti dagli artisti di scatolabianca a favore di associazioni milanesi rivolte alle frange sensibili della popolazione, avanzeranno anch’essi nel percorso intrapreso con una programmazione che forniremo a breve.

 
     
Incontri, corsi, conferenze: a breve il programma culturale 2014 di scatolabianca.

Dal 10 febbraio metteremo a punto il programma di scatolabianca:
1. scatolabianca BLACK MATCH

2. scatolabianca WhoCARES?

3. scatolabianca i cacciatori di teste | BACKSTAGE

4. scatolabianca i cacciatori di teste | TheCOMMUNICATORS


5. scatolabianca ART MEETS LAW
incontri dedicati ai Diritti e Doveri nell'Arte Contemporanea, percorso iniziato con la conferenza bolognese tenutasi a SetUp Fiera d’Arte Contemporanea, dalla critica Martina Cavallarin, dall'Avv. Livia Savini e dall'autore Alessandro Bergonzoni e la Conferenza scatolabianca - Connecting Cultures alla Fabbrica del Vapore all'interno di PROGETTO IRIS sostenuta da Anna Detheridge e dall'Avv. Alessandra Donati.
6. scatolabianca 4X4
un ciclo espositivo senza soluzione di continuità durante il quale una parete di scatolabianca(etc.) sarà costantemente dedicata a un socio | artista per una condivisione di abitazione, di partecipazione, di relazione, di intenti.
Da lunedì 10 a mercoledì 19 febbraio siamo disponibili a incontri su appuntamento per proposte, consigli, progetti, iniziative. 

A presto!
scatolabianca Team

        
Marotta&Russo | & - veduta della mostra a scatolabianca(etc.) Milano


CONTATTI
scatolabianca(etc.)
Via Ventimiglia, angolo Via Privata Bobbio
Milano
MM Porta Genova
Tram n. 2 - 9 - 19
 
Per ulteriori info:
(+39) 340 1197983
www.scatolabianca.net
info@scatolabianca.net
press@scatolabianca.net
facebook.com/scatolabianca
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youtube.com/scatolabianca
pinterest.com/scatolabianca

Social Media Marketing per le arti e la cultura | Circoloquadro Milano

Social Media Marketing per le arti e la cultura | Circoloquadro Milano


Docenti:


Sandro Aglialoro, cofounder e responsabile marketing di MostraMi


Myriam Sabolla, Social Media Manager and Strategist.






8 e 22 marzo 2014






Si compone di due appuntamenti la nuova proposta formativa di Circoloquadro: un workshop dedicato al Social Media Marketing applicato al campo culturale e in modo particolare a quello dell'arte.


Il workshop, tenuto da Sandro Aglialoro e Myriam Sabolla, prevede una fase teorica e una di esercitazioni in due sabati (8 e 22 marzo) per un totale di 16 ore.




Dopo un focus sulla comunicazione, viene fornita panoramica sui principali strumenti di comunicazione (sito web, blog, social network) e sul loro uso, con l'obiettivo di dare ai partecipanti gli strumenti per aumentare la loro visibilità e comunicare in modo corretto il loro lavoro.


Il secondo step consiste nello sviluppare un proprio progetto di comunicazione sotto la guida del docente.






Programma




Prima lezione, sabato 8 marzo a cura di Sandro Aglialoro: gli elementi e la struttura della comunicazione, la comunicazione e il web, il personal branding, evoluzione dei social media, contesto attuale e trend, strategie e misurazione performance; caso pratico ed esercitazione




Seconda lezione, sabato 22 marzo a cura di Myriam Sabolla: storytelling e community, case history, strumenti e contenuti, preparazione del progetto personale, project work: i partecipanti al corso realizzeranno un progetto di comunicazione attraverso l’apertura di un blog. Verranno seguiti e supportati dal docente in tutte le fasi di realizzazione, con particolare enfasi sull’aspetto contenutistico.




I partecipanti dovranno portare con sé un pc o un tablet per lavorare durante le esercitazioni.






Calendario


Sabato 8 marzo, dalle 10.00 alle 19.00 (con un’ora di pausa pranzo)


Sabato 22 marzo, dalle 10.00 alle 19.00 (con un’ora di pausa pranzo)






Costi: € 230 (per un totale di 16 ore). Per chi ha già frequentato i corsi/workshop di Circoloquadro o è socio la quota è di € 200.






Per informazioni e iscrizioni:


Circoloquadro, Via Thaon di Revel 21, Milano


info@circoloquadro.com


Tel. 348 5340662 – 339 3521391

La memoria del corpo


LA MEMORIA DEL CORPO
Spazio Arte Duina
15 febbraio - 12 aprile 2014



La mostra prende spunto dal tema del corpo come luogo di incontro tra anima e materia in cui i segni della vita, l'assortimento di linee frastagliate incise nella pelle divengono le lettere dell'alfabeto segreto che raccontano la storia di ogni uomo

VERNISSAGE SABATO 15 FEBBRAIO ORE 18.00

Opere di Agostino Bonalumi, Emilio Vedova, Renzo Vespignani, Enrico Schinetti, Elisa Anfuso, Paul Beel, Davide Bignami, Sabatino Cersosimo, Carlo Duina, Marco Mazzoni, Jessica Rimondi. 
E i vincitori del premio Petroni: Stefania Boniotti, Loris Dogana, Federica Frati

Catalogo disponibile in galleria


Ass.culturale Spazio Arte Duina

via Italia 1 Paitone (BS) 25080
www.spazioarteduina.it
facebook: Spazio Arte Duina
mobile 331.91.05.733

LUMEN a cura di Pietro Di Lecce e Andrea Lacarpia



LUMEN
a cura di Pietro Di Lecce e Andrea Lacarpia
testo di Andrea Lacarpia

Artisti:
David Casini
Alessio Iacovone
Yari Miele
Laura Santamaria

Vernissage mercoledì 5 febbraio dalle ore 18.00

Durata della mostra: dal 5 febbraio al 16 marzo 2014
Orari: dal lunedì al venerdi dalle 10:30 alle 19:00 (su appuntamento)

Mercoledì 5 febbraio alle ore 18 inaugura la mostra collettiva Lumen, curata da Pietro Di Lecce e Andrea Lacarpia presso The Workbench a Milano.

The Workbech è uno spazio espositivo ricavato dal recupero di un vecchio laboratorio orafo del quale conserva diversi arredi, in particolare due file di vecchi banchi da lavoro (dai quali è tratto il nome lo spazio), il pavimento in gomma e un grosso macchinario in metallo che accoglie i visitatori all’ingresso.
Ospitando progetti d’arte contemporanea, The Workbench si connota come uno spazio nel quale emergono spontaneamente similitudini e contrasti tra l’attuale progettualità artistica e la tradizione artigianale suggerita dall’ambiente.
Nel linguaggio simbolico all’oro, prezioso metallo che in questo luogo fu per lungo tempo oggetto del paziente lavoro di abili artigiani, è tradizionalmente associata la luce vista come sostanza universale. La luce permea tutto il visibile e nello stesso tempo, se scomposta da un prisma, rivela i diversi colori dello spettro, suggerendo la pluralità delle possibilità d’esistenza racchiuse nella totalità.
La doppia valenza della luce, sostanza dell’universale come del molteplice, ispira la mostra collettiva “Lumen”, nella quale le opere di quattro artisti italiani di diverse generazioni, alcune delle quali pensate appositamente per lo spazio, sono riunite per indagare la sostanza luminosa da diversi punti di vista, aprendo un dialogo tra riflessioni metafisiche e percezione del fenomeno luminoso nella sua cruda fisicità.
Il cosmo, visto come fluida sinfonia di mutevoli e vibranti rifrazioni luminose, è il campo di ricerca di Laura Santamaria, la quale, oltre agli impalpabili nerofumo e pigmenti, utilizza metalli dalla consistenza più permanente, ma elaborati in modo da esprimere le possibilità di trasformazione di ogni forma. Smarrendosi nell’ineffabile, l’artista si pone tra volontà e necessità ed ogni imprevisto ha un senso da decifrare ed accogliere.
Astrazione delle forme e riferimenti cosmici sono presenti anche nelle opere di David Casini, il quale, con sapienti assemblaggi di materiali di diverso genere e provenienza come ottone, cristalli, marmi, coralli e materiali organici, crea micro mondi sospesi nel vuoto, isolati per essere osservati con stupore come in un museo di storia naturale.
La corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo è presente anche nella ricerca di Alessio Iacovone, ma con un’attitudine più figurativa. Gli scatti fotografici dell’artista descrivono personali rituali, intesi come tentativi di inglobare una luce fisica e spirituale. Unendo visionarietà fantastica ed episodi legati alla quotidianità, Alessio Iacovone descrive le corrispondenze tra gli astri e i moti interiori che determinano la ricerca spirituale dell’uomo di ogni epoca.
Le alterazioni percettive, provocate da diverse condizioni di luce e da diversi materiali luminescenti, sono invece alla base della ricerca di Yari Miele. L’artista elabora ambienti nei quali lo spettatore sperimenta il rapporto tra concretezza dello spazio esterno e le innumerevoli possibili interpretazioni personali. Le diverse stimolazioni visive suggeriscono ulteriori possibilità d’interpretazione del reale, che così si svela nella sua fatale mancanza di fissità.




The Workbench
via Vespri Siciliani 16/4 Milano
www.theworkbench.it
infotheworkbench@gmail.com
tel +0039 339 2224336

domenica 2 febbraio 2014

Malena Mazza - Beauty Cage




Malena Mazza - Beauty Cage
Milano, 5-14 febbraio 2014
La mostra fotografica della nota artista Malena Mazza si preannuncia come un evento di gran classe, dove le immagini si susseguono in un percorso tutto al femminile di raffinata bellezza.


Alla Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina, 26 a Milano una nuova visione della mostra di Malena Mazza, BeautyCage. Una osservazione visiva la cui ispirazione è la bellezza che nasce come piacere per trasformarsi in una gabbia, un obbligo, un diktat, uno strumento di potere.
Un susseguirsi e un alternarsi di foto esclusive e scatti recuperati dal passato in una rinnovata dimensione visiva scaturita dall’esperienza dell’esposizione alla Biennale di Venezia, e in quella del 2008 svoltasi nell’Auditorium di Renzo Piano, dove le stampe di alcune foto sono state realizzate su antichi tessuti.
Entrare nei canoni per avere valore e rispecchiarli per ottenere il potere. Tutti, non solo le donne, rimangono chiusi dentro stereotipi strettissimi da cui pochi, nella realtà quasi nessuno, ha il coraggio di uscire. Un percorso dell’anima una riflessione sulla vita per affrontare poi un altro tema già esplorato dall’artista: la vecchiaia, che è stato ampliamente mostrato nella sua esposizione personale al VisionQuest nel 2013.
Faticare, Faticare, Faticare. Allora meglio starsene chiusi in gabbia, nella propria Confort-Zone, che in realtà è poi la gabbia che ci costruiamo.

Un pensiero sul tema di Marzio Rusconi

C’è quella famiglia di artisti di antica discendenza mozartiana,
nipoti di Warhol e cugini di Cattelan
artisti dell’insostenibile leggerezza dell’essere,
artisti che giocano con ossessiva precisione
artisti dove frivolezza, semplicità, drammaticità, sono un tutt’uno
artisti che non riescono a emulare nessuno se non se stessi
artisti dove l’estetica e la vita combaciano
artisti dalla paranoica semplicità
artisti che ti sorpendono senza effetti speciali
artisti che non confondi con nessun altro
artisti dove il quotidiano diviene ossessione compositiva
artisti che pare lascino tutto al caso dove invece tutto combacia perfettamente
artisti dove spiritualità-fisicità-sensualità-emotività sono la medesima cosa
artisti che non possono fare a meno di fare quello che fanno
artisti dove si combina l’esistenziale col supermarket
artisti che non devi spiegare perchè si spiegano da se
artisti dei quali non puoi fare a meno come di un bigné al cioccolato

Marzio Rusconi

MONOCHROMES a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni



MONOCHROMES
Alessandra Angelini, Gianfranco Bianchi, Giorgio Biso, Pietro Canale, Sandro Giordano, Susi Zucchi

A cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni

M4A - MADE4ART, Milano
5-25 febbraio 2014
Inaugurazione mercoledì 5 febbraio, ore 18.30

MADE4ART, Spazio e servizi per l’arte e la cultura, porta avanti il progetto di indagine sull’arte astratta precedentemente inaugurato con Visioni astratte. Nuove tendenze al femminile (19 marzo-2 aprile 2013) e portato avanti con le successive esposizioni Black&White. Astrazione negli opposti (24 maggio-7 giugno 2013) ed Explosion! colore astrazione emozione (25 ottobre-14 novembre 2013). Monochromes, che vede come protagonisti gli artisti Alessandra Angelini, Gianfranco Bianchi, Giorgio Biso, Pietro Canale, Sandro Giordano e Susi Zucchi, vuole approfondire la ricerca sul colore nella sua forma più pura e rigorosa, il monocromo.

Ogni artista chiamato a partecipare alla mostra ha potuto dare il suo apporto sulla base della propria sensibilità, del personale uso delle tecniche e dei materiali. I curatori di Made4Art, Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, attraverso un’accurata selezione hanno scelto le opere ritenute più in linea con il progetto espositivo, realizzando un allestimento tale da mettere in luce specificità, contrasti e assonanze. Un nucleo di lavori dove la complessità dell’insieme si stempera in un dialogo armonico tra elementi diversi ma non in antitesi tra loro.

Le opere di Gianfranco Bianchi e Susi Zucchi giocano su effetti di rilievo, inclusioni e sovrapposizioni: Bianchi mediante una particolare stesura e gocciolatura della materia pittorica mentre in Zucchi è il tessuto a creare forme, ombre e uno spiccato dinamismo nella composizione. La ricerca di Sandro Giordano è una sperimentazione sulle diverse sfumature dello stesso colore, il grigio, mettendone in luce le diverse variazioni. Stratificazione di colore, rigore e geometria sono invece le caratteristiche dei lavori di Giorgio Biso e Pietro Canale, in Biso con inaspettate intrusioni, minime tracce di altri colori a spezzare l’omogeneità del bianco predominante, in Canale con un accostamento e una sovrapposizione dei toni del blu. In Alessandra Angelini si esplica la forma più pura del monocromo: da un’unica campitura di giallo emergono pigmenti e paste materiche sapientemente disposti in grado di creare inaspettati effetti di ombra e movimento superando la bidimensionalità della tela.

Monochromes, con data di inaugurazione mercoledì 5 febbraio alle ore 18.30 e visitabile fino al 25 febbraio, diventa un invito a scoprire l’essenza del colore, attraverso le sue infinite varianti e sperimentazioni.

MONOCHROMES
Alessandra Angelini, Gianfranco Bianchi, Giorgio Biso, Pietro Canale, 
Sandro Giordano, Susi Zucchi 

A cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni 

M4A - MADE4ART, Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano
5-25 febbraio 2014; inaugurazione mercoledì 5 febbraio, ore 18.30
Lunedì ore 16-19, martedì-venerdì 10-13 e 16-19, sabato 16-19
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Bienvenue nella realtà? Bipersonale di Fulvio Martini e Frantz Gauviniere



Bienvenue nella realtà? 
Bipersonale di Fulvio Martini e Frantz Gauviniere




Fulvio Martini e Frantz Gauviniere: nazionalità, generazione, stile pittorico diversi ma un comune sguardo sull’uomo ed il mondo nel quale vive. Uno sguardo critico che rivela le contraddizioni e l’irrealtà della vita contemporanea attraverso una pittura a tratti cruda ma resa leggera dall’ironia. Bienvenue nella realtà? , attraverso le tele figurative, cariche di materia quelle di Gauviniere iconiche quelle di Martini, fa riflettere sulla nostra condizione attuale lasciando al divertito osservatore la condivisione di un pensiero ed un amaro sorriso sulle labbra.

FULVIO MARTINI
L’approccio all’arte di Fulvio Martini si presenta esplicitamente, fin dal primo sguardo alle opere, come una satira spietata nei confronti dell’uomo e dell’insieme della società. Si tratta di Illustrazioni che colpiscono inizialmente per i colori accesi e decisi, mentre le figure stilizzate appaiono come maschere grottesche, deformazioni fortemente espressive. I suoi lavori rappresentano un’analisi lucida ed una critica severa ai vizi ed alla cattiveria di una collettività tracciata come un nido di perversione, avarizia, egoismo ed ipocrisia. Il soggetto è sempre l’uomo, ritratto nelle più disparate situazioni che possano raffigurare il suo modo meschino di rapportarsi alla vita e di cedere continuamente alla passione per i suoi elementi più bassi e superficiali, in particolar modo il denaro ed il potere che esso può procurare. Una corruzione dilagante che provoca un imbruttimento interiore dell’essere tradotto per Fulvio in una inquietante trasformazione fisica.


FRANTZ GAUVINIERE
La pittura di Frantz Gauviniere coinvolge ed ingloba lo spettatore nella sua realtà grazie alla vena ironica e spregiudicata espressa nelle varie immagini. La sua grafia ricorda spesso i tratti dei graffiti, mentre i colori forti e brillanti si collegano direttamente alla corrente pop. Viene espressa una comicità non fine a se stessa, ma tesa a svelare uno sguardo disincantato ed in parte critico su ciò che ci circonda. Un linguaggio quindi molto efficace, improntato a divertire ma anche ad andare più a fondo nelle questioni indagate. Lo stile quasi fumettistico ci distrae dalla gravità di certi messaggi e la tela carica di materia, fortemente tangibile, assieme al cromatismo sgargiante ed ai profili crudi delle immagini, creano opere di sapore mistico ed attualissimo.




Bipersonale di Fulvio Martini e Frantz Gauviniere
Presso: 77 art gallery C.so di Porta Ticinese 77, Milano
Art Director: Giovanni Manzoni
Dal 5 Febbraio al 16 Febbraio. Inaugurazione Martedi 4 Febbraio ore 19.
Info:
77artgallery@gmail.com tel. 3208753172
sette.setteart@gmail.com tel. 3481534513