RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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martedì 7 aprile 2015

Una piccola anteprima in attesa del comunicato...: RALUCA ANDREEA HARTEA a Nervi


 

RALUCA ANDREEA HARTEA
La natura umana···
a cura di Fortunato D'Amico
dal 12 aprile al 28 giugno 2015
Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna
http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique16

Arte contemporanea. Giants in Milan anteprima all'Oberdan

A Milano... da non perdere!!!




Giants in Milan. VOL. IV e VOL. V: l’arte contemporanea
di Rossella Farinotti, regia di Giacomo Favilla. (Ingresso con biglietto)
domenica 12 aprile 2015
Spazio Oberdan
V.le Vittorio Veneto, 2 angolo P.zza Oberdan, 20121 Milano

Un racconto dinamico attraverso immagini vive e variegate e la testimonianza dei massimi rappresentati del settore dell’arte contemporanea a Milano con un punto di vista internazionale e una costante attenzione tra il passato e il futuro.
Il film è raccontato da Rossella Farinotti che in prima persona spiega la città attraverso gli interventi dei maggiori artisti, operatori, galleristi e critici che hanno fatto la storia dell’arte a Milano, e che tuttora sviluppano cultura oltrepassando i confini della città. La regia è di Giacomo Favilla.

Il film nasce per il ciclo Giants in Milan di Pino Farinotti in collaborazione con il Comune di Milano, Il Museo interattivo del cinema-Cineteca Milano, Il sistema bibliotecario di milano- Biblioteca Sormani, in vista di Expo2015. 
Uscirà infatti nel maggio 2015 in un dvd raccolto in due volumi – vol. IV e V -.

Durante la serata di domenica 12 aprile, in occasione della chiusura di MiArt 2015, presso lo spazio Oberdan - che sostiene il ciclo Giants in Milan incominciato nel settembre 2014 - il documentario sarà appositamente sviluppato in un unico filmato della durata di 90 minuti.

Arte contemporanea. Giants in Milan.
Prima parte: il Museo del ‘900. Dai Futuristi all’arte Povera.
Palazzo Reale. Sala delle Cariatidi. L’Arte pubblica e un Museo istituzionale, il Pac. Le Gallerie d’Italia, il mercato e l’editoria dell’arte. Milano città sperimentale per gli artisti. Milano e l’arte sostenuta dalle realtà private come Fondazione Trussardi con Massimiliano Gioni, Hangar Bicocca con intervento del direttore Vicente Todoli o Tender Capital.


Seconda parte: la Milano delle gallerie private. Dallo storico Giorgio Marconi che aprì lo studio Marconi nel 1965 passando per Massimo De Carlo o Raffaella Cortese. Gli studi d’artista: dallo storico Emilio Isgrò, passando per Alberto Garutti fino agli emergenti come Federico Tosi, T-yong Chung o il più noto Luigi Presicce. La Milano degli spazi indipendenti e l’arte nelle zone ex periferiche o popolari, con l’esempio della Stecca 3.0 ripresa da Stefano Boeri, oggi di tendenza e la Milano underground della street art.

“Ho scelto di raccontare una Milano sotto l’aspetto dell’arte contemporanea più completa e vivace possibile. Non racconto di capolavori che tutti abbiamo già in mente, il Cenacolo di Leonardo, il Bacio di Hayez, il Cristo del Mantegna. Ma, da critica d’arte contemporanea e giornalista, ho provato ad unire diverse realtà attraverso i massimi protagonisti dell’arte di oggi, dal neon di Fontana al dito di Maurizio Cattelan in piazza Affari. E’ un racconto dove le immagini prevalgono, e dove Milano risulta una città internazionale e all’avanguardia, sempre in relazione con un passato importante.” 
Rossella Farinotti

Padiglione Italia: ecco il Codice Trione








Padiglione Italia: ecco il Codice Trione



Nomen Omen. Il professor Vincenzo Trione assomiglia al titolo che ha scelto per il suo Padiglione italiano: “Codice Italia”.
Schematico, mentalmente organizzato, obbediente alle regole, privo di sorprese, meticoloso ai limiti del pedante. In abito scuro, camicia bianca e monocolore cravatta bluette, oggi nel corso della presentazione del nuovo padiglione per la Biennale arte, ci ha tenuto fortemente a precisare di essere “critico e non curatore”.

Lo ha detto con orgoglio, come se la cosa non fosse una diminuito. O non rimandasse a quell’immagine polverosa del critico che nel chiuso della sua stanza pensava, studiava e poi appendeva dei quadri a un muro. Una volta, tanto tempo fa. Poi arrivarono gli Harald Szeemann, Bonito Oliva, Rudi Fuchs, Jan Hoet Germano Celant gli happenings, i titoli indimenticabili, le passioni, la scrittura visiva, I luoghi imprevisti, l’esigenza di occupare il tempo e non solo lo spazio, il desiderio di allestire un’esperienza che non avremmo poi dimenticato. E questo fu il mestiere nuovo: quello del “curatore”.
Trione invece è (e vuol restare) Professore, maiuscolo. In conferenza stampa corregge anche il presidente Baratta che ha la colpa di sbagliar l’accento su Mnemosyne. Lui ,Trione, si scusa ma preferisce addirittura la pronuncia greca e spara un “Mnemosune” che impressiona gli astanti.
Da lì un diluvio di citazioni. Si apprende che il padiglione nasce da un’ispirazione Benjaminiana ( leggi: Walter Benjamin) ma si appoggia a Aby Warburg , sfiora Wystan Hugh Auden s’imbatte in Rosalind E. Krauss e finisce con trovare conferma in una e-mail di Bernardo Bertolucci che il nostro critico prontamente proietta a tutto schermo , in cui il grande regista lo consola preventivamente dalle critiche sostenendo la sua ricerca di nostalgia e di riscoperta di un “Codice Italia”.
Forte del sostegno di Bernardo, Trione impavido si dichiara convinto che i nostri artisti ce l’abbiamo nel Dna “un codice genetico in continua trasformazione” ci spiega. Un codice che unisce passato e presente, da Michelangelo ai giorni nostri. Alcuni artisti lo manifestano più di altri. Il compito del critico è stato quello di individuare questi portatori sani di Italo Dna creativo.
Vanessa Beecroft

Mimmo Paladino



Per raggiungere lo scopo Trione ha individuato altre parole chiave. Una è Stile . L’altra è Memoria. La terza Avanguardia. E questa, gli va riconosciuto era un pezzo che non si sentiva. Per fortuna manca Bellezza (gli va dato atto) altrimenti cominciavamo a preoccuparci sul serio.

Il discorso prosegue vagando per gli eterni campi del sapere, sulla reinvenzione del linguaggio senza dimenticare il passato, con il misurarsi con la storia dell’arte, ascoltare la dea Mnemosyne mamma di tutte le Muse, mentre l’attualità diventa un rumore di cui non possiamo fare a meno e sul refrain del “nemo proheta in patria” anche lui (come alcuni suoi predecessori sempre lancia in resta contro la cupola dell’arte contemporanea), si fa vendicatore di un maestro amato all’estero ma misconosciuto in casa, per inchiodarsi sull’idea bizzarra di aver chiesto ad ogni artista non solo un’opera ma anche una messa in scena del loro archivio personale. Una parete dove mettere le fonti di ispirazioni, i libri che piacciono, i film visti in modo da dimostrare che l’arte contemporanea si nutre di cultura (ma vah!) e non solo d’ispirazione del momento. Per partorire tanta iniziativa Trione ha scomodato Warburg e il suo Atlante, ma in realtà bastava la bacheca di Facebook.

Poi arrivano i nomi degli artisti, alcuni buoni, alcuni ottimi, alcuni insomma, alcuni boh. Ma la sorpresa è che apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro.

Esempio: tra i maestri c’è Mimmo Paladino, classe 1948, protagonista ai tempi della Transavanguardia molto legato all’iconografia e alla storia mediterranea; Claudio Parmiggiani, artista complesso dagli echi concettuali e poveristici che risolve però in chiave letteraria e poetica; Jannis Kounellis che non ha bisogno di presentazioni. E poi i maestri ritrovati Paolo Gioli filmaker sperimentatore più legato al mondo del cinema e Aldo Tambellini nato in America dove vive e lavora come cineasta e padre della videoart che Trione assicura però essere “italiano a tutti gli effetti” . E qui ci deve essere sul serio la prova del Dna.

Tra i più giovani: l’ottima Marzia Migliora che ispirata da un nuovo umanesimo attraversa ogni mezzo linguistico possibile, foto performnace, film,installazione, suono, disegno. E accanto a lei il duo torinese Alis/Filliol con le loro muscolari scultore di giganteschi, smembrati, malati, esagerati, stravolti corpi e torsi policletei gocciolanti resine. O ancora Nicola Samorì classe 1977 pittore carico e post post barocco ex virtuoso di temi classici convertito a più contemporanee deturpazioni. O il più giovane Luca Monterastelli anche lui scultore ma più pacato dei due precedenti.

Nelle generazioni di mezzo, si va dalle immagini più cupe e infernali del noto pittore napoletano Nino Longobardi o del fotografo (sempre napoletano) Antonio Biasucci; dalle metaforiche messe in scena di fanciulle della celebre Vanessa Beecroft alla pittura di Giuseppe Caccavalle che aggiunge alla cultura della memoria anche l’attenzione a tecniche come l’affresco, fino alle evanescenti e sofisticati visioni di Andrea Aquilanti o al lavoro di citazione ( questi sì pieno di memoria storica) di Francesco Barocco.

Il catalogo è questo, ma come Vincenzo Trione abbia fatto rintracciare un codice comune è davvero un mistero critico.

Marzia Migliora


Nino Longobardi


“Non è una collettiva” ci tiene a dire. “Non li voglio tutti in uno spazio liquido” ripete. E infatti dalla pianta dell’allestimento, si vede che ha dato a ognuno la sua celletta, tutte uguali una dietro l’altra stile campo militare. Lui le chiama cattedrali, ma stanzette restano. O meglio pagine, perché quello sono. Illustrazioni del testo di Trione che di fronte alle domande rivendica questa scelta con leggera stizza. “Non è una collettiva” dice “Ma vi piaccia o no questo è il mio progetto critico!” Purtroppo.
Perchè quello che non ha capito Trione è che nessuno gli contesta la sua cultura, i suoi libri, le sue teorie con cui cerca di chiudere in una categoria quella meravigliosa spettinata scapigliata e anarchica arte italiana. Se ci crede, faccia pure. Ma è inaccettabile la sua presunzione e il non capire che quel metodo critico è vecchio (o peggio noioso). Che avere una teoria e cercare le opere per dimostrarla o peggio “illustrarla”, non è fare una mostra. Per fare una mostra è necessaria quella cosa fondamentale che si chiama “scrittura visiva” che nasce e genera pathos. Che è cosa più vicina alla grande regia che alla saggistica. E che è molto (ma molto più importante) dell’accento su Mnemosyne. 


Alessandra Mammì, blog de L’Espresso

ELLIOTT ERWITT. RETROSPECTIVE - a cura di Maurizio Vanni

Al Lu.C.C.A., un'altra grande mostra dedica alla fotografia!



ELLIOTT ERWITT. RETROSPECTIVE

A cura di Maurizio Vanni
In collaborazione con MAGNUM PHOTOS
dal 18 Aprile al 30 Agosto 2015




Che cosa significa raccontare la storia di un grande fotografo attraverso 136 scatti legati a oltre 60 anni di carriera? Ripercorrerne la vita, intercettare le sue passioni, percepire la sua filosofia esistenziale e comprenderne la grandezza attraverso la professionalità e l'originalità dei suoi scatti.

Pur avendo avuto come mentori Robert Capa, Edward Steichen e Roy Stryker, la fotografia di Erwitt ha assunto uno stile proprio, al tempo stesso intimista, ironico, sorprendente, certe volte impertinente e dolcemente irriverente, ma sempre tecnicamente impeccabile. Anche gli scatti più evocativi, però, sono legati all'occasionalità del momento, al qui e ora di un luogo e di un tempo, al sorriso spontaneo di fronte a una scena atipica o a un ossimoro visivo.

Tutti i suoi lavori sono stati filtrati dall'emisfero destro del cervello, tutte le sue immagini sono frutto di un'elaborazione cerebrale istantanea che, attraverso un generoso utilizzo di più scatti, bloccano un momento che colpisce la sua attenzione creativa. Tra tutti i negativi ce n'è sempre uno che corrisponde a un compiuto equilibrio tra struttura compositiva e visione. “Tutte le immagini dovrebbero essere – afferma Erwitt rispondendo a una domanda di Angela Madesani –, se non perfette, per lo meno bilanciate, graficamente e geograficamente corrette. La composizione è assolutamente fondamentale e basilare per qualsiasi fotografia”.

Non deve sorprendere la sua dimestichezza con il mondo del cinema: a New York frequenta corsi di cinematografia alla New School for Social Research e, successivamente, si trasferisce a Hollywood dove starà sul set di molti film. Erwitt dichiarerà più volte di amare il cinema neorealista italiano, che considera tuttora il migliore, e di aver imparato molto dalle pellicole di Rossellini e Visconti, o quantomeno di aver cercato illuminazione dal bianco e nero e dal “realismo senza artificio”.

“Un professionista per mestiere e un dilettante per vocazione” che ama la sottile ironia: il senso dell'umorismo è qualcosa di innato in un fotografo. È possibile affinare la tecnica, educare il senso estetico e compositivo, ma di certo non si può migliorare l'acutezza percettiva, la sagacia di spirito, la fantasia e l'estro intellettivo che determina la creazione di scatti unici. Erwitt, oltre ad avere una fervida immaginazione, possiede una grande capacità di osservare le persone, gli animali, le cose e la vita attraverso ironia e disincanto, perspicacia e intelligenza, spirito ludico e raffinatezza mentale. Potremmo parlare di ironia esistenziale che corrisponde al desiderio di prendere le distanze dal consueto e dal convenzionale per concepire un confine tra se stesso e tutte le cose che lo circondano.



Biglietto Intero: 9€

Biglietto Ridotto: 7€

Da martedi alle domenica dalle 10 alle 19

La biglietteria è aperta fino ad un'ora prima della chiusura

Lunedì chiuso

sabato 4 aprile 2015

Claudio Cionini "Oltre i deserti: le città visibili" a cura di Riccardo Ferrucci

Solo ieri vi ho fornito l'anteprima (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/04/anteprima-oltre-i-deserti-le-citta.html)... Ora il comunicato ufficiale...



"Oltre i deserti: le città visibili"
a cura di Riccardo Ferrucci
allestimento Arch. Luca Masi

Palazzo Panichi
Via Marzocco / ang. Piazza del Duomo
Pietrasanta

Inaugurazione sabato 11 Aprile 2015 ore 18
fino al 3 maggio 2015
orari: da martedì a domenica 10-12.30 / 16-19.30


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Claudio Cionini | Oltre i deserti: le città visibili
11 aprile • 3 maggio 2015
Palazzo Panichi | Pietrasanta (LU)

Pietrasanta (LU), 31 marzo 2015 _Le grandi città, metropoli europee o internazionali, sono al centro dell'originale ricerca pittorica del giovane artista toscano Claudio Cionini. Da sabato 11 aprile, nei suggestivi spazi di Palazzo Panichi, presenta “Oltre i deserti: le città visibili”, la sua più recente produzione, anni 2013-15. La mostra, curata da Riccardo Ferrucci, con l’allestimento dell’arch. Luca Masi, è promossa dal Comune di Pietrasanta ed organizzata dalla Bottega Artigiana Franco Ristori. Raccoglie circa sessanta dipinti dedicati alle grandi metropoli, le più ritratte sono New York e Parigi, poi compaiono le immagini di altre città: Londra, Madrid, Barcellona, Bonn, Tokyo, Bangkok, Buenos Aires, Seattle, Chicago. Un giro del mondo pennellata dopo pennellata.
Nella pittura, Cionini cerca una sua strada verso la leggerezza, togliendo peso alle strutture formali, riducendo i toni cromatici, cercando l'essenzialità. È una strada verso la lievità ed il sogno, costruendo un personale viaggio che recupera il senso del tempo e della storia aprendosi ad un’assoluta modernità. La sua arte ha la dimensione evocativa della musica, i tempi e i ritmi sospesi di un canto, di un suono che nasce e muore dalle cose, modificando continuamente gesti e segni.
L’artista propone opere che si ripetono,inseguendosi e richiamandosi, con sottili e significative variazioni cromatiche e segniche, quasi ad evocare una dimensione enigmatica dell’arte: tutto si riproduce e si ripete, ma tutto contemporaneamente cambia e muta ogni volta. Le immagini metafisiche, quasi in assenza di peso, delle acciaierie di Piombino, di New York, Londra, Madrid, Melbourne, diventano una sorta di viaggio interiore in luoghi dell’anima, in spazi vuoti di presenze umane, ma carichi di significati simbolici ed emotivi: un canto interiore che trova nelle strade, nei grattacieli, nelle luci notturne una sorta di moderno cantico della civiltà.
E’ un sogno ad occhi aperti quello in cui ci invita ad entrare Cionini, consapevole che l’arte e la poesia riescono a penetrare nel segreto delle cose, a svelare oscure verità, a penetrare dove l’ombra s’addensa.
Catalogo in mostra.
Brevi cenni biografici |
Claudio Cionini è nato nel 1978. Si iscrive nel 1992 al Liceo Artistico di Grosseto, dove riceve i primi fondamentali insegnamenti sul disegno e sulla pittura dal Professore Daniele Govi. Successivamente, frequenta la scuola di pittura del Professore Adriano Bimbi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Qui ha inizio nel 2000 la sua attività espositiva. Del 2008 è la sua prima importante mostra personale dal titolo “Luoghi dell’assenza”, svoltasi presso la Sala Costantini del Museo Archeologico di Fiesole. Nel mese di Novembre 2009, a venti anni dalla caduta del Muro di Berlino, si inaugura a Firenze, presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana, la sua mostra personale “L’ombra del Muro”.
Nel 2010 la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo ospita la sua personale “Scorci di verità”. Nel 2011, nelle prestigiose sale del Museo Piaggio di Pontedera, si svolge la personale dedicata in parte al paesaggio industriale piombinese e in parte alle metropoli mondiali intitolata “RUST! Fabbrica-Memoria-Città”. A Roma, nel 2013, si è svolta la personale intitolata “Istanti. Under the skin of images” presso la Galleria Angelica. In seguito a questa esposizione uno dei quadri dedicati alla Capitale è stato donato al Senato della Repubblica Italiana. La personale più recente si è svolta nel 2014 nelle suggestive sale della Fornace Pasquinucci a Capraia Fiorentina, intitolata “Blues della grande città”. Attualmente vive e lavora a Piombino e si presenta come uno degli artisti di assoluto rilievo nella scena dell’arte italiana contemporanea.

TITOLO:                                  Oltre i deserti: le città visibili
INAUGURAZIONE:                  sabato 11 aprile, ore 18
LUOGO:                                 Palazzo Panichi, via Marzocco/ang. Piazza del Duomo, Pietrasanta
DATE:                                     11 aprile – 3 maggio 2015
ORARIO:                                da martedì a domenica 10-12.30 e 16-19,30

INGRESSO LIBERO


Ufficio stampa Comune di Pietrasanta: Alessia Lupoli T. +390584 795226  Cell. +39333 3103081
mail: cultura@comune.pietrasanta.lu.it www.comune.pietrasanta.lu.it



IDROPHILIA La Zona Abitabile




IDROPHILIA
La Zona Abitabile
Mostra collettiva - CasermArcheologica / Luogo Utopie Possibili
ex Caserma dei Carabinieri, via Aggiunti, 55 - Sansepolcro (AR)
24 aprile/ 26 luglio 2015

Installazione interattiva
L’ACQUA È DI TUTTI
Piazza Torre di Berta, Sansepolcro
24 aprile/ 3 maggio 2015

Inaugurazione
venerdì 24 aprile a partire dalle ore 16,00 in Piazza Torre di Berta.
e dalle 18,00 in CasermArcheologica.

Sansepolcro Contemporanea
Progetto sostenuto dal Comune di Sansepolcro, in collaborazione con l’Assessorato alla Contemporaneità e l’Istituzione Museo- Biblioteca e Archivi Storici di Sansepolcro.


COMUNICATO STAMPA/ Sansepolcro, 24 aprile 2015


IDROPHILIA | La Zona Abitabile
Per idrofilia, si intende la fisica della materia a legarsi con l'acqua.
In senso più ampio, si intende anche la proprietà di alcuni materiali di assorbire o trattenere acqua al loro interno o sulla loro superficie.
Nel suo significato metaforico, l’idrofila può essere considerata come la relazione amorosa fondamentale tra gli esseri viventi e l’acqua.

La CasermArcheologica riapre le proprie sale sospese nel tempo e nella memoria, con una mostra|percorso che vuole accompagnare i visitatori a riflettere sulla relazione tra l’essere umano e la rete della vita di cui fa parte, collocando l’acqua come elemento di congiunzione tra tutte le cose della Natura, il fluido interconnesso tra la vita e il suo luogo, come fosse un tessuto che si dipana seguendo le forme a reticolo suggerite dalla Natura stessa.
Si indica come Zona Abitabile la regione intorno ad una stella, ove è teoricamente attuabile per un pianeta, mantenere acqua liquida sulla sua superficie.
Per cui, la Zona Abitabile non è altro che il Luogo perfetto perché tali connessioni accadano, rendendoci possibile la consapevolezza dell’esperienza della vita.

La Mostra IDROPHILIA | La Zona Abitabile a cura di Ilaria Margutti in collaborazione con il gruppo Le Giraffe Labs e Luca Giovagnoli, è stata pensata e realizzata, per ricondurre l’attenzione alla relazione tra uomo e mondo, ponendo alla base del percorso la teoria della Rete della vita, come unico metodo di riconoscimento possibile con la materia di cui siamo fatti.

“L’uomo non tesse la trama della vita;
in essa egli è soltanto un filo.
Qualsiasi cosa fa alla trama,
l’uomo la fa a se stesso.”

TED PERRY, ispirandosi al
capo indiano Seattle


Per il terzo anno consecutivo, con il sostegno dell’Istituzione Museo Biblioteca e Archivi Storici di Sansepolcro e il patrocinio Comune di Sansepolcro si consolida la volontà e l’impegno di mantenere attivi gli spazi della ‘CasermArcheologia – Luogo Utopie Possibili’, ex-Caserma dei Carabinieri di Sansepolcro, che riaprono al pubblico per riproporre l’esperienza della sperimentazione artistica contemporanea come anello di congiunzione del dialogo tra Arte, Memoria e Identità.

La mostra coinvolge una ventina di artisti, Alessandra Baldoni, Claudio Ballestracci, Roberta Bernardini, Francesco Bocchini, Simona Bramati, Marco Buzzini, Viola Cangi, Juan Carlos Ceci, Kiril Cholakov, Paolo Fabiani, Antonella Farsetti, Luca Giovagnoli, Valter Lazzerini, Dacia Manto, Ilaria Margutti, Jara Marzulli, Saverio Mercati, Giorgia Moretti, Massimo Pulini, Virginia Ryan, Laura Serafini, Le Giraffe Labs, che per l’occasione esporranno opere nelle quali hanno già affrontato l’argomento del rapporto tra acqua-ambiente-uomo, della relazione con la Natura e della metamorfosi attraverso il rapporto consapevole del concetto della Rete della Vita.

Centrale nel percorso, è dunque il tema della metamorfosi, di passaggio e cambiamento, di condivisione e dialogo tra i diversi livelli di linguaggi che caratterizzano la nostra epoca.
Anche quest’anno sono coinvolti nel progetto di interazione culturale tra arte contemporanea e territorio, gli studenti delle scuole superiori di Sansepolcro, con un progetto didattico curato da Alessandra Baldoni e Ilaria Margutti.

La mostra sarà visitabile dal venerdì alla domenica dalle 16.00 alle 20.00 - dal 25 aprile al 4 maggio tutti i pomeriggi dalle 16.00 alle 20.00 e dal 19 al 26 luglio tutti i pomeriggi dalle 16.00 alle 20.00

Alla Mostra presso la CasermArcheologica si affianca il progetto di installazione artistica interattiva L’ACQUA È DI TUTTI, realizzato, prodotto e sostenuto da Claudio Ballestracci, Manolo Benvenuti, Giulio Accettulli e musiche di Marco Mantovani.
L’opera, realizzata in maggior parte con la plastica di bottiglie di recupero, ha l’aspetto di una gigantesca Bottiglia abbandonata come un rifiuto, studiato apposta per dare l’impressione di essere leggermente “interrato”.
Le sue dimensioni permettono a un buon numero di fruitori di entrarvi simultaneamente e sostarvi con comodità per interagire con quattro fontane perfettamente funzionanti, che invitano i fruitori ad avvicinarsi all’acqua e svelare la loro più segreta funzione: all’approssimarsi del fruitore, i dispositivi delle Fontane sospendono il flusso d’acqua ed emettono la linea melodica di uno strumento ad arco che suona una determinata partitura. La composizione, originale e dedicata, suona completa solo quando tutte e quattro le Fontane sono attive, ed è come se evocassero, dall’acqua, un quartetto d’archi.
L’installazione sarà fruibile tutti i giorni dal 24 aprile al 3 maggio 2015 dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 22,00.

Il progetto di IDROPHILIA intreccerà la sua programmazione con quella del Festival di Teatro contemporaneo KILOWATT a partire dal 19 luglio 2015, data di inizio della 13a edizione del Festival.


Scheda informativa
MOSTRA/PERCORSO ARTE CONTEMPORANEA
Titolo: IDROPHILIA | La Zona Abitabile
Artisti: Alessandra Baldoni, Claudio Ballestracci, Roberta Bernardini, Francesco Bocchini, Simona Bramati, Marco Buzzini, Viola Cangi, Juan Carlos Ceci, Kiril Cholakov, Paolo Fabiani, Antonella Farsetti, Luca Giovagnoli, Valter Lazzerini, Dacia Manto, Ilaria Margutti, Jara Marzulli, Saverio Mercati, Giorgia Moretti, Massimo Pulini, Virginia Ryan, Laura Serafini, Le Giraffe Labs

Info Pubblico
CASERMARCHEOLOGICA
Via Aggiunti 55, ex Caserma dei Carabinieri Sansepolcro (AR)

Periodo mostra: 24 aprile-26 luglio 2015
Inaugurazione: venerdì 24 aprile ore 16.00
Orari: dal venerdì alla domenica dalle 16.00 alle 20.00 - dal 25 aprile al 4 maggio tutti i pomeriggi dalle 16.00 alle 20.00 e dal 19 al 26 luglio tutti i pomeriggi dalle 16.00 alle 20.00


Appuntamenti in programma
FINE MAGGIO: PRESENTAZIONE DEL CATALOGO DELLA MOSTRA
Visite guidate, spettacoli, concerti secondo il calendario che sarà presentato in occasione dell’inaugurazione.


INGRESSO GRATUITO

Progetto sostenuto dal Comune di Sansepolcro, in collaborazione dell’Assessorato alla Contemporaneità e l’Istituzione Museo- Biblioteca e Archivi Storici di Sansepolcro.

Nutrimento e conservazione dell'arte - a cura di Andrea Del Guercio

Maestri dell'Arte Contemporanea e giovani artisti insieme per A.R.T., progetto espositivo tra Milano e Venezia dedicato al tema del nutrimento attraverso l'icona del frigorifero! 
 
In linea con le tematiche Expo 2015, la proposta espositiva "A.R.T. (Advanced Refrigeration Technology): Nutrimento e conservazione dell'arte", progetto-ponte tra Milano e Venezia, a cura di Andrea Del Guercio, pone l'attenzione sulla questione dell'alimentazione e dell'importanza del cibo, focalizzandosi sul tema della sua conservazione, condivisione e consumo.
Figura iconica centrale del progetto è il frigorifero, scelto quale icona rappresentativa del tema del nutrimento e della conservazione.
La mostra in particolare si sviluppa tra Milano e Venezia, potendo contare su diverse sedi espositive in entrambe le città, e coinvolge 36 artisti, di cui 8 maestri dell'Arte Contemporanea e 12 giovani.
Banca Sistema, in collaborazione con Lops Ritratti d'Arredo e Meson's, leader rispettivamente nel settore dell'arredamento e delle cucine, organizza e promuove il percorso espositivo che, richiamandosi al ruolo dell'alimentazione anche come caratteristica propria dell'esperienza umana, si spinge fino all'intervento sul territorio. Le opere riflettono sulle implicazioni antropologiche del nutrimento, a partire dalla consapevolezza che il consumo, la conservazione e la condivisione del cibo stanno alla base del modo con cui l'uomo si percepisce. Il percorso espositivo attiva quindi uno sguardo sul cibo con forti implicazioni religiose e spirituali, che giustificano l'egida del Patriarcato di Venezia e la scelta della location espositiva, la chiesa di Sant'Andrea della Zirada, riaperta per l'occasione al pubblico dopo una chiusura di oltre vent'anni e un parziale restauro.

A Milano la mostra sarà allestita negli spazi di Banca Sistema, ubicati nel centro di Milano. 

Altri frigoriferi-icone saranno visibili presso la sede di Lops. 
Grazie alla collaborazione con la Diocesi di Milano, inoltre, saranno messe a disposizione altre sedi, al fine di arricchire ulteriormente il percorso espositivo per i cittadini, i turisti e gli appassionati d'arte. Banca Sistema in particolare ospiterà i bozzetti preparatori realizzati dagli artisti, oltre a una personale della giovanissima Lucrezia Zaffarano sul tema della condivisione del cibo.

Anche a Venezia la mostra, visitabile dal 7 maggio al 30 giugno, sarà allestita in sedi multiple, grazie al contributo del Patriarcato di Venezia: Sant'Andrea della Zirada, punto di partenza dell'esposizione veneziana, con la sua navata priva di colonne e liberata dalle tradizionali panche, accoglierà 20 frigoriferi-icona.
Nel coro superiore saranno poi esposte anche alcune opere pittoriche, sempre ispirate al tema dell'alimentazione e del cibo.
Nelle chiese di Santa Sofia e dei Tolentini saranno inoltre posizionate opere site-specific: si tratta in particolare della realizzazione in OKITE© delle aree dell'ambone e dell'altare.


L'INAUGURAZIONE E L'ASTA BENEFICA BATTUTA DA CHRISTIE'S

19 maggio 2015 presso Banca Sistema a Milano: inaugurazione del percorso espositivo milanese e asta benefica battuta da Christie's, durante la quale saranno vendute le 20 icone-frigorifero esposte a Venezia. Il ricavato dell'asta sarà interamente devoluto per la conclusione dei restauri della Chiesa di Sant'Andrea della Zirada.
La partecipazione all'asta, battuta da Renato Pennisi (Senior Specialist & Head of Sale, Modern and Contemporary Art di Christie's) sarà consentita sia in sala sia tramite offerte scritte e telefoniche e non sono previste commissioni d'asta.
La visita della mostra in Banca Sistema sarà possibile fino al 28 ottobre 2015 (su appuntamento tutti i venerdì pomeriggio).

Il catalogo del progetto espositivo, realizzato da Banca Sistema e pubblicato e distribuito con Vanillaedizioni, sarà come di consueto reso disponibile anche online su bancasistemarte.it.
Curatore e coordinatore della mostra è il Professor Andrea Del Guercio, Titolare della Cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.
L'intero progetto è stato reso possibile grazie al contributo e alla collaborazione di diverse realtà che hanno offerto, a vario titolo e ciascuna in forza della propria vocazione aziendale, le risorse necessarie alla sua realizzazione.
Sponsor Principali sono Banca Sistema, Lops Ritratti d'Arredo e Meson's. Sponsor Tecnici Electrolux e OKITE©.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Diocesi di Milano e sotto l'egida dell'Ufficio di Pastorale della Cultura e dell'Università e dell'Ufficio di Promozione dei Beni Culturali ecclesiastici della Diocesi-Patriarcato di Venezia.


GLI ARTISTI - che hanno scelto di sostenere il progetto del restauro donando le loro opere:

Letizia Carriello, Giorgio Cattani, Christian Costa, Antonio Ievolella, Ivano Sossella, Aldo Spoldi, Tarshito, Elisa Bertaglia, Bros, Sofia Cacciapaglia, Daniela Conte, Giuseppe De Siati, Debora Fella, Riccardo Garolla, Alberto Gianfreda, Chen Gong, Irene Dioli, Ilaria Forlini, Laura Renna, Mauro Marcenaro, Emiliano Rubinacci, Carmine Sabbatella, Federico Unia, Nicole Bacchiega, Viola Ceribelli, Lorenzo Fioranelli, Ania Galli, Chiara Lupi, Ottavio Mangiarini, Simone Masetto, Gianmaria Milani, Isabella Mottini, Luca Ovani, Sara Somaini, Valentina Sonzogni, Lucrezia Zaffarano.

Al Padiglione Italia della Biennale c'è.... e voi, cosa ne pensate?



Biennale 2015, Padiglione Italia curato da Vincenzo Trione. 

Ecco i protagonisti:

-Alis/Filliol  - Andrea Respino, Mondovi (Italia), 1976; Davide Gennarino, Pinerolo (Italia), 1979. Vivono e lavorano a Torino (Italia);
-Andrea Aquilanti - Roma (Italia), 1960. Vive e lavora a Roma (Italia)
-Francesco Barocco - Susa (Italia), 1972. Vive e lavora a Torino (Italia)
-Vanessa Beecroft - Genova (Italia), 1969. Vive e lavora a Los Angeles (USA).
-Antonio Biasiucci - Dragoni (Italia), 1961. Vive e lavora a Napoli (Italia).
-Giuseppe Caccavale - Afragola (Italia), 1960. Vive e lavora tra Parigi (Francia) e Bari (Italia).
-Paolo Gioli- Sarzano di Rovigo (Italia), 1942. Vive e lavora a Lendinara (Italia).
-Jannis Kounellis - Pireo (Grecia), 1936. Vive e lavora a Roma (Italia).
-Nino Longobardi - Napoli (Italia), 1953. Vive e lavora a Napoli (Italia).
-Marzia Migliora - Alessandria (Italia), 1972. Vive e lavora a Torino (Italia).
-Luca Monterastelli - Forlimpopoli (Italia), 1983. Vive e lavora a Forlimpopoli (Italia).
-Mimmo Paladino - Paduli (Italia), 1948. Vive e lavora tra Paduli, Roma e Milano (Italia).
-Claudio Parmiggiani - Luzzara (Italia), 1943. Vive e lavora tra Bologna e Torrechiara (Italia).
-Nicola Samorì - Forlì (Italia), 1977. Vive e lavora a Bagnacavallo (Italia).
-Aldo Tambellini - Syracuse (USA) 1930. Vive e lavora a Cambridge (MA).

Cosa ne pensate?

Francesco Barocco - Susa (Italia), 1972. Vive e lavora a Torino (Italia) - See more at: http://www.artslife.com/2015/03/26/padiglione-italia-biennale-venezia-2015-ecco-gli-artisti/#sthash.KTPpZiQV.dpuf
Alis/Filliol  - Andrea Respino, Mondovi (Italia), 1976; Davide Gennarino, Pinerolo (Italia), 1979. Vivono e lavorano a Torino (Italia) - See more at: http://www.artslife.com/2015/03/26/padiglione-italia-biennale-venezia-2015-ecco-gli-artisti/#sthash.KTPpZiQV.dpuf

A Buenos Aires, un nuovo capolavoro architettonico

Capolavori di architettura contemporanea 

Con l'inaugurazione della nuova sede del Governo della Citta di Buenos Aires, disegnata da l'architetto Norman Foster in collaborazione con architetti argentini Berdichevsky-Cherry e Minond, la capitale sud americana, diventa anche "capitale dell'architettura. Complimenti!








venerdì 3 aprile 2015

MIA Fair 2015


MIA Fair, la fiera internazionale d’arte contemporanea dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento, è in scena con la sua quinta edizione a Milano, nella cornice di The Mall (Porta Nuova), dall’11 al 13 aprile.
Piazza Lina Bo Bardi - Porta Nuova Varesine (Zona Piazza Repubblica), Milano 

Anteprima "OLTRE I DESERTI: LE CITTA' VISIBILI" personale di Claudio Cionini a Pietrasanta

A breve avrò a disposizione anche il comunicato stampa... intanto però l'anteprima:

"Oltre i deserti: le città visibili"

personale di Claudio Cionini
Palazzo Panichi - Pietrasanta
11 aprile - 3 maggio 2015



Davide Puma a Milano

Il grande artista e amico Davide Puma in mostra a Milano...



Davide Puma
La disciplina della Terra

Inaugurazione 16 aprile 2015 | ore 18.30
Dal 16 aprile all'8 maggio 2015
Spazio Espositivo PwC Milano | Via Monte Rosa 91

Nel suo lavoro Davide Puma tratta il rapporto dell’uomo con la natura, con il cosmo e con se stesso. Dice Davide: “intravedo nella ricongiunzione al tessuto primario l’unica via possibile per la salvezza non solo dell’umanità ma del pianeta intero”.
L’arte è sempre stata al servizio del genere umano e ha da sempre il compito di portare poesia e bellezza come elementi rigeneranti per dare speranza.
Con l’avvento di internet l’arte è praticamente ovunque. Come uno specchio del nostro presente consegna una chiave di lettura dello stato di salute della nostra società.
Ma l’arte oggi ha anche il compito di scioccare. Il pianeta è ferito e la ferita è una bocca che parla, in cerca di ascolto contro l’indifferenza e il disagio.

Il caso Costa Rica e tanto altro...

Le cronache dell'arte hanno visto nei giorni scorsi lo "scandalo" del caso Padiglione Costa Rica alla prossima Biennale di Venezia.
In realtà il tutto nasce da il comunicato stampa pubblicato dal grande artista Umberto Mariani che qualche giorno prima ha divulgato il documento dove denunciava i fatti (che pubblico di seguito)...




Sembra che tutto il mondo dell'arte e della cultura si sia indignato!
Ma cosa si indignano a fare?
Da diverse edizioni questo giochino va avanti... e molti lo sanno e lo sapevano!
Onore, certo a Umberto Mariani che ha avuto la voglia, e forse anche il coraggio, di dire basta!
Ma ora come in passato, questo trend sembra e speriamo sembrava, essere un costume oramai consoloditato.

Come spesso ho sostenuto, meglio allora per un artista, partecipare ad un evento collaterale e riconosciuto, dove, di norma, si presenta un progetto e se questo viene accettato dalle varie commisioni, solo allora si paga la tassa di iscrizione alla Biennale piuttosto che ad un Padiglione a pagamento!

Ma fosse solo questo il mal costume nel mondo dell'arte! 
 
Oggi, e la crisi sembra che abbia accentuato ancor di più il fenomeno, si può comprare praticamente tutto all'interno del sistema arte. 
Esistono gallerie "Affitta/camere", quando si tratta di mostre in galleria o "affitta/pareti" nel caso di esposizioni fieristiche. Dove anche artisti non propriamente tali, hanno la possibilità di proporsi e mostrare il loro lavoro, frutto di qualche ora di tempo libero, con grande velleità e poca autocritica. 
Ci sono critici e curatori "un tanto al rigo", quando addirittura non si trasformano in venditori loro stessi.
Annuari, premi e riviste in vendita al centimetro quadrato e così via, gli esempi potrebbero andare avanti per pagine... 

Fortunatamente questo "sistema tossico" è marginale ed ancora esistono etica. professionalità e meriti. 

E questo, nella maggior parte dei casi. 

PAINTING AS A MINDFIELD Paolo De Biasi, Annalisa Fulvi, Dario Maglionico, Valerio Melchiotti. A cura di Ivan Quaroni

Si è inaugurata lo scorso 2 aprile, ma prosegue fino al prossimo 5 maggio, la collettiva inaugurata da Area/B (Via Marco D'Oggiono 10 - Milano) e curata da Ivan Quaroni, che vede come protagonisti, oltre a Paolo De Biasi e Dario Maglionico, anche i validissimi Annalisa Fulvi e Valerio Melchiotti 




PAINTING AS A MINDFIELD 
Paolo De Biasi, Annalisa Fulvi, Dario Maglionico, Valerio Melchiotti. 
A cura di IVAN QUARONI


Painting as a mindfield, come spiega Ivan Quaroni: ”la pittura come campo mentale, per rimarcare che non si tratta più solo di rappresentare la realtà, ma il campo morfico della mente, cioè quella commistione di forme, immagini, concetti che non dipendono più unicamente dalle informazioni sensoriali, ma includono, invece, anche istanze psichiche, stratificazioni mnemoniche, intuizioni”. Il campo mentale è quell’ambito che supera l’istanza individuale, per confluire attraverso una serie di interazioni sociali nella dimensione della memoria collettiva, che contribuisce ad arricchire e da cui allo stesso tempo ricava spunti e intuizioni. E’ anche il non-luogo in cui nascono le forme delle opere di molti artisti, non per forza legate alla realtà come la intendiamo strettamente, ma una zona a metà strada, in qualche luogo tra le forme reali e non.In Painting as a mindfield, la pittura diventa quindi territorio di rappresentazioni incongrue, scissioni tra significante e significato, forzature di luoghi, tempo e spazio impresse sulla tela.
Attraverso le opere esposte, Paolo De Biasi ci fa capire di intendere la pittura come “ricerca di senso”, in cui la nascita di figure, colori e immagini, si ritrovano riunite da un senso grazie a strumenti quali metafora, analogia e sineddoche. Si tratta di scene in cui i personaggi, che sembrano occupare uno spazio casuale, in realtà lasciano allo spettatore il compito di trovare un significato valido. La ricerca dell’artista spazia nel presente, inteso come luogo della contemporaneità, in cui le facilitazioni tecnologiche rendono sempre più possibile la rappresentazione della soggettività di ognuno di noi. La scelta dei soggetti delle opere di De Biasi nasce quindi dall’incursione continua di informazioni a cui tutti noi siamo sottoposti quotidianamente: l’attimo di condivisione o interpretazione dell’opera diviene quindi il senso dell’opera stessa.
Anche le opere di Annalisa Fulvi nascono dall’accostamento, solo apparentemente casuale, di elementi estranei tra loro; l’artista si basa sullo studio dell’ambiente e del territorio, sia naturale che artificiale, attraversati da cambiamenti sempre più repentini. Si tratta di un lavoro di accostamento di immagini e di forme suggerite dal paesaggio circostante, rappresentato in doppia veste: realtà e spazio virtuale, entrambi in continuo mutamento.
A zone di puro colore e armonia naturale si mescolano elementi quali tralicci, impalcature, percorsi, che restano sospesi nello spazio e creano una sensazione di estraneità e di disequilibrio delle forme, che ci inducono a indagare il nostro tempo, con le sue novità e contraddizioni.
Dario Maglionico punta dritto all’obiettivo di captare l’intimità e la verità dell’individuo. Attraverso l’indagine delle dimensioni spazio-temporali, egli vuole imprimere sulla tela, una momentanea evasione dalla realtà, o perlomeno dal concetto arbitrario che le viene attribuito dal senso comune. In Painting as a Mindfield, Maglionico presenta la serie Reificazioni in cui , nel tentativo di fermare lo scorrere del tempo e indagare i diversi spazi della nostra esistenza , ritrae soggetti in contesti domestici, che seppur indaffarati in gesti abitudinari, compiono una ricerca verso il senso più profondo di loro stessi. Le sue opere sono costellate da figure ripetute più volte, ritratte in sequenze che rilasciano frammenti di vita nello scorrere temporale.
Si concentra sul racconto per immagini Valerio Melchiotti , i cui lavori non descrivono, ma raccontano, arrivando a suggerire una storia, un prima e un dopo il momento ripreso, come graffianti corti cinematografici. Sono piccoli teatrini, spesso assurdi e privi di logica, il cui tema principale è il ritratto, necessari per reinterpretare il passato, per avvicinarsi alla propria intimità e indagare il proprio mondo interiore. Universo che Melchiotti riprende attraverso racconti e miti dell’infanzia; quindi citazioni di fumetti, come Zagor e la contaminazione dei generi, di immagini, come le fotografie degli anni Cinquanta, dei racconti di fantascienza e oggetti e giochi in scatola e molto altro ancora.

KOKESHI di Remo Lorenzetti a Massa



Si inaugura domani, sabato 4 aprile, la mostra personale KOKESHI, dell'amico, nonchè raffinato artista, Remo Lorenzetti.
A Massa, presso la Libreria La Galleria in Via Antonio Pacinotti, 26

"The Egg and The Cross"

Fino al 16 aprile a Sassuolo... 



"The Egg and The Cross" - collective exhibithion






Magazzini Criminali 
Piazzale della Rosa, 41049 Sassuolo
All works are about the two simbols together or separately.

Works selection has closed on march, 8th
Opening Party: March 28, 7:00 p.m.

Artists participating: 
kai - uwe schulte- bunert - alan marcheselli - andrea vettori - antonia zotti - antal nemeth - antonella de nisco - beatrice riva - claudy-o - corrado tamburini - diego borghi - ebba b. - emanuele puzziello - emidio cocchi - federica poletti - federico grande - federica venier - giovanna lacedra - gregory di carlo - ingrid russo - lino borghi - luca catellani - luca dalmazio - maria luisa reggiani - marina burani - milena incerti medici - mattia barbati - oscar baccilieri - paola natalia - raffaella pettenati - sandra veratti - silvia anselmi silvio sala - simone ferrarini - stefania malferrari - stefania gagliano - vittorio broccadello

giovedì 2 aprile 2015

Giuseppe De Siati. I processi di perimetrazione dell'arte. di Andrea B. Del Guercio.



Giuseppe De Siati. I processi di perimetrazione dell'arte.
di Andrea B. Del Guercio.

Offbrera
Via Rossini 3, 20100 Milano

Lungo questi ultimi quattro anni ho potuto osservare l'attività espressiva condotta da Giuseppe De Siati soffermandomi sistematicamente di fronte ad ogni passaggio linguistico, contrassegnato dalle diverse tecniche e dalle significative variabili dimensionali; attraverso appuntamenti mirati ho acquisito la conoscenza di un procedere metodico nella definizione di aree estetiche al cui interno si posizionasse la costante relazione tra la volontà dell'atto e l'indipendenza della materia, frutto della relazione tra la spinta del narratore e la reazione indipendente del narrato. De Siati si è imposto in questi anni non solo il dovere ma la ricerca del lavoro, la responsabilità di un fare analitico insistito in grado di fornirgli dei risultati chiari, delle soluzioni racchiuse in uno spazio preciso e privo di ogni forma di contaminazione, raggiungendo una serie di risultati autonomi ed originali.
E' sulla base di questo lungo e rigoroso processo espressivo, attraversando gli scanditi tempi di un fare in cui trattenere l'emozione vitale lungo le regole della lucida scrittura, testimone attento del sopraggiungere dei migliori risultati, nasce quale apice evidente quest'ultimo lavoro contrassegnato dall'esperienza operativa della 'perimetrazione'.
Questo dato, un apparente forma di condizionamento, si impone con nuovi risultati ora allargando ora ribaltando un procedere perseguito negli anni; con l'attuale esperienza, affermando il valore dello spazio protetto, viene raggiunto il concetto di libertà, di autonomia comunicativa ma anche di indipendenza emozionale; la successione dei perimetri, la condizione protetta del singolo spazio interno, la distribuzione nello spazio, la scansione delle indipendenze, l'autonomia inserita nello sviluppo dei processi percettivi,
appartengono al patrimonio conseguito da Giuseppe De Siati.

Giuseppe De Siati nasce a San Vito dei Normanni (Brindisi) in Puglia nel 1979. Laureatosi nel 2009 in Conservazione dei Beni Culturali, consegue la laurea specialistica in pittura nel 2014 presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive e lavora tra Milano, Atene e la Puglia. Tra le sue ultime esposizioni vi è la bipersonale 0-31° a Sesto Calende presso lo spazio Cesare da Sesto; la personale Ripetizioni entropiche, presso l’ex Studio Manzoni a Milano; S-COPRIRE una performance sul Colle Areopago presso l’Acropoli di Atene e SO/STARE presso il Museo di Arte Contemporanea di Lissone. Ha partecipato anche alla semiresidenza Casa Carbotti del Comune di San Vito dei Normanni, alla collettiva POTENZIALI EVOCATI presso la Casa degli Artisti a Verona; ha creato un’installazione Site Specfic per ANFITEATRO DELL’ARTE lungo i percorsi di POLARIS nei Comuni di Cossano Canavese e per PRESENZE TEMPORANEE in località Capotenda di Gravina in Puglia. Ha già esposto presso Offbrera con la personale “Iridescenze” e ha partecipato a diversi progetti e mostre organizzati dalla galleria in partnership con istituzioni come Tecno, Argos, Villa Godi Maliverni e gli spazi PWC del Sole24ore.


OffBrera è un nuovo spazio per l'arte contemporanea dedicato al lavoro degli artisti che emergono per specifiche qualità espressive dal panorama creativo dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Selezionati da Andrea B. Del Guercio, gli artisti incontrano il mondo dell'arte e del collezionismo in un'area espositiva che si distacca dalla tradizione delle gallerie, allargando i suoi compiti verso la natura propositiva del laboratorio globale.