RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 20 dicembre 2010

Ciao Dino...

Apprendo solo ora della scomparsa dell'amico della Galleria Prof. Dino Carlesi. Una vita intera dedicata all'arte.
Penna raffinata, critico illustre, riferimento sano e sincero per molti, è mancato all'età di 91 anni nella sua amata ed adottiva Pontedera. Nato a Milano, aveva fatto del cuore della toscana la sua roccaforte da dove, con vigile attenzione, riusciva ad essere scrupoloso ed obiettivo e soprattutto mai parco di consigli e suggerimenti a chiunque volesse camminare nel tortuoso mondo dell'arte. Artista, critico o curatore che fosse.
Ciao Dino,
grazie veramente di tutto.

domenica 19 dicembre 2010

E' tempo di consuntivi... forse.

Anche il 2010 sta per finire. 
Inizia come di consueto di questi tempi, anno dopo anno, il momento delle riflessioni, dei consuntivi e dei buoni propositi.

La crisi ha modificato radicalmente il pensiero di chiunque di noi e di sicuro le istituzioni non ci aiutano a vedere le cose in maniera più ottimistica.




Invecchiando il fisico presenta il conto di trent'anni di eccessi e quindi non posso neanche lamentarmi più di tanto, ...per qualche piccolo acciacco..., passeranno. 

Il figlio cresce, e bene. Gli affetti importanti, fortunatamente resistono e la testa, sempre per fortuna, continua, a parte qualche piccola tournée, ad essere ben posizionata sulle spalle. 
Professionalmente sono molto soddisfatto. Quello che è venuto meno dal lato economico/finanziario è stato sostituito da un bagaglio di crescita e di conoscenza decisamente importante.

Nella pratica quotidianità, ho comprato una Vespa e questo mi ha fatto tornare indietro di almeno trent'anni...
Ho fatto 65'000 km. in auto e ho fuso un motore... 

Ma arriviamo alla parentesi che meno sopporto e che tutti gli anni, ahimè, si ripresenta comunque puntuale: quella delle false e patetiche promesse che mi faccio sempre di questi tempi, con la consapevolezza che mai manterrò. Di norma sono: smetto di fumare, dimagrisco, rispondo al telefono ed alle mail, dirò più spesso di no, berrò di meno, dedicherò più tempo alla famiglia e meno al lavoro ed un'altra sequela di simili buoni propositi... ne esco sconfitto sempre!


Ed eccomi ai veri consuntivi, l'argomento di questo post.


Fin dal giorno della sua nascita, questo blog (febbraio 2010 e colgo l'occasione per ringraziare gli oltre 35'000 lettori che si sono imbattuti fra queste righe...), mi è servito per avere la possibilità di condividere con altri, gli eventi, i fatti, le notizie e qualunque altra cosa che in qualche maniera mi abbia coinvolto e che appartiene al "mio mondo dell'arte". E altra cosa che non posso negare, anche per appagare il mio ego profondo.


Sono consapevole che non è questa la sede, per fare delle classifiche, fare la lista "dei buoni e dei cattivi".  E non voglio fare questo. Mi limiterò ad elencare i piacevoli incontri professionali che in qualche maniera mi hanno trasferito positività, motivi di crescita e piacevoli scoperte (spesso anche all'insaputa degli stessi protagonisti). Come è ovvio mi dimenticherò di qualcuno. Di questo chiedo venia in anticipo.


Eviterò, invece, in maniera scientifica, di citare le tante persone o fatti sgradevoli che ho incrociato o nei quali sono incappato, per evitare di lordare queste pagine che finora sono riuscito a mantenere "vergini" da zozzure varie, pur innescando spesso piacevoli contraddittori e interessanti dibattiti polemici.


Un ultima premessa: mentre scrivo mi tornano alla mente altre persone e fatti. Spero di riuscire a portare a termine questa serie di pensieri prima che loro prendano il sopravvento. Non esiste quindi, un ordine cronologico di esposizione ma una libera disposizione disordinata delle emozioni. Se ne avete voglia, buona lettura.


Fra gli artisti che ho incontrato, approfondito la conoscenza ed in alcuni casi anche trattato le loro opere, mi piace ricordare prima di tutti Giuseppe Bombaci. Raffinato e colto artista siciliano, grande pensatore e sincero amico, che con la semplicità tipica dei grandi mi ha rifatto innamorare della vera pittura dipinta. 
Ho conosciuto, sostenuto e spero anche valorizzato nella "giusta maniera", l'opera della giovane e brava fotografa: Angela Loveday. Personalità femminile che all'apparenza nega a volte, la sua fragile e delicata sensibilità e che vira, in decisa contrapposizione al suo essere, nelle immagini fermate dalla propria opera. 
Che dire poi, della elegante personalità di Carlo Cane. Lui lo conosco da anni eppure riesce sempre a stupirmi. Intellettualmente e non solo, sempre in maniera interessante e piacevole. Un vero artista! 
Mesi fa sono stato realmente rapito da Alice Olimpia Attanasio. Tenace, determinata, geniale. Giovane e dotata con davanti a sé sicuramente un futuro prezioso. Potente! 
Divertito e coinvolto da Max Papeschi con la sua innate capacità di "comunicatore naturale"e letteralmente stupito dalle qualità, dal suo modo di pensare e dal suo essere poliedrico di Andy. 
Mi ha concesso di emozionarmi la profondità di pensiero di Artisti come Luca Alinari, Antonio Possenti e Armodio.
Mi ha coinvolto e permesso di condividere il suo mondo Thomas Berra. Di questo gliene sono grato. 
Ho conosciuto un grande professionista: Leonardo Massi. Giovane, colto e talentuoso.
Mi hanno insegnato di più, pochi minuti insieme a Ruggero Maggi che ore e ore passate sui libri. 
E poi che dire dell'amico Andrea Gnocchi, che non ha vissuto certamente l'anno più facile della sua vita.
Rispetto e stima profonda per la preziosità della ricerca perpetuata da Marco Mazzoni. 
Un approccio importante è stato anche l'incontro con Vitaliano, grande persona oltre che grande artista. Mentre resto ogni volta stupito dall'energia dei giovani artisti che decidono di partecipare al Premio Patrizia Barlettani.  
Grandi progetti e totale fiducia per Ester Negretti. A dir poco vulcanica. E poi ancora la piacevole scoperta dei lavori di Valentina De' Matha, senza averla mai conosciuta realmente, se non in alcuni incontri casuali ho molto apprezzato la sua arte.
Gusto e qualità di pensiero l'ho trovato nel lavoro di Cavallaro. Conferme dalle foto di Danilo Pasquali e una intesa epidermica di totale rispetto ed affetto per il lavoro di Fabiano Parisi. 
Il mio gusto e le mie emozioni sono state spesso messe alla prova dall'arte della simpaticamente logorroica, Karina Chechik.
Mi piace anche ricordare il lavoro di Fabrizio Bellomo, con la consapevolezza che un sano "vaffanculo" a volte è terapeutico. Oltre alla sua arte, mi conforta la pazienza di Minotti che sopporta sempre i miei silenzi e rimango coinvolto dalla preziosità del lavoro di Dario Brevi. E come posso non ricordarmi delle qualità di Francesca Manetta? Straordinariamente efficace e coinvolgente.


Fra gli "Attori" del panorama artistico che frequento, che non siano artisti, non posso privarmi da ricordare Ivan Quaroni e Francesco Gattuso. Seri e preziosi partner in molte avventure. Come del resto, vale questo pensiero anche per Alberto Agazzani, con il suo stile e ricercata eleganza, nello scrivere e nella vita. La scoperta Faccenda mi ha aperto nuovi orizzonti, grazie Giovanni. 
E il Beluffi dove lo mettiamo? pensare che anni fa si presentò in Galleria da me con la vaga intenzione di iniziare una collaborazione... oggi leggo i suoi pezzi con ammirata stima.
Una telefonata di Luigi Meneghelli mi dato molti stimoli così come una mail di Chiara Canali, mentre stavo lavorando al progetto "Skull". A proposito di questo mi piace rivivere il piacere che alcune volte ho provato nel lavorare insieme alle "ragazze" de LaContemporanea. Ed ancora, l'aver "ritrovato", come valido sostegno la professionalità di Annamaria Brizzi mi ha colmato e confortato.
Mi piace l'idea di avere sdoganato la preparazione di AnnaPaola Ruffo e mi rassicura la stima  e l'affetto dei miei soci e collaboratori.
Un pensiero va anche a mia sorella, Patrizia Milani, che aldilà del legame sanguigno che ci lega, mi sta sostenendo con "santa pazienza" nell'avventura milanese...


Mi sto rendendo conto che sono ad un passo dal scivolare nei soliti patetici ringraziamenti e sto andando fuori dal concetto che volevo esprimere quando avevo pensato a questo post. Anche quando andavo a scuola venivo sempre accusato di andare fuori tema... mah! La continuità latente dei vizi dell'essere umano...
Forse per ora è meglio smettere. 
Forse riprenderò... Comunque, intanto, buona fine e miglior inizio.



sabato 18 dicembre 2010

REALITY POP - mostra collettiva

Non so se le condizioni atmosferiche di questi giorni hanno permesso il normale svolgimento dell'inaugurazione... comunque sia, merita



REALITY POP

dal 18.12 al 31.01
Gestalt Gallery - via S. Stagi 28
Palazzo Guiscardo - via Provinciale 16







Artisti in Mostra

Andy
Anonymous Art
Massimo Caccia
Dast
Manuel Delgado
Francolino
Steve Kaufman
Gianfranco Giannoni
Laura Giardino
Eloisa Gobbo
Ortica Noodles
Michael Rotondi
Cristian Sonda
Tv Boy
Giuseppe Veneziano

Memento Vitae - Emma Vitti a cura di Cristina Trivellin con critica di Roberto Mutti

Non conosco il lavoro della Vitti ma conosco abbastanza bene la Trivellin. Di lei mi fido e se ha deciso di curare una mostra di questa artista vuol dire che merita. Da scoprire insieme...



a cura di Cristina Trivellin
presentazione Roberto Mutti
Mostra fotografica: Emma Vitti – Memento Vitae
A cura di Cristina Trivellin
Presentazione e critica di Roberto Mutti

Dal 18 dicembre 2010 al 18 gennaio 2011- Galleria Dietro le Quinte, via Carcaci 19 – Catania

Apertura dal martedì al sabato ore 10.00-13.00/16.30-20.00www.dietrolequintearte.it

INAUGURAZIONE SABATO 18 dicembre 2010 ore 19.00

Sono circa 15 le fotografie che permetteranno al pubblico di viaggiare tra le metafore visive dell’artista lasciandosi andare e addentrandosi per vedere e “stravedere”, per trovarci dentro la propria storia attraverso un viaggio dell’anima di suggestioni ed emozioni.
Una serie di scatti al mercato del pesce di Catania: luogo in cui si respira forza, energia primaria, dove odori, suoni, voci e colori sono tonalità intense, dove la vita e la morte si colgono dentro un unico senso circolare.
Se negli antichi dipinti i memento mori rappresentavano un monito, una richiesta di attenzione sulla caducità, la contingenza, ricordandoci attraverso i simboli la nostra imminente fine, il memento vitae pone la stessa urgenza, le medesime dinamiche ma ribaltandone l’avvertimento ricordandoci la necessità, la forza dirompente dell’essere che impone la propria meta, una riconciliazione tra i due opposti poli che governano la nostra psiche.
Attraverso la sublimazione resa dall’arte è possibile raggiungere il punto di dissolvimento dei dualismi e il superamento delle visioni parziali immergendoci in un unico flusso percettivo ed emozionale. (Cristina Trivellin)
Emma Vitti ama dire che tutti noi facciamo fatica a sopportare la morte perché la nostra cultura ci impedisce o ci rende difficilmente raggiungibile la dimensione del piacere e che quindi, di questo, e non della morte, abbiamo davvero paura. È una tesi interessante per comprendere le sue ricerche fotografiche dove la sensualità , che è sempre ben presente, si insinua fra le pieghe della realtà per riapparire in tutta la sua insidiosa attrazione seduttiva.
Allo stesso tempo, per l’autrice, il dolore, la sofferenza, l’indugiare sull’angoscia sono elementi connotati alla vita stessa dell’uomo ma è poi la bellezza a coprire la sofferenza, è la relazione stabilitasi fra gli individui a permettere di andare oltre, è il percorso creativo ad indicare una possibile via d’uscita. Non le interessa avere di fronte dei semplici osservatori ammirati, perplessi, concordi o dubbiosi, ma degli interlocutori capaci di intuire che con le sue fotografie non solo, come afferma “sperimenta la vita” ma spinge chi la segue a sperimentarla con lei.

In occasione dell’inaugurazione sarà presentato il libro Configurazioni provvisorie edito da Electa e curato da Roberto Mutti.
AL DI LÀ DEL PIACERE
Estratto del testo introduttivo del libro configurazioni provvisorie Electa Editore
Emma vitti è una fotografa che si muove in direzioni difficilmente riconducibili a linee prefissate. Non capita spesso, infatti, di trovarsi di fronte a opere così intimamente indipendenti da non evocare riferimenti estetici troppo definiti. Perché se è vero che nella fase della propria formazione ogni autore può percorrere un tratto di strada in comune con i suoi autori preferiti lasciandone quindi nei suoi lavori anche labili tracce, questo non sempre accade con tutti quanti sanno percorrere strade originali e marcatamente personali. Trovarsi di fronte alle opere di Emma Vitti obbliga, quindi, ad assumere un atteggiamento molto particolare che tiene conto, in egual misura, della sua sensibilità, delle modalità con cui si applica alla ricerca, dei complessi aspetti legati alla sua formazione artistica.
Quando afferma che il suo modo di lavorare ha l’esigenza di essere trasversale, Emma Vitti, indica una strada che permette a chi osserva le sue immagini di coglierne il significato, il termine “metafore visive” usato dalla stessa autrice per definire le sue fotografie appare in tutta la sua evidenza ma anche di comprendere che queste sono porte aperte verso l’esterno, funi gettate nel profondo per dare in modo che altri vi si aggrappino creando un rapporto intenso fatto di allusioni e di complicità.
Più che fotografie, Emma Vitti, compie gesti di spaesamento che, riscattando la banalità del quotidiano, creano un diverso ordine linguistico dove il rimosso, l’allusivo, l’onirico si ritrovano all’interno di un continuo rimando dialettico…. (Roberto Mutti).

A proposito della mostra di Possenti a Fiesole...

Purtroppo devo annunciare che l'inaugurazione della personale a Fiesole, curata da Giovanni Faccenda, "il muro e il mare" del Maestro Antonio Possenti, allestita per il centenario della nascita di Mario Tobino, è stata spostata a data da destinarsi causa avverse condizioni meteorologiche.
Darò personalmente annuncio della nuova data.

venerdì 17 dicembre 2010

A proposito di "The Skull"

"IN DICIASSETTE IL VENERDI' DICIASSETTE" contro ogni forma di scaramanzia...

Molto interessante... davvero. Un perfetto spaccato di contemporaneità sotto l'attento sguardo dell'ottimo Di Mauro.

Questa rassegna allestita presso il nuovo Spazio Sansovino, compatta quanto a qualità degli artisti selezionati è un appuntamento che si inquadra all’interno della mia venticinquennale attività critica, da sempre tesa a fare il punto sul panorama dell’arte italiana contemporanea, dalla seconda metà degli anni ’70 ai giorni nostri, dalla post modernità all’ingresso nel nuovo millennio. Per parlare degli ultimi trent’anni circa di arte italiana non si può non partire da un inequivocabile, quasi scontato, dato di fatto, cioè che gli ultimi due movimenti innalzatisi ad un riconoscimento internazionale, sono stati l’Arte Povera e la Transavanguardia, con percorsi diversi che di recente si sono intrecciati in una sorta di reciproco riconoscimento, da cui non era difficile prevedere l’ attuazione in una sottile logica di esclusione di quanto sta al di fuori di quel recinto. La fascia generazionale maggiormente penalizzata da questo stato di cose, che trova solo parziale motivazione nell’indubbia forza espressiva dei movimenti prima citati, è stata quella, di non indifferente qualità, emersa subito dopo la Transavanguardia, tra la metà degli anni ’80 ed i primi anni ’90, periodo nel quale è, tra l’altro, avvenuta la mia formazione critica e da me ben conosciuto, che ho dettagliatamente analizzato nella primavera 1997 con la mostra ed il libro intitolati “Va’pensiero. Arte Italiana 1984/1996”. Il fatto di avere sostanzialmente “saltato” una generazione sta all’origine, a mio modo di vedere, della sostanziale irrisolutezza dell’arte italiana lungo tutto il corso degli anni ’90. Gli autori del decennio precedente si sono giocoforza “riciclati” in quello successivo, facendo saltare qualsiasi paletto divisorio in merito ad un plausibile concetto di “giovane artista”, per di più all’interno di una scena sempre più affollata e confusa, in parte per una occulta volontà ma anche per motivazioni pertinenti l’evoluzione della società post industriale nel suo complesso. Come è noto, dopo il 1975 la situazione muta radicalmente di segno. A seguito soprattutto del rigido rigore del concettuale di matrice analitica e tautologica, dove si manifestava una evidente prevalenza dei significanti sui significati e l’assenza di una dialettica con l’esterno, con l’opera proposta al grado zero, nella sua nudità formale e compositiva, e l’assoluto divieto, sancito dai severi sacerdoti del dogma, dell’introduzione di sia pur minime componenti manuali e decorative, si verificò un’implosione di quello stile, e la lenta ed inesorabile deriva verso altri territori, in sintonia con la costante ciclicità degli eventi artistici. Tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80 prende corpo ed evidenza la svolta post concettuale dell’arte, con l’esplodere di movimenti radunati attorno alle parole d’ordine del ritorno alla pittura, di matrice visceralmente neoespressionista od infarcita di valori simbolici e decorativi e, in generale, del ripristino di una manualità dal sapore antico, nell’accezione etimologica originaria della “technè”. Il moto spiraliforme dell’arte inverte la sua traiettoria e intraprende un cammino a ritroso nel tempo, nel territorio densamente popolato della memoria, cimentandosi in un’operazione di citazione dei modi e delle maniere del passato, recente e talvolta remoto, per poi riproporsi al presente contestualizzato all’interno delle inquietudini della contemporaneità. Tra la metà degli anni ’80 ed i primi anni ’90 viene alla luce una generazione artistica di grande interesse impegnata in una ridefinizione dei generi e degli stili e in un rapporto di confronto serrato con la nuova società post moderna della tecnologia e dello spettacolo. Queste caratteristiche sfociano nel decennio successivo in un clima di generalizzato eclettismo stilistico, con punte di attenzione verso la rivisitazione dei linguaggi concettuali e pop ed un’apertura significativa nei confronti dell’uso della fotografia e delle tecnologie video e digitali. Gli anni ’90, come già citato prima, segnano l’ingresso del sistema artistico italiano in una fase di crisi e di de-valorizzazione nei confronti dello scenario internazionale, all’interno del quale iniziano a fare capolino i paesi emergenti del continente asiatico. Vengono privilegiati, da parte dei più forti soggetti della scena dal punto di vista critico, economico, istituzionale ed editoriale, artisti che si conformano ai canoni di un neo concettuale epigono ed irrilevante dal punto di vista linguistico o, all’opposto, pittori poco originali che si limitano a rimasticare gli stereotipi degli anni ’80. Per gli altri artisti, critici e gallerie che non si omologano a queste imposizioni scatta un fitto muro di silenzio ed un sottile boicottaggio. Nel decennio successivo e tuttora in corso mutano alcuni dati. Dopo l’11 settembre, evento che ha squarciato il velo tra reale e virtuale, il termine post moderno perde in parte d’attualità e si inizia a parlare di neo contemporaneità; della necessità, ad oggi non concretizzata, di passare dalla condizione liquida dell’eterno presente ad una dimensione di progettualità futura e ad una riscoperta dell’etica, esigenze che l’attuale crollo del mercato basato sulla finanza speculativa potrebbe accelerare. Lo scenario si manifesta come ormai del tutto globalizzato; si moltiplicano eventi, fiere e biennali, Cina ed India entrano in forze nel sistema, la bolla speculativa ed il denaro facile in possesso degli oligarchi internazionali conducono a valutazioni assolutamente impensabili anche solo dieci anni fa. Tuttavia il moltiplicarsi delle possibilità e l’invasività della comunicazione tramite internet conducono anche ad effetti positivi. Non è più praticabile alcuna censura ed aumenta la frequenza espositiva delle opere, quindi si manifesta una condizione maggiormente pluralista. Questo anche se i vari microsistemi di cui è composto il panorama italiano continuano a guardarsi con diffidenza non trovando il coraggio di interagire. I diciassette artisti selezionati per questa rassegna costituiscono un esemplare spaccato dell’eclettismo caratterizzante la scena contemporanea. Si varia dal design artistico di Monica Dessì, alla fotografia di Sales & Bertinetti in grado di proporre dei veri e propri reportage psicologici, alle spettacolari icone neo pop di Fabio Ballario, alle piccole ed ironiche installazioni oggettuali di Calogero Marrali, alle rigorose installazioni aniconiche e minimali di Luciano Gaglio, alle icone fortemente impregnate di simbolismo e mistero di Amira Munteanu, alle immagini digitali intense ed enigmatiche di Catrouge, alla pittura sintetica ed espressionista di Lorenzo Paci, all’installazione neofuturista di Gianfranco Sergio, ai ritratti di grande e vitale intensità di giovani protagonisti della scena urbana contemporanea di Massimiliano Petrone, alla coinvolgente ironia della pittura di Vania Elettra Tam, al linguaggio di segni e simboli metropolitani di Monica Garone, al rilievo fortemente simbolico delle composizioni di Roberta Ubaldi, ai frames pittorici di Gianluca Rosso apprezzato video artista e contaminatore mediale, allo stilismo creativo e spettacolare, fortemente permeato di senso artistico di Rossana Dassetto Daidone, ai ritratti di personalità dell’arte e della letteratura di grande ed inquietante impatto di Matteo Ferreri, all’autobiografismo personale ed universale al tempo stesso delle immagini di Cinzia Ceccarelli.

Edoardo Di Mauro, dicembre 2010.
SPAZIO SANSOVINO Via Sansovino n. 243/25G Torino orari 10/13-16/19 tel. 3407261790

Pubblico, dopo avere ottenuto l'autorizzazione dell'autore, un breve scambio di mail... interessante

Pubblico, dopo avere ottenuto l'autorizzazione dell'autore, un breve scambio di mail... interessante... Una volta si sarebbe potuto dire ricevo da un "amico di penna"... oggi, "un amico di tastiera"...


Ricevo:


Ciao Roberto, non ci conosciamo personalmente ma ho letto velocente ( e che
non sono riuscito a ritrovare ) su Facebook un tuo intervento su quello che
deve essere l'arte, ovvero ricerca, sperimentazione, continuità di dee a
prescindere da un concetto di bellezza che tu ritieni un valore prettamente
legato ai pittori "artigiani" che secondo te sono a volte maggiormente
facilitati nel mercato dell'arte, io non ho sicuramente lo spessore
culturale per obiettare, vorrei solo riuscire a capire dei criteri di
valutazione che credo massacrerebbero tutti i grandi artisti del passato, il
figurativo non ha più senso? Relativamente a scorci di paesaggio, nudi,
oggetti ecc. la ricerca cosa può interessare? Forse i materiali? Ho visto
cose sicuramente particolari, particolarità essenzialmente rivolta ai
materiali quali gesso, carta, sabbia ecc ma non sono così sicuro che queste
opere sopravvivano ai loro autori.il mio percorso è iniziato nel 1964 con
tre anni di scuola di disegno a Faenza poi i primi quadri ad olio nel '75
poi una pagina in una pubblicazione su pittori contemporanei, poi una
vincita interminabile di "prestigiosi" riconoscimenti e premi "ovviamente"
dietro pagamento celato da fantomatiche spese di segreteria ed
organizzazione (ho visto pittori, nelle loro personali esporre anche tali
premi) l'ultimo decisivo mi doveva essere consegnato in una mini-crociera
con cena di gala alla modica cifra di 1.500.000 lire (anni '80?) decisivo
nel senso di chiudere con tutto questo.poi quindici anni di grafica all'interno
di un'agenzia di pubblicità, dove ho conosciuto l'aerografo mezzo
prevalentemente usato dagli illustratori dell'agenzia, al tempo ne parlai
con un mio carissimo amico, oggi purtroppo prematuramente scomparso, Mauro
Andrea ( Faenza ) egli ne parlava con sufficienza, ritenendo il pennello lo
strumento principe per il pittore, poi il suo percorso lo ha portato dalla
pittura alla ceramica, poi alla scultura per poi tornare alla pittura con il
Michelangelo, un computer dove inserendo una foto più o meno elaborata
questa viene riprodotta tramite spruzzatori (secondo il criterio della
quadricromia) in qualsiasi formato e su qualsiasi materiale, avvalendosi lui
di un concetto di "arte impura" giustificava questo nel non voler
contaminare l'opera con interventi manuali. io nelle mie opere parto sempre
da una foto e cerco di riprodurla più fedelmente possibile, passo ore nella
preparazione dei colori aspettando che asciughino per verificarli con quelli
della foto poi finalmente posso iniziare a spruzzarli fino al completamento
dell'opera con l'utilizzo di innumerevoli mascherature adesive con il
rischio di rovinare ogni volta tutto il lavoro, se invece sbaglia il
computer eccolo che "ridiventa " umano.scusa ma a me sembrano
stronzate.perché concettualmente ci si sente in diritto di accettare e
giustificare tutto, perché quello che faccio io deve valere meno di quello
che ha fatto lui? Dov'è l'arte?, dov'è la pittura ? non è voglia di fare
polemiche, non riesco veramente a capire, sono da diversi anni sul web e la
realtà dei fatti mi contraddice sicuramente, ho fatto concorsi: 30x30,
premio celeste, yicca, premio arte laguna ecc. zero risultati, l'unica
possibilità è stata la possibilità di partecipare ad una collettiva a new
york organizzata dalla Signora Stefania Carrozzini ma non mi potevo
permettere di spendere qualche migliaio di euro che per me sono qualche
stipendio.forse anche questo è un problema, so che da qualche parte vorrei
iniziare ma non so proprio come.iniziare con mostre non è facile, i
galleristi sanno che se non sei conosciuto non vendi, perciò non investono o
ti chiedono cifre proibitive. Io nelle mie cose ci credo però mi farebbe
piacere un tuo parere al riguardo o quantomeno mi aiutassi a capire come
muovermi e soprattutto se le mie aspettative sono completamente infondate,
grazie per qualsiasi cosa vorrai rispondermi,

tanti in bocca al lupo per il tuo lavoro.grazie Valter Fiorani



Rispondo:


Ciao Valter, innanzi tutto scusa se rispondo solo ora alla tua mail.
L'ho letta attentamente.
Quando affermo che l'arte oggi, ma ieri non era molto differente, deve essere innovazione, tecnica, continuità di idee, sperimentazione, intendo sottolineare che è veramente obsoleto esprimersi oggi pittoricamente alla maniera di... e non puoi sapere quanti lo fanno. L'artista virtuoso, non lo deve essere solo a livello tecnico. Non c'è più bisogno di riprodurre fedelmente la realtà, per questo oggi c'è la tecnologia, ma deve essere virtuoso prima di tutto intellettualmente. L'arte oggi ha bisogno di idee. La bellezza è solo estetica. Oggi c'è la necessità di una bellezza ideologica. E' ovvio, ma lo do per scontato, che l'artista debba essere padrone della tecnica, che trova più consona per esprimere la propria creatività, qualunque essa sia, dalla pittura e tutte le altre convenzionali fino alla fotografia o il video o quant'altro ma soprattutto deve avere idee, altrimenti è noia, è artigianato.
Diffida da qualsiasi cosa a pagamento, a meno che non ci sia una finalità di intenti ed il tuo contributo deve essere fatto assolutamente e solo con il tuo lavoro. Far il pittore è relativamente facile. Essere artista è questione di anima. O si è o non lo si è! E penso sia la condizione umana più difficile da vivere. Ma bisogna credere ed insistere. Contro qualsiasi porta chiusa.
Spero di avere creato ancora più confusione... perché è dal caos che nascono le migliori soluzioni.
A presto
Roberto

p.s. Mi autorizzi a pubblicare questa nostro breve scambio sul mio blog?http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/



Ricevo per risposta:


Ciao Roberto, ti ringrazio per la tua sincera risposta, il contenuto lo
dovrò elaborare con calma, anche se già la prima reazione a caldo è stata la
voglia di rimettermi subito al lavoro, ovviamente sono felice che tu
pubblichi il nostro scambio sul tuo blog, chissà che questa prima
interazione
non sia di buon auspicio...ti ringrazio ancora e approfitto per farti i
migliori auguri di un buon Natale e felice Anno Nuovo ciao Valter

mercoledì 15 dicembre 2010

Ester Grossi vince l'Italian Factory


E' Ester Grossi, abruzzese di nascita, bolognese di adozione, classe 1981 a vincere l'edizione 2010 del Premio Italian Factory. I miei personali complimenti.

"100 pittori a Taormina" a cura di Giuseppe Filistad


Da vedere? penso proprio di sì, vista la presenza di alcune figure importanti del nostro panorama artistico contemporaneo... da Siciliano a Kostaby. Fra queste, anche l'ormai bravo e lanciatissimo Thomas Berra, che in questi luoghi aveva già lasciato segno della sua presenza qualche mese fa...

Mostra collettiva " 100 PITTORI A TAORMINA, da Kitson a Jenkins "
Mostra internazionale “100 PITTORI A TAORMINA” presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano – Fondazione Mazzullo

Si svolgerà dal 12 al 26 dicembre 2010 la mostra collettiva "100 Pittori a Taormina" presso le sale del Palazzo Duchi di Santo Stefano sede della Fondazione Mazzullo ente patrocinante l'evento. Molte le opere selezionate dal direttore artistico e curatore dell'evento Giuseppe Filistad tra le quali opere ormai storiche di artisti che hanno vissuto o sono stati ospiti "contaminati" dall'aria taorminese e che hanno realizzato opere di grande pregio, da Robert Kitson, Henry Faulkner, Felice Canonico, sino ad arrivare a Paul Jenkins artista ormai nella storia dell’arte le cui opere si trovano nei più importanti musei del mondo, del quale sarà esposta un'opera ad acquerello ed a Jean Calogero grande artista catanese vissuto tra la Sicilia e Parigi. "Hanno voluto essere con noi ", dice Giuseppe Filistad curatore e project manager dell'evento con la associazione Art Promotion e la associazione Dionysos", tanti amici artisti che ormai frequentano Taormina, per citarne solo alcuni, Giorgio Gost, Bernardo Siciliano, Otello Romani,Thomas Berra, Paul Kostabi, Alessandro Andreuccetti, Togo, Michele Cannaò oltre a tanti giovani emergenti di talento come Andrea Cantieri, Fabio Salafia, Luca Indaco, Aldo Palazzo, Loredana Cacucciolo, Andrea Palermo, Magali Papale artista Taorminese doc che vive e lavora a Parigi ed altri giovani talentuosi per i quali si prospetta una carriera di successi. Un grazie và a tutti i collezionisti che hanno messo a disposizione le loro opere degli artisti storici, ed alla fondazione Mazzullo che ha appoggiato il progetto".

Orari di apertura mostra 16,00 - 20,00 lunedì chiuso.

FONDAZIONE G.MAZZULLO
Palazzo Duchi di Santo Stefano
Vico De Spuches 3
Taormina

dal Blog di Chiara Canali: "Investire in Arte: un convegno a Polesella (Ro) fà il punto della situazione"


"Rubo", confessando il furto e chiedendo umilmente scusa, questa notizia dal blog di Chiara Canali (http://artco.blogosfere.it/2010/12/investire-in-arte-un-convegno-a-polesella-ro-fa-il-punto-della-situazione.html ) e la condivido con voi... 
Per poter investire in Arte in maniera proficua è necessario essere informati ed essere in grado di scegliere il momento giusto per puntare su un determinato artista o su determinate opere. Di solito questo momento corrisponde alla fase di crescita e di verifica di un valore attraverso successive tappe, come per esempio mostre, premi, aste a cui è invitato un artista.
Ci sono comunque enti di ricerca che studiano e monitorano il mercatoper venire incontro alle domande degli investitori d'arte. Tra questi, l'Università IULM di Milano e l'Area Research della Banca Monte dei Paschi di Siena realizzano periodicamente ricerche finalizzate a studiare gli investimenti in Arte e a misurare la redditività del relativo mercato attraverso indici statici e indagini previsionali.
Le evidenze dell'ultima analisi verranno illustrate nel corso dell'incontro"Investire in Arte", organizzato da Antonveneta e Monte dei Paschi di Siena in collaborazione con il Centro Studi sull'economia dell'arte dello IULM di Milano e ABI Associazione Bancaria Italiana, previsto il 16 dicembre presso Villa Morosini a Polesella (Ro).
Interverranno: Paolo Manazza (Giornalista del Corriere della Sera), Guido Palamenghi Crispi (Presidente Commissione Attività Culturali ABI), Pietro Ripa (Dirigente Area Research MPS), Stefano Stanzani (Docente Economia dell'Arte dell'Università IULM), Luciano Zerbinati (Presidente Associazione Ville d'Italia), Paolo Serafini (Storico dell'Arte dell'Università la Sapienza Roma), Giuseppe Menzi (Direttore Generale Banca Antonveneta). Conduce Giancarlo Graziani (Docente Economia dell'Arte dell'Università IULM e coordinatore Attività Cestart).
Il Dott. Guido Palamenghi Crispi, Presidente della Commissione per le Relazioni Culturali dell'ABI, si esprime in tali termini: "Il patrimonio culturale, nella sua accezione più ampia, documenta il cammino dell'uomo dalle sue origini fino al suo futuro più prossimo. Lacreazione artistica testimonia le espressioni e le tensioni innovative del tempo presente spesso anticipatrici del futuro. (...) Riveste quindi grande importanza e suscita speranze la recente inaugurazione a Milano del Museo del Novecento nel rinnovato Arengario. Un evento che non interessa il solo capoluogo lombardo, ma segnala un preciso interesse per il nostro Novecento in un Paese troppo spesso fermo alla grande tradizione artistica del suo fulgido passato. Un museo del Novecento, infatti, è un'importante vetrina per l'arte contemporanea con positivi ritorni d'interesse per gli artisti contemporanei con possibili ricadute sulle loro quotazioni e  più in generale per tutto il mercato dell'arte che già mostra segni di ripresa. In questo scenario il sistema bancario gioca diversi ruoli. Da un lato essere accanto alla sua clientela interessata al mercato dell'arte, nel doppio ruolo di consulente ed eventuale finanziatore, dall'altro persistere nel suo ruolo di collezionista".
Per info:
ufficio.eventi.comunicazione@antonveneta.it

Il riscatto culturale della magnifica terra di Calabria: Mattia Preti alla GN di Cosenza

Amo la Calabria così come la Sicilia ed il resto del Mezzogiorno. peccato che troppe volte queste terre magnifiche sono oggetto di malcostume e cattiva gestione. Non in questo caso però! 



Sant’Agostino di Mattia Preti alla GN
Cosenza – Palazzo Arnone
Mercoledì 15 dicembre – ore 11.00

Ancora un dipinto di Mattia Preti nella Galleria Nazionale di Cosenza.

La pregevole raccolta si arricchisce di una nuova, importante acquisizione portata a felice compimento dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su proposta avanzata fin dal 2008 dal Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, Fabio De Chirico.

Il dipinto arriverà a Cosenza nei prossimi giorni e sarà presentato in anteprima a Palazzo Arnone, nella conferenza stampa indetta per mercoledì 15 dicembre 2010, alle ore 11.00. Interverranno Fabio De Chirico, soprintendente; Francesco Prosperetti, direttore regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Mario Caligiuri, assessore regionale alla cultura e Salvatore Perugini, sindaco di Cosenza.

La tela raffigura Sant’Agostino, assorto nello studio, mentre interrompe la scrittura per volgere lo sguardo attento verso l’osservatore. L’immagine, isolata nel buio dello sfondo, è illuminata con rapidi tocchi. L’analisi introspettiva del volto e l’accurata descrizione dell’abito vescovile conferiscono all’anziana figura l’autorevole dignità di dottore della Chiesa.

Il dipinto potrebbe risalire al primo periodo maltese, fase artistica che vide il Cavalier Calabrese meditare attorno a suoi precedenti lavori, per sperimentare, con l’ausilio della bottega, inedite sintesi stilistiche.

L’opera sarà sottoposta ad indagini diagnostiche e delicati interventi conservativi al termine dei quali andrà ad aggiungersi alla prestigiosa quadreria di Palazzo Arnone, trovando definitiva collocazione negli spazi espositivi dedicati al Maestro calabrese.

Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le modalità di allestimento ed apertura al pubblico del cantiere didattico di restauro.

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico



CONFERENZA STAMPA
Sant’Agostino di Mattia Preti alla GNC
Cosenza – Palazzo Arnone
Mercoledì 15 dicembre – ore 11.00

Ufficio stampa: Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

Beneficenza: un Natale con le palle!!


Ancora una volta il popolo dell'arte dimostra la sua generosità... Tiriamo fuori le palle tutti quanti!!!



Con l’arrivo del Natale il Touring Café di Como si rende nuovamente protagonista della solidarietà. Lo scorso anni, grazie all’iniziativa “Bottiglia d’artista”, furono raccolti oltre 3000 euro per sostenere l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Nel 2010 una nuova idea per aiutare questa volta a combattere un’altra temibile malattia: laleucemia.
Promotore dell’evento è ancora una volta Enzo Santambrogio che,  con il consueto supporto di Davide Deascentis, ha dato vita ad un altro momento d’arte che coinvolge 10 artisti del nostro territorio.
Un’idea semplice ma geniale: “il primo distributore automatico d’arte a scopo benefico”.
Con  un distributore di palline con sorpresa i dieci artisti presenteranno non una mostra d’arte ma un’occasione  sincera per un gesto benefico premiato dalla fortuna. Dal17 Dicembre 2010 al 15 gennaio 2011,  il distributore conterrà all’interno di altrettante palline ben 110 opererealizzare dai 10 artisti su supporti diversi e dalle dimensioni di circa 10,5, x 7,5 cm.
Alla cassa del Touring Café sarà possibile acquistare l’apposito gettone per devolvere la propria donazione e tentare la sorte scoprendo quale pezzo d’arte il destino avrà riservato al proprio gesto di beneficenza. Il prezzo del gettone è di soli 30 euro comprendo anche la cornice in cui conservare ed esporre l’opera estratta.
Gli artisti che si sono impegnati nell’iniziativa sono:  Marco Brenna, Lorenzo Butti, Francesco Corbetta, Matteo Galvano, Marco Grassi, Francesca Marzorati, Fabrizio Musa, Tom Porta, Enzo Santambrogio, Allessandro Spadari, Vania Elettra Tam.
Con un piccolo gesto, l’acquisto di un gettone, potrete contribuire ad una nobile causa e ricevere una delle opere realizzate da questi artisti. Una formula nuova in grado di superare le meccaniche spesso inadatte alla beneficenza delle aste d’arte e che ancora una volta punta a sostenere chi più ne ha bisogno.
L’inaugurazione dell’iniziativa si terrà Venerdì 17 alle ore 19.00 nello Spazio Espositivo del Touring Café di Como. Vi aspettiamo numerosi!!

martedì 14 dicembre 2010

Ho scritto su Facebook... 3

Eccoci alla terza puntata... Il consiglio è quello di leggere, per chi non lo avesse ancora fatto, prima il link:http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2010/12/ho-scritto-su-facebook.html  e poi quest'altro: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2010/12/ho-scritto-su-facebook-2.html .
La cosa può risultare un po' lunga, ma vi assicuro utile... Buona lettura

Mirca Lucato per roberto e valeria@ riassumiamo: devo fingermi 'carichissima', sembrare sicura di me, diventare più astuta e per essere considerata da qualcuno che conta non devo dire di essere artista....sono troppo vecchia per ricordarmele tutte insieme.....però posso provarci....vi saprò dire. (con simpatia ;)
10 dicembre alle ore 15.05 ·  ·  2 persone

Cristina Costanzo ‎@Mirca: aggiungi che devi anche cogliere il momento favorevole( l'incontro astrale tra quattro costellazioni nell'anno del cane)...@tutti i partecipanti alla discussione: Ragazzi!!! ce la possiamo fare...ma CARICHI...mi raccomando!! :)))
10 dicembre alle ore 20.48 · 

Leonardo Massi 
Mi ero riproposto di non intervenire più, ma visto che ho passato tutta la notte a dipingere ed a studiare, mi sembra il caso di esplicitare le mie opinioni.
Se continueremo e essere schiavi del nostro apparire, artisti, piuttosto che del nostro essere finiremo nell'oblio -l'arte ha abbandonato i muri la tappezzeria o l'urna decorativa, l'arte non racconta più le storie fa meditare- smettiamo di voler essere particolari a tutti i costi, di procedere adorni come uovi di pasqua, se l'arte non si fa filosofia diventa soltanto decorazione!
E' l'ora di fare dell'arte un messaggio indelebile, di combattere l'ignoranza concettuale: abbandoniamo discussioni inutili e facciamoci portatori di messaggi, la società ci chiede questo.
Basta falsi moralismi, basta buonismi, finiamola con le viltà opportunistiche e utilitarie, basta con le schifezze censurate che ci propinano tv, congregazioni religiose e giornali.
A noi viene chiesto di essere portatori di messaggi divergenti proprio perchè la verità prescinde dal principio dell'ordinarietà.

"l'arte è un'arma offensiva e difensiva contro il nemico" -Pablo Picasso-

Per essere considerati non bisogna avere il coraggio di proporsi a qualcuno, bisogna avere il coraggio di prendere posizione, e se non riusciranno a capirci tanto peggio per loro.
sabato alle 4.06 ·  ·  3 persone

Cristina Costanzo 
Caro Leonardo, quello che scrivi è plausibile e condivisibile, mi piace ciò che dici e come lo dici... io, con parole più semplici, aggiungo che l'arte (quella vera) è sempre e comunque comunicazione: c'è l'artista che protesta, quello che provoca, quello che urla il proprio disagio, ma c'è anche quello che ritiene che il mondo abbia bisogno anche di cose belle, leggere, che portino la mente ad evadere da una realtà già brutta e pesante...E' una filosofia anche questa...Anche questo è prendere posizione...non è eclatante, bisogna leggerlo tra le righe, ma esiste!E' un voler riportare ORDINE nel DISORDINE. Per quanto riguarda l'originalità, questa non va ricercata, viene da sé...Non bisogna essere "carichi" per forza (ma che vuole dire? :( )nel proporsi. Occorre ESSERE SE STESSI e credere in ciò che si fa. E, come dici tu, se non ci capiranno... PAZIENZA.(giuro...ora taccio per sempre!scusa Roberto...)
sabato alle 10.30 · 

Gianfranco Biagini L'artista deve creare delle opere che abbiano la capacità di trasmettere emozioni mentali e facciano vibrare le corde dell'anima
sabato alle 11.16 ·  ·  1 persona

Alessandro Severin quando l’arte ti guida tutto il resto è un lungo silenzio.. riduci all’essenziale.. tutto il semplice riemerge e si rinnova ti trova si adatta a te come fosse sempre stato l’unico abito da indossare..
sabato alle 11.40 ·  ·  1 persona

Leonardo Massi 
Cara Cristina poiché parmi che, pari mio, tu sia una vera appassionata d’arte ti chiedo: cosa vuol dire l’arte quella vera? Arte può essere anche quella del muratore che mette passione nel proprio lavoro, hai mai visto lavorare un carpentiere? (nulla ha da invidiare ai nostri lavori “artigiani”).
La stessa bellezza cosa vuol dire? E credere di influenzare i “sistemi stocastici” -interpretazione statistica dell’ordine e dunque del caos- non ti sembra esagerato?
Io credo che come sempre è accaduto l’arte debba rappresentare il tempo in cui si genera in tutti i suoi sistemi comunicativi, come peraltro hai accennato.
Ci sono critici famosissimi, sto pensando ad almeno tre (tra i dieci più famosi) , che per spiegare opere contemporanee si riempiono la bocca con parole come prospettiva (non conoscendone nemmeno la storia reale poiché l’Alberti ed il Brunelleschi, citatissimi quando si parla di questo argomento, non conoscevano la prospettiva ma usavano soltanto degli espedienti… le regole geometriche della prospettiva sono cosa recente, del XIX secolo da attribuirsi a tale signor G. Monge) tela, olio, acrilico, pennellata e chi più ne ha più ne metta….
Insomma quello che voglio dire, è che se si parla solo di queste bazzecole inutili, l’arte non differisce in nessun modo da altri lavori che necessitano d’ingegno e di bravura tecnica –che comunque non guasta mai- mi sbaglierò ma se nemmeno l’arte si prefigge di trasmettere dei significati allora non ci rimane che la mediocrità.

E con questo passo e chiudo, sennò Roberto mi taccia di eresia e mi cancella dalle amicizie.
domenica alle 4.32 · 

Cristina Costanzo 
mi hai zittito...ok, non aggiungo più nulla. :( solo ciò: voler mettere ordine nel caos, non mi sembra esagerato! io cerco di farlo cercando di mettere ordine dentro me stessa, e non dico di riuscirci... qualsiasi obiettivo si prefigga un artista è esagerato e superiore alle sue possibilità, ma che c'è di male?anche il carpentiere mette ordine nel ristrutturare una casa che è un rudere e che una volta era uno splendore... Per "arte vera" intendo quella che viene dal cuore, non quella che uno decide di fare perché presentarsi come artista "fa figo" (e ti assicuro che ne conosco tanti). Artista si nasce, chi decide di diventarlo fallisce e semina sterilità e vuoto... comunque tu non dici cose troppo differenti dalle mie... le dici solo "meglio" :) buona domenica
domenica alle 10.23 · 

Leonardo Massi 
Cristiana, perdonerai la mia superia -ahimè è una malattia cronica la mia- non era certo mia intenzione zittirti (proprio io che ambisco al superamento di sistemi di riferimento putrefatti dal tempo, non ambisco certo ai farmi sistema di riferimento) credimi.
Comunque mi sembra che questa diatriba abbia preso le sembianze di Ulisse che non riesce a tornare a Itaca, tanto ci siamo staccati -colpa anche mia- dal problema in questione.
Quindi prima di ferire animi più puri del mio abbandono il campo di battaglia definitivamente.
domenica alle 14.01 · 

Andrea E Francesca Greco 
Faccio outing anch'io... Credo di averle scritto almeno un paio di volte per invitarla a miei eventi. Spero e credo di averlo fatto in maniera consona e gentile. E' vero che Fb prevede il tag e a volte può sembrare fastidioso, ma vorrei comunque spezzare una lancia in favore dei social network... Grazie a FB ho potuto apprezzare e conoscere parecchi artisti che tra l'altro vedo partecipare a questa discussione; non me ne vogliano gli altri, ma ne cito in particolare due, l'amico Riccardo Simafra Prosperi e la grandissima Alice Olimpia Attanasio. A mio parere due artisti con la A maiuscola. Lei è del settore e sicuramente conosce meglio di me certe dinamiche, ma da queste righe, dagli sfoghi di molti, si evince un'enorme difficoltà per gli artisti nel presentarsi ai galleristi. Spesso, a mio parere, e non è il suo caso, c'è una sorta di estrema supponenza. Ho apprezzato moltissimo il premio d'arte che ha indetto e organizzato, la modalità a mio avviso è stata vincente, soprattutto perchè ha permesso agli artisti di presentarsi e di presentare la propia opera, le idee che stanno alla base del lavoro... E' questo che manca a mio avviso. Non c'è tempo e voglia di scovare nuovi talenti e novità, più facile andare a catalizzare l'attenzione su artisti che sono già sotto i riflettori dei media e che incontrano anche per questo i favori del pubblico. Poi sull'arte in generale ci sarebbe tantissimo da dire, ma è inutile a mio avviso andare a interrogarsi sul confine, non c'è mai stato e forse non ci sarà mai... Andrea Greco
22 ore fa ·  ·  1 persona

Gianfranco Biagini 
Lettera aperta per Roberto
Come sai e ho già scritto nel mio primo commento io sono uno dei primi pittori della Galleria San Lorenzo e come ha detto Paolo anche se non ho avuto un riscontro economico sarò sempre uno che farà parte della sua storia.Ho sempre seguito lo sviluppo della vostra galleria un po per curiosità e anche per la nostra amicizia che le non vendite non hanno cancellato:Seguivo il tuo programma satellitare e mandai un messaggio a Paolo perché ti facesse i miei complimenti per come presentavi in un modo personale e chiaro i quadri degli artisti,poi come disse Paolo il programma non continuò per la crisi che era in atto.Ti sei affacciato e non è un giro di parole su Facebook e in poco tempo l'hai invaso creando grazie alla tua intelligenza e professionalità un tuo mondo il mondo di Milani su facebook ora hai oltre 3000 amici che tu hai accettato e se fra questi ci sono alcuni che ti chiedono di poter vedere i loro lavori o come dici taggano le foto sopportali non tutti sono Maestri ma anche il più dilettante o principiante crede in buona fede di dipingere dei capolavori e si sentono gratificati magari ricevendo un complimento anche se non sincero.Chi non mi conosce può pensare che Biagini sia un dilettante e tu lo sai che non lo sono e invito gli amici anche per curiosità a vedere mio profilo su Facebook i 28 album di foto della mia attività di 40 anni di pittura e le foto della mia Mostra a Firenze che termina il 31 Dicembre

Ti abbraccio

Gianfranco
12 ore fa ·  ·  1 persona